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Visione di una notte - Vita d'un soffio (parte 3)

Immagine del racconto  

KLODA

Steso immobole era il corpo dell'amazzone; i respiri irregolari e quasi assenti rimanevano l'unica speranza di vita. Ombrasolitaria la fissava muto, quando arrivarono Paido e Dolceluna, reclamando l'anima fuggiasca legata a quel corpo.

Il principe aggiunse poche parole: << L'ars medica è un nostro punto debole... Scusatemi.. Vi auguro buon viaggio. Vi condurranno tre dei miei fedeli esploratori >>
Così Paido, aiutato dalla strega, caricò il corpo inerte della sorella a fianco a se sul suo fedele cavallo. Ombrasolitaria guardò abbattuto per un'ultima volta l'amazzone, poi rivolse lo sguardo a Dolceluna, osservandola profondamente, ma non si dissero nulla. I tre esploratori partirono al galoppo, seguiti dagli Hammers; così abbandonarono Arborania, non più terra inesplorata.
A notte già inoltrata un battito possente svegliò di soprassalto il mago, che abbandonò il suo letto dirigendosi alla porta, che aprì cauto.
<< Paido? Dolceluna? Se mi svegliate a quest'ora della notte probabilmente la questione è assai grave... O sbaglio? >> Rispose la strega, che nel frattempo si era avvicinata al mago, dopo aver scoperto il volto di colei che l'esploratore teneva in braccio.
<< Devi salvarla! Dorme da troppo tempo... >>
Il mago osservò il volto pallido dell'amazzone con espressione preoccupata.
<< Cosa le è successo, dimmi Dolceluna? >>
<< Penso sia stata avvelenata... Da quando l'ha punta un ago, non si è più svegliata. >> spiegò la strega, spostando leggermente il corpetto di Kloda mostrando al mago il punto in cui colpì l'aghetto.
Paido fissò dritto negl'occhi Malekit: << Salvala, ti prego! >>


MALEKIT

-Da quanto tempo è in circolo il veleno?- Chiese il mago che frettolosamente faceva posto per il corpo di Kloda su di un lettino sopra il quale erano poste diverse pergamene.
-Da più di una settimana...- Rispose Paido appoggiando il corpo della sorella sul lettino.
Il mago annuì alle parole dell'esploratore, poi rivolgendosi a Dolceluna: -Cara strega, per favore, scaldami un po' di acqua, io recupero un po' di stracci per degli impacchi...- e sparì per la piccola scala che conduceva in cantina.
Paido stava attonito al fianco del lettino della sorella, tenendola per mano, disperatamente preoccupato. Quando la tisana fu pronta, diedero prima una tazza da bere alla paziente, dopodichè la rimanente fu utilizzata per degli impacchi sulla fronte e sulla gola.
Mentre Dolceluna si occupava scrupolosamente degli impacchi, Malekit, che cercava di mantenere il più possibile la calma e la concentrazione, consultava un approfonditissimo volume di veleni, cercando di trovare gli agenti che stavano lentamente uccidendo la bella amazzone, inerte e immobile su quel lettino.
L'affannosa ricerca si era rivelata una grossa perdita di tempo prezioso, ma Malekit aveva agito sempre cosciente del fatto che in un modo o nell'altro avrebbe tentato una cura, e che nessuno avrebbe potuto agire meglio di lui in quelle condizioni. Gli stava particolarmente a cuore la buona riuscita della cura, non si sarebbe mai perdonato un eventuale fallimento.
Decise di applicare una vecchia e antica tecnica di cura che gli era stata insegnata dal suo maestro agli albori della sua formazione, una sorta di agopuntura mirata su punti focali nei quali agiscono in maggior parte i veleni. Non essendo un trattamento sub cutaneo, ma piuttosto profondo, gli aghi non erano molto lunghi ed erano forati nel loro interno, per permettere all'eventuale liquido infetto di uscire.


