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Dialogo con un'amica - Cap. 2

 

MYRT

Congedato Shyriu montai a cavallo, diretta al Tempio.
Inutile dirlo, mi sentivo tanto impotente da non poter restare da sola e le parole di Aria e di Kristal avevano sempre un effetto calmante su di me.

Avevo lasciato a Jars il compito di occuparsi delle mie amazzoni e mi sembrava già abbastanza confusa senza bisogno che io la confondessi ancora di più.
Inoltre dovevo mostrarmi sicura, come sempre, altrimenti le mie amazzoni... già, le mie amazzoni.
Le consideravo tutte "figlie" mie, ero pronta a dare la vita per loro e quindi dovevo essere sicura del motivo per cui le Froll avrebbero dato la loro.
L'idea che un serpente velenoso si aggirasse tra le mie truppe mi faceva ribollire il sangue nelle vene e....
Ad un tratto sentii un rumore.
Mi fermai, Apache drizzò le orecchie, in attesa: era il rumore di un cavallo, che, nel momento in cui noi ci fermammo, cambiò direzione bruscamente.
"Vediamo se riesce a batterci." sussurrai al cavallo, e lo feci partire ad un'andatura tale da far invidia ad un demone.
L'inseguimento continuò a lungo, e, nel bosco, balzai dal cavallo su un albero, mentre Apache continuava la sua corsa: da un ramo all'altro, lanciandomi di albero in albero, tenni il passo dell'inseguito, e al momento giusto piombai sulla sella di quest'ultimo.
Rovinammo in terra, per un soffio non rimasi schiacciata dal cavallo, sguainai la spada e la puntai al collo dell'uomo prima che lui potesse sfoderare la sua.
"Che diavolo sta succedendo, Usul?"
Fece per rispondere, spinsi la punta della spada appena sotto il mento dell'uomo, incidendone la pelle: "Non mi tirare fuori storielle. Sono furiosa, qualcuno ha cercato di farmi la pelle, di fare la pelle a Kristal, quindi non sono in vena di bontà. Raccontami una balla e ti taglio la testa senza pensarci un attimo. Voglio sapere cosa succede, e voglio anche sapere perchè un dragone della mia kioskas si permette di agire da solo senza parlarne con la sua Madras. O ne hai un'altra, al momento?"



LICHT

"Una volta sapevi riconoscere immediatamente da quale parte erano le persone. Stai forse invecchiando Madras?"
Uscii lentamente dall'ombra, girando intorno a Myrt e a Usul guardando fisso l'Amazzone.
"Ah ecco l'altro traditore dunque, possiamo chiudere le porte, la riunione è al completo o manca ancora qualcuno Licht?".
Un sorriso ironico e amaro comparve sulle mie labbra, poi fissandola negli occhi:
"Togli quella lama dal collo di Usul, sarebbe il tuo errore più grande... Sai perchè ti ho sempre ammirato Madras? Quando ti ho conosciuto avrei scommesso su di te, che avresti sempre saputo da quale parte fosse la verità"... ero davanti alla Madras e con la mano scansavo la lama dal collo di Usul "... e devo dire che fino ad oggi non avrei mai perso... Vedi Myrt", mentre aiutavo Usul a rialzarsi "la Madras
Oscura ha saputo riunire intorno a sè i dispersi di Ylea, ha raccolto in ogni angolo di queste terre uomini assetati di vendetta, ribelli e costruito un esercito superiore per numero di almeno tre volte a tutti gli eserciti regolari di Nimira. Ha posto il suo quartiere generale nelle terre delle montagne oltre la Cordigliera e quando avanzerà sarà un fiume in piena che travolgerà ogni resistenza, uscirà da ogni argine. La sola speranza è uccidere l'Oscura prima che dia quell'ordine. Ma per farlo occorre esserle vicino, molto vicino".


SEYA

Da tempo i movimenti di Licht avevano messo in allarme l'acuto senso del pericolo acquisito come amazzone, ma non potevo credere che il cavaliere scelto dalla madras Oscura fosse un traditore.
Non era facile seguire il comandante dei Betris, è un uomo guardingo ed intelligente ma nulla si può contro il potere dell'oscurità... ed ora eccomi qui ammantata delle ombre nel fitto del bosco mentre osservo con gli occhi fiammeggianti l'incontro fra la Madras Myrt, Licht ed Usul.



JARSALI

Di nuovo strani movimenti nell'ombra che seguono i passi guardinghi di Myrt, Licht e Usul.
Anch'io, ombra fra le ombre, mi sono mossa per seguire il gruppo, ancora indecisa sull'identità della persona che li sta spiando, ma pronta ad intervenire se ce ne fosse il bisogno e stupita che nessuno dei tre se ne sia accorto.
Forse sono troppo presi dai loro pensieri?
Un lieve verso animale esce dalla mia gola, mischiandosi ad altri, certa che solo la diretta interessata se ne accorgerà.
Attendo che lo sguardo di Myrt saetti rapidamente nella mia direzione, certa che non mi possa vedere, ma altrettanto sicura che sappia della mia presenza.
Vedo il suo capo fare un lievissimo cenno d'intesa verso di me, ma sento un altro paio d'occhi frugare nel fitto della foresta e cercare segni della mia presenza, senza esito.
Chiudo gli occhi e cerco di percepire un qualsiasi suono che mi indichi il punto in cui l'ombra cela l'inseguitore, ma la mia presenza ha allarmato la spia dell'Oscura, che sento allontanarsi rapidamente, ma cauta, tanto che è impossibile trovarne tracce che io possa seguire.
Solo allora mi faccio avanti, sbucando dall'ombra e suscitando la sorpresa di Licht e Usul, che sobbalzano sotto lo sguardo divertito di Myrt, alla cui silenziosa domanda, se ho potuto inseguire la spia o meno, mi ritrovo a rispondere con un cenno di diniego, che causa una sua espressione di disappunto.
Guardo ancora il mio Comandante, poi Licht e Usul.
"Allora, contenti di essere riusciti a farvi scoprire dalla Madras, tramite il suo emissario?"



USUL

"E tu non potevi evitare di farti sentire da Seya? Ti muovi nella foresta come un elefante in un negozio di porcellane!"dissi adirato rivolto a Jarsali.
Le due donne ora guardavano me e Licht con un misto di stupore e di risentimento, si sentivano usate e tradite.
"Era tutto perfetto, questo doveva essere l'ultima prova per guadagnarci la completa fiducia della Oscura: fingere di esserle infedeli e passare false informazioni alle amazzoni! E tu, delicatezza fatta persona, hai rovinato tutto facendo scappare Seya. Myrt non stava sospettando nulla, era convinta di averci sorpreso, sicura della sua furbizia e scaltrezza, e questo rendeva credibile la nostra messinscena."
Intanto passeggiavo nervosamente avanti e indietro...
"Mi son detto, starà attenta, si sa muovere nella foresta, Seya non la sentirà, e invece si mette a fare la gallinella starnazzante per avvertire il suo comandante e questo esperto comandante invece di fare finta di nulla si guarda in giro alla ricerca della gallinella mandando tutto a schifio!".
"Su, calmati Usul" disse Licht all'improvviso "non tutto è perduto".
Mi calmai un poco, mi fermai, respirai l'aria umida della notte.
"Si, forse non tutto è perduto, la Madras ora sa che io so di preciso dove si trova lo Stinger Draconis e che posso recuperarlo, e pensa di controllarmi per mezzo di questa", estrassi dal fodero la Katana che mi aveva forgiato Mastro Di Chiavi... la lama, nell'oscurità, riluceva di un bagliore pallido ed inquietante.



JARSALI

Lasciai sfogare Usul ed ascoltai le parole di Licht senza battere ciglio, ma la rabbia montava in me come il mare in tempesta. e la voglia di colpirlo si faceva pressante.
Usate e tradite? Affatto!
Potevo anche capire le loro azioni, ma non tolleravo lo scarso autocontrollo e la mancanza di discernimento che Usul stava dimostrando.
La mia espressione era rimasta granitica, mentre le parole del dragone mi scivolavano addosso, solo il mio sguardo si fece di ghiaccio, così come la mia voce quando iniziai a parlare.
"Come al solito parli prima di usare lo scarso cervello che ti ritrovi! Stai insultando non solo me, che sarebbe il minimo, ma anche Myrt, che mi ha affidato un incarico di prestigio, non per la mia bella faccia, ma per le mie capacità! Con chi ti credi di parlare Usul? Ho alle spalle anni di allenamento e di esperienza e so perfettamente come muovermi nella foresta senza farmi sentire, a meno che io stessa non lo voglia! - Vedevo lo sguardo di approvazione di Myrt, come se stessi usando le stesse parole che avrebbe usato lei, magari con ancora maggiore veemenza - Non sono state le orecchie di Seya a sentirmi avvicinare, ma il suo spirito! Ha percepito la mia presenza ben prima che io decidessi di farmi notare!"
Fu evidente l'attimo in cui Usul si rese conto di aver parlato veramente a sproposito, ma non gli lasciai aprire bocca, mi rivolsi a Myrt e la salutai aspettando il suo cenno di congedo, che arrivò immediatamente.
Salutai lei e Licht e tornai sui miei passi, ignorando Usul che aveva gli occhi puntati sulla mia schiena.



