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La ricerca dell'armatura perduta - 1

Capitolo 1°

Notte fonda, l'oscurità, con il suo manto di tenebre rischiarato a volte dall'argentea luce di Mystryl, si protende minacciosa con i suoi misteri e con i suoi intrighi sulla Kioskas di Kolise.
Mi trovo a terminare il mio giro di ronda attraverso le strade, illuminate in parte dalle fiaccole ad olio, poste ad una distanza di circa 50 mt. l'una dall'altra, l'aria fresca e cristallina di questa notte mi circonda rendendo ovattati tutti i rumori, a causa della pallida nebbia che sovrasta le strade della kioskas.

Sbuffi di vapor acqueo nascono dalla mia bocca per confondersi con la nebbia circostante, intervallati dal rumore dei miei passi, che riecheggiano sul lastricato della strada che porta al corpo di guardia dei Cavalieri Betris.
Dopo aver passato l'ingresso del corpo di guardia ed un relativo piantone annoiato, mi avvicino al focolare posto nel camino in fondo alla stanza, mi slaccio il cinturone che tiene adese le mie due spade gemelle, Ombra e Caos, ai miei fianchi, e le adagio su un'angusta sedia posta di fronte al fuoco.
Il fuoco riscalda e rischiara tutt'intorno, le sensazioni si espandono davanti alla sua luce ed al suo tepore, ed i ricordi a poco a poco si susseguono come un'orda di cani sguinzagliati dietro l'ambita preda... ricordi a volte dolorosi ed infamanti della mia vita passata, una vita dannata e meschina, passata nella piramide della stregoneria, intento ad allenarmi ed a forgiare e temprare sia il mio corpo che il mio spirito... tutto per volere della Global Detector, tutto per formare una nuova casta di "assassini" pronti a compiere ogni cosa l'angusta società ci proponeva.
Appartenevo ad una casta guerriera in cui la negromanzia e la divinazione non venivano disdegnate, anzi, spesso facevano parte integrante dell'addestramento che ricevevamo, ove rimorsi e ripensamenti non erano contemplati... anzi erano condannati con la vita.
Alla fine decisi, spinto da una ragione precisa, di lasciarmi alle spalle tutto questo; dopo aver visto morire mio padre ed i miei fratelli per mano della global detector, decisi di lasciarmi alle spalle tutto per poter redimere la mia anima e donare la mia vita le mie spade ed il mio onore (di quest'ultimo... se ancora ve ne sia rimasto... non so...) alla persona che è riuscita a vedere in me un barlume ancora acceso di umanità, alla persona che mi ha avvicinato come un amico e non mi fuggì solo perchè ero un forestiero... ella mi parlò a lungo di Arcano e della Suprema Imperatrice Nimira.. soltanto lei, la mirabile Madras Kristal, mi accolse nel momento della mia vita in cui tutto poteva crollarmi addosso come un castello di carta lasciato su di un tavolo traballante dinnanzi ad una finestra aperta.
I ricordi... che cosa ambigua sono... non si può definirli come una sensazione che ci fa sentire vivi perchè parlan sempre al passato e... chi vive del passato come può riuscir a contemplare il presente ed immaginarsi un futuro?
Il fuoco piano piano ristora e riscalda.... mi slaccio la giubba di ordinanza dell'ordine a cui appartengo, i Cavalieri Betris, per poter indossare nuovamente i miei abiti civili: la mia tunica nera intrecciata da fibre argentee di SilverHaim, una fibra tessile molto resistente in grado di rendere un tessuto normale resistente come il carapace di una tartaruga ma flessibile e morbido come un comune tessuto di lana.
Il corpo di guardia è vuoto, il silenzio regna ovunque, ormai il sonno è sopraggiunto su molte delle persone all'interno della kioskas stessa; sono l'ultimo del mio turno di ronda, ad essere rientrato, il mio cambio è già in strada da un po', e mentre penso a quei ragazzi lì fuori avvolti dall'oscurità, sento un rumore di passi provenire dalla scala di legno che porta al piano superiore. Mi giro e scorgo nella penombra una figura che si avvicina......
- Bentornato Driz, tutto bene?? - E' il mio comandante Spidersax che mi si avvicina con sguardo serio e duro.
- Vieni di sopra nel mio ufficio a fare rapporto... dobbiamo parlare.-
La sua non è una domanda, è un ordine, ed io, abituato alla disciplina ed al rigore, annuisco con la testa e lo seguo al piano di sopra nel suo ufficio.
- Vieni, entra pure e siediti... com'è andato ll giro di controllo? -
- Tutto normale comandante... niente di particolare - rispondo con voce atona ed assente, lo sguardo perso nel vuoto quasi a cercare qualcosa che potesse creare un diversivo - Tutto è tranquillo, nessuno che trami nell'ombra - rispondo alzando in fine lo sguardo verso Spidersax.
Lui a sua volta mi guarda mentre siede dietro lo scrittoio, inarcando un sopracciglio e piegandosi all'indietro per potersi sedere.
- Perchè Driz... avresti preferito qualche diversivo?- allude certamente al mio passato burrascoso, quando un tempo adoravo cercare guai e gettarmi a capofitto nelle dispute e nei duelli solo per il semplice gusto di veder scorrere sangue...
Ricordi Driz? La gioia di primeggiare di fronte al nemico? l piacere nel vederlo agonizzare... e pian piano vedere la vita che se ne va via da lui mentre tu restavi a guardare... impavido trionfatore.. solo per il gusto di primeggiare su tutto...
Pensieri.... ricordi di una vita ormai passata il cui unico scopo era non fidarsi mai di nessuno.
- Ascoltami Driz....- disse Spidersax - è da poco che sei qui.... le tue credenziali potrebbero rendermi dubbioso, se non fosse per la mirabile Kristal, colei che è riuscita a vedere ancora qualcosa di.... hem... umano in te - disse Spidersax con un tono di voce pacato e tranquillo.... - Ho bisogno di una persona a cui affidare un incarico importante e pericoloso.-
Pericoloso, pensai, cos'è il pericolo se non la paura di perdere qualcosa a cui si tiene veramente e cioè la vita... ma cos'è la vita per qualcuno che l'ha già persa in passato se non un desiderio ancora di ritrovarla affrontando il pericolo stesso per sentirsi nuovamente in vita???
- Te la senti di rischiare Driz?? -
- Di cosa si tratta? - risposi senza pensare alle conseguenze della mia risposta, mentre i pensieri della mia vita passata ritornavano come fantasmi mai abbandonati.
- Prestami la tua attenzione soldato - rispose Spidersax - C'è qualcosa di molto serio da fare... anzi, ci sarebbe una cosa molto importante da recuperare... Conosci la storia di Arcano? Quella dei cavalieri ai quali appartieni, anzi... conosci la storia di Betris Whitehorse?-
- Conosco qualcosa a riguardo della sua figura leggendaria, conosco alcune storie riguardanti la sua spada...-
- Non si tratta di spade - rispose seccamente Spidersax - Ma.. si tratta di qualcosa di più importante... riguarda ciò che conteneva la sua essenza, il suo cuore... riguarda ciò che nell'arco del tempo ha raccolto ogni stilla del suo sudore, ciò che ha visto ogni parte delle sue imprese, ciò che ha raccolto il suo sangue e quello dei suoi molteplici nemici... Sto parlando di ciò che racchiude e custodisce l'essenza stessa del guerriero.-
Spidersax si alza e comincia a passeggiare nervosamente avanti ed indietro mentre la sua mano destra stringe il pomo della sua spada: - Si tratta della sua corazza, dobbiamo recuperarla - disse infine Spidersax voltandosi a guardarmi negli occhi con sguardo duro e severo - Te la senti di provare Driz??-


Capitolo 2° - Rivelazione

Ritrovare l'armatura di Betris Whitehorse... ricerca certamente non facile, visto che a suo riguardo la storia si prodiga sì di aneddoti e di avventure, ma per quel che riguarda la sua armatura nessuna informazione...
Si parla molto Nella storia di Arcano della sua figura, delle sue gesta e della sua leggendaria spada (tra l'altro già usata in passato da Lynch contro la strega Merea etc.etc.).
L'unico riferimento relativo forse all'armatura di Betris potrebbe essere una descrizione di una figura apparsa sempre nella vicenda sopra menzionata relativa a Lynch che incontra una figura spettrale che indossava un'armatura dorata ed un mantello azzurro e che gli parla delle meraviglie relative alla spada di Betris Whitehorse.
Tutto questo mistero e tutto questo silenzio relativo alla sua armatura ed allora... si domandava Driz... perchè cercarla? Questa era la domanda che aveva posto al suo comandante Spidersax, senza però ottenere una risposta chiara.
- Cerchi una risposta chiara e definitiva Driz?? Vuoi una risposta pronta a tutte le tue domande???- era stata la risposta di Spidersax.
- Ebbene... sappi che risposte non ce ne sono, o almeno... ognuno di noi ha le sue risposte, dentro di se, ognuno di noi può vedere e cercare le sue risposte nel suo cuore... Ciò che per noi può sembrare una risposta fondamentale, per qualcun altro può non significare niente... Per te cosa vuol dire tutto questo, cosa significa la ricerca, Cavaliere?!-
Driz, seduto di fronte a lui, con le braccia appoggiate alle ginocchia e lo sguardo perso nei suoi pensieri, rifletteva su quanto gli era stato detto da Spidersax, e ricordava e confrontava tutto con quanto gli diceva il suo maestro di arti marziali Wrawtos.
- La ricerca... essa ci permette di migliorarci e di superare i confini delle nostre possibilità esplorando nuove realtà e nuove situazioni in cui tutto ciò che è noto presto si fonde con l'ignoto, per riplasmarsi e riforgiarsi nelle tue caratteristiche, donandoti nuove conoscenze e nuove capacità. E' questo in fondo Driz quello che vuoi, non è così? Essere messo sempre a confronto con ciò che non sai... la fantastica avventura verso l'ignoto soltanto per poterti affinare e migliorare...-
Lo sguardo di Driz poco a poco cominciò ad accendersi, a riprendere vita. I suoi occhi si fecero più vivi ed una luce di bramosia si accese sul suo volto scarno e pallido.
- Torna in te Driz - Disse Spidersax - e riprendi possesso delle tue facoltà e di te stesso- mentre si alzava e cominciava a passeggiare dietro le sue spalle.
Driz dal canto suo continuava a seguire con la mente i suoi ricordi passati, mentre con l'orecchio ascoltava il passo lento e cadenzato del suo capitano.
Spidersax si avvicinò alle sue spalle e dopo essersi abbassato all'altezza del suo orecchio destro gli sussurrò: - Cerca le tue risposte Driz, cerca in te il bisogno della ricerca... scruta nel profondo della tua anima e vedi se riesci a capire l'importanza di tutto ciò... non soltanto l'importanza simbolica che l'armatura ha, ma tutto ciò che potresti procurare a te stesso ed agli altri con il ritrovamento della stessa, per te stesso.. l'importanza della ricerca potrebbe essere un po' una ricerca nelle profondità della tua anima, del tuo essere... Non è soltanto la ricerca dell'armatura di Betris Whitehorse, ma anche la ricerca del tuo essere. Tutto questo potrebbe essere fondamentale per te, potresti riscoprire o ritrovare te stesso.. Torna ad essere umano Driz, e sarai un grande umano con le tue capacità, se solo ritroverai il tuo cuore.-
- Si comandante - rispose Driz con un sussurro mentre ancora cercava una risposta in se stesso - Cercherò l'armatura, e spero... di ritrovare anche una parte di me -
Dette queste parole si alzò dalla sedia, e prese congedo dal suo comandante.


