Il Mistero della Città delle Stelle
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Galdor_Falassion
CAPITOLO 1
Musiche, canti ed urla gioiose già mi raggiungono nella penombra
della foresta... Giunto al limitare della radura antistante
l'entrata della Città meta del mio viaggio la luce che Amanuator
diffonde nel suo calore mi abbaglia per un attimo. |
Non appena la mia vista si abitua a tale luce abbagliante, calo il
cappuccio che sino ad allora mi ha coperto il volto e mi ritrovo senza
parole...
La mia natura solitaria rimane sconvolta da tanto trambusto.
L'apparizione di un giullare che mi offre un fiore mi fa quasi
sobbalzare.
"Non la smania di folleggiare e di festeggiare mi ha portato qui,
giullare, ma bensì la voglia di conoscere e di imparare dai migliori
combattenti di queste terre. Dona questo bel fiore a chi ne possa
realmente godere appieno. Ti saluto...."
Sempre sorridendo e cantando mi porge un inchino giocoso e si rivolge a
coloro che mi stanno di fianco.
Mi allontano tra le chiassose vie della città in cerca di qualcosa che
non so...
Con l'avvicinarsi della notte sento il bisogno di un po' di tranquillità
e di pace...... l'unico posto che me li può donare è la mia casa... la
foresta...
Mi allontano quanto basta da tutta quella confusione e mi lascio
addormentare dopo aver acceso un piccolo fuoco da campo...
Un sonno agitato come l'ultimo... con ombre e bagliori misteriosi...
CAPITOLO 2
Svegliarsi prima dell’alba era un’abitudine per me. Anni di turni di
guardia alla Torre dei Dragoni avevano perfezionato una sorta di
orologio biologico che non sbagliava praticamente mai.
Inoltre il risveglio nella foresta, ove avevo deciso di trascorrere la
notte, mi faceva tornare alla mente la mia infanzia in quel della
foresta inesplorata di Arcano... i rumori tipici degli animali che
escono dalle tane per cercare da mangiare, il profumo del muschio e
delle felci, i fiori che iniziano a sbocciare timidi nel sottobosco...
quale modo migliore per verificare l’effettivo inizio della Primavera?
Mi preoccupo di spegnere accuratamente il fuoco da campo che mi ha fatto
compagnia nella scorsa notte, cancellando ogni traccia del mio
passaggio... retaggio della disciplina che mi è stata insegnata.
Mentre il cielo lievemente si colora delle sfumature tenui dell’alba mi
dirigo a piedi verso la Città delle stelle. A quest’ora la maggior parte
delle persone sta ancora dormendo beata nelle proprie case, ma non
oggi...
In uno stato di agitazione collettiva tutti si preparano all’inizio dei
festeggiamenti: chi per poter sfruttare l’occasione al fine di
guadagnare il più possibile come i mercanti che a frotte hanno affollato
le vie della città e che più semplicemente intende trovare svago dalla
vita comune di ogni giorno partecipando ad una festa che si preannuncia
memorabile.
Alla mia entrata in città non posso infatti fare a meno di notare decine
di mercanti che intenti a preparare i loro banchi nemmeno alzano la
testa per attirare l’attenzione dei pochi viandanti che come me si
aggirano senza meta. Il profumo di pane appena sfornato mi trascina
all’entrata del negozio di un fornaio e quasi presa da vita propria la
mia mano corre alla bisaccia come a costringermi ad acquistare. Il mio
stomaco le dà manforte e pertanto sono costretto a cedere acquistando
del buon pane e delle piccole focacce. Iniziando ad assaggiare quelle
delizie per lo stomaco, pago il buon uomo che con un piccolo inchino mi
saluta. Faccio per andarmene quando voltandomi ancora gli chiedo
informazioni sul programma della giornata.
"Oh, oggi è un gran giorno, messere, i nostri Signori attraverseranno
tutta la città in una spettacolare parata fino a giungere all’arena ove
avranno luogo i più spettacolari giochi e tornei che possiate mai aver
visto! Noi tutti siamo veramente fieri di appartenere a questa città,
soprattutto in questo periodo dell’anno... Capisce... noi commercianti
poi, con tutti i visitatori che queste feste attirano..!" e mi strizza
l’occhio complice.
Lo ringrazio nuovamente e lasciandogli un’ulteriore mancia in scaglie di
miara per l’informazione esco dal suo negozio. In questi brevi attimi la
città ha avuto modo di svegliarsi quasi completamente ed una certa
caciara si sente già per le vie centrali della città. Le guardie reali
già si dirigono ai propri posti lungo la strada che seguirà il corteo.
Non è difficile individuare quale sia il percorso che porta all’Arena:
stendardi e gonfaloni di quattro colori, probabilmente rappresentanti le
varie contrade, animano le facciate dei palazzi e della case che si
affacciano sulla strada principale. Mentre il giorno prende sempre più
il posto della notte già si vedono persone che si accalcano per le
strade alla ricerca di un buon posto per assistere alla sfilata, chi sui
tetti delle case e dei chioschi dei mercanti, chi sugli alberi e chi
dalle finestre offerte generosamente dai cittadini.
Certo non mi dispiacerebbe fermarmi in un buon posto ad osservare tutta
la scena ma il buon senso mi fa propendere per il dirigermi
affrettatamente all’arena. Allungo il passo e noto durante il tragitto
che non sono l’unico ad aver avuto questa idea... per lo più cavalieri e
dame che probabilmente si accaparrano il posto migliore, nelle vicinanze
della tribuna reale.
L’entrata dell’arena è addirittura spettacolare con ghirlande di fiori
appesi che circondano gli stendardi con i simboli e i colori delle
contrade della città. Mi affretto a prendere posto in una buona
posizione mentre da lontano si sentono le trombe che preannunciano la
partenza del corteo.
Lentamente l’arena si riempie mentre le urla festose dei cittadini che
seguono la parata si fanno sempre più vicine. Quando le prime guardie
reali in alta uniforme fanno il loro ingresso nell’arena le gradinate
sono quasi piene ed il pubblico inizia a rumoreggiare sino all’ingresso
del carro che porta la famiglia reale. In quell’istante un boato di
gioia esplode e milioni di petali di carta variopinti vengono lanciati
in aria dall’alto degli spalti mentre il re e la regina salutano la
città raccolta in attesa di iniziare i festeggiamenti.
Davvero emozionante …..
CAPITOLO 3
Il carro reale non fa nemmeno a tempo a fare il suo ingresso in arena
che tutto il popolo lì raccolto esplode in un boato di gioia e gaudio.
Tutto sembra svolgersi come da programma ma il mio istinto mi dice che
qualcosa non và. La guardia reale sta stretta attorno al sovrano e con
sguardo allarmato muove lo sguardo su tutta la folla come a cercare un
pericolo imminente.