MYRT

Lasciai che si sfogassero tutti, dopodichè piantai gli occhi in quelli di Licht e Usul.
Rabbia? Si, la mia era rabbia, ma non mi misi ad urlare, tanto più che la furia mi bloccava il respiro in gola; tutto quello che feci fu di sussurrare, la voce tanto bassa da sembrare maschile:
"Questo non me lo dovevate proprio fare. Credete che mi sarei messa in mezzo se avessi saputo? Che cosa vi siete messi in testa? Fino a prova contraria non siete Madras, sbaglio? E allora posso chiedere cosa vi costava dare una piccola prova di rispetto e venirmi ad avvertire? Tu, poi - mi voltai verso Usul - tu mi hai chiesto quando mi sarei fidata di te. Bel modo di guadagnarsi fiducia, se poi noi amazzoni siamo così prevedibili e poco attente da farci scoprire, se davvero il nostro comunicare è così rumoroso mi volete spiegare come mai le cariche maggiori toccano a noi? Cos'è, caso? Sapete cosa vi dico? Non voglio più vedere nessuno dei due. A te Usul consiglio vivamente di cambiare domicilio e tu..... - guardai Licht - tu hai buttato un anno di amicizia dalla finestra."
Alzai la voce: "Il campo è tutto vostro. Salvate Arcano o miei prodi!" allargai le braccia comprendendo tutto lo spazio circostante e sorrisi, poi montai a cavallo.
Giunsi alla kioskas in un attimo, incrociai Jars ed entrai a passo di marcia in camera mia, chiusi la porta... e cominciai a gridare qualcosa che sembrava un ruggito.
In un attimo sentii bussare alla porta, la spalancai e ringhiai sul viso delle amazzoni: "Manda a chiamare Madras Kristal... anzi, no, meglio. Aspetta un attimo."
Chiusi la porta, afferrai un pezzo di pergamena, vi vergai sopra qualche parola rabbiosa e poi lo consegnai all'amazzone:
"Portale questo. MUOVITI!"
Mi sedetti alla scrivania, i gomiti appoggiati sul tavolo, le mani giunte davanti alle labbra serrate, poi afferrai il piano d'appoggio e lo scaraventai dall'altra parte della sala.
"MALEDIZIONE!!!!!!! HO sempre pensato di dover dare la vita per Nimira e per gli Hammers! Mi sbagliavo! Al diavolo gli hammers, che vadano pure tutti all'inferno!"
Sfondai quattro vetrinette con un calcio, spalancai la finestra e saltai, aggrappandomi solo all'ultimo al cornicione, poi toccai terra con i piedi, montai su Apache e vidi Jars corrermi incontro:
"Comandante....."
"NON MI INTERESSA!"
"Ma dove andate?"
"Secondo te?" sguainai la spada.
"Per l'amor del cielo! Che cosa..."
"Stai tranquilla." gettai la spada ai piedi dell'amazzone, mi liberai dell'armatura.
"Comandante...... Myrt....."
"Ah, non preoccuparti, sarò di ritorno entro poco."
"Ma così, disarmata...... se Vi aggredissero?"
"Magari lo facessero! Così avrei l'occasione di piantare i denti negli occhi di un uomo!"
Partii al galoppo e cavalcai fino all'alba, finchè non raggiunsi la riva del mare.
Il vento freddo di icyrule increspava le onde mentre, a piedi, salivo su un'alta rupe: mi avvicinai al ciglio della scarpata, aprii le braccia e mi lasciai andare.
L'acqua mi incontrò fin troppo presto, fredda e dolorosa, poi un'onda mi prese in braccio, mi portò in alto, poi di nuovo in basso, sempre più in basso, finchè quella successiva non fece lo stesso.
Riaprii gli occhi e nuotai controcorrente, fino a giungere sulla spiaggia senza fiato, i muscoli arrossati dallo sforzo e dal freddo.
Chiusi gli occhi e mi addormentai.



SEYA

Dovevo andare a riferire a lei cosa avevo visto ma la sua voce fu eco dentro me:
"Mia fedele amica, una missione importante ti attende, una Madras... è disarmata, è arrabbiata.. trovala.. e portala a me!"
Non fu difficile seguire le tracce della Madras arrabbiata, gli anni nelle Mokada, i duri allenamenti ed il lungo pellegrinaggio avevano temprato il mio corpo ed affinato i miei sensi, ora come ora utilissimi allo scopo della mia Signora; inoltre i poteri magici mi conferivano la velocità delle ombre.
Sempre nascosta osservai Myrt librarsi giù dalla scogliera evocando in me l'immagine di un falco pellegrino mentre spicca il volo, la vidi galleggiare mentre il mare la portava con se con violenza e dolcezza, poi lei si portò sulla spiaggia dove la vidi distendersi per non alzarsi.
In condizioni normali avrei ammirato molto il suo comportamento ma ora lo stavo apprezzando perchè mi dava l'occasione per fare cio che la Madras Oscura mi aveva chiesto.
Aiutandomi con la strana alabarda che il Mastro di Chiavi aveva costruito su mio disegno discesi il breve tratto di sabbia ed erba che portava alla spiaggia e silenziosa, levitando sulla spiaggia, mi avvicinai a Myrt.
"Valar Morghoulis et sit mor vobiscum jallil" piccoli movimenti di labbra per impercettibili sussurri.
Allargai le braccia e piccoli ragni neri emersero dalla sabbia tessendo una trama fitta e resistente attorno alla donna addormentata...
Ben presto fu quasi del tutto ricoperta e solo allora con un potente sobbalzo vidi Myrt tentare di alzarsi inutilmente.
"Salve Madras Myrt, quanto tempo..."



MYRT

Dormitina? Svenimento sarebbe stato più esatto, ed eccone le conseguenze: ebbi tutto il tempo di maledirmi mentre guardavo in sù, verso Seya:
"Tesoro, non è carino inchiodare una Madras in una posizione simile, non è.... dignitoso. Soprassiedo giusto perchè sei la compagna di un amico..."
Riuscii a mettermi seduta, avvolta comicamente da tutte quelle piante.
Mi guardai intorno, poi: "Beh, allora? Dico, non avrai mica intenzione di uccidermi così, vero? Ammesso che tu abbia questo desiderio... che mi dici amica mia?"
"Dici bene, noi siamo amiche."
La guardai, sorrisi.
"Ah, si? Curioso! Questo - indicai con il mento la strana ragnatela che mi avvolgeva - non è certo un rituale di saluto che mi è molto familiare....... e poi i ragni mi fanno schifo." Dissi, stringendone uno tra le due dita che riuscivo a muovere e facendolo a pezzi.
"Si, noi siamo amiche... ti avrei già ucciso se non fosse così.."
"Oh, bene..... vedo che le mie quotazioni sono in ribasso un po' ovunque! Gradirei sapere chi ha messo in giro questa storia, comunque lasciami dire che ho i miei dubbi. Ma veniamo al dunque, prima che mi arrabbi davvero e mi mangi tutti i tuoi ragnetti. Che vuoi?"
"Non vorresti essere apprezzata? Non saresti più una Madras, ma ti posso assicurare che l'Oscura sa come ricompensare i suoi..."
"...sottoposti? No, grazie, passo."
"Riflettici... è vero, dovresti obbedire, ma avresti alcune soddisfazioni... Che ci fai qui? Perchè ti sei buttata da una rupe, se sei così contenta di come stanno le cose? Stai forse perdendo il rispetto dei tuoi hammers?"
La guardai, strinsi gli occhi: "Che serpe. Beh, dì alla tua Oscura che per me ci vuol altro che quattro paroline."
"Ascoltami, non ci guadagni niente a restare."
"Oh, e invece con la tua ..... santa oscura cosa otterrei? Quello splendido sguardo vacuo? Si cocca, intendo il tuo. Mai vista una faccia mancare così totalmente di intelligenza. Andiamo, coraggio, che hai intenzione di fare? Punirmi?"
"L'Oscura ti ha fatto un'offerta." commentò freddamente lei.
"Ti devo dire dove può sbattersela o ci arrivi da sola?"
Sospirò, mi girò intorno, io guardai in alto con aria annoiata... in un attimo mi afferrò il mento e fissò lo sguardo nel mio.
Sentii la voce, finalmente, di chi manovrava tutto questo entrarmi nella testa, promettermi un posto d'onore alla sua tavola.... poi Seya tornò Seya e mi chiese: "Che fai, vieni?"



MASTRO DI CHIAVI

Il respiro, uscendo dalle labbra, diveniva nebbia, foschia, condensava in mille goccioline per il freddo del luogo.
Pochi, decisi e precisi colpi staccavano il prezioso minerale dalla roccia, piccola vena viola di fluorite, rara in questo mondo e utilissima nelle leghe.
“Piccola mia vieni qua” dissi mettendo un bellissimo cristallo, di un perfetto viola scuro, nella sacca; proseguendo nel lavoro i pensieri mi andarono alla situazione di Arcano.
“Bene… bene… vedo divisioni tra gli hammers, indecisione, litigi e l’Oscura diviene sempre più forte. E’ necessario, doloroso ma necessario, il nuovo equilibrio nascerà solo dallo scontro, e lo scontro nasce quando le due fazioni hanno la stessa forza. Io devo capire, capire per tempo se le nuove 4 chiavi avranno un nuovo padrone… L’oscura per ora promette bene, è decisa, forte e ben organizzata. Ma c’è quella ragazza, quella amazzone… Jas… Jar… Ah, si, Jarsali. Quegli occhi, lo stesso azzurro, lo stesso taglio”.
La sacca era oramai piena, iniziai a strisciare verso l’uscita, all’indietro, il cunicolo non permetteva di girarsi, come un lunghissimo intestino si snodava nelle viscere seguendo la piccola vena del prezioso minerale.
“Hanno lo stesso portamento, la stessa fierezza, mi chiedo se l’oscura sappia qualcosa, e lei, l’amazzone, respinge con forza queste sue origini, ma nel profondo la curiosità crescerà, io credo che vorrà e dovrà capire, se vedrà, se si troverà dinnanzi all’oscura capirà che sono dello stesso sangue e allora si chiederà il perché sono si fronti opposti… Questo è importante, questo creerà instabilità, mille fili legano le persone le une alle altre in differenti modi… Jarsali, Usul, Licht… Seya, Seya scaltra che ha approfittato subito della frattura per catturare la madras…”.
L’uscita era vicina, l’aria fresca e pulita già si sentiva.
“I tempi stanno maturando, presto verranno da me, anche gli hammer, informazioni cercheranno e io, come le ho date ad una parte, le darò pure all’altra”