KLODA

Batte il cuore... Tam, tam...
"Quindici uomini sulla cassa del morto, OHOH! MrCobra...! Le vedi quelle patate? Sai cosa devi farne... Ma non so perché sento che dovrò raddoppiartele..."
Tam, tam...
"Berserk! Lancio delle torte! SPACIAK! Eheh, scappoooo..."
Tum, tam...
"Nurah, tieni le chiavi della stanza... Mi raccomando, fate come fosse casa vostra!"
Tum, tam...
Vedo del sangue... sulla lama della mia spada, sui corpi stesi a terra, sull'erba secca... La mia mano non sopporta più il peso della battaglia, della spada... Ore infinite senza tregua, senza poter chiudere un secondo gl'occhi... Sono stanca... e debole... cado...
Tam, tum...
"Questa rosa è per me? E' di un rosso così vivace! SNIFF, SNIFF. E come profuma... E' veramente molto bella. Grazie, Ipse..."
Tam, tam...
"PSHSSSS, PSSSHS... Evi! Dove hai messo la nutella??!! Ihih, passane un po' anche quì, ihih..."
Tam, tam...
"Questo stiletto? Per me? A cosa devo questo dono?... Alla nostra amicizia...?! Piaga, siete un caro amico, veramente!"
Tam, tum...
Rotola una palla di fieno...? L'arida aria permea la giornata estiva... La taverna è vuota al suo interno, mentre tuffi anticipano lunghi bagni nella fontana di Kolise... Solo due o tre Hammers al bancone... Sephir... Occhi tristi e piangenti, e non esce dalla sua bocca parola alcuna... E guarda sconsolato le palle di fieno, che rotolano... rotolano... rotolano...
Tum, tam...
"Kristal, grazie! Se non ci fossi tu... Ne hai proprio tanta di pazienza. A proposito, chi è il matto che s'aggira per la piazza di Kanveska?!?"
Tum, tum...
"Pat, pat....? Il matto...?!"
Tam, tam, tum...
"Comandante! Lo sei finalemnte diventato! Lo sapevo...! Herkan, i miei più sinceri complimenti. E d'accordo... Niente più fuocherelli..."Dov'è Solitaria, Silver? E' da un po' che mi è scomparsa dal Quartier Generale."
Tam, tam...
Un lieve fruscio di foglie accompagna l'irrompente rumore di una cascata lontana... La vedo... Le sue rapide acque cadenti sono ora davanti ai miei occhi... Cammino lenta sul margine del fiume... Improvvisamente scorgo un'ombra celata fra i cespugli, mi volto... Due occhi... Guardano me! Impugno un piccolo kriss... Si avvicina rapidamente, ma sorride... E' una donna... Ha lo sguardo confuso; si ferma di fronte a me... Mi chiede la via per Kanveska... Nascondo il pugnale, per poi riporlo alla cinta... L'accompagno, poche le mie parole: non tutti aspettano di scorgere il volto....
Tam, tum...
"Paido, domani è una giornata importante. Inizieremo il nostro viaggio... Non vedo l'ora di scoprirne di più! Grazie d'accompagnarci. Ci contavo... Ti voglio bene."
Tum, tum...
"Eveeeeee...? Perchè non corri?? Scaaattaaareee! Ihih!"
Tam, tum...
"Dolceluna, ascolta cos'ho da raccontarti...! Ieri sera, molto tardi, tornavo a casa... Stavo attraversando la foresta, presso i confini di Arcano... Ho visto un'ombra, una figura... e non solo..."
Tam, tam...
Parole sconosciute, un rito nascosto, una nobil donna distesa sull'altare... senza vesti... con un kriss conficcato nel cuore... guerrieri attorno a quell'alto altare... Tutti inginocchiati a cantilenare; grida, predicazioni... E il mio sguardo fisso a quel kriss, che di luce ne emanava propria.
Tum, tum...
"Ryo, hai sempre avuto fiducia in me! Sei, sei il mio zietto! Ihih! E la paghetta??!"
Tam, tum...
"Kristine, hai una capacità descrittiva impressionante. Non ho mai letto niente che potesse descrivere così realisticamente... Complimentoni! Ora scappo, ho una cena che mi attende... A domani."
Tam, tam...
"Myrt, qual incarico speciale intendi? ... Uhm, appena sta sera lo saprò... Che curiosità!!"
Tam, tum, tum...
"Drizz, mi passi qul...ehm...oddeeeeea, ancora! D R I Z! Prometto, non sbaglierò più!! Ihih"
Tum, tum...
Decido: colpisco io finalmente... Sembra che si sia dimenticato di Necros... Pensa che cederò...al suo colpo... Impugno stretta Necros: un unico taglio... e la sua ultima parola... Rido, soddisfatta..
