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Il sogno
infinito - Cap. 1
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ABEL WAKAAM: Prologo
Un lampo, rapido, accecante; poi il brontolio del tuono strappò Xar
dalla terra dei sogni per riportarlo alla realtà della sua baracca
in riva del fiume.
Si voltò di scatto quasi a cercare il volto dei fantasmi che avevano
popolato i suoi incubi e la mano scivolò sulle lenzuola sudate fino
ad impugnare la spada lucente.
In piedi, nel buio, a disegnare nel vuoto una danza di guerra, ed il
sibilo della lama nell'aria densa della stanza pareva sconfiggere i
ricordi di ciò che aveva perduto. |
Quando tornò a sdraiarsi, percepì l'odore di donna
intriso nel giaciglio..... un profumo intenso, caldo e soffocante come
il più torbido degli abbracci.
Chi aveva dormito al suo fianco?
Cercò inutilmente di ricordare, ma un'ombra scura attanagliava i suoi
pensieri avvolgendoli l'uno sull'altro come il viticcio s'aggrappa allo
stelo... e la memoria vagava senza meta... senza comprendere cos'era
accaduto.
Sortilegio o incantesimo troppo forte per essere sconfitto, solo Abel
Wakaam poteva restituirgli la sua anima, lui che custode era di ogni
cosa della laguna.
Uscì all'aperto seguendo il suo alito caldo che profanava l'aria gelida
della notte, d'un balzo salì sulla feluca e liberò le vele alla brezza
gelida che soffiava dalla valle.
Giù, lungo le anse del fiume, lasciandosi trasportare dalla corrente
fino ad incontrare il Villaggio di Lord Crow, ultimo baluardo della
laguna.
C'era silenzio nell'aria, ma Xar percepiva il rantolo dei guerrieri
immersi nel sonno, il loro vagheggiare in altri lontani lidi, sopiti
della curiosità della mente oltre il confine dell'ignoto.
Tra il fruscio delle onde, attraverso le ombre di oscuri presagi,
oltrepassò uno ad uno i villaggi sospesi nel tempo fino ad arrivare alla
Darsena.
Prese terra senza neppure guardarsi intorno e corse all'impazzata alla
baracca di Lobelia... spalancò di colpo la porta, ma il talamo era
intatto.
Chiuse gli occhi e dilatò le narici; non era quello il profumo di donna
che ancora inebriava i suoi sensi... era molto più dolce... se allungava
le mani nel vuoto, quasi poteva sfiorarla.
Riprese la via del fiume fino all'antico Portale delle streghe e qui
lasciò la barca per proseguire a piedi.
A nulla servì invocare l'Oracolo e Dulcamara, nessuno rispose alle sue
domande, nessuno comprendeva i suoi timori.
Fu così che arrivò alla Rocca e prima che i pugni potessero battere sul
massiccio portone intagliato di figure ancestrali... Abel Wakaam
comparve ai suoi occhi.
- Non c'è mistero più fitto dell'enigma dei sogni, - disse - quasi che
tutti noi fossimo trascinati in una terra sconsacrata dove tutto può
essere e tutto può accadere. Non frapponiamo ostacoli di fronte alle
percezioni dei nostri cinque sensi e lasciamoci trasportare dal sesto
oltre l'ignoto".
Non fu facile per Xar accettare che i ricordi di quella notte svanissero
alla luce rosata dell'aurora, ma questa è la regola che ci spinge a
sognare di nuovo per ritrovare in noi l'istinto che ci unisce alla madre
Terra.
KADIYA dalla sua nave pirata: episodio 1
Mi svegliai con un brivido alla schiena, come se un serpente strisciasse
freddo sulla mia pelle.
Un lampo di luce mi riempì gli occhi appena dischiusi ed ebbi la
sensazione di scorgervi qualcosa di importante, una premonizione forse;
ma durò solo il tempo di un batter di ciglia.
Ero nel mio letto, nella mia nave, sentivo il familiare sciabordio delle
onde che battevano contro la chiglia e nulla sembrava rivelare alcunché
di insolito.
Le tre, forse le quattro di notte; la Luna giaceva pallida nel cielo
immoto e potevo vedere in lontananza i fuochi spettrali del Regno dei
Non - Morti arrossare l'aria circostante in un tetro richiamo di sangue.
Non un filo di vento nè un segno di vita ad animare la notte
addormentata; sembrava che tutto fosse sospeso, che io sola fossi lì a
vivere quegli attimi.
Voltai gli occhi in direzione della Rocca, lontana, e sorrisi al
pensiero che quella notte anche Abel Wakaam giaceva addormentato nel suo
giaciglio e neppure la compagnia della dolce Eilein, la sua ultima
favorita, l'aveva tenuto sveglio per assaporare questi momenti.
Non mi ero mai sentita veramente sola e non era solitudine quella che
provavo in quel momento; era solo consapevolezza che lì, in quello
stesso istante, nessun altro era conscio di vivere quegli interminabili
attimi, con la mente aperta al mistero dell'esistenza.
Non dormii più quella notte, anche se la sensazione che mi aveva colto
si affievolì nella mia mente mano a mano che la Luna cedeva il passo
alla luce diffusa del giorno, lasciandomi il ricordo e l'inquietudine di
un qualcosa non pienamente compreso.
La giornata si rivelò presto in tutta la sua luminosità e le attività
delle piratesse cominciarono intense.
Avevo deciso di sistemare le mappe nautiche e questo lavoro mi portò via
tutta la mattina, mentre le altre si occupavano della manutenzione della
nave e dell'approvvigionamento dei viveri.
Pensai che avrei dovuto aiutare a sistemare le vele, ma quella mattina
qualcosa mi tratteneva, preferivo non dover affrontare la vicinanza
delle altre persone, neppure quella delle mie compagne.
Me ne restai quindi chiusa in cabina, presa nel mio lavoro di
catalogazione delle rotte seguite negli ultimi anni dalla Nave.
Era circa mezzogiorno quando sentii del movimento sul ponte e,
abbandonate le mie carte, mi precipitai a vedere cosa era successo.
Una piccola barca stava affiancando la Nave e i suoi due occupanti
sembravano intenzionati a chiedere di salire a bordo.
Doveva essere una questione urgente se due abitanti di Fantasy si erano
spinti con una scialuppa fino al centro della baia per parlare con noi
piratesse.
Assicurata con una cima la barca alla bitta della prua riconobbi una
delle due figure ammantate.
SILVIA: episodio 2
.....e di nuovo quel brivido, freddo come solo gli abissi del mare lo
sono.
Sì, conoscevo uno di loro! DoomDark... Il Nero, la magia.
Ma chi era l'altra figura ammantata? Perseo! Il sogno, l'amore.
Vedevo il bagliore dei suoi occhi, che scuri come la notte, brillavano
di una luce mai vista.
Era sicuramente accaduto qualcosa di strano, di eccezionale..... Ma
cosa?
Ero lì, senza parole, li guardavo, questi due abitanti di Fantasy, così
diversi, ma in quell'incredibile momento, così...... uniti........
Cosa stava succedendo?....
LUPINA: episodio 3
A poppa vi era un terzo, appartato.
Non era difficile indovinarne la fisionomia, perché mille volte lo avevo
veduto traghettare per le acque del fiume limaccioso.
Quel fisico tarchiato, quella pelle cotta dal sole, quei gesti morbidi
ed indolenti, non più scattanti e rapidi delle molli onde del fiume.
Si trattava di Xar, il traghettatore discreto che mille volte mi aveva
portato al villaggio prima che il veliero fosse ultimato.
Altre volte si era accostato con la barca, anche solo per un saluto, ma
non a quest'ora insolita, ed il suo cipiglio lasciava presagire qualcosa
di allarmante.
Stranamente, sebbene sembrasse che sia Perseo sia DoomDark avessero una
gran fretta di comunicare con me, tuttavia continuavano a discutere
animatamente fra loro, contraddicendosi a vicenda, interrompendosi a
gran voce:
"Cavaliere, Lei si sbaglia!" gridava DoomDark
"Per Dio, mi ascolti sino in fondo, Condottiero dei morti viventi!"
implorava Perseo.
Feci ogni sforzo per attirare la loro attenzione, ed infine, colta da
uno di quegli impeti d'irruenza che chi mi conosce bene teme, presi un
secchio d'acqua saponata servito a spazzare il ponte del mio veliero, e
lo rovesciai dall'alto sui due litiganti.
"Hey! Signori! Avete chiesto attracco e vi è stato concesso. Qualunque
sia la vostra preoccupazione, ora ne avete un'altra: porgermi
velocemente il vostro saluto e riordinare i pensieri, perché vi
consentirò la parola solo quando sarete nuovamente calmi e nuovamente
asciutti. Per intanto, vi offro ospitalità a bordo, poi si vedrà ".
Compresero il messaggio.
Fu solo con coperte addosso, al caldo della mia cabina, e con una
tazzona di tisana corretta ad acquavite fra le mani che Perseo cercò il
filo del proprio racconto.