Lo stesso re sembra impaurito, come svuotato in una sorta di trance, con
lo sguardo perso nel vuoto dinnanzi a sé.
"Ma che diavolo è succ..?"
Non riesco nemmeno a terminare la frase che una sorta di vertigine mi
coglie in pieno... La vista si annebbia e in un attimo mi sento avvolto
nel vuoto, come se stessi cadendo all’interno di un gigantesco pozzo
senza fondo, nel buio più totale... strani bagliori sembrano animare
quell’oscurità e una forte sensazione di essere osservato si insinua
nella mia mente in quei pochi istanti.
Rapida come è arrivata questa vertigine, se ne va. Torno in me
completamente, solo che ora non sono più nell’arena... Mi trovo per le
strade della città proprio mentre passa il corteo reale!
"Ma è impossibile! Come posso essere qui ora se un attimo fa ero..."
Non faccio a tempo a rendermi conto di che sta succedendo che di nuovo
la sensazione di essere fissato mi assale.... Noto subito una figura
indistinta che attraversando l’ammasso di gente accalcata e festante
sembra puntare dritta verso di me. Pur se di aspetto esile sembra dotato
di un qualche potere oscuro che mi paralizza completamente mentre mi
passa di fianco.
Dopo avermi lanciato uno sguardo raggelante lo vedo accostarsi al re e
porgergli omaggio.
L’effetto ottenuto è però esattamente lo stesso che ha avuto su di me.
Il re sembra colto dal panico e proprio mentre le guardie sono pronte ad
intervenire, quest'ombra si dissolve tramutandosi in un ammasso di
vermi, topi e scarafaggi.
Mentre il re viene allontanato e scortato all’arena, la gente qui
raccolta fugge impazzita alla vista di questa stregoneria.
Io mi soffermo stupito e noto che non si tratta di veri vermi o topi ma
bensì di illusioni che infatti nel raggio di una decina di metri si
dileguano completamente.
"Frutto di una grande magia nera... senz’altro..."
Purtroppo non sono riuscito a sentire quanto si sono detti il re ed il
misterioso individuo, ma allontanandomi dal luogo dell’incontro e
tornando tra le vie della città non posso fare a meno di sentire la
gente bisbigliare impaurita di un “fantomatico ritorno del Casato di
Torre Oscura”.
Alla mia richiesta di maggiori informazioni tutti fuggono impauriti
facendo innumerevoli gesti scaramantici.
La mia sete di sapere mi porta a vagare per la città senza meta e quando
vengo informato che tutte le celebrazioni sono state soppresse ad
esclusione dei giochi di magia, sono quasi sollevato... avrò tutto il
giorno per poter trovare maggiori informazioni su questa Torre Oscura!
Non mi interesso di magia... ne ho vista già troppa stamane..!
Nella mia ricerca di notizie l’esperienza mi porta al tempio della città
che fortuna vuole è pure contiguo alla sua immensa biblioteca. Chi
meglio dei sacerdoti e degli scribani saprà darmi le informazioni che
voglio?!
Non esito un attimo ed entro prima in biblioteca dove trovo un paio di
vecchi studiosi di storia che mi illuminano pur malvolentieri sul
recente passato del reame. Ancora scosso dalle notizie appena raccolte,
un sacerdote mi si accosta e mi prende per un braccio allontanandomi
dagli scrivani.
"Vedo che ti stai informando su quanto accaduto oggi, Dragone... Sento
che anche tu ne sei coinvolto pertanto ti darò una mano... Vedrò di
darti anch’io qualche informazione... Sappi comunque che quanto è
successo e quanto sta per accadere è già scritto..."
E inizia a raccontarmi quanto dicono le leggende oltre alla storia
ufficiale che ho appena conosciuto.
CAPITOLO 4
La ricerca di informazioni prima in biblioteca e poi al tempio con il
sacerdote Mhoram mi avevano aperto una finestra sul fitto mistero che
pareva avvolgere la Città delle stelle. La storia sembrava chiara, così
come mi era stata descritta. Il re è il buono. Il vecchio di Torre
Oscura il cattivo.
Il vecchio Elderion aveva fatto eliminare l’intero casato di Torre
Oscura o così credeva. Ora però un presunto discendente di questo casato
estinto torna e intende vendicarsi con il nuovo re.
No... Troppo semplice...
Ci sono ancora troppi tasselli oscuri in questo mosaico che si sta
delineando lentamente...
Come questo fantomatico Fior di Bella Vita che addirittura veniva
offerto l’altro giorno a tutti i viandanti in arrivo nella città.
Fortuna vuole che non l’ho preso!
Oppure quella stupenda spada che il re porta sempre al proprio fianco...
l’ho appena intravista durante la sfilata, e qui tutti quanti ne
decantano le magnifiche virtù pur non sapendo nemmeno che particolari
poteri abbia infuse nella splendente lama. Che ruolo ha in tutta questa
storia?
Mentre tutte queste domande frullano per la mia testa, quasi
involontariamente uscendo dal tempio mentre il sole ormai sta calando,
vengo trascinato lungo la strada principale da una folla urlante di
giovani uomini e donne fino all’entrata dell’Arena della Stella Madre.
Il pensiero di quanto mi è accaduto nel pomeriggio però mi blocca
istintivamente. Un brivido mi percorre tutta la schiena e irrigidendomi
mi defilo da quella massa di persone festanti.
Non riesco a capire come possano essere così felici e tranquilli dopo
quanto accaduto durante il corteo.
Non è comunque per le esibizioni di magia che sono venuto in questa
città, pertanto senza rimpianti mi dirigo tranquillamente per una via
laterale ad ovest dell’arena alla ricerca di una taverna dove potermi
rifocillare.
Neanche a farlo apposta mi sento subito a casa appena trovata la Locanda
del Mosto selvatico. Difatti entrando non posso fare a meno di notare
seduto di schiena quel rozzo barbaro di Berserk con la sua immancabile
caraffa di birra in mano e la sua pesante ascia appoggiata direttamente
sul bancone, sotto lo sguardo perplesso dell’oste.
Mi avvicino sorridendo al banco e dando una sonora pacca sulla spalla al
nostro caro Vicario ordino: "Oste. Faccia ancora due birre. Una per me
ed una per il guerriero qui presente!"
Berserk al mio contatto con la sua spalla sta già per voltarsi ed
attaccarmi quando mi riconosce e torna a sedere emettendo una sorta di
brontolio sordo.
"Che ci fai anche tu qui?" mi apostrofa quasi indispettito dalla mia
presenza.
"Sempre cordiale, è Bers! Credo di essere qui per il tuo stesso
motivo... Cerco qualcuno di veramente capace con cui confrontarmi a
duello!!"