Capitolo 3° - Gli Arcani dei Magi

Uscito dal corpo di guardia, Driz sentì l'aria fredda della notte che gli carezzava il viso. La leggera brezza che passava tra le vie della Kioskas gli agitava lievemente i capelli lunghi e neri, raccolti con una coda di cavallo.
Driz era di altezza media, circa 1.75, fisico asciutto, ma con torace e gambe molto possenti, le maniche della sua tunica nascondevano due braccia agili ma muscolose che gli permettevano di utilizzare le sue due spade gemelle chiamate Ombra e Caos, con rapidità e fluidità di movimenti.
La sua padronanza nell'arte della scherma era notevole, grazie ai suoi allenamenti passati con il suo vecchio maestro d'armi Wrawtos; Driz ricordava sempre con una punta di nostalgia le interminabili giornate passate ad allenarsi con lui, in cui mosse e movenze si fondevano in un tutt'uno come a formare una sorta di ballo macabramente mortale per lo sventurato che fosse passato tra quei fili di lama.
Parate, affondi, cavazioni e girate, tutto in sincronismo con l'ottima stabilità e con la fluida destrezza di Driz; nei suoi combattimenti Driz adottava usare una sorta di lotta in cui venivano utilizzati anche colpi di piede e di ginocchio, e spesso usava anche colpi di gomito, come il suo vecchio maestro era solerte dirgli: "Ogni parte del corpo del tuo avversario è aggredibile, ed ogni parte del tuo corpo può essere utilizzata per aggredire... le mani possono diventare possenti colpi di taglio, se chiuse su se stesse diventan forti come un maglio.. ginocchio, fronte e gomito possono provocare lesioni profonde o lacerazioni. Tutto può essere usato, anche un semplice dito, che se usato bene può penetrare un corpo come una lama. Tutto dipende dal tuo addestramento".
Mentre si avviava per la via principale di Kolise, Driz riviveva quei momenti di addestramento nella sua mente, così vivi come se fossero stati svolti pochi giorni prima.
Ricordava gli esercizi di respirazione e di autocontrollo sotto qualsiasi influsso. Ricorda bene come era solito fare Wrawtos.. certe volte obbligava Driz a bere della forte acquavite fino a quando si reggeva a malapena in piedi e poi, subito dopo, cominciava ad incalzarlo con la sua grossa lama a due mani... e Driz ubriaco era costretto a lottare in quella situazione.
"Calma il respiro, sgombra il tuo cuore, espandi le sensazioni e controlla il tuo cuore... sii pungente come il vento del nord, freddo come un lago ghiacciato e spietato come un'aquila che si abbatte sulla sua preda... e certe volte sii cauto come uno sciacallo"
Tutti questi pensieri, tutta questa confusione di vecchie emozioni spinsero Driz a dirigersi verso la taverna nella speranza di trovarvi qualcuno di quelle poche persone che aveva conosciuto qui a Kolise.
Entrò dalla solita vecchia porta robusta di quercia, spessa e pesante, ed appena messo il naso dentro un'aria calda e stantia con un misto di olezzo di muffa e di birra gli giunse alle narici.
Driz si diresse al tavolo cui era solito sedersi, un tavolo nell'angolo a nord lontano dal camino e nell'anfratto più buio della taverna stessa, si sedette ed attese che la cameriera si avvicinasse per chiedergli l'ordinazione.
Driz ordinò dello stufato di cervo, una fiasca di vino rosso e del pane di mais giallo e chiese anche una birra mentre aspettava che l'ordinazione venisse preparata.
Appena ricevuta la birra, Driz estrasse dalla tasca di destra della sua ampia tunica un mazzo di carte. Queste carte rappresentavano varie figure.
Alcune erano figure normali come un guerriero su di un carro, una torre colpita da un fulmine oppure un serpente che scende da un albero. Altre rappresentavano strani simboli, alfabetici e numerici, tutto accompagnato da rune di difficile interpretazione: erano le carte divinatorie degli antichi Magi.
Gli antichi Magi erano un popolo molto antico vissuto su di un altro pianeta chiamato Terra e posto in un'altra galassia.
Questo sistema di divinazione era molto in uso tra gli stregoni assoldati dalla Global detector e di conseguenza veniva usato spesso come arte divinatoria nella piramide della stregoneria.
Da qui naturalmente era inevitabile che tutti i membri appartenenti alla piramide della stregoneria conoscessero il sistema di divinazione degli Arcani dei Magi.
Driz ormai erano venti anni che usava questo sistema di divinazione (ed anche molti altri) per cui, prima di disporre le carte sopra il tavolo, fece il suo rito di inizio, e cioè tre respirazioni profonde, socchiuse gli occhi e li girò indietro, questo gli permetteva istantaneamente di sgombrare il cervello rendendolo come un foglio bianco su cui il fato avrebbe poi scritto il suo messaggio.
Si passò entrambe le mani sul volto fino a scorrere giù al collo, dopodichè aprì gli occhi e prese in mano il mazzo di carte, le mescolò e sollevò il mazzo con la mano destra, dividendolo così in due mazzetti; di essi prese quello a sinistra e cominciò a girare le carte una dopo l'altra, come le pagine di un libro che si rivelano al lettore assetato di conoscenza.
Le carte svolsero la profezia:

"Dodici grotte sotto il fiume Kruill
non tutte pronte per essere viste,
lunga è la strada da percorrere
e quattro le kioskas da superare
senza mai l'ultima tralasciare...
pericoli ed agguati sul tuo sentiero
ma soltanto in una vi è il mistero
ed irta e selvatica la foresta
senz'altro qualcuno che si appresta
a seguire le orme di ciò che è stato,
che sarà sempre nel cuor di chi ha amato...
cerca nel cuor di colei che che lo brama
e l'armatura verrà rivelata"

Driz rimase perplesso, mentre guardava le carte dei Magi disposte davanti a lui, continuava a leggere in essa la profezia appena rivelata....
In quel momento arrivò la cameriera che posò sul tavolo la sua ordinazione, dopodichè diede una occhiata alle carte disposte sul tavolo e, mentre Driz finiva di bere la sua birra, disse: - Divinazione con le carte eh?! Roba per sciocchi superstiziosi!- si girò ed andò a raggiungere il vecchio bancone di quercia dal quale serviva gli avventori.
Driz intanto continuava imperterrito a guardare le carte e pensava tra se e se: - Mai gli arcani dei Magi erano stati così sibillini e vaghi nell'affrontare una predizione... dodici grotte non tutte pronte da visitare.. pericoli sulla tua strada... seguire le orme di ciò che è stato e sarà sempre nel cuore di chi ha amato?!-
Cosa voleva dire tutto ciò? Che forse... Betris avesse avuto una compagna di cui nessuno sapesse l'esistenza??
- Cerca nel cuore di colei che lo brama - era questa la domanda più enigmatica della profezia.
Dalle cronache su Betris non vi era nessuna menzione a proposito di qualcuno che...
Driz si mise in bocca un pezzo di stufato di cervo, assaporando il suo forte aroma, selvatico e speziato. Adorava la carne di cervo, così fortemente selvatica, come soltanto uno spirito libero dei boschi poteva avere.. era un po' come gustare un pezzo di vita selvatica della foresta.
Gustò tutto sino all'ultimo pezzo di carne accompagnandolo con il forte vino rosso locale che aveva il potere di lasciare in bocca un gusto lievemente acidulo e fruttato, ma che al contempo legava la lingua e snodava i pensieri.
Una volta sazio, si alzò dal tavolo per raggiungere il bancone, pagò la sua consumazione e si diresse verso la porta d'uscita.
Fuori l'aria fredda e pungente lo aiutò a sciogliere i suoi pensieri, legati dal vino forte e pastoso che aveva bevuto.... si guardò intorno, era ormai passata da un po' di tempo la mezzanotte.
Mystryl, dall'alto del suo cielo, sembrava una piccola falce argentea, la nebbia ormai si era dissolta, e così Driz rimase nella via principale della Kioskas a rimirar le stelle... piccole lucciole poste nel firmamento divino in grado di indicare la via giusta ai viandanti smarriti ed agli amanti sospirosi.
Si incamminò verso il corpo di guardia per recuperare Cerberus, il suo cavallo mezzosangue posto nella stalla del corpo di guardia stesso. Una volta recuperato Cerberus si avviò verso Nakir per raggiungere la sua dimora.


Capitolo 4° - La radura

Uscito dalla porta principale di Kolise, Driz si avviò sulla strada che conduceva alla Kioskas di Nakir; la notte, dapprima avvolta nella nebbia, aveva ceduto ora il posto ad una serata fredda e limpida.
Driz spronò Cerberus al galoppo, mentre costeggiava il fiume Kruill, che scorreva calmo e placido in quel punto, lambendo le sponde rigogliose di vegetazione e di sassi; il bagliore argenteo della luna Mystryl si specchiava nelle sue acque limpide.
Il vento sferzava il suo viso che poco a poco aveva ricominciato a rivitalizzarsi grazie alla fredda carezza che correva lungo il suo profilo.
Mano a mano che si addentrava sempre di più all'interno di quella natura selvatica i suoi sensi si affinavano, il suo campo visivo aumentava abituandosi ormai all'oscurità, dandogli così la possibilità di scorgere i movimenti degli animali notturni che vivevano nascosti nell'oscurità dei cespugli o tra le fronde dei carpini e della querce argentate.
Udiva soltanto il ritmo cadenzato del galoppo di Cerberus intervallato dagli sbuffi dei suoi respiri, la sua mente era slegata, capace di vagliare un vortice di pensieri dietro l'altro... i suoi sensi erano amplificati, capaci di cogliere il correre di un cervo oppure il fruscio prodotto dalle scorribande dei piccoli roditori notturni in cerca di cibo, il rumore dello scorrere dell'acqua del fiume Kruill, al suo fianco, il lamento di una voce che chiedeva aiuto e le voci arroganti di tre individui che si stavano... divertendo..
- Cosa ????-
Driz fermò bruscamente Cerberus tirando forte le redini, il mezzosangue arrestò la sua corsa con le narici dilatate dallo sforzo causato dalla brusca frenata e muovendo la sua possente testa a destra e sinistra, facendo così ondeggiare la sua folta chioma nera.
- Voci..- disse Driz - Qualcuno in pericolo....- si girò a disagio sulla sella, cercando di vedere qualcosa attraverso la cortina di oscurità che regnava tutto intorno, un brivido freddo gli corse lungo la schiena mentre continuava a sentire poco distante da lui frammenti di una conversazione senza senso... lamenti... di un ragazzo!!
Affidandosi al suo udito affinato da anni trascorsi nell'oscurità della piramide della stregoneria, Driz localizzò perfettamente da dove provenivano quei rumori e riuscì a captare una strana conversazione....
- Allora, schifoso mezzosangue - disse una voce possente e cavernosa - Cosa ne dobbiamo fare di te?? La tua mammina non ti ha detto che di notte è pericoloso andare in giro da soli?? Non sai che si possono fare brutti incontri??- chiese sempre la stessa voce con un timbro molto divertito.....
- Si....- disse una seconda voce stridula e quasi isterica - Dicci, dov'è quella schifosa mangiatrice di sale di tua madre?? Sai, ne ho qui una buona scorta - disse sempre la voce stridula che si voleva fare beffa del ragazzo - è proprio qui nella mia borsa... dici che se sarà carina con me potrei donargliene qualche granello??- e dopo aver detto ciò scoppiò in una sguaiata risata seguita da quella dei suoi due compari...
- Vermi - rispose la voce allarmata di un ragazzo - Questo è quello che siete... nemmeno animali vi si può definire.. loro almeno aggrediscono per necessità. voi invece...-
- SSBBAAAMMMM!! - non riuscì in tempo a finire la frase che subito fu interrotta dal rumore secco e sordo di un pugno che si abbattè su qualcosa.......
Driz intanto era sceso da cavallo e si stava dirigendo verso il luogo ove provenivano quelle voci. Era una piccola radura formata da Aceri, poco lontano dalla strada principale che stava percorrendo.
- Frena la tua lingua schifosissimo ibrido - disse una terza voce roca e baritonale - Pagherai con la tua vita le offese che ci hai recato questa notte.... ed ora vediamo se i figli delle Hibryan sanguinano come i normali mortali..-
Driz riuscì a vedere le tre figure che si erano portate intorno al ragazzo accovacciato per terra, il più vicino al giovane aveva tirato fuori un lungo coltello affilato e si accingeva ad usarlo su di lui mentre gli altri due, armati uno di una ascia bipenne e l'altro di una tozza spada, ridevano divertiti gustandosi lo spettacolo.
- Forza Scratch - disse quello con l'ascia bipenne dall'alto della sua statura - Sgozzalo come un maialino..-
Driz senza dire una parola estrasse da una tasca interna della sua tunica un oggetto a forma di stella di ferro nera ed affilata che possedeva quattro punte, grossa come il palmo della sua mano, e la scagliò con forza e decisione verso quello che si chiamava Scratch, colpendolo in piena fronte.
Scratch si irrigidì di colpo con la strana stella conficcata nella sua fronte e si abbattè al suolo senza emettere un solo suono.
Il ragazzo sbalordito da quanto era successo si girò di scatto ed altrettanto fecero i suoi due assalitori... e videro comparire dal folto degli arbusti la figura di Driz che avanzava verso il centro della radura con passo calmo e cadenzato.
- Va' via ragazzo - disse Driz al giovane che però rimase a terra guardando la scena che gli si parava davanti.
- Muori schifoso - gridò quello con la voce stridula avventandosi su Driz con un fendente dall'alto verso il basso portato con la sua spada corta.
Driz subito dopo aver incrociato le braccia alla sua vita estrasse fulmineamente le sue due spade gemelle e con una di esse andò a parare il colpo portato alla sua testa dalla corta spada; il suo avversario, rimasto sorpreso dalla rapidità d'azione di Driz, sembrava esitare a soppesare la prossima azione da portare, ma Driz dopo aver compiuto la parata eseguì una serie di colpi di taglio portati a due mani dalle sue due spade, tanto che il malcapitato si sentì colpire in almeno sei punti vitali dalla ferocia e rapidità dei fendenti di Driz.
Intanto il ragazzo, ancora seduto per terra, guardava incredulo verso quello sconosciuto.. la sua rapidità d'azione era impressionante...
Driz, dopo la serie a due mani portate al corpo dello stupido assalitore, con un preciso colpo di rovescio della sua spada destra staccò di netto la testa dal tronco dello stesso, e subito dopo si voltò a guardare fisso in volto il viso del terzo assalitore che nel mentre aveva estratto la sua ascia bipenne e cominciava a soppesarla da una mano all'altra...
Il terzo assalitore guardava incredulo la scena che era accaduta in quella manciata di secondi: Scratch giaceva per terra con il viso rivolto alla nuda terra, il suo cranio era spaccato in due come un melone maturo caduto per terra e dalla sua fronte fuoriusciva quella strana cosa nera a forma di stella..
L'altro, invece, riverso a terra in una pozza di sangue che fuoriusciva copioso dal tronco a cui era stata staccata di netto la testa e da un imprecisato numero di ferite portate dallo straniero....
- Bene.. bene..- disse un po' esitante il terzo assalitore - Bene.. evviva il salvatore.. vediamo cosa sei in grado di fare oltre che a fare lo spezzatino - e si lanciò su Driz urlando come un ossesso portando un colpo di rovescio a due mani.
Driz anticipò la mossa del suo avversario facendo una giravolta verso sinistra e distendendo alla fine dell'azione la sua gamba destra che andò a colpire le mani del suo avversario deviando così il colpo della sua ascia.
- Sei lento... sei lento e goffo come un ghiro assonnato - rispose Driz.
- Si - disse il malcapitato - ma stai attento, ho gli artigli lunghi...- e così dicendo portò una serie di colpi di rovescio ai fianchi terminandoli con un colpo dall'alto verso il basso.
Driz schivò i fendenti col le sue due spade e mandò fuori misura i colpi che aveva portato l'assalitore dopodichè le incrociò sopra la testa per parare il colpo portato dall'alto verso il basso e, dopo aver parato, fulmineamente alzò il suo ginocchio destro che andò a colpire il fianco sinistro di quel colosso.
Il colosso rimase di colpo senza fiato, ma riuscì lo stesso a liberare l'ascia dalla parata di Driz.. e con la mano sinistra compì un mezzo giro sempre dall'alto verso il basso cercando il fianco destro di Driz, sguarnito in quel momento dalle due spade.
Ma Driz, che non era nuovo ai combattimenti, si aspettava una simile risposta dal suo avversario e roteò subito la la sua mano destra che reggeva Ombra, la sua fedele spada, e compiendo un semicerchio intercettò la lama dell'ascia di quel colosso, per poi sempre repentinamente rovesciare il polso con cui reggeva Ombra ed aprire, in concomitanza dell'azione portata da Caos, l'altra sua spada, due profondi solchi che andavano dalle estremità delle due tempie dell'assalitore sino al suo ombelico.
Gli occhi sbarrati ed increduli dell'assalitore che ancora reggeva in mano l'ascia bipenne presto si fecero vacui... e mentre Driz si spostava di lato la massiccia figura si inginocchiava a terra per poi cadere inerte in avanti.
Driz si voltò verso il ragazzo che lo guardava esterrefatto e mentre si abbassava per pulire le lame delle sue spade sullo sporco corpetto dell'ultimo assalitore disse al ragazzo: - Tutto a posto.... Figliolo??-


