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Il sogno
infinito - Cap. 2
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KADIYA: episodio 25
L'atmosfera rarefatta del Porto rendeva l'intera scena quasi
irreale.
Fin dalle prime ore del giorno avevano cominciato ad affluire lì
molti degli abitanti della laguna, richiamati da un tam tam
silenzioso che li aveva spinti, senza motivo apparente, a
raccogliersi in quel luogo di confine, come richiamati da un istinto
di coesione arcano e potente. |
Non tutti erano lì, naturalmente: non coloro che erano
caduti preda del magico oblio che aveva avvolto la terra di Fantasy in
quegli ultimi giorni, coloro la cui linfa vitale era stata assorbita e
raggrumata nelle profondità più recondite della Gemma del potere; non
coloro ancora che si erano mossi con un fine preciso come Xar, Abel e
Lupina o Modred, fosse questo la ricerca del potere o della salvezza di
Fantasy.
Ma coloro che erano stati sorpresi dagli sconvolgimenti di quell'era e
che si erano chiesti come reagire a un tale cambiamento epocale erano
tutti lì al Porto.
Esaminai con lo sguardo chi mi stava accanto: Perseo, Linnea e Lady
Sweet erano giunti già da quella mattina, alla ricerca di spiegazioni e
nella speranza di trovare qualcuno con cui approntare un piano d'azione.
Eilein e DoomDark vi erano arrivati più tardi e sembravano ormai tornati
completamente in sé dopo l'esperienza della Rocca.
Erano ora impegnati a raccontare gli eventi che li avevano visti
protagonisti in quegli ultimi giorni.
E poi Kyt, la nuova Signora del Porto, Lobelia, la principessa della
Darsena e ancora Shaman, il guardiano della fonte dei sogni, Blue Shadow,
la coraggiosa arciera......
Trinity era al mio fianco, gli occhi vivaci seguivano attenti le parole
di coloro che avevano partecipato agli avvenimenti che avevano sconvolto
la Rocca, cercando di cogliere ogni frammento di ciò che veniva
rivelato.
Trinity, di lei sapevo di potermi fidare ciecamente; aveva abbandonato
la sua tranquilla esistenza in un villaggio della laguna per la precaria
vita di piratessa e si era rivelata per me la più fedele compagna.
Potevo cogliere nei suoi occhi acuti tutta la lucidità di chi è spinto,
in ogni suo gesto, da una volontà ferrea e da una determinazione
assoluta.
Sapevo che, fintantoché avesse condiviso i miei stessi obbiettivi, era
l'alleata più affidabile e risoluta.
DoomDark, i miei occhi scrutavano il tetro Signore dei non - morti con
freddo distacco; forse in passato, quando le pulsioni più oscure
dominavano ancora il suo agire, avrebbe potuto essere un valido alleato
per i miei scopi.
Ora no, sembrava un'ombra del potente mago di cui si narrava; qualcosa
aveva mitigato il suo potere o forse solo il suo furore; non avrebbe
compreso ciò che cercavo, ne ero quasi certa; inoltre, non potevo
dimenticarlo, era legato in qualche modo ad Eilein.
Eilein; su di lei non avevo alcun dubbio: voleva la Gemmakyra più di
qualsiasi altra cosa al mondo; non era il timore di cadere preda di Xar
o del demone che era in lui, non era l'amore, mai veramente sopito e ora
nuovamente riacceso, per DoomDark che riempiva la sua mente.
Cercava disperatamente di nascondere la brama che la consumava fin nel
profondo, ma ai miei occhi era chiaro come il sole che a null'altro
aspirava che al potere della Gemma; al potere che aveva conosciuto un
giorno in Avalon e che ora era di nuovo lì a portata di mano....se solo
avesse potuto....
Vagai con lo sguardo alla ricerca di un qualcosa che ancora non era
definito nella mia mente; scorsi Linnea, Sweet, amiche mie, volevo loro
bene a modo mio...certo non potevano immaginare.....
E Perseo, ancora all'apparenza sconvolto da ciò che era accaduto; non
potevo fissare i suoi occhi limpidi come cristallo di rocca; sapevo che,
se avesse incontrato il mio sguardo, vi avrebbe subito scorto il
tormento e la passione che riempiva il mio animo.
Continuai a osservare i miei compagni, finché non incrociai i suoi
occhi, scuri come un pozzo profondo, bui come una prigione dimenticata,
carichi di un odio segreto e incontenibile, di una sete di sangue che
avrebbe fatto rabbrividire chiunque, tranne forse una piratessa che
conosceva bene, per averla vissuta in prima persona, quella passione.
Lord Blood, mio nemico giurato, mio compagno di battaglia; colui che
volentieri avrebbe conficcato una freccia avvelenata tra le mie spalle
d'avorio per puro sollazzo, ma che, se gli fosse tornato utile, non
avrebbe esitato a correre, come aveva già fatto una volta, in mio aiuto
a rischio della sua stessa vita.
Incontrai il suo sguardo e lui il mio.
Comprese cosa cercavo e capii che era quello che cercava anche lui.
Un cenno del capo, Trinity mi raggiunse e insieme salimmo sulla Nave,
mentre gli altri ancora discutevano sul da farsi.
Nessuno notò che ci eravamo allontanate.
Come nessuno notò il cavaliere dalle frecce d'argento che, avvolto
nell'ombra, salì a bordo pochi istanti più tardi.
EILEIN: episodio 26
Eravamo stati delle ore sulla banchina e sulla nave di Kadiya per
cercare di raccogliere tutte le idee possibili a quanto era avvenuto in
questi giorni...
Per quel che mi riguarda, mi ero già rimessa dalla ferita procuratami
dalla freccia di Trinity, grazie al cielo mi aveva ferito leggermente,
ma almeno permise alla mia mente di tornare al presente...!
Guardai di nuovo tutta la gente negli occhi, non mi fidavo di nessuno,
tranne che di me di DoomDark e delle piratesse....
Ma mentre i miei occhi roteavano guardando le facce attonite dei
presenti, qualche cosa di forte li attirò su di se... era lo sguardo
acuto ed indagatore della dolce Kadiya.
Come mai mi guardava in quel modo?
Il suo sguardo accecava il mio, penetrava il mio animo e le mie "difese"
erano inutili... il mio cuore si aprì alla sua mente.
Ad un tratto compresi quello che stava leggendo in me: la brama
echeggiava alta nei miei pensieri e non potevo trattenerla...
Distolsi in tutta fretta il mio sguardo dal suo e proferii "La Gemma
deve tornare a me...
Fantasy é in pericolo, se Xar ne entra in possesso non solo io
diventerei sua per sempre, da Signora della Vita a Signora della Morte,
ma il mondo che voi avete costruito a fatica sarà trascinato nel baratro
insieme a me... l'Oscurità sarebbe sovrana "
I volti di Sweetie, Lupi, Lobelia, Kyt, di tutti i presenti si fecero
ancora più cupi, penso temessero queste parole... ma non era così:
temevano me e la mia sete di potere!
Solo una persona non era preoccupata, o almeno lo era meno di noi altri,
DoomDark.
Nonostante tutto era lui il Signore dei non - morti, delle Tenebre...
Lo vidi dischiudere le labbra in un ghigno che mi gelò il sangue, e
ancora quel dubbio atroce assalì la mia mente: era opera sua tutto ciò?
E ancora una volta mi risposi da sola... NO!!!
La notte era calata sul porto ma nessuno di noi riusciva a dormire...
Mi allontanai un attimo, andai alla fine del molo: avevo bisogno di
riflettere, di pregare, di interrogare gli antichi...
Il riflesso della Luna guidò i miei passi fino allo sbocco del
camminatoio, quando giunsi mi sedetti con le gambe a penzoloni
sull'acqua, trassi da una piccola sacca le sacre rune e incominciai ad
interrogarle...
Nessuna risposta...sembrava quasi volessero nascondermi qualche
cosa....la rabbia e la paura erano sempre più forti, avevo voglia di
esplodere, di non essere più io.....
L'antica disperazione sopravvalse sulla mia capacità di auto controllo,
mi alzai , ero nervosa, dovevo trovare il modo di calmarmi....
Fu così che slacciai la cintola, tolsi gli stivali e mi gettai in
acqua.... un bagno ghiacciato mi avrebbe fatto sicuramente bene: SPLASH!
Nuotai fino alla nave, volevo allontanarli ancora di più...ma una voce
mi bloccò
"Ma che stai facendo in acqua in piena notte"
Era Lady Sweet "sei matta? esci o ti beccherai un malanno... non posso
capire quello che stai passando, la tensione che freme nel tuo corpo, ma
possiamo parlare... liberarsi dalle proprie paure aiuta a stare meglio"
Quella voce dolcissima mi attirò a sé, guardai Sweet che mi porgeva il
mantello... salii sul molo, la guardai nuovamente..; presi il mantello,
me lo avvolsi sul corpo bagnato ed insieme ritornammo nel gruppo....
Grazie a quell'acqua ghiacciata e alle parole di Sweetie il mio animo si
era calmato ed ero pronta per affrontare nuove battaglie contro il
Demone ...
Mi guardai nuovamente intorno.. ma dove erano finite Trinity e Kadiya??
...
FRODO: episodio 27
"Amico mio, ho bisogno di te!!" continuai a ripetere nella mia mente...
Lentamente l'amuleto cominciò a scaldarsi, e il calore pervase tutto il
mio essere, fino a quando ebbi una sensazione di vertigine.
E a quel punto ebbi uno strano presentimento, come se non mi trovassi
più nella mia baracca..
Allora aprii gli occhi e vidi, con mio enorme stupore, che mi trovavo a
CASA!!
Ma non nella mia baracca a Fantasy, nella mia casa vera!!!
LA CONTEA!!
E davanti a me c'era Gandalf, con il suo cappello a punta.. la veste
grigia, e la sua folta barba, e.. un'espressione preoccupata sul viso..
Mi disse subito "Frodo, cosa succede? Sbrigati a spiegarmi i fatti
perché tu sei molto lontano, e io fatico a mantenere il contatto mentale
stabilito attraverso l'amuleto!"
Così gli spiegai tutto in maniera concisa.. e la sua espressione si fece
sempre più pensierosa..
Quando ebbi finito mi disse "Frodo.. quello in cui ti sei cacciato è un
grosso guaio per un piccolo hobbit! Io non posso fare molto per te..
sono troppo lontano... arriverei tardi.. ma posso darti un oggetto che
ti aiuterà e anche un consiglio.. porta SEMPRE con te la tua corazza e
la tua spada elfica.. i demoni ne hanno timore! Eccoti un aiuto.. o
meglio.. un modo per liberare il mondo dalla Pietra del Potere... quando
l'avrai.. DEVI riuscire a prenderla.. mettila in questo sacchetto, ne
affievolirà notevolmente il potere, dopodiché pronuncia queste parole: ..e
ora addio amico mio.. il mio tempo è scaduto.. ricordati quello che ti
ho detto.. e guardati da chi brama la Gemma!!...."