"Ecco vedi di starmi alla larga se no il duello lo facciamo subito!!!"
Sempre sorridendo per i modi burberi del grande guerriero mi siedo di
fianco a lui ed assaggiata la birra appena spillata ordino all’oste una
buona porzione del loro stufato. E’ tutto il giorno che non mangio ed
ora il mio stomaco reclama maggiori attenzioni.
La serata scorre veloce e la birra in compagnia del barbaro scorre a
fiumi.
Infine mi congedo dal barbaro e dopo essermi assicurato che in Locanda
avessero una stanza per alloggiarmi questa notte, esco nella notte per
fare due passi.
Molte persone ancora si aggirano per le strade... i festeggiamenti in
arena stanno per finire.
Faccio per svoltare nella via principale nei pressi dell’arena che vengo
investito da un uomo in corsa. Mi riprendo velocemente dallo scontro e
riconosco immediatamente che si tratta di Temp.
Il mio amico mercante.
"Ma dove diavolo te ne stai andando così di corsa? Sei impazzito forse?"
gli chiedo ironico.
La mia allegria si tramuta però subito in preoccupazione quando
aiutandolo a rialzarsi lo sento tremare e vedo il suo sguardo
terrorizzato.
"In quel vicolo... una donna... ha gridato... sono corso... è morto... i
vermi..."
Tenendolo fermo per le braccia tento di rinfrancarlo: "Ora calmati! Che
cosa diavolo è successo? Non ti ho mai visto così!"
Forse rincuorato da un viso conosciuto, il mercante lentamente torna a
respirare con regolarità e riprende in parte la calma.
Mi racconta, comunque impaurito, quanto accaduto nel vicolo vicino fin
nei più piccoli particolari ed a conferma di quanto appena detto vediamo
passare a pochi metri da noi un gruppo di guardie reali che circondano
un carro coperto da un ampio telo... e da cui cadono numerosi grossi
vermi neri!
"Mi sembra un incubo, Gal! Lo capisci?! Chi me l’ha fatto fare di venire
fin qui!!!"
"Ti capisco Temp, ti capisco... Sono sempre più convinto anch’io che
stiamo vivendo un incubo... speriamo di riuscire a risvegliarci in
tempo...
CAPITOLO 5
La mattina del mio secondo giorno nella città delle stelle, il risveglio
alla Locanda del Mosto selvatico mi coglie come una liberazione.
Dopo una notte di incubi e sogni tenebrosi, alzarmi dal mio giaciglio al
vociare persistente nelle strade adiacenti la locanda, mi toglie quasi
un peso dallo stomaco...
Troppi pensieri si aggirano per la mia mente dopo quanto accaduto
ieri...
Mi rivesto velocemente e affacciandomi alla finestra che da sulla strada
noto che pur essendo l’alba già molta gente è indaffarata nelle proprie
faccende... molto strano dopo tutto quello che è successo...
Già ieri sera avevo notato quanto la gente del posto sembri dimenticare
gli orrori appena vissuti come se niente fosse... il che è molto
inquietante... sembrano tutti preda di un incantesimo dell’oblio... come
se i loro recenti ricordi venissero accuratamente cancellati per
mantenere un clima di relativa calma...
Richiusa la finestra della camera, scendo nella taverna dove consumo una
veloce colazione sotto il premuroso sguardo di una giovane e carina
ragazza che mi par di capire sia la figlia dell’oste.
Proprio mentre gli sto per chiedere se il barbaro Berserk è ancora nei
paraggi vengo interrotto dagli annunci di un araldo proprio in strada
fuori dalla locanda.
"Attenzione, attenzione! Oggi avranno luogo all’interno dell’Arena della
Stella Madre i tornei di combattimento che sono stati annullati nella
giornata di ieri! Partecipate numerosi! Alle sfide parteciperanno i più
grandi campioni del regno"
Proprio il motivo che mi ha spinto a venire in città! Finalmente!
Non perdo altro tempo e mi catapulto immediatamente fuori dal locale.
Girati un paio di angoli mi ritrovo subito all’entrata dell’Arena che
già è presa d’assalto da quella che mi sembra l’intera popolazione della
città.
Dopo essermi fatto una buona mezz’ora di coda arrivo dinnanzi agli
alabardieri reali e questi mi impongono ad abbandonare le armi per
motivi di pubblica sicurezza essendo presenti alla manifestazione anche
il re e la regina. A malincuore mi sfilo la spada e la balestra e li
avvolgo nel mio mantello, dopodiché mi occupo personalmente di porli in
un angolo fuori vista nella camera che è adibita attualmente ad armeria.
Fatto ciò mi avvio all’interno dell’arena e prendo posto su una delle
gradinate, a mezza altezza per poter avere una visuale ottimale. I primi
scontri tra combattenti sono già iniziati ma si tratta almeno per ora di
principianti, pertanto la mia attenzione è rivolta per il momento a
scrutare la folla che via via sta occupando tutti i posti delle
gradinate attorno a me. Provo a cercare con lo sguardo qualche volto
amico ma non ne vedo.
L’eccitazione dei presenti è contagiosa e quando fanno il loro ingresso
i guerrieri più importanti, al suono di trombe squillanti, mi faccio
contagiare e mi alzo in piedi come tutti ad applaudire questi campioni
splendenti e massicci nelle loro armature migliori.
Poter assistere a questi scontri è esaltante... vedere le varie tecniche
di combattimento, a cavallo, a piedi, con lance, spade, mazze... davvero
insuperabile!
Dopo un paio di scontri qualcosa mina la mia attenzione su quanto accade
nel centro dell’arena... bevendo dalla mia borraccia per calmare
l’arsura della mia gola dopo tante urla di incitamento, alzo lo sguardo
al cielo e rimango a bocca aperta nel notare il suo cambiamento... scuro
come se preannunciasse l’arrivo di una tempesta... ma non in modo
naturale... strani bagliori verdi sembrano percorrere le nubi come lampi
color smeraldo...
Faccio per farlo notare a chi mi sta vicino che stranamente non pare
notare nulla di strano come tutti all’interno dell’arena quando
istintivamente penso che dare l’allarme in questo momento creerebbe il
panico più totale. Sarebbe un disastro e per di più io mi ci trovo
proprio al centro!
Facendo finta di nulla lascio il mio posto e decido di spostarmi più in
alto nelle ultime file in alto delle gradinate... da lassù potrò seguire
più tranquillamente l’evolversi degli eventi, senza rischiare di venire
travolto da un eventuale panico della folla…
L’esaltazione che prima mi prendeva mi ha abbandonato completamente ed
ora seguo gli scontri successivi in modo distaccato con i sensi ed i
nervi tesi… in attesa di qualcosa di inaspettato...