SILVER WIND

Era un giorno d'allenamento nella foresta, come tanti altri, in preparazione della battaglia con le truppe della Madras Oscura.
Mi stavo esercitando a muovermi senza farmi percepire, abilità peculiare dei Dragoni, quando fui interrotto da un rumore di zoccoli in avvicinamento.
Rimasi nella posizione in cui ero, mentre sfilavo la spada per prepararmi a colpire chiunque fosse giunto alla mia portata.
Il rumore si fece via via più forte e vicino, finché non sbucò dalla foresta un bellissimo, a prima vista, cavallo bianco che si fermò in cerca di qualcosa o, forse, qualcuno.
Io riposi la spada nel più completo silenzio e cercai di aguzzare la vista, riconobbi, quello che a prima vista sembrava un cavallo, come una delle creature di cui avevo letto nei libri nella mia adolescenza, quell'animale era un unicorno!
Avevo letto che sono molto intelligenti e che hanno delle capacità extrasensoriali rispetto alle altre creature.
Quando ritornai alla realtà, vidi che l'unicorno mi stava fissando e che anche i miei due amici animali lo stavano facendo e non davano segni d'irrequietezza tipico delle situazioni di pericolo.
A questo punto uscii allo scoperto, ma tenendo sempre all'erta i miei sensi.
Il lupo, come a dimostrarmi che non bisognava aver paura, si avvicinò per primo alla bellissima creatura e si accucciolò.
Quando arrivai vicino all'unicorno lui mi parlò:
"Salve, Silver Wind"
"Cosa? E' anche in grado di parlare? E come fa a conoscere la mia identità?" pensai.
"E sì, sono dotato anche del dono della parola. Per quanto riguarda la tua identità, me l'aveva fornita il tuo precettore"
"Così sai anche leggere nel pensiero, bene. Il mio precettore? Ma come?"
"Lui mi ha salvata quando ero appena nata e mia madre e mio padre erano morti a causa dei cacciatori"
"Quindi anche tu sei orfana. Ma perché hai detto che ti aveva fornito la mia identità? Cioè, come mai parli al passato?"
"Perché è morto"
"Come... perché... chi" ero incredulo alle mie orecchie e nel contempo sentivo un vuoto interiore crescere.
"Ti basti sapere che è stato ucciso da un servo della Madras Oscura"
"Ancora lei!" Ero sconfortato per la morte di chi mi aveva allevato, ma ero anche in preda all'odio per la Madras Oscura "Così non saprò mai nulla del mio passato, delle mie origini!"
"Il tuo passato ti sarà rivelato a tempo debito, ora devi cercare di fermare l'Oscura, e soprattutto, di liberare Myrt"
"Myrt? E' stata catturata? La MIA Madras? Questo è troppo" ormai stavo perdendo ogni controllo.
"Sai dove è?"
"Sì, e sono qui per aiutarti"
"Molto bene" passai in rassegna il mio equipaggiamento e pensai "Certo che se quest'armatura fosse nuova e non crepata."
L'unicorno si mosse e toccò l'armatura col corno, ci fu un bagliore accecante, e poi... l'armatura era intatta, come nuova.
"Grazie, unicorno"
"Chiamami Followind. E comunque ti devo aiutare" disse sorridendo.
"Giusto" La montai al pelo "Andiamo!"
Ci mettemmo in marcia immediatamente, la velocità di Followind era un qualcosa di sorprendente, a tal punto che, dopo pochi metri, fui costretto a prendere Silver Bigwolf e metterlo sul dorso dell'unicorno e misi HawkWind tra il mantello e l'armatura.
Dopo questa piccolissima sosta ci rimettemmo in marcia.
"Myrt resisti, sto arrivando" questo era il mio pensiero "Se l'Oscura ti torcerà anche solo un capello, se la vedrà con la mia furia cieca"



SEYA

Ascoltavo le parole di Myrt... vedevo il luccichio d'odio dei suoi occhi ed i suoi movimenti convulsi per tentare di liberarsi.
La vidi prendere la vita di un ragno senza preoccuparsi degli aculei velenosi del piccolo servo che le si conficcavano nel palmo della mano.
Il suo piano poteva essere azzeccato.. le sue parole... sì, avevano colpito nel segno e l'ira stava montando in me come la marea prima della tempesta, ma non potevo rovinare tutto ora.
Mi inginocchiai lontano dalla sua portata e la fissai negli occhi.
"Piccola stolta.. i miei occhi vedono cose che non potrai immaginare, la mia intelligenza non è paragonabile alla tua di semplice mortale.. la mia Signora è grande e ne avrai la prova"
La vidi strabuzzare gli occhi per la sorpresa quando la voce dell'Oscura attraversò come un brivido freddo l'aria vicino a me e le parlò nella mente.
Lentamente mi rialzai, scrollai dall'orlo della veste i granelli di sabbia rimasti attaccati come piccoli molluschi ad uno scoglio.
"Jallil et Morgabash.. avanti piccoli amici, finite il lavoro..." mossi la mano sopra il volto immobile della Madras ed i ragni finirono di tessere la fitta rete coprendola completamente.
Poi qualcosa attirò la mia attenzione... un senso di pericolo incombente.... piantai l'asta dell'alabarda nella sabbia, allargai le braccia e chiusi gli occhi.
"Allabeh simbtor valar fern... signore della tempesta, giungi a chi ti invoca e servi la Nera Signora che ti comanda!"
Uno scalpiccio di zoccoli, come tuoni ,veloci e possenti poi dall'altura apparve il muso di un enorme stallone nero.
Come mi vide impennò nitrendo poi riprese la corsa per fermarsi innanzi a me.
"Venduì valar fern.. grazie di essere venuto signore delle tempeste" inchinai la testa rispettosamente.
Con non poca fatica riuscii a caricare il corpo strettamente avvolto nel sudario di fili di traverso sul cavallo.
"Mia cara, dovrai pensare di dimagrire..." poi con un agile balzo montai a pelo il cavallo tenendo salda con una mano la criniera e con l'altra il fardello.
Un piccolo colpo ai fianchi per farlo partire lentamente, avvicinai l'alabarda ancora conficcata nel terreno e la estrassi con forza, qualcosa stava giungendo dalla foresta, qualcosa che poteva rovinare tutto...
"Ed ora vai prima che sia troppo tardi!"



MYRT

Piantata su un cavallo come un sacco di patate cercavo di recuperare la calma con lunghi respiri.
"Dimagrire... bella forza, questa è una streghetta, figuriamoci tu se sa cosa vuol dire fare a botte..... calma, calma, ricordati, prima o poi Seya si farà rivedere in quella faccia che non è la sua, non resta altro da fare che aspettare. Beh, vediamola dal lato buono: mi lamentavo perchè non mi tenevano al corrente, adesso sono addirittura un passo avanti....." sorrisi "certo, se la posizione fosse un filino meno imbarazzante..."
Con cautela gonfiai i muscoli, poi li rilassai, concentrandomi sulla respirazione e ruotando piano le spalle, mentre la strega galoppava ignara.
Entro poco riuscii a muovere le dita, i polsi e le braccia fino all'avambraccio di qualche centimetro, poi il cavallo si fermò, e venni issata sulle spalle di qualcuno più forte di Seya, in grado di trasportarmi senza fatica.
Sentivo rumori di voci concitate, un paio di volte udii pronunciare il mio nome......... quando sentii un suono familiare nel cielo e sorrisi riconoscendolo.
Poi l'aria si fece fredda e umida, sentivo acqua gocciolare da qualche parte finchè mi sembrò di volare per qualche minuto... per poi atterrare violentemente sul duro.
Immediatamente la voce di Seya mi parlò all'orecchio: "Adesso ti libero il viso Madras..."
Feci scattare il braccio in avanti, frantumando la rete che lo avvolgeva, afferrai Seya per il mento e la mandai a sbattere contro il muro, mi strappai dalla faccia la tela e rimasi sdraiata a fissare la strega che si rialzava dolorante e furiosa:
"Non c'è alcun bisogno che ti aiuti, mh? Beh, liberati da sola, non ho certo voglia nè tempo di fare la diplomatica, tanto avrai anche tu quello che ti meriti, una volta giunta al cospetto dell'Oscura. Vedrai quanto riderai allora."
"Certo, certo, fai quello che vuoi streghina, ma ricordati: sarai anche le forze della natura personificate, ma sono un'amazzone e più forte di te e forse, prima che tu riesca a bloccarmi, qualche osso riesco anche a fracassartelo."
Rimanemmo in silenzio a guardarci, poi lei sorrise: "Ma se non riesci nemmeno ad alzarti."
"Vogliamo scommettere?" diedi un colpo di addominali e saltai in piedi, simile ora ad una mummia in un sarcofago.
"Bel manichino." commentò lei, poi uscì dalla cella richiudendosi la porta alle spalle.
Passò un'ora prima che riuscissi a liberarmi di tutto il bozzolo che mi aveva ricoperto, poi sciolsi i capelli, e dallo spillone estrassi il piccolo stiletto: mozzai i capelli lunghissimi all'altezza delle spalle per eliminare gli ultimi resti di tela, poi mi avvicinai alla porta di cedro e guardai dal buco della serratura: vidi un uomo appoggiato all'altra parte del corridoio, e nessun altro.
"Questo si chiama sottovalutare una Madras".
Bussai alla porta e vidi dal buco l'uomo avvicinarsi e chinarsi....... con un colpo sicuro piantai lo stiletto nella serratura, per sentire quasi contemporaneamente un gorgoglìo: estrassi l'arma sporca di sangue, la rinfilai nella serratura, la feci scattare, poi con un paio di spallate la porta si spalancò.
Trovai il mio carceriere morto, la punta dell'arma gli era penetrata direttamente nel cervello.
Lo afferrai per la giubba, lo appoggiai al muro, gli tirai lo strano berretto a punta fin sul naso, poi imboccai le scale.