"Lady Kadiya, chiedo perdono se il mio discorso Vi potrà mettere
inutilmente in affanno, ma lo stesso Xar ha avvalorato e rinforzato così
tanto un mio piccolo dubbio che ora il timore mi attanaglia. DoomDark ha
accettato di accompagnarmi per discutere con Voi il problema, ma è
scettico".
"Parla Perseo, che c'è?" tagliai corto ormai curiosa.
E lui parlò.
"Oggi il mio villaggio... non si è svegliato. E' da giorni che noto
indolenza fra gli abitanti, ma stamane non c'è stato proprio risveglio.
Mi spiego. Gli abitanti camminano per i sentieri, e sono sicuramente
vivi... ma è come se dormissero, come se non avessero nulla da dire o da
fare, nessun pensiero nella loro testa.... Meditavo su questo e sulla
strano senso di solitudine che avvertivo intorno a me, quando passò il
traghettatore del nostro fiume. Si fermò a salutarmi, e gli esposi il
mio pensiero. Disse che oggi, al villaggio di Lord Crow, il primo dalla
sorgente del fiume, nessuno aveva chiesto trasporto verso la foce, e non
è mai capitato dalla fondazione del porto, neppure nei giorni di guerra.
Era mattino molto presto, quando passò, e non diede peso. Ma disse che
pure i giorni precedenti ha notato un minore spostamento fra i villaggi,
tanto che il percorso giornaliero per queste acque si conclude con molte
ore di anticipo rispetto al solito."
"Sono vaneggiamenti!" esplose DoomDark lasciando cadere in terra il suo
mantello.
"Al porto è tutto normale, come lo è da sempre! Che motivo ha di
seminare terrori, Cavalier Perseo? Manca forse di notorietà, ed è così
che cerca d'ottenerla?"
Alzai un braccio per zittire il Mago e la sua polemica.
"Comunque sia, val la pena di indagare. Già per la peste ci si mosse in
ritardo, e commettere gli stessi errori è da sciocchi. Forse sta
capitando qualcosa su per la valle, ed alla foce ancora non è giunto
nulla. In questi giorni Lord Crow era via, e non avrebbe potuto lanciare
l'allarme. Il villaggio seguente è quello di Cavalier Perseo, che ben
saprà quel che dice. Di chi, il terzo villaggio? Elfa Linnea? Bisogna
risalire il fiume e capire a fondo. Lasciatemi pensare, e Vi farò
sapere".
Congedai i due fantasiani, che tornarono a terra condotti da Xar.
Io mi ritirai in cabina a riflettere....
LINNEA: episodio 4
Non dormii quella notte, continuavano a rimbombarmi nella testa le
parole di Perseo.... indossai il polveroso mantello che giaceva
appoggiato al tavolo della mia cabina, e uscii sul pontile....
Silenzio....
Nulla si muoveva, anche il mare pareva immobile, non udivo il
rassicurante sbattere delle onde contro le tavole di legno della nave,
né il canto delle Sirene Marine...
...ancora quel brivido....
Volsi lo sguardo al regno dei Non - Morti.... brillava dei suoi tetri
colori in modo tanto rassicurante che quasi mi inquietava..... poi...
lentamente... girai la testa verso gli altri Villaggi....
La luce della luna cullava dolcemente la Valle, quale mistero si celava
lungo le sponde del fiume? Quale arcano potere stava stravolgendo il mio
mondo?
Un'idea fece capolino nei miei pensieri... tornai rapidamente nella mia
cabina e presi calamaio, penna e carta iniziai a scrivere.......
LADY SWEET: episodio 5
.........i miei pensieri si facevano sempre più reali, continuai a
scrivere a lungo, già si vedeva la luce del giorno ..... ed ecco di
nuovo un brivido freddo, fui invasa dal terrore, era tardi!
Avrei dovuto recarmi ieri stesso al villaggio di Linnea, adesso un
presentimento negativo faceva capo nella mia mente, forse era troppo
tardi!
Di scatto lasciai la scrittura, mi recai sul ponte e scesi la scialuppa
per risalire il fiume fino al villaggio di Linnea.
Giunsi che ormai era mattina inoltrata, la valle era ricoperta dal
grigiore, si respirava un'aria funerea, ma cosa era accaduto?
Qui risplendeva sempre il sole, Xar era di fianco a me, quasi
pietrificato, non riuscivo a comprendere cosa avesse potuto rendere un
posto felice così triste.
Attraccammo, e corsi subito nella baracca di Linnea; la porta era
socchiusa, chiamai più volte la dama ma senza riceverne risposta, quindi
mi feci coraggio ed entrai.
All'interno della baracca non vi era niente di strano, ma era come se
qualcuno fosse uscito di corsa senza pensare: il fuoco era ormai quasi
spento, sul tavolo delle carte, la sedia spostata ........ dovevo
correre da Lupina, forse lei poteva spiegarmi cos'era successo ......
EILEIN: episodio 6
....Corsi per tutto il sentiero che portava fino alla baracca di Lupina....
quando giunsi notai che anche la sua porta era socchiusa, cosa strana
per Lupina.
La paura iniziò ad invadere il mio animo...
Cosa sarà mai successo a Lupina, Linnea... cosa ci facevano in giro, di
prima mattina, DoomDark e Perseo... era un destino che toccava a tutte
le donne di Fantasy?
Chi sarebbe stata la prossima vittima... io?
Non feci in tempo a pensare che subito una creatura demoniaca comparve
dietro di me... era spaventosa: alta, grossa... era un diavolo, corna,
zanne artigli, e soprattutto voglia di impossessarsi della magia di
Fantasy....
Noi donne... chissà che cosa rappresentiamo per lui: cibo? sesso? o la
vita stessa??
Pensai che la terza ipotesi fosse la più probabile... non ci pensai due
volte, presi le mie cose e fuggii in cerca di aiuto... chissà se Nemesi
era in grado di aiutarmi...
KADIYA: episodio 7
....stranamente la Bestia non mi seguì.
Corsi, prendendo coscienza della mia vigliaccheria man mano che la
strada scorreva sotto i miei piedi, e vergognandomene, fino alla barca
di Xar.
Mi aspettavo di vedere il suo volto antico, duro ma al contempo
rassicurante.
Non riuscivo ad ammetterlo, ma ero spaventata.
E sorpresa.
Avevo già visto quella creatura, l'avevo già incontrata.
Avevo bisogno di riflettere, di cercare un segno nella mia memoria che
mi permettesse di capire, di ricordare; e per far questo dovevo
ritrovare la calma.
Cercai con lo sguardo la figura solida del traghettatore, mano a mano
che mi avvicinavo alla riva.
Invano.
La barca era lì, abbandonata, di lui non c'era traccia.
Una sensazione di gelo mi paralizzò il cuore, ora finalmente capivo: Xar,
il custode delle anime dei morti; Xar, il traghettatore del fiume; Xar,
la solida roccia su cui si appoggiava la vita dei villaggi, e da cui
tutti dipendevamo.
Un lampo di luce ferì di nuovo i miei occhi, e questa volta lo sforzo di
distinguere ciò che vi era contenuto non fu vano.
Lo riconobbi: Xar e il demone, due volti della stessa realtà.
Non avevo mai pensato che fosse una creatura semplice, sapevo già che
dietro al suo aspetto discreto era celato il mistero della vita e della
morte di Fantasy.
Ma non mi aspettavo che dentro di sé combattesse una simile battaglia,
che il suo aspetto calmo e sicuro fosse il risultato di un tale
equilibrio tra forze che si dibattevano ferocemente nella sua anima.
Ora capivo il suo sguardo preoccupato del giorno precedente, quando era
giunto alla nave con Perseo e DoomDark.
Non poteva dire niente, il demone dentro di lui, il demone che era lui
non glielo permetteva; ma doveva fare qualcosa.
L'equilibrio in lui si era spezzato, e così l'equilibrio della laguna.
Non ne sapevo il motivo, ma era ormai chiaro cosa stava succedendo: Xar
non riusciva più a tenere a bada il demone dentro di sè e questi aveva
preso a crescere e a diventare sempre più forte, cercando nutrimento
nella magia di noi abitanti di Fantasy.
La Magia senza di cui noi fantasiani non siamo più nulla.
"Lupina, Linnea; forse ne hanno avuto sentore e si sono nascoste per
preparare un piano" pensai.
"Dove siete, amiche...... cosa devo fare?", mi dissi, presa dallo
sconforto;
"E Perseo, DoomDark; dove siete andati? Siete stati voi ad avvisarmi,
possibile che siate tornati tranquilli alle vostre occupazioni?
Accidenti, dove diavolo siete?"
Ripensai al demone, senza provare più paura, alla ricerca di un
particolare, di un'idea.
E all'improvviso mi ricordai chi avevo invocato quando me lo ero trovato
davanti....
Sì, Nemesi, avevo pensato a Nemesi.
Solo la figlia delle Erinni, colei che porta la giusta vendetta poteva
riportare l'equilibrio nel cuore di Xar e di Fantasy.
Nemesi e la sua bilancia.
Nemesi......
LINNEA: episodio 8
La testa mi duole, batto un paio di volte le palpebre, mi strofino gli
occhi con il dorso delle mani, per togliere il velo opaco del sonno.
