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Dialogo con un'amica - Cap. 3

 

LICHT

Ero riuscito a eludere la soffocante sorveglianza che l'Oscura mi aveva sottoposto, di nascosto ero arrivato alle rovine di Launam.
Ad un tratto udii dei passi veloci che scendevano lungo una scala che portava nel corridoio dove mi trovavo.

Mi nascosi e quando un'ombra mi passò di fianco, con uno sgambetto lo feci cadere e l'attimo dopo ero già sopra di lui ma riconobbi in tempo Silver.
"Dove vai di corsa Silver?"
"Myrt e l'imperatrice mi hanno detto di andare alle segrete che l'oscura non è mai esistita e ..."
"Noooooooo, presto seguimi l'oscura è una potente illusionista... sta ingannando Myrt, dobbiamo tornare da loro. Andiamo."
Povera Madras... lei cosi dura, cosi forte tanto da meritarsi il titolo di madras d'acciaio veniva ingannata ancora una volta dall'Oscura Madras.
Il saggio custode altro non era che un'illusione, un'abile proiezione mentale che vedeva solo Myrt, come solo lei vedeva la terribile madras sotto le false sembianze dell'imperatrice.
Ora contava solo una cosa: arrivare a uccidere l'oscura madras.
Se fosse riuscita a salvarsi infatti con l'appoggio di Myrt sarebbe entrata nel palazzo imperiale dove Nimira giaceva morente sul letto e dopo averla uccisa ne avrebbe rivendicato il trono.



JARSALI

Mi trovai a fissare nei profondi occhi scuri di Seya, sorpresa, ma forse non troppo, di trovarla lì in quel momento.
Guardai oltre la sua spalla e vidi le due Froll che avevo lasciato di guardia, una svenuta, l’altra impaurita come una bimba appena svegliata dal suo incubo peggiore, poi tornai a fissare gli occhi della donna che una volta chiamavo sorella.
“Non mi pare che le cose siano cambiate: ho agito di necessità, come ogni buona amazzone fa. – sollevai un sopracciglio ironica – Mi pare che se qualcuno qui è cambiato non sono di certo io, Seya. Comunque – continuai – ora cosa avresti intenzione di fare con noi?”
Non feci nemmeno in tempo a formulare la frase che una lama rovente parve attraversarmi il cervello, facendomi accasciare al suolo.
Sentii come da lontano l’urlo di Usul e le sue braccia, con quelle della mia sorella Froll, che attutivano la mia caduta, mentre una valanga di immagini, suoni e odori mi tornavano alla mente: fuoco, bruciato, rovine, cenere, corpi, carne bruciata… morte…
Forse ho urlato, non lo so, non lo ricordo, ma il mio inconscio ha agito in difesa ancora prima che io potessi formulare un pensiero coerente, innalzando una barriera contro l’attacco mentale della necromante.
Seya mi parve sconcertata da questo contrattempo e ne approfittai, colpendola prima violentemente con un pugno allo stomaco e poi, una volta che si fu piegata in avanti, con un colpo dato col taglio della mano sulla nuca: cadde immediatamente svenuta.
Mi rialzai e solo allora mi girai a guardare i due compagni ancora in piedi.
Colsi in entrambi la sorpresa, immediatamente trasformata in un ghigno divertito sul volto di Usul e in una maschera di soddisfazione su quello della sorella amazzone.
Ero provata, mi sentivo comunque sfinita da quell’attacco rivoltomi da Seya, ma non potevo perdere tempo.
“Dobbiamo legarla, imbavagliarla e coprirle pure gli occhi!”
Scorsi l’espressione interrogativa di Usul.
“E’ una necromante, per quel che so della magia, per operare i suoi incantesimi ha bisogno di fare gesti, parlare e vedere, se non tutte e tre le cose insieme, almeno separatamente e noi dobbiamo impedirglielo.”
Agimmo in fretta, solo a quel punto andammo ad aiutare le altre due amazzoni, che riuscimmo a far riprendere tutto sommato velocemente.
“L’Oscura sa che siamo qui.”
La voce di Usul mi fermò, le sue parole avevano concretizzato la mia certezza.
Lo guardai ed annuii.
“Quindi dobbiamo muoverci senza perdere altro tempo!”
Usul si caricò Seya sulle spalle, poi salimmo di corsa sulle scale e lì vidi due persone che non mi sarei mai aspettata; li raggiunsi di corsa, notando l’aria preoccupata del Comandante dei Betris.
Non feci domande, accelerai solo il passo.