Capitolo 5° - Neil

Il ragazzo guardava Driz, con i suoi occhi marrone scuro spalancati, erano gli occhi di un ragazzino tanto vispi quanto increduli per lo spettacolo al quale aveva assistito.
Si trovava al centro della radura di aceri, seduto per terra, con una testa ricca di capelli ricci color castano chiaro; da un lato della sua bocca colava un rivolo di sangue, ed i suoi vestiti erano tutti sporchi di terra e strappati.
I pantaloni arrivavano appena ai polpacci, ed i suoi piedi sudici e macchiati rivelavano che, di certo, non calzava scarpe da molto tempo; Driz, rimasto circa a cinque metri da lui, lo guardava grazie a quel pallido raggio di luce lunare che Mystryl aveva concesso quella notte e che filtrava attraverso le chiome degli alberi, che ormai cominciavano ad essere spogli di foglie, visto l'avanzare del periodo freddo.
L'attenzione di Driz si focalizzò sui piedi del ragazzo. Erano esili ed ossuti, la pelle per quel poco che non era coperta dal fango appariva spessa e callosa, ma un particolare attirò la sua attenzione: le dita dei suoi piedi erano unite tra loro attraverso una sottile membrana di pelle, rendendo così i suoi piedi "palmati" proprio come le zampe di certi uccelli paludresti e quindi molto utili per nuotare nell'acqua.
Driz alzò subito lo sguardo verso il volto del ragazzo, sentendosi osservato, ed incontrò i suoi occhi. Debolmente gli fece un sorriso e dopo aver riposto le sue spade ben pulite nei rispettivi foderi, si avvicinò al ragazzo e gli tese la mano destra per aiutarlo ad alzarsi.
Il ragazzo esitava, aveva adesso uno sguardo verso Driz misto a paura e diffidenza...
- Forza figliolo.... non vorrai restare tutta la notte in questa radura - gli disse avvicinandosi e tendendogli sempre la mano destra.
Dopo un attimo di smarrimento, il ragazzo accettò la mano di Driz e si rimise in piedi, cominciò subito a spazzolarsi i vestiti a brandelli, cercando di togliere più terra che poteva da essi.
Driz intanto guardava intorno la radura, non c'erano segni di cavalli ed i corpi dei tre assalitori venivano debolmente illuminati...
- Cosa è successo figliolo... perchè questi tre brutti ceffi ce l'avevano con te? Cosa volev...-
- Neil...- rispose il ragazzo con un filo di voce fioca e tremolante - Il mio nome è.. Neil..- disse ancora - e... non figliolo!-
La voce del ragazzo sembrò farsi un po' più calma e decisa e nel suo sguardo non si leggeva più quella luce di paura... ma si poteva scorgere una luce di ammirazione e quasi di sfida nei confronti di Driz.
- Driz_do_Urden... sono un Cavaliere Betris agli ordini del comandante Spidersax e della somma Imperatrice Nimira.. vivo nella kioskas di Nakir, un po' più lontano da qui.. Tu conosci gli Hammers e le loro Kioskas?-
Neil guardava un po' smarrito Driz senza rispondere... Il suo sguardo era fisso sul corpo dell'ultimo avversario abbattuto da Driz.
Driz fece un fischio breve ma molto acuto e subito nella radura arrivò lentamente Cerberus con la testa dritta e la coda che oscillava da una parte all'altra.
Neil rimase a guardare affascinato Cerberus che con passo sicuro si avvicinava a Driz; dopo aver scavalcato due dei corpi degli assalitori del suo padrone e arrivatogli vicino cominciò a sfregare il suo muso contro la spalla del suo padrone.
- Va tutto bene amico mio - rispose Driz a quel gesto di amicizia del suo cavallo - adesso è tutto a posto - ripeteva mentre la sua mano destra carezzava il lungo collo lucente di Cerberus.
- Ti presento Neil.. Neil e....- disse nuovamente al ragazzo che adesso rimaneva alle sue spalle.
- Neil.. e basta - disse il giovane - sono soltanto Neil... sono un orfano, dovrei avere circa 12 anni a quanto mi hanno detto i miei genitori adottivi, cioè le due persone che si sono occupate di me...-
Il volto di Neil...si fece triste ed ombroso.
- Sono stato cresciuto da una coppia di contadini, marito e moglie.. vivevano ai margini della grande palude vicino a Kanveska. Dicevano di avermi trovato in mezzo ad un canneto quando ero ancora infante.. Si chiamavano Taurus e Dagmar, erano gente semplice che vivevano alla giornata grazie a quello che riuscivano a ricavare dalla brulla terra vicino alla grande palude.-
Driz si sedette su un vecchio tronco abbattuto e fece cenno al Neil di sedersi. Questi lo raggiunse sempre con quell'aria triste e malinconica e con gli occhi che sembravano doversi colmare di lacrime da un momento all'altro.
- Continua pure Neil - disse Driz.
- Erano.. - disse Neil commosso e titubante - Erano due persone buone e brave, Taurus lavorava la terra e cacciava, mentre Dagmar era... era la regina della casa dove vivevamo. Era lei a tenere sempre il conto delle provviste e dei proventi del piccolo commercio di pelli che Taurus aveva cominciato... era lei che conosceva bene cosa seminare, e quando, e Taurus... Taurus l'amava sopra ogni cosa, per lui Dagmar era la persona più importante di tutta Arcano, viveva per lei, era forte e coriaceo, proprio come il nome dell'animale che portava, ma viveva esclusivamente per lei, la adorava in ogni sua decisione, ed in ogni sua movenza, viveva ogni attimo della sua vita solo semplicemente per poterla sentire respirare... o per vederla... non poteva vivere senza di lei. Il destino ingrato volle che non potessero avere figli, per cui quando mi trovarono, piccolo, abbandonato ed indifeso, mi tennero con loro, amandomi come fossi stato veramente figlio loro. Taurus mi raccontò circa due anni fa come mi trovarono...- continuò Neil tirando su con il naso ogni tanto, e lo sguardo sempre basso come se si stesse osservando i piedi - mi disse molto amorevolmente che anche se ero il loro figlio, purtroppo non ero nato dall'unione del loro amore...-
La voce di Neil a quel punto si fece più roca nel rivivere quei momenti di tenerezza ormai passati.
- Non... io non so come mai vi racconto tutto questo.. cavaliere...-
- Driz - diss - chiamami soltanto Driz, Neil... Driz va bene..- rispose Driz guardando gli occhi di Neil pieni di lacrime trattenute a stento.
Neil a sua volta guardava per terra, mentre con le dita delle mani, incrociate tra loro, giocava nervosamente.
Tutt'intorno a loro era ormai quiete... la notte era nella fase sua più profonda, l'oscurità permetteva di mirare un firmamento costellato di stelle sempre più splendenti.. e la luce di Mystryl si rispecchiava dentro il fondo di una lacrima che stava correndo sulla guancia destra di Neil.
- Grazie Driz...- rispose Neil - Grazie per avermi salvato questa sera, se non fossi intervenuto tu... penso che avrei raggiunto Dagmar e Taurus nel mondo dei non vivi... sono morti circa due anni fa, uccisi da una banda di balordi assassini in cerca di miara. Erano convinti che Taurus e Dagmar ne avessero nascosta in casa. Sopraffecero Taurus e uccisero Dagmar dopo che due di loro ebbero.. ebbero soddisfatto la loro lussuria su di lei. Io ero andato a cercare delle erbe mediche per conto di Dagmar quando ho visto del fumo alzarsi all'orizzonte in direzione della nostra casa. Ho corso come non avevo mai fatto in vita mia ed al mio arrivo trovai il corpo di Dagmar con le vesti tutte strappate e piene di sangue... e poco lontano nel campo di grano il corpo senza vita di Taurus... la casa bruciata completamente... Da allora vivo da solo nella palude ove ho conosciuto qualche Hibryan, che stranamente mi aiutano spesso.-
Ci fu un lungo momento di silenzio, in cui nessuno dei due riuscì a dire più niente, Neil continuava a tirare su il moccio con il naso, ed il volto riverso sempre verso il terreno.. il silenzio tra loro due
sembrò quasi creare una sorta di legame spirituale.
Driz si sentiva protendere verso Neil, avrebbe voluto porgli una mano sulla spalla, avrebbe voluto confortarlo stringendolo a se, come soltanto un padre farebbe con un figlio......
Come era stata simile l'infanzia di Neil alla sua, pensò Driz... lui, che aveva... sì. rinunciato alla vita con i suoi a 16 anni, per seguire un sommo stregone della piramide della stregoneria della Global Detector.. lui, che aveva passato dieci anni nella piramide della stregoneria, imparando l'arte della divinazione e l'uso delle spade a due mani dal suo maestro Wrawtlos.. lui che come pegno per tutto ciò che aveva imparato era stato mandato insieme ad altri 5 novelli stregoni guerrieri a trucidare un villaggio di coloni inerti.. il villaggio dei suoi genitori......
Di colpo i ricordi di Driz si accesero, davanti ai suoi occhi comparvero immagini di case in fiamme, di gente di ogni tipo.. vecchi, donne, bambini che venivano passati a fil di spada... immagini di lui che rinnegava tutti gli atroci insegnamenti ricevuti e che si avventava sui suoi stessi amici stregoni finendoli a colpi di spade dopo aver assistito alla morte di suo padre stesso.
Ricordò la distruzione.. ricordò gli efferati omicidi ed i sanguinari duelli che capitavano spesso nella piramide della stregoneria solo per il desiderio inumano di primeggiare su tutti...
Ricordò la sua fuga da tutto questo ed il suo arrivo ad Arcano... i contatti con Madras Kristal.. ricordò la sua benevolenza, la sua iniziale titubante diffidenza verso di lui che però poco alla volta cominciò a disgelarsi.. e così la madras Mirabile cominciò a vedere in Driz una luce di speranza, un barlume di umanità.
Ricordò il suo arrivo alla Kioskas di Nakir, i suoi continui contatti con la Madras Kristal che ormai per lui erano diventati una dolce abitudine quotidiana, tanto...da cominciare a definirla Mirabile.. perchè soltanto grazie a lei sentiva di ricominciare a vivere.
- Cosa ti succede Igmar...?- sentì la vocina beffarda e sarcastica di Wrawtlos quando lo appellava così per definirlo uno smidollato -...Ti sei rammollito? Hai dei sentimenti????-
- Ora... devo andare...- disse Neil alzandosi.
Si avvicinò ai corpi di due dei suoi assalitori e prese la corta spada di uno ed il pugnale di quello chiamato Scratch, poi guardò con curiosità quella strana stella che Driz aveva usato per farlo fuori, la staccò con un rumore secco dal cranio del suo assalitore e dopo averla pulita e rimirata nuovamente la porse a Driz.
- Tienilo pure Neil... forse potrà servire più a te che a me.. e poi io ho gli altri due suoi gemelli...- disse Driz estraendoli da una tasca interna della sua tunica nera.
- Abbi cura di te, figliolo - gli disse Driz con un accenno di sorriso.
- Neil, mi chiamo Neil... Driz, ci rivedremo.. se vorrai cercarmi, prova alla grande palude dove vivevano Taurus e Dagmar - e detto questo si voltò e corse verso il bosco alle spalle di Driz, scomparendo ben presto nell'oscurità.
Driz si alzò ed avvicinandosi a Cerberus gli disse: - Bene, amico mio, dove eravamo diretti???- e detto questo salì in groppa al suo destriero allontanandosi dalla radura per riprendere la sua strada verso Nakir.


