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Del tempo che va... e di altre ovvietà

 

Guardavo mio padre, il gigante dei miei sei anni, e lo ammiravo.

La sua mano grande stringeva le mie piccole insicurezze, e le trasformava in curiosità.

Volevo essere come lui, in qualche modo, in ogni modo, ad ogni costo.

E le acque del tempo continuarono a lambirci.

Il gigante giaceva in terra, e non mi sembrò più così alto ed irraggiungibile.

Ma quanto mi manca, Dea, quanto mi manca vivere nel palmo della sua mano.

 

Draven

 

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