SILVER WIND

"Licht, sei certo di ciò che dici?" gli dissi mentre risalivamo le scale "Non vorrei mai essere responsabile per l'uccisione della...."
"Certo che sono sicuro, parola di Comandante" rispose "Risparmia il fiato per combattere!"
Annuii.
Dopo la reazione incalcolata di Myrt e dopo le sue parole, era ovvio che avessi un dubbio a riguardo.
A quanto mi ricordavo Myrt aveva avuto frequenti dialoghi con l'Imperatrice e quindi, per lei, era più facile riconoscerla con un minor margine d'errore, però se l'Oscura era una potente illusionista poteva far vedere alla mia adorata Madras ciò che voleva.
Effettivamente se credevo a Myrt la situazione sarebbe stata confusa e incerta, proprio quello che avrebbe voluto qualunque nemico dell'ordine del nostro mondo, e, c'è da aggiungere, che Licht ha lavorato sotto l'Oscura per un periodo relativamente lungo, e quindi, la conosceva meglio di altri; se invece credevo nel Comandante, la situazione sarebbe stata più lineare e chiara, anche se ciò voleva dire mettersi contro la Madras di Klivia.
Alla fine dell'analisi giunsi alla conclusione che la spiegazione più logica era quella di Licht, e che quindi, bisognava agire di conseguenza.
Ad un tratto percepii un rumore, debolissimo, ma distinto di uno sferragliare, come di una spada ad un fianco, proveniente davanti a noi.
Avvertii Licht, e subito ci nascondemmo, uno da un lato e l'altro dall'altro del passaggio, approfittando delle ombre che erano proiettate dai pilastri.
Entrambi, nel più assoluto silenzio, estraemmo le nostre armi, pronti ad avventarci su quella che, probabilmente stava per arrivare, l'Oscura.



MASTRO DI CHIAVI

"E' ora, è ora di muoversi", lentamente il vecchio posò il pesante arnese sull'incudine, si tolse grembiule di cuoio ed entrò nella piccola bottega.
Prese il suo bastone da passeggio e da un chiodo arrugginito prese quattro vecchie chiavi unite da un anello nero di acciaio, non nero perché ossidato, metallo strano, lucidissimo e nero fin nel cuore.
"Cosa si aspettavano", borbottò tra sé, "quattro chiavi nuove e fiammanti? Anche se appena forgiate portano al loro interno tutta la storia del mondo, nascono già vecchie.".
Borbottando uscì dalla bottega e si diresse lento fuori dalla kioskas.
"Sono vecchio e i tempi stringono, non ho tempo di camminare fino a Launam, anche se mi piacerebbe assaporare la primavera di questi boschi", prese le quattro vecchie chiavi, le osservò e poi ne scelse una.
"Terra! Aposnitua!"
Dalla strada di terra battuta che stava percorrendo appena fuori le mura della kioskas si distaccò un piccolo sentiero di pietre lisce e consumate, abbandonò la strada e fatto qualche passo su questo nuovo sentiero si ritrovò presso le mura di Launam.
"Eccoci qua", osservò le mura e ascoltò il vociare concitato di guardie e soldati, prese un'altra delle quattro chiavi.
"Aria!...Mutara Nebula!"
L'aria tremò come nella calura estiva e un riflesso nascose il vecchio alla vista di tutti.
Si incamminò verso l'ingresso "speriamo che il mio ragazzo abbia con se la sua spada, quel donnaiolo incallito capace che l'abbia lasciata in qualche letto, stupido testone... non ha mai imparato la disciplina, sulla cordigliera ho tentato in tutti i modi di iniziarlo a pratiche psichiche ma nulla! Pensava solo alle donne e alle armi! Ah, ma tra poco mi farò riconoscere da lui e una bella strigliata non gliela leva nessuno. Quasi quasi potrei...." disse accarezzando la chiave Acqua "...calmargli per qualche tempo i bollenti spiriti, assopire il suo arnese.... eheh"
Parlottando tra se passò non visto tra soldati ribelli pronti alla pugna, giunse all'interno della kioskas, vide la via per il salone dove l'oscura stava trastullandosi con Myrt, ma deviò verso destra, verso una scalinata che scendeva buia verso le prigioni.
"Andiamo da quel salame senza sale in zucca!".
Pochi piani più sotto, lungo un'altra scala si affrettavano Licht, Jarsali, Usul e SilverWind ignari di correre incontro a morte certa che li attendeva alla fine della scala.
All'ingresso del salone, il vecchio prese ancora la chiave Terra tra le mani.
".Tuskaat." sussurrò e, la compagnia si ritrovò sulla stessa scala di pietra che stava percorrendo il Mastro, pochi gradini sotto di lui, il rumore dei loro passi lo raggiunse, il vecchio si fermò e li attese.



