Delle
cose difficili e di altre sciocchezze
DRAVEN
Draven sedeva alla sua scrivania, compilando gli ordini da
impartire ai suoi ufficiali e la sequenza dei turni di guardia.
La penna d'oca scorreva veloce sul foglio di pergamena,
inchiostrandone la superficie con metodica precisione.
Fuori dalla finestra una sottile pioggia rendeva i tetti delle case
grigi come il cielo.
Draven si fermò, e ripensò alla sua casa, la foresta, dove era
sempre stato libero di fare e disfare a suo piacimento, dove non aveva
alcuna responsabilità, dove il suo unico dovere era vivere senza
curarsi del resto del mondo.
Si alzò, e si avvicinò alla cornice che delimitava il paesaggio
piovoso.
"Smettila di piovere" ordinò al cielo, come aveva imparato
a fare da quando era Comandante dei Dragoni.
Lentamente, impercettibilmente, le nuvole continuarono il loro cammino
nell'aere, e timidamente un raggio di sole si fece strada tra le sue
grigie sorelle.
Draven sorrise, rivolgendosi all'astro infuocato.
"Non è così facile, amico mio, non è così facile..."
KRISTAL
La scribana tirò le redini, Barbaro s'impennò sorpreso e bloccò
a fatica il trotto, volgendo la grossa testa verso la padrona.
Il Tempio stava... tremando!!
Kristal non aveva il coraggio d'avvicinarsi di più, ma restò a
guardare...
D'un tratto una figura emerse dall'ombra del sacro monumento, una
figura in volo... biancastra... o forse era l'aura che la avvolgeva
tutta a renderla tale...
L'Oracolo????
O... la Dea in persona?
Levò un braccio minaccioso al cielo, e con sguardo bieco disse:
"Attento a te, non provarci mai più...!
Nubi, sia pioggia, ORA!!!"
Kristal si tirò il cappuccio sul capo, ma non piovve...
Il Sole piegò gli angoli della bocca verso il basso, e socchiuse le
palpebre.... ma un piccolo raggio ammiccò verso una finestra della
Kioskas di Klivia, in silenziosa attesa di nuovi ordini...
(eheheheh)
|