SHIRYU

Dopo aver riaccompagnato la strega Alia al suo alloggio, a Nistra, Shiryu salta nuovamente in sella al suo fedele destriero Artax e si mette in marcia per una missione esplorativa...
Fino ad ora era rimasto all'interno delle mura difensive delle Kioskas, indagando sul tentato omicidio portato ai danni della Madras Suprema Kristal, ma ora sente la necessità di recarsi altrove, come richiamato da una voce che gli sussurra direttamente al cervello... nell'attesa che il suo Comandante prenda visione di quanto lasciatogli.
Il richiamo si fa sentire e lo spinge a portarsi verso Est... in direzione di terre ancora inesplorate.
In pochissimo tempo, il suo viaggio lo porta a raggiungere la parte inesplorata della foresta che si estende dalla Kioskas di Nistra a quella fantasma di Launam.
Prendendo le dovute precauzioni, trovandosi in un'area tuttora ignota, s'inoltra fra i maestosi alberi che la compongono e procede verso il fitto della boscaglia...
Il suo passo è abbastanza spedito, anche se i suoi movimenti sono accorti e calibrati... sta esplorando la zona e, per questo motivo, non perde un movimento della vegetazione e neppure un solo suono.
Marciando lungo una sorta di sentiero, nota però dei profondi solchi nel terreno, in realtà era già un pezzo che li vedeva ma solo ora se n'è reso realmente conto.
Incuriosito, smonta per analizzarli.
Si avvicina a quelle impronte e, osservandole meglio, deve constatare che si tratta di segni lasciati dal passaggio di un cavallo... appesantito però, come se lo montassero in due...
Piegato sulle ginocchia, tasta il terreno per cercare di capire da quanto tempo sia passato l'animale e, a giudicare dalla morbidezza dello stesso, non è molto... poi, spostando lo sguardo più ad est, nota un luccichio che attira la sua attenzione.
Avvicinandosi, scopre che quel riflesso arriva dalla lama di un pugnale, con un legaccio di cuoio attaccato all'elsa.
Non impiega molto tempo a capire a chi appartiene...
"Myrt! Come mai l'ha abbandonato? Non se ne separerebbe mai... lo tiene sempre legato al suo polso! E che ci fa da queste parti?"
Le impronte lasciate dal cavallo e quell'arma tanto cara alla Madras di Klivia non gli lasciano certo sperare per il meglio... qualcosa l'induce anzi a pensare che le sia accaduto qualcosa... non sa spiegarsi la situazione a dir la verità ma sente ch'ella si potrebbe trovare in pericolo.
Raccolta la lama, rimonta in fretta in sella e riprende la sua marcia.
Con grande difficoltà si spinge avanti, fino al centro della Laguna incantata... il luogo del non ritorno per tanti... molti di quelli che si sono introdotti lì, infatti non hanno mai più fatto ritorno perdendosi nei suoi meandri...
Qualcosa però attira nuovamente la sua attenzione... delle mura in parte crollate gli si mostrano in direzione Nord.
Non aveva mai notato quelle rovine e, con fare attento, si avvicina per meglio osservare.
Lasciando Artax nascosto fra le fronde degli alberi, ad una cinquantina di passi dal limitare della foresta, si avvicina cautamente imboscandosi nei cespugli più vicini all'obiettivo del suo sguardo.
Si concentra ed osserva bene ciò che accade poi, credendo non ci sia nessuno sta per uscire dal nascondiglio quando, con fortuna, vede un gruppo di cinque guerrieri passare dinanzi al muro sud... una pattuglia!
"E questi chi sono?" si chiede nella mente mentre li osserva...
Nell'arrestarsi però, ha provocato un rumore che li ha insospettiti.
"Chi va là?" si ode...
Non sa che fare... ed allora attende che se ne vadano o che si avvicinino, prendendo il pugnale dal suo stivale e tenendo pronto anche il laccio.
Non udendo risposta, una guardia ripete la domanda e, incuriosito dal nuovo silenzio, dà ordine di avvicinarsi al cespuglio...
In quattro si fanno avanti mentre l'altro resta indietro ad osservare quanto accade.
Non appena si trovano a pochi passi, Shiryu scatta in piedi mostrandosi e, subito, lancia il coltello in direzione del cuore del solitario uccidendolo all'istante.
Il laccio si stringe intorno al collo dell'uomo più vicino soffocandolo mentre il Dragone estrae dal fodero la spada e si scaglia contro i restanti.
La lotta è fulminea.
In un batter d'occhio la pattuglia è sconfitta e non resta altro da fare che avvicinarsi alla Kioskas... dato che di questo si deve trattare...
Avvicinatosi a sufficienza, all'interno, nota un muoversi confuso di molte persone e, fra di loro, anche l'amata Seya...
"Che ci fa qui Seya? E tutta questa gente? Chi sono? Uomini della Madras Oscura?" un turbinio di domande gli attanagliano la mente...
Poi, aguzzando la vista, una sagoma familiare gli appare... sta uscendo di corsa da un basso fabbricato...
"Myrt!"
Prendendo una buona rincorsa, riesce a raggiungerla non appena questa sbuca all'esterno delle mura e, bloccandola alle spalle, le tappa la bocca con la mano.
"Ehi, sono Shiryu... andiamo via, di corsa... dopo mi racconterai quant'è successo..."
Così, velocemente, raggiungono il fedele Artax e, il giovane la fa salire con lui in sella, dietro di se e, poi, fa in modo d'allontanarsi celermente...
Giunti a distanza tale da non poter essere scorti, Shiryu si volta e lancia una promessa:
"Presto ci rivedremo!"
Poi si volta e sprona l'animale a proseguire...



MYRT

"Questo si chiama tempismo amico mio!"
Scendendo dal cavallo notai un'ombra scura nel cielo e sorrisi: "Fammi indovinare: qualcosa ti ha portato fino a qui, mh? ho detto mille volte a Nusuth di non collegarsi alle menti altrui attraverso gli occhi di Galahad, lo sfinisce..... ma questa volta è stata davvero un'ottima mossa."
Mi guardò, la faccia simile ad un punto interrogativo, poi lo vidi scuotere la testa e rinunciare a capire. Sorrisi, ma la mente mi ritornò a quello che era successo, ogni traccia di sorriso sparì dalle mie labbra e lo guardai:
"La tua ragazza si è presa la briga di legarmi come un salame e portarmi dall'Oscura... possibile che mi sottovalutino tutti? La mia autostima ha un deciso bisogno di essere rinforzata!"
"Seya? L'hai vista? Sta bene?" chiese, prendendomi per un gomito.
"Bene? Si, credo di si, oddio, per la verità mi è sembrata un tantino squilibrata, ma a parte questo.. Oh, al diavolo, io sto qui a chiacchierare di autostima mentre dobbiamo risolvere un guaio ben più grosso! Lo sai cosa ci serve?"
"Tempo."
"Macchè tempo e tempo! Questi uomini... senza offesa, voi esploratori siete una manna mandata dal cielo, ma adesso non è proprio il momento di perdere ore preziose... devi cercare Usul. E Licht. E al diavolo la rabbia. Devi cercarli, non è più tempo di coperture e doppio gioco. Usul tempo fa parlava di un Mastro di Chiavi, non ho idea di cosa voglia, ma sono sicura che una mano, volente o nolente, ce la può dare. E poi Jars. Voglio Jars qui, in fretta e prima di subito, a meno che Shina non sia già da lei il mio vice non sa nulla. Io torno indietro."
"Che cosa vuoi fare???"
"Tornare indietro. Voglio parlare con l'Oscura, sentire cos'ha da dire."
"Ma come sarebbe a dire!"
"Sarebbe a dire che voglio incontrarla, quella è la mia più diretta rivale, la sfida è sempre stata tra me e lei, ha cercato di fare uccidere Kristal, mi sta portando via i miei più fedeli Hammers e sono l'unica Madras che è stata tirata in ballo direttamente. Vuole vedermi? Bene, anche io voglio vedere lei. Muoviti, maledizione, devo ripetermi?"
Shiryu mi guardò, poi montò in sella ad Apache, prima di spronarlo chiese:
"E poi? Quando li avrò riuniti tutti?"
"Lascio alla vostra intelligenza il resto. Dì ad Usul che gradirei cenare ancora con lui prima di andare all'altro mondo. Coraggio!" dissi, e diedi una sberla al posteriore del cavallo che partì di corsa.
Lo vidi allontanarsi, guardai in cielo, incontrai la figura del falco che girava ansioso sopra la mia testa e feci dietro front.
Tranquillamente, a passo spedito ma non troppo raggiunsi di nuovo le rovine ed entrai nel cortile dove si zittirono tutti.
Andai spedita da Seya, mentre il rumore delle spade sguainate copriva il chiacchiericcio generale, e mi fermai di fronte a lei:
"Ho pensato non fosse carino andarsene senza salutare. Niente trucchi, non ho intenzione di assalirti nè di cercare di farlo con la tua Madras. L'Oscura vuole vedermi? Benissimo, anche io. Mi accompagni da lei? Un'ultima cosa: esigo rispetto, il che vuol dire niente celle nè tele di qualche schifosissimo insetto. Se sono qui è perchè l'ho voluto io, non c'è ragione di usare metodi così poco..... carini. Che mi dici?"
Sorrisi, avevo l'impressione che il nemico questa volta non fosse una forza irrazionale e scomposta, ma solo l'altra faccia di una medaglia.
Seya mi guardò con aria sorpresa, poi, piano, sorrise anche lei: "E i rinforzi quando arriveranno?"
"Quando non lo so, mi auguro in fretta. Allora? Andiamo?"
Mi fece segno di seguirla e ci incamminammo lungo una scala di marmo, dirette al palazzo in rovina, sul fondo della Kioskas abbandonata, mentre intorno a noi si stringevano le guardie dell'Oscura.