Capitolo 6° - Sovrana dei Sogni

Il rumore degli zoccoli prodotto da Cerberus rompeva la monotonia del silenzio della notte.
Driz saldamente in sella alla sua cavalcatura la spingeva senza ogni limite ad un galoppo sfrenato, voleva ridurre la distanza che lo separava dalla sua dimora di Nakir, mentre il freddo della notte si faceva sempre più pungente, ed il firmamento, con i suoi moti stellari, lo accompagnavano sulla strada solitaria del ritorno a casa.
Il fiume Kruill scorreva immancabilmente al suo fianco, alternando piccole ma torrenziali cascate a slarghi e placide polle d'acqua, ove il moto del fiume pareva arrestarsi.
La notte ormai era entrata nella sua fase più profonda, e la stanchezza di una lunga e travagliata giornata di turni e di piccoli imprevisti cominciava a farsi sentire nelle ossa di Driz.
Fu proprio in prossimità di una di queste placide polle d'acqua che Driz decise di rallentare l'andatura maestosa di Cerberus fino ad arrestarla completamente.
Si fermò a guardare bene intorno affinchè tutto fosse tranquillo, dall'alto della sua sella vedeva soltanto, seminascosta da un fitto boschetto, una riva pietrosa bagnata dalle placide acque fredde del Kruill.
Intorno a lui regnava soltanto una calma spettrale, illuminata soltanto dal debole riverbero di luce proveniente dalla falce argentata di Mystryl; Driz scese da cavallo e condusse Cerberus a mano, stanco e sudato.
Si addentrò così nel fitto boschetto pullulato da vecchie querce secolari e dai carpini, tutt'intorno comparivano arbusti di agrifoglio e ginepro, e qualche cespuglio di erica rossa ancora in fiore rallegrava i colori del sottobosco.
Cavallo e cavaliere si incamminarono su di un corto sentiero che portava direttamente alle sponde del fiume, una volta raggiunta l'insenatura che aveva visto dalla strada maestra lasciò che Cerberus si ristorasse con la fresca acqua del fiume e godesse dei teneri germogli che crescevano fitti in quel piccolo angolo di paradiso.
Driz, a sua volta stanco, si diresse su di un masso che si erigeva sulla sponda del rio come frangiflutti, in prossimità delle acque del fiume.
Salì sopra il masso e rimase per qualche secondo a guardarsi intorno in cerca di eventuali pericoli, ma sembrava che quel piccolo angolo di mondo incantato non fosse stato violato dagli avvenimenti nefasti della sua giornata.....
Si sedette a gambe incrociate e dopo aver esalato un profondo respiro chiuse gli occhi rimanendo ad ascoltare il rumore dello scorrere lento dell'acqua del fiume Kruill in quel punto.
Subito cullato da quel moto di pace e placidità del mormorio del fiume, si rilassò completamente mantenendo la posizione seduta con le gambe incrociate, la schiena dritta allineando tutta la colonna vertebrale, e le braccia, appoggiate con le estremità dei suoi gomiti sulle ginocchia.
Respirò profondamente due o tre volte, poi sempre con gli occhi chiusi, ma l'udito sempre all'erta, congiunse il pollice ed il medio di entrambe le mani in modo da formare un cerchio, mentre teneva l'indice delle stesse puntato in avanti come la bacchetta di un rabdomante in cerca di qualcosa.
Era in cerca infatti della sua pace interiore, raggiungibile soltanto grazie a questo metodo di respirazione e di rilassamento.
Dopo un po', cominciò a sentirsi calmo e rilassato, si sentiva ormai completamente in simbiosi con quel microcosmo di natura ove il cielo stellato si fondeva con l'oscurità cupa della notte..
Era una creatura notturna, Driz lo era sempre stato, aveva vissuto per 10 anni nell'oscurità del sottosuolo della piramide della stregoneria, aveva imparato a fondersi con il nero più cupo della notte diventando uno dei suoi più temuti predatori... ma adesso, soltanto adesso, sotto quel meraviglioso firmamento stellato e cullato dal dolce mormorio delle acque, si sentiva calmo e rilassato.
La sua mente vagava vuota attraverso i familiari suoni ed aromi freschi della notte... la sensazione di fatica, a poco a poco, cambiò in senso di benessere, mentre continuava a rimanere con gli occhi chiusi.

- CAVALIERE BETRIS... DESTATI DALLA TUA ESTASI, RITORNA NEL TUO CORPO FISICO... SENZA APRIRE GLI OCCHI - disse una voce dolcissima proveniente da un lato profondo della sua mente.
Driz, ancora rapito da quel senso di pace, inarcò un sopracciglio.
Sempre tenendo gli occhi chiusi, la sua mente per un attimo fu richiamata al mondo reale, ma dopo aver ascoltato con il suo udito finissimo che non vi erano rumori pericolosi intorno, cercò di individuare dentro la sua mente la provenienza di quella voce così vellutata e morbida... era senza ombra di dubbio la voce di una dama...
- NON AVERE PAURA CAVALIERE.. IO TI SONO AMICA, SONO AMICA E GUIDA DI TUTTI COLORO CHE AIUTANO GLI OPPRESSI... SONO FONTE DI GIUSTIZIA PER I MALTRATTATI.. SONO L'AMANTE PERDUTA E MAI RAGGIUNGIBILE DEI CUORI INNAMORATI.....- continuava a ripetere la voce nella mente di Driz - SONO COLEI CHE PUO' RENDERE I SOGNI REALI... SOLTANTO NEL MODO ONIRICO... SONO LA MUSA ISPIRATRICE DEL VATE SCONSOLATO CHE INSEGUE UNA CHIMERA DI BELTA' SENZA SAPERE CHE VOLTO POSSA AVERE... POSSO DARE TUTTO IN UN SOGNO E POCO NEL MONDO REALE... SONO VERA E PALPABILE NEL MIO MONDO MA INCORPOREA ED EVANESCENTE QUANDO MI MOSTRO NEL MONDO REALE.. TU ADESSO, SOLTANTO CON LA SECONDA VISTA MI PUOI VEDERE COME REALMENTE SONO SENZA ESSERE INGANNATO DAI TUOI DESIDERI TERRENI... GUARDA ALLORA IL MIO VOLTO ED IL MIO CORPO CON GLI OCCHI DELLA MENTE....E SOLTANTO COSI' MI VEDRAI DINNANZI A TE...
...Guarda con gli occhi della mente... a Driz vennero in mente le parole del suo vecchio maestro Wrawtlos: "Sgombera la mente... rendila vuota come un foglio bianco...."
- Come un foglio bianco...- ripetè Driz a labbra appena socchiuse - con gli occhi della mente..- e dette queste parole, aprì le palpebre mantenendo gli occhi rovesciati indietro in maniera da mostrare soltanto il bianco dei suoi occhi, innervati da sottili capillari rossi.. e subito dinnanzi a lui comparve una figura di dama che galleggiava sopra le acque del fiume.
Driz rimase a guardare con la sua vista interiore quella splendida figura che galleggiava nell'aria dinnanzi a lui, sospesa sulle acque del fiume.
Era un essere femminile di grande bellezza, come mai gli era capitato di vederne, aveva lunghi capelli dorati e splendenti che scendevano morbidamente lungo i suoi fianchi snelli, un corpo delicatamente femminile che indossava una ampia e lunga tunica bianca svolazzante e risplendente di luce propria ... teneva le mani aperte lungo i fianchi con le braccia leggermente aperte rivelando una scollatura sul davanti che rivelava un tesoro irraggiungibile di desiderio e di passionalità per qualsiasi uomo nelle terre di Arcano... ed il suo viso.. quale coronamento di beltà e meraviglie erano i tratti del suo viso...
Una bocca con labbra piene e vellutate, ma non grosse, di un rosa candido ed abbagliante che nemmeno la rosa più bella avrebbe mai potuto eguagliarne il colore, un naso piccolo e perfetto quasi sfuggente, cui lateralmente trovavano posto due zigomi appena ricalcati come se la mano di un artista pittore avesse voluto evidenziare in un ritratto quelle caratteristiche rendendole essenziali, senza però calcare la mano...
E gli occhi?? Driz non riusciva a vedere gli occhi tanto era forte la luce che emanavano...
- TORNA IN TE CAVALIERE - disse la sovrana dei sogni - NON PERDERTI DIETRO L'ILLUSIONE CHE HAI DAVANTI E INVECE CONCENTRATI SU QUELLO CHE STAI CERCANDO. -
Driz si sentiva confuso ed a disagio dinnanzi a quella figura ultraterrena e con un grande sforzo di volontà le chiese: - Chi sei tu, o illusoria creatura fantastica, per mostrarti in queste vesti innanzi al mio miserabile e meschino essere?-
- MISERABILE E MESCHINO, DICI CAVALIERE? PIUTTOSTO LO DEFINIREI NOBILE... FORSE IRRUENTO.. MIO CARO AMICO, DALLE CAPACITA' ILLIMITATE E DAI SENTIMENTI CHIUSI E NASCOSTI PER PAURA... PAURA DI AMARE? DRIZ?.. PENSA CAVALIERE... SONO COLEI CHE PONE LE ORME DI CIO' CHE E' STATO, CHE SARA' SEMPRE NEL CUORE DI CHI HA AMATO.... SONO COLEI CHE LA TUA UMANITA' PUO' RIDESTARE E L'ARMATURA FARTI RITROVARE... SCEGLI ADESSO CAVALIERE - rispose sovrana dei sogni - SCEGLI ATTENTAMENTE LE TUE DOMANDE E PONI IN ESSE IL TUO CUORE.. FORSE POTRO' AIUTARTI, ANZI CERTAMENTE LO FARO' MA... PER SCEGLIERE BENE LE TUE DOMANDE DOVRAI APRIRE IL TUO CUORE, DOVRAI SENTIRE I SENTIMENTI SCORRERE DENTRO DI TE... NON SI TRATTA DI RITROVARE SOLTANTO UNA SEMPLICE ARMATURA, MA DOVRAI TROVARE DENTRO DI TE LA SCINTILLA VITALE DELLA VITA, L'AMORE.. SOLO CON ESSO POTRAI TROVARE LA FORZA PER AFFRONTARE QUELLO CHE TI ASPETTA... SOLO COSI' RITROVERAI L'ARMATURA DI BETRIS WHITEHORSE... ADESSO PERO' DEVO CONGEDARMI DA TE CAVALIERE.. CI RIVEDREMO IN SEGUITO NEI TUOI SOGNI.. SOLO ATTRAVERSO ESSI E CON LE TUE NUOVE CONQUISTE POTRAI TROVARE CIO' CHE C'E' VERAMENTE IN TE.. E SOLO COSI' TROVERAI L'ARMATURA.... AIKYDO CAVALIERE.......
Dopo aver detto queste parole, Sovrana dei sogni svanì... scomparve proprio nel modo misterioso come si era materializzata nella mente di Driz.
Driz chiuse di nuovo le palpebre e dopo pochi attimi aprì nuovamente gli occhi... ritrovandosi da solo, seduto sempre in posizione contemplativa sul vecchio masso frangiflutti.
Mystryl con la sua falce lunare si specchiava nelle acque calme e placide del piccolo atollo.
Si rialzò e raggiunse Cerberus nella radura.... il suo mezzosangue era lì,che brucava i teneri germogli di erba, gli si avvicinò, prese le redini e salì in groppa al suo destriero... destinazione Nakir.