L'immagine svanì e io mi ritrovai nella mia baracca con il sacchetto di
Gandalf, le sue parole impresse nella mente, e una missione da
compiere..
Uscii dalla baracca e chiamai il mio pony donatomi da Tom Bombadil prima
della mia partenza..
Arrivò poco dopo, gli saltai in groppa, e partii verso il porto, dove
Abel mi aveva detto che avrei trovato gli altri..
Arrivai qualche tempo dopo, avevo perso di nuovo la cognizione del
tempo, e nemmeno mi interessava sapere a che punto fosse il giorno.
Trovai tutti al molo del porto, ma decisi di non farmi vedere, così
nascosi il pony nel bosco e mi avvicinai a piedi, giusto in tempo per
vedere Kadiya e Trinity salire sulla barca insieme a.. non riuscii a
vedere chi o cosa fosse, colsi soltanto un riflesso argentato..
Poco dopo vidi Eilein emergere dall'acqua, a quel punto dissi
"SALVE MADAME E MESSERI! Posso avere l'onore di unirmi a voi??" mentre
pronunciavo quelle parole un piccolo sogghigno apparve sul mio volto..
BLACK IREN: episodio 28
Ho camminato per lunghi giorni in cerca del luogo indicatomi dal mio
Signore, riecheggiano nella mia testa le sue parole come un ritornello
ossessivo:
"Va, cerca Fantasy, il paese ove tutto è possibile, ove sogno e realtà
si fondono in un tutt'uno. Solo lì potrai riposare e trovare l'aiuto di
cui abbiamo bisogno. Solo allora potrai deporre il tuo fido arco e far
riposare Vento. Qui non puoi più far niente... I tuoi strali non possono
fermare ciò che non si vede... Il male è ovunque... Vai amica mia e
porta con te questo messaggio che dovrai dare solo al Saggio della
Rocca.... Lui può aiutare te e noi..."
Una scura nube avvolge quello che è stato un ridente paese.
Non un suono, non risa o pianti.
Niente
Devo trovare Fantasy, devo consegnare il messaggio al Saggio.
Non posso fermarmi.
Ho appena attraversato una laguna, strano, la Locanda è deserta, le
porte delle abitazioni spalancate...
C'è silenzio... troppo!
Un'inquietudine strana si impossessa del mio essere.
Sento nell'aria sensazioni che pensavo aver lasciato alla Valle di
Cristallo.
Che quella forza misteriosa sia arrivata sin qui?
Spero che non sia troppo tardi...
Abbandono la laguna, seguo il corso d'acqua ed arrivo ad un porto.
C'è una nave, vedo persone che stanno salendo a bordo.
Provo a chiamare... non mi odono.
Lascio vagare lo sguardo tutto intorno, vedo una casa... la porta è
aperta, una fioca luce mi guida sin lì.
Ci sono all'interno delle persone, sembrano sconvolte, gli sguardi fissi
come se avessero visto chissà quali cose orrende.
Entro, subito vengo circondata, i volti non esprimo amicizia, ma solo
diffidenza:
"Chi sei!" tuona una voce imperiosa.
Non riesco a scorgere il volto, nascosto da un cappuccio...
"Sono Black Iren, vengo dalla Valle di Cristallo e sto cercando il
Saggio della Rocca".
KADIYA: episodio 29
Erano calate ormai le tenebre e un manto fitto di oscurità avvolgeva il
Porto.
Il disco perlaceo della Luna spiccava sul serico velo intessuto di
stelle che rivestiva il cielo notturno.
Le onde si infrangevano sugli scogli con la forza quieta e inarrestabile
dell'oceano e riflettevano le pallide luci del firmamento, mescolandole
in un turbinio di lucciole marine.
La Nave si ergeva possente al termine della banchina, carica del suo
passato e del suo mistero.
Le vele tremule alla brezza del mare portavano nella loro tela antica i
segni della storia che loro stesse avevano plasmato.
Il legno consunto della prua era il testimone fedele delle lunghe rotte
intraprese nel corso degli anni e della ricerca inarrestabile da cui era
scaturito ogni viaggio.
Il potere che permeava la Nave era sopito in quella gelida notte
d'inverno, piegato dalla volontà incrollabile delle piratesse,
addormentato in flebili rivoli di magia che fluttuavano lievi come
nebbia opalescente lungo i fianchi del veliero.
Una figura sottile spiccava sicura sul ponte della nave, in piedi, come
in attesa.
I lunghi capelli di seta fluttuavano liberi sulle sue spalle,
riflettendo la luce della Luna, mentre le tenebre della notte li
coloravano di ebano lucente.
"Benvenuto Lord Blood" disse Kadiya all'ombra scura che aveva preso
consistenza sulla passerella che univa la nave al molo, "Ti ringrazio di
aver accolto il mio pensiero".
"Il tuo pensiero era il mio, non potevo ignorarlo" rispose a voce bassa
l'elfo oscuro, "mi hai sorpreso, pensavo che una 'dama' come te non
potesse accettare questo lato della realtà".
"Dimentichi il mio passato, 'amico' mio, dimentichi quello che ero prima
di giungere a Fantasy" rispose la piratessa in un sussurro di vento,
"Non ho mai rinnegato ciò che ho fatto, non lo scordare; non ho mai
chiesto perdono per il sangue che ho versato".
"Tutti ti credono un'amica, un'alleata su cui contare; c'è chi si
affiderebbe alla tua guida in caso di necessità, senza neppure pensarci
due volte!" le parole uscirono chiare dalla bocca dell'elfo, mentre un
sorriso gli nasceva lento sul volto segnato dal ferro e gli occhi gli si
illuminavano di una luce perversa.
La stessa luce che si rifletteva nitida sugli occhi di Kadiya.
Le due figure si fronteggiavano scure sul ponte della Nave, due animi
irrimediabilmente diversi ma così profondamente simili.
"Anche Trinity è dei nostri, amico mio" disse Kadiya mentre una terza
figura emergeva dall'ombra.
Non c'era bisogno di parole tra loro tre, erano uniti da una forza
potente in quel momento. Ognuno aveva il suo fine, tutti ne erano
consci; sicuramente il legame si sarebbe spezzato presto o tardi.
Le piratesse non si facevano illusioni sulla fedeltà di Blood al patto,
come l'elfo oscuro intuiva che il fine ultimo di Kadiya era
profondamente diverso dal suo.
Ma in quel momento tutto ciò che contava era la loro unione, e nessuno
dei tre nutriva alcun dubbio che sarebbe durata fino a quando...fino a
quando avessero raggiunto lo scopo per cui si erano uniti.
LADY SWEET: episodio 30
Che notte stupenda, le stelle brillavano come diamanti facendo da corona
alla loro Regina, la Luna più luminosa che mai si rifletteva nelle acque
gelide e taglienti della laguna, illuminava il mio viso e quello di
Eilein, ancora intrisa di quelle acque.
Camminammo sul molo fino a giungere alla nave di Kadiya, tutti si erano
recati nelle proprie dimore per cercare di riprendere le ultime forze e
riunire i pensieri per trovare una risposta logica a tutto ciò, e perché
no... anche la soluzione!
Eilein mi parlava, e nella sua voce sentivo nuovamente la sua vera
anima, forse e dico forse, solo per poco avrebbe potuto essere se stessa
e non lottare costantemente con il suo inconscio.
D'improvviso udii delle voci
"Sccccc, Eilein, ascolta, senti anche tu quello che sento io?"
Eilein stette un attimo in silenzio, e poi rispose
"Si, si le sento, provengono dalla nave"
"Forse la nostra valorosa Piratessa sta meditando ad alta voce sulle
varie vicende... ma aspetta... non è una persona sola, chi altro può
essere a quest'ora?" - dissi - "vieni, andiamo a vedere chi è, ma
attenzione a non far rumore, non facciamoci vedere"
Pian piano ci avvicinammo... ormai negli animi dei fantasiani si era
instaurata la diffidenza, quindi la prudenza non era mai troppa.....
"Cosa!"
"Lord Blood? Kadiya e Trinity!" - potevo capire la presenza delle due
dame, ma Blood, cosa faceva lì?
Dai loro sguardi si leggeva chiaramente un'intesa particolare come un
patto fattosi da cui nessuno di loro voleva e poteva uscire ...
Era arrivato il momento, non potevo più attendere, erano ormai passate 6
notti e 5 giorni da quando tutto ebbe inizio!
Ormai l'alba del 6 giorno si stava per imporre ed io avevo indugiato
troppo ......
BASTA, adesso tutto doveva cambiare, ciò che temevo potesse accadere,
accadde ed una sola soluzione vi era, sono una cosa poteva mettere fine
a tutto questo, ed io sapevo cosa!
Eilein mi guardava attonita, leggeva in me un'espressione nuova, non
poteva comprendere quanto grande fosse la mia energia, e chi poteva
biasimarla... lei come tutti non conosceva il mio essere profondo e
veritiero, dovevo agire ed anche in fretta.
Mentre gli sguardi delle piratesse e di Lord Blood si intensificavano,
congedai Eilein in fretta e in sella al mio cavallo corsi via.
Attraversai i vari villaggi che precedevano il mio, passai attraverso il
bosco che solitamente evito, perché mi mette paura e tensione... non
vedevo niente accanto a me, l'idea di ciò che dovevo fare mi accompagnò
per tutto il tragitto.
Eccomi finalmente a casa... brrrrr... freddo...
L'ambiente ormai abbandonato da diversi giorni...
Non so cosa fare per prima, vorrei scrivere una lettera per spiegare
tutto ai miei cari amici di questa terra, ma il tempo scorre e non posso
soffermarmi, devo concludere ..
Con tutta la forza ed il coraggio mi diressi verso il camino, qui e là
sparsi le braci ormai secche, le scansai, e prima di continuare mi
guardai intorno, nessuno doveva sapere... nessuno o era finita!
Non un'anima vagava per queste lande, potevo agire.
Tolsi i mattoni che fanno da base al camino ed ecco l'entrata del mondo
buio e misterioso, che giaceva da secoli sotto la mia umile dimora...
Salutai i miei ricordi, e mi accinsi ad aprire la botola.
Una ventata mi colpì in faccia, l'odore di muffa, di umido...
Mi calai all'interno portando con me una fiaccola per illuminare il mio
triste ed inesorabile cammino verso l'oscuro, verso il male!