SILVER WIND

Correvamo veloci nella direzione dove l'unicorno aveva visto, per l'ultima volta, Madras Myrt.
Ma quando arrivammo non trovammo nessuno.
"Maledizione! Chissà dove sarà adesso Myrt e il suo aggressore!"
"Zitto" mi rimproverò Followind "Sento un rumore di zoccoli"
"Riesci a seguirli?"
"Vanno più veloce di me, ma ci proverò"
Ci rimettemmo in marcia, più veloci ancora di prima a tal punto che non mi rimase altro da fare che aggrapparmi al collo dell'unicorno e lasciar fare a lei per quanto riguardava l'inseguimento.
Dopo un'interminabile corsa sfrenata nella boscaglia ci fermammo e vidi il luogo nel quale avevano portato la Madras, le rovine di quella, che un tempo, doveva essere stata una kioskas.
Feci un rapido giro di perlustrazione mandando in avanscoperta il mio fedele lupo.
Notai parecchio movimento di guardie, come se fossero in stato d'allarme per qualcosa che doveva essere successo da poco.
Facendomi forza tirai su il cappuccio del mio mantello, ordinai a Followind e Silver BigWolf di stare nascosti nella boscaglia fino ad un mio segnale, mentre ordinai al falco di osservare la zona dall'alto e, in caso di bisogno, andasse ad avvertire l'unicorno, gli altri due animali e Usul, ovunque fosse.
Mi avvicinai a passo normale verso le rovine, nella confusione nessuno badò a me, e mi guardai intorno.
"Che fai lì soldato, vieni qua che abbiamo dei problemi"
"Che genere di problemi" risposi.
"Quella cagna d'una Madras che abbiamo catturato oggi s'è data alla fuga!"
"Cagna sarà tua sorella" pensai "Capisco, quali sono gli ordini?"
"Setacciare tutto il territorio circostante e riportarla qua"
"Va bene"
"E' andata" pensai "non mi hanno riconosciuto, bene. Però Myrt è già stata liberata, ma da chi? Credevo d'essere l'unico in zona, o almeno di essere il primo a giungervi"
Proprio mentre ero in preda a queste domande varcai le mura in rovina e vidi una sagoma femminile venire verso di me, istintivamente guardai verso l'alto, ora vi erano due falchi.
Senza dubbio su chi fosse quella figura rientrai e diedi l'allarme che Myrt stava ritornando qua.
Appena diedi l'allarme apparve Myrt nel cortile e la vidi andare verso una figura femminile che mi ricordava qualcuno, ma chi?
Istintivamente sguainai la spada e andai verso la comandante delle truppe Froll, come stavano facendo anche altre guardie dell'Oscura.
Quando arrivai sentii:
"Un'ultima cosa: esigo rispetto, il che vuol dire niente celle né tele di qualche schifosissimo insetto. Se sono qui è perché l'ho voluto io, non c'è ragione di usare metodi così poco..... carini. Che mi dici?"
Vidi sorridere la figura vagamente familiare che disse: "E i rinforzi quando arriveranno?"
"Quando non lo so, mi auguro in fretta. Allora? Andiamo?"
Sorrisi.
Ad un cenno della donna, che non riuscivo a riconoscere, c'incamminammo verso un palazzo in rovina, sul fondo della kioskas abbandonata, mentre si stringevano intorno a noi altre guardie dell'Oscura.
"Molto bene" pensai "per quanto ne so Myrt è stata liberata, ma poi è ritornata. L'unico motivo logico che può avere è di vedere in faccia la famosa Madras Oscura. Ha anche mandato a chiamare rinforzi.
Bene, ora voglio vedere come andrà a finire. Va bene che nessuno mi abbia riconosciuto, così posso essere d'aiuto alla mia adorata Madras."
Mentre ero immerso nei pensieri arrivammo all'entrata di quello che, una volta, doveva essere stato un bellissimo palazzo, ma che adesso era in stato di completo abbandono, con un'ala crollata e il tetto sfasciato.
La figura femminile che antecedeva il gruppo bussò sul grosso portone di legno.
Come risposta, il portone s'apri e c'incamminammo all'interno, tra poco avrei visto colei che tanto odiavo.



JARSALI

Cominciavo a preoccuparmi, Myrt non dava notizie di sè da troppo tempo e la cosa era perlomeno strana, vista la situazione in corso e vista la reazione furiosa che aveva avuto all'uscita di Usul nella foresta, quando li avevo seguiti.
A dire il vero ancora mi bruciava quello sfogo del dragone... Gallinella starnazzante... se ci ripenso mi torna feroce la voglia di spaccargli quel muso sempre sorridente!
Il mio desiderio di rivalsa fu però interrotto dall'arrivo di Shina.
Immediatamente fui investita da una valanga di immagini, inviatemi dall'animale, che non mi piacquero per niente... lotta.. impotenza... Myrt catturata... Seya!
Non persi tempo ulteriormente, afferrai la mia spada, l'arco e le frecce e mentre mi muovevo rapida verso le stalle per sellare Navarre, con Shina sempre incollata a me, urlavo ordini a destra e sinistra, affinchè un piccolo drappello di Froll, composto dalle Amazzoni più esperte, si preparasse a seguirmi.
Gli ordini furono eseguiti senza fiatare, senza porre inutili domande che ci avrebbero solo fatto perdere tempo, esattamente come mi sarei aspettata da amazzoni degne di portare tale titolo.
Sellai in fretta Navarre e gli montai in groppa, subito raggiunta da dieci sorelle, non ne servivano di più.
Mentre percorrevamo la strada per uscire dalle mura della Kioskas, vidi venirmi incontro proprio la persona a cui stavo pensando poco prima in groppa al suo cavallo: Usul.
Incrociammo un attimo lo sguardo e subito sul suo volto apparve un sorriso allegro e vagamente strafottente, cosa che mi fece prudere immediatamente le mani, ma lo ignorai completamente, tirando avanti per la mia strada, cosa che però non sembrò affatto smontarlo, dal momento che me lo trovai subito al fianco.
"Allora Jar, dove vai così di fretta con le tue amiche, a fare una scampagnata?"
"Certo Usul, vista la bella giornata!"
"Noto una .. lieve.. sfumatura sarcastica nelle tue parole Jar.." ribattè ironico.
"Solo lieve, Usul? Peccato! Pensavo si notasse di più!"
Unica reazione del dragone fu una sonora risata, che si spense, con fatica, quando fissò la mia espressione gelida, ma dovette scorgervi anche altro, forse una vena di preoccupazione, perchè si fece immediatamente serio.
"Che sta succedendo?"
Lo studiai per un attimo.
Usul era sempre stato affidabile, nonostante l'ultimo scontro che avevamo avuto, e pensai che un dragone ci sarebbe potuto tornare utile, quindi ricacciai indietro la rabbia che ancora provavo per come mi aveva appellata e lo aggiornai.
Come avevo previsto il mattacchione lasciò posto al professionista e fui certa, senza bisogno di chiederglielo, che si sarebbe unito a noi.
Oltrepassammo le mura e ci avviammo al galoppo verso la nostra meta, ma sapevamo che avremmo dovuto accamparci per la notte, dato che era quasi il tramonto.
Appena entrati nella foresta il lupo si affiancò a noi, lo guardai per un attimo, per vedere come avrebbe reagito alla presenza di Shina, ma sembrò non curarsene.
Ci accampammo in modo tale da non essere lontani dalle rovine in cui si trovavano Myrt e l'Oscura, ma al sicuro da eventuali attacchi o trucchetti delle streghe.
Non accendemmo fuochi per non essere visti ed i cavalli rimasero sellati, pronti ad ogni evenienza.
Quando tutto fu calmo mi allontanai in direzione di un'altura poco distante, da cui avrei potuto osservare senza essere vista le rovine e mi accorsi subito di avere Usul pochi passi dietro di me.
"Anche tu non scherzi quando ti muovi eh?... Un po' troppo rumoroso"
Usul incassò la frecciata con un sorriso, senza replicare e mi si affiancò.
"Mi devo scusare per l'altro giorno, ero tesissimo ed ho parlato spinto dal nervosismo"
Parlando mi mise una mano sulla spalla e dopo mi diede un lieve bacio sulle labbra, sfoderando poi un'espressione malandrina.
Non potei fare altro che scuotere la testa divertita.
"Inutile, con te non si può rimanere arrabbiate."
Tornai subito seria.
"So che Myrt se la può cavare benissimo da sola, ma ritengo non ci si possa fidare dell'Oscura."
La risposta di Usul fu lapidaria.
"E fai bene a non fidarti."
"Allora dobbiamo agire in fretta mi pare."
Ci scambiammo uno sguardo d'intesa e tornammo indietro, pronti a muoverci, nonostante avessimo stabilito in precedenza di far passare la notte e ancora una volta non ci fu bisogno di parole: le Froll scattarono in piedi pronte a ripartire.
"Bene sorelle, andiamo a dar manforte al nostro Comandante!"