Le ore passano lente ma nulla sembra accadere anche se la situazione del
cielo sembra addirittura peggiorare... l’aspetto plumbeo di prima si è
fatto ancora più cupo...
Quando ha inizio lo scontro finale tra i migliori guerrieri del reame,
Lord Gwendam e Lord Cremmiand, addirittura la sensazione di inquietudine
che mi pervade è al culmine... "Qui sta per succedere qualcosa...!"
Il duello è lungo e avvincente a conferma del valore dei due sfidanti,
ma alla fine prevale Lord Cremmiand sull’esausto Lord Gwendam.
Quando però il vincitore sta per dare una mano al contendente a
rialzarsi, accade quanto il mio istinto aveva preannunciato: dal cielo
ormai buio come la notte, pur essendo pieno pomeriggio, un raggio di
tenebra cala impietoso sul cavaliere vincitore... come un lampo di
completa oscurità lo avvolge in un coro di urla agghiaccianti...
La folla presente allo spettacolo inizia a fuggire impazzita cercando
una via di scampo, chi gettandosi all’interno dell’arena per fuggire ed
evitare di essere travolta, chi gettandosi senza pensarci da altezze
improponibili... le guardie reali si occupano di far allontanare la
famiglia reale da un uscita sicura mentre gli alabardieri di guardia
all’interno guardano impotenti quanto accade...
Mentre il panico sta divagando, qualcosa di inimmaginabile avviene sotto
i miei occhi... Lord Cremmiand, dopo essere stato avvolto da quel lampo
di tenebre è crollato a terra preda di convulsioni che via via gli fanno
prendere posizioni innaturali... del fumo sembra uscire dalla sua
armatura che sembra distruggersi come fosse soggetta a grosse pressioni
interne... il corpo del cavaliere sta deformandosi rapidamente ed alla
fine quanto appare agli occhi di tutti è un orribile mostro... un
gigante di quasi tre metri d’altezza per circa trecento chili di massa
muscolosa, placche ossee con zanne ed artigli che non fanno certo
pensare a quello che prima era il più valente combattente del regno!
Terminata la trasformazione, preso da una furia incontrollata, inizia ad
ammazzare tutti coloro che gli capitano a tiro... da Lord Gwendam agli
alabardieri accorsi, agli spettatori terrorizzati che erano caduti
all’interno dell’arena... uno spettacolo raccapricciante!
Passato il primo momento di smarrimento cerco anch’io di guadagnare
l’uscita ben evitando la folla impaurita... Mi avvicino a quello che era
il settore riservato ai reali e scavalco le protezioni che prima erano
attentamente controllate dalle guardie... mi trovo così in un settore
relativamente tranquillo e protetto... seguo l’uscita dedicata al re che
guarda caso è proprio di fianco all’armeria dove avevo depositato le mie
armi... le recupero dopodiché mi lancio per le vie della città dove la
gente fugge impazzita incurante di tutti e di tutto.
Mi infilo in un vicolo secondario per non farmi travolgere da quella
massa terrorizzata.
Solo ora riesco a trovare un minimo di concentrazione... la paura stava
per prendere il sopravvento anche su di me... Sento il sudore inzuppare
le mie vesti...
Un brivido mi corre per la schiena... Mi sento osservato… mi volto e
noto poco lontano da me un uomo che pare completamente fuori luogo in
quel contesto...
E’ un anziano e se ne sta tranquillo a fissare la folla, come se niente
fosse... Faccio per avvicinarmi a lui per chiedergli che ha da guardare,
quando lo riconosco: è l’ultimo discendente di Torre Oscura!!!
Lui intanto notato il mio tentativo di avvicinarmi tenta la fuga e, cosa
stupefacente faccio una fatica impressionante per cercare di stargli
dietro, nonostante sembri abbia una veneranda età...
Dopo avermi fatto attraversare mezza città, forse credendo di avermi
seminato lo vedo entrare all’interno di una vecchia torre diroccata ed
abbandonata che ha un’aria stranamente familiare...
Mi avvicino lentamente all’entrata della torre e passata la vecchia
porta in legno marcito, seguo le tracce lasciate dal vecchio. Sembrano
condurre ai sotterranei.
Sguaino immediatamente la mia spada e cautamente seguo le vecchie scale
di pietra che scendono nell’ombra quasi totale.
Giunto al sotterraneo la mia vista lentamente si abitua all’oscurità ed
il mio stomaco ha un sussulto... decine di cadaveri giacciono accanto
alle pareti e sul pavimento... e dai corpi sembrano sbocciare dozzine di
Fiori di Bella Vita! Uno spettacolo agghiacciante...
Alla parte opposta di questo passaggio intravedo la sagoma di una porta
dietro la quale sento strani rumori ed intravedo una luce... mi avvicino
e quasi sicuro di aver trovato il vecchio stringo la spada... apro uno
spiraglio e lo vedo al centro di questa sala... sembra attendermi!
Spalanco completamente la porta e mi ritrovo in una sorta di laboratorio
alchemico completamente funzionante. Il vecchio mi guarda con un odio
immenso "Siano maledetti tutti coloro che si opporranno alla giustizia
che monderà questa città perversa! Ora è troppo tardi per fermare la mia
vendettaaaaah".
Immediatamente inizia a decomporsi sotto ai miei occhi fino a restare
esclusivamente sotto forma di scheletro vivente! Armato del suo vecchio
bastone nodoso è uno spettacolo orribile... mai ho avuto modo di
affrontare nemico peggiore...
Non è tanto il bastone la sua arma migliore ma la magia che lo
pervade... inizia con lo scagliarmi contro delle sfere di fuoco che
fortunosamente riesco a schivare gettandomi a terra... mi rialzo lesto
per evitare di essere un bersaglio troppo semplice e roteando
vorticosamente la mia spada faccio un balzo in avanti andando a colpire
con un fendente con il forte della mia lama il suo bastone magico e
strano ma vero quello nemmeno si scalfisce...
La magia di quell’essere è stupefacente... infatti mi ritrovo sollevato
da terra e scagliato ad un paio di metri di distanza dopo l’impatto del
mio colpo...
Stringendo i denti per il colpo subito mi metto in ginocchio proprio
mentre sta formulando un altro incantesimo da scagliarmi contro... a
qualche passo da me infatti lo sento pronunciare strane frasi in una
lingua arcana mentre tiene entrambe le mani sul suo bastone magico
pronto ormai a lanciarmi chissà quale maleficio...
Lentamente faccio per rialzarmi portando la mia spada all’altezza del
fianco sinistro ben stretta nella mia destra... nell’istante in cui
abbassa il bastone puntandolo all’altezza del mio petto alzo
repentinamente la spada e la lancio in moto rotante in direzione del suo
teschio ghignante...
