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Dialogo con un'amica - Cap. 1

MYRT

Entrai nella sala in silenzio, in attesa, le mani leggere lungo i fianchi, lo sguardo sereno.
Prima di sedermi su una delle panche diedi un'arruffatina ai peli rossastri di Shina che, stiracchiatasi sorniona, cercava di assorbire il fresco del pavimento di marmo nella striscia di sole che le regalavano le tende.

Non ero attesa, forse avrei dovuto aspettare a lungo, ma ci sono dei giorni in cui sai che devi fare qualcosa, altrimenti lo rimpiangerai per il resto della settimana quando, per un motivo o per l'altro, non avrai il tempo di farlo... la Kioskas era in fermento, dappertutto risuonava la gioia di Paradisea, felice e trillante per il ritorno dell'amato e coloro che le erano amici godevano con lei della luminosa luce primaverile che ormai si faceva strada un po' ovunque.
Il freddo se n'era andato, e con lui anche il silenzio della natura, che si era risvegliato più chiassosamente che mai: cos'altro ci avrebbe riservato quell'anno?
Pensosa tirai fuori l'ultimo regalo che mi aveva fatto il Lord, prima di ripartire, ramingo come al solito, verso nuove avventure: una scatoletta quadrata, con il marchio dell'unione stampato sopra, scatoletta che conteneva cinque o sei cose arrotolate, profumate d'erba: Draven le chiamava sigarette, e me le aveva regalate divertito, in ricordo dell'ultima avventura vissuta insieme.
Sarebbe stato sorpreso nello scoprire che la sottoscritta ogni tanto se ne concedeva una (quanto tossire la prima volta!).
Ne accesi una, e alla prima boccata sentii il consueto calore spandersi per la gola: sarebbero finite presto, e sarebbero state le ultime, visto l'effetto che avevano sul mio povero respiro.... ma risentire il sapore del Dragone non era poi così male, ogni tanto.....
"Myrt!"
Alzai la testa, e dietro di me ritrovai la solita compagna di serate: "Ciao Kri. Come ti va la vita?"



KRISTAL

Sghignazzai piano...
Myrt cercava di mantenere un tono di voce normale ma ansimava non poco, e gli occhi rossi facevano la spia: aveva tossito di sicuro, respirando quella porcheria, ma non si arrendeva! Era un regalo di Draven... quindi "doveva" piacerle... eheheh
Mi sedetti accanto a lei mentre Shina tirava su il suo sederone dal pavimento per venirmi a sbavare un po' sulla mano che le avevo allungato.
"Chissà dov'è ora Juma" pensai...
La pantera era sempre rimasta un po' selvaggia ed indomabile, al contrario di Shina che oramai non avrebbe più potuto vivere senza gli hammers.
Il bosco di Matek aveva affascinato Juma sin dal suo arrivo, e lei non se n'era allontanata più se non per qualche rapida visita alla sua amica di sempre, quando giungeva in piena notte portando in dono a Myrt un drakor che lei stessa aveva ucciso.
E Galahad... Galahad che sembrava essersi perduto durante un lungo viaggio, e poi invece tornò...
Tornò ad Arcano una lontana notte di Gelerule, acompagnato da una misteriosa ed incappucciata signora, e Myrt si illuminò di un sorriso in più...
"Ciao Myrt" risposi "Ma cosa ti sei messa a fare, puzzi come un mercenario di Nea Polis 4!"
"Scribana, stai cercando guai???" mi rispose di rimando, ma alzando la voce le andò un po' di fumo di traverso e quasi soffocò di tosse.
Le diedi qualche pacca sulla schiena, ridendo a crepapelle, e lei non potè far altro che imitarmi.
"Ciuffina, mi fa piacere rivederti" dissi, osservando le sue guance arrossate... e i suoi occhi un po' tristi.
Era malinconica, e forse intuivo il perchè.
Ma non dissi niente, era lei che aveva voglia di parlare... e mi misi comoda per ascoltarla...


MYRT

La guardai, spensi la sigaretta sotto lo stivale e la rimisi nel pacchetto.
Sembrava aspettare qualcosa, probabilmente voleva che aprissi la bocca e sputassi il rospo..... benissimo: presi un bel respiro.
"Non lo so cosa non va, giuro non lo so, ma......... la calma non mi piace, non so mai cosa aspettarmi, capisci cosa intendo? Non è tempo di eroi questo, nè di miti, le kioskas sono così vuote e pigre da provocare litigi futili e poco divertenti. La gente freme, e io con lei, ma non so cosa fare. Se mi manca il Lord? Certo, si, no, non lo so... ma se non altro i miei incontri con lui non hanno mai avuto luogo in momenti tranquilli, non c'è un solo episodio in sua compagnia (almeno non che io ricordi) che sappia di quotidianità..... intendiamoci, trascinare un'amica in un laghetto è divertente, ma solo se il ricordo della battaglia è vicino, o se lo scontro è imminente..... So che non dovrei dirlo, la pace è una gran bella cosa, ma non fa per me, io voglio..... rabbia, stanchezza, dolore. Non per gli altri, non mi guardare così! Non auguro niente di simile a nessuno se non a me..... ODDEA CHE NOIA!!!"
Kristal mi guardava divertita, ma sembrava capire e silenziosa mi invitava ad andare avanti....
solo che non avevo nient'altro da dire, l'unica cosa che volevo fare era rivedere le mie amazzoni pronte alla battaglia.
"Kri, non mi dire che...." qualcosa passò fischiando sopra la mia spalla, lo afferrai al volo, tagliandomi la mano.
Saltai in piedi e mi affacciai alla finestra, Shina fece un salto oltre il cornicione e sparì nella boscaglia.
"Che cosa c'è Myrt?" Kristal mi si avvicinò, io aprii la mano ferita rivelando la lama di un coltello e la guardai: "Cosa stavo dicendo?"



KRISTAL

Ero sbalordita...
Fissavo quella mano insanguinata senza capire.
Era un coltello inusuale, qui ad Arcano, i nostri guerrieri non ne avevano di simili.
La lama era doppia, con una scanalatura al centro, ed in cima aveva una specie di triangolo.
Ai lati c'erano due uncini rovesciati, che insieme con la fattezza della punta impedivano di sfilarlo una volta penetrato a fondo nella carne:
avrebbero provocato degli strappi allargando ancor di più la ferita.
L'impugnatura sembrava un albero rovesciato, col tronco in cima e le fronde che abbracciavano l'inizio della lama.
Splendido... e mostruoso insieme.
Per fortuna Myrt aveva afferrato la lama solo di striscio, e la mano s'era agganciata a quelle strane fronde provocandole solo un taglio non troppo profondo.
La ragazza stava per saltare la finestra, voleva seguire Shina che prontamente si era lanciata fuori per catturare...(per catturare CHI???), ma glielo impedii: prima doveva fasciare la ferita!
Mi seguì recalcitrante presso l'armadietto dove tenevo le bende e gli unguenti disinfettanti e si lasciò medicare in silenzio...
Il cuore mi batteva forte nel petto, mentre mille angosciose domande si facevano strada nella mia mente.
Chi mai poteva volere la mia morte??
Era me che volevano colpire, oppure lei?
Gli scuri della finestra erano socchiusi, forse da fuori non si distingueva bene chi c'era nella stanza in penombra....
Era possibile che avessero visto Myrt entrare a Kanveska, o che avessero riconosciuto Apache legato là fuori, e che stessero seguendo la Madras di Klivia...
Ma era molto più probabile che invece cercassero proprio me....
"Kristal" disse Myrt in tono deciso "questi ce l'hanno con te. Non avrebbero avuto bisogno di aspettarmi qui, io sono sempre in giro! E di solito giro senza scorta. Quindi potevano attaccarmi in ogni momento. Sentiamo, dunque... a chi hai rotto le scatole, scribana?"
"Davvero non lo so, Myrt... sono perplessa! Non mi aspettavo che qualcuno mi odiasse a tal punto da volere la mia morte...."
Myrt scoppiò a ridere... (ma che c'era di così divertente...)
"Sei buffa davvero, Kri... Ci sono almeno duecento persone che vorrebbero vedermi morta stecchita, ed io non ne ho la minima paura! Anzi... questo significa che in fondo mi considerano molto importante ad Arcano, è quasi un vanto! E tu invece stai qui triste triste... Avanti, petto in fuori e pancia in dentro, andiamo a scovare questo vigliacco!"