SHIRYU

Dopo essersi lasciato alle spalle Myrt, fermamente convinta delle sue intenzioni, in sella ad Artax si allontana di gran carriera da quella laguna sventurata che, per qualche incantamento, vanta il potere di far perdere la via a chi vi s'introduce.
Ora ha un altro compito da portare a termine e non vede l'ora di farlo... si sta infatti dirigendo alla Kioskas di Klivia, quella di cui è Madras l'amazzone, per parlare con Usul degli ultimi eventi e richiedere un suo intervento.
Celermente s'inoltra nella palude e, per sua fortuna, il fetore della decomposizione che ivi regna ed il pantano su cui marcia non riescono a fermarlo, infatti, benché circondato da centinaia di zanzare ed insetti simili non desiste nel suo intento.
Con non poca fatica riesce a superare questo primo ostacolo e si ritrova subito immerso in una surreale foresta tropicale.
Al suo interno, la vegetazione parrebbe un nemico invincibile... le radici degli alberi, anziché essere sotto il livello del suolo, vi si posano sopra annodandosi l'un l'altra, i rami si aggrovigliano a formare una robusta rete che molti rampicanti si occupano d'infittire.
Shiryu non è però disposto a lasciarsi fermare.
Con una strana luce negli occhi sguaina la spada e, con potenti fendenti, crea ampi spazi in cui il
destriero non esita ad introdursi sospinto dall'ardore del Dragone...
La marcia è ora molto lenta a causa di quell'impedimento naturale ma in ogni caso procede costantemente.
Dopo poco più di un dan, si ritrova in una stretta radura, cinta completamente da magnifici quanto enormi pombo.
Decide quindi di approfittare dell'occasione per fermarsi un istante... ma solo per il tempo necessario a riposarsi un po' e rinvigorire Artax.
Smonta indi di sella e, dopo aver raccolto qualche succulento frutto di quegli alberi, si siede a terra, all'ombra di uno di essi e prende a gustarseli mentre il cavallo ha modo di apprezzare non poca erbetta verde.
Poco dopo è nuovamente pronto per riprendere il cammino ma, alzandosi, un odore di selvatico molto marcato gli si fa largo nelle narici avvisandolo di un pericolo imminente.
Mentre si guarda attorno cercando d'individuare la fiera che sa vicina, dai rami della pianta che gli ha offerto rifugio sente provenire un fioco ruggito e, appena si volta, si ritrova dinanzi ad un ghepardo.
Questi, con la sua grande agilità, gli si scaglia addosso approfittando anche della sorpresa ma, quasi per miracolo, il Dragone riesce ad evitare d'essere morso alla giugulare portando il braccio sinistro dinanzi a se.
La fiera l'addenta e, con le zampe anteriori gli apre profondi solchi sul petto.
Il giovane è a terra, un po' per l'urto ed un po' per quelle ferite che gli causano un dolore lancinante, col nemico sopra di lui.
Mentre mantiene fermo il braccio, con la mano destra riesce a raggiungere lo stiletto che porta nello stivale ed a procurare alla bestia un taglio sulla spalla... tale da farlo tornare indietro all'istante...
Non serve a molto però.
Appena tocca terra, con un balzo si rilancia addosso a Shiryu.
Questa volta però s'aspettava l'attacco e, rialzandosi quanto basta, riesce a schivarlo ed a saltargli in groppa afferrando con le sue braccia le zampe della fiera... facendo così però, le loro ferite si trovano a contatto.
Il loro sangue sembra mescolarsi.
E' subito costretto a mollare la presa ma né lui né l'animale si possono muovere...
Il Dragone è a terra.
Nella sua mente un bagliore accecante... poi una sensazione incredibile, come una sorta di vortice velocissimo in cui si trova risucchiato... attimi confusi...
Poi, passato questo primo momento, sviene.
Quando riprende i sensi, il sole è ormai calato ed Artax è al suo fianco... la fiera invece è sparita.
Ancora provato dal dolore e in una pozza di sangue, debolmente si rialza e si strappa di dosso quel che rimane della casacca fasciandosi stretto con essa.
Rimonta quindi in sella e riprende la via per Klivia appoggiandosi al suo fedele amico.
Raggiuntala nella tarda serata, Shiryu va subito a cercare Usul a casa sua.
Bussa con forza ed attende qualche istante.
Poi, sulla soglia, gli si mostra il compagno vestito a festa...
"Dove stavi andando Usul?" sogghignando... ma senza ottenere risposta.
"Dimmi tutto Shi... come mai da queste parti? Shi! Ma sei ferito!"
"Si, beh... ferite che mi medicherò più tardi! E' successo qualcosa ed ho bisogno del tuo aiuto! O meglio... tutti abbiamo bisogno del tuo aiuto! Myrt mi ha mandato qui... dice che non è più tempo di coperture e doppio gioco, che tempo fa parlavi di un Mastro di Chiavi... potrebbe darci una mano..."
"Shi, calmati un secondo e spiegami tutto con calma..."
Lasciandosi convincere dall'amico, gli spiega per filo e per segno quanto accaduto, poi gli chiede d'avvisare Licht e Jars e di fare quel che va fatto... Myrt è nella Kioskas fantasma con l'Oscura!
"Usul, sto organizzando una spedizione in quella Kioskas e sto reclutando i migliori elementi che queste terre abbiano da offrire. Non appena pronto, m'introdurrò e tenterò di scoprire quanto più possibile ma per il momento sta a voi fare qualcosa... parla col Mastro di Chiavi, con Licht e Jars e sbrigatevi per favore!"
Poi, senza aggiungere altro, si allontana per inoltrarsi nella foresta da cui è sbucato lasciando Usul a riflettere sul da farsi.



USUL

Andatosene Shiryu, Usul si incamminò per le vie di Klivia, girato un angolo una nube purpurea si sprigionò da lui, la sua figura cambiò e tornò ad essere Klaitex, fido Golem della Oscura, creato dal fango e dalla magia nera, capace di assumere le sembianze di qualsiasi vivente, infida spia, malefico mistificatore, capace di seminare dubbi e incomprensioni tra i nemici; dopo qualche passo eccolo assumere le sembianze di un corvo e alzarsi in volo, pronto a riferire alla padrona quanto udito.
Intanto, vicino alle rovine dell kioskas di Launam.....
Usul si attarda un momento rispetto a Jars che sta correndo a radunare le Amazzoni per dirigersi verso Launam, pensieroso, tra se è se mugugna: "Strana donna quella Jarsali, l'ho baciata io, dovrebbe essere lei la sorpresa e invece sono io turbato, io, comandante supremo delle truppe sventrapapere turbato per un bacetto... mah... che mi sta succedendo.".
E' un attimo, dall'ombra quattro figure emergono, un cappuccio "odore di narcotico, devo trattenere il fiato", un colpo nello stomaco lo obbliga a respirare, braccia lo afferrano, sensazioni che sfuggono, scompaiono... buio e silenzio.
Il lento stillicidio lo ridesta dal sonno indotto dal narcotico, la flebile luce di alcune torce illumina un antro ricavato scavando nella dura roccia, lento socchiude gli occhi a valutare la situazione.
Si trova legato con una corda in vita che lo sostiene, altra corda lo lega ai polsi con le braccia tirate sopra la testa, sotto di lui una voragine, sul fondo si notano pali appuntiti rivolti verso l'alto, guardando più in su nota che la corda che lo tiene in vita passa sopra una lama di roccia, ad ogni suo movimento la corda si consuma sulla roccia tagliente.
Un grasso carceriere, al sicuro su una sporgenza, grugnisce:
"Non agitarti dragone, è inutile, conosciamo l'abilità di quelli come voi, per questo ti abbiamo combinato questo scherzetto; più ti agiti e più si avvicina la tua ora, e se qualcuno volesse venire a salvarti, bhe, vedi? Quella porta è l'unico ingresso a questo posto, se venisse aperta dall'esterno il fermo che trattiene la tua corda si staccherebbe all'istante... solo io da qua posso aprirla senza farti ammazzare, sempre che lo voglia"
Si volta, afferra una bottiglia e beve a lunghi sorsi: "Mi hanno messo rinchiuso qua con te a farti la guardia perché sono furbo sai, eh, eh, nessuno me la può fare."
"Dimmi panzone, cosa volete da me?"
"Panzone a me? Stupido dragone, la tua vita è in mano mia e scordati che ti dirò che sei merce di scambio. Ops, ho parlato troppo, come al solito"
"Merce di scambio io? Panzone, ma che stai dicendo?"
"Smettila di chiamarmi panzone"
Affera una corda e la agita, il canapo che regge Usul si torce contro la lama di roccia consumandosi ancor di più.
"Credi che non ti abbiamo visto durante la romantica cenetta con la Madras, eheh, dovrà venire a patti con noi per riaverti indietro sano e salvo."
"Sicuro? Panzone." e pensando fra se: "queste stupide spie non capiscono un cavolo di quello che vedono, Myrt mi lascerà volentieri qua, o perlomeno non metterà a repentaglio di certo gli hammer per salvarmi. Maledette donne, se non fossi stato così distratto a pensare a quel bacio li avrei stesi tutti questi maledetti, mi son fatto fregare come un pivellino e ora il mio tempo è scandito da quante oscillazioni mancano prima che la corda si spezzi. Proprio ora che c'era bisogno dell'aiuto di tutti, accidenti. Se mi fossi applicato di più durante le lezioni di quel vecchio mago bianco sulla cordigliera potrei chiamare qualcuno con la telepatia, e invece niente, meglio la spada, l'ascia, le trappole, il sangue, stupido che sono, maledetto testone.".