Stavolta la mia spada è stata più veloce della sua magia!
Difatti la mia lama decapita nettamente lo scheletro che per un attimo
rimane ancora in piedi; dopodiché crolla a terra dissolvendosi in un
urlo assordante con lampi di luce scarlatta...
Questo è quanto ricordo prima di essere svenuto...
CAPITOLO 6
...Lentamente faccio per rialzarmi portando la mia spada all’altezza del
fianco sinistro ben stretta nella mia destra... nell’istante in cui
abbassa il bastone puntandolo all’altezza del mio petto alzo
repentinamente la spada e la lancio in moto rotante in direzione del suo
teschio ghignante...
Stavolta la mia spada non è stata veloce quanto la sua magia e questa mi
colpisce in pieno...
Svegliarsi proprio mentre sto rivivendo il mio ultimo scontro con un
finale decisamente diverso da quanto realmente avvenuto, non può che
sollevarmi!
Non riesco a quantificare quanto tempo ho trascorso in questo
sotterraneo maledetto ma dalle condizioni di quanto mi circonda
sembrerebbe sia passato molto tempo. Sembra quasi che dopo il mio
svenimento si sia scatenato una sorta di uragano che ha distrutto tutto
quanto... ampolle e alambicchi distrutti, pozioni e composti che si sono
raccolti sul pavimento dopo aver corroso il bancone che li ospitava...
scaffali e librerie divelte con libri che in parte distrutti mi hanno
addirittura ricoperto in parte...
Mi rialzo velocemente ancora stupito dello spettacolo che mi trovo di
fronte e solo la curiosità di cercare notizie sul mio avversario mi
trattiene dal lanciarmi di corsa fuori dai resti di quella che era
l’antica Torre Smeraldo.
Stando ben attento ad evitare i composti corrosivi che stagnano sul
pavimento recupero la mia spada all’altro lato della sala.
Proprio lì di fianco noto due strani volumi che sembrano caduti da uno
sgabello posto vicino al banco degli esperimenti del vecchio stregone.
Forse sono le sue ultime letture...
Decido di raccoglierli e non avendo trovato nient’altro di interessante,
mi dirigo verso l’aria aperta.
Faccio per attraversare la sala che è invasa dai cadaveri in
decomposizione quando preso da pietà penso che non sia onorevole
lasciare che i corpi di queste persone rimangano così.
Torno allora sui miei passi e dopo aver raccolto parte dei libri
distrutti ed avervi versato parte di strani composti magici vi appicco
fuoco.
"Che il fuoco vi possa purificare..."
Mentre il fuoco prende forza io mi lancio di corsa su per le scale.
Raggiunta l’uscita della Torre noto che una fitta pioggia sta bagnando
queste terre sfortunate.
Alzo lo sguardo al cielo per accogliere in volto questo dono delle dee
quando un secco “Alt!” mi coglie di sorpresa.
Mi volto di scatto e mi trovo di fronte un piccolo gruppo di guardie
reali che mi circonda minaccioso. Non posso pensare di battermi con
loro. Sono troppi.
“Lascia le tue armi, straniero! Dobbiamo portarti a palazzo... ci è
stato detto che ti sei introdotto in queste rovine... dovrai dare delle
spiegazioni!”
“Non ci sono problemi. Vi seguirò. Ma trattate con riguardo le mie
armi... dovrò riaverle presto”
“Questo lo dirà il nostro re, STRANIERO!”
Dopo aver consegnato a malincuore le armi alle guardie, le seguo
attraverso la città. Nel frattempo noto che l’oscurità che ci circonda
non è quella propria della notte ma bensì quella innaturale che è
apparsa nella giornata di ieri.
Le strade della città sono deserte al contrario delle scorse giornate.
In una delle piazze principali noto che è affisso un bando che dichiara
sospesi i festeggiamenti in corso... mi sembra il minimo dopo quanto
successo!
Raggiunto infine il palazzo, non posso fare a meno di notare la sua
conformazione austera e minacciosa, segno dell’antica funzione militare
che ricopriva.
All’interno lo sfarzo e la ricchezza dei saloni e dei giardini interni
sembrano in netto contrasto, come se si cerchi di nascondere qualcosa.
Mi conducono infine in una sala finemente arredata, con arazzi e mobili
intarsiati con piccoli bracieri in metallo che illuminano e riscaldano
al medesimo tempo.
Vengo praticamente spinto all’interno della sala e la porta viene chiusa
subito alle mie spalle.
“Fratello!” urla qualcuno all’interno della sala. Mi volto verso la
persona che ha parlato e noto Ace, Temp, Malekit e Kikka che da un
angolo della sala si dirigono sorridenti verso di me.
“Per Arawen! Non immaginate nemmeno quanto mi faccia piacere vedervi!”
“Lo abbiamo pensato anche noi veramente”.
Ci riuniamo in un angolo del salone e qui ci ragguagliamo sulle nostre
personali esperienze e stranamente sembrano tutte alquanto simili...
addirittura lo scontro nella torre è avvenuto a tutti!! Mi sembra
impossibile!
Mentre parliamo altri hammers arrivano: Paido, Thelonius, Berserk, Driz,
Asjah, Taal, Vendicatore, nonché Nara e Galath.
Tutti con le medesime esperienze... e tutti con gli stessi volumi
misteriosi trovati nella biblioteca di quel mostro...
I minuti passano lenti e Malekit e Kikka decidono di mettersi a studiare
il contenuto di questi volumi per potersi raccapezzare su quanto
accaduto.
Dopo averne ben studiato il contenuto lo espongono a noi tutti e ci
confrontiamo su quanto emerso... chi ritiene che siano falsi, chi pensa
che contengano la verità...
Io personalmente rimango dubbioso anche se protendo a credere a quanto
scritto sul diario di Osmond anche se accecato da un odio assoluto...
Il mosaico oscuro del mistero di questa città lentamente si sta
componendo...
Mentre questi pensieri si fanno strada nella mia mente, senza fare
rumore alcuno, una donna avvolta in eleganti vesti entra e si pone al
centro della sala che ci ospita.
Dopo essersi tolta il velo che ne celava il viso non posso fare a meno
di notare la sua splendida bellezza elfica ed il suo aspetto puro e
perfetto mi lascia completamente disarmato.
"Benvenuti miei signori, sono la Regina Firith. Le mie guardie mi
avevano informato della presunta cattura di alcuni artefici di questi
nostri tristi giorni, ma ora che vi vedo, comprendo perfettamente quanto
fosse errato il loro giudizio. Non vedo traccia nei vostri animi del
male che ci circonda e vi porgo le mie scuse per le brusche maniere che
avete dovuto patire. Ora vi chiedo, per il bene di questa città, di
riferirmi ciò che sapete".