Capitolo 7° - Una scelta importante: Elenie

Arrivò a casa sua, nella Kioskas di Nakir, quasi all'alba, ormai l'oscurità stava cedendo il suo posto ad Amanuator, i cui primi deboli bagliori cominciavano a rischiarare il cielo ad est rendendolo meno nero e più azzurro, anche se ancora la luce delle stelle risplendeva nella parte alta e scura del cielo.
Driz entrò in casa sua e si diresse verso la camera da letto, aveva acceso un fuoco nel camino posto nell'ingresso della sua abitazione, in maniera da scaldare un po' le due stanze che costituivano la sua nuova dimora.
Si avvicinò al letto, si tolse il cinturone che aveva in vita e che reggeva i foderi delle sue due spade gemelle e lo adagiò su una vecchia sedia di legno posta ai piedi del suo letto... si sedette stanco sul bordo del letto e rimase a guardare per qualche secondo la stanza che lo accoglieva... intanto il calore del fuoco proveniente dal camino cominciava a svolgere il suo potere lenitivo sullo stanco corpo di Driz...
Si guardava intorno continuando a scrutare ogni angolo della stanza... il suo sguardo si spostava dal vecchio armadio posto nell'angolo ad ovest, proprio vicino alla porta di comunicazione con la sala d'ingresso che aveva restaurato usando resina di pino silvestre e cera d'api ridonandole così il lustro di un tempo, ai quadri dipinti su pelle di daino raffiguranti scene di animali liberi e vaganti in angoli remoti delle foreste di Arcano... oppure paesaggi montani delle zone più belle e più remote ancora della sua nuova patria.
Driz cominciò a pensare a quando era arrivato ad Arcano, i suoi continui contatti con la Madras Kristal e la sua destinazione definitiva nella Kioskas di Nakir, ove gli era stata assegnata una casa.
La sua prima settimana l'aveva passata a rimettere in sesto la dimora che gli era stata assegnata; sostituì le tegole rotte del tetto, con delle pietre lisce di Ardesia, prelevate dalle sponde del fiume Kruill, che scorreva nelle vicinanze di Nakir, costruì un piccolo riparo per Cerberus, nel giardino posto dietro la sua nuova casa e preparò la terra per poter seminare un piccolo orto contenente piante curative ed aromatiche.
Aveva piantato della verbena, una piantina verde,simile a piccoli steli di erba che produceva dei piccolissimi fiorellini azzurro-pallido a campanula, che aveva la proprietà di lenire i dolori meno forti muscolo scheletrici, se naturalmente veniva schiacciata in un mortaio di pietra e successivamente posta sulla zona dolente.....
Poi aveva aggiunto dei papaveri rossi di cui adoperava i petali per fare degli infusi e decotti per curare gli stati di agitazione e l'insonnia, in concomitanza ai fiori di camomilla, che già crescevano spontanei nel suo giardino.
Nel suo giardino cresceva anche già spontanea una pianta chiamata borsa del pastore, formata da uno stelo di circa 10-15 cm di lunghezza a cui erano appese piccolissimi baccelli di forma triangolare, contenenti dei semi con proprietà astringente (sempre se pestati nel mortaio) ed antiemorragico.
Aveva piantato anche dell'Harpago o artiglio del diavolo con cui preparava delle tinture alcooliche ottime per i dolori muscolo scheletrici più forti, un piccolo alberello di alloro di cui usava le bacche schiacciate sempre come antidolorifero e le foglie in decotti, ottimi per lenire i dolori ai visceri ed allo stomaco.
La parte riguardante le erbe aromatiche, comprendeva del rosmarino ottimo sugli arrosti e come decongestionante delle vie respiratorie, aglio, sempre da usare in cucina e crudo come vermifugo e per lenire le punture delle api e dei calabroni, salvia, ottimo come condimento e per lenire con i suoi decotti le infiammazioni delle mucose.
Tutto questo lavoro, tutto questo preparare la sua nuova dimora, aveva creato in Driz una sorta di attaccamento per quella nuova patria che cominciava ormai a sentire come casa sua.
Driz tornò alla realtà, dopo essersi tolto la tunica di silverheim ed essere rimasto in camicia e pantaloni, si tolse gli stivali e li ripose ai piedi del letto, poi si sdraiò, poco tempo passò quando un sonno ristoratore lo avvolse teneramente come l'abbraccio di un amante.
Driz si svegliò che era ormai pomeriggio tardi, si andò a lavare nelle fredde acque del fiume Kruilll che scorreva poco distante dalla sua abitazione, dopodichè si rivestì, prese Cerberus e si incamminò al galoppo in direzione della taverna, luogo ormai di abituale riunione di tutti gli hammers.
Entrò e si avvicinò al vecchio bancone di quercia posto a ridosso della parete della taverna che separava il locale taverna dalle cucine.
Eve si avvicinò a lui con in mano un boccale vuoto.
- Ciao Driz, com'è andato il giro di pattuglia ieri? Vuoi una birra?-
Eve svolgeva le mansioni di cameriera all'interno della taverna, cosa un po' inusuale per un'amazzone valorosa come lei, ma purtroppo la bella e gentile amazzone dai capelli argentati e dallo sguardo di luce lunare doveva fare i conti con la cruda realtà.. infatti, con tre figlie da mantenere,Speranza di 16 anni, Aurora e Relena di 7 anni doveva arrangiarsi a svolgere qualsiasi lavoro temporaneo per poter fornire alle sue tre creature tutto il necessario per poterle crescere.
Eve era un'amazzone imperiale Froll ed aveva partecipato a tutte le campagne delle amazzoni Froll guidate dalla Madras Myrt, e viveva nella kioskas di Kolise.
Il suo carattere estroverso e la simpatia che sprigionava, nonchè la sua affascinante personalità la rendevano molto popolare tra i gruppo delle amazzoni che frequentavano la taverna.
- Grazie Eve - disse Driz dopo essersi guardato intorno per cercare qualche viso familiare tra gli avventori di quel pomeriggio.
Eve gli portò subito il boccale di birra dicendogli: - Ci sono il tuo comandante Spidersax, Steve l'artista ed Avalor l'esploratore di Vulcar seduti in quel tavolo d'angolo.. credo che Spidersax voglia parlarti, Driz...-
- Vado subito da loro Eve.. grazie.-
Driz raccolse il suo boccale di birra e si diresse verso il tavolo di Spidersax.
- Driz, benvenuto - esclamò Spidersax - vieni, siediti.. ci sono due persone che vorrei presentati.-
Driz si sedette al loro tavolo e guardò le persone sedute al tavolo di Spidersax.
- Permettimi di presentarti Steve, è un artista nonchè un ottimo cuoco.. e questo - disse Spidersax rivolgendosi verso la seconda persona seduta al suo tavolo - Questo è Avalor, un esploratore di Vulcar...è stato loro incaricato di provvedere alla preparazione di un banchetto che si terrà presto in onore dell'Imperatrice Nimira.-
- Piacere Hammers - disse Driz porgendo la sua mano destra ai due nuovi amici.
- Il piacere è tutto nostro, cavaliere - rispose subito Steve rispondendo alla forte stretta di mano di Driz.
- Il tuo comandante ci stava appunto parlando di te e delle tue doti di cacciatore.-
Driz guardò prima Spidersax e successivamente i due personaggi seduti al tavolo inarcando il sopracciglio destro come per chiedere spiegazione su quanto era stato detto.
- Driz - rispose subito Spidersax alla sua domanda silenziosa - volevo chiederti se potevi aiutare questi nostri due amici... sai, il banchetto in onore dell'Imperatrice è vicino ma purtroppo le riserve di cacciagione all'interno della Kioskas Imperiale scarseggiano... perciò - disse Spidersax - E' necessario reclutare dei cacciatori per provvedere al rinfoltimento della Cucina Imperiale. Io - continuò il comandante - sempre se ti è possibile, volevo chiederti se puoi aiutare questi nostri nuovi amici.-
Driz rimase a vedere le espressioni di Avalor e Steve.
- Beh comandante - rispose Driz - se si tratta di onorare l'Imperatrice, ditemi subito quello di cui avete bisogno - Driz si rivolse affabilmente con un sorriso a Steve e d Avalor.
- Grazie Driz - rispose subito Avalor - sai, avremmo bisogno di cacciagione.. qualsiasi cosa, fagiani, lepri, cinghiali...tutto ciò che di commestibile e di buono si può trovare nei boschi di Arcano.-
Driz lasciò che Steve ed Avalor esponessero le loro richieste dopodichè annuì e si mise d'accordo per come far avere le prede cacciate ai suoi nuovi amici.
Nel mentre la taverna cominciava a popolarsi.
Ad un tratto, l'attenzione di Driz fu catturata da una donna bellissima che entrava dalla porta della taverna con passo sicuro e fermo e con lo sguardo fiero.
Driz per un attimo rimase incantato a guardare quella donna con i suoi capelli lunghi e biondi che le arrivavano fin sotto le spalle e la sua splendida divisa di amazzone.
Driz di solito era immune al fascino femminile, la sua vita gli aveva insegnato ad ammirare le donne solo per il loro coraggio.. ma ...quella donna, quella splendida amazzone aveva qualcosa che rendeva Driz inquieto....
Non era mai rimasto affascinato dalle creature femminili, ma oggi qualcosa stava cambiando in lui.. il suo sguardo si fece distante come se si fosse perso negli occhi azzurri di quella splendida amazzone.
Spidersax si accorse subito del momento di assenza di Driz e guardandolo negli occhi vide una strana luce nascere per un momento nello sguardo del suo cavaliere.
- Si chiama Elenie - disse Spidersax a Driz - è un'amazzone di Zaira ed abita proprio a Nakir.. ha avuto da poco il permesso di aprire una scuderia proprio a Nakir.-
Driz ebbe un tuffo al cuore nel sentire il nome dell'amazzone e rimase ad osservarla di nascosto.. il volto di quella donna, i suoi gesti delicati ma imperiosi, il suo modo di muoversi attraverso la stanza che la rendevano totalmente padrona delle sue movenze e di ogni situazione.. e gli occhi.. quel suo sguardo così intenso e penetrante capace di cogliere ogni singolo pensiero della tua mente e di scrutare in profondità l'animo di ogni persona.....
L'amazzone si accorse di Spidersax e si apprestò a raggiungere il suo tavolo.
- Buona sera Comandante Spidersax.... Hammers.. - disse Elenie con un timbro di voce così vellutatamente delicato, tale da lasciar senza parole i tre avventori.
Driz, guardando negli occhi Elenie, con grazia si alzò in piedi e porse la sua sedia all'amazzone.
- Buona sera sorella amazzone - rispose Driz con un timbro di voce caldo e suadente - ci fareste l'onore della vostra compagnia? - chiese Driz ad Elenie dopo averle porto la sedia invitandola a sedersi.
Elenie guardò incuriosita Driz con le mani appoggiate allo schienale della sedia che le veniva offerta e come divertita da quel gesto sorrise verso di lui.
- Elenie - disse Spidersax - questi sono Steve.. ma forse lo conosci già vero? mi sembra che il suo cavallo sia già stato ospite delle tue scuderie... e questo è Avalor, espolratore di Vulcar.. mentre - rispose guardando verso Driz che era rimasto in piedi vicino all'amazzone - Il cavaliere che ti ha offerto la sua sedia è Driz_do_Urden, cavaliere Betris, sotto il mio comando - rispose Spidersax sorridendo verso Driz con uno sguardo quasi complice....
Driz fece un piccolissimo inchino con il capo cercando di trasmettere il suo rispetto verso l'amazzone, ma subito il suo cuore ebbe un fremito... era come se lo sguardo di Elenie fosse entrato nella sua psiche cercando di vagliare i sentimenti del cavaliere.