JARSALI

Mi trovavo a Kanveska per raggiungere il mio comandante, alla quale dovevo riferire di alcuni avvistamenti fatti da pattuglie di amazzoni Froll nei dintorni delle kioskas, e mi aggiravo per le strade della città tranquillamente, dirigendomi verso l’abitazione di Kristal, dove sapevo avrei trovato anche Myrt.
Ne ebbi conferma quando vidi legato Apache proprio dove mi aspettavo che fosse.
Sollevando lo sguardo vidi anche Kristal vicino alla finestra al primo piano, affianco a lei Myrt.
Stavo per andare a legare anche Navarre vicino ad Apache, quando da dietro un edificio vidi spuntare una sagoma, non avrei saputo dire se di uomo o donna.
Tutto si svolse con una rapidità tale che potei unicamente gettarmi all’inseguimento di quell’ombra, subito seguita da Shina (da dove fosse sbucata potevo solo immaginarlo, visto che non si separava quasi mai da Myrt), senza che avessi potuto impedire il lancio di quello che mi era sembrato un pugnale.
Corsi a perdifiato, non perdendo di vista Shina e l’ombra nemmeno per un istante e feci un ghigno soddisfatto quando vidi che colui che stavamo inseguendo si era infilato in un vicolo cieco.
Accelerai il passo, per bloccare l’uscita del vicolo ed impedire la fuga del pazzo che aveva attentato alla vita di una Madras, perché di questo ero sicura, voleva una delle due morta!
Rimasi sgomenta quando, girando l’angolo, un attimo dopo l’assassino, vidi che di lui non c’era alcuna traccia!!!
Eppure non c’erano porte o finestre e il vicolo andava a morire contro i bastioni della città e non c’erano nemmeno accessi alle fogne… niente di niente!!!
Anche l’enorme felino girava senza requie, in cerca di un odore, di un segno che nemmeno io ero in grado di trovare.
Controllammo ogni più piccolo graffio, anfratto, ogni cosa, per più di mezzora, poi mi dovetti rassegnare e anche la tigre mi seguì senza problemi, desiderosa di tornare dalla sua padrona.
Arrivata alla porta dell’abitazione della Madras entrai senza problemi, le mie insegne e la presenza di Shina al mio fianco furono un lasciapassare sufficiente.
Ricevetti il permesso di entrare non appena bussai alla porta degli appartamenti di Kristal e non feci in tempo a socchiudere la porta che la tigre l’aveva già spalancata per raggiungere Myrt, la quale le diede sonore pacche sulla testa col braccio fasciato.
“Allora Jarsali, non stare lì impalata e dì quello che devi dire!”
Stava bene, ora ne avevo la certezza.
“Ho inseguito colui che ha lanciato il coltello.”
L’attenzione delle due Madras si focalizzò immediatamente su di me, così non persi tempo e le aggiornai su quanto era avvenuto.
“Coloro che vogliono vedere morta l’Imperatrice ora colpiscono anche le sue figlie più care, agendo con inaudita audacia, o insinuante doppiezza, dal momento che giungono fino nel cuore delle kioskas in maniera così efficace. Posso garantire che non c’erano vie di fuga possibili, – conclusi – nemmeno sul bastione c’erano tracce che indicassero una scalata, che comunque non sarebbe potuta avvenire così velocemente.”
Feci una pausa, quasi scandalizzata al solo pensare a quanto era avvenuto, in quanto per me agire come aveva fatto quel maledetto, cioè con l’inganno e senza mostrarsi apertamente, era segno di grande vigliaccheria, un’onta insopportabile.
Ma mi sentivo in dovere di esporre la mia tesi sulla sua fuga comunque, anche se poteva sembrare assurda.
“C’è un unico modo per sparire così…”
Non ci fu bisogno di pronunciare quella parola, perché lessi lo stesso pensiero negli occhi di Kristal e Myrt e risuonava forte e chiaro, anche se non detto: magia.



MYRT

Un mago? Una strega? Ma di quali armi poteva aver bisogno un essere magico?
Di sicuro non di un pugnale, gli sarebbe stato più semplice cercare di avvelenare colei che voleva colpire... perchè tutta quella fatica?
Guardai ancora il coltello, tanto inusuale per un hammer quanto antico per un agente degli Stati dell'Unione.... no, non poteva venire da là.
"E questo bruttissimo coso? Da noi ne ce ne sono così, e nemmeno sulla Terra, a quanto mi dicono. E poi...... credevano di ammazzarmi lanciandomi uno stupidissimo stuzzicadenti? Io non credo proprio, e se avessero voluto uccidere Kri di sicuro non gli sarebbe convenuto cercare di farlo in mia presenza.... quindi? Quale idea Jars?"
L'amazzone mi si avvicinò e io le porsi l'arma, che lei si fece rigirare tra le mani: c'era qualcosa che le brillava negli occhi, l'ombra di un'intuizione, qualcosa che cercava di venire alla luce, e nel momento in
cui me ne accorsi capii che la stessa idea si faceva strada nella mia testa: fu lei a dirlo per prima: "Penso di aver già visto un coltello simile.... tra le Hybrians."
Kristal spalancò gli occhi sorpresa, e si lasciò cadere su una sedia: più che spaventata sembrava triste, e del resto così mi sentivo anche io; possibile che, dopo Myalla, ci fosse ancora qualche traditrice tra le loro fila?
"Beh - dissi, ragionando ad alta voce - sono esseri un po' magici effettivamente, ma sono anche maledettamente brave, non avrebbero corso un rischio simile... insomma, si è mai visto, lanciare un coltello praticamente in faccia ad un comandante? Da quando in qua? Che diavolo vogliono?"
"Probabilmente agitare le acque, far nascere sospetti tra gli hammers... magari è una ribelle che vuole le sue simili sterminate" suggerì Kristal.
"Oppure una strega che le odia." Continuò Jars.
"O ancora - ringhiai io - qualche idiota che crede di poter giocare al gatto e il topo con me"



KRISTAL

"E' quello che credo anch'io, Myrt!" esclamai più che convinta.
Non credevo neppure per un attimo che le Hibryans volessero attaccarci: avevano troppo bisogno di noi e delle nostre riserve di sale per farci guerra, ed il nostro territorio era troppo impervio per loro.
Potevano combattere al massimo presso le rive del Kruill o di uno dei suoi affluenti, ma che avrebbero fatto in mezzo alla foresta o dentro una kioskas, lontane dall'acqua?
Eravamo ben decise a risolvere l'enigma, io per prima.. visto che il colpo sembrava proprio diretto a me.
Uscimmo pertanto tutte e tre e ci dirigemmo verso il fiume, dove si correva la gara delle canoe e dove Shina sembrava aver perso le tracce dell'aggressore.
E d'un tratto udimmo un vociare indistinto... poi sempre più chiaro...
"Juma, mio piccolo sacco di pulciiiii" urlò Myrt d'un tratto, riconoscendo la belva che avanzava verso di noi strattonando qualcuno per una manica che ripeteva rabbiosamente "E mollami stupida bestia! Era solo uno scherzo!!!"
Guardammo l'uomo, e ci arrestammo allibite.... DRAVEN!!!!
Ci volle qualche secondo persino a Myrt, per riprendere la parola... e poi sbottò: "Accidenti a te Lord!!! Non dirmi che......"
"Salve Madras..." disse il giovane, e poi scoppiò in una risata incontenibile....
Era stato lui dunque! Non era poi stato difficile nascondersi per un esploratore suo pari, ma non aveva fatto i conti con la pantera, abituata a vivere nella boscaglia ed a scovare qualsiasi preda.
"Ma sei impazzito, dico... che cavolo ti è preso???" rispose Myrt rossa in viso e più furiosa di come mai l'avevo vista "Lanciare un coltello... A ME???? E da dove sbuchi, dopo tutto questo tempo?"
E lui ancora rideva...
Poi, prima che Myrt gli saltasse addosso per scuoiarlo vivo, si affrettò a spiegare: "Eddai, mia Signora.. non crederai mica che volessi mettere in pericolo la vita di due Madras! Ho una buona mira io... e se tu non fossi così avventata non avresti alzato la mano per afferrare....."
Myrt non lo lasciò nemmeno finire, ruggì "DISGRAZIATOOOOO... ti tolgo i gradi e ti sbatto immediatamente fuori dalla Kioskas se non mi dai una spiegazione plausibile di tutto questo!!!"
Ma già i suoi occhi erano pronti a sorridere e perdonare... Draven era qui...



DRAVEN

Dannata tigre!
Aveva intuito qualcosa... ma le due donne non si erano accorte dell'inganno.
Come avevo potuto mancare il mio bersaglio?!
La Madras Oscura non sarebbe stata fiera di questo... avevo mancato entrambi i miei obiettivi: uccidere Madras Kristal, e scatenare una guerra contro le Hybrian... e tutto con quel semplice errore.
Non avrei mai potuto fare ritorno al suo cospetto.
Avrei prima dovuto risolvere la questione.
Ma dovevo assolutamente liberarmi di Myrt e del suo irritante gattone.
"Su, non ve la prendete a male" dissi, grattandomi la nuca "è stato solo uno scherzetto! Sono tempi così calmi, che abbiamo bisogno di un po' d'azione, no?"
Myrt mi guardò sospettosa, poi si calmò.
"Il tuo senso dell' umorismo è peggio del solito, Lord" mi redarguì "Ho in mente un paio di punizioni niente male per te" disse ammiccante.
Mi prese di sorpresa... non era un comportamento che mi sarei aspettato dalla famosa Madras Myrt... doveva esserci qualcosa che non sapevo tra lei e il comandante dei Dragoni... avrei dovuto indagare più a fondo, forse la situazione poteva volgere a mio favore.
"Certo, mia Madras, sempre ai tuoi ordini", dissi con un inchino.
Presi la mano di Kristal, e la baciai: "Perdonami ancora per l'accaduto, Madras" le dissi, guardandola negli occhi "Stai certa che non accadrà mai più"
Non poteva sapere della minaccia insita in quelle parole.
La pelle incominciava a tirarmi lievemente sulla faccia, stavo perdendo la concentrazione necessaria.
Feci un altro inchino, e mi congedai in fretta.
Kristal appoggiò il viso in un palmo della mano: "Sempre così galante, quel \Dragone" disse.
"Già, molto galante" le rispose Myrt, pensierosa.