USUL

Un senso di nausea, passeggero ma intenso, non lo avvertii solo io, pure Jarsali, Licht e Silver, infatti per un attimo ci fermammo nella nostra folle corsa in salita sulle ripide scale che ci avrebbero portato fino al salone dove stavano Myrt e l’Oscura.
Riprendemmo subito l’ascesa e con stupore ci fermammo subito dopo pochi gradini, appena girato l’angolo una figura alta, longilinea ci sbarrava la strada.
“Mastro” sbottò Jarsali in testa al gruppo; ci guardammo con aria interrogativa, il silenzio si fece pesante, solo i nostri respiri, il sudore ci imperlava la fronte dopo la folle corsa.
Il vecchio sorrise: “Che onore essere riconosciuto da tale bellezza”
”Non è il momento di scherzare Mastro” ringhiò Jarsali, “abbiamo fretta, l’oscura è alla fine di queste scale e non c’è molto tempo…”
Il mastro calmo alzò la mano per zittire gentilmente l’amazzone:
“Prima di tutto l’oscura non è alla fine di questa scala e poi...” prese il mazzo delle chiavi e lo porse a Jarsali “tienimi queste per favore, ti do del tu perché potresti essere mia nipote, anzi diciamo bisbisbisbisbisbis nipote”.
La calma che il vecchio emanava in ogni gesto, in ogni parola, lentamente ci pervase, da una sacca prese un secondo mazzo di quattro chiavi e un anello nero simile a quello che conteneva le chiavi.
“Ah, Jarsali e voi tutti, quelle sono le quattro chiavi degli elementi di Arcano, e ora vi mostrerò una cosina simpatica”, all’udire quelle parole tutti ci girammo ad osservare quelle vecchie ed arrugginite chiavi che Jars teneva in mano.
Licht e Silver le osservarono a lungo, io, con Seya ancora sulle spalle osservavo il vecchio, stava armeggiando con il secondo mazzo e con il cerchio di metallo.
Il cerchio con uno scatto si aprì, vi infilò il cerchio nero che reggeva le chiavi e fece cenno a Jars di restituirgli le 4 chiavi di Arcano.
“Cosa osservi testone d’un dragone, lo sapevo che ti avrei trovato con una donna tra le mani... sempre il solito, anche se devo ammettere che sei cambiato e ho faticato a riconoscerti”
Sbarrai gli occhi, come era possibile?
Chi era questo vecchio per parlarmi così?
Quei gesti, quei modi calmi, mi ricordavano qualcuno, ma chi?
Il mastro inserì anche l’anello delle chiavi Arcane nel terzo anello nero.
“Vedete, in questo modo si uniscono i mondi… Trasis nos Taak”
A quelle parole una nebbia coprì i nostri occhi, una foschia strana che si diradò poco dopo, una luce abbagliante ci accecò, sole, un sole splendido, sabbia bianca sotto i nostri piedi, un mare calmo, acqua azzurra, onde lente, un venticello caldo... smarriti non potemmo fare altro che ascoltare il vecchio...
“Questo mondo non conosce uomini, qua saremo tranquilli per discutere, il tempo basterà, torneremo nell’esatto punto da dove siamo venuti, tireremo i fili degli elementi e ci arrampicheremo nel passato; ora è il momento di parlare ed è il momento che vi prepariate... per me, tra poco, sarà il momento di capire”.
“Se parli di capire vecchio, io dovrei capire una cosa prima di tutto, chi sei?”