Tum...
"Kelis, ho un'idea! Prendiamo carta e penna, e scriviamo insieme! Ti và?"
Tam, tam..
"Seahon, ogni yuyu esprime la potenza di una Froll: forza, astuzia, coraggio, prudenza, agilità, ardore. Un yuyu anticipa la vittoria!"
Tum, tum...
"Selenia, sei tornata, meno male... Pronta a riprendere gl'allenamenti? Bene... Ma ora è tardi... Andiamo a bere qualcosa alla taverna."
Tum, tum...
"El Grizzly! Ma chi si rivede! La fontanaaaaaaaaa, corri! SPLASH"
Tum, tam...
I guerrieri ci spingono a forza... Ma dove siamo? Un atrio enorme...? Quanto oro, quanti quadri... Dove ci portano? Hanno elmi argentati, questo simbolo... Uno scudo avvolto da un serpente rosso... color del fuoco... Sono loro, Gli scudi del serpente infuocato....!
Tam, tam...
"Custode, veramente mi avete citata nel vostro manoscritto? E' un immenso onore per me..."
Tum, tam...
"Shademar, accetto i vostri complimenti con lietitudine... Grazie!"
Tum, tam...
"Spiacente, Steve... Non la vedo da tanto tempo... In effetti Acer sembra quasi scomparsa..."
Tum, tum...
"Madras Asiram, buona sera! ... Vi fermate solo per così poco alla taverna oggi? Ahah giusto il tempo di graziarci con una delle vostre magnifiche torte! Buonissima, GNAM!"
Tum, tum...
Dolceluna, il tuo fianco... Quanto sangue... Non sono per niente felice di cosa sta accadendo... Guardo mio fratello... E non so cosa fare... No, rimani sveglia... Paido... Ma il peggio è passato... Vi devo togliere fuori da questa orribile situazione... Vi ci ho cacciato io...
Tam, tum...
"Tabaras, che strazioooooo... Smettila, vatti a fare un giretto..."
Tum, tum...
"Nimira, mia Imperatrice... Come ViceComandante delle Truppe Imperiali vi promettò fedeltà... Combatterò al fianco di Madras Myrt per voi!"
Tam, tam...
"Layla... Così ti piace Paido... Lui contraccambia?"
Tam, tum, tam...
"Questo è il tuo spadone, Arkantos? Ma quanto pesa...? Seeeee come no! Esagerato.... ghghgh, Bers tu ci credi? Come si???"
Tum, tum...
"E così il vostro nome al completo è Darken Dryo... Avete un nome da cavallo, lo sapete? Un esempio a caso...? Il mio fedele destriero di battaglia porta il nome Darkrjo... Notate la somiglianza?? ghghg scaaaappooo"
Tam, tam...
Percorro il vialetto per raggiungere Darkrjo... Un cavaliere dal volto nascosto... Sta fuggendo... Col suo cavallo investe un bimbo... Piccino, non piangere... Diamine, è il dragone, l'assassino! Fermati!
Tam, tum...
"Merenwen, finalmente ti rivedo! Hai vinto la tua timidezza? Sai ieri sera alla taverna ho conosciuto un nuovo dragone... Era carino... Te lo devo presentare!"
Tum, tam...
"Floria..? Cos'è sto spogliarello? Oddea, anche a ritmo di musica!"
Tum, tum...
"Gualtierow, ho dato le chiavi della vostra stanza a Nurah... Onorata di ospitarvi a casa mia! Riposate bene!"
Tam, tam, tam...
"Guardate chi è arrivata!! Garwen, raggiungici al bancone! E' da un po' che non t'incontravo... Birra o caffé?" Una goccia... Rivolgo il palmo della mano al cielo... Una seconda goccia... Alzo lo sguardo osservando le nere nubi... Inizia a piovere... Ancora... Osservo le pozzanghere a terra... Eve e Selenia si stanno sfidando proprio in mezzo al fango... UFFUF... Le mani delle Froll cominciano a scivolare sull'impugnature... Fermo i combattimenti che hanno iniziato... Per oggi basta così... Ma anche in battaglia può piovere... Inizio a correre tra la fanghiglia... Forza Froll, tenete il ritmo dietro a me... E bagnate continuiamo l'allenamento...
Tam, tum....
"Ormai alla taverna vengo solo per trovare te, Vaughan... Da una settimana non ho più fame, né sete..."
Tum, tam...
"Giullare, a poppaaaaa! Ci serve il tuo aiuto! Ghghgh"
Tum, tam...
"Paura io? Ahah, mi stai sfidando, Max?"
Tum... Tam... Tum... Tam...
E' buio... Non vedo nulla... Sono sola... Perchè non mi sveglio? Ma sto sognando...? Dove siete...? ... Tam... Tum... Tum, tum...
Aiutatemi... Aiutami... Aiuto.... Malekit...