LORD CROW: episodio 31
Anima di tutti i Cavalieri erranti, quante cose son accadute ed io non
ve le ho raccontate, dov'ero rimasto...ah già ...
Terrorizzato al sol pensiero che dei demoni oscuri, gli stessi che
avevano sodomizzato Doom Dark ed Abel Wakaam nella rocca e che poi
avevano rapito Silvia, quella donna di facili costumi... demoni subdoli
ed orgiastici... correvo come un pazzo ormai denudato dalla mia
ingombrante armatura che non mi permetteva di correre veloce qual lepre
selvatica nel folto del bosco al buio chiaror della luna in quella
gelida notte invernale.
Correvo... correvo a perdifiato verso il villaggio della mia incantevole
Dama Linnea, tremavo al sol pensiero che le venisse torto un capello e
piangevo disperato come solo un nobile Cavaliere sa fare mentre la corsa
giù pei dirupi s'interrompeva a cadute e ruzzoloni, e rami d'albero che
s'infrangevano sul mio volto e 'l sangue e le lagrime si mescolavano e
cadevano copiosi a bagnare i funghi che crescon la notte nel bosco
lasciando sul loro bianco e vellutato mantello le macchie d'amore che
sgorgavano dal mio cuore.
Non conosco quanto durò quella folle corsa, la disperazione porta a far
cose che all'umani è impossibile e sol un nobile animo può portare a
termine le missioni che gli comanda il suo cuore... fatto fù che giunsi
al villaggio della mia amata Linnea, gridai più forte dei lupi che
m'ululavano in branco alle spalle pronti a sfamarsi con ogni più piccolo
brandello del mio corpo ed a dissetarsi col mio sangue vermiglio che
sgorgando dal mio volto era qual esca per squali e piranha... a que'
lupi affamati dal rigido inverno trascorso sull'alture, gridai e gridai
"Linnea Linnea Linnea Linnea Linnea"...
Mille ed ancora mille volte, qual novello Catullo, gridai disperato il
mio amore per la Dama che possiede l'unica chiave del mio cuore.
Nemmeno gli spettri osaron più uscire dalle loro tombe, nè gli
straccioni (che talvolta giran copiosi nel villaggio della mia Dama
sicuri di poter trovare lì qualcosa con cui potersi sfamare grazie
all'immenso cuor gentile della mia Signora), mettevano piede nelle
strade, la loro disperazione pel freddo e la fame era men profonda della
mia per la paura d'aver perso per sempre il candore immacolato di quel
ramoscello di bianco pesco in fiore che è la mia Dama Lady Linnea.
A nulla serviron le mie grida, la mia Dama non si vedeva... i suoi
servitori fedeli non si videro...
Entrai nella sua dimora ed il silenzio ed il fumo dei camini ormai
spenti ed incustoditi s'insinuò lento e secco nelle mie narici tappate
dal sangue ormai raffermo, tal che non mi riusciva quasi più di emanar
respiro, ed il mio cuore si stava per fermare.
No, non mi posso arrendere, qualunque cosa sia accaduta non mi posso
fermare, non ne capisco nulla...
Mi fermo lì in quella stanza in cui son giunto, ma dove sono...
Ah sì, un tuffo al cuore ... seggo sul divano di rosso velluto che nelle
notti invernali accoglieva le nostre figure, la mia imponente e quella
della mia esile e leggiadra Dama, a guardar l'acrobazie ed ascoltar le
profezie de' giullari e saltimbanchi venuti d'ogni dove per rallegrar le
serate in cui Lord Crow e la sua Dama Lady Linnea trascorrevan a
banchettare prima di concedere i propri sospiri all'amore.
Quanti ricordi... ed ora tutto potrebbe esser finito...
Un male inaudito si scaglia sul mio capo, non posso fermare il mio
ardire, se la mia Dama è ancora viva ed immacolata l'andrò a salvare e
se è morta o disonorata vendicherò l'onta con la morte del male o con la
mia, spero solo che lei non si voglia suicidare per il disonore! ...
Ma cosa cerco, chi cerco, dove vado, che faccio, non so chi è il mio
nemico, non sò chi è mio amico, come posso combattere se non so chi devo
affrontare?
Raccogliamo i pensieri ,cosa potrebbe essere accaduto nella Rocca?
Ecco, provo a pensare...
Sono stanco, debole, sanguinante, devastato dal dolore e dalla
disperazione... a che posso pensare, non posso riflettere lucidamente
come son solito fare, mi viene in mente solo una cosa: quello sporco
figuro di Doom Dark, per il proprio piacere ed immane goduria ha
liberato dagli inferi quegli esseri infernali la cui ombra ho veduto
nella rocca, poi ne deve aver perso il controllo e gli si devono esser
rivoltati contro all'estrema misura...
Ed il Saggio Abel, nell'estremo tentativo di difendere la Rocca che
sovrasta tutte le terre, deve esserne finito in mezzo e sconfitto...
Terrore... Abel sconfitto?
Non è possibile... eppure era lì disteso... era sconfitto anche lui...
che potevo fare allora io?
Non ho di magia, la mia arte è la Cavalleria, se son stati sottomessi a
sporchi giuochi sia Doom Dark ch'io stimo enormemente qual mago ma molto
meno qual uomo, ed anche Abel Signore detentore d'ogni potere e
saggezza. che posso fare io?.....
Tutto ciò frulla nel mio cervello, son tutte mie idee, ma per me ora è
tutta la verità ricostruita dei fatti, questo è quanto ho visto e questo
è quanto penso... devo fare qualcosa...
Mi sovviene un pensiero, già... un'idea, l'unica che ho in questo
momento...
Ricordo d'aver parlato con Horus della forza della magia degli Antichi
Egizi, ricordo ch'egli si battè contro Abel nei tempi che furono e che
il conflitto stava per andare a suo favore e ciò mi fa pensare che la
magia di questo saggio e magico popolo antico fosse più forte di quella
del Signore delle terre della Fantasya.
In quell'occasione solo l'appoggio della mia spada e di quella di tutti
i nobili Cavalieri riuscirono a riportare la bilancia del potere
saldamente nelle mani del Nostro Signore Abel Wakaam.
Dunque debbo avere al mio fianco dei guerrieri Egizi, forse dei Maghi,
forse degli stregoni, forse i loro stessi dei per sconfiggere le forze
demoniache del male che Doom Dark avea liberato da incosciente qual si è
sempre dimostrato...
Già era un bravo ragazzo, poi la follia della magia, i suoi subdoli riti
e poi le perversioni, le visioni le maledizioni che seminava qual
frumento raccogliendo sol zizzania, mi fa pena già solo pena per lui...
Ora non alzerei nemmeno un dito in battaglia, nemmeno se mi sfidasse
accetterei la sfida, sarebbe per me solo un disonore combattere per o
contro uno sconfitto derelitto.
Come posso raggiungere l'Egitto, e raccogliere Cavalieri, Maghi,
Stregoni, Re e qualsiasi altra forza che ivi dimori dai tempi di Abramo
e spingerla in mio soccorso?
Mi serve una nave, andrò a chiedere a Kadiya: lei ha una nave che in
Egitto può arrivare anche sulle onde del tempo dalla fantasya
all'antichità.
Riprendo la corsa, potrei impegnare troppo tempo a raggiungere il mio
villaggio, mi devo riarmare, devo fermare il sangue che talvolta ancora
tenta di gocciolare dalle ferite quasi rinsecchite sul mio volto...
Vado a procurarmi un cavallo nella stalla del villaggio di Linnea la mia
sempre amata, è per lei che intraprendo quest'avventura, ma non si
tratta solo di un'avventura, è la mia vita... lei è la mia vita.
Bene, c'è un cavallo.
Lo so, non è il più veloce, lei non ama la velocità, ma ama la bellezza
e l'eleganza del Cavallo.
Galoppo più veloce che si può, tra poco sarà l'alba, prima di allora
devo salpare.
Giungo al mio villaggio, i miei servitori son stati svegli tutta notte
rannicchiati negli armadi e sotto ai letti, mi raccontan che hanno udito
vari personaggi passare pel mio villaggio.
Forse Lupina, forse il Saggio Abel Wakaam, forse Ira, forse Kadiya
stessa, sicuramente quel poveretto ch'io reputo svampito ed infantile di
Shaman l'hanno udito nella notte ubriaco del fumo di quegli stupidi
calumè della pace pronto a sfidarmi con qualsiasi arma e per fortuna poi
decise d'andarsene, già lo sapevo è solo un rammollito...
Forse mi dicono nel resoconto della nottata anche Linnea, sto per
svenire ma questo nome mi sostiene...
Forse non le è accaduto nulla, ma io devo sconfiggere il male, devo
giungere in Egitto.
I miei servitori mi guardano di traverso come se il male fossi io, come
se fossi un indemoniato, come se fossi un mostro
Chissà come son ridotto, l'armatura ormai l'ho indossata, e l'armi son
sul mio corpo ed attaccate al mio cavallo che era ritornato solitario
alla stalla dopo avermi abbandonato davanti alla rocca.
Si riparte, indosso l'elmo così non mi guarderanno più così... al
trotto... sempre più forte... sempre più forte...
Ora il sangue esce anche dalle cosce del mio bianco cavallo, forse l'ho
frustato troppo... forse gli speroni gli si sono infilzati nelle carni
troppo in profondità, ma ormai sono alla nave di Kadiya...
Il cavallo cade a terra, il sangue gli avvolge le gambe ed una schiuma
biancastra ricopre il suo manto e dalla bocca si mescola rosea col
sangue vermiglio.
Sarà morto... amavo quel cavallo, siamo nati insieme, io nato alla
Cavalleria e lui nato qual forte puledro...
Non ho tempo per accudirlo amorevolmente come pensavo che avrei fatto
quando sarebbe diventato vecchio ronzino non più in grado di sostenere
la battaglia... ed invece muore lì sulla banchina del porto, sul legno
marcio e putrefatto maleodorante...
Ma mi pagheranno anche questa.
Entro nella nave, ci sono Kadiya e Trinity
Mi vogliono parlare ma non le sto a sentire, voglio la nave...
"Me la devi dare e mi devi portare in Egitto, lì c'è chi ci può
salvare...
Voglio la nave, è inutile che mi parli tanto non ti sto ad ascoltare
Kadiya, potrei ucciderti se non mi dai la nave..."
Lei mi guardò stupefatta, mi credeva un Cavaliere ma la follia ormai mi
portava sulla via che l'istinto animalesco avea tracciato per me
Volevo salvare Linnea o la volevo vendicare, da solo non ce la potevo
fare.