JARSALI

Appena dato l’ordine alle sorelle mi voltai per rivolgere la parola ad Usul e rimasi sorpresa nel vedere che non si trovava dietro di me.
La cosa mi pareva per lo meno strana, non era il momento di giocare a nascondino e il dragone, pur essendo un mattacchione, non si sarebbe comportato così in questo frangente, per questa ragione mi preoccupai immediatamente.
Chiamai immediatamente una koguar e la misi al corrente dei miei timori, ordinai di stare all’erta alle altre Froll e con lei tornammo sui miei passi.
I segni di un agguato erano evidenti… tre o quattro persone avevano aggredito Usul, ma non c’erano moltissimi segni di lotta, fatto che indicava chiaramente che era stato colto di sorpresa e subito neutralizzato in qualche modo.
“L’hanno portato alle rovine!”
La voce della koguar giunse attraverso il velo di rabbia che era sceso su di me.
Scrollai la testa per rimuoverlo, dovevo essere lucida in quel momento, annuii guardandola indicare rami spezzati e l’erba schiacciata dal passaggio del gruppetto e imprecai, cosa insolita, tanto che l’amazzone mi lanciò un’occhiata stupita, ma comprensiva.
Ce l’avevo con me stessa perché quegli infami avevano agito a pochi passi da me, senza che me ne accorgessi, presa com’ero a lanciare ordini per andare in aiuto di Myrt, ora c’era anche Usul da salvare e la cosa si faceva complessa.
Ci muovemmo rapidamente, decidendo di lasciare i cavalli ad una distanza ragionevole dalle rovine, anche se ormai sapevamo che l’Oscura era a conoscenza della nostra presenza e che avremmo agito entro breve.
Una sensazione strana mi aveva accompagnata da quando avevo capito che era successo qualcosa ad Usul, un senso di frustrazione molto forte, che riconobbi non essere solo mio.
Possibile che… mi fermai un attimo come se i piedi fossero rimasti imprigionati nel terreno e una luce mi avesse abbagliata.
Quella sensazione proveniva da Usul!
Mi guardai rapidamente intorno, per vedere se le mie sorelle si fossero accorte del mio strano atteggiamento, ma così non era stato, tornai quindi a concentrarmi su quella scoperta: evidentemente il mio dono si stava ampliando anche alla comunicazione mentale con le persone!
Non era così forte e chiara come quella con gli animali, con i quali comunico praticamente come se ci parlassi, ma sembrava legata strettamente ad una sorta di empatia, una condivisione di sentimenti molto forti.
Usul doveva essere davvero frustrato ed arrabbiato e per di più in pericolo, per riuscire a raggiungermi in quel modo!
Il luogo dove era rinchiuso non potevo vederlo, ma percepivo la mancanza di una forte fonte luminosa, del vuoto (vuoto?), del pericolo e dell’urgenza… Usul era davvero nei guai!
Subito pensai al reticolo di tunnel e caverne che si allarga in profondità sotto Arcano, quindi era probabile che Usul fosse tenuto prigioniero nei sotterranei delle rovine.
Si doveva agire in fretta, salvare Usul celermente e prima di andare da Myrt, ci sarebbe servito anche il suo aiuto per supportare la Madras.
Lasciai parte delle amazzoni indietro a tenere sotto controllo la situazione, pronte ad intervenire al momento giusto, quando avremmo dovuto liberare Myrt, con me solo tre di loro, saremmo state più che sufficienti per liberare il dragone.
Raggiungemmo le rovine in breve tempo, evitando un paio di pattuglie dei fedeli all’Oscura e, trovato un passaggio che conduceva ai sotterranei, ci inoltrammo all’interno della costruzione.
Subito trovammo le scale, fiocamente illuminate e fummo investite dall’odore provocato dall’umidità grondante dai muri.
Scendevamo con cautela, l’orecchio teso a percepire ogni più piccolo rumore indicante l’arrivo di qualcuno, attente a non scivolare sui gradini viscidi.
Al fondo della scala si apriva un piccolo locale, con un’unica porta, da cui proveniva la luce debole di una fiaccola.
Mi avvicinai in silenzio e guardai attraverso la grata presente sulla parte alta della porta e quello che vidi ed udii mi gelò per un attimo il sangue nelle vene: Usul appeso come un salame ad uno sperone di roccia sul vuoto ed un omone panciuto che sbraitava minacce, agitando una bottiglia con una mano e stringendo una corda dall’altra, corda che da un capo teneva legato Usul e dall’altro era fissato alla porta!!
Ora capivo l’urgenza che percepivo da Usul!
Mi girai verso le mie sorelle, il piano già delineato in mente.
“Quella guardia è stupida ed ubriaca, per cui anche pericolosa, ma possiamo giocarla! – sussurrai – Presentiamoci come se fossimo state mandate dall’Oscura e facciamoci consegnare il dragone, se saremo decise non si opporrà, ne sono abbastanza certa, dobbiamo fare sì che apra la porta dall’interno, se no Usul precipiterà nel vuoto!”
Risalimmo un po’ la scala per ridiscenderla immediatamente dopo rumorosamente.
Come previsto il carceriere si avvicinò subito alla porta, guardando fuori, gli occhi lucidi e rossi, come il naso bitorzoluto.
“Alt! Chi siete? Che volete?” la voce biascicata.
Inalberai subito un tono arrogante e deciso.
“Bestione che sei! Non ci vedi? Ci manda la Madras!”
Vidi il dubbio nei suoi occhi porcini ed insistetti.
“Vuole il prigioniero, dobbiamo portarlo da lei subito e quando lei dice subito, intende per ieri! Quindi datti una mossa e apri quella porta senza far sfracellare il prigioniero!”
Il tono e quel richiamo al caratteraccio dell’Oscura, decisamente azzardato ma evidentemente corretto, dovettero essere sufficienti, perché l’omone, dopo aver trafficato un po’ con corda e serratura, aprì la porta.
Non scorderò mai lo sguardo sorpreso nell’attimo in cui si ritrovò la mia spada affondata nel ventre, ma devo dire che mi lasciò del tutto indifferente.
Ritrassi l’arma e la pulii sugli abiti del carceriere, mentre le tre Froll liberavano Usul, dopo averlo fatto calare con attenzione, tra mille raccomandazioni e battute del povero dragone.
Ero sollevata di sentirlo del suo solito umore, tutto sommato, ma mascherai questa emozione con una battuta sarcastica.
“Allora Usul! – lo apostrofai – Finito di fare il salame?”



MYRT

Ed eccola, finalmente, una donna di innegabile bellezza, quasi un animale, uno splendido pitone verde. Rimasi immobile per lo stupore, riuscivo a capire perchè tanti le obbedissero, trasudava potere, carisma, determinazione e sicurezza.
Compresi perchè gli hammers mi sfuggivano di mano per rifugiarsi nella sua, nemmeno in un milione di anni sarei riuscita ad avere quello sguardo da dea indifferente io che ero un groviglio di passioni, prima fra tutte la rabbia.
Feci qualche passo avanti, e... mi tese la mano.
La presi, sorpresa, e lei mi fece cenno di sedere: "Nelle nostre prigioni c'è un dragone, pare si chiami Usul, ma credo che...- un rumore giunse dal basso - credo lo abbiano già liberato. Stanno arrivando in forze per salvarti, il che ti condannerà. Ho visto dal tuo sguardo che capisci la mia forza, non mi ci vorrà molto per convincerli...."
"Ma tu che cosa vuoi?" Chiesi, curiosa.
"Io? Quello che vorrebbero tutti. Nessuna Madras, nessun comando, ognuno libero di gestirsi da sè, cosciente del bisogno degli altri di fare la stessa cosa."
Restai di sale.
Mi erano sembrate le parole più intelligenti mai udite... anche se rinunciare al mio prestigio mi sarebbe costato caro, in termini di orgoglio.
"E come pensi di arrivarci? Se anche non ci saremo più noi ci sarai comunque tu e il tuo, anche se diverso, è comunque un controllo. Li hai trasformati da sudditi in facenti parte di una setta... non credo sia meglio, l'uomo non è ancora pronto per una cosa del genere, ci inventiamo dee per sentirci meno soli e imperatrici che come madri sappiano guidarci... non siamo ancora abbastanza grandi."
"Mia cara, forse hai ragione, tuttavia io voglio provare. Tu capisci però che perchè questo riesca tu e le altre dovete essere eliminate. Ti vedo, non potrei mai stare tranquilla con te in giro, anche se il tuo potere è inferiore al mio hai comunque anche tu la capacità di farti seguire dagli altri, basta vedere il gruppetto che si è lanciato qui per te..."
"Uccidermi? E' questo che vuoi fare?"
"Certo. E' mio compito come è compito tuo cercare di non farmi riuscire. Non ho dubbi che sarai un'avversaria.... interessante"