Si rivolge quindi a me per primo e senza pensarci troppo le racconto
ogni particolare di quanto accaduto dal mio arrivo sino ad ora non
nascondendole nemmeno i miei sospetti e pensieri, sicuro che comunque
riuscirebbe a leggerli nei miei occhi.
Lei mi ascolta senza interrompermi sino alla fine anche se mi sembra di
percepire una preoccupazione nel suo sguardo, quindi mi ringrazia e
decide i passare ad Ace.
CAPITOLO 7
Vedere la regina così preoccupata al termine dei colloqui individuali
con ognuno dei miei compagni non mi stupisce affatto... anzi ero
convinto già in cuor suo conoscesse gran parte delle nostre scoperte e
supposizioni... D’altronde chi meglio di lei può conoscere la storia del
proprio consorte nonché sovrano della Città delle Stelle? Chi se non lei
può sapere o almeno intuire ciò che è causa del male che ora sta
invadendo la città?
La sua richiesta di aiuto non rimane inascoltata e diversi dei presenti
rispondono in modo affermativo, porgendo la propria disponibilità alla
regina.
Io sono indeciso... non riesco a scegliere se ritirarmi da questa
situazione, lasciando che la città rimanga in balìa del male causato in
via indiretta dal suo sovrano... o se intervenire per porre fine allo
questo scempio avviato dall’odio di Osmond...
Ancora pensieroso sul da farsi, inizio a passeggiare per la sala con lo
sguardo assorto e solo con la coda dell’occhio vedo che la regina d’un
tratto ha un sussulto e si lancia di corsa per le scale che portano ai
piani superiori.
“Ehi Gal!" mi urla Ace "Andiamo, c’è qualcosa di strano che sta
accadendo sul tetto del palazzo!”
Senza pensare mi lancio anch’io su per la massiccia scalinata che porta
alla sommità del palazzo dietro ai miei compagni che hanno deciso di
aiutare la regina. Giunto al tetto, in uno spazio aperto piuttosto ampio
ci troviamo di fronte una scena che ci toglie il fiato.
Sotto un cielo plumbeo che pare opprimerci si fronteggiano un demone
alto oltre 3 metri accompagnato da un essere mostruoso che sembra fatto
di fuoco ed il re Elderion II che sembra porsi a scudo della propria
regina.
Il demone si presenta come Ezimeth. Il signore della vendetta
risvegliato dall’ultimo discendente di Torre Oscura.
E’ finalmente giunto a chiedere il proprio prezzo. La vita di Elderion.
C’è un breve scambio di battute ma ad un certo punto senza preavviso il
demone lascia partire un piccolo ago in direzione del re. Questi
agilmente schiva l’attacco del demone pensando di esserne il
bersaglio...
Subito dietro di lui la regina, si irrigidisce colpita dallo strano
oggetto, che si scopre essere un germoglio di Fior di Bella Vita, e
sviene scivolando a terra.
Il re non si accorge dell’accaduto finchè non nota lo sguardo beffardo
del demone che si prende gioco di lui.
Mentre il re si volta a prendersi cura della propria consorte, Ezimeth
ci nota mentre ci avviciniamo a dar man forte al re e ci apostrofa “E
voi chi sareste mortali? Fuggite prima che decida di spegnere le vostre
vite! Ora la maledizione si compirà ed alla morte della sua amata sposa,
il patetico re diverrà l'ombra di se stesso, portando alla rovina ogni
cosa. Ahahahah".
“Noi siamo viandanti in questa terra, demone" gli rispondo "I fatti che
ti hanno protagonista ci coinvolgono tutti, chi più chi meno. Tu sei
stato chiamato per portare a termine una vendetta. Ma la situazione sta
degenerando in modo esponenziale... Gente innocente sta perdendo la vita
per l’errore di una persona. Ci dev’essere un modo per porre fine a
questa strage!”
Le parole mi escono spontanee e fluide anche se la paura sembra fare a
brandelli le mie membra. Ezimeth sembra pensare alla mia richiesta
mentre il suo mostruoso accompagnatore continua a girargli intorno in
attesa di un ordine di attacco del suo padrone, bramoso di poter
assaggiare le nostre carni.
“E sia! Vi darò una speranza per poter gustare la vostra disperazione
quando essa si infrangerà. Il fiore sboccerà all'alba del secondo giorno
da oggi strappando alla regina la vita ed il senno al re. Voi prima di
quel limite dovrete salvare un'anima che sta per cadere vittima della
maledizione e con il suo rancore l'alimenterà ulteriormente. Essa
appartiene ad una donna che in questo momento lotta per difendere il suo
tesoro più prezioso dall'orrore che avanza, vaga senza rifugio per i
vicoli della città; lì dove le merci più preziose giungono in questa
città da terre lontane, e presto perderà tutto per mano di ciò che un
tempo fu la sua vita... divenendo per sempre mia!”
Non faccio nemmeno a tempo a cercare di chiedergli maggiori spiegazioni
che subito scompare in una nube di fuoco e fumo che si lancia verso il
cielo plumbeo di questo pomeriggio.
In quello stesso istante leggere gocce di pioggia iniziano a cadere.
Silenzioso tributo del cielo ferito da questa maledizione. Lacrime
pietose nei confronti dei sovrani della Città delle stelle.
Il re Elderion stringe teneramente a sé la bella moglie oramai priva di
sensi.
"Tu eri la stella che rischiarava la mia eterna notte ed il vento che mi
accarezzava l'animo” Sussurra il sovrano, “Fra le tue braccia il calore
di un'intera esistenza, nel tuo sguardo tutto quello di cui avessi
bisogno. Ora le tenebre rendono cieco il mio cuore e nel freddo le mie
sensazioni si perdono. Se tu morirai, io morirò... l'ultimo mio istante
sarà per te, per sempre con te".
Conscio che il dolore ha sopraffatto il re mi rivolgo ai miei compagni
“Dobbiamo fermare questa maledizione. Non amo certo questo re, ma... non
è giusto che l’intera città debba subirne le conseguenze... Dividiamoci
e andiamo alla ricerca di questa misteriosa donna...”
Trovando pieno accordo dai miei amati compagni hammers, scendo con loro
le scale del palazzo cercando di evitare accuratamente di incontrare
guardie a cui dare spiegazioni.
Giunto all’ingresso del vecchio maniero fingendo la massima tranquillità
avverto le guardie che la regina ci ha permesso di lasciare il palazzo
dopo aver verificato la nostra innocenza.
Non capisco ancora come possano lasciarci passare senza dubitare delle
mie parole di straniero... ma lo fanno per nostra fortuna!
