Dialogo con un'amica - Cap. 2
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MYRT
Congedato Shyriu montai a cavallo, diretta al Tempio.
Inutile dirlo, mi sentivo tanto impotente da non poter restare da
sola e le parole di Aria e di Kristal avevano sempre un effetto
calmante su di me. |
Avevo lasciato a Jars il compito di occuparsi delle mie amazzoni e mi
sembrava già abbastanza confusa senza bisogno che io la confondessi
ancora di più.
Inoltre dovevo mostrarmi sicura, come sempre, altrimenti le mie
amazzoni... già, le mie amazzoni.
Le consideravo tutte "figlie" mie, ero pronta a dare la vita per loro e
quindi dovevo essere sicura del motivo per cui le Froll avrebbero dato
la loro.
L'idea che un serpente velenoso si aggirasse tra le mie truppe mi faceva
ribollire il sangue nelle vene e....
Ad un tratto sentii un rumore.
Mi fermai, Apache drizzò le orecchie, in attesa: era il rumore di un
cavallo, che, nel momento in cui noi ci fermammo, cambiò direzione
bruscamente.
"Vediamo se riesce a batterci." sussurrai al cavallo, e lo feci partire
ad un'andatura tale da far invidia ad un demone.
L'inseguimento continuò a lungo, e, nel bosco, balzai dal cavallo su un
albero, mentre Apache continuava la sua corsa: da un ramo all'altro,
lanciandomi di albero in albero, tenni il passo dell'inseguito, e al
momento giusto piombai sulla sella di quest'ultimo.
Rovinammo in terra, per un soffio non rimasi schiacciata dal cavallo,
sguainai la spada e la puntai al collo dell'uomo prima che lui potesse
sfoderare la sua.
"Che diavolo sta succedendo, Usul?"
Fece per rispondere, spinsi la punta della spada appena sotto il mento
dell'uomo, incidendone la pelle: "Non mi tirare fuori storielle. Sono
furiosa, qualcuno ha cercato di farmi la pelle, di fare la pelle a
Kristal, quindi non sono in vena di bontà. Raccontami una balla e ti
taglio la testa senza pensarci un attimo. Voglio sapere cosa succede, e
voglio anche sapere perchè un dragone della mia kioskas si permette di
agire da solo senza parlarne con la sua Madras. O ne hai un'altra, al
momento?"
LICHT
"Una volta sapevi riconoscere immediatamente da quale parte erano le
persone. Stai forse invecchiando Madras?"
Uscii lentamente dall'ombra, girando intorno a Myrt e a Usul guardando
fisso l'Amazzone.
"Ah ecco l'altro traditore dunque, possiamo chiudere le porte, la
riunione è al completo o manca ancora qualcuno Licht?".
Un sorriso ironico e amaro comparve sulle mie labbra, poi fissandola
negli occhi:
"Togli quella lama dal collo di Usul, sarebbe il tuo errore più
grande... Sai perchè ti ho sempre ammirato Madras? Quando ti ho
conosciuto avrei scommesso su di te, che avresti sempre saputo da quale
parte fosse la verità"... ero davanti alla Madras e con la mano scansavo
la lama dal collo di Usul "... e devo dire che fino ad oggi non avrei
mai perso... Vedi Myrt", mentre aiutavo Usul a rialzarsi "la Madras
Oscura ha saputo riunire intorno a sè i dispersi di Ylea, ha raccolto in
ogni angolo di queste terre uomini assetati di vendetta, ribelli e
costruito un esercito superiore per numero di almeno tre volte a tutti
gli eserciti regolari di Nimira. Ha posto il suo quartiere generale
nelle terre delle montagne oltre la Cordigliera e quando avanzerà sarà
un fiume in piena che travolgerà ogni resistenza, uscirà da ogni argine.
La sola speranza è uccidere l'Oscura prima che dia quell'ordine. Ma per
farlo occorre esserle vicino, molto vicino".
SEYA
Da tempo i movimenti di Licht avevano messo in allarme l'acuto senso del
pericolo acquisito come amazzone, ma non potevo credere che il cavaliere
scelto dalla madras Oscura fosse un traditore.
Non era facile seguire il comandante dei Betris, è un uomo guardingo ed
intelligente ma nulla si può contro il potere dell'oscurità... ed ora
eccomi qui ammantata delle ombre nel fitto del bosco mentre osservo con
gli occhi fiammeggianti l'incontro fra la Madras Myrt, Licht ed Usul.
JARSALI
Di nuovo strani movimenti nell'ombra che seguono i passi guardinghi di
Myrt, Licht e Usul.
Anch'io, ombra fra le ombre, mi sono mossa per seguire il gruppo, ancora
indecisa sull'identità della persona che li sta spiando, ma pronta ad
intervenire se ce ne fosse il bisogno e stupita che nessuno dei tre se
ne sia accorto.