JARSALI

C'era qualcosa che non funzionava e Jarsali ne ebbe la conferma guardando Myrt, la cui espressione dava da pensare.
La stessa Shina sembrava irrequieta, ma Myrt la richiamò a sè, per tornare alla kioskas.
Eppure Jarsali percepiva chiaramente una nota stonata in tutta quella situazione, così scambiò un rapido sguardo con Myrt, ne vide la leggera esitazione, seguita da un rapido cenno d'assenso, quindi si mosse all'inseguimento di Draven, senza che il Comandante dei Dragoni si avvedesse di lei.
Sapeva di poterlo fare, era troppa l'esperienza acquisita in questo modo nella foresta, ma sapeva di non avere a che fare sicuramente con un pivellino, che per di più era il capo di un gruppo di esploratori abilissimi.
Lo vide uscire dalla kioskas, come se tutto fosse normale, ma al suo occhio attento non sfuggirono i rapidi sguardi che si dava intorno e l'aumento dell'andatura con l'avvicinarsi alle porte.
Le amazzoni di guardia, che avevano colto benissimo la situazione, guardarono a Jarsali per sapere cosa fare e tornarono alla loro routine, seppur con circospezione, una volta che lei ebbe fatto loro segno di far finta di nulla.
E Draven non si era accorto di nulla!!!
Questo diede la certezza a Jarsali che quell'uomo non fosse affatto Draven!
Lui si sarebbe accorto di tutto senza un attimo di indugio!
Lasciò che l'uomo uscisse dalla kioskas, seguendo il sentiero tracciato, per poi abbandonarlo dopo un po', quando non era più in vista delle guardie.
Non ci fu bisogno di guardare per sapere che il lupo argentato era già al suo fianco, pronto a fare ciò che lei gli avrebbe chiesto.
Ma Jarsali aveva bisogno di tutti i suoi amici, così, chiuse un attimo gli occhi mandò il suo appello attraverso il bosco; centinaia furono le voci che le giunsero in risposta, ma una sola le disse quello che voleva sapere: aveva indovinato, quell'uomo era un mistificatore!
L'amazzone si erse in tutta la sua altezza, estrasse il pugnale dal suo stivale e si avvicinò silenziosamente all'uomo, cogliendolo alle spalle, mentre si passava un panno bagnato con una sostanza oleosa sul volto.
Fu silenziosa come non mai, pronta a cogliere ogni reazione da parte dell'individuo.
Gli arrivò alle spalle, la lama pronta per essere puntata alla gola.
L'uomo sussultò alla vista del lupo che gli si parò davanti e fece un balzo indietro, finendo proprio dove Jarsali lo voleva: mezzo passo davanti a lei, il collo sotto la sua lama!
"Cosa diamine...?!"
"Credevi di esserti fatto beffe di noi? Chi ti ha mandato? Perchè volevi uccidere una Madras?"
Jarsali percepì distintamente la rabbia prendere il sopravvento nell'uomo, che girò il voltò verso di lei, lasciandole vedere tutto l'odio e ...il fanatismo?!...nei suoi occhi.
"L'Imperatrice e la sua progenie non devono regnare su Arcano! La Madras Oscura, la mia padrona, non lo permetterà!"
Detto questo si udì provenire dalla sua bocca un secco scricchiolio e subito dopo una schiuma verdastra fuoriuscì dalle labbra del sicario, insieme alla sua vita.
Jarsali lasciò cadere il corpo dell'uomo a terra, guardandolo con disprezzo, perchè aveva preferito il suicidio piuttosto che affrontarla, e rimase stupefatta a guardare il cadavere tramutarsi lentamente in sabbia e scomparire a causa del vento che si era alzato, lasciando lì solo gli abiti.
Rimise il pugnale al suo posto, raccolse gli abiti del sicario e, senza voltarsi indietro tornò alla kioskas.
Aveva notizie urgenti da riportare a Myrt e Kristal.


MYRT

Quando Jarsali ebbe finito di parlare ero ormai riuscita a farmi sanguinare le labbra, fissavo Kristal e l'amazzone Froll, tamburellavo con le unghie sul bracciolo della sedia.
Poi mi alzai in piedi, e rimasi ferma nel mezzo della sala, sentendo gli sguardi delle due donne su di me.
Qualcosa non tornava...... dove diavolo era il Lord?
Avevo fatto chiamare tutti i dragoni nella sala centrale del palazzo, e nessuno era stato in grado di darmi notizie che chiarissero la situazione, visto che i più asserivano di averlo visto quello stesso giorno...... già, ma CHI avevano visto?
"Dove diavolo è!" Sbottai, furiosa, e l'eco mi rispose.
Guardai le due donne vicino a me, e vedendo gli sguardi di entrambe mi risedetti: non potevo certo mettermi ad urlare, l'una aveva bisogno di vedere l'amica di sempre, solida come una roccia, l'altra di una guida sicura per non scoraggiarsi.
Chiusi gli occhi, poi li riaprii:
"Ok,allora, con calma. Jars, tu trova Roy e portamelo qui, mi serve un Dragone di cui potermi fidare con certezza."
L'amazzone assentì, poi fece per andarsene:
"Jars?"
"Si?" rispose, tornando indietro di un paio di passi.
"Stai attenta" risposi, con aria severa.
Appena fu uscita mi rivolsi a Kri:
"Kristal, tu non puoi stare a Kanvesca da sola. Ed io non posso permetterti di andare a spasso per le Kioskas: non so chi sia il nostro nemico e cosa voglia, nè se sei tu a servirgli morta o io, ma è sicuro che devi stare attenta. Vai al tempio, da Madras Aria, lì sarai protetta e al sicuro."
La sentii che cercava di ribattere, ma la fissai. "Kri, per questa volta, comportati ancora come se l'unica Madras qui fossi io, e obbediscimi."
Lei mi sorrise: "E sentiamo, perchè dovrei lasciarti rischiare la vita da sola?"
"Perchè io sono un'amazzone, tu no. Per favore, Kri."
La guardai, e anche se tutto quello che mi interessava era l'incolumità della Madras mi apparve nella testa l'immagine di chi si era fatto passare per Draven, e sul viso mi si dipinse un'espressione tanto feroce da far indietreggiare l'amica di un passo.



MADRAS OSCURA

L'oscurità avvolgeva la rocca, una fitta e impenetrabile nebbia la nascondeva alla vista degli hammer. Ero appena entrata nella mia camera per riposarmi un poco, ma era troppa l'eccitazione che non riuscii a chiudere occhio.
Sentii la voce dell'amazzone gridare al posto di guardia ordinando che gli fosse aperto il portone.
Mi rialzai, rimisi lo scuro abito e andai nella sala delle udienze.
Poco dopo arrivò, trafelata, Manyer.
Da lei aspettavo la grande notizia.
Ero di spalle con lo sguardo fisso sull'immenso banco di nebbia e le mani unite dietro la schiena.
La sentii inginocchiarsi e schiarirsi la voce prima di parlare... gustavo l'ora del mio trionfo.
'Madras Oscura, il sicario ha fallito... Il sicario è morto'
Il sangue mi salì agli occhi, le tempie iniziarono a pulsare, le unghie ferirono le mie mani.
'Come è stato possibile'...
Mi girai con gli occhi infuocati che sembravano uscire dalle orbite e colpii con violenza Manyer.
Non le diedi modo di rispondere.
'Sapevo che uccidere le due Madras non sarebbe stato un gioco facile ... Mi sono illusa, non capiterà più. Manyer... quell'uomo, quell guerriero, credi sia ancora convinto di unire le sue forze a noi?'
'Si Madras... Lui sapeva che noi avremmo fallito e ci starà sicuramente aspettando'.



KRISTAL

Le parole di Myrt, come sempre, non ammettevano repliche.
Mi preparai di malavoglia a lasciare Kanveska per recarmi al Tempio, ma la convinsi ad accompagnarmi adducendo come scusa che avevo bisogno di protezione durante il viaggio.
Speravo che almeno Aria, con la sua saggezza di Somma Sacerdotessa, la convincesse ad avere cautela... ma non avevo molte speranze.
Il viso della mia giovane amica era già acceso per la voglia d'avventura e di pericolo, e dai suoi occhi era scomparsa la noia che l'affliggeva quando era giunta da me in vena di confidenze.
Così era Myrt... una frizzante e coraggiosa fanciulla con tanti sogni nel cuore e tantissima voglia di vivere... non "sopravvivere", ma VIVERE, a tutti i costi :-)
Ed il fato ancora una volta le aveva messo fra le mani ciò che lei bramava.
"Lasciamo un avviso per Jarsali e Roy", dissi cercando di rimandare il momento della partenza... ma essi stavano già giungendo.
Sellai Barbaro e mi accinsi a partire, mentre i tre confabulavano fra di loro preparando un piano d'attacco.
Sospirai....
Un altro scribano avrebbe seguito la vicenda, io non potevo più farlo: ero Madras......
Ma come mi sentivo inutile, a volte, da un po'.....


MADRAS OSCURA

Il messaggero corre veloce e giunge sulla piazza, srotola la sua gialla pergamena e annuncia la lieta novella:
La mia ombra si allunga su queste Terre, le mie armate si stanno rafforzando.
Io sono colei che è figlia di questo mondo.
Il mio tempo è vicino, il mio regno sta per arrivare.
Voi Amazzoni che fino ad oggi avete gozzovigliato nelle taverne rivestitevi della gloria che appartiene alla vostra razza e venite a me.
Voi UOMINI che la follia delle false madras vi ha elevato al rango di guerrieri, preparatevi... l'ora della vostra schiavitù sta tornando.
Le catene sono già ai vostri piedi.
Presto saranno riallacciate.
E voi Madras che avete tradito Nimira, vostra sarà la sorte dei reietti.