Mi serviva una nave per raggiungere l'Egitto dove avrei trovato rinforzi
grazie agli insegnamenti di Horus... il resto era feccia.
Kadiya cominciò allora a parlare o forse io cominciai ad ascoltare...
"Ma chi c'è fuori, niente"... "sarà qualche grosso topo", mi disse
Trinity.
Io invece vedevo bene dall'oblò che si trattava di Black Iren che ci
spiava, ma Kadiya proprio allora riprese...
"La mia nave non te la posso dare, ma qui c'è Ivan Illich, lui guiderà
la mia nave gemella sino a dove vuoi andare, non ti resta che partire".
Andò a chiamare il suo uomo migliore, questo Ivan Illich, russo di
Mosca, e salpammo nell'immediato alla volta dell'Egitto.
Già vedevo quei demoni immondi sconfitti ed inceneriti dalla forza delle
spade dei Cavalieri e della magia dell'antico Egitto... e vedevo la mia
Dama Linnea vendicata, e già vedevo quel suo docile sguardo qual
cerbiatto impaurito rivolgersi a me, il suo salvatore in tutte le
disavventure...
"Aspetta mia cara, l'amore di un Cavaliere non si può fermare nemmeno se
rasenta la follia, presto tornerò a custodire il tuo cuore nella campana
di vetro sopra al più bel prato di primavera che farò costruire per
poterti preservare dal male e per poterti accudire ed accarezzare coi
petali d'ogni più morbido fiore..."
La nave ondeggiava, non dormivo da chissà quante notti, il sonno mi
prese col volto di Linnea impresso qual mosaico sull'iride multicolore
de' miei occhi, il sonno mi prende... il sonno mi prende... il sonno mi
prende, Ivan Illich guida la nave, sta lì al timone, forse mi
risveglierò... chissà dove....
KADIYA: episodio 32
D'un tratto il silenzio dei nostri pensieri uniti in un unico,
incommensurabile, intento fu rotto dalla consapevolezza che qualcuno di
estraneo al patto si fosse avvicinato di soppiatto.
Trinity, la vedetta della Nave, la vista acuta come un falco notturno,
mi fece un gesto a conferma del mio sospetto.
Lord Blood carpì immediatamente il pensiero dalle nostre menti e si
avvolse ancor più strettamente nella nera cappa per nascondere la sua
identità.
Se chi ci osservava non aveva udito chiaramente le poche parole che ci
eravamo scambiati noi tre prima che i nostri pensieri fossero uniti in
un muto scambio, non avrebbe certo sospettato che quell'ombra potesse
essere proprio Blood, l'elfo oscuro.
Rimanemmo così, fermi, in attesa che i nostri osservatori facessero la
prima mossa finchè non udii i loro passi lievi allontanarsi
frettolosamente.
"Erano due donne, non sono riuscita a distinguerle chiaramente; una
delle due era quasi certamente Eilein, l'altra non so immaginare chi
fosse" sussurrò piano Trinity.
"Dobbiamo essere vigili " le parole uscirono dalla bocca di Blood come
un sibilo velenoso, "abbiamo rischiato che quelle due 'damigelle da
salotto per bene' mandassero tutto a monte! E per cosa? Perché hai avuto
la geniale idea, Kadiya, di incontrarci sulla tua nave, senza neppure
preoccuparti di chi potesse vederci o sentirci! Vi avverto, piratesse,
non mi fermerò di fronte a nulla, se non otterrò quello che voglio col
vostro aiuto farò in modo di procurarmelo da solo e voi due, 'amiche
mie', sarete le prime a cadere vittima delle mie frecce d'argento!".
Un sorriso beffardo comparve sulle labbra di Kadiya, "non temere, amico,
nessuno ci scoprirà" disse a chiara voce mentre soggiungeva tra sé e sé
"nessuno scoprirà quello che io intendo fare".
"Ma ora vai, elfo oscuro, al posto di stare qui a lamentarti e a
minacciare noi, fai tu stesso in modo di non essere scoperto, comincia a
scomparire da questa Nave! Chi è venuto qui pochi minuti fa potrebbe
anche tornare e allora come giustificheresti la tua presenza a bordo?"
esclamò Trinity con foga;
"Vai Blood, e non dimenticare!"
La voce di Kadiya accompagnò la figura buia che che si allontanava dal
veliero e gli occhi vigili delle piratesse videro scomparire nell'ombra
il cavaliere ormai legato a loro da un filo sottile ma indissolubile.
Erano passati pochi istanti dal momento in cui Blood si era congedato da
loro quando una scena irruenta e pietosa si presentò ai loro occhi.
Un cavaliere, rivestito di un lungo manto nero sotto il quale si
intravedeva il luccichio di un'armatura splendente, si precipita al
galoppo del suo fiero destriero sulla banchina del porto, quando
all'improvviso il cavallo, un nobile roano che avrebbe fatto invidia ad
un re, stramazza al suolo vinto dalla morte.
Non posso trattenere il mio furore, chi, chi mai è colui che ha permesso
che un simile cavallo morisse per la fatica e per lo sforzo estremo di
servire il suo padrone!
Chi è quest'uomo senza pietà alcuna, quest'uomo che non riconosce il
profondo senso di devozione del proprio destriero e non sa risparmiargli
la vita!
Onta ancora più estrema, il cavaliere sale sulla passerella, sta
montando sulla Nave, a spregio nostro e del divieto imposto dalla stessa
magia del Veliero che ne nega l'accesso ad ogni uomo privo della
protezione di noi piratesse!
Sono fortemente tentata di non erigere a schermo della sua povera mente
la barriera che lo proteggerà dalla pazzia che ogni uomo coglie quando
si confronta con la magia potente del mio veliero antico, ma Trinity lo
fa al posto mio, "questa volta ti è andata bene, Trinity ha avuto per te
la pietà che tu non hai avuto per quel maestoso destriero!" penso mentre
mi paro innanzi al cavaliere.
Lo riconosco, non sembra nemmeno lui tanto è sporco, stanco e ferito: è
Lord Crow, deve aver viaggiato per giorni sulla groppa di quella povera
bestia spinto da chissà quale frenesia...
"Kadiya, voglio la tua nave, devo andare nelle terre lontane al di la
del mare a cercare i maghi.... Horus, lui lo sa, lui conosce le magie
più potenti, lui mi porterà dove ancora è possibile trovare la salvezza
per Abel il Saggio, per tutta Fantasy, per la mia adorata Linnea!! Ahhh,
la mia dama candida violata, forse uccisa, forse morta per sua stessa
mano per non aver retto al disonore! Vendetta! Salvezza..."
Lo guardo con occhi increduli, ma che dice?
Linnea è qui al Porto, salva.....
Horus, la mia Nave?
Pensa di poter condurre la mia nave?
Guardo Trinity, ancora più stupita di me, e un pensiero condiviso da
entrambe ci arride alla mente: non c'è stato bisogno che la magia della
Nave lo rendesse folle, già la pazzia aveva invaso la sua mente prima di
salire a bordo!
Cerchiamo di farlo ragionare, di spiegargli che Linnea si è liberata
dalla prigione segreta in cui era stata rinchiusa, che deve correre ad
abbracciarla nella baracca in cui tutti gli altri si sono riuniti questa
sera al Porto.
Niente, non ci asolta, vuole andare in oriente, vuole una nave.
Bene, conduci la tua pazzia dove vuoi allora,
"attraccata in una cala segreta qui vicino al porto c'è la nave di Ivan
Illich, vai e fatti condurre in Egitto alla ricerca di quella magia che
salverà Fantasy, o forse solo te", gli dico.
Il cavaliere si allontanò allora dalla nostra nave in una corsa
impetuosa, come se fosse inseguito dalle Erinni.
In un soffio di brezza Trinity mi sussurrò sorridendo:"forse è stato un
bene che Lord Crow sia passato di qui, certo qualcuno lo vedrà vagare
alla ricerca del veliero di Ivan....e allora potremmo dire che è salito
sulla nostra nave per parlare con noi....in fondo portava indosso un
mantello uguale a quello di Blood, la corporatura è simile...direi che
un solo cavaliere stasera ha messo piede sul veliero: Lord Crow."
Una risata sorse spontanea da entrambe.... "già, un solo cavaliere".
FRODO: episodio 33
Tutti stavano tornando alle loro baracche, e non rimaneva più nessuno
sul pontile.
Il mio pony era ancora nascosto nel bosco, Kadiya e Trinity non sapevano
del mio arrivo, ma io avevo notato, a differenza degli altri, che erano
salite sulla loro nave.. e non erano sole!
Ero deciso fino in fondo a scoprire chi fosse l'arciere dalle frecce di
argento.
Mentre decidevo il da farsi, nascosto da occhi indiscreti, e quando dico
nascosto intendo nascosto come solo gli hobbit sanno fare, quando sentii
dei passi leggeri sul pontile, guardai.. e vidi Eilein e Lady Sweet
avvicinarsi alla nave di Kadiya..
"Pazze!" pensai, avvicinarsi alla nave in quel modo sarebbe stato
sicuramente il modo migliore per farsi scoprire, ed ero sicuro che così
fosse stato, anche se non vidi nessuno uscire dalla nave mentre le due
dame erano lì.. e non riuscii nemmeno a sentire le loro parole, coperte
com'erano dal rumore del mare..
Poco tempo dopo che Eilein e Sweet si erano allontanate, la seconda in
modo molto frettoloso, uscì anche il misterioso ospite..
E subito una bruttissima sensazione si impadronì di me, da quella
persona si sprigionava il male, potevo quasi palparlo quanto era forte,
purtroppo non riuscii a vederlo in faccia, ma ero certo che appena me lo
fossi trovato davanti sarei sicuramente riuscito a riconoscerlo dalla
sua aura malvagia!
Ero ancora frastornato da quella apparizione che subito arrivò un
cavaliere, molto simile a quello precedente a dire il vero, ma non
malvagio..
Era ferito, sembrava disperato, aveva spinto il suo cavallo allo
stremo.. un cavallo di Roan!
Lo riconobbi subito, e subito pensai
"Quel cavaliere deve avere motivazioni decisamente eccezionali per far
morire così un nobile destriero come quello.."
Salì sulla nave e subito arrivarono Kadiya e Trinity furibonde per il
gesto sprezzante del cavaliere, dato che non aveva nemmeno chiesto il
permesso di salire a bordo.
Sentii molto poco anche di questa conversazione, ma poco dopo il
cavaliere si allontanò diretto alla baia, per chissà quale motivo..
A quel punto decisi che dovevo scoprire chi fosse in possesso della
Gemmakyra..
A QUALUNQUE costo..
Era forse sulla nave di Kadiya?