Buio....
Fatico a vedere quello che mi circonda, sento un grande freddo, indosso
appena una leggera camicia lino e dei pantaloni di cinghiale.....
Dove sono?
Non riesco a capirlo, l'ultima immagine che ricordo è il caminetto
scoppiettante della mia baracca, io che pulisco l'arco e rifaccio la
punta alle freccia... null'altro....
Un grande rumore e poi freddo.... solo freddo....
La stanza in cui mi trovo, per quanto posso vedere, sebbene gli elfi
posseggano l'abilità , come i nani, di vedere nel buio, è molto grande,
ma.... quello che mi circonda è un buio artificiale... magico.....
Tento alzarmi.... ahi... ricado sulle ginocchia.... devo avere una
caviglia slogata....
Mi appoggio al muro e mi rialzo a fatica, mi muovo seguendo la
superficie ruvida e umida delle grandi pietre che compongono il
muro.....
Agli angoli della stanza ci sono delle statue, non capisco come siano,
ma i loro profili sono orribili, deformi....
Ho paura.... paura perché non riesco a capire cosa mi circonda.... il
cuore mi rimbomba nel petto.... nella testa....
Sospiro lungamente, devo cercare di calmarmi.... delle grida si
rincorrono e rimbalzano per tutte le pareti della stanza, che sembra
nona avere porte... finestre, nulla... vuota.....
Mi stacco dal muro, e a fatica mi trascino per la stanza, nel tentativo
di capire come sia fatta, quanto sia grande.... cammino, cammino..... ma
la stanza sembra non finire mai.....
Panico...terrore....
Devo cercare di calmarmi..... mi siedo, appoggio le mani sull'umido
pavimento.....
Ora lo sento, sento il rumore di qualcuno che corre disperato per i
corridoi di questa trama costruzione, il rimbombare dei pesanti passi di
un cavaliere, il suono metallico della sua spada che sbatte contro
l'armatura, delle urla, e uno strano vocio, di parole che non
comprendo.....
Kadiya? Lord Crow... il mio amore......?
Lupina? I miei amici? Dove sono?
Ma non ho tempo di disperarmi.... devo pensare ad una soluzione....
inizio a raccogliere le mie energie, devo pensare a curare la mia
caviglia.... poi cercherò di uscire di qui.....
KADIYA: episodio 9
Sono qui, io, Kadiya, sola; Xar è sparito e il suo demone con lui.
Il villaggio di Linnea è deserto.
Un silenzio assordante, neppure i consueti rumori della laguna riescono
a penetrare lo spesso muro di ovatta che ha avvolto il mio mondo.
Ho come l'impressione che niente e nessuno potrebbe sentirmi in questo
momento.
Come io non odo nulla.
Sono sola, nessuno verrà in mio aiuto; i miei amici, compagni, nemici; i
cavalieri e le dame che rispetto e quelli che disprezzo, nessuno.
Aiuto?
Di che aiuto parlo?
Non ho bisogno d'aiuto.
Sorrido di me stessa: "Kadiya, quando mai hai temuto qualcosa? La
solitudine è la tua più assidua compagna; davvero pensi di aver bisogno
degli altri?"
Il cielo d'improvviso si fa buio, il sole si oscura dietro la sagoma
nera della Luna.
E proprio lì, sotto i due corpi celesti congiunti in un impeto di
tenebra e passione, la vedo: la Rocca, il fulcro.
Emana potere da ogni suo torrione, il fuoco intenso della magia sembra
voler fuoriuscire incontenibile dalle mura possenti.
Nel buio più totale, dove solo un sottile anello di luce delinea la
sagoma dei due amanti nel cielo, vedo tracciarsi le sottili linee del
potere nella terra scura.
Partono da ogni villaggio, da ogni luogo in cui brilli il più piccolo
granello di magia e si dipanano nella terra seguendo percorsi irti ed
incomprensibili, fiumi segreti dove scorre fluido il potere.
Sembrano vene pulsanti che tracciano il loro intricato cammino fino ad
addensarsi in un punto; sì, in un unico punto: la Rocca.
S'innalza maestosa all'orizzonte, come un dito alzato a monito perenne
della sua forza; quella forza che affluisce lungo i torrenti del sangue
della terra e che dona alle sue mura una potenza mai vista.
Un dito alzato sotto l'anello luminoso del sole.
Seguii il lucore purpureo della linea di potere sotto i miei piedi;
sapevo dove dovevo andare.
SILVIA: episodio 10
Cosa sta succedendo?
Sono qui alla Rocca, ospite di Abel, mi ha invitata per un té (suo uso e
costume, dice lui, con i nuovi arrivati)....
Dicono invece gli abitanti che invita solo le donne appena arrivate, e
praticamente mai gli uomini.
Comunque io ho accettato di buon grado l'invito, mi sembrava veramente
scortese rifiutare.
Mi ha accompagnato fin qui Xar, il traghettatore, persona molto
discreta.
Era primo pomeriggio, un viaggio bellissimo, un sole ed una luce
incredibili ci accompagnavano.
Era tutto così calmo, così tranquillo, finalmente un posto dove vivere
serenamente, dopo tutto il mio errare.
Xar mi ha lasciata all'attracco del Portale, mi ha indicato la strada
per la Rocca, e in silenzio, come eravamo arrivati, è ripartito.
Ma... albeggia adesso... cosa faccio ancora qui?
Cosa è successo? Non capisco!
Ah, Abel, eccolo là, sarà meglio che chieda subito spiegazioni.... ma è
in compagnia!
Chi sono quelle due figure ammantate?
Perseo, il mio capo villaggio, che animo nobile!
E l'altro? DoomDark?
Non lo conosco, se non per ciò che mi è stato raccontato, so che è un
potente mago.
Che strano vederli insieme.
Parlano.... no, bisbigliano... non riesco a sentire quello che dicono,
mi stanno osservando in maniera molto curiosa!
"Signori, sono io, Silvia"
Ma non mi ascoltano, che strano!
Riprovo... niente... ci sono, non mi odono proprio!
Mi sento strana...
"Abel! Perseo!... Cosa mi è successo?"
Niente, si voltano dall'altra parte.
Ma intravedo un'ombra.. sì, c'è un'altra persona... ora la vedo!
Eilein!?
Si, è proprio lei, non ho dubbi, ma... non c'era per il tè, che sia
arrivata ora?
Io non... ricordo... bene.
"Silvia!"
Ho udito il mio nome...
"Eilein, finalmente, tu mi senti?"
"Si, ti sento" -
"Allora dimmi, cosa sta succedendo? Perché solo noi due possiamo
udirci?"..........
EILEIN: episodio 11
...Silvia?
Ma cosa fai qui? ...
Eilein si girò e mi disse
"Sai perché ti sento solo io?"
Rimasi stupefatta, soprattutto perché oltre a sentirmi isolata, come se
fossi in un universo parallelo, avevo anche cambiato identità...
riguardai il volto di Eilein, lo scrutai a fondo... mi stava nascondendo
qualcosa.
Ma chi, proprio lei?
Non seppi proferire parola, ero ancora immobilizzata davanti al suo
bianco volto quando le sue labbra si schiusero:
"Silvia... tu sei in un altro mondo, sei nel mondo che io ho creato per
te, dove tu potrai parlare parlare parlare e nessuno potrà mai sentire
la tua voce cosiccome tu non udirai mai la loro..."
"HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA
HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA
HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA"
Quella scura risata riecheggiò per tutta la Rocca, ero impietrita...
cosa mi stava succedendo?
Non potevo credere che delle creature dolci come Eilein e Perseo, giuste
come Abel, potenti e sagge come DoomDark (quello descrittomi tante volte
dalla Sacerdotessa) mi stessero facendo questo.
Mi guardai attorno...ero nel mezzo di un quadrato ai cui vertici vi
erano queste creature... iniziarono a camminare, seguendo i lati della
figura, camminavano sempre più forte finché una luce azzurra non delineò
le loro figure...
Si fermarono...
Eilein e DoomDark alzarono le braccia verso il cielo e pronunciarono
frasi in una lingua sconosciuta, l'estasi li travolse...
All'improvviso estrassero un pugnale... un doppia lama, quello usato per
i riti sacrificali... ma... ma cosa stavano facendo, a vicenda si
conficcarono il pugnale nei propri corpi:
AAAAAAAA AAAAAAA AAAAAAAA HHHHHHHHHHHH HHHHHHHHHH HHHHHHH HHHHHH
AAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAA AAAAAAA AAAAAAAA AAAAAAAAAAAA AAAAAA AAAAAAAA
AAAAAA AAAAAAA AAAAAAAAA
Urlai finché non ebbi più fiato in gola... le due figure giacevano a
terra, sanguinanti... piansi finché sgorgarono lacrime dai miei occhi...
e caddi a terra svenuta .......
KADIYA: episodio 12
Dopo aver assistito muta all'eclissi e aver visto e sentito il potere
della terra fluire denso e raggrumarsi ai piedi della Rocca, io, Kadiya,
percorro in poche ore la distanza che mi separa dalla dimora di Abel
Wakaam, il Saggio.