MYRT

E' mattina, non mi va di andare per il sottile.... vieni bella, vieni, che ti apro la testa come fosse una cozza.


MADRAS OSCURA

'La tentazione è forte ma vedo che anche le migliori Amazzoni di questa generazione non mi credono. Vedo tra voi sciocchi e presuntuosi...
Aspiranti venditori di pesce.
Si sa, nei mercati manca manovalanza, ma se lì con ceppi ai piedi è il luogo adatto di inutili guerrieri, per te Madras Myrt che sei un'esperta ti affiderò di governare le mie gallinelle e la mattina mi porterai la colazione a letto.'
La Madras Oscura si avvolge nel suo caldo mantello e ricopre lo specchio che le fa vedere immagini.



SAGITTA

Madras oscura, non ti può nascondere il mantello... le tue parole sono chiare, la follia ti ottenebra la mente, qualcuno ti ha stregato, o troppo hai bevuto nei giorni scorsi, la magia ti ha abbandonato... ora appartieni solo a te stessa e se l'oscurità è il tuo regno ritornaci perchè ad Arcano vi è il regno della luce, dell'amicizia e della lealtà.
Non puoi sovvertire le cose in nome del tuo ordine personale e la tua valutazione, non temiamo la tua ira, perchè qui chi ha paura sei tu... non mostri il tuo volto vero tranne a coloro che ora lo vedono, come me, attenta Madras i maghi con Sagitta ti guardano e "ti vedono"
Le gallinelle tienile per il brodo, noi siamo pronti alla pugna.
A te madras salute e fatti conoscere perchè altrimenti hai PAURA



USUL

Il sole era ormai sorto, tornai nel mio alloggio, mi cambiai, tolsi gli abiti anonimi che avevo indossato durante la missione e indossai la mia armatura con il fregio dei Dragoni.
Decisi di andare a piedi dal comandante Draven a fare rapporto, certo sapevo dell'urgenza ma Roku, il mio nero destriero, era stremato.
Giunsi alla torre del comandante, le guardie mi fecero entrare, ero atteso.
Dovetti attendere un poco prima di entrare nell'ufficio di Draven, le finestre della torre sovrastavano Klivia e volgendo ad est raccoglievano i rossi raggi del primo sole che oramai aveva vinto la sua battaglia con la nebbia della mattina.
"Entra pure" mi disse Roy uscendo dall'ufficio, lo seguii con lo sguardo scendere per la ripida scala, quando scomparve alla mia vista mi girai ed entrai nell'ufficio.
Montagne di incartamenti erano accatastate ovunque, le finestre erano quasi tutte oscurate da scaffali aggiunti per contenere i documenti in attesa di essere vagliati; solo una era libera, alle spalle di Draven, era rivolta a sud.
Ovvio, se solo una finestra doveva restare libera a dare luce alla sala, sud era la direzione privilegiata.
Il sole che penetrava attraverso di essa di sbieco lanciava raggi arancioni dietro la figura del comandante.
"Accomodati Usul e dimmi tutto quello che hai scoperto e spiegami perché sei tornato tanto presto".
Quell'ultima domanda certo non me lo aspettavo, perché doveva insinuare il dubbio che avessi posto in secondo piano la missione affidatami.
"Draven, i tuoi sospetti erano esatti, il mistificatore era un ribelle opportunamente addestrato, a Nosambra ho chiesto ad alcune mie... conoscenti... una di loro, giovane, aveva appena superato il rito di iniziazione, è stata uccisa e il suo pugnale rubato. Allora mi sono diretto verso la cordigliera, ero certo che l'aggressore fosse venuto da lì, infatti sul luogo del delitto le hibryan avevano rinvenuto pezzi di un mantello, pesante, da viaggio. Certo anche da noi fa freddo, ma quello aveva le fibre rovinate da un freddo sferzante che più volte lo aveva fatto gelare quando veniva indossato al mattino ancora caldo ed umido, cosa che succede spesso sulla cordigliera. Sono tornato sulle mie montagne e ho iniziato a fare domande in giro, ovviamente con discrezione. Tu sai che ho vissuto anni tra i ribelli, non mi è stato difficile fingere di esserlo ancora. Qualcuno sta facendo proseliti, parecchi si sono spostati, sembra un reclutamento in piena regola. I maghi delle nevi sono le altre persone che ho tentato di contattare, io non ho visto morire il mistificatore, ma Jarsali, un'amazzone Froll, mi ha raccontato come è successo."
"Quindi?" fece Draven curioso.
"Sulla cordigliera se uno si trova nelle mani di un Catganchacu, una specie di orso enorme, agile e forte, preferisce morire suicida che venire dilaniato e nutrire il mostro, allora tutti girano con una capsula di veleno ancorata ad un dente, molto simile, negli effetti, a quelli descrittimi. Sono i maghi delle nevi che le preparano. Sono riuscito a sentire un vecchio amico, è un mago, un ribelle, ma un giusto, mi fido di lui e molto mi ha insegnato da giovane. Mi ha raccontato che una strana donna è passata per le montagne, alcuni l'hanno seguita, altri l'hanno fuggita, un potere malefico la circondava. Coloro che l'hanno seguita erano i più assetati di potere. Mi disse poi, ma della cosa non era certo, che sembrava alla ricerca di qualcosa, probabilmente dello Stinger Draconis. Questo è una specie di spadino leggendario, si dice sia stato forgiato da un potente mago sceso nelle viscere di un drago delle caverne, il più grande drago delle caverne mai esistito. Il mago ha strappato un dente al Drago, è sceso nella sua fucina naturale e lì ha forgiato lo stiletto usando il dente come manico. Il risultato è un'arma potentissima, dotata di vita propria e impregnata dello spirito del Drago "Vincere ad ogni Costo", diretta contro un nemico non si fermerà fino alla sua morte. Non so se esista questo Stinger, ma le leggende
hanno sempre un fondo di verità. Questo è tutto"
Draven restò in silenzio per un po', sapevo che stava vagliando tutte le possibilità che si dipartivano dai pochi indizi che ero riuscito a recuperare.
"Allora", disse all'improvviso "questo ci dice senza dubbio che qualcuno sta raccogliendo delle forze da opporre a noi, che questo qualcuno è responsabile del tentato omicidio della nostra madras e che è alla ricerca di qualcosa per accrescere il suo potere, che sia questo fantomatico Stinger o altro, qualcosa sta cercando."
"C'è dell'altro Draven, un'ultima considerazione: è possibile nascondersi nella foresta, è possibile nascondersi sulla cordigliera, è altresì possibile nascondersi a Nosambra, quello che è quasi impossibile è però attraversare il Kruill per andare dalla cordigliera alla foresta o viceversa, se questa persona lo ha fatto possiamo pensare che sia stata aiutata da..."
"... qualcuno di noi! Esatto Usul, è una possibilità, purtroppo."
Mi alzai per congedarmi ma la voce del comandante mi fermò: "Usul, non mi hai ancora detto del tuo affrettato ed improvviso rientro, ho saputo di una estenuante cavalcata nella foresta."
"Ero conscio dell'importanza delle informazioni, inoltre sulla cordigliera stava per abbattersi una bufera che probabilmente mi avrebbe fermato là per due o tre giorni, ho così ritenuto saggio rientrare di gran fretta"
"Bene Usul, ben fatto, puoi andare."
Me ne andai ma scorsi in lui uno sguardo dubbioso in merito alla mia ultima affermazione, comunque se avesse controllato la storia della bufera avrebbe trovato conferma, ma so che non l'avrebbe fatto... un bravo comandante sa dare fiducia.


MADRAS OSCURA

Una nuova alba sta sorgendo, molti cuori hanno scelto già di seguire Nimira e le sue Madras.
Mi rammarico per la scelta delle valorose Donne, per gli uomini invece la reputo una grazia degli Dei. Questa scelta è dettata sicuramente dalla mancanza di conoscenza della mia storia che forse presto renderò nota ... almeno in parte.
Molti mi considerano pazza ...forse lo sono.
Ma i miei messaggeri percorrono da est ad ovest, da sud a nord le antiche VIE e le orde di ribelli ed eserciti amazzoni orfane della grande Ylea si accrescono.
Le mie trame stano affondando fin dentro al palazzo imperiale.
Presto nè Nimira nè la sua erede, tantomeno le Madras, avranno un posto sicuro dove riposare. L'aurora sta già avanzando su queste terre e appena il prezioso STINGER DRAGONIS sarà nelle mie mani allora il sole abbaglierà i miei nemici rendendoli ciechi, mentre le mie fedeli truppe avranno il ruolo che gli spetta.



USUL

Il giorno nuovo stentava ad iniziare, una bufera di neve oscurava il sole nascente....
Raggiunsi Aria nel tempio...
"Usul, fratello, hai sentito?"
"Si, Aria, ma come è possibile... LICHT?, messaggero della Madras Oscura?"
"Questa notte le 4 forze fondamentali controllate dalle chiavi si sono agitate, sono state chiamate a gran voce ed usate da un potere malvagio... Licht è sotto l'effetto di un potente sortilegio, la fiamma del male lo sta alimentando e, contemporaneamente, consumando..."
"Cosa possiamo fare?, possiamo salvarlo?..."
Aria scura in volto non rispose, non aveva risposta...