O nelle mani del cavaliere oscuro?
Esclusi il secondo cavaliere, sembrava interessante solamente alla sua
dama.. e a nient'altro..
Nella mia mente cominciarono ad affollarsi troppe domande che
richiedevano una risposta immediata..
"Chi era il misterioso cavaliere?"
"Dov'era la Gemma del Potere"
"Chi o cosa era il demone di cui tutti parlavano?"
C'era solo un modo per poter trovare risposta ad alcune di queste
domande..
Salii sul pontile, mi avvicinai al veliero e gridai..
"Sono Frodo figlio di Drogo, chiedo di poter salire a bordo del tuo
antico veliero piratessa Kadiya".. e poco dopo sussurrai "e ti conviene
assecondarmi.."
Per la seconda volta il ghignetto comparve sul mio volto, a darmi
un'espressione quasi sinistra...
KADIYA: episodio 34
"Frodo figlio di Drogo? Non è possibile, un hobbit qui in questa terra!
E che hobbit!" pensai all'udire la sua richiesta di accoglienza.
"Non posso certo negarti di salire a bordo, mio piccolo, nobile ospite"
gli dissi mentre l'hobbit già si apprestava a salire sulla nave, "...e
non servono le minacce con me" gli sorrisi strizzandogli l'occhio.
"Meglio così, valorosa piratessa, non volevo essere scortese, anche
se...."
"Anche se... cosa?" domandai con impeto, mentre leggevo nel suo sguardo
qualcosa che non mi piacque per nulla.
"E' meglio che parliamo in un posto caldo, vieni, ti offro qualcosa da
bere e magari una bella torta..." sapevo che qualsiasi hobbit, dal più
piccolo al più grande, dal più pavido al più coraggioso, dal più gentile
al più scortese non avrebbe mai rifiutato una tazza di tè accompagnata
da un numero imprecisato di torte, "per fortuna abbiamo appena fatto
scorta di viveri!" pensai tra me e me.
Portarlo in cambusa inoltre era il modo migliore per parlare senza
essere uditi da estranei; avevo infatti tutta l'impressione che questa
non sarebbe stata una semplice visita di cortesia.... e avevo ancora più
l'impressione che forse già qualcuno di troppo mi aveva spiata quella
sera....
Davanti ad una tazza fumante di Pennyroyal Tea e a metà della scorta di
dolci della nave l'hobbit cominciò a parlare.
"Dunque, valorosa piratessa, una cosa volevo chiederti..." lo guardai
attendendo per diverso tempo che mi ponesse la domanda, "sta giocando
con me, vuole mettermi alla prova" pensai.
"Dunque, ti chiederò una cosa, anzi no, ti farò un indovinello... sai,
noi hobbit siamo famosi per gli indovinelli" mi disse con voce allegra e
con un sorriso che voleva sembrare innocente sul suo volto pieno.
"Mi sta prendendo in giro, dove diavolo vuole arrivare?" pensai mentre
dicevo:
"Conosco la vostra lunga tradizione nell'inventare racconti, canti e,
non ultimi, indovinelli. Va bene, sottoponimi pure il tuo quesito, spero
di essere all'altezza".
L'hobbit si mise a ridere mentre diceva che per i suoi canoni ero
sicuramente "all'altezza" e non potei trattenere un sorriso spontaneo di
fronte alla sua battuta sulla statura.
"Va bene, va bene, ora ti pongo il quesito, valorosa piratessa" mi
guardò con i suoi occhi nocciola, "Ecco qui...l'indovinello è questo:
'Senza coperchio, chiave né cerniera, uno scrigno cela la dorata
sfera.', dimmi cos'è, dimmelo, valorosa piratessa".
Lo guardai incredula, ma a che gioco stava giocando?
Sì, stava veramente giocando, sembrava divertirsi un mondo mentre
osservava la mia faccia attonita, sghignazzando e dicendo "dimmelo,
dimmelo."
"Le uova" sentii la voce di Trinity esclamare alle mie spalle, "sono le
uova".
Mi voltai ancora più sorpresa di fronte a quella situazione surreale,
sgranando gli occhi per lo stupore.
"Ecco, mi hai rovinato il gioco, valorosa Trinity, io lo volevo sapere
da Kadiya" si mise a borbottare mentre io rimanevo muta ad osservare la
scena.
"Allora mi concederai di farti un altro indovinello, valorosa Kadiya, me
lo consentirai?" mi chiese con tono supplichevole.
"Va bene, chiedi pure" gli risposi automaticamente, ma ancora non mi
capacitavo della situazione.
"Grazie, valorosa piratessa, mi hai reso un hobbit felice, grazie...
ecco, ecco qui il secondo quesito: "Che cos'ho in tasca?' formulò la
domanda.
Il pensiero della Gemmakyra turbinò frenetico nella mia mente,
"Ha la gemma?" pensai, "Ce l'ha lui? qui? adesso? e viene proprio da me?
sulla mia nave? tra le mie piratesse?"
Mi accorsi di come mi osservava, i suoi occhi indagatori scrutavano a
fondo ogni mia reazione alla ricerca di qualcosa che tradisse il mio
pensiero.
Capii.
"Mi stai mettendo alla prova, vero? Sai che ho pensato alla gemma del
potere, il tuo era un trucco per scoprire cosa avrei fatto trovandomela
forse a portata di mano, avendo la possibilità di impossessarmene
portandotela via con la forza, non è così?"
Lo fissai e lo vidi sobbalzare sotto il mio sguardo freddo e crudele, lo
sguardo di una sanguinaria pricipessa dei pirati.
"Non temere, non sono l'essere senza scrupoli che temi" i miei occhi e
la mia voce si addolcirono e lo vidi riprendere fiato.
"Ti ammiro, hai rischiato la vita con i tuoi giochetti....non ti farò
del male, anzi credo che ti spiegherò quello che io e Trinity vogliamo
fare, ma prima dimmi, come mai hai sospettato di me?"
Frodo che ormai aveva ripreso colore nel volto paffuto prese una fetta
di torta e se la ficcò in bocca, dopodichè disse:
"Valorosa piratessa, ho visto che tu e Trinity discutevate con un tipo
che non mi piaceva per niente.."
".. ma non era quello col cavallo di Rohan" soggiunse mentre stavo per
dirgli di Crow.
"Va bene, valoroso hobbit, ho capito, sei più in gamba di quello che
speravo... niente più segreti tra noi, ti racconterò tutto dall'inizio,
chissà che sia meglio così.." sospirai mentre guardavo Trinity che
sorrideva al mio fianco.
"Ma tu non ce l'hai vero la Gemma?"
FRODO: episodio 35 bis
"Non posso certo negarti di salire a bordo, mio piccolo, nobile ospite"-
mi disse Kadiya mentre salivo a bordo del suo vascello.."-... e non
servono le minacce con me".. mi sussurrò quando le fui più vicino;
pensai -"ma come ha fatto a sentirmi?.. Forse l'ho sottovalutata.."
Le risposi in modo un po' evasivo ma subito lei si fece avanti con
fervore, forse capendo che anche io dopotutto non ero da sottovalutare..
Ma subito tornò ad essere cortese e gentile, e mi offrì di andare sotto
coperta per offrirmi del tè e.. delle TORTE!!
Offerta che non potevo decisamente rifiutare, soprattutto dopo tutto
quel tempo che non toccavo cibo.. e soprattutto DOLCI!
Ma sapevo che aveva qualcosa da nascondere agli altri, e portarmi in un
luogo al riparo dagli sguardi curiosi sarebbe stato il modo migliore per
non far porre domande indesiderate..
Scendemmo così in cambusa.. e lì mi furono presentate delle belle torte
e una bella tazza di tè fumante..
"Dunque, valorosa piratessa, una cosa volevo chiederti..."- dissi.. e
poi attesi, un po' per me, per soppesare bene le parole da dire in quel
momento rilassato solo all'apparenza, e un po' per vedere che reazioni
avrebbe avuto la piratessa, che notai subito un po' a disagio..
Ebbi un'illuminazione.. ma certo! Un indovinello!!
"Dunque, ti chiederò una cosa, anzi no, ti farò un indovinello... sai,
noi hobbit siamo famosi per gli indovinelli"- le dissi con un bellissimo
e innocentissimo sorriso sulle labbra.
"Conosco la vostra lunga tradizione nell'inventare racconti, canti e,
non ultimi, indovinelli. Va bene, sottoponimi pure il tuo quesito, spero
di essere all'altezza"- mi rispose..
Risi di gusto e dissi -"Direi che secondo i miei canoni lo siete
decisamente "all'altezza"! AHAHAHAH"- e finalmente notai un sorriso sul
volto sempre serio di Kadiya.
Decisi di porle l'indovinello, non senza aver messo un "valorosa
piratessa" nelle mie parole..
"I complimenti non sono mai pochi in questi casi"- pensai tra me e me..
"Ecco qui... l'indovinello è questo: 'Senza coperchio, chiave né
cerniera, uno scrigno cela la dorata sfera.': dimmi cos'è, dimmelo,
"valorosa piratessa" ".
Mi guardò con occhi increduli, non riuscì a nascondere il suo stupore, e
io pensai trionfante "Ce l'ho fatta!! L'ho privata della sua
sicurezza!".
La incoraggiai a rispondermi.. Ma non spiccicò una parola..
Una nuova voce interruppe il silenzio
"Le uova!! Sono le uova!".
"Ecco"- pensai subito -"mi ha rovinato il gioco"- e furono proprio
quelle le parole che dissi a Trinity, pensando che poteva anche
tenersele per sè le sue risposte, soprattutto quando le domande non
erano rivolte a lei!
"Mi concederai di farti un altro indovinello, valorosa Kadiya, me lo
consentirai?"- Le chiesi..
"Va bene, chiedi pure"- Mi rispose quasi senza pensare..
Aveva altro a cui concedere la sua attenzione..
Quello che pensavo era molto più importante di quello che dicevo.
Le chiesi, quasi gongolante dalla felicità per il bellissimo indovinello
che mi era venuto in mente: "Che cos'ho in tasca?"
La vidi, in un primo tempo, quasi presa dal panico, ma riacquistò quasi
subito il suo autocontrollo, e a quel punto mi fissò con il suo sguardo
più crudele, che sinceramente mi impressionò, ma la reazione che ebbi
era decisamente amplificata rispetto alle mie emozioni reali, questo per
dare modo alla piratessa di sentirsi forte, più forte di quello che era
in realtà..
Ma seppi che aveva capito le mie intenzioni, e capii che quello che
cercava era la Gemmakyra!
Lei capì di avere esagerato con quello sguardo crudele, e mi rassicurò
subito -"Non temere, non sono l'essere senza scrupoli che temi"- mi
disse.