Forse sono troppo presi dai loro pensieri?
Un lieve verso animale esce dalla mia gola, mischiandosi ad altri, certa
che solo la diretta interessata se ne accorgerà.
Attendo che lo sguardo di Myrt saetti rapidamente nella mia direzione,
certa che non mi possa vedere, ma altrettanto sicura che sappia della
mia presenza.
Vedo il suo capo fare un lievissimo cenno d'intesa verso di me, ma sento
un altro paio d'occhi frugare nel fitto della foresta e cercare segni
della mia presenza, senza esito.
Chiudo gli occhi e cerco di percepire un qualsiasi suono che mi indichi
il punto in cui l'ombra cela l'inseguitore, ma la mia presenza ha
allarmato la spia dell'Oscura, che sento allontanarsi rapidamente, ma
cauta, tanto che è impossibile trovarne tracce che io possa seguire.
Solo allora mi faccio avanti, sbucando dall'ombra e suscitando la
sorpresa di Licht e Usul, che sobbalzano sotto lo sguardo divertito di
Myrt, alla cui silenziosa domanda, se ho potuto inseguire la spia o
meno, mi ritrovo a rispondere con un cenno di diniego, che causa una sua
espressione di disappunto.
Guardo ancora il mio Comandante, poi Licht e Usul.
"Allora, contenti di essere riusciti a farvi scoprire dalla Madras,
tramite il suo emissario?"
USUL
"E tu non potevi evitare di farti sentire da Seya? Ti muovi nella
foresta come un elefante in un negozio di porcellane!"dissi adirato
rivolto a Jarsali.
Le due donne ora guardavano me e Licht con un misto di stupore e di
risentimento, si sentivano usate e tradite.
"Era tutto perfetto, questo doveva essere l'ultima prova per guadagnarci
la completa fiducia della Oscura: fingere di esserle infedeli e passare
false informazioni alle amazzoni! E tu, delicatezza fatta persona, hai
rovinato tutto facendo scappare Seya. Myrt non stava sospettando nulla,
era convinta di averci sorpreso, sicura della sua furbizia e scaltrezza,
e questo rendeva credibile la nostra messinscena."
Intanto passeggiavo nervosamente avanti e indietro...
"Mi son detto, starà attenta, si sa muovere nella foresta, Seya non la
sentirà, e invece si mette a fare la gallinella starnazzante per
avvertire il suo comandante e questo esperto comandante invece di fare
finta di nulla si guarda in giro alla ricerca della gallinella mandando
tutto a schifio!".
"Su, calmati Usul" disse Licht all'improvviso "non tutto è perduto".
Mi calmai un poco, mi fermai, respirai l'aria umida della notte.
"Si, forse non tutto è perduto, la Madras ora sa che io so di preciso
dove si trova lo Stinger Draconis e che posso recuperarlo, e pensa di
controllarmi per mezzo di questa", estrassi dal fodero la Katana che mi
aveva forgiato Mastro Di Chiavi... la lama, nell'oscurità, riluceva di
un bagliore pallido ed inquietante.
JARSALI
Lasciai sfogare Usul ed ascoltai le parole di Licht senza battere
ciglio, ma la rabbia montava in me come il mare in tempesta. e la voglia
di colpirlo si faceva pressante.
Usate e tradite? Affatto!
Potevo anche capire le loro azioni, ma non tolleravo lo scarso
autocontrollo e la mancanza di discernimento che Usul stava dimostrando.
La mia espressione era rimasta granitica, mentre le parole del dragone
mi scivolavano addosso, solo il mio sguardo si fece di ghiaccio, così
come la mia voce quando iniziai a parlare.
"Come al solito parli prima di usare lo scarso cervello che ti ritrovi!
Stai insultando non solo me, che sarebbe il minimo, ma anche Myrt, che
mi ha affidato un incarico di prestigio, non per la mia bella faccia, ma
per le mie capacità! Con chi ti credi di parlare Usul? Ho alle spalle
anni di allenamento e di esperienza e so perfettamente come muovermi
nella foresta senza farmi sentire, a meno che io stessa non lo voglia! -
Vedevo lo sguardo di approvazione di Myrt, come se stessi usando le
stesse parole che avrebbe usato lei, magari con ancora maggiore veemenza
- Non sono state le orecchie di Seya a sentirmi avvicinare, ma il suo
spirito! Ha percepito la mia presenza ben prima che io decidessi di
farmi notare!"
Fu evidente l'attimo in cui Usul si rese conto di aver parlato veramente
a sproposito, ma non gli lasciai aprire bocca, mi rivolsi a Myrt e la
salutai aspettando il suo cenno di congedo, che arrivò immediatamente.