XANDOR


"E braaavaaaaa, e brava la nostra Liberatrice in nero..... Voi vaneggiate, madame. Tutti ad Arcano conoscono la lealtà delle nostre Madras, onorevoli servitrici di Nimira e di sua figlia, come del resto noi tutti. Dite di disporre di un esercito numeroso, ma badate che un hammer che difende la propria casa e la propria libertà, vale quanto 100 dei vostri guerrieri."
Xandor si accende una sigaretta e fissa l'oscura signora con occhi di sfida.
"Certo saprete quanti siamo......... ora dunque fate due conti, è ancora così numeroso il vostro esercito? Inoltre voi vorreste rendere schiave le nostre Madras? Torcete solo un capello ad una di loro ed io vi annienterò senza pietà alcuna."
La sigaretta nelle mani del mago si trasforma in una rosa, ed egli la scaglia a mo' di dardo contro la Madras Oscura, sfregiandole il viso con una spina.
"Badate, folle Signora delle tenebre, in quanto io sarò la vostra ombra, pronto a colpirvi quando meno ve lo aspettate."
Detto questo il mago sparì.



ARIA

No, non avevo una risposta!
Guardai Usul, era preoccupato e quanta ragione aveva di esserlo!
"Usul, devo raggiungere Kristal, Asiram e Myrt, dobbiamo parlare, dobbiamo cercare di capire, dobbiamo ripercorrere i meandri del passato e forse qui nel Tempio ci sono molte risposte. Aiutami fratello, andiamo a cercarle e torniamo in fretta al Tempio".
Aprendo le porte del Tempio la neve mi falciò il viso!
Oddea che bufera! Ma.... "Usul guarda! Chi sta arrivando?"
Un'ombra nella neve avanzava faticosamente.
Ma era Kris in sella a Barbaro!
"Ehi Madras, stavo partendo per venire a cercarti! Dai Usul, diamole una mano e portiamola al caldo.... è sconvolta!"
Kri era veramente sconvolta.
Insieme ad Usul la portammo nella grande sala del Tempio..... accidenti, quando avevo bisogno non c'era mai una Sacerdotessa a disposizione!
"Usul, ti prego, vai a preparare un thé caldo per Kris che la rimettiamo in forma"
"Mmmm........." Non era molto convinto di questa cosa del thé, ma uno sguardo buttato a Kris gli fece cambiare idea e si diresse rapido verso le cucine.
"Kris, hai il volto triste come non ti ho mai visto! Che succede amica mia? Dov'è Myrt? Usul mi ha portato brutte notizie".



SEYA

Ogni giorno diventa sempre più difficile resistere al potere della chiamata della Madras Oscura.
L'anello nero ed il bracciale dell'oscurità diventano sempre più pesanti ed il loro potere nero rinvigorito mi martella dentro come un tamburo.
Penso che Astor si sarà accorto di ciò, la mia confusione mentale dovrebbe essere chiara al nostro legame empatico eppoi se il mio bracciale risponde al richiamo il suo dovrebbe respingerlo...
Non so per quanto potrò resistere.. ogni notte ho paura di chiudere gli occhi e perdere il controllo...
Ti prego Nimira, dammi la forza di resistere, non sopporterei di schierarmi contro i miei amici ed il mio amore



SHIRYU

E' mattino.
L'aria gelida della notte alberga ancora per le strade della Kioskas quando un timido raggio di sole, passando attraverso ad una finestra, illumina il volto di Shiryu riportandolo alla realtà.
Discosta dal suo corpo le leggerissime lenzuola nere con un gesto lieve e ritira delicatamente il braccio con cui cingeva i fianchi dell'adorata amazzone ancora addormentata.
Si alza lentamente, senza produrre il minimo rumore e, sempre in rigoroso silenzio, si sposta in cucina accostando la porta per preparare una deliziosa colazione.
Mentre prende da un ripiano una padella, questa s'incrina all'improvviso... probabilmente è il segno di un'imminente sventura.
Poco dopo, la splendida donna, attirata dal profumino che si diffonde per la casa dalla fessura lasciata dalla porta, fa il suo ingresso nella stanza.
Shiryu la osserva un istante, poi corre ad abbracciarla e, con uno smagliante sorriso sulle labbra, la bacia calorosamente.
"Buongiorno fiorellino!" sussurra con grande affetto.
Quando riapre gli occhi però nota un espressione cupa dipinta sul volto dell'amata.
Sembra triste per un qualche motivo a lui ignoto al momento.
Il suo splendido viso è segnato dalle lacrime versate nella nottata e Shiryu non può proprio restare impassibile.
"Seya, che ti succede? Perchè hai pianto?" chiede con voce tremolante, aspettandosi un abbozzo di risposta.
Lei però non risponde.
Nella mano destra stringe una pergamena e, in quel momento, la porge al dragone.
Dopo aver letto quella sorta di confessione, cambia totalmente espressione ed il suo animo diventa profondamente triste.
Due rigoli di lacrime solcano ora le sue gote arrivando fino a bagnare il pizzetto che le incornicia.
"...Amore...ma..." sono le uniche parole che riescono a farsi largo fra le sue labbra.
Lei lo osserva attentamente, con uno sguardo misto di dolcezza e terrore ma anche disperazione. Attimi orrendi quelli...
Shiryu prende fiato ed inizia a parlarle nuovamente:
"Cosa vuol dire questo? Ti schiererai al fianco della Madras Oscura contro l'Imperatrice Nimira? Contro tutti i tuoi amici? Persino contro di me???"
Le lacrime che sta versando copiose gli ricoprono ora l'intero volto e, con la manica del vestito, egli cerca di mascherare la situazione.
"Lo sai che ho dichiarato guerra a quella donna orribile che vuole rimetterci in catene, che ho giurato sul mio stesso sangue di morire sul campo piuttosto che assistere impassibile alle sue minacce! Perchè dici questo ora? Come mai Amore??? Questo segnerà certamente la nostra fine, lo sai anche tu vero? Ci dovessimo trovare dinanzi, sul campo di battaglia, cosa credi che dovrebbe succedere? Dovremmo risparmiarci la vita?"
Shiryu si asciuga il volto dai numerosi rigoli che lo solcano e riprende a parlare.
"Non penso di poterlo fare, per i miei Compagni d'Arme, per l'Imperatrice cui devo tutto ciò che sono e per questa terra che amo e che ora rischia di essere rasa al suolo dall'ambizione dei nostri nemici... Ma non potrei nemmeno porre fine alla tua vita, non senza sferrare un colpo mortale anche al mio cuore...
Ti prego, non lasciarti convincere da lei... Amore..."
Un lungo sospiro è la risposta di Seya alle sue richieste.
Ferito nel profondo del cuore, Shiryu si veste in tutta fretta ed esce di corsa di casa saltando in groppa ad Artax.
"Amico mio, portami via da qui, ho bisogno di parlare con alcuni volti amici... portami da mia sorella... la decisione che devo prendere è grave!"
Detto questo, si china sulla folta criniera nera dell'animale e, tra una lacrima e l'altra, si lascia condurre lontano dalla Kioskas di Kanveska.



MASTRO DI CHIAVI

Una nuvola di fumo bianco si levò dal metallo grigio quando l'acqua versata dall'alto raggiunse la sua superficie.
Il vapore però non salì subito verso l'alto perdendosi verso il soffitto dello stanzone che accoglieva la fucina, rimase fermo a mezz'aria ed al suo interno apparvero delle ombre.
Era la forgiatura della conoscenza, un antico metodo di forgiatura capace di estrarre da tutti gli elementi che concorrevano all'opera, il carbone, la sabbia ferrosa, l'aria, l'acqua e qualsiasi altra cosa si venisse a trovare nel manufatto, la conoscenza che questi elementi avevano accumulato.
L'aria che era corsa per le kioskas spinta dal vento, che era stata respirata dagli hammer, la sabbia calpestata, il carbone trasportato dagli operai, l'acqua che percorreva i canali, tutto ,insomma, raccoglieva informazioni e con questa antica tecnica era possibile estrarle.
Le ombre nel vapore rivelarono ciò che gli inanimati sapevano, un uomo le scrutava attento.
"Bene, bene, la preoccupazione, l'ansia, l'attenzione, i dubbi, stanno crescendo negli hammer, la madras Oscura ha dato un bello scossone a questa gente, non tutti hanno ancora compreso l'entità di quanto sta per accadere, ma non tarderanno a farlo."
L'uomo si sfregava le mani per la soddisfazione.
"I tempi stanno maturando, è ora che tutti sappiano chi io sia, e ora che si sveglino dal loro sogno, è ora che ricordino."
Si avvolse nel suo mantello e come il vapore magico riprese la sua corsa verso l'alto e come normalissimo vapore sparì... l'uomo lasciò il laboratorio ed uscì per la strada.