"Ti ammiro, hai rischiato la vita con i tuoi giochetti.... non ti farò
del male, anzi credo che ti spiegherò quello che io e Trinity vogliamo
fare, ma prima dimmi, come mai hai sospettato di me?"- mi disse poco
dopo
A quel punto seppi che parlava sinceramente, ma non volevo ancora
fidarmi del tutto di lei, anche se il primo round l'avevo vinto io!!
Le dissi che l'avevo vista parlare con un oscuro cavaliere, e precisai
subito che non era quello con il cavallo di Rohan, che era arrivato
dopo, al che ebbe un piccolo sussulto..
Non si aspettava che sapessi così tanto.
Si arrese..
"Va bene, valoroso hobbit, ho capito, sei più in gamba di quello che
speravo... niente più segreti tra noi, ti racconterò tutto dall'inizio,
chissà che sia meglio così.."- Mi disse guardando Trinity, che
sorrideva, al suo fianco.
" Ma tu non ce l'hai vero la Gemma?"- Mi chiese.. tanto per togliersi
qualunque dubbio, anche se volle farla sembrare più una battuta che una
domanda...
Le sorrisi, o forse sorrisi solo tra me e me, non mi ero aspettato di
ottenere così tanto, ero felice, e sempre più vicino alla verità!!..."
KADIYA: episodio 36
Riaccompagnai Frodo sulla banchina dopo avergli rivelato i miei progetti
ed aver ottenuto da lui la promessa che non ne avrebbe fatto parola con
nessuno.
Ora eravamo in quattro a sapere: io, Frodo, Trinity e Lord Blood.
E nessun altro doveva venire a conoscenza del nostro segreto.
Naturalmente non tutti avevamo lo stesso obiettivo finale, almeno di
questo ero certa, ma ero altrettanto sicura che saremmo stati uniti
fintantochè la Gemmakyra non fosse stata nelle nostre mani e la nostra
magia unita ci avrebbe permesso di oltrepassare la barriera.....
Sì, era questo il segreto, quello che gli altri fantasiani non avevano
capito, o di cui non erano riusciti a comprendere il meccanismo.
La Gemmakyra era giunta nella nostra terra da un altro mondo, o meglio,
da un'altra dimensione.
Nel momento stesso in cui si era materializzata in Fantasy aveva creato
un profondo squilibrio nella nostra terra incantata.
Le radici di Fantasy ne erano state sconvolte fin dall'inizio.
Il primo ad essere coinvolto nella sua magia era stato Xar, il
traghettatore.
La notte stessa in cui la gemma del potere era arrivata nel nostro mondo
una presenza inquietante e primordiale lo aveva visitato e aveva
lasciato nella sua bocca e nel suo letto il profumo dolce e intenso
della terra della fantasia.
Xar si era destato chiedendosi di chi fosse quell'odore che era rimasto
avvinghiato ai suoi sensi e alla sua anima, era andato a cercarlo nella
capanna di Modred e delle altre donne che aveva conosciuto, ma non aveva
trovato nulla che fosse così forte e dolce al contempo.
Aveva posto la domanda ad Abel Wakaam, il Saggio della Rocca, che gli
aveva risposto per enigmi, esortandolo ad accettare il mistero e a
cercare dentro se stesso.
In realtà la presenza che lo aveva visitato altro non era la
personificazione della Terra di Fantasy che si era risvegliata al
contatto con la Gemmakyra.
La Terra che giaceva immota calpestata dai mille abitanti dei villaggi
era stata svegliata dal suo sonno primordiale e, come in un organismo
vivente, rivoli di magia avevano conciato a fluire nei suoi canali
segreti creando gorghi di fluido potere.
Quello stesso potere che Kadiya aveva visto scorrere nelle vene della
terra e raggrumarsi alla base della Rocca il giorno dell'eclissi di
sole.
Era stato proprio quello il momento in cui era giunta a compimento
l'unione tra la Gemmakyra e la Terra, unione di cui il congiungimento
tra il sole e la Luna nel cielo non era che una pallida celebrazione.
Il tocco potente della Madre-Amante Terra aveva risvegliato in Xar il
demone che in lui era sopito, quel demone che era stato la sua
incarnazione nella terra di Avalon; quel demone che in un tempo diverso,
o meglio, in un mondo diverso aveva adoprato il potere della Gemmakyra
per cercare il dominio sui segreti di Avalon e quindi sulla donna che ne
era custode, la sacerdotessa guerriera Eilein.
Il demone si era dunque risvegliato in Xar e di nuovo cercava di
raggiungere il suo scopo, sovvertendo e lacerando il cuore e il corpo
del traghettatore, dominato ora dal suo lato bestiale, ora dal suo lato
umano.
Erano passati diversi giorni ormai da quando i primi segni del
turbamento che stava avendo luogo in Fantasy si erano manifestati.
Erano passati diversi giorni da quella notte in cui Kadiya aveva avuto
quello strano presentimento e da quando poi si era ritirata nella sua
cabina a scrivere per interminabili ore.
Aveva scritto, sì, aveva scritto senza comprendere a fondo cosa la
turbava.
Ma aveva scritto per capire qualcosa che nel mondo di Fantasy non poteva
accadere.
Aveva scritto ad Iren, in un'altro tempo, in un'altra dimensione.
Nessuna delle due sapeva cosa stava succedendo al proprio mondo, ma
entrambe sapevano che qualcosa era cambiato.
Per questo Iren, rispondendo all'appello della piratessa a cui era
legata dalla capacità comune di comprendere l'esistenza di mondi diversi
e paralleli, era riuscita a superare la barriera che la divideva dalla
terra di Fantasy e vi era approdata alla ricerca di un perchè.
E l'aveva trovato.
La Gemmakyra, simbolo e fonte del potere e della magia del mondo di Iren,
era chissà in che modo stata portata via dal suo posto e si era
materializzata nella Rocca di Fantasy, dove aveva cominciato a
raccogliere nelle profondità del suo cristallo ogni briciola di magia,
prosciugando piano piano la Terra e i suoi abitanti di quella linfa
vitale che ne costituiva l'essenza.
Questo lo sapeva Iren e grazie a lei ora lo sapeva anche Kadiya.
Ormai era tempo di agire.
"Ben presto sarà troppo tardi, non passerà molto tempo che tutta la
magia di Fantasy sarà stata assorbita dalla Gemma" disse Kadiya a Frodo.
"Bisogna fare qualcosa... e per qualcosa non intendo ciò che vogliono
fare gli altri, impossessandosi della Gemmakyra per ottenere il suo
immenso potere".
"Cosa dovremmo fare allora" domandò Frodo turbato, "c'è un modo per
rimettere a posto le cose?
Per riportare la Gemma nel mondo di Iren e restituire alla nostra terra
la fantasia?"
"Non so se ci sia un modo, ma so che la Gemma può essere dominata, e per
fare questo non basta uno solo di noi, ci vuole la magia che giace nel
profondo del nostro essere, l'unione della magia di almeno tre esseri di
Fantasy" rispose Kadiya.
"Dominata? Come dominata? In che senso? E perchè, se oltre a te e a
Trinity di cui ti fidi ciecamente avevi bisogno di un'altra persona, hai
cercato proprio Lord Blood?" esclamò con impeto l'hobbit, contrariato.
"Perchè serviva una persona speciale...,una persona che si sarebbe messa
in gioco per una passione profonda, che avrebbe saputo resistere alla
tentazione di usare la Gemma per se stesso non appena ne fosse giunto in
possesso per poterne poi sfruttarne le potenzialità in un altro modo.
Quello che intendo è che la gemma ci può regalare l'accesso a tutte le
infinite dimensioni parallele che esistono; se tre, anzi, direi quattro
di noi, visto che ora ci sei anche tu, uniscono la propria forza e
concentrano la propria fantasia sulla Gemmakyra allora Lei abbatterà la
barriera tra il nostro mondo e tutti gli altri, aprendoci un'infinità di
possibilità" disse Kadiya con fervore,"Questo lo so io e lo ha compreso
Lord Blood.
Quanto agli altri, persino Abel Wakaam ha cercato di dominare da solo la
pietra, così come hanno fatto Eilein e Xar.
Sono convinta che ognuno preferirebbe sfruttare, per il bene o per il
male (non è questo ciò che conta), i poteri della Gemmakyra nel nostro
mondo, piuttosto che rischiare l'immenso salto che ci permetterebbe di
valicare il confine della nostra dimensione.
Bene, valicare quel confine è ciò che voglio io ed è esattamente ciò che
ho letto negli occhi di Blood.
Finchè non saremo dall'altro lato so che non tradirà il patto.
Poi è tutto da definire."
Frodo, Trinity e Kadiya parlarono ancora a lungo quella notte
discutendo, chiarendosi fino a trovare un punto d'accordo; finchè il
sole non fece capolino all'orizzonte.
Salutai Frodo sulla banchina con la promessa che avremmo recuperato
presto la Gemmakyra.
"L'appuntamento è alla Rocca, tra due giorni" mi disse l'hobbit.
"Ci sarò" gli risposi mentre già si allontanava silenziosamente come
solo un hobbit sa fare.
SILVIA: episodio 37
Ero al porto, insieme a tutti gli altri.
Eravamo sfiniti e anche un po' istupiditi, era ancora tutto
incomprensibile.
Era stato un susseguirsi di avvenimenti, i più strani, le persone
conosciute da tempo non erano più le stesse, si comportavano
stranamente, non sapevi più di chi fidarti!
E questo era a dir poco... incredibile... a Fantasy non era mai
accaduto!
Non ci si capiva più niente!
Mentre pensavo a tutto questo, nella mia mente... uno squarcio, una
luce, una voce... lontana mi stava chiamando: "Silvia....figlia mia,
vieni qua".
Mia MADRE????
Da quando ero approdata a Fantasy non avevo più sentito nè mia MADRE, nè
mio PADRE... e adesso... la voce di mia MADRE.
Dovevo andare e in fretta.
Mi trasformai velocemente nella mia essenza....ormai tutti sapete chi
sono in realtà, il SOGNO, la mia essenza è la LUCE, la COMETA.
Vedevo dall'alto i volti dei miei nuovi amici stupefatti, tutti
guardavano in alto.
Si, perché il cielo si era illuminato come se fosse giorno.
Volai, fino al punto di arrivo.
Mia MADRE, la TERRA, era lì ad attendermi, nelle sue profondità.
Il suo abbraccio era forte come sempre, ma preoccupato.
"MADRE, che succede? Perché mi hai chiamato?"
"FIGLIA mia, sta succedendo qualcosa di terribile in Fantasy, vero?"