“Aaahh, Usul memoria corta, chi sono? Se mi avessi ascoltato di più, asino che non sei altro, quando dicevo che la forma non è il contenuto, ma tu no, solo la forma ti interessava, anzi, le forme delle ragazze... bha, mi sa che ho sprecato il mio tempo con te”, concluse la frase con un sorriso divertito.
Gli occhi mi si inumidirono, balbettai, credo, lasciai cadere Seya, Licht pronto la raccolse, feci qualche passo incredulo verso il vecchio... ora i suoi contorni sfumavano, i lineamenti divenivano diversi, più vicini alla mia memoria.
Il cuore si fermò, l’affetto in genere sempre racchiuso nel profondo del mio cuore con ben poche persone è uscito alla luce, e quel vecchio, quel mago, mago bianco della cordigliera, Estil il suo nome... io affidato a lui da mio padre, lo abbracciai forte, rivoli solcarono le rudi mie guance quando lui ricambiò l’abbraccio.
Lentamente mi ripresi, asciugai le lacrime non visto dagli altri, diedi una sonora pacca sulla spalla del vecchio e sbottai: “Noioso come eri, tutti si addormentavano a sentirti parlare e io avrei dovuto pure ascoltarti? AHAHAAhh”
”Bene, vedo che almeno lo spirito non ti è passato, nonostante i guai in cui continui a cacciarti”.
“Usul” fece serio Licht posandomi una mano sulla spalla, “abbiamo altro a cui pensare ora”
“E' vero, hai ragione Licht, che facciamo?”
“E' un enigma Usul, e come prima cosa, di fronte agli enigmi abbiamo da chiederci: cosa abbiamo? Abbiamo l’oscura, abbiamo Seya, incarnazione del suo potere, abbiamo Myrt al cospetto dell’oscura, abbiamo di fronte un esercito di ribelli, che altro?”
“Abbiamo la mia somiglianza con l’oscura” fece Jarsali scura in volto e proseguì “abbiamo 4 chiavi in cerca di un custode, nuovo forse, abbiamo la tua spada Usul, forgiata dal Mastro su ordine dell’Oscura per trarti dalla sua parte e che, ha quanto hai detto tu Usul, riesce a far si che la mente dell’oscura entri nella tua, giusto Mastro?”
“Si, esatto Jarsali, ma non è detto che ciò sia un male... dipende tutto da voi, armi, oggetti, incantesimi, tutto dipende dalle persone, nulla è male e nulla è bene in se, nemmeno i bracciali Seya…”
“Siamo pronti per tornare” fece sicuro SilverWind.
“E sia!” rispose il Mastro.
Mentre il mio maestro stava armeggiando con i due mazzi di chiavi, un mazzo per Arcano, uno per quel mondo, uno per ogni mondo, gli elementi tutto permettevano di fare?…
Mentre il mastro armeggiava guardai per l’ultima volta quel paradiso dove ci aveva portati, Jars, di fronte a me faceva la stessa cosa, osservava il mare, i suoi capelli mossi dal vento parevano mischiarsi, fili d’oro, con l’azzurro del cielo, poi la nebbia, foschia…
Umidità e buio, eravamo tornati ad Arcano, Launam, fuori dal salone dove l’oscura ci attendeva, dal portale d’ingresso potevamo vedere l’Oscura e Myrt e una figura che sembrava il custode, in fondo, nei pressi della porta che avremmo dovuto varcare se il Mastro non ci avesse “deviati”... un mostro enorme, un gigante marrone di pietra con fauci spaventose ci attendeva…
Nel buio e nel silenzio osservavamo la scena, nel buio e nel silenzio Seya rotolò distante da noi, non vista e sparì, nel buio e nel silenzio tutti noi, io, Licht, Jarsali, Silverwind e, forse, pure il Mastro ci chiedevamo cosa sarebbe successo ora!