JARSALI

L'ordine di Myrt era stato perentorio: dovevo cercare Roy e condurlo immediatamente da lei.
Mi mossi in fretta, senza quasi salutare le amazzoni di guardia mie sorelle, pronta a saltare in groppa a Navarre ancor prima che le redini del destriero fossero completamente sciolte.
Partii al galoppo sfrenato verso Kolise, perchè sapevo che Roy non era in giro per qualcuna delle missioni che di solito gli venivano affidate e che l'avrei sicuramente trovato lì.
Appena varcate le mura di Kanveska, il lupo argentato si mise a corrermi al fianco, quasi avvertendo il pericolo nell'aria.
Le parole di Myrt mi risuonavano ancora nelle orecchie e, nonostante la fretta, prestai tutta la mia attenzione ad eventuali attacchi, certa di non essere la sola a vegliare sul mio viaggio, dal momento che ero circondata da amici in quella foresta.
Penso che nessuno abbia mai potuto percorrere la distanza tra le due kioskas nello stesso tempo impiegato da me quella sera, tanto avevo spronato Navarre, che rallentò solo una volta entrati a Kolise, per poi fermarsi davanti all'abitazione di Roy.
Come previsto il dragone era a casa, infatti non feci in tempo ad aprire la porta che me lo trovai di fronte.
"Jar!! Ma non eri a Kanveska?" chiese sorpreso, ma con espressione divertita.
Poi, notando la mia aria seria, lo divenne anche lui.
"Guai?"
"Grossi" fu la stringata risposta.
"Che aspettiamo ad andare a risolverli?"
Solo allora mi lasciai andare anch'io ad un sorriso: avrei potuto mettere la mano sul fuoco per Roy, sapevo che si sarebbe reso disponibile ancor prima di sapere di che si trattava.
"Ti spiego tutto sulla via per Kanveska!"
Ero già mezza girata quando Roy mi prese per il braccio, trattenendomi.
"E' pericoloso viaggiare di notte Jar, partiremo domani all'alba e poi Navarre è sfinito!"
Non mi avrebbe mai detto che mi vedeva stanca, sapeva che avrei negato e che per dimostrargli il contrario avrei affrontato il viaggio di ritorno anche a costo di non potermi reggere in sella, quindi aveva tirato in ballo Navarre, certo che mi sarei fermata per non sfinirlo.
Roy mi conosce troppo bene ormai e tutto ciò che potei fargli fu un mezzo sorriso in risposta.
"Hai ragione, meglio aspettare il sorgere del sole."
Portai Navarre alla stalla, seguita da Roy che aggiornai sugli ultimi avvenimenti, poi, dopo averne parlato per un po', tornammo in casa per mangiare un boccone e andare immediatamente a letto.
I giorni successivi si preannunciavano intensi e quello, forse, sarebbe stato l'ultimo momento di tranquillità che avremmo potuto passare insieme.



MASTRO DI CHIAVI

Gente di Arcano
che delusione, che memoria corta che avete!
Nessuno, dico, nessuno che mi sappia riconoscere.
Nemmeno te, Madras Oscura, eh si che sono qua per te!
I miti e le leggende, di cui la vostra storia è intrisa, dovreste ricordarli, tenerli cari ed apprendere da loro... invece, niente, ne perdete memoria e godete della effimera pace che ora alberga in queste terre.
Tempi di cambiamento si stanno avvicinando, li sento, ed è per questo che sono qua tra di voi.
Chi sono? vi state chiedendo...
Le quattro chiavi, le chiavi dei quattro elementi, essenziali per controllare le potenti forze telluriche, basilari nello scontro tra bene e male, non sono eterne, hanno avuto un inizio e potrebbero avere una fine.
Io le ho forgiate, io ho fuso il metallo astrale che ha permesso di racchiudere i quattro capi dei sottili fili di energia che avvolgono la realtà, io padroneggio l'arte del forgiare, non il "semplice" acciaio tamahagane, ma gli elementi stessi.
Ne sto per forgiare altre 4, nuove e potenti... Che mi serva un nuovo custode a cui darle?
Alea iacta est!



DIAMANTE

Dubitavo questo.....
Sospettavo di te, mastro di chiavi..
E anche se io ti son lontana... fai attenzione poichè i miei glaciali occhi possono raggiungerti...



MASTRO DI CHIAVI

Fuoco, carbone e ossigeno, caldo infernale, fornace di creta realizzata con sabbia argillosa di meteore, scintille di stelle, acqua consacrata per temprare... è tutto pronto, è tutto perfetto.
I tempi sono maturi, ma chi? Chi sarà il destinatario di questo nuovo potere?
Madras Oscura? Somma Sacerdotessa? Il vecchio e debole Custode? O un guerriero?



ACER

Io non cerco di farti timore, Mastro di Chiavi, non ho paura di te e so che tu non hai paura, questo mi piace.
Ma attento, potresti cadere in una cesta di serpenti, con un veleno micidiale, attento Mastro perchè il potere nelle tue chiavi è grande per chiunque ma ricorda...
... una chiave si scioglie col fuoco.



PARADISEA

Non queste Acer....
Se sono chiavi magiche il semplice fuoco non basta, bisogna trovare ciò che può distruggerle.
"Nulla si distrugge ma cambia in forma ..." da una chiave ti potresti ritrovare chi sa quale altra forma....
Quindi bisogna chiedere ai potenti maghi cosa può distruggere queste chiavi... e se le volessero loro?...



ACER

Paradisea, strega, io non ho mai ben capito le vostre magie, non so come si fanno e gli arcani misteri del vostro mestiere...... ma anche io fiuto strane sensazioni da quegli oggetti, anche io sento che non c'è più da star tranquilli...
Paradisea, chi sono i Potenti Maghi?
Se non accetteranno con le buone... dovranno accettare con la persuasione dei guerrieri!
Queste chiavi vanno controllate, dimmi chi può, strega, capire che potere contengono, se malvagio o benigno.
Chi può darci consiglio!



PARADISEA

Guerriera, amazzone Acer.
Io posso solo leggere nel futuro e sento il male quando si avvicina.
I potenti maghi dovrete trovarli voi, attraverso il vostro cuore saprete chi può aiutarvi e chi no....
Guardate bene, su Arcano vi sono molti maghi, cercate in ogni Kioskas... forse loro sapranno dirvi come distruggere o forse vi diranno da chi andare per distruggere codeste chiavi, ma attenti!
Gli inganni e le trappole per farvi varcare il regno dell'oscuro sono ovunque ...



PETROS

Abel Wakaam, Sommo Custode, sei l'unico che puoi darci delle spiegazioni.
Le Chiavi si forgiano una volta sola e solo tu e l'Imperatrice sapete dove sono.
Aiutaci ed illuminaci.
Ciò che dice il Mastro di Chiavi è inquietante ma sembra legato profondamente alla nascita ed alla morte di Arcano.
Come dobbiamo considerarlo: amico o nemico?



ACER

Petros mi spiace ma secondo me quell'essere è troppo strano.
Come il luogo dove forgia le sue chiavi.
Oscuro e ricco di segreti...
Non sono tranquilla, artista, credo che la sua figura ancora si presenterà, e saranno parole ombrose, quasi nascoste, quasi arcane per non far trapelare un pensiero evidente... come lo è chi le pronuncerà.



SEYA

E' scesa da poco la notte ma nonostante la stanchezza non riesco a dormire, è da giorni che i miei sogni sono disturbati ed il mio volto stanco è disfatto quanto la mia anima.
Nella testa una voce suadente rimbomba come l'eco in una caverna, non ne posso più... mi siedo sul letto bagnato di sudore, la sottile camiciola incollata addosso come fosse una seconda pelle... sto ansimando, il cuore sembra voler uscire dal mio petto.
Vorrei strapparmi di dosso l'anello nero ed il bracciale che mi bruciano le carni ma non ci riesco... la mia volontà ormai è stanca ed anche il resto.
Appoggio i piedi nudi a terra, chino il capo ed alcune lacrime scendono a terra lasciando piccoli segni che fra poco svaniranno.
Davanti alla casa di Licht appare una donna, vestita di un abito nero bordato con strani disegni color oro, i lunghi capelli neri sciolti sulle spalle.
Bussa decisa alla porta attendendo la risposta del padrone di casa.
"Fortuna che sono appena rientrato.. spero per te scocciatore che sia una cosa importante!"
Il guerriero apre la porta e la luce illumina il volto e la figura della donna.
"Comandante, ho sentito l'araldo ed ho sentito la sua voce, sono qui per porgere i miei servigi a te, che sei il suo condottiero ed alla Madras Oscura che è la mia Regina"
Detto questo due occhi neri come pozzi di pece fissano quelli di Licht attendendo la risposta.



SHIRYU

Stavo rientrando a casa quando vedo uscire Seya e, facendo attenzione a non farsi scorgere, la vedo inoltrarsi per le vie della Kioskas.
Mi nascondo nell'ombra ed inizio a seguirla per capire cosa stia meditando...
La vedo soffermarsi dinanzi all'alloggio di Licht e bussare insistentemente.
Quando questi apre, sento le parole che escono dalla bocca della mia dolce metà...
"Comandante, ho sentito l'araldo ed ho sentito la sua voce, sono qui per porgere i miei servigi a te, che sei il suo condottiero ed alla Madras Oscura che è la mia Regina"
Al sentire quelle frasi, cado a terra sulle ginocchia e copiose lacrime solcano il mio viso.
Il cuore sembra arrestarsi nel mio petto e d'un tratto vengo avvolto dalla disperazione.
Poi, ritrovando il mio cuore ed il mio carattere, mi rialzo ed effettuo il mio voto.
"Madras Oscura, hai osato fare troppo... la mia amata Seya è stata ammaliata dalle tue menzogne e dalle tue mire. Non ti perdonerò mai per la scelta cui l'hai portata e per la sofferenza che hai causato al mio cuore d'innamorato! La punta della mia spada avrà ragione del tuo cuore e nessuna magia potrà
mai riportarti dal luogo in cui ti spedirò! La mia ira sarà grande!!! Non mi fermerò nemmeno dinanzi a morte certa! Sarai mia!"
I miei occhi sembrano sputare fiamme ed il mio sangue, ribollendo nelle mie vene, fa aumentare improvvisamente la mia temperatura corporea.
Dopo questa promessa, monto in sella ad Artax e mi allontano da quel posto comportandomi come se nulla fosse... finchè non arriveremo alla resa dei conti...