Una volta fuori ognuno di noi sceglie una strada diversa da seguire per
iniziare la ricerca della donna da salvare, senza un’idea precisa di
dove recarsi e di cosa cercare con esattezza.
Correndo per le vie della città cerco con lo sguardo di trovare qualche
indizio che mi porti sulla giusta strada... ovunque posso vedere la
distruzione causata dagli abomini creati dalla maledizione di Ezimeth,
mostri ed esseri terrificanti di ogni sorta...
Ovunque si possono vedere case distrutte, carri abbandonati o
rovesciati, incendi, urla di dolore e pianti di uomini e donne
indistintamente...
Giunto nei pressi della piazza del mercato posta nelle vicinanze
dell’ingresso sud della città, provo un forte impulso di fuggire via da
tanto orrore… il mio istinto di sopravvivenza mi urla nella testa di
scappare finchè sono in tempo... che c’entro io con questa città ed il
suo popolo? Io sono venuto solo per assistere al famoso torneo dei
combattenti più forti del regno! Ed ora sono qui a rischiare il collo
per loro!
Mentre questi pensieri corrono per la mia mente l'udito affinato coglie
nei pressi un lieve pianto di bambino. Purtroppo non sono l’unico a
sentirlo ed infatti vedo nell’oscurità uno strano essere, dalle
sembianze di un grosso lupo grande quanto un uomo robusto, che a quattro
zampe punta lentamente nel vicolo che si trova a circa quindici passi da
me... Proprio da dove sembra provenire il pianto del piccolo!
Ogni pensiero viene cancellato dall’urgenza di intervenire...
Prontamente prendo la balestra che porto carica legata alla cinta...
porto velocemente il ginocchio destro a terra prendendo la mira
direttamente all’altezza del cuore della demoniaca fiera... rapido il
dardo schizza al mio premere del noce...
Dritto nel cuore della bestia che crolla al suolo senza nemmeno rendersi
conto di che è successo...
Le lezioni di tiro nella Foresta inesplorata mi servono a qualcosa
finalmente...
Ripongo prontamente la balestra e mi lancio di corsa nel vicolo
scavalcando l’essere appena ucciso e mi trovo di fronte rintanata
nascosta tra dei vecchi barili vuoti una piccola bambina che trema e
piange terrorizzata.
“Ehi piccola, non devi aver paura adesso... non ti può più far male
adesso" indicando il mostro lì vicino "Vieni che ti aiuto a cercare i
tuoi genitori...”
“Il mio papà è morto" mi risponde singhiozzando "Ed io non so più dove è
la mia mamma... mi sono persa al mercato quando sono apparsi questi
mostri...”
Un’intuizione mi prende... e se fosse questa bambina il “tesoro” che la
donna sta cercando? Che bene più prezioso può avere una madre?
“Vieni piccola" prendendola in braccio "Ti aiuto io a cercare la tua
mamma”
CAPITOLO 8
La notte di ricerca nella Città delle stelle è passata velocissima. La
stanchezza sta per avere il sopravvento nel mio vagare tra vicoli
oscuri, nel nascondersi da esseri mostruosi e proteggere la piccola
Elbereth... La piccola... Il mio sospetto che fosse lei il tesoro tanto
bramato dalla donna che devo assolutamente salvare si è affievolito nel
corso della notte. Urla e pianti di uomini, donne e bambini sono l’unico
suono che si contrappone ai versi innaturali di queste creature
demoniache che sembrano moltiplicarsi...
Ora ha smesso di piangere e mi sta praticamente appiccicata alla
schiena, lasciando spuntare solo la piccola testolina bionda dal mio
fianco destro per poter scrutare la strada che si apre di fronte a noi.
E’ decisamente una bella bambina con grandi occhi verdi ed il coraggio
non sembra mancarle.
Sono quasi otto ore che stiamo vagando nell’oscurità ma il suo desiderio
di ritrovare la sua mamma ed il suo fratellino Terin è immutato, non un
solo istante ha ceduto al pensiero che possano essere morti.
“Lo sento... sono ancora vivi... Dobbiamo trovarli, signore... dobbiamo
fare presto!”
La sua forza d’animo può sembrare strano ma mi stupisce, tanto per
l’intensità quanto per il fatto che pare trasmetterla anche a me
permettendomi di proseguire senza paura.
Una densa foschia sembra salire dal nulla mentre ci inoltriamo in quello
che mi pare essere il porto della città. D’un tratto sento alle mie
spalle che Elbereth si ferma come pietrificata.
“Terin” sussurra lieve. Istintivamente capisco che il pianto che si
sente nei pressi in quel momento potrebbe essere quello del fratellino
della piccola.
La prendo velocemente tra le mie braccia ed inizio a correre in
direzione del vagito del bambino. Lo sento come provenire da un vicolo
sulla mia destra. Mi ci infilo ma è come se il pianto si allontani...
continuo a correre all’angolo successivo... Il pianto sembra riprendere
forza ed ora proviene dalla mia sinistra... Di nuovo mi lancio in una
corsa disperata e poco ci manca che non finisca a terra rischiando di
far cadere la piccola Elbereth... Il respiro inizia ad essere affannoso
ed il cuore mi batte all’impazzata mentre percorro quello che sempre più
mi sembra essere un labirinto senza uscite... La piccola Elbereth
ricomincia a piangere angosciata consapevole che non arriveremo mai a
salvare la sua mamma ed il suo fratellino quando finalmente contro ogni
aspettativa ormai, ce li troviamo di fronte...
Sento però che qualcosa le leva il fiato. Ora non piange più. Alle loro
spalle si sta avvicinando un uomo.
“P-papà... morto” le sento dire prima di vederla svenire tre le mie
braccia.
Si trovano a circa dodici passi da me e la piccola e l’uomo ormai a
ridosso della donna, in una maschera paurosa sta ghignando maleficamente
estraendo una spada con strani simboli sulla propria lama.
Lascio la piccola a terra nel vicolo dal quale provengo e pregando di
nuovo le dee per guidare la mia mano estraggo la balestra un’altra
volta. Sempre mettendomi in posizione, con il ginocchio destro a terra e
la balestra appoggiata alla spalla prendo la mira sull’uomo proprio
mentre tenta di brandire un colpo mortale alla donna che impaurita si è
rannicchiata a terra nell’estremo tentativo di proteggere il proprio
bambino.
Il dardo rapido percorre la distanza che ci separa e lo colpisce alla
spalla sinistra.
“Accidenti si è mosso e non ho potuto colpirlo al cuore!” penso ad alta
voce mentre rialzandomi lesto e lasciando la balestra per la fida spada
mi appresto a incontrar lama con questa specie di morto vivente.
“Vieni a trovare finalmente la morte, uomo!” urlo pur comprendendo che
non mi capisce più ormai.