So che quella notte accadrà qualcosa; l'aria è satura di magia.
Devo essere là.
Vi giungo poco dopo il calar del sole, ma non trovo nessuno ad
accogliermi.
Entro nella prima sala, quella d'ingresso, il luogo dove Abel accoglie i
suoi ospiti, di solito illuminata a giorno da cento fiaccole.
E' completamente buia.
D'istinto entro nella seconda stanza, la Sala del Tè: c'è una lampada ad
olio accesa sul tavolino di mogano finemente intagliato e ci sono due
tazze da tè vuote.
"Abel deve aver invitato qualche dama a prendere il tè con lui oggi"
penso, "magari Silvia, la nuova arrivata".
E infatti ecco, la vedo: è lì, in un angolo, distesa su quel piccolo
divanetto, la sua veste candida spicca sui cuscini di velluto tinto con
la porpora dell'oriente, quella stessa porpora che portai in dono ad
Abel quando giunsi a Fantasy.
Provo a svegliarla, la scuoto.
Niente.
Le tasto il polso; è viva.
Torno al tavolino e prendo una delle tazze; la osservo alla luce fioca
della lampada e mi accorgo che sul fondo c'è ancora del liquido scuro.
Lo annuso; non c'è dubbio, il tè è stato miscelato con un potente
sonnifero.
Silvia si risveglierà tra qualche ora, non posso fare nulla per lei.
Mi guardo intorno, ci sono tre porte: la prima conduce alla stanza
d'ingresso, la seconda si apre sulle scale che portano giù nelle
profondità della terra, alle segrete della Rocca.
La terza mi sta di fronte, chiusa.
Non l'ho mai varcata nelle mie precedenti visite alla dimora del Saggio,
non so che cosa vi sia oltre. Ma mi accorgo che una luminosità soffusa
filtra dalle fessure del legno antico, in parte roso dai tarli; una
luminosità innaturale, del tutto diversa da quella delle fiaccole o
della lampada ad olio.
Accosto la mia mano alla maniglia, quando sento provenire da oltre la
porta alcune voci.
E' Abel che parla, lo riconosco.
Un'altra voce maschile lo incalza, potrebbe essere quella di DoomDark,
il Signore dei Non - Morti.
Non capisco cosa dicono, ma il tono è concitato, sembrano discutere
animatamente.
Interviene una voce femminile, ma sì, è Eilein, la sacerdotessa
guerriera di Avalon.
Ride, grida che il potere è suo.
Le voci maschili ora coprono la sua risata, si sovrappongono, non riesco
a distinguerle.
Cade d'un tratto un silenzio pesante come una pietra.
Apro la porta.
Un'enorme stanza tappezzata d'arazzi si mostra ai miei occhi.
Non c'è nulla al suo interno, a parte un piccolo altare di pietra nera
al centro.
Scorgo quattro figure umane immobili sul lato opposto della stanza, le
osservo.
Abel, DoomDark, Eilein e Perseo.
Li chiamo, ma non ottengo risposta; mi avvicino, cerco di incontrarne lo
sguardo.
I loro occhi sono fissi, non mi vedono, ne sono certa; le loro
espressioni sono bloccate, come se il tempo, fermandosi, le avesse
scolpite sui loro volti.
Sull'altare c'è una gemma, che emana una luce sovrannaturale, la luce
che ho scorto da dietro la porta.
Vi è concentrato un potere enorme, lo so; sento ogni nervo del mio corpo
vibrare al suo cospetto. E' il potere che ho visto scorrere nei fiumi
segreti di magia lungo tutta la superficie della terra; è il potere
dell'intera Fantasy che si riversa e si concentra all'interno di quella
pietra opalescente.
Una voce profonda pronuncia il mio nome, alle mie spalle.
"Kadiya" - Mi volto di scatto e lo vedo: Xar.
Non distinguo i tratti del suo viso alla luce irreale della gemma, ma
capisco che è lui, in parte demone in parte uomo.
"Xar, dimmi cos'è successo qui, cos'è quella gemma." -
"La Gemmakyra proviene da un tempo e da una dimensione sconosciuta ed è
infinitamente potente. E' giunta nel nostro mondo pochi giorni fa, poco
prima che io, Perseo e DoomDark venissimo alla tua nave" esordisce Xar,
con una voce solo lontanamente umana.
"E' la responsabile di ogni squilibrio creatosi ultimamente nella
laguna" continua, "domina gli animi della gente, tu stessa ne hai
sentito il potere, non è vero? E persino Abel Wakaam ne è caduto
soggiogato, come questi altri fantasiani."
"Chi li ha fermati?" domando "stavano contendendosi il possesso della
gemma, non è vero? E Silvia? cosa c'entra Silvia? Chi l'ha
addormentata?"......
KADIYA: episodio 13
Xar non mi risponde, la sua parte demoniaca ha preso il sopravvento e la
Bestia mi si avvicina minacciosa.
Lo vedo camminare verso di me, non riesco a muovermi; i suoi occhi
ferini incontrano i miei.
Mi oltrepassa senza fermarsi, prende la Gemmakyra dall'altare nero e si
avvicina ad Eilein, ancora immobile.
Accosta la pietra alla fronte della sacerdotessa, dicendole con la sua
voce bestiale:
"Eilein, ti ho già incontrata ad Avalon, in un altro tempo e in un'altra
dimensione. Non mi hai riconosciuto forse, ma sono io, colui che presto
diventerà il tuo signore".
Eilein sembra risvegliarsi dalla trance e lo fissa con occhi increduli
"Questa gemma mi darà il potere di averti, di avere la tua anima, e
questa volta nessuno potrà impedirmelo".
Assisto alla scena senza riuscire a fare nulla, il potere della
Gemmakyra mi immobilizza.
Ma all'improvviso succede qualcosa di incredibile, anche il demone ne è
sorpreso.
Il piccolo gioiello sulla fronte di Eilein comincia a brillare al
contatto con la Gemma e Xar, o il demone che è in lui, viene spinto
lontano da Eilein e scompare con la gemma del potere, mentre Eilein cade
svenuta tra le braccia di Perseo che si risveglia, insieme ad Abel e
DoomDark.
E' ormai giorno alla Rocca.
Xar è scomparso, la Gemmakyra l'ha portato altrove, probabilmente in un
altro luogo di magia, magari nella baracca di Modred, la strega.
Abel, Perseo e DoomDark sembrano normali.
Mi dicono che la notte precedente erano stati rapiti dal potere della
gemma e se la contendevano.
Eilein si è svegliata, ma è strana, sembra ancora concentrata sugli
avvenimenti di quella notte; la piccola gemma sulla sua fronte, quella
che l'ha salvata dal demone, brilla ancora di luce propria.
Silvia si sta riprendendo, probabilmente non si è accorta di nulla.
Si sentono dei rumori provenire dalle segrete della Rocca, Abel mi
chiede di andare a vedere, mentre lui si occupa di Eilein e di Silvia.
Perseo mi offre di accompagnarmi, DoomDark no, naturalmente.
Ma preferisco andare da sola; in realtà non mi fido poi molto di nessuno
dei quattro, dopo quello che ho visto.
KADIYA: episodio 14
Scendo dalle scale e sento la voce di Linnea che invoca aiuto, non
capisco cosa ci fa qui.
"Chi l'ha imprigionata nel cuore della terra, qua sotto?" mi chiedo;
"E Silvia, chi l'ha addormentata? Xar non mi ha risposto".
Tento di penetrare nella stanza dove la dama è prigioniera, ci metto un
po', impreco, lei si è accorta che c'è qualcuno al di qua della porta,
chiama Lord Crow;
"Linnea, sono io, Kadiya, ora ti faccio uscire, chi ti ha chiusa qui
dentro?"
Delle urla, provengono dal piano superiore, sta succedendo qualcosa.
Salgo di corsa le scale, entro nella stanza dell'altare e vedo Eilein e
DoomDark a terra in una pozza di sangue e Silvia svenuta.
Abel e Perseo sono spariti.
Li cerco nelle stanze della Rocca; non trovo nessuno.
Arrivo ai piani più alti, nella stanza della biblioteca.
Una sensazione di gelo mi paralizza.
Non mi posso più muovere.
Sono impotente di fronte a ciò che sta accadendo.
SILVIA: episodio 15
Silvia che era svenuta nel salone della possente Rocca, si risveglia
....
"Quando aprii gli occhi ero nuovamente nella Rocca, nel salone dove i
due druidi si tolsero la vita, mi alzai roteai gli occhi e vidi i loro
corpi che giacevano a terra, Abel e Perseo erano scomparsi...
Una cosa mi sorprese: i volti delle due persone che in un passato molto
lontano erano stati amanti sorridevano ed erano tranquilli... avevano
ritrovato la felicità perduta?...
SILVIA: episodio 16
.......Ma erano vivi? Il terrore mi attanagliava, ero sola con questi
due corpi... e nessuno poteva udirmi!
Ma perché Eilein mi ha fatto questo?
Sono arrivata da poco in Fantasy, le ho fatto qualche sgarbo e non me ne
sono accorta????
Mi sembra impossibile!