LICHT

I due occhi mi fissavano, insistenti come un'accorata preghiera.
Il tempo sembrava essersi fermato.
La mia mente poteva osservare tutti i suoi pensieri, avevo la sensazione che le mie mani potessero quasi toccarli.
Mi voltai facendole cenno di seguirmi.
Mi fermai davanti al grande tavolo su cui era appoggiato un vecchio libro ingiallito dal tempo.
Con l'indice indicai la pagina aperta.
Seya si avvicinò e iniziò a leggere.
'Ad alta voce' le dissi nel silenzio della notte.
'Lemà abami, matiska jokim leina ...'
'Dunque Seya, tu conosci la lingua dei profeti?'
'Sì Comandante. La conosco.'
'La profezia dice: Dall'oscurità sorgerà un sole rosso. La verità non avrà più volto. La giustizia smarrirà la via. Nessuno saprà distinguere più il giusto dall'empio. Il raggio mortale del sole colpirà al cuore la regina. Il suo sangue riempirà la coppa della vittoria.'
'Dunque Licht, la Madras Oscura è il sole della profezia?'
'Si Seya, credo sia Lei'
'Il raggio mortale?' domandò Seya.
'Il raggio mortale credo sia lo STINGER DRAGONIS'
'Dunque il suo regno è vicino?' continuò la giovane amazzone.
'Chi può dirlo. La profezia dice che solo chi possiede il segreto del fuoco che forgia le chiavi dei quattro elementi saprà riconoscere il bene dal male e da lui dipenderà la vittoria'.
Il viso di Seya si fece pensieroso: 'Licht, tu saprai dove trovare la Madras Oscura visto che hai deciso di seguirla'
Ancora una volta i due occhi tornarono a fissarmi intensamente.
Ma la verità esigeva un prezzo troppo alto da pagare e decisi di non dirle nulla di più di quello che sarebbe accaduto a breve.
'Tra poco verrà da me un'amazzone. Il comandante delle sue forze armate.. Aspetta qui e la conoscerai.'



MADRAS OSCURA

'Le potenze del bene si stanno organizzando, che notizie mi porti Manyer?'
'Mia Signora, Licht è pronto. A torto abbiamo dubitato di Lui. Nella sua casa c'era anche un'amazzone, il vice Comandante delle Mokada. Nel suo sangue ho sentito scorrere lo stesso fuoco che fa ardere il mio cuore. I loro eserciti, quando i nostri scenderanno dalle montagne, attaccheranno le grandi Kioskas. Nimira sarà quindi presa tra due fuochi. Il potere è già nelle tue mani.'
'Uhm.... mi sembra tutto troppo facile. Non mi fido di Licht. Sì, usa parole contro le madras (ma non tutte), non perde mai occasione per litigare con i Comandanti amazzoni. Ma mai si è sentito dire che abbia offeso e mancato di rispetto a Nimira. No Manyer. Non mi fido. Per ora non attaccheremo. Quando avrò lo Stinger Dragonis allora, solo allora, come dice la profezia marceremo contro Nimira. Se Licht dovesse tradirci allora anche Lui sarà spazzato via da questa terra.



USUL

Era quasi l’ora di pranzo, le vie della kioskas di Ylea erano quasi deserte; mi diressi velocemente verso la bottega aperta da poco, cercando di non farmi notare, senza però usare le tecniche di mimetizzazione di noi dragoni.
L’insegna era semplice, una grossa chiave di ferro arrugginito con una scritta di metallo lucente appesa ad essa con due catenelle “Mastro di Chiavi”, era la bottega del nuovo fabbro appena arrivato.
Mi concentrai per qualche secondo e quindi mi decisi a bussare alla porta.
“Entrate pure, è aperto” mi rispose da dentro una voce roca, flebile ma che lasciava trasparire un vigore passato.
Entrai nell’angusta stanza, sul fondo un portone spalancato dava su un cortile pieno di pezzi di metallo di varie forme, si scorgeva la bocca del forno da fusione, un bagliore tra il bianco e il giallo lasciava intendere quale calore vi fosse all’interno.
Un vecchietto esile, minuto, ma alto e per nulla ingobbito entrò dal portone, appoggiò alla parete una lunga pinza di metallo e mi scrutò con curiosità e con calma.
Attenzione Usul, pensai, fai molta attenzione...
“Vecchio, cerco il fabbro, ho bisogno di una spada nuova”
“Eh eh, ragazzo avventato, fingerò di non aver sentito la tua insolenza solo perché sei il primo dragone che si rivolge a me”.. mi conosce, mi ha riconosciuto...
“Le porgo le mie scuse per l’insolenza ma è solo che in genere i fabbri sono giovani e grossi e…”
Il vecchio mi interruppe “…e forti. Stolti, tutti pensano che occorra una gran forza per forgiare, buon occhio e maestria nell’usare gli attrezzo sono più che sufficienti, dimmi, di cosa hai bisogno”.
Ora devo giocarmela bene, di sicuro mi ha già visto in giro, per questo sa che sono un dragone... spero solo che non sappia altro di me, da come mi scruta pare però che non sappia altro, mi provoca per farmi venire allo scoperto, vuole capire chi ha di fronte.
“Una spada, ho bisogno di una nuova spada, la migliore”
“Le spade migliori possono finire nelle solo nelle mani dei migliori spadaccini, un buon spadaccino non sarebbe in grado di usarla, uno mediocre si farebbe del male! Sicuro che vuoi ancora la migliore?”
“Ma io sono un ottimo spadaccino, il migliore di questa terra”
”Sei solo presuntuoso o i fatti lo dimostrano?”.
Avanti vecchio, sentimi, senti la mia presuntuosità, il mio desiderio di potere, accendi la mia bramosia sopita.
“Potrei dimostrartelo subito, ma mi servi integro per poter forgiare la mia spada”
“Ehi, non scaldarti, ti credo, vieni qua che ti devo misurare per disegnare correttamente la spada che realizzerò per te”
Mi avvicinai e il vecchio iniziò a misurarmi il braccio destro, teso, piegato, e poi passò alla mano, senza smettere di parlare.
“Com’è che un valente dragone come te non ha già una spada degna di lui? Che costino troppo? Anche i tuoi calzari mi sembrano usurati, che la paga di dragone non sia gran che?”
Eccolo che mi stuzzica, prosegui vecchio, non fermarti...
“Cos’è quel ghigno ragazzo, ahh, ho colto nel segno, le tue doti non sono abbastanza remunerate!”
Detto questo mi posò una mano su una spalla e si fece silenzioso.
Sentivo qualcosa, una forza mi stava entrando nei pensieri, era lui che mi scrutava, cercava di entrare in me per vedere che razza di uomo fossi, opposi una certa resistenza all’inizio, minima, sufficiente per non insospettirlo, poi aprii la mia mente e lo lasciai entrare.
Si ritrovò in mezzo a desideri di potere, piccole invidie per chi ne aveva più di me, fiducia nelle mie capacità e astio verso chi non le riconosceva.
Visto quello che doveva vedere si ritrasse dalla mia mente, lasciandovi una parola: “Madras Oscura”.
“Ora vai pure dragone, torna tra tre giorni, la tua spada sarà pronta, la proverai e se sarà di tuo gradimento ci accorderemo sul prezzo”
“Grazie Mastro di chiavi” dissi massaggiandomi la tempia fingendo una fitta di dolore... notai il suo sguardo compiaciuto, quella fitta per lui era il segno che era penetrato a fondo nella mia mente.
Uscii in strada e velocemente mi diressi alla radura dove avevo lasciato Roku a pascolare; ero solo all’inizio del mio piano... un amo era stato lanciato, ora dovevo procedere a lanciarne altri, montai in groppa e mi diressi alla Taverna per pranzare, e se fossi stato fortunato lì avrei incontrato Licht.