Ora è solo il desiderio di vendetta del suo signore che lo muove.
Lo scontro è intenso e più complesso di quanto prevedessi. La pur minore
abilità nel combattimento dell’uomo è ampiamente compensata dal suo
furore e dalla sua insensibilità al dolore. Ben due volte vengo ferito
anche se solo di striscio alla coscia destra ed al fianco sinistro.
Con un ultimo sforzo riesco finalmente con una finta a farlo sbilanciare
facendogli scoprire la guardia ed a trafiggergli il cuore. Come per
incanto quelli che sino ad un istante prima erano occhi senza vita
riacquistano luce ed il volto del mio avversario torna umano, “Ti
ringrazio straniero..." mi sussurra con l’ultimo respiro "Mi hai
impedito di dannare la mia anima per l’eternità... grazie”.
Lentamente lo faccio scivolare a terra mentre il suo ultimo sguardo si
posa sulla moglie e sul proprio figlio Terin.
La donna comincia allora a piangere... sia per il marito perso che per
la salvezza propria e del piccolo figlioletto. Torno nel vicolo a far
rinvenire la piccola Elbereth e la porto quindi dalla madre.
“Non so chi tu sia, straniero... ma sei stato la nostra salvezza... mio
marito era già morto... non imputo a te la sua perdita... Era vittima
della maledizione purtroppo... Posso solo ringraziarti per l’aiuto che
ci hai portato... saremo per sempre debitori tuoi... grazie, grazie!”
Mi preoccupo che la famiglia ritrovata raggiunga un rifugio sicuro e
dopo aver salutato soprattutto la piccola Elbereth mi allontano
dirigendomi di nuovo al palazzo reale.
Ora che la catena della maledizione è stata spezzata, devo verificare se
la regina è realmente salva e se Ezimeth ha definitivamente lasciato
questo mondo.
Le forze stanno abbandonando lentamente ma costantemente il mio corpo.
Le ferite dell’ultimo scontro mi pulsano. Sono ormai due giorni che vago
sena cibo né riposo in quest’incubo.
Raggiunto il tetro palazzo, noto immediatamente il fuggi fuggi che sta
avendo luogo. Servitori e guardie stanno lasciando il maniero
terrorizzati. Afferro per un braccio un ragazzino impaurito che non fa
altro che divincolarsi.
“Lasciatemi! Non voglio morire!!!”
“Voglio solo sapere dov’è il tuo re, poi ti lascerò andare” gli dico.
“Al tempio, nei sotterranei... ma ormai è impazzito..!“
Lo lascio andare e senza pensarci due volte questo fugge verso la città.
Tratto un profondo respiro, raccolgo tutto il coraggio che mi rimane e
mi dirigo ai sotterranei. Nei pressi della caserma ne trovo l’entrata e
dopo aver recuperato da un cunicolo lì vicino una torcia accesa, mi ci
inoltro.
La massiccia scala di pietra pare non avere fine e devo attraversare
diversi piani con celle e sale di tortura terrorizzanti prima di
raggiungerne il fondo.
Proprio all’ultimo piano dei sotterranei trovo finalmente il re Elderion.
Di fronte ad un grande altare di marmo in quello che sembra esser un
grande tempio dalla pianta circolare, completamente scavato all’interno
della roccia. La luce delle torce accese alle pareti illumina a giorno
il re inginocchiato all’altare mentre stringe la mano dell’amata regina.
Mentre lentamente mi avvicino, noto che il bocciolo del Fior di Bella
Vitanon è affatto morto... anzi è sul punto di sbocciare!
“Dannato Ezimeth! Non ha mantenuto la parola!”
Quasi come se fosse apparso a comando, il demone si materializza
dall’altro lato della grotta a cavallo del lupo di fuoco che già avevo
visto.
“Ahahahaha! E’ stato divertente osservare il vostro patetico affanno nel
tentare di salvare questa patetica coppia di sovrani!! Aahahah! Peccato
che il finale non sia quello a cui avevo pensato!”
Quello che era un ghigno malvagio sino ad un attimo fa si trasforma in
un ringhio pauroso “Ora consumerò le vostre vite!”.
Con un balzo del suo focoso destriero mi raggiunge e mi trova preparato,
con la fedele spada nella destra... pur conscio delle mie inferiori
possibilità anticipo il suo attacco ed almeno inizialmente sembro avere
la meglio. Riesco ad infliggere un paio di colpi al lupo di fuoco ben
parando gli attacchi del suo padrone prima che il mio fisico stremato
inizi a cedere.
Gli attacchi che il demone mi infierisce sono come colpi di maglio che
lentamente stanno piegando la mia resistenza. Ormai anche la mia difesa
sta crollando. Sembra stia facendo di tutto per farmi cadere in
ginocchio davanti a lui... mi vuole umiliare...
Senza accorgermene sono stato spinto al centro del tempio ed infatti
giunto ai piedi dell’altare per evitare l’ennesimo attacco di Ezimeth
nell’indietreggiare inciampo nei gradini che portano all’altare ove
giace la regina. Il terribile lupo di fuoco mi è subito sopra con le
fauci spalancate.
“Questa volta è proprio la fine”, penso mentre il fiato della demoniaca
creatura mi ustiona il volto.
Chiudo gli occhi in attesa della fine.
Poi un sibilo seguito da un grido di dolore.
Lentamente il grande calore che mi stava per consumare va scemando e
posso riaprire gli occhi.
Del lupo di fuoco non v’è più traccia, ed il suo padrone si trova a
pochi passi da me in ginocchio. A fatica mi rialzo in piedi con l’aiuto
di qualcuno di fianco a me... il re Elderion!
Lo sguardo del demone trasuda odio e rabbia. Poi noto che dal suo nero
collo spunta l’elsa di una spada luccicante.
La Spada delle Ere.
Sangue demoniaco scorre a fiotti dal suo collo mentre pronuncia le sue
ultime parole “Che tu sia maledetto in eterno Elderion! Ed anche tu
Galdor Falassion! Siate tutti maledetti!!!”
Detto questo si sfila l’antico artefatto e lo scaglia lontano, per poi
dissolversi lasciando un ammasso di carne putrida sul pavimento di
pietra del tempio...
Stremato lascio che il mio corpo si abbandoni sui gradini del tempio. La
stanchezza sta prendendo il sopravvento, lo sento...
Alle mie spalle sento un movimento, ma non ho la forza di voltarmi.
Un lieve tocco di mano sfiora la mia testa... le palpebre si fanno
pesanti... ma mentre i miei occhi si stanno chiudendo un sorriso
bellissimo mi appare... la regina è viva, ed il Fior di Bella Vità è
appassito!
Poi più nulla...
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