Quale altro motivo allora l'ha spinta a questo?
Devo chiedere aiuto a qualcuno... ma...
Lei ha detto che non solo non avrei udito più nessuno ma che nessuno
avrebbe udito me!
Calma, mi devo calmare, non posso pensare a tutto e tutto insieme.
Una cosa per volta.
Loro sono lì, in terra, e non danno segno di vita, quindi non sono
pericolosi, per ora...
Dunque, posso camminare... quindi posso uscire da questo salone e, se
non è successo nient'altro, posso anche andarmene dalla Rocca.
Mi sento debole, se riesco ad arrivare al Portale sicuramente troverò
qualcuno che mi aiuti.... si ma come se non mi sentono?
E come posso essere sicura che mi aiutino se non riesco a sentire??
Ci penserò più tardi, intanto proviamo ad uscire da quest'incubo: queste
mura cominciano ad andarmi strette!
Bene, non c'è nessuno in giro, mi piacerebbe proprio sapere che fine
hanno fatto Abel e Perseo... dove diavolo sono finiti quei due?
Passo per stanze e saloni... nessuno... è incredibile il silenzio che
regna qui.... ho paura che anche fuori ci siano dei problemi, dovrò fare
molta attenzione.
Questo posto, visto in un altro frangente, mi piacerebbe molto...
Ci sono, è tutto aperto, solo qualche altro passo.... sono fuori!
Bhe è stato più facile del previsto.
Sarà meglio allontanarsi in fretta... sono così debole però, devo
riposarmi un momento, ecco sotto questo ulivo, solo pochi minuti.......
Cerco di raccogliere i pensieri, ho lasciato due corpi in terra, senza
neanche accertarmi se erano vivi o no, il senso di colpa mi assale.... e
se avessero avuto bisogno di aiuto?
Domanda idiota!
Certo che ne avevano bisogno!
Ma cosa sto facendo?
Non sono mai fuggita, non ho mai lasciato nessuno nei guai, mai!
Possibile che la paura mi abbia giocato questo brutto tiro?
La Forza è sempre stata la mia compagna, fidata, unica... io torno
indietro!
Adesso sì che mi riconosco, non sento neanche più la debolezza.
A passo svelto rientro nella Rocca, certa del fatto che se anche fuori
da quel luogo stava succedendo qualcosa di strano, prima o poi qualcuno
sarebbe arrivato fin lì... in fondo Abel e Perseo erano presenti a
quella incredibile scena
Non solo, la Rocca era la residenza di Abel, e probabilmente chiunque
avesse avuto bisogno di aiuto avrebbe cercato di arrivare fino lì.
Kadiya... Lupina... Nemesi... dove saranno?
Speriamo che Lady Camilla, arrivata solo poche ore fa, non sia in questo
guaio...
Sono di nuovo nel salone, loro giacciono come li ho lasciati, i loro
volti sono sempre sorridenti, è come se.... una grande pace li avesse
finalmente invasi.......
LORD CROW: episodio 17
Stanotte Morfeo non portò la mia mente con sé come è solito fare nel
profondo del buio inverno.
I cavalli nella stalla del villaggio, il villaggio di Lord Crow, il mio
villaggio, stanotte nitriscono furenti, i miei cani Dogo Argentini
selvaggi ululano al nulla e questa nenia di rumori che pur mi culla non
fa avvicinare il Dio del sonno.
Nemmeno il mio fido falco Alicon III riesce a posare le sue stanche ali
nella sua ferrea dimora, c'è tutto un ribollire attorno a me...
Strano, mi dico, son tornato solo ieri dal mio viaggio di meditazione
nel bosco, un viaggio che mi ha fatto pensare al nulla, un viaggio che
mi ha portato a preferire il dolore del pugno schiantato sulla dura
roccia al vedere il nulla stampato uguale in ogni faccia, e trovo tutto
questo scompiglio nelle mie terre.
La rivolta capeggiata da Isacco mi aveva fatto tornare d'un tratto ed
interrompere quel rigido esilio; furente e potente pronto a lottare per
le mie terre, le terre della fantasia, sinché non avrò in bocca più
nemmeno un dente.
Ma son qui già da due giorni nella mia dimora, che porta in sé mille
trofei d'oro coniati e mille scalpi di nemici scuoiati, e così mille
odori di notti d'amore passate a gioire in compagnia della mia bella
promessa Dama adorabile Lady Linnea, ed ancora non ho visto nessuno per
le strade pulite e spazzate dal gelido vento, ma amare e desolate...
Cosa accade?...
Nessuno per le vie, l'animali delle mie ville sono irrequieti e persino
le fiere dei boschi s'avvicinano più minacciose del solito alle case più
lontane dal centro del mio borgo, quella di Murasaky e quella di Lord
Blood ...
Non posso dormire, i miei amati libri scritti tutti da amici conosciuti
in epoche passate mi sembrano solo banali sceneggiate.. cosa accade?
Mi vesto allora in gran furia, i servi non riescono ad aiutarmi nel
farlo, sono un fulmine e non glielo permetto.
Corazza, elmo, spada e scudo, ed il solito pugnale nello stivale, corro
alla stalla e salto sul mio destriero, Eolo è il suo nome.
Non prendo la sella, le tribù indigene della foresta mi han insegnato
almeno una cosa: a cavalcare senza sella, così come ha loro tramandato
la tradizione lo Shamano Guardiano della fonte dei sogni.
Mi prende la mano, corre a tutto spiano, in un baleno sono al villaggio
della mia Dama Lady Linnea.
Mi voglio fermare ma il cavallo non lo vuole fare, davanti alla casa di
Lupina mi cade lo scudo con gran fragore.
I gufi scappano impauriti, continua a tirare e corre e corre... forse è
pazzo o forse è saggio, forse è solo l'istinto che lo trascina così come
trascina via il mio cuore in cotonate avventure..
Ma dove sono?
Alla rocca?
Erano mesi che non ci venivo, che sto qui a fare?
Non mi piace la rocca, essa è la dimora del Nostro Signore Abel Wakaam e
non amo dovermi prostrare di fronte a nessuno.
Che fare?
Sguaino la spada, la vagina fa il suo solito scintillante rumore,
entro... un rumore, forse un toporagno, ha fatto cadere l'armatura di
Carlo Magno, cimelio amato da Abel, o forse qualcosa di diverso.
Veggo una veste candida in fondo al corridoio, sì, proprio lì di fronte
a me prima della sala magna della rocca: forse un fantasma, forse mi
sembra Kadiya ma non so... una piratessa in vesti trasparenti non l'ho
mai vista... forse è Eilein, lei è solita portare l'uomo a volerla
toccare ...
"Ehi tu, chi sei?"
"Sono Silvia, e lei chi è tetro Cavaliere?"
"Sono Lord Crow, non tremare, che sta per accadere?"
"No mio grande Cavaliere, che cosa è accaduto è la domanda giusta!"
Cominciamo a parlare lì nel corridoio, Silvia mi racconta l'accaduto e
mi dice che era impossibile che io potessi riuscire a parlarle e ad
udirla... ma tant'è...
Mi disse di Abel e di DoomDark: cominciai subito ad urlare furente, i
miei migliori amici - nemici forse morti, forse spenti e inanimati...
per sempre?
Non poteva essere così!
Un altro rumore, il mio pianto e le mie lagrime che cadono sul marmo
nero e duro della rocca?
No, che è stato, sei stata tu Silvia?
No, non è possibile, lei è qui vicino a me... che può essere, non è un
rumore... sono delle grida, non delle grida, forse i topi squittiscono
impazziti?
Non è questo, sono gridolini umani, che gridolini?
Li conosco, son quelli che udii nell'entrare a Sodoma e Gomorra prima
che una nera potenza esterna seminasse la morte, già... sono quei
gridolini di piacere, di lussuria, sì... quelli delle meretrici...
Non è una coppia, sono più persone... sapevo che nella rocca accadevano
di questi riti orgiastici, ma non ci volevo credere...
Allora è accaduto tutto nel furore dell'estasi?
Già, Silvia è piuttosto nuda e malconcia, allora c'era anche lei?
Pure Abel e DoomDark hanno le vesti aperte umidicce e lacere...
Non posso sopportare oltre, quei gridolini mi riempiono il cervello,
impazzisco... diventano sempre più forti, intensi, non vedo nemmeno più
Silvia...
Una cosa che sembra un demone ammantato di rosso la sta portando via con
sé.
Non ho paura per me, temo per la mia Dama Linnea...
La violenza carnale sembra aver preso lo spirito degli uomini e delle
donne, forse Abel e DoomDark sono stati narcotizzati e sodomizzati, non
ci voglio pensare... il sesso sporco mi fa vomitare...
Rumore, gridolini, odore, rumore, gridolini, odore, rumore, gridolini,
odore, rumore, gridolini, odore...
Sto impazzendo, stringo la spada, la fisso diritta davanti a me e corro
fuori dalla Rocca.
Di Silvia non m'importa, ora è l'anima candida della mia dama Linnea che
mi preme...