MALEKIT

I primi aghi furono conficcati intorno al foro causato dall'ago contagiatore; uno strano liquido giallastro uscì dalla sommità degli aghi, racchiuso in due gocce per ognuno, segno della presenza del veleno e di una probabile infezione. Bisognava accelerare i tempi.
Malekit iniziò a infilare un ago dietro l'altro prima nel collo dell'amazzone, poi in corrispondenza della nuca e del cervelletto. Fortunatamente in questi due ultimi punti non si potè notare una grande quantità di veleno e ciò accese un ulteriore bagliore di speranza nel cuore del mago.
- Non sta per niente bene...- commentò il mago.- Il veleno ha fatto in tempo ad entrare in circolo, fortunatamente non ancora al cervello. Ciò lascia ancora sperare...-.
Paido intanto stava immobile da diverso tempo in fianco alla sorella.
- Se la salverai ti sarò riconoscente... per l'eternità...-
Malekit trovò la forza di sorridere alle parole dell'esploratore. -Non temere, io sto cercando di ridarle la vita che sta perdendo.... se dovessi riuscire nel mio intento, tu non mi dovrai assolutamente niente...-
Al termine del secondo giro di agopuntura Malekit chiese a Paido e Dolceluna di lasciarlo solo con Kloda, avrebbe vegliato lui per il resto della notte sul corpo dell'amazzone, avrebbe pregato e intonato alcuni incanti utili al fine di ristabilire la donna, e avrebbe avuto bisogno di concentrazione massima.
Con notevole sforzo Paido lasciò sola l'adorata sorella, le parole del mago e il suo sguardo serio e penetrante non gli lasciarono possibilità di ribattere.
- Pregate anche voi, domattina sarà tutto finito...-
La notte fu lenta e logorante, al levare di Amanuator Malekit uscì dalla stanza per informare i due attendenti dell'esito della cura.
Appena la porta si schiuse, Paido saltò in piedi come una molla, indifferente alla stanchezza della notte passata in bianco, ansioso di conoscere come stava la sorella.
Malekit richiuse la porta, dopodichè alzò lo sguardo andando ad incrociare gli occhi di Paido che lasciavano trasparire una sensazione di speranza mista a paura.
-Sta dormendo, sta meglio... sarà bene farla riposare...- Dopodichè sorrise all'indirizzo dell'esploratore che d'istinto lo catturò in un abbraccio ferreo, lasciandosi scappare qualche lacrima di gioia... Kloda era viva.

La mattina Malekit si sentì liberato di un peso enorme. Essere riuscito a stabilizzare la condizione di Kloda era un grandissimo risultato, che sentiva amplificato anche dagli occhi gioiosi di Paido e Dolceluna.
La Froll aveva solo bisogno di riposare, la convalescenza sotto gli effetti del veleno fu per lei alquanto sofferente e dolorosa, privandola di tutte le energie.
Ma era forte, veramente forte. Nella sua energia vitale si rispecchiavano le leggende che correvano di generazione in generazione, sulle coraggiose amazzoni che segnarono la storia di Arcano.
Malekit invitò gli Hammers nella sua cucina, per preparare loro un'abbondante colazione, nella speranza di sopire la stanchezza che, anche se mascherata bene, iniziava a farsi sentire.
Finalmente Paido e Dolceluna ebbero il tempo di raccontare le avventure appena vissute in quel di Arborania. La storia attirava notevolmente il mago che ascoltava attentamente la dettagliata ricostruzione.
- ...e così ci siamo ritrovati con mia sorella in queste condizioni.- Concluse Paido. - Stento ancora a crederci... grazie... grazie mille...-
-Non ho fatto altro che il mio lavoro... e il mio dovere. Ma qualcosa di speciale mi ha aiutato in tutto questo. Sai, tutta la notte in compagnia di Kloda, vegliando e pregando per lei, mi ha come permesso di percepire i suoi pensieri, le sue sensazioni. Non è la prima volta che mi capita di curare una persona moritura. Con Kloda è stato tutto diverso... non dico più semplice, meno complesso mi sembra più adeguato. Penso...- Arrossendo - ...penso di essermi...-
Il mago fu interrotto dal rumore della porta che aprendosi, mostrò agli occhi stupefatti dei tre, Kloda.
Era pallida, stava in piedi a fatica reggendosi con un braccio al muro.
Subito Malekit e Paido le andarono incontro per soccorrerla, non doveva alzarsi dal letto, era ancora troppo debole.