"Si MADRE mia, non si capisce cosa, ma sta succedendo".
"Raccontami anche i minimi dettagli, ti prego, forse posso aiutarvi"
Con calma, comincia a narrare gli accadimenti, cercai di essere il più
precisa possibile nei dettagli, fino ad arrivare al momento del suo
richiamo.
La vidi incupirsi, non capivo, avevo visto poche volte mia MADRE in
simili condizioni, la cosa doveva essere grave, molto grave.
"Devo parlare con tuo PADRE, il CIELO, subito... non muoverti da qui!"
Se ne andò.... restai lì, sempre più incredula.... dovevo però
aspettare, non mi avevano mai deluso.....
FRODO: episodio 38
"L'appuntamento è tra due giorni alla Rocca"- dissi..
"Ci sarò"- mi rispose la piratessa mentre mi allontanavo dalla nave.
Stando attento a non farmi vedere, arrivai alla radura dove avevo
lasciato il mio pony e da lì proseguii a cavallo.
Iniziai a pensare a quello che mi aveva detto Kadiya..
La Gemma poteva aprire dei passaggi attraverso le dimensioni parallele..
ma molti quesiti affollavano la mia mente, domande che non avevo osato
porre alla piratessa per paura di suscitare qualche sospetto.. magari
infondato..
Perché Kadiya voleva aprire quei passaggi?
Come avrebbe fatto a dominare la Gemmakyra?
O meglio.. come avrebbe usato la nostra fantasia per dominarla?!
Ma la mia maggiore ansia era quella di scoprire il ruolo di Blood in
tutto questo!
Cosa voleva..?
Non trovai nessuna risposta che potesse avere un fondamento..
Tornai alla mia baracca, dovevo organizzarmi questi due giorni, dovevo
riordinarmi le idee, dovevo capire COSA FARE!
Decisi di indossare, per prima cosa, la mia armatura di mithril, metallo
indistruttibile, lavorato dai nani..
E presi anche la mia spada corta, Pungolo, che più volte salvò la vita a
me e ai miei amici, ma sperai con tutto il cuore di non doverla usare!
Scoprire gli obiettivi di Blood, era questa la cosa da fare.
Mi incamminai, questa volta a piedi, verso il castello di Blood, ma
qualcosa mi diceva che sarebbe stata una cosa inutile, l'oscuro Lord
sicuramente non si trovava lì.. e comunque mi sarebbe stato impossibile
entrare nella sua roccaforte..
"Chi aveva la pietra adesso..?" pensai..
Dalle informazioni che mi aveva dato Kadiya non l'aveva Abel, nè Eilein,
nè Blood, nè Xar, le persone che possedevano poteri magici erano molte a
Fantasy.. cominciai a perdere le speranze di poter ritrovare la
Gemmakyra..
Tornai alla mia baracca..
"Devo riposare" Mi dissi "dopo una bella dormita il mio corpo sarà più
forte.. e forse la mia mente avrà le idee più chiare.."
Mi addormentai poco dopo.. anche se il Sole era soltanto a metà del suo
tragitto..
SILVIA: episodio 39
Finalmente, dopo molte ore, mia MADRE tornò.
Aveva un'aria strana, sapete... tra il serio e il faceto... boh!
"Dunque figlia mia, c'è la possibilità di salvare Fantasy, ma ci vuole
molta attenzione, le cose devono essere fatte in un loro preciso
ordine."
Mentre parlava aprì il mantello.... e una strana luce si diffuse nella
grotta!
Cosa era?
"Questa è la Gemmaxira, l'altra faccia della Gemmakira.... separate una
dall'altra possono creare enormi problemi, se specialmente cadono nelle
mani sbagliate.
Unite e usate nel giusto ordine, portano solo benessere. In Fantasy hai
un amico di cui fidarti ciecamente!"
"MADRE, veramente pensavo di averne molti..."
"Non adesso, la Gemmakira da sola ha offuscato le menti di molti, se non
di tutti. Uno solo è rimasto quello che era, e di lui solo dovrai
fidarti! C'è un piccoletto di nome Frodo vero?"
"Si, certo che c'è!"
"Bene, va da lui con la Gemmaxira, e andate all'appuntamento alla Rocca,
ma non fidatevi di nessuno.... NESSUNO!"
"Ma MADRE, cosa devo dire a Frodo? Come si usa la Gemmaxira? Come si
ricongiunge alla Gemmakira?"
"Vai figlia mia, fidati, quando Frodo vedrà la Gemmaxira... capirà e
saprà come fare. Un'ultima cosa, andate insieme alla Rocca, non
lasciarlo solo: lui cercherà di convincerti a non andare, lo farà
solamente perché è consapevole del pericolo, ma tu non lo abbandonare...
mai!"
Così dicendo mia MADRE mi congedò... tornai ad essere LUCE e volai di
nuovo a Fantasy.
Meno male che nel frattempo non era successo niente, in Fantasy regnava
la calma.
Mi misi in cerca di Frodo immediatamente, non potevo rischiare di essere
vista.
Arrivai in men che non si dica alla sua baracca, bussai... niente...
ribusso... niente!
Io entro!
Entrata nella baracca che ti vedo?????
Frodo che se la dormiva come un ghiro!!!!
"Frodo..... Frodoooo...... FRODOOOOOOO.....
Finalmente aprì un occhio......
FRODO - episodio 40
"Mentre dormivo nella mia baracca mi sentii chiamare
"Oh insomma Frodo svegliati!!"
Era Silvia..
"SILVIA??!!!" pensai, e dissi "Silvia, ma che ci fai nella mia baracca??
E poi mi svegli così d'improvviso.. che succede???"
Tirò fuori una gemma..
"la GEMMAKIRA!!" pensai subito.. ma poi mi accorsi che c'era qualcosa di
diverso, era un bagliore benevolo, non mi dava la stessa sensazione che
avevo provato nella radura poco tempo prima.
Silvia parlò e mi disse
"Frodo, questa è la Gemmaxira, sorella della Gemmakira, e sua parte
integrante..."
Mi raccontò il suo colloquio con sua madre; inizialmente ero dubbioso, e
così le chiesi di darmi la gemma.
Slvia me la porse subito, senza obiettare, cosa che mi sorprese dato che
la conoscevo molto poco: non pensavo che si sarebbe fidata subito così
tanto, invece..
Presi in mano la gemma, e una sensazione di benessere invase il mio
corpo, la stanchezza di quei giorni si dissolse, e..
Mi apparve subito chiaro quello che dovevo fare!
Dovevo riunire le due gemme, le dovevo riunire nel sacchetto che mi
aveva donato Gandalf, e avrei poi dovuto gettarle in un passaggio su un
altro piano di esistenza, passaggio che avremmo aperto io, Kadiya e
Blood..
E nel momento stesso in cui la Gemmakyra e la sua controparte, fuse in
un'unica gemma grazie al potere della sacca, avessero oltrepassato il
passaggio, lo avrebbero richiuso per sempre alle loro spalle!
"Silvia" dissi "quanto ho dormito? Quanto manca all'appuntamento alla
Rocca?? Ho perso la cognizione del tempo in questi giorni.."
Il Sole stava sorgendo proprio in quel momento, vidi Silvia guardare
fuori dalla finestra e dire
"A quanto pare piccolo hobbit.. è OGGI!"
Spalancai gli occhi "OGGIIIII????? Ma.. non posso aver dormito per più
di due giorni!
O forse sì??
Beh.. effettivamente secondo il mio stomaco sembra un bel po' che non
metto niente sotto i denti.. cavolo che fame!"
Così preparai la colazione, Silvia mi diede una mano, thè, biscotti,
focaccine, frittelle, e tutto quello che può mangiarsi un hobbit
affamato (ed è davvero tanto).
Ma mentre mi sgranocchiavo l'ultimo biscotto un dubbio assalì
improvvisamente la mia mente
"E la Gemma? Dov'era ora?? Kadiya sarà riuscita a trovarla? Sarà
riuscita a non caderne vittima??"
"Silvia.. devo sbrigarmi! Devo andare subito alla Rocca! Ormai credo che
gli altri siano lì.. Tu aspettami qui e non muoverti! Va bene?" Dissi..
"Eh NO!! Io vengo con TE Frodo!" Mi rispose.
La guardai.. e vidi quanta determinazione aveva negli occhi, non le
avrei mai fatto cambiare idea
"Va bene Silvia, verrai con me, ma alla Rocca non ti farai vedere, devo
prima appurare quanti sapevano di questo appuntamento, e altre cose.."
Le dissi pensando al mio dialogo con Kadi..
Ora andiamo, è tardi!"
KADIYA: the end
Il sole era già alto all'orizzonte e colorava di vivida luce i prati e
le colline intorno alla Rocca.
L'aria fresca del mattino tratteneva il profumo delicato delle rose del
giardino del Saggio che quell'anno avevano avuto una fioritura
straordinariamente rigogliosa e precoce.
Kadiya si sorprese a pensare ad Abel Wakaam che coltivava con dedizione
il suo roseto per poi adornare di petali vellutati i giacigli delle dame
che si intrattenevano con lui per una notte soltanto.
Tutto sembrava quieto nei dintorni della Rocca, la Natura mostrava il
suo lato più gioioso; poteva sentire persino il frullo delle ali degli
uccelli che rallegravano gli arbusti frondosi appena al di là della
radura.
Nulla più mostrava il segno dello sconvolgimento che aveva colto la
madre Terra e la maggior parte degli abitanti del regno incantato di
Fantasy in quegli ultimi giorni; "Come è diversa la Rocca adesso
rispetto al giorno dell'eclissi", pensò Kadiya sulla cui pelle eburnea
si propagò un brivido freddo ed intenso, al ricordo di quanto era
accaduto.......
L'appuntamento era per due giorni dopo.
Il piccolo coraggioso hobbit si era allontanato dalla Nave promettendo
alle piratesse che si sarebbero incontrati alla Rocca dopo essere
riusciti a conquistare il possesso della Gemmakyra, la gemma del potere
che aveva sconvolto gli equilibri interni della terra di Fantasy e la
mente di molti dei suoi abitanti.
Kadiya aveva abbandonato il veliero subito dopo, lasciandone il comando
alla fidata Trinity, con l'accordo che si sarebbero riviste alla Rocca,
insieme a Frodo.
Dopo aver viaggiato per tutta la notte, nascosta alla vista degli
abitanti dei villaggi che oltrepassava da un nero mantello che la
rendeva un'ombra tra le ombre, aveva raggiunto il Picco delle Aquile.
Lì l'attendeva Iren Black.