Esco dalla rocca, mi lascio dietro un labirinto di rumori, odori e
gridolini... nel correre fuori ho mollato giù l'elmo, l'armatura, gli
speroni, tutto m'impacciava la corsa, penso... penso... penso...
e poi corro, corro a piedi verso il Villaggio di Linnea, mi preme la sua
vita, mi preme il suo candore, mi preme la sua dolce pelle e le sue
virginee labbra, mi preme il suo amore più d'ogni altra cosa ... corro
corro corro corro ..... penso che presto sarò lì......... corro corro
corro corro corro.......
EILEIN: episodio 18
Finalmente mi risvegliai, ero nella Rocca e accanto a me vi era DoomDark...
ma che cavolo ci facevamo vicini?
Però era bello risentire il suo profumo e vedere la sua mano che
stringeva la mia...!!!
Ci alzammo, ci guardammo intorno e vedemmo dei segni strani, come se ci
fossero stati riti druidi... un sacrificio?
Sì, i segni erano proprio quelli... o mio dio che era successo? Vedemmo
le nostre ombre insanguinate... eravamo morti noi?
Uscimmo dalla Rocca in cerca di qualcuno.. vedemmo baracche straziate,
paesaggi rovinati; poi i nostri occhi caddero su un segno strano: bava
verde.
DoomDark come al solito ne toccò un po' col dito, la mise in bocca (che
schifo) e mi disse
"La bestia é tornata!!!" soggiunse "Ti proteggerò io, come feci
allora... non temere..." {[(bacio)]}!!!
Dopo la parentesi corremmo al porto, unico posto probabile dove si
sarebbe riunita la gente di Fantasy in difficoltà se la Rocca era fuori
uso.
Infatti vi trovammo Kadiya, Linnea, Perseo, Sweetie... la maggior parte
di loro era ridotta malissimo....
Quando ci videro dissero "Ma voi non eravate morti?"
E Linnea "Io ti avevo vista nel bosco ma non sembravi tu"
Risposi "Lo so, la bestia é tornata... ma vuole me ... non capisco
perché vi abbia attaccate..."
Cominciammo a curarle, io e DoomDark naturalmente!!!
Ero allo stremo delle forze, la mia vita era davvero in pericolo
stavolta...
La Bestia mi stava fiutando...!!!
Urlai...!
DoomDark mi strinse la mano... e mi ricordò la promessa fattacci secoli
prima....!!!
LADY SWEET: episodio 19
E' tutto il giorno che vedo un movimento strano per la valle, c'è
qualcosa di lugubre e oscuro che si aggira nell'aria...
E' ormai notte, e vedo dalla mia finestra un bagliore strano provenire
dalla Rocca: è solito essere accesa la luce della grande sale centrale,
ma questa notte tutte le luci risplendono come un enorme incendio.
Qualcosa di strano sta accadendo, si sente nell'aria fredda e pungente,
devo andare a vedere cosa succede...
Corro alla stalla, sello il cavallo, ed in pochi istanti eccomi qui
davanti alla possente Rocca..... ma che succede.... la porta è
spalancata, sento dei rumori strani, ma qualcuno sta fuggendo, chi è?
Non riesco a distinguere la figura.. non importa, devo entrare e vedere
cosa accade all'interno....
il cuore batte all'impazzata, c'è qualcosa di tremendo, ma cosa,,, in un
posto simile, ricco di storia, cosa vedo davanti a me? Abel...
"Kapo, Kapo, Abel, rispondimi, sono qui"
E' immobile, lo sguardo gelido, ma cosa starà guardando......
Ihhhhhhhhhhhh, ma chi, chi c'è dietro di me?
Non riesco a voltarmi, sono paralizzata dalla paura.
Grido "C'è qualcuno? Chi sei? Rispondiiiiiiiii"
I passi si avvicinano, sono pesanti e lenti, un odore orribile si
espande nell'aria.
Che faccio? perché non riesco a muovermi?
Basta, devo fare qualcosa..... ma cosa?
Mi sento bloccata, no no no, devo muovermi!
Ecco, ci riesco!
Di scatto mi volto, con il cuore in gola...............
Ma non vedo nessuno, allora mi volto nuovamente verso Abel per cercare
di capire cosa stessi vedendo...... non c'è più, è impossibile!
Cosa, cosa sta accadendo...
Inizio a correre per la Rocca, è isolata, nè un'anima vi vaga... eppure
odo delle voci, ma ogni volta giunta al posto da dove provenivano, sento
quell'odore tremendo e non vi trovo nessuno.
Continuo a girovagare per ore, è ormai giunta la mezzanotte e qualcosa
devo fare... torno fuori per andare alla ricerca di qualcuno.
"Il mio cavallo, dov'è?"
"Fiocco di Neveeee"- strillo più volte... ma è come svanita.
Inizio a incamminarmi, arrivo al bosco, ho paura
Qualcuno dietro ad un cespuglio...
"Chi va là?"
"Sono Lady Sweet, tu chi sei?"
"Perseo, sei tu, che gioia vederti! Dimmi cosa succede... ma sei tutto
sporco di sangue, cos'hai, Perseo, dimmi".
Non riesce a dire nulla, ma cosa gli è accaduto?
Cos'è accaduto a Fantasy?
Lo devo portare subito in casa, così medicherò le sue ferite, e potrà
dirmi finalmente cosa succede!
Appena a casa lo medico e lo faccio riposare.
Guardo fuori e continuo a vedere delle immagini strane, si sentono dei
lamenti, delle risa, degli strilli, è orribile tutto questo!
All'improvviso qualcuno bussa.
Con il cuore in gola mi reco alla porta e, dopo aver tirato un sospiro,
mi faccio coraggio e apro - "Linnea, tu! finalmente" -
E' atterrita, ma cosa l'ha spinta fino a lì?
Nella mia mente mille domande, girano con un vortice, non riesco a
trovare la risposta a neanche una di tutte le immensità di dubbi!
Perseo si agita, urlando e vaneggiando, Linnea è in preda ad una
crisi....... cosa può ancora accadere?
Parliamo per almeno un'ora, io e Linnea, mi racconta cosa accadde il
pomeriggio, e dice che senza sapere come si è trovata d'un colpo alla
Rocca, ferita ed impaurita.
Aveva vagato per ore attraverso il bosco, non riuscendo a trovare la
strada per uscirne, solo pochi istanti prima vide la mia casa e venne da
me alla ricerca di pace, almeno per un istante.
Mi racconta anche che incontrò Eilein, nel bosco ma appena la vide
fuggì, senza sapere perché, come se non l'avesse riconosciuta.
Qualcosa sta sconvolgendo la valle, che una volta era patria di gioia e
sicurezza.......
Che fine ha fatto Eilein?
E Xar?
E' veramente lui il mostro?
E cosa voleva, chi?
Perseo si salverà? DoomDark dov'è?
Mi sento persa in un mare di pensieri... a chi toccherà adesso, quale
sarà la prossima vittima?
SILVIA: episodio 20
Dove sono? Che odore terribile!
Aaaaaaaaaaaaaa rrrrrrrrrrrrrr gggggggggggggg hhhhhhhhhhhhh........
Sono fra le braccia di una orribile...bestia!!! Non devo svenire, odio
svenire!
Chi è? Cosa vuole da me?
Dove mi sta portando? Dio mio come...PUZZA!!!!
Sono terrorizzata, ma devo sforzarmi di guardarlo in faccia... il suo
volto... che strano... mi è familiare... ma chi è?
E' veramente brutto!
Ma cosa succede in questo posto?
Sarà mai possibile, ero appena arrivata che avevano appena debellato
un'epidemia di peste e ora...questo!
Sto sognando, è un incubo...?
No, la puzza mi riporta subito alla realtà.
Dunque... calma, si calma, in fondo mi sta tenendo.... dolcemente tra le
sue brutte braccia pelose, come se non volesse farmi del male.
So di aver incontrato alla Rocca Lord Crow, il Cavaliere, ho cercato di
spiegargli cosa era successo, sembrava impazzito, era furente....
Ah si... non riusciva a trovare la sua Linnea, ma... lui... mi udiva!
Sì, ora ricordo!
Bene, molto bene, è un buon segno, sa quello che è successo alla Rocca,
era lì quando questo.... "coso" mi ha portata via, cercherà l'aiuto di
qualcuno....
Speriamo che non voglia fare tutto da solo... come suo solito!
Ma dove mi sta portando?
Ecco, si ferma, ma... siamo in uno dei villaggi di Fantasy.
Entriamo in una capanna, mi adagia sul letto, mi guarda, ma.... è la
capanna di Xar!
E' lui! E' Xar!
Un momento, non ho neanche il tempo di stupirmi, si sta trasformando,
ora lo riconosco, è proprio lui!
Si accuccia in un angolo, sembra... distrutto, ha il fiato grosso.
Continua a guardarmi, il suo sguardo non è cattivo è solo.... disperato,
continua a fissarmi per qualche attimo e poi...china la testa.
Sono combattuta fra la paura e la curiosità.
Che faccio? Parlo?
Si, devo provare, Lord Crow mi ha sentito, forse mi sentirà anche
lui....
"Xar..."- niente....
"Xar, ti prego, riesci a sentirmi?"