KLODA

Sentivo poco lontano delle voci familiari; non c'era dubbio, erano quelle di Paido e della cara amica Dolceluna, ma non solo... Una terza voce, soave e debole, si rivolgeva ai miei compagni di viaggio. Aprii lentamente gl'occhi e le palpebre mi apparirono così pesanti; mi sembrava di aver dormito tantissimo, troppo tempo... Eppure mi sentivo ancora stanca, infinitamente debole. Mi guardai attorno, mentre pensavo "Con chi stanno parlando? Ho mai sentito prima d'ora questa voce? Non è quella d'Ombrasolitaria... E' così diversa, ma allora chi è? E dove sono? Non ho mai visto questo letto, questa stanza, quella porta...".
Capii che l'unico modo per rispondere a tutte le mie domande era quello di alzarmi ed indagare. Mi liberai della calda coperta, che mi copriva, sedendomi sul letto a gambe incrociate; per quel lieve movimento iniziò a girami la testa. Fortunatamente dopo neanche un minuto il capogiro scomparve, ma appena misi un piede a terra, nell'intento di alzarmi, delle forti fitte mi colpirono tutto il corpo, in particolare gl'arti. Non curante di tali dolori mi sforzai ad alzarmi, così passo a passo mi avvicinai alla porta della stanza, sulla quale era inchiodato uno specchio.
Mi specchiai e vidi la mia triste immagine: il viso pallido, le guance scavate, le profonde occhiaie ed i capelli spettinati mi spaventarono, perchè non ricordavo nulla, non capivo cosa mi aveva ridotto così; ricordavo solo un lungo e strano sogno.
Così perplessa aprii la porta e camminai qualche metro avvicinandomi sempre più alle voci; li vidi: Paido, Dolceluna ed un mago... Si, l'avevo già visto, lo conoscevo già, era un hammer! Mi bastò vedere quell'hammer per capire dov'ero: ad Arcano, a casa.
Il nostro viaggio d'esplorazione doveva esser finito, a mia insaputa... Non capivo come e quando e, desiderosa di scoprire perchè mi trovavo in quello stato, ripresi a camminare avvicinandomi alla tavola, dove si erano seduti gl'altri.
Paido e Malekit scattarono in piedi accorrendo in mio aiuto, mentre Dolceluna si alzò in piedi rimanendo immobile con gl'occhi lucidi. Mi chiedevano tutti insistentemente se mi sentivo bene, se avevo bisogno di qualcosa, se volevo tornare a letto; ed io mi prendevo la libertà di rimanere muta, ancora sconvolta dall'insolito risveglio.
Seduta finalmente, li guardai in faccia uno ad uno, sorridendo a Paido ed a Dolceluna; quando posi lo sguardo sul mago, lo fissai curiosa e perplessa... Poi ricordai il lungo sogno ancora una volta: avevo chiesto il suo aiuto!
Scossi il capo e dissi rivolgendomi a tutti e tre i presenti: "Io... Io sono così confusa... Paido, Dolce spiegatemi tutto... Arborania che fine ha fatto? Cosa mi è accaduto? E cosa c'entra Malekit con tutta la nostra storia?"
E così per quasi un'ora Paido si diede alla narrazione, insieme ai continui interventi della strega. Rimasi sbalordita e sconvolta: la mia perdita dei sensi mi aveva tolto l'emozione di assistere alla fine della guerra e di assaporare il viaggio del ritorno. Ero molto amareggiata per questo, ma allo stesso tempo ero felice di essere ancora viva. Provavo una forte riconoscenza verso il mago, ma anche imbarazzo nel rivolgergli la parola, perchè non avevamo mai conversato insieme.
I tre si misero d'accordo che, avendo bisogno ancora di riposo ed essendo troppo debole per abbandonare la casa, mi sarei fermata a riposare da Malekit per almeno ancora un giorno; Paido sarebbe venuto a trovarmi alla sera per rassicurasi sulla mia salute.
Felici di vedermi ancora vivi, l'esploratore e la strega furono però costretti ad allontanarsi per sistemare il nostro ritorno ad Arcano. Così trascorse la notte intera; solamente la mattina successiva parlai al mago "Grazie, mi hai salvato la vita... Senza di te non sarei qui a ringraziarti..."
Lo guardai negl'occhi; lui mi sorrise, ma non rispose. Si sedette accanto a me su una panca di legno della cucina; fu in un attimo e dolcemente ci ritrovammo abbracciati stretti l'uno all'altra.
 

 

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