- Sono lieta di fare la vostra conoscenza, signori - rispose amabilmente Elenie continuando a guardare Driz negli occhi.
Driz non sapeva cosa dire nè come comportarsi... si sentiva stranamente a disagio davanti a quella amazzone, si sentiva turbato dalla sua presenza e dal suo sguardo così.. così penetrante ed ammaliatore..
- Cavaliere Betris - disse Elenie amabilmente rivolgendosi verso Driz - è un piacere conoscerti cavaliere...Driz... Sapete.. - rispose l'amazzone distogliendo lo sguardo da Driz e rivolgendosi agli altri al tavolo - è da poco che sono qui. Il mio lavoro a Nakir non mi permette di godere della compagnia degli altri hammers se non saltuariamente...-
- Ho saputo che dirigete una scuderia - disse Driz con voce un po' impacciata e rotta all'emozione creata dalla vicinanza di quella amazzone. Intanto Steve ed Avalor gustavano la scena impacciata di Driz mentre cercava di parlare e mantenere il controllo delle sue emozioni.
- Io - disse Driz continuando a guardare Elenie negli occhi - credo.. sorella amazzone... credo di avere bisogno del vostro aiuto professionale, ho un cavallo.. -
- Ma non mi dite cavaliere - rispose Elenie quasi sorridendo per quanto aveva detto Driz.
-...io - continuò Driz a disagio - avrei bisogno di un aiuto.. dovrò presto preparami per una serie di battute di caccia.. e siccome ho intenzione di cacciare dei cinghiali volevo chiedervi, sorella amazzone... visto che la mia cavalcatura non possiede le bardature e gli equipaggiamenti necessari per quel genere di caccia, se potevate procurarmi qualcosa..-
Driz riusciva a stento a controllare l'emozione nel parlare con quella donna.
- CHE SUCCEDE IGMAR - riecco la vocina di Wrawtlos, il suo vecchio maestro che riappariva nella mente di Driz nei momenti di disagio.
Elenie guardò Driz con interesse.
- Voi .. cioè tu.. sei Driz.. ho sentito parecchie storie su di te, e.. certe volte da una delle finestre della mia scuderia ho sentito i versi che reciti rivolgendoti a Mystryl - disse l'amazzone con sguardo ammirato - un cavaliere ma anche un poeta - continuava l'amazzone guardando con dolcezza Driz - Un cavaliere con un cuore ricco di sentimenti...-
- Sorella amazzone - rispose Spidersax facendo un sorriso ad Elenie - se tu ci conoscessi bene sapresti che il cuore di un cavaliere Betris non è incline ai sentimenti, anzi.. Siamo cavalieri per vocazione,non per un caso fortuito, siamo i difensori degli oppressi ed il castigo degli oppressori ed il nostro animo è ricco di sentimenti come il tesoro più prezioso e più nascosto - rispose Spidersax ad Elenie.
Noi - disse Driz ad un certo punto entrando nella discussione tra l'amazzone ed il suo comandante - Noi siamo come la pioggia estiva per la terra arida ed arsa dal sole d'estate, portiamo conforto e sicurezza quando il fato lo richiede ma guai a chi osa mancarci di rispetto.. siamo duri e spietati quando le circostanze lo chiedono, la nostra mano può tanto confortare un pulcino appena nato quanto impugnare con fermezza una lama per un combattimento all'ultimo sangue... e continueremo a batterci - risposero il soldato ed il comandante insieme con un sorriso beffardo sul volto di entrambi - Finchè l'ultima goccia di sangue non lascerà il nostro lacerato cuore.-
Elenie guardò divertita quella buffa coppia di personaggi sorridendo, poi si rivolse a Driz e gli chiese: - Driz... penso proprio di avere qualcosa per la caccia al cinghiale. Se vuoi seguirmi a Nakir possiamo provvedere subito.. Vieni?-
Driz rimase a fissare Elenie per qualche secondo incapace di rispondere, poi, rivolgendosi ai suoi tre amici prese congedo e seguì Elenie fuori dalla taverna.
Giunsero a Nakir dopo una corsa sfrenata attraverso la campagna ed i boschi che separavano la taverna dalla scuderia, dandosi il cambio a turno su chi dovesse restare in testa alla corsa, sembrava quasi che avessero deciso inconsciamente di alternarsi alla guida.
Quando Driz rimaneva più indietro si soffermava a guardarla cavalcare, quanta eleganza e padronanza c'erano nei gesti e nel modo di condurre di quella donna e... come rimaneva affascinato nel vederla correre con i suoi splendidi capelli biondi al vento in continua danza davanti ai suoi lineamenti così puri e regali.
Driz si sentiva strano, molto strano... non gli era mai capitato di vivere emozioni così intense per qualcuno, nel profondo della sua coscienza non sapeva cosa pensare nè come agire, si sentiva incapace di reagire di fronte a quella moltitudine di emozioni provocate da Elenie.
E finalmente arrivarono davanti al portone delle scuderie di Elenie; l'amazzone, prima che Armor, il suo cavallo, si fosse arrestato completamente, con un balzo sorprendente scese dalla sella e e si avvicinò al pesante portone di quercia, lo spinse e disse a Driz di seguirla.
Driz scese a sua volta dal cavallo e condusse Cerberus a mano all'interno del cortile sempre seguendo Elenie.
Elenie lo condusse ad un box dicendogli di lasciare lì Cerberus, dopodichè gli fece strada conducendolo in una sala del lato est del complesso della scuderia.
- Vediamo Driz - disse Elenie - qui in questa stanza c'è tutto quello che può servire. Vedi questi finimenti rinforzati? E queste bardature imbottite? Sono l'ideale per il cavallo per proteggerlo da eventuali cariche di cinghiale. L'imbottitura permette di attutire i colpi che il cinghiale potrebbe infliggergli nel momento della carica.-
- E queste? - chiese Driz indicandole una bardatura fatta di piastre.
- No Driz - rispose Elenie con voce calma e sensuale - Questa bardatura è troppo pesante, rischierebbe di appesantire troppo il cavallo rendendolo lento ed affaticato.-
Elenie mentre gli parlava lo guardava fisso negli occhi e Driz sentì il suo cuore perdere colpi... lo sguardo coì dolce e penetrante di quell'amazzone la sua vicinanza così ridotta tale da permettergli di sentire il fresco profumo della sua pelle molto simile al profumo del muschio più verde e rigoglioso che potesse crescere nei boschi di Arcano, misto ad un essenza di rosa selvatica delicata forte ed intensa proprio come il carattere di Elenie.
Driz non capiva più niente... sentiva di stare per perdere il controllo delle sue emozioni, si sentiva la lingua in bocca arida e legnosa, sentiva il cuore che passava di colpo da battiti lenti ed esasperati a ritmi frenetici e inarrestabili, si sentiva irrequieto ed agitato incapace di fronteggiare la situazione.
Elenie guardandolo fisso negli occhi con uno sguardo benevolo si accorse del disagio di Driz. Allora lo prese per mano e gli disse: - Vieni, ti voglio mostrare qualcosa... e porta la bardatura.-
Si avvicinarono al box dove stava riposando Cerberus, ma Elenie proseguì verso un box attiguo.
- Aspettami qui cavaliere - gli disse, si tolse gli stivali da ordinanza e ne indossò un paio più vecchi e più alti usati generalmente per il lavoro nella scuderia, poi entrò nel recinto e con voce ferma e delicata disse: - Aragoth, piccolo della mamma, vieni... vieni Aragoth, voglio farti conoscere un amico.-
Dal lato più scuro del box si sentì uno sbuffo seguito da un nitrito e poco dopo arrivò uno splendido purosangue tutto nero, con il pelo lucente ed una chioma lunga mossa dai continui spostamenti della sua testa.
Era un animale superbo... anzi definirlo un animale sembrava un'offesa in quanto nei suoi occhi balenava una luce d'intelligenza soprannaturale... Aveva un carattere molto sveglio ed esuberante, enfatizzato ancora di più da una stella bianca sulla fronte che lo rendeva particolarmente unico.
Aragoth si avvicinò ad Elenie sempre scuotendo la testa e battendo lo zoccolo destro sul terreno del recinto. Elenie gli si avvicinò e posizionò il morso tra i denti, poi dopo avergli aggiustato la bardatura sul suo dorso, lo prese per le briglie e lo fece avvicinare a Driz.
- Vieni Driz - disse Elenie.
Driz si avvicinò ad Aragoth e guardandolo con una luce di rispetto negli occhi avvicinò la sua mano sinistra fino a prendere le briglie dalle mani di Elenie, poi con la mano destra cominciò ad accarezzare il collo del cavallo, lungo e lucente, soffermandosi certe volte sulla stella tatuata che aveva in fronte.
Aragoth ad un certo punto alzò la testa di scatto cercando di mordergli la mano, ma Driz serrò subito le briglie che teneva nella mano sinistra strattonandole verso il basso e contemporaneamente si avvicinò all'orecchio di Aragoth e cominciò a sussurrargli: - Buono amico mio, buono fratello mio... sei un essere superbo, fiero e meraviglioso... buono - cominciando a sfregare la sua guancia con quella di Aragoth.
Elenie guardava quella scena incredula, non aveva mai visto qualcuno comportarsi così con un cavallo eccetto forse lei... non aveva mai visto qualcuno porre un rispetto così profondo per un animale rivelandole così un animo sensibile come spesso aveva constatato negli scritti che Driz ormai da tempo lasciava un po' dappertutto al forum di Nakir e di Klivia.
Eleine si sentì trasportare dalla dolcezza dimostrata da Driz e piano piano gli si avvicinò guardandolo con profonda tenerezza negli occhi, dicendogli: - Tu che ammiri così tanto la natura e gli animali, come puoi...ucciderli? Come puoi sopportare ciò...-
Driz rimase un attimo a pensare... era vicino a lei, molto vicino... sentiva quasi il calore del suo respiro sul suo viso... era irrimediabilmente perso nei suoi occhi e la guardava incapace di parlare...
Poi però disse: - Mi è stato chiesto per l'Imperatrice, per il banchetto in suo onore.. io onorerò l'imperatrice con gli esemplari migliori...-
Elenie allora gli pose il dito indice della sua mano destra sulle labbra e guardandolo teneramente negli occhi gli disse: - Non dire altro cavaliere.... Driz... non servono parole - e lo guardò intensamente negli occhi.
Driz baciò dolcemente quel dito e fece scorrere il dorso della sua mano sulla guancia vellutata e delicata di Elenie carezzandola... Elenie allora prese la sua mano la portò alle labbra e la baciò.
Driz incapace e rapito dal tumulto della passione dei suoi sentimenti guardò fisso Elenie negli occhi e le disse: - Domani porterò con me il profumo della tua pelle sul dorso della mia mano, e lo porterò per sempre...-
Elenie lo guardò sorridendogli e gli disse: - Adesso vai cavaliere.. domani sarà una giornata intensa per te... e attenzione, che il ricordo del profumo della mia pelle non ti distragga..-
Driz prese dalle mani di Elenie Aragoth e lo condusse fuori dal portone delle scuderie. Elenie lo seguiva tenendogli la mano dolcemente.
Arrivati fuori Elenie gli disse: - Vai, e tornate da me... interi..-
Driz salì in sella ad Aragoth e lo spronò al galoppo e mentre il rumore degli zoccoli rombava sul selciato della kioskas Elenie giurò di avergli sentito gridare: - FORZA FRATELLO MIO, PORTAMI LONTANO DA QUI... CHE QUESTA NOTTE NON DORMIRO' DI SICURO..-