Lentamente alza il suo triste sguardo su di me
"Si, Silvia, ti sento"
"Allora Xar, che sta accadendo? Perché mi hai portata qui? Chi sei
veramente, quello che vedo e che sento adesso o l'orribile "bestia" di
poco fa? Sono prigioniera nella tua capanna?"
Mi guarda
"Sono molto stanco, è una lunga storia, ma sappi che non ti farò del
male, non sei tu... quella che "lui" vuole...."
Mentre proferisce queste parole, in un gran turbinio, si trasforma di
nuovo....e sparsce.....
MODRED: episodio 21
Era quasi giorno nella foresta, tra i rami filtravano le prime luci
dell'alba: Abel Wakaam doveva sbrigarsi.
Per tutta la notte aveva corso per andare a cercare la valorosa Kadiya;
sperava che, col favore delle tenebre e coperto dal fogliame degli
alberi secolari, il demone non l'avrebbe scoperto.
I servitori del Signore degli Inganni erano sempre in caccia: avevano
portato scompiglio in quel mondo meraviglioso, catturando le anime di
alcuni fantasiani, mettendo gli uni contro gli altri per tarare la forza
del loro cuore.
Persino il vecchio druido era caduto nella trappola, ma per fortuna la
sua conoscenza della magia l'aveva salvato ed era riuscito a sottrarsi;
la povera Silvia, purtroppo, era stata presa dall'Ombrato e portata via,
in un luogo sconosciuto... altri avevano abbandonato le loro dimore e si
erano nascosti.
Non rimaneva che cercare la forte e valorosa Kadiya, per guidare un
gruppetto di eroi capaci di sfidare e vincere quella orribile minaccia.
Sperava di incontrare Lupina, nel segreto della foresta, per chiederle
di unirsi a loro
E così fu.
Stava lì, davanti a lui, erta su di uno spuntone di roccia e guardava
lontano, su nel cielo stellato, il muso fiero e gli occhi dolcissimi.
Il saggio la chiamò: "Cosa stai facendo?!"
"Guarda" - disse - "Hai visto il cielo com'è bello, stamane? Ci sono
ancora le stelle e una leggera foschia... Luna ci guarda da lassù,
benigna. Le ho parlato prima che andasse a dormire, e mi ha rivelato le
sorti di Fantasy. Conducimi pure dove vuoi, o saggio, affinché il nostro
mondo torni quello di un tempo"
" Andiamo. Non c'è un minuto da perdere."
La baracca di Modred giaceva abbandonata in un angolo della Darsena, la
porta divelta, il tavolino con le provette e i filtri magici coperto da
un doppio strato di ragnatele.
"Se ne è andata, pure lei" - mormorò scoraggiata Lupina - "Ora, chi ci
aiuterà a trovare Kadiya?"
"Se conosco bene quella strega, direi che non poteva abbandonarci così,
senza darci una mano. Cerchiamo un indizio che ci porti da lei, e da
Kadiya."
Cercarono fino al primo pomeriggio, senza soste... alfine si assisero
stanchi accanto alle braci del camino ...
"Ma sono ancora accese!" esclamò Lupina, balzando su di scatto.
Il vecchio saggio la guardò, accostando un dito alle labbra per
zittirla, poi indicò le braci.
Non erano accese, era chiaro che Modred le aveva rese brillanti con la
magia perchè la cenere era fredda.
Abel Wakaam la spostò un poco con le mani, senza neppure sapere cosa
avrebbe trovato.
Ad un tratto una luce nera lo colpì, si sparse dovunque nella stanza,
coprendo tutto.
Subito la magia della gemma invase la piccola capanna, ma il vecchio fu
rapido e la coprì con uno straccio, la prese e la nascose nella sacca di
cuoio che portava sotto il saio.
Lupina lo fissava interrogativa, senza parlare.
Andarono via in silenzio, rapidamente, verso il Picco delle Aquile.
"E' la Gemmakyra, - disse dopo un po' - una pietra magica degli Elfi che
viene da un tempo e da una dimensione sconosciuta. La sua potenza è
infinitamente superiore a tutti i talismani.
Essa assorbe tutta la magia che la circonda e la racchiude nella sua
luce nera, chi la usa può essere individuata dal Signore degli Inganni o
dai suoi Servitori, perciò siamo fuggiti via. Adesso andiamo a cercare
Walker Boh, un grande condottiero: egli conosce perfettamente queste
figure che minacciano Fantasy: li ha già combattuti tanti e tanti anni
fa, insieme ad un minuscolo esercito di eroi. Lì troveremo anche Modred
e, forse, Kadiya. In una visione ho visto un gruppo e c'erano loro,
Perseo, Lord Crow e DoomDark. Combattevano uniti contro le forze del
male. Io con la mia magia posso infondere loro il coraggio e la
determinazione, ma sarà il loro cuore a vincere. Andiamo. Ci aspettano."
SILVIA: episodio 22
Ancora attonita mi guardo intorno.
Xar (no, la sua trasformazione) se n'è andato.
Ancora non riesco a capire cosa c'entro io in questo.... arcano!
Per quale motivo mi ha portata via se non ero io quella che voleva?
E chi voleva? E perché?
Continuo a vagare con lo sguardo nella capanna, nessun indizio che mi
faccia approdare a qualcosa.
Ad un tratto un luccichio nell'angolo dove si era accucciato colpisce i
miei occhi... cosa sarà?
Mi alzo dal letto, o mio Dio... sono tutta dolorante ma posso camminare,
mi guardo....sono in condizioni pietose, la mia veste bianca è tutta
lacera e sporca di sangue.
Ci penserò dopo, mi avvicino a quella luce, è strana, è come se qualcosa
la smorzasse... allungo la mano, sto per toccarla....
"FERMA, NON LA TOCCARE!"
Faccio un salto indietro, chi sarà mai adesso?
Mi volto...
All'esterno, immobile sulla porta, una figura..."chi sei?"
"Sono Modred"
Si, è proprio lei... "mi senti Modred?"
"Si, ti sento. Ma adesso ascoltami bene Silvia, devi fare esattamente
quello che ti dirò. Io non posso entrare nella capanna e tu non puoi
uscire ... per ora, l'unica cosa che posso fare è usare la magia, ma o
faccio uscire te o la Gemmakyra, e in questo momento la cosa più
importante è la Gemma"
"Gemmakyra?? Che storia è questa?"
"Non c'è tempo adesso... sappi comunque che sei la sola, oltre a me e a
pochi altri, che può toccare quella Gemma. Non perdiamo altro tempo ...
Fantasy è in pericolo!"
Il suo sguardo è fermo, non lascia adito a dubbi...
"Parla Modred, io eseguirò".
"Bene, cerca un pezzo di stoffa o di cuoio, qualcosa che abbia un
notevole spessore"
Mi metto in cerca, comincio a frugare dappertutto.... eccolo, un piccolo
tappetino, sembra antico...
"BRAVA Silvia, ora molto delicatamente appoggia il tappetino sul
luccichio. Quando te lo dirò, raccogli il tutto, portalo verso di me e
passalo nelle mie mani. Non devi preoccuparti di qualsiasi cosa accadrà
in quel momento, tu vieni dritta verso di me. Hai capito tutto?"
"Sì, tutto"
"Bene allora ... Vai ora!" .........
Con molta delicatezza metto il tappetino sul... luccichio... non succede
niente, non mi volto verso Modred, lei tace quindi io vado avanti nella
mia opera.
Prendo la gemma, coperta dal tappetino, tra le mie mani, mi alzo, mi
volto...
Modred mi guarda, sembra stupita, come se le cose non andassero come lei
le ha immaginate.. Cammino verso di lei, lentamente, con cura.
Mi avvicino alla soglia della porta...
Modred ha la faccia sempre più attonita... sembra che ci sia qualcosa
che non va!
Ma cosa?
Di nuovo sento quella sensazione di impotenza... ma perché diavolo sono
stata cacciata in questa storia??????
E va bene... arriveranno anche le spiegazioni.
Sono arrivata sulla soglia, Modred fissandomi negli occhi mi dice:
"Silvia, prova ad uscire da questa capanna".
E ora? Cosa è cambiato? Esco..
Sì... esco ..... sono fuori dalla capanna!!
Incredibile!
Modred mi fissa, fissa il tappetino che ho ancora nelle mani...
"DAMMELO!"
Le passo il tutto... comincia a strillare come un.... non saprei neanche
come definire gli urli.... misti di terrore, rabbia, ira...
Ma che sarà successo?
Mi aveva detto che non potevo uscire dalla capanna di Xar, invece sono
fuori.
Finalmente si placa.
Finalmente il suo volto si distende, mi guarda.
Finalmente mi parla!
"Silvia, questa non è la Gemmakyra!"
Il mio primo pensiero è: mio Dio si ricomincia da capo!
Sto per dare in escandescenze, quando lei mi dice: "Vieni dolce Silvia,
andiamo al Porto, siamo attese".
EILEIN: episodio 23
I miei sospetti erano veri: il demone era di nuovo sulle mie tracce, lo
sentivo, si avvicinava sempre più...