SEYA

Restai immobile inginocchiata con il capo chino davanti alla madras Oscura mentre Myrt la raggiungeva ed iniziavano a parlare, le ascoltai e fra me sorrisi, il potere oscuro non è illusione e magia ma parola che si incunea nella mente e nel cuore e qui cresce come una pianta rampicante.
Come previsto dalla mia signora lo strano sistema di ventilazione mi permise di sentire i rumori provenire dalle segrete, gli hammers erano arrivati.. bene... mi rialzai appoggiandomi all'alabarda, mi voltai e spinsi un piccolo sasso rotondo vicino all'ingresso, una porzione di muro sembrò svanire rivelando un passaggio.
Lasciai sole le due madras.
Percorsi un piccolo e stretto cunicolo che correva parallelo agli spessi muri del castello, tirai una leva ed un pannello di pietra si spostò.
Lenta, sorridendo e pregustando la battaglia imminente iniziai a scendere le scale illuminate dalle tremule fiaccole che sembravano spegnersi al mio passaggio.
Mi avvicinai alle spalle di 2 amazzoni che erano venute a liberare Usul e stavano sulle scale attente che non giungessero rinforzi.
"Salve giovani stolte" la mia voce, poi la mia figura emerse dalle ombre; la prima, sorpresa, l'atterrai con un colpo di alabarda in testa, di piatto, non era il suo sangue che volevo vedere scorrere... la seconda invece riuscì a sferrare un poderoso colpo di spada che sembrò infrangersi contro uno scudo
invisibile, un bagliore di luce poi si accasciò ai miei piedi, rannicchiata, in lacrime, tenendosi la testa e mugolando come un cucciolo ferito.
La fissai sprezzante, poi un sorriso sinistro mi illuminò il volto... il potere dell'oscurità era forte ma ancora più forte sono le paure nascoste nel nostro animo.
Ripresi a camminare fintanto che non mi trovai davanti il corpo della guardia che custodiva il dragone, lo fissai un secondo poi iniziai a parlare:
"Quanto ardore amica mia per un uomo... sono dunque cambiate così tanto le cose in mia assenza?"
3 paia di occhi si girarono a guardarmi sorpresi.



SILVER WIND

Entrato nel salone, nel quale, su di uno scranno di legno nero finemente lavorato, stava Lei, L'Oscura. Non riuscii a vederla nel volto a causa del cappuccio del suo mantello nero.
L'Oscura fece cenno alle altre guardie presenti di lasciare sole Lei, la donna vagamente familiare e Myrt. Feci per uscire, ma, facendo ricorso alle mie abilità di Dragone e ai miei movimenti silenziosi da lupo, riuscii a nascondermi senza essere percepito, forse.
Subito dopo che la porta fu richiusa, L'Oscura fece cenno alla mia Madras di avvicinarsi e iniziarono a parlare, seguii attento i discorso tra loro due, al momento nessuna delle tre donne sembrava che si fosse accorta di me.
Improvvisamente si sentì un forte rumore che mi deconcentrò per una frazione di secondo, vidi poi la donna che mi pareva di aver già visto andare via attraverso un passaggio segreto, di cui appuntai mentalmente dove si trovasse, poi ripresi a seguire il dialogo: "Stanno arrivando in forze per salvarti, il che ti condannerà. Ho visto dal tuo sguardo che capisci la mia forza, non mi ci vorrà molto per convincerli"
"Così la pensi tu, stolta creatura della notte!" pensai.
"Ma tu che cosa vuoi?" Chiese Myrt.
"Io? Quello che vorrebbero tutti. Nessuna Madras, nessun comando, ognuno libero di gestirsi da sé, cosciente del bisogno degli altri di fare la stessa cosa."
"Libero? Ma io sono già libero, e una gerarchia è indispensabile per non trovarci in un mondo senza regole" pensai.
"E come pensi di arrivarci? Se anche non ci saremo più noi ci sarai comunque tu e il tuo, anche se diverso, è comunque un controllo. Li hai trasformati da sudditi in facenti parte di una setta... non credo sia meglio, l'uomo non è ancora pronto per una cosa del genere, ci inventiamo dee per sentirci meno soli, e imperatrici che come madri sappiano guidarci... non siamo ancora abbastanza grandi."
Queste parole di Myrt mi fecero male, ma nello stesso tempo rinnovarono le mie energie.
"Mia cara, forse hai ragione, tuttavia io voglio provare. Tu capisci però che perché questo riesca tu e le altre dovete essere eliminate. Ti vedo, non potrei mai stare tranquilla con te in giro, anche se il tuo potere è inferiore al mio hai comunque anche tu la capacità di farti seguire dagli altri, basta vedere il gruppetto che si è lanciato qui per te..."
"Uccidermi? E' questo che vuoi fare?"
"Certo. E' mio compito come è compito tuo cercare di non farmi riuscire. Non ho dubbi che sarai un'avversaria.... interessante"
A questo punto ero molto combattuto sul da farsi, se entrare in scena a carte scoperte o aspettare un momento più favorevole...
"E se non ci fosse stato un momento più favorevole? E se Myrt fosse morta sotto ai miei occhi?"
Questi pensieri terribili mi frullavano in testa, quando una voce, angelica e sensuale, pronunciò queste parole: "Fidati del tuo sesto senso Silver Wind, fidati di ciò che hai imparato nella tua vita, fidati delle tue abilità, fidati di tuoi amici, fidati della natura su cui hai un controllo, tu non lo sai ancora, ma tu sei il Prescelto"
"Prescelto, io? E di chi? Per cosa?"
"Fidati di te stesso"
"Come faccio ad avere il controllo sulla natura? Mica sono un mago o stregone?"
"Quando ne avrai bisogno si rivelerà, ora però fai ciò che ritieni giusto"
Con l'agilità di un felino percorsi il salone seguendo il suo perimetro più velocemente possibile, così iniziai a far rumore.
L'Oscura si alzò in piedi scoprendo così il suo volto, non volli credere ai miei occhi, e iniziò a vagare con lo sguardo in cerca della fonte del rumore improvviso.
Ne approfittai, continuai a correre per la stanza seguendo il perimetro, prima e poi mi avvicinai sempre più, e più mi avvicinavo e più aumentavo di velocità, come avevo imparato dal mio fido lupo seguendolo nelle battute di caccia, nel frattempo il rumore iniziò a crescere d'intensità e, a causa del forte eco, era difficilissimo decifrare la sorgente dello stesso.
Mentre stavo correndo iniziai a sfoderare sia la spada sia l'ascia da battaglia preparandomi ad affondarle come zanne nella mia preda.
Quando fui a circa 3 metri da lei, iniziai ad andarle incontro seguendo una traiettoria spirale fino a circa 1,5 m da lei e poi saltai in linea retta cercando di atterrarle sopra con tutte le mie armi contemporaneamente.



MYRT

"Fermo!" Urlai, mettendomi tra Silver e l'Oscura.
Rimase interdetto, riatterrò in piedi con un'agilità che non potei fare a meno di notare e mi guardò.
Nello stesso istante l'Oscura fece segno alle guardie di arrestarsi e rimanemmo lì, tutti immobili in uno strano gioco delle belle statuine:
"Di sotto sta succedendo qualcosa - dissi, rompendo il silenzio - qualcosa in cui tu puoi essere d'aiuto. Tutto questo non è opera della magia, se anche oggi dovessimo vincere ricostruire le cose sarà lungo, e doloroso. Ma non voglio perdere nessuno: nè Seya, nè Jars, nè Usul..... e nemmeno te"
Terminai, guardando l'Oscura.
Diedi uno spintone al dragone nella direzione dalla quale era sparita Seya e tornai a guardare la Madras.
"Come ti chiami?" le chiesi
"Lariah." rispose lei, stupita forse.
"Dobbiamo combattere?"
"Direi che non c'è altro da fare"
"E una delle due dovrà....."
"Morire, si."
"Perchè?"
"Perchè finchè voi Madras sarete qui non ci sarà posto per me e io voglio averne uno."
"E non vuoi sottostare agli ordini di nessuno."
"No."
"Nè essere una ribelle."
"No. Io amo questa terra."
"Voi sapete che non Vi colpirò."
"Cos'è, Myrt, adesso mi dai del Voi?"
"Si, Signora. Vi ho chiesto come Vi chiamavate per curiosità. Perchè so benissimo qual è il Vostro nome, Imperatrice."
Rimase immobile, sorridente, e piano il suo volto tornò quello che conoscevamo tutti, mentre da dietro lo scranno su cui era stata seduta compariva il volto ironico del Custode.
Sorrisi anch'io, soddisfatta, poi tornai seria :
"Avrei potuto non capire. Avrei potuto attaccarvi, e forse, chissà, vincervi. Perchè avete fatto tutto questo? Volevate una prova della fedeltà degli hammers?"
"No, Myrt. Spesso anche nelle menti di chi governa sorgono dei dubbi, volevo vedere se Arcano sarebbe stata pronta a vivere senza ordini e gerarchia e il risultato mi ha colpito. Non ci siamo ancora, avevi ragione nel dire che siamo ancora troppo piccoli, ma un passo in avanti è stato fatto. Tu mi hai
sorpresa: pensavo tenessi al tuo ruolo più che a qualunque altra cosa e invece alla fine non sapevo più cosa dirti per spronarti ad attaccarmi... E' dunque già finita la tua rivincita su chi ti ha trattato da reietta?"
Sorrideva, conosceva già la risposta, lei era stata una delle persone che me l'avevano insegnato.
"I pregiudizi che la gente aveva verso di me sono morti e con loro la vergogna. Non ho più niente da dimostrare, so che mi arrabbierò milioni di volte perchè gli hammers cercheranno di scavalcarmi ma non importa. Quello che voglio è permettere a chiunque di poter vivere qui e se posso farlo anche in silenzio..... beh, va bene."
Guardai l'imperatrice da sotto in su: "Adesso, Madras Oscura, vogliamo andare a dire a quelli nelle segrete che è ora di piantarla di fare a botte?"
Sorrise, diede il braccio al Custode, fece per avviarsi, poi si sorrise, complice: "Prego, avanti i vincitori."
Scoppiai a ridere e li guidai nelle segrete.
                        

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