Capitolo 8° - Fratelli... nel silenzio

I giorni passavano velocemente, Driz ormai viveva in uno stato di eccitazione e di allegria come mai gli era capitato fino ad ora. La vicinanza di Elenie, l'amore che sentiva per quella amazzone riempiva completamente le sue giornate.
Quella amazzone era stata in grado di trasformare lo spirito ed i sentimenti di quel cavaliere facendo sì che la prima parte della profezia rivelata dagli arcani dei magi si avverasse.
Diceva la profezia: "Cerca nel cuore di colei che lo brama e l'armatura verrà rivelata..."
Driz ogni giorno che passava sentiva sempre più forte crescere i suoi sentimenti verso Elenie... il suo cuore e le sue emozioni erano tutte rivolte ad Elenie. Difficilmente riusciva a trovare il tempo per potersi dedicare ad altro, e questo perchè i suoi pensieri correvano sempre dietro all'amazzone di Zaira.
Fu quindi alquanto difficile per Driz in questi giorni dedicarsi alla promessa fatta ai suoi due amici Steve e Avalor di procurare della selvaggina per il ricevimento in onore della Imperatrice Nimira, non tanto per la sua mancanza di tempo, bensì per la sua difficoltà a trovare la concentrazione necessaria per impegnarsi a fondo nella ricerca delle prede.
In due giorni comunque fece arrivare ai suoi due amici un certo numero di prede che sarebbero state usate da Steve nel banchetto, tra cui spiccava nettamente la cattura di un cinghiale capobranco, la cui stazza si aggirava intorno ai 160 kg.
Driz infatti grazie all'aiuto valido ed esperto di Elenie nel cercare l'animale giusto per poter affrontare la caccia al capobranco aveva ricevuto uno splendido cavallo nero, il cui manto lucente sembrava brillare di luce propria quando galoppava con Argoth, durante la notte, rischiarato dalla luce argentata di MYSTRYL.
Le possenti gambe dell'animale inguainate da una muscolatura forte ed elastica e la plasticità e fluidità dei movimenti di Argoth nonchè la sua notevole intelligenza nel capire ed anticipare le mosse del capobranco avevano reso la cattura un'impresa epica e memorabile.
Adesso, dopo le fatiche della ricerca portata a termine da Driz per conto di Steve, il cavaliere Betris passava molte ore della sua giornata presso la scuderia di Elenie.
In fondo il lavoro fisico gli era sempre piaciuto, e lavorare a contatto con i cavalli ed insieme ad Elenie era quello che maggiormente voleva fare.
Ma dentro di lui sapeva che c'era qualcosa di irrisolto, qualcosa per cui valesse la pena ancora di cercare, perchè... perchè come ben il suo comandante Spidersax gli aveva fatto intendere, la ricerca dell'armatura lo avrebbe fatto diventare quel cavaliere ricco di sentimenti e di coraggio che ancora non era riuscito a far uscire completamente da se.
Molte volte si era recato in perlustrazione presso il letto del fiume Kruill cercando nelle grotte e nei punti più impensabili, guardando e scrutando ogni anfratto alla ricerca dell'armatura, ma invano.
Eppure... la profezia....
- Dunque - disse Driz in un pomeriggio mentre bivaccava presso le sponde del fiume Kruill nelle vicinanze del tempio dei sogni - vediamo di riordinare le idee - prese dalla tasca della borsa che aveva agganciato al dorso di Argoth una pergamena di pelle di daino sulla quale aveva disegnato una mappa del percorso del fiume da Nistra fino alla sua amata Kioskas Nakir.
Evidenziò con dei piccoli cerchi tutte le kioskas che si trovavano lungo il tragitto sopra detto e con delle x segnò i punti in cui aveva trovato delle grotte, che portavano sotto il letto del fiume Kruill.
Queste grotte erano di due tipi, c'erano delle grotte di tipo carsico e cioè scavate dall'affluenza di emissari laterali dello stesso fiume Kruill che però, una volta prosciugate, avevano lasciato uno spazio ampio e profondo che penetrava nella dura terra rocciosa e si protendevano sotto il livello del fiume.
La prima volta che Driz entrò in una di esse rimase affascinato dalle innumerevoli colonne di Stalattiti e di Stalagmiti che si protendevano le une verso le altre, dal basso verso l'altro e viceversa, come le braccia di due amanti che cercano di raggiungersi per congiungersi insieme.
Le grotte erano rimaste molto umide e nella silenziosità totale di quei luoghi si poteva sentire soltanto il lento gocciolio dell'acqua che scandiva il passare del tempo inesorabilmente.
C'era un'abbondanza di rocce cristalline, addirittura interi filoni di cristalli di quarzo rosa che Driz sapeva bene essere usati per curare certe alterazioni dell'umore nelle persone, e che avessero anche potere di rendere più fertili le donne.
Tutto questo naturalmente era possibile soltanto con due riti diversi di invocazione, della luce solare per il primo caso e con il rito di invocazione della luce lunare nel caso della fertilità.
La luce di uno dei due astri veniva convogliata attraverso un sistema di specchi di bronzo riflettenti, concavi, fino ad attraversare il cristallo.
La luce rifratta dallo stesso irradiava la sede del corpo ove si supponesse che la malattia avesse origine, il potere della luce rifratta del cristallo faceva entrare in risonanza le cellule del corpo della persona che vibrando tra loro secernevano delle sostanze benefiche all'organismo.
Fu con sua grande sorpresa che in una di queste grotte, e cioè quella posta tra Krymenia e Kolise, proprio nella zona più ampia del fiume, Driz trovò una garnde riserva di Lichene Albino, un muschio dal colore bianco madreperlato che viveva spontaneo nella profondità di questa grotta carsica, le cui proprietà erano notevolmente mirate per la preparazione di decotti con le sue piccole fronde per curare gli stati di infezione e di febbre più gravi e resistenti al comune rizoma di Canna delle paludi, comunemente usata insieme alla corteccia di Acero Bianco.
Nella zona tra Krymenia e Nistra, il territorio cambiava gradatamente, Driz trovò delle grotte di roccia dura e forte dal colore nerastro che gli fecero subito pensare a rocce di tipo Vulcanico... questo però poteva rivelarsi strano, perchè a quanto ne sapesse il cavaliere Betris non c'era nessuna menzione di attività vulcanica nelle terre di Arcano.
Addirittura in alcune di queste grotte aveva trovato dei filoni di un minerale comunemente chiamato Solfus negli SDU e che aveva delle caratteristiche fisiche ed organolettiche importanti.
Mentre Driz continuava a guardare la piantina che aveva disegnato per segnare la sua ricerca un debolissimo rumore attirò la sua attenzione.
Il cavaliere Betris si alzò dal bivacco improvvisato e cominciò a guardarsi intorno, con le mani pronte per sguainare le sue fedeli spade gemelle... ma da un cespuglio alle sue spalle poco dopo comparve il suo piccolo amico Neil.
- Aikydo Driz, ti ho visto arrivare dalla cima di un albero e sono giunto a salutarti.-
- Aikydo Neil, come mai da queste parti? - rispose Driz al suo piccolo amico.
- Mi trovavo nei paraggi in perlustrazione, anche se sono lontano dai miei luoghi.-
Neil si avvicinò a Driz e sedette vicino al bivacco guardando sempre con ammirazione Argoth che brucava dell'erba lì vicino.
Driz si sedette vicino a lui, prese dalla sua bisaccia un pezzo di pane e del formaggio e lo porse a Neil, che lo accettò senza complimenti.
- Sai amico mio - disse Neil rivolto a Driz - ci sono dei movimenti strani in una grotta poco distante dal tempio dei sogni.-
Driz guardò l'amico con espressione accigliata: - Che genere di movimenti strani Neil?-
- Ho potuto vedere un certo numero di persone vicino a questa grotta... sono circa una decina, ed alcune di loro, due in particolare, indossano una strana divisa con una piccola striscia di carta su cui c'è scritto qualcosa....- rispose Neil - Global... global... non ricordo bene amico mio.-
Driz guardò l'amico con curiosità: - Global detector forse? - gli rispose, e lo sguardo gli si ombrò.
- E cosa ci vengono a fare quelli della global da queste parti? - pensò ad alta voce mentre meditava su quanto gli aveva detto Neil.
- Si - rispose Neil - E' proprio quel nome.... non so, so soltanto che queste due persone vengono spesso da quel gruppo che vive in quella caverna per parlare con loro, anzi per parlare in particolare con uno di loro... un tipo alto, grosso e ben armato.. parlano di uno scambio di un'armatura e di... spow?...cosa sono gli spow Driz?-
Driz sentì un brivido corrergli lungo la schiena e subito rispose: - Gli spow, amico mio, sono delle armi molto potenti e pericolose... possono colpire a morte una persona con un raggio mortale anche a grande distanza. Sono delle armi molto potenti -
La mente di Driz cominciò subito a porsi una serie di domande. Cosa significava tutto questo? Perchè gli spow?...uno scambio... un'armatura in cambio di spow? La faccenda non era ben chiara......
- Sai Neil... penso proprio che qui stia per succedere qualcosa di importante - gli rispose Driz.
- Dimmi piccolo fratello, mi potresti far vedere questa grotta? - rispose Driz accennando un debole sorriso.
- Vieni, ti faccio strada - rispose Neil, e si incamminarono alla volta della grotta che Neil aveva visto.
Dopo circa un'ora di cammino arrivarono in prossimità di un bosco molto fitto di Carpini e di Mughi; la grotta era a circa 600 piedi di distanza da loro, era ben nascosta e riparata dalla fitta vegetazione del sottobosco. Poco lontano da loro scorreva il fiume Kruill ed il territorio sembrava deserto.
Driz e Neil si avvicinarono di più verso l'ingresso della grotta fino a quando Neil, indicando un punto davanti a loro, disse: - Guarda lì davanti, oltre quel gruppo di alberi lì davanti.. vedi quel piccolo sentiero? - Driz annuì con la testa - bene, seguilo fino in fondo a quella piccola collina a ridosso del letto del fiume.. vedi alla base? Quell'apertura?.-
- C'è qualcuno lì davanti - rispose Driz vedendo davanti ad un'apertura nella roccia una persona armata con una lancia ed un arco con una faretra - Sembra quasi che faccia la guardia all'entrata di quella grotta -
- Si, c'è sempre qualcuno di guardia e viene cambiata almeno tre volte durante il giorno e la notte.. in più ci sono altre due persone che pattugliano costantemente il perimetro intorno all'apertura.-
Driz guardò bene intorno l'area vicino alla grotta ed infatti vide altre due persone che pattugliavano il sentiero che Neil gli aveva indicato ad una distanza di cica 30 piedi l'uno dall'altro.
- Si direbbe che facciano la guardia a qualcosa di prezioso - rispose Driz guardando negli occhi Neil mentre rimanevano nascosti a circa 50 piedi di distanza dall'ingresso della grotta.
- Attento, arriva qualcuno - rispose Driz rivolgendosi all'amico.
Dalla grotta sbucarono infatti proprio in quel momento due persone vestite con delle divise che Driz riconobbe subito appartenere alla Global detector, seguite da sei persone rozzamente vestite con abiti locali.
Quelle sei persone sembravano dei rozzi ribelli armati alla meno peggio, ma uno di loro spiccava più degli altri per la sua corporatura massiccia e il grande spadone a due mani posato sulla possente ed ampia schiena.
Driz vide i due della global stringere la mano a quell'energumeno e poi, grazie al suo udito finissimo, riuscì a captare la parte terminale di un discorso......
- Si - rispose uno della global - E' quello che cerchiamo, quella dovrebbe essere l'armatura dell'ormai scomparso guerriero Betris Whitehorse, famoso in tutto il territorio per il suo ardore e coraggio in battaglia -
- Allora siamo d'accordo - rispose l'altro esponente della Global rivolto a quello che sembrava essere il capo di quella comunità di ribelli - Ti porteremo tra tre giorni 10 spow in cambio di quell'armatura... va bene Lutor? -
Il gigante che era a capo dei ribelli fece un sorriso di rimando ai due della global ed annuì con la testa, e dopo essersi congedati si rivolse ad uno dei ribelli vicino dicendogli: - Questi della global devono essere proprio stupidi per barattare un vecchio ammasso di ferraglia per degli spow funzionanti.. bene Arcor, fai uscire tutti dalla grotta che dobbiamo discutere - e così dicendo voltò le spalle al suo attendente chiamato Arcor e incrociò le braccia muscolose al petto.
Dopo pochi minuti, proprio poco prima dell'imbrunire, la zona antistante la caverna si popolò di circa 30 ribelli, tutti disposti intorno al loro capo.
Lutor dopo averli guardati uno alla volta cominciò a parlare: - Canaglie, tra tre giorni avremo gli spow per mettere a ferro e fuoco il tempio ed impadronirci delle sue ricchezze.-
Una serie di grida di approvazione si levò in alto dalla piccola radura di fronte alla grotta.
Driz e Neil con i nervi a fior di pelle a causa della tensione che avevano accumulato durante il giorno continuarono ad osservare ed ascoltare.
- E dopo il tempio - continuò Lutor - metteremo a ferro e fuoco i territori vicini.. ricchezze, donne, cibo... non ci mancherà più niente - disse il gigante di 2 metri di altezza.
Un coro di evviva si alzò nuovamente dalla piccola radura, mentre Driz si voltava verso Neil e gli diceva: - Piccolo fratello, devo subito rientrare per riferire quanto visto a chi di dovere. Tu resta lontano da questo luogo e aspettami domani dove ci siamo visti oggi.. tornerò ed avrò bisogno del tuo aiuto.-
- Si Driz - rispose Neil - ci vediamo domani allora.-
Driz si voltò cautamente e dopo circa un'ora raggiunse il bivacco dove aveva lasciato Argoth, salì in sella e si diresse in direzione di Klivia ove aveva sede il corpo dei Cavalieri Betris.
Giunto al corpo di guardia cercò subito del suo comandante Spidersax per raccontargli l'accaduto.
Spidersax ascoltò con attenzione il rapporto di Driz e subito dopo cominciò a formulare delle domande al suo cavaliere: - Driz... sei sicuro di quello che hai visto e sentito? Sembra strano che la global si interessi di queste faccende.. e l'armatura ? l'hai vista? E quanti erano i ribelli in questione? -
Spidersax camminava nervosamente avanti ed indietro lungo il perimetro del suo ufficio con un'espressione preoccupata in viso.....
- Comandante - rispose Driz in piedi di fronte a lui - quelli della global sono interessati all'armatura. Da quel che ho capito stanno cercando di trafugare le reliquie più importanti della storia di Arcano, hanno detto che se ci tolgono le radici e le testimonianze del nostro passato saremo un popolo più facile da conquistare.... I ribelli sono in trenta e penso che con una sortita ben preparata ed un piccolo numero di hammers potremmo avere la meglio su di loro....-
- Non lo metto in dubbio amico mio - rispose Spidersax guardandolo negli occhi - C'è però un problema, tutte le nostre forze sono impegnate sul fronte di guerra che si sta combattendo per fronteggiare l'invasione di Arcano.. siamo tutti impegnati al fronte amico mio -
Driz rimase a pensare alle parole espresse dal suo comandante e poco dopo, dopo che Spidersax si era seduto dietro la scrivania sulla sua sedia, gli rispose: - Io.. io credo di poter racimolare un pugno di Hammers valorosi che in questo momento diciamo sono.. ehm... inattivi, e portare a termine la missione. Mi date l'autorizzazione a procedere comandante? - chiese Driz rivolgendosi al suo capo.
Spidersax intrecciò le mani davanti al viso e guardò con interesse l'espressione determinata di Driz.
- Tutto si concluderà al massimo tra tre giorni comandante - rispose Driz guardando sempre l'espressione pensierosa di Spidersax.
- Allora procedi, cavaliere - rispose Spidersax - ma attieniti al protocollo... fai in modo che i tuoi compagni abbiano il benestare dai loro superiori.-
- Sarà fatto comandante - rispose Driz con una luce contenta negli occhi. Salutò Spidersax e si diresse alle scuderie del corpo di guardia per recuperare Argoth.
- Adesso amico mio andiamo in taverna, devo incontrare qualche amico...- e dopo aver spronato Argoth al galoppo si diresse nel luogo ove si riunivano abitualmente gli hammers.