Quest'ultima, giunta da un mondo diverso, dallo stesso luogo e dallo
stesso tempo a cui apparteneva la Gemmakyra, era proprio per questo in
grado di percepire la forza della pietra magica e di localizzarne la
provenienza.
Era così che dopo essere stata al Porto aveva continuato la sua ricerca
della Gemma e di colui che in quel momento ne deteneva il possesso, il
Saggio, ed era giunta fino al Picco delle Aquile.
Iren si manteneva in costante contatto con la piratessa, la quale, nel
corso di uno dei suoi viaggi, nel tempo in cui aveva spinto il suo
essere oltre i confini delle terre conosciute e della magia, era
riuscita un giorno a penetrare la cortina che separava i loro due mondi
per ritrovarsi proiettata con la mente e con lo spirito nella dimensione
vissuta da Iren.
Questo primo contatto aveva lasciato un segno profondo in Kadiya, che
aveva poi continuato a sentire latente nel profondo del suo spirito il
legame con il mondo di Iren.
Proprio per questo Iren e Kadiya erano ora in grado di comunicare tra di
loro a dispetto della distanza che le separava.
Si erano quindi incontrate quella mattina sul Picco delle Aquile,
conscie della vicinanza della Gemmakyra.
Abel vi era giunto già tre giorni prima, con la Gemma tra le mani.
Aveva lasciato Lupina nella foresta, chiedendole di rintracciare i
capivillaggio per assicurasi di quale fosse la situazione degli abitanti
della laguna.
Lupina si era quindi diretta verso il villaggio più vicino che aveva
trovato vuoto e aveva quindi ridisceso il corso del fiume fino a
giungere alla foce, al Porto, dove aveva incontrato la maggior parte dei
fantasiani riuniti a discutere sul da farsi ed aveva assistito stupita
alla trasformazione di Silvia, il sogno.
Abel intanto aveva raggiunto la vetta più alta di Fantasy, convinto che
la maggiore vicinanza con gli astri del firmamento avrebbe permesso alla
pietra magica di liberare il suo potere e che lui, da solo, ne sarebbe
stato il dominatore.
Il vecchio saggio pensava di poter incanalare la magia della Gemmakyra
nella sua persona e di acquistare così immensi poteri che avrebbe poi
messo al servizio del suo amato regno di Fantasy.
Non sapeva che sarebbe stata la pietra a dominare lui.
Frodo, dopo aver parlato con Kadiya ed aver appreso la storia della
Gemma, aveva subito intuito il pericolo.
Nei suoi grandi occhi scuri era passato fugacemente il riflesso
dell'Anello, e la sua mente era stata riempita dal terribile ricordo di
ciò che l'Uno gli aveva fatto.
La magia dell'Anello lo aveva quasi portato a perdersi e ora vedeva
chiaramente che il Saggio e molti degli abitanti di Fantasy correvano lo
stesso pericolo con la Gemmakyra.
Dopo aver ricevuto da Silvia la Gemmaxyra, sorella della Gemmakyra, si
era messo immediatamente in viaggio con lei verso la Rocca.
La dolce Lady Sweet intanto era penetrata nelle viscere della Terra, nel
fulcro di Fantasy, dove si percepiva densa la magia da cui tutta la vita
aveva origine.
Aveva capito che la Gemma era in qualche modo legata alla Terra e che
per ristabilire l'equilibrio perduto era necessario intervenire nel
cuore del problema, affrontare il mistero che si celava nel profondo
della Terra di Fantasy.
Kadiya ed Iren erano giunte quindi al Picco delle Aquile alla ricerca di
Abel Wakaam e della pietra del potere.
Uno spettacolo sconvolgente si presentò ai loro occhi...
La linea al di sopra della quale la vegetazione ad alto fusto scompariva
cedendo il passo a radi cespugli ed arbusti sempreverdi giaceva poche
decine di metri più in basso rispetto alla cima del Picco.
Il vento spazzava costantemente le cime degli alberi e si avvolgeva in
morbide volute attorno ai nidi degli uccelli rapaci posti nella parte
più alta ed impervia della vetta.
Alla sommità del monte esisteva un piccolo spiazzo erboso, nella cui
parte centrale era posta da secoli, o forse da millenni, una pietra
lavica dalla forma sorprendentemente levigata.
Chi e come l'avesse portata fin lì era uno dei misteri insoluti del
regno di Fantasy; si diceva che la sua presenza sul Picco delle Aquile
fosse legata a qualche arcana battaglia tra le forze magiche che un
tempo si contendevano il possesso del potere.
Forse solo Abel Wakaam era a conoscenza della verità, e forse proprio
per quel motivo il Saggio era giunto fin lì con la Gemmakyra.
Kadiya ed Iren stavano per giungere ai bordi dello spiazzo sulla sommità
del Picco quando i loro sensi furono rapiti da un arcobaleno di suoni e
colori.
Risalirono gli ultimi metri del pendio affannosamente, impazienti di
giungere all'origine di quel singolare fenomeno fisico.
Al centro, sulla pietra lavica, s'innalzava imponente la figura del
Saggio, con le braccia alzate a sostenere il fulgore abbagliante della
Gemmakyra.
Quest'ultima irradiava una luce opalescente che avviluppava la figura di
Abel Wakaam e si propagava fino alla base della pietra lavica, sotto i
piedi del Saggio.
Il vento ululava ferocemente e il sibilo acuto dell'aria che penetrava
tra le fessure delle rocce si confondeva con le grida stridule delle
aquile che volteggiavano al di sopra dei loro nidi.
Ma ciò che feriva le orecchie era il cupo eco di mille voci che
proveniva dalle profondità della Gemmakyra.
Ben presto le due compagne di avventura si resero conto che era come se
il tempo, ancora una volta, si fosse fermato.
Probabilmente Abel era lì in piedi sulla pietra lavica con la Gemma tra
le mani ossute da giorni, già da quando se ne erano perse le tracce.
Probabilmente vi sarebbe rimasto, congelato dal potere della Gemmakyra
fino a che non fosse successo qualcosa di nuovo.
Ma cosa?
Kadiya si rese immediatamente conto che giunti a quel punto era
necessario rinunciare ad ogni proposito che aveva avuto sulla Gemmakyra.
A questo punto si imponeva una scelta: cercare di recuperare la Gemma
per poi liberarne il potere nel modo che aveva previsto con Trinity,
Lord Blood e da ultimo con Frodo, incanalandone le energie nei propri
corpi uniti dalla magia per aprire a loro quattro le porte delle
infinite dimensioni esistenti; oppure ascoltare ciò che da sempre le
chiedeva Iren Black e permettere alla Gemma di tornare nel suo mondo,
liberando così Fantasy dal suo giogo e ridonando prosperità alla terra
di Iren.
Fu così che Kadiya, la piratessa che sempre aveva lottato per espandere
la propria conoscenza e per cercare di oltrepassare il limite che la
imprigionava nella sua essenza finita, rinunciò ad oltrepassare la porta
che le poteva aprire la Gemmakyra e che tanto aveva desiderato non per
potere né gloria, ma solo per ricercare se stessa.
Iren capì immediatamente dalla tristezza che riempiva gli occhi di
Kadiya quale era stata la sua decisione e con dolcezza le disse:
"Hai fatto la scelta giusta. Ora andiamo, so cosa fare per liberare Abel
Wakaam e tutta Fantasy da questo incubo di potere".
Soggiunse poi con voce divertita:
"C'è qualcun altro che si sta dando da fare per il medesimo scopo, anche
se forse ancora non lo sa. Credo che stia per arrivare....."
All'improvviso, mentre Iren e Kadiya si disponevano ai due lati opposti
della radura cercando di concentrare le proprie energie mentali sulla
gemma che era posta al centro tra loro due, la nera pietra levigata su
cui Abel poggiava i piedi cominciò ad assumere un consistenza fluida e
rifrangente e ad alterare la propria forma pur continuando a sostenere
eretto il Saggio e la Gemma.
Lady Sweet, nelle scure profondità della caverna che si allungava
proprio al di sotto del Picco delle Aquile, aveva richiamato il potere
della Madre Terra e lo aveva concentrato nelle sue dita delicate.
Lo stava ora riversando su, verso l'alto, verso il punto in cui si
incontrava la magia della Gemma con quella delle due amiche concentrate
su di essa.
Lady Sweet era il vertice di quell'insolito triangolo di magia che
puntava verso il centro della terra, alla cui base Kadiya ed Iren
controllavano il flusso del potere della Gemma.
Furono unite forse solo per un breve, interminabile istante, ma fu
sufficiente.
Come per incanto la pietra lavica tornò alla sua nera consistenza usuale
e il Saggio vi ricadde privo di sensi, come svuotato.
La Gemmakyra sembrò librarsi nell'aria, guidata da una forza potente a
cui non era possibile opporsi, in direzione della Rocca.
Iren e Kadiya dalla cima del monte videro un'intensa luce sprigionarsi
dalle mura della Rocca e repentinamente scomparire senza lasciare alcun
segno.
Lady Sweet, Iren Black, Kadiya ed Abel Wakaam giunsero poche ore dopo
alla Rocca, dove trovarono Frodo e Silvia che riferirono loro di aver
assistito all'unione della Gemmakyra con la Gemmaxyra, che loro stessi
avevano portato alla Rocca.
Le due pietre si erano fuse in un'unica entità sviluppando un'immensa
quantità di potere ed erano poi scomparse nel nulla.
"Non nel nulla", disse Iren, "Sono tornate al loro posto, alla
dimensione a cui appartengono e dove non creeranno più guai, fintantochè
vi resteranno".
Era ormai la mattina del giorno successivo, Kadiya aveva dormito alla
Rocca con gli altri.
Abel Wakaam si era quasi completamente ripreso, ma le ferite dei loro
cuori forse erano le più difficili da guarire.
Molti erano stati colpiti dal richiamo della Gemma del Potere, molti
erano giunti a soccombere alle sue lusinghe.
"Devo chiedere scusa a Frodo" pensò Kadiya, "in fondo non sono stata
completamente sincera con lui, non gli ho detto che c'era un modo per
riportare la Gemma al suo posto. Non gliel'ho detto perchè volevo il suo
aiuto per aprirci le porte della conoscenza."
Chiuse gli occhi rivolgendo il volto al sole mattutino ed assaporando il
profumo dolce delle rose del giardino del Saggio,
"Chissà cosa diranno gli altri quando verranno a conoscenza
dell'accaduto: Eilein, Linnea, Lupina, Perseo, Doomdark, Lord Crow,
Modred, Trinity.... e soprattutto Lord Blood!"
Una risata le sgorgò sonora dalla gola mentre si lasciava cadere
divertita sull'erba soffice e profumata.
| Cap.
1 |
Cap.
2 |
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