MASTRO DI CHIAVI

“Bene , bene, è venuta benissimo, la Yakiba è armoniosa, quel dragone è fortunato.
Quasi mi spiace che una tale lama finisca nelle sue rozze mani ma è necessario che sia così.
La sua abilità è indubbia ma la sete di potere che ha male si adatta allo spirito di questa satana, eppure è proprio per questa sua bramosia che riceverà questa spada: Jato, la chiamerò così, lo spirito del serpente.”
”mmm… bussano. Avanti! Entrate pure”.
Una donna ammantata di nero si parò dinnanzi alla porta, un’ombra dietro di lei si fermò all’esterno a guardia dell’ingresso.
”Mastro di Chiavi, presumo” disse con una voce profonda e calma.
“Si, sono io, come qualsiasi mente può arguire dall’insegna sulla porta”
“Ah Ah Ah, molto spiritoso, così sarei una stupida?”
“Non l’ho detto, Madras Oscura”
“Bene, vedo che non c’è bisogno di presentazioni, veniamo al dunque... dimmi vecchio, dimmi quello che hai da dirmi.”.
Ripresi a rimirare la spada appena temprata.
“Osserva, guarda la lucentezza della lama, la perfezione della curvatura, sai come si realizza una spada del genere?”
“Non mi interessa una lezione da armaiolo!” disse la donna stizzita.
“Ti toccherà ascoltarla invece” dissi con un ghigno “La tecnica è assai complessa e porta come risultato ad una lama con un cuore di acciaio morbido, Shingane, avvolto da un rivestimento durissimo, Kawagane. Si preparano dei fogli di acciaio Tamahagane, si scelgono i 4 migliori e si scaldano e martellano fino a fonderli assieme. Si prosegue a martellare fino ad ottenere un foglio largo il doppio della lama, a questo punto si pratica una incisione sulla metà e si ripiega il foglio in due, martellando e scaldando per fondere le due metà. Questo si fa per almeno 5 o 6 volte, dopodiché si inserisce nel mezzo la lamina di acciaio morbido, si procede ancora a martellare per fonderle insieme, quindi si passa alla tempra.”
A questo punto mi zittii.
“E allora, questo dovrebbe dirmi qualcosa?” chiese attenta la Madras.
“Sai, la creazione del mondo non è dissimile da quello che ti ho raccontato, i 4 elementi, fusi insieme. Viene tracciata una divisione, bene e male. Vengono ripiegati più volte su se stessi, vengono fusi e mischiati. I 4 elementi sono forze, ne bene ne male, il bene e il male è in ogni cosa sta all’uomo estrarre o uno o l’altro, scegliere!”
”Tu comandi gli elementi Mastro di Chiavi, tu devi scegliere!”
“No, Oscura, non io, io seguirò la scelta che farà qualcun altro, gli eventi si muoveranno e si arriverà ad un punto di rottura, stai attenta e gioca bene le tue carte. Una l’hai giocata bene, quel Licht potrebbe esserti utile, un altro guerriero forse cadrà nella tua rete.”
“E lo Stinger Draconis?” chiese lei già voltata per andarsene.
“Si trova conficcato nell’occhio di un drago Ametista, è un drago d’acqua, vive in una grotta vicino alle sorgenti del Kruill, sulle nevi perenni, è intelligentissimo e immune agli incantesimi di ghiaccio, oltre alla forza fisica e alla capacità di mutare forma il suo soffio è un cono di ghiaccio che gela tutto all’istante. Ricorda che quello che ho detto a te ora lo dirò a chiunque altro me lo chiederà”
Lei scrollò le spalle ed uscì chiudendosi l’uscio alle spalle.



MYRT

Seduta, in una stanza del palazzo, accarezzando distrattamente il pelo di Shina, la mia mente vagava alla ricerca di una spiegazione, un appiglio qualunque per chiarirmi ciò che era accaduto in mattinata: niente sembrava più sicuro... la kioskas, mia fedele amica, sembrava brulicare di occhi malevoli, e questa misteriosa nemica, chiunque ella fosse, aveva già piegato le menti di alcuni dei miei più fedeli sudditi e amici.
Mi alzai in piedi per la rabbia, se avessi saputo dove trovarla l'avrei fatto, senza por tempo in mezzo, ansiosa com'ero di dare una fine a questo strano contagio...... mi risedetti, e piano piano mi assopii.
Fui svegliata dopo poco dal rumore delle grandi porte del palazzo che si spalancavano: sentii le voci concitate delle mie amazzoni, passi di corsa lungo i corridoi.
Shina era già in piedi, di fianco a me; agguantai la spada, spalancai la porta e mi lanciai verso la sala grande da cui sembravano provenire le grida: giunta lì mi fermai, riconoscendo, braccato dalle mie guardie, uno dei dragoni, Shiryu.
Feci segno alle amazzoni di allontanarsi e mi avvicinai guardinga.
Quello che vidi mi stupì al di là di qualunque cosa: il dragone cadde in ginocchio e disperato mormorò qualcosa a proposito di Seya, strappata alla ragione dalla nuova minaccia.
Gli appoggiai una mano sulla spalla e lo guardai: "La riprenderemo, e come lei tutti gli altri: se questa Oscura, o come diavolo si chiama, vuole la guerra l'avrà, non ha idea di con chi ha a che fare."
Vidi un lieve cambiamento nell'espressione del dragone, un'ombra di sollievo passò sul suo viso, forse causata dal mio sguardo, che sentivo bruciarmi negli occhi.
Senza volerlo, furiosa, strinsi in una morsa la spalla dell'uomo, quasi fosse il collo del nuovo pericolo.



LICHT

Avevo appena ordinato un arrosto misto quando con la coda dell'occhio vidi entrare Usul nella taverna come se fosse alla ricerca di qualcuno.
Subito dopo aver guardato dalla mia parte si diresse verso il tavolo.
Lo salutai con il cenno di una mano.
'Disturbo Licht?'
'Se sei qui per mangiare no' dissi con tono serio.
'Allora cambio aria' rispose Usul con un sorriso.
'Dai scherzavo, siediti' mentre ammiccavo con l'occhio sinistro.
Dopo aver ordinato anche per lui un arrosto misto, iniziai a parlare.
'A giudicare dalla tua fretta, amico, credo che una valanga di guai stia per mettersi sulla mia strada'
'Non dire così Licht, potrebbero essere anche aiuti'
'Sentiamo, di che aiuto avrei bisogno?'
'Io so molte cose sulla madras oscura. Il gioco che stai facendo con Lei potrebbe rivelarsi pericoloso, qualcuno addirittura potrebbe accusarti di alto tradimento.'
'Uhm ... non sarebbe la prima volta che qualcuno, ingiustamente, su Arcano venisse accusato di tradimento. Arcano è come le altre terre: apparenza. Molto si basa su quello che si vede e si ascolta ma ...'
'Ma cosa?' incalzò Usul.
'Alla lunga la luce non potrà essere coperta dalle tenebre. Se anche avvenisse quello che te dici, io credo che prima o poi la verità verrà ristabilita. In ogni caso almeno una persona che sa come stanno le cose l'ho trovata, giusto?'
'Si Licht, ma credi che ciò possa bastare? Fammi introdurre nelle file di Madras Oscura.'
'Attento Usul, solo pronunciare questo nome è un gioco pericoloso. Tu credi che lei si fidi completamente di me?'
'Perchè non dovrebbe?'
'Tu credi che una spia metterebbe a repentaglio la sua vita dicendo a tutti che segue la madras oscura? Non credi che potrebbe venirle qualche dubbio a parte quelli che già ha su di me?'
'No, se mi presenti come colui che può darle lo Stinger Dragonis'
'Uhm ... l'appuntamento è per domani notte alla radura del lupo ... mangiamo ora'.



USUL

La notte era fredda, umida, sembrava che l'oscurità ti penetrasse nelle ossa.
La radura del lupo era deserta, che ci avessero ripensato?
Che Licht fosse stato scoperto?
Che il mastro di chiavi avesse intuito qualcosa?
Le domande mi turbinavano nella mente mentre smontavo da cavallo e mi apprestavo ad aspettare.
La radura era un ampio spazio vicino a Kanveska, un verde prato circondato da alberi, ero allo scoperto, un facile bersaglio.
Ero calmo, mi ero preparato a lungo nel mio alloggio, la concentrazione era massima, la tensione era sparita e ciò mi permetteva un controllo totale dei miei muscoli.
Chiusi gli occhi, la mia coscienza si espanse, arrivai al limitare del bosco, vedevo gli alberi neri: nulla, solo alberi.
Proseguii muovendo la mia coscienza verso est, ad un tratto eccoli, nove, no, undici, hanno frecce avvelenate, aspettano un segnale.
Riaprii gli occhi e mi allontanai da Roku.
Il primo dardo partì veloce verso di me, piegai la spalla destra in modo da evitarlo, poi iniziai a correre verso il bosco.
Altre frecce mi piombarono addosso, saltai a sinistra e con una capriola, mi rialzai evitando la seconda bordata, all'arrivo della terza ero già sul limitare del bosco, con un salto verso l'alto raggiunsi il primo albero e mi ci arrampicai.
Girai intorno al tronco e mi avventai con la satana sguainata sui due più vicini.
Ad uno mozzai un braccio e prima ancora che il sangue avesse tempo di zampillare staccai la testa al secondo.
Gli altri nove scapparono, li sentivo con la mente, impauriti ma non si sarebbero ritirati se un ordine non li avesse richiamati.
Non era un'imboscata, era una prova... infatti mi girai verso la radura, una figura nera era là, accanto al mio cavallo.
La raggiunsi con calma, una donna, un cappuccio nero calato a metà viso lasciava intravedere una pelle chiara e una bocca dalle labbra strette ma ben disegnata.
Mi tese una mano, pallida e affusolata: "Sono Madras Oscura, perdona l'imboscata ma è necessario che io conosca il valore di chi incontro"
"Sono Usul della Cordigliera, Dragone di Dulkar"
Al sentire la parola cordigliera la donna tradì un tremito: "Ti conosco per fama Dragone. Ti so valoroso combattente, ma a quanto pare questo mondo ti va stretto"
Come supponevo il mastro di chiavi le aveva parlato della mia sete di potere.
"Diciamo Madras che credo di non essere considerato per il mio valore"
"La nomina di Astor a vicecomandante ti ha contrariato vero?".
Bene, la mia piccola ragnatela stava accogliendo quella Vedova Nera, il gioco era pericoloso e non potevo permettermi errori.
"Ammettendo che sia vero quanto dici, tu che hai da offrirmi?"
Ecco l'esca, donna, che nasconde il mio amo...
"Ho molto da offrirti Dragone, un nuovo ordine avanza con me, una nuova gerarchia che veda gli uomini parificati alle donne, ma ho bisogno di un'arma."
"Lo so, dello Stinger Draconis, so dove è e posso recuperarlo... ma devo pensarci, mi farò vivo io. Arrivederci"
Detto questo le baciai la mano, saltai su Roku e mi allontanai di gran fretta lasciandola sorpresa per quel congedo non deciso da lei.


 

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