Capitolo 9 . Spiriti... eletti

Driz arrivò di corsa davanti alla taverna, legò Argoth alla staccionata ed entrò dopo aver aperto il pesante portale di quercia.
Una volta dentro, fu subito avvolto dalla calda atmosfera cordiale della taverna, il calore del camino provvedeva a riscaldare la grande sala, le luci soffuse delle candele che illuminavano la stanza rendevano il luogo un po' mistico ma molto accogliente, l'odore di carni e selvaggina magistralmente cucinate riempivano l'aria del locale accompagnate da risate e discorsi amichevoli tra gli avventori di quella sera.
La birra naturalmente scorreva a fiumi, egregiamente e sapientemente servita dalla momentanea cameriera del locale Eve, amazzone imperiale Froll.
Driz si diresse senza esitazione verso Eve, e dopo aver raggiunto il bancone delle mescite, si girò per guardare bene i tavoli della taverna, sperando di vedere i volti delle persone che cercava; individuò Vaughan, l'esploratore di Vulcar, ormai suo abituale compagno di bevute e di discorsi, poi cominciò con sguardo speranzoso di vedere Elenie, l'amazzone di Zaira che si occupava della scuderia di Nakir, nonchè anche la persona che aveva preso in mano le redini delle passioni di Driz... ma Elenie era assente quella sera.
- Aikydo Driz - disse la fresca e melodiosa voce di Eve alle sue spalle.
Driz si girò e rimase a guardare Eve, sorridendole.
- Cosa ti porto cavaliere?- disse facendogli un sorriso.
- Aikydo Eve, penso che una birra ci stia bene dopo quello che ho passato oggi.-
- Hei Driz - chiamò Vaughan dal suo tavolo e sollevando in aria il suo boccale di birra in segno di benvenuto.
Driz rispose con un sorriso e levò in alto il boccale della sua birra che era appena arrivata con Eve.
Eve prese uno straccio e cominciò a lucidare i boccali appena lavati e messi a gocciolare sul ripiano del tavolo delle mescite. Lo sguardo di Eve non era particolarmente felice per quello che stava facendo...
- Allora Driz - disse Eve un po' stancamente - che mi racconti.. ci sono novità? Non vedo Elenie.. anzi, a dir il vero è un po' che non la vedo in taverna... sempre presa dalla sua scuderia nuova eh?-
Driz abbozzò un sorriso mentre sorseggiava la sua birra ed i pensieri correvano dietro ai ricordi dei bei momenti passati con Elenie..
Come avrebbe voluto fermare il tempo quando era con Elenie, se solo avesse potuto... avrebbe voluto rivivere il momento in cui la loro passione era nata per non finire mai di sognare e vivere quel momento con lei.
I ricordi del dolce viso di Elenie, dei suoi modi forti e passionali, il ricordo del fresco profumo della sua pelle suscitavano ogni volta in Driz brividi a fior di pelle che percorrevano per intero tutta la schiena del cavaliere...
Per un momento Driz sembrò essere in trance, poi poco a poco ritornò alla normalità e di colpo gli balenò un'idea nella mente.... Guardò intorno a sè e scorse Eve che continuava a pulire svogliatamente i boccali di birra davanti a lei.
- Eve, sorella amazzone, dimmi un po'... ti andrebbe un po' di... ehm... movimento?-
Eve alzò lo sguardo verso Driz e dopo avergli sorriso maliziosamente gli rispose: - Che c'è cavaliere, ti sei già stancato della tua Elenie?-
- No Eve,tutt'altro - rispose Driz sorridendo all'amica - è che... sai, mi è venuta un'idea... però... non so se... magari preferisci restare qui - Driz cominciò a tracciare delle linee immaginarie sul bancone mentre Eve lo guardava con aria divertita.
- Chessò, magari pulire boccali, servire pasti caldi, birra fresca - Driz sollevò lo sguardo verso Eve che subito lo fulminò con uno sguardo felino, quasi da predatrice.
- Ehi Driz - rispose Eve un po' tra il divertito e l'arrabbiata -Ti va di scherzare?- prese lo straccio che aveva usato per pulire i boccali e cominciò a tirarglielo in testa a mo' di frusta.
- Calmati Eve, calmati, stavo solo scherzando.. cioè... non è questa l'attività che pensavo per te... ahi, ferma.....-
- Fermarmi? - rispose Eve sempre tra il furente ed il divertimento - Mi fermerò soltanto dopo averti ridotto ad un ammasso sanguinolento.. sottospecie di Cavaliere, sei venuto qui per sfottere?- e giù mazzate con lo strofinaccio.
Driz mentre cercava di ripararsi con le mani proteggendosi la testa ricominciò: - No Eve, scusami... ferma, hai! fermati, aspetta... ti devo dire una cosa importante... anzi..-
Eve si fermò con lo straccio a mezz'aria e lo sguardo ancora furente.
Driz le si avvicinò cautamente e dopo essersi guardato in giro (Vaugh era seduto sempre al suo tavolo che se la rideva di gusto): - Diciamo che ti devo proporre una cosa tanto per rompere la monotonia della taverna...-
Eve poggiò le mani sui fianchi e fingendo un'aria ancora arrabbiata ma divertita gli disse: - Sentiamo cos'hai da propormi cavaliere.-
Driz si avvicinò ad Eve e le raccontò quello che gli era successo quella mattina, le raccontò del suo incontro con Neil, di quella grotta, di quello che aveva sentito e veduto e poi le propose: - Ti andrebbe di darmi una mano per recuperare l'armatura di Betris Whitehorse? Sai, ho bisogno di una mano di qualcuno che ci sappia veramente fare con le mani... insomma di qualcuno di fidato, sorellina... ed ho pensato a te. Che mi rispondi?-
Eve rimase un attimo a pensare guardando Driz con diffidenza, poi però la sua espressione si fece furba e scaltra.
- E dimmi Driz, in quanti saremo per dare la caccia a questa banda di tagliagole?-
Driz appoggiò la schiena allo sgabello e dopo aver alzato gli occhi al cielo rispose: - Sorellina.... beh sai, non è che ci voglia un numero nutrito di persone. Agiremo di sorpresa, sarà un gioco da ragazzi (speriamo, pensò in cuor suo Driz) e poi... sai magari potresti chiedere il permesso alla tua comandante.. anzi potremmo chiederle se puoi organizzare un gruppetto di.. diciamo cinque amazzoni capitanate da te..-
- Si Driz, certo - rispose subito Eve con aria divertita - e se non mi concede l'appoggio delle amazzoni? Dove li troviamo degli altri... qualcun altro disposto ad affrontare dei ribelli pericolosi e magari rischiare la vita?-
Driz ed Eve si guardarono pensierosi.. certo, la scelta era difficile... trovare qualcuno di fidato con il senso del pericolo innato, abile e scaltro, e forse altrettanto matto quanto loro...
Ad un certo punto i due smisero di pensare e piano piano, contemporaneamente, un sorriso un po' ambiguo comparve sui loro volti, all'unisono.. si guardarono e girarono le loro teste verso un tavolo, cioè verso quel tavolo in particolare ove stava seduto in quel momento Vaughan, felicemente tranquillo a bersi la sua birra.
Driz ed Eve si scambiarono uno sguardo ed un sorriso complice, poi Eve con noncuranza uscì da dietro il bancone ed insieme a Driz si diresse verso il tavolo di Vaughan.
- Ciao Vaugh - disse Eve guardandolo con uno sguardo malizioso.
- Ciao amico mio - rispose Driz guardando Vaughan con un sorriso scaltro...
- Hei - rispose Vaughan l'esploratore di Vulcar - allora come va? Finito di litigare voi due? Beh... che c'è, perchè mi guardate con quelle.. quelle facce?- Vaughan appariva alquanto allarmato dai sorrisetti e dalle occhiate di complicità che si inviavano Driz ed Eve - sembra quasi...-
Eve e Driz continuavano a guardarsi a vicenda con aria complice e a guardare il povero Vaughan ignaro di quanto stavano per dirgli.....
- Sembra quasi che... hei, voi due avete in mente qualcosa eh? -
Vaugh dopo aver scoperto il gioco di driz ed Eve ricominciò a sorseggiare la sua birra: - Avanti ragazzi, sputate fuori il rospo - disse Vaughan ai suoi due amici.
Driz ed Eve si guardarono di nuovo negli occhi e poi fecero un cenno di assenso con le teste.
- Sai - disse Eve continuando a guardarlo con lo sguardo da furbetta - Sai, ci sarebbe un lavoretto da fare..- e detto ciò si sedette vicino a Vaughan e senza guardarlo negli occhi cominciò a disegnare delle forme invisibili sul tavolo dell'esploratore con il dito indice della mano destra.
- Si... hem... Amico mio - rispose Driz sedendosi anche lui al tavolo molto vicino a Vaughan - Effettivamente, sai, ci chiedevamo se per caso... sai, così.... se non hai niente da fare in questi giorni.... magari potresti aiutarci in un lavoretto....-
Vaughan cominciava a capire che c'era qualcosa di strano nel comportamento dei due amici e dopo aver preso un altro sorso della sua birra esclamò: - Ragazzi... beh, prima che cominciate devo dirvi che purtroppo nei prossimi giorni sarò impegnato sul fronte di battaglia......-
Driz ed Eve si sentirono cadere le braccia, e subito un'espressione dolente comparve sui loro volti - Ma se avete bisogno di un aiuto forse ho la persona che fa al caso vostro.. sempre - rispose Vaughan - sempre se siete d'accordo.-
Driz ed Eve ebbero un'occhiata di intesa e subito cominciarono a parlargli della missione per ritrovare l'armatura di Betris Whitehorse, gli raccontarono di quello che Driz e Neil avevano individuato in una grotta vicino al tempio dei sogni e tutto ciò che riguardava i ribelli ed i loro contatti con gli esploratori della global.
- Hummm- rispose Vaughan pensieroso - non è certo una situazione nè facile nè piacevole... però, sapete, penso che Kloda, il tuo vicecomandante, Eve, possa fare al caso vostro... guarda caso in questo periodo è... diciamo in fase di non attività, ed io penso che se le accennassi qualcosa sarebbe disposta a darvi una mano... che ne dite?-
Driz ed Eve si guardarono e dopo aver annuito con la testa risposero insieme:- Quando gliene parli? -
- Dovrò vederla tra poco, anzi se restate dovrebbe arrivare in taverna a momenti.-
Driz si voltò verso Eve e le disse: - Sorellina, io devo raggiungere Neil, questa notte abbiamo intenzione di provare ad esplorare la grotta mentre magari quei ribelli dormono. Tu intanto rimani qui e parla con Kloda, poi vedi di parlare con il tuo comandante per avere l'autorizzazione per la missione e se puoi... cerca di radunare qualcun altro. I ribelli sono in 30, più i due delegati della global, noi, compreso Neil e Kloda se accettasse saremo in... hem... quattro.. beh, sarà un'impresa epica in quattro, se riuscissimo almeno ad essere... diciamo in sei..-
- Driz - rispose Eve - potresti chiedere ad Elenie, io intanto cercherò di contattare Solitaria... dovrebbe venire qui questa sera e magari... se kloda accetta e riesce a portarsi dietro qualcuno...-
- Mi dispiace Driz - disse Vaughan - se potessi vi aiuterei volentieri, ma gli ordini.. sai...-
- Amico mio, dispiace anche a me, soprattutto sapendo della tua grande abilità nell'attirare in trappola i tuoi nemici.. La tua scaltrezza non è da meno a nessuno, anzi..- rispose Driz a Vaughan.
- Allora - disse Driz rivolgendosi ad Eve - facciamo così sorellina: io adesso raggiungo Neil e ti faccio sapere...-
Driz salutò i suoi amici e si diresse nuovamente fuori per recuperare Argoth, e mentre saliva in sella al purosangue che Elenie gli aveva donato, un pensiero melanconico comparve nella sua mente.
Il ricordo della sua dolce amazzone così distante a causa dei loro impegni diversi, eppure così vicina da renderla come una presenza costante e fondamentale nella sua vita....
Driz spronò Argoth in direzione del tempio dei sogni alla grotta dei ribelli.

(segue)

 

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