 

SEYA NECROMANTE OSCURA

Povera amazzone, pensare di porre contro il mio potere mentale una sciocca barriera mentale.. come poteva pensare che il mio potere fosse nel flebile alito che le aveva trafitta pochi istanti prima?
Sogghignando, strinsi la mano attorno all'impugnatura dell'alabarda pronta a scagliare contro i 3 hammers a terra il mio potere quando qualcosa mi bloccò i pensieri ed i movimenti, immagini confuse attorno a me, un odore acre.. un odore di bruciato... odore si corpi che bruciano!
Chiusi gli occhi per scacciare la visione, e li riaprii subito per vedere Jarsali scagliarsi contro di me e sferrare un poderoso pugno all'imboccatura dello stomaco.
I duri allenamenti da amazzone mi avevano temprato nel fisico ed accusai il colpo piegandomi leggermente in avanti, ma purtroppo la mia mente non fu abbastanza veloce per schermarsi dalla visione successiva che mi lasciò senza fiato e senza sensi all'attacco successivo dell'amazzone.

Ecco questi sono i luoghi della mia infanzia... il bosco, il laghetto dalle acque morte da dove trassi in salvo Littledeath cucciolo, la ripida stradina che porta al monastero.. quanti ricordi, quanti amici lasciati troppo presto...
Di nuovo l'odore di morte di poco fa, la torre ed il monastero in fiamme! Rapida corro e mi inerpico per lo stretto sentiero, posso sentire le pietre strappare piccoli pezzi della mia fine veste di necromante e ferirmi le gambe.
Il portone del monastero giace a terra divelto, sembra uno straccio usato.. chissà chi è stato... corro, qualcosa mi spinge a correre, forse posso aiutare qualcuno ma mi fermo davanti al cortile delle armi... è pieno di cadaveri, alcuni sono guerrieri, altri maghi, altri poco più che bambini vestiti da apprendisti ma fra i morti il mio sguardo si posa su un guerriero vestito di tutto punto come si confà ad un guerriero Ardes, la lunga barba bianca insanguinata:
"Tavis... ti prego no.."
E' inginocchiato trafitto e piantato a terra da una alabarda nera...
Un pensiero terribile si affaccia alla mia mente, ma rifiuto di accettarlo, come un animale ferito fuggo via ed entro nella torre.. devo trovare mio padre...
Le scale che da piccola mi sembravano interminabili volano sotto i miei piedi ed in un attimo sono davanti alla porta del suo studio.
"Padre!" la mia voce è un urlo che rimbomba di pietra in pietra, dinnanzi a me la porta non esiste più, solo un piccolo ammasso fumante di legno e pietre, dentro tutto è all'aria, la preziosa biblioteca si spegne lentamente in lugubri fili di fumo, i suppellettili magici sono solo cocci infranti a terra, ma non c'è nessun corpo a terra se non un anello nero uguale al mio che brilla debolmente poi si spegne mentre una crepa vermiglia lo spacca in due.
"Nooooooooooooo" non so se è la mia voce che urla, sento solo l'oscurità piegarsi su di me ed inghiottirmi.

"Seya.."
"Seya......"
"Chi sei.. cosa vuoi.. VATTENE!"
"Seya.."
"Lasciami dormire! I miei occhi sono stanchi di piangere ed il mio cuore è morto, lasciami dormire lasciami morire..."
"Figlia mia... piccola.."
"Padre.... Padre mio siete vivo! Ma io.. io ho visto morte e distruzione, la torre grigia non esiste più ormai ed io ne sono la colpa!!"
"No... non ancora... hai superato la barriera del tempo ed hai visto cosa accadrà se la Madras Oscura non viene fermata... se tu non vieni fermata..."
"Ma perchè? Padre ora sono potente, ho seguito la via dell'oscurità così come tu volevi.."
"No piccola mia hai seguito l'oscurità e ne sei diventata schiava... l'oscurità va dominata... pensa ai duri allenamenti, alle lunghe ore passate a studiare, io ti ho insegnato a seguire la giustizia ed il bene e questi non sono ne luce nè oscurità. La Madras Oscura è malvagia, perpetra i propri scopi di utopico chaos e di distruzione della luce. Ma l'oscurità e la luce non sono divisibili, sono parte dell'uno e l'uno senza l'altro non possono esistere. L'oscurità senza equilibrio è solo chaos, morte e distruzione."
"Ma io.. io che ho tradito Nimira, io che ho rinnegato gli amici e il mio amore..."
"Si.. lo so... nemmeno l'amore ti ha salvata dal tuo odio e dalla tua vendetta.. piccola mia, per mano tua molti periranno, ma per mano di uno solo morirai tu... morirai per dare nuova luce all'oscurità.. figlia mia non è un addio, è un arrivederci, quando sarà il momento io e tua madre ti spiegheremo
ogni cosa..."
"Ma.... padre.... padre?..... Xarabash....."

Un vociare sommesso, passi lievi sugli scalini di pietra poi un dolore sordo ad una spalla ed il freddo calore delle pietre.
Apro gli occhi lentamente davanti a me Jarsali, Usul, il Mastro di Chiavi che parlano, son dunque riusciti a fuggire ed il vecchio mago forgiatore come è entrato qui? Ci penserò dopo, ora devo tornare dalla mia nera signora...
Richiudo gli occhi per evocare le ombre, un debole brillio proviene dall'anello nero mentre tentacoli di ombra si staccano dalle pareti per avvolgermi e portarmi al sicuro lontano dagli hammers.


 

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