La tensione e la paura crescevano in me; non volevo che mi prendesse i
poteri, che rubasse il mio mondo e che soprattutto mi facesse sua, come
ebbe già tentato di fare in passato...
Ma il pensiero più grande che assaliva la mia mente in quel momento era
"come ha fatto a liberarsi dalla gabbia temporale in cui l'avevo
mandato?"
Qualcuno, non so chi, era contro di me e voleva a tutti i costi far si
che il Demone ritornasse, mi prendesse e che mi rubasse la vita.
Il piccolo gioiello sulla mia fronte emanava piccoli raggi, sembrava che
fosse in contatto con qualcuno o meglio, con qualcosa.
Sì, era in contatto con la Gemmakyra, l'unica cosa che era rimasta del
mio mondo, che avevo finalmente ritrovato in queste terre lontane e che
ora volevo riprendermi... costi quel che costi...
E l'unico che poteva aiutarmi era DoomDark, anche lui conosceva il
potere della pietra, ne era stato il custode per un certo periodo...
Appena mi resi conto del pensiero che avevo appena formulato un dubbio
atroce mi assalì... che fosse proprio il mio DoomDark contro di me?...
No, era impossibile... se fosse stato così, avrebbe avuto mille
occasioni di possedere me e le mie terre, e poi era stato così eroico
nel salvarmi dal Demone...
No, lo escludo... ma come ho potuto immaginare, anche solo per un
secondo, che proprio il sacerdote a me più caro.. potesse fare ciò!!!
Una fitta nebbia stava calando sulle banchine del porto, le bianche
nuvole facevano intravedere il sole rosso che fino a quel momento
risplendeva sul nostro mondo, un'aria gelida soffiava fra i miei
capelli...
Ebbi un brivido di freddo... l'atmosfera stava cambiando.
Mi voltai verso il covo delle piratesse, tutto era calmo o almeno
sembrava esserlo.
Ad un tratto udii una voce lontana che sembrava provenire dal sentiero
nel bosco...
"Finalmente ne ho il possesso"...
Vidi Abel Wakaam che usciva dalla foresta, recava seco una bisaccia...
ma cosa conteneva???
Mi raggiunse sul molo
"Cosa hai nella bisaccia?" chiesi
"Ho la Gemmakyra" rispose...
All'udire quelle parole un fremito di rabbia pervase il mio Spirito...
La Gemma era mia di diritto non potevo permettere che qualcun altro ne
avesse il possesso...
Di scatto alzai il mio braccio verso l'aria, Raven accorse e la sacra
spada era fra le mie mani...
Abel disse "Ma che diavolo ti prende Eilein? perché hai quell'espressione
sul volto?".
Non risposi, lo fissai gelidamente negli occhi e altrettanto gelidamente
mi scagliai contro di lui...!
Linnea, che nel frattempo stava passeggiando sul ponte della nave
pensando al suo benamato Lord Crow, attratta dai rumori provenienti
dalla banchina, si sporse a tribordo e accortasi del gesto che stavo per
compiere mi lanciò addosso una polverina che bloccava tutti
temporaneamente... anche noi Sacerdoti di Avalon...
Corse sotto coperta a chiamare gli altri ..
"Presto, Eilein vuole uccidere Abel Wakaam, li ho bloccati, ma solo
temporaneamente"!!!
Quando giunsero in coperta... era troppo tardi, l'effetto della polvere
stava finendo...
Allora Trinity disse "Non c'é altro da fare, mi spiace Eilein"
Non ebbe finito di pronunciare questa frase che imbracciò l'arco e
scoccò una freccia, questa mi penetrò nella spalla... lasciai cadere la
spada a terra e ritornai in me.
Ero spaventata, mi ricordavo del gesto che stavo per compiere e la cosa
che mi faceva disperare é che ero impotente di fronte a questa forza
sovrumana che si impossessava della mia mente per attimi...
L'unica in grado di farlo era la Grande Dea mia madre...
"Luna, perché fai così?" urlai, "non capisci che metti in pericolo la
vita delle persone a cui tengo di più ? E che soprattutto sono io quella
da cui devono stare lontani?"
Mi guardai intorno e lessi negli occhi di tutti paura e tristezza..
Nessuno di noi sapeva cosa ci stava succedendo..
La presenza del Demone si faceva più forte ogni minuto che passava, così
come la rabbia della strega Modred ... aveva capito che la gemma trovata
da Silvia era falsa non era la Gemmakyra, e quindi fu costretta a far
uscire la dolce fanciulla dal luogo in cui era prigioniera e ad aiutarla
finché non fossero giunte anche loro al porto...
Calò finalmente la notte del 4°giorno a Fantasy... nella mente di tutti
echeggiava un unico comune pensiero... cosa sarebbe successo domani?
Scendemmo tutti sotto coperta, mi curai la ferita, e ci coricammo nei
nostri letti...
Ma nessuno riuscì a dormire... la notte si preannunciò lunga... molto
lunga...
FRODO: episodio 24
Camminavo nella foresta, guardavo il cielo, le stelle, gli alberi scuri
come la notte che mi circondava, ma la Luna illuminava il mio cammino.
Dopo un po' sbucai in una radura circondata da alberi, alberi che erano
a me ignoti visto che sono da poco qui a Fantasy, ma che erano molto
belli, foglie argentate, tronchi slanciati, ma..
C'era qualcosa di strano in tutto questo, era come un sogno, mi sembrava
di rivivere il passato, quando indossavo l'Anello avevo più o meno la
stessa sensazione ..
Cosa stava succedendo??
Era solo una sensazione mia.. o proveniva dalla radura.. oppure da
qualcosa in particolare?
Non riuscii a capirlo, ma capii che stavo entrando sempre di più in uno
stato di ipnosi, o qualcosa di simile..
Pensai: "Devo assolutamente fare qualcosa! Se questo potere prende il
mio controllo chissà cosa potrebbe succedere!"
Mi sforzai, concentrai tutte le mie energie, cosa che avevo imparato a
fare durante il trasporto dell'Anello, e lottai!
Lottai a lungo contro quella forza che voleva soggiogarmi, fu una lotta
estenuante, ma era una lotta interna, un osservatore esterno avrebbe
visto soltanto un hobbit seduto in una radura, e niente altro..
Non so quanto tempo passai a lottare contro il "Potere" ma alla fine
vinsi!
Ero stanchissimo, provai ad alzarmi in piedi.. ma non ce la feci.. anzi,
lo sforzo mi fece perdere i sensi, e così rimasi steso nella radura,
stremato, ma LIBERO!
Venni svegliato, non so quanto tempo dopo, da una sensazione di qualcosa
di umido che si avvicinava al mio viso, mi svegliai di soprassalto!
E vidi... una lupa, che in seguito conobbi si chiamava Lupina, di fronte
a me, ma non ebbi paura, perché vidi subito l'espressione dei suoi
bellissimi occhi: non aveva nulla di maligno..
E dietro a Lupina vidi poi il Custode della Rocca, Abel Wakaam..
Mi raccontarono cosa era successo a Fantasy e così capii tutto..
Capii che il mio sonno era durato quasi quattro giorni, che il "Potere"
era la Gemmakyra, e che Fantasy aveva bisogno di aiuto!
Abel e Lupina mi dissero che non avevano bisogno di me.. così gli dissi:
"Tornerò alla mia baracca, prenderò le mie armi, e forse riuscirò anche
a contattare qualcuno che ci potrà aiutare.. un mago potente.. Gandalf!"
Abel fu felice di questa notizia, perché ogni aiuto era il benvenuto..
Ognuno proseguì poi per la sua strada..
Io verso la mia baracca, Abel e Lupina verso Walker Boh..
Non ci misi molto a tornare a casa, ero fresco e riposato dopo la "bella
dormita" nella radura. Appena entrai vidi che la mia spada elfica
emanava dei bagliori, subito pensai "ORKETTI!!"
Poi riflettei un attimo, e decisi che era impossibile che degli orchetti
fossero arrivati fino a Fantasy, ma che il bagliore derivava da
qualcos'altro.. anche se non riuscii a capire cosa.
Dopo aver accantonato i miei pensieri su Pungolo mi misi subito alla
ricerca del talismano donatomi da Gandalf.
Ricordavo ancora le sue parole quando mi diede l'amuleto:
"Frodo, piccolo hobbit, so che il tuo corpo è forte, e la tua mente lo è
ancora di più... ma ci sono cose che nessun hobbit potrà mai sconfiggere
da solo.. Per cui ricorda, se un giorno ti troverai in
difficoltà.. in GRANDE difficoltà.. Usa questo talismano.. prendilo tra
le mani e chiamami intensamente.. io accorrerò.. o manderò aiuto.. il
prima possibile.. spero che tutto ciò non accada mai.. ma il male si
annida dappertutto.. Ora va Piccolo Frodo.. vai per la tua strada.." e
detto questo scomparve nella nebbia..
Tornai con la mente al presente..
Fuori il cielo cominciava a schiarirsi.. presi l'amuleto tra le mani.. e
mi concentrai..
"Gandalf.. amico mio. ho bisogno del tuo aiuto!!".
| Cap.
1 |
Cap.
2 |
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