Salutai lei e Licht e tornai sui miei passi, ignorando Usul che aveva
gli occhi puntati sulla mia schiena.
MYRT
Lasciai che si sfogassero tutti, dopodichè piantai gli occhi in quelli
di Licht e Usul.
Rabbia? Si, la mia era rabbia, ma non mi misi ad urlare, tanto più che
la furia mi bloccava il respiro in gola; tutto quello che feci fu di
sussurrare, la voce tanto bassa da sembrare maschile:
"Questo non me lo dovevate proprio fare. Credete che mi sarei messa in
mezzo se avessi saputo? Che cosa vi siete messi in testa? Fino a prova
contraria non siete Madras, sbaglio? E allora posso chiedere cosa vi
costava dare una piccola prova di rispetto e venirmi ad avvertire? Tu,
poi - mi voltai verso Usul - tu mi hai chiesto quando mi sarei fidata di
te. Bel modo di guadagnarsi fiducia, se poi noi amazzoni siamo così
prevedibili e poco attente da farci scoprire, se davvero il nostro
comunicare è così rumoroso mi volete spiegare come mai le cariche
maggiori toccano a noi? Cos'è, caso? Sapete cosa vi dico? Non voglio più
vedere nessuno dei due. A te Usul consiglio vivamente di cambiare
domicilio e tu..... - guardai Licht - tu hai buttato un anno di amicizia
dalla finestra."
Alzai la voce: "Il campo è tutto vostro. Salvate Arcano o miei prodi!"
allargai le braccia comprendendo tutto lo spazio circostante e sorrisi,
poi montai a cavallo.
Giunsi alla kioskas in un attimo, incrociai Jars ed entrai a passo di
marcia in camera mia, chiusi la porta... e cominciai a gridare qualcosa
che sembrava un ruggito.
In un attimo sentii bussare alla porta, la spalancai e ringhiai sul viso
delle amazzoni: "Manda a chiamare Madras Kristal... anzi, no, meglio.
Aspetta un attimo."
Chiusi la porta, afferrai un pezzo di pergamena, vi vergai sopra qualche
parola rabbiosa e poi lo consegnai all'amazzone:
"Portale questo. MUOVITI!"
Mi sedetti alla scrivania, i gomiti appoggiati sul tavolo, le mani
giunte davanti alle labbra serrate, poi afferrai il piano d'appoggio e
lo scaraventai dall'altra parte della sala.
"MALEDIZIONE!!!!!!! HO sempre pensato di dover dare la vita per Nimira e
per gli Hammers! Mi sbagliavo! Al diavolo gli hammers, che vadano pure
tutti all'inferno!"
Sfondai quattro vetrinette con un calcio, spalancai la finestra e
saltai, aggrappandomi solo all'ultimo al cornicione, poi toccai terra
con i piedi, montai su Apache e vidi Jars corrermi incontro:
"Comandante....."
"NON MI INTERESSA!"
"Ma dove andate?"
"Secondo te?" sguainai la spada.
"Per l'amor del cielo! Che cosa..."
"Stai tranquilla." gettai la spada ai piedi dell'amazzone, mi liberai
dell'armatura.
"Comandante...... Myrt....."
"Ah, non preoccuparti, sarò di ritorno entro poco."
"Ma così, disarmata...... se Vi aggredissero?"
"Magari lo facessero! Così avrei l'occasione di piantare i denti negli
occhi di un uomo!"
Partii al galoppo e cavalcai fino all'alba, finchè non raggiunsi la riva
del mare.
Il vento freddo di icyrule increspava le onde mentre, a piedi, salivo su
un'alta rupe: mi avvicinai al ciglio della scarpata, aprii le braccia e
mi lasciai andare.
L'acqua mi incontrò fin troppo presto, fredda e dolorosa, poi un'onda mi
prese in braccio, mi portò in alto, poi di nuovo in basso, sempre più in
basso, finchè quella successiva non fece lo stesso.
Riaprii gli occhi e nuotai controcorrente, fino a giungere sulla
spiaggia senza fiato, i muscoli arrossati dallo sforzo e dal freddo.
Chiusi gli occhi e mi addormentai.
SEYA
Dovevo andare a riferire a lei cosa avevo visto ma la sua voce fu eco
dentro me:
"Mia fedele amica, una missione importante ti attende, una Madras... è
disarmata, è arrabbiata.. trovala.. e portala a me!"
Non fu difficile seguire le tracce della Madras arrabbiata, gli anni
nelle Mokada, i duri allenamenti ed il lungo pellegrinaggio avevano
temprato il mio corpo ed affinato i miei sensi, ora come ora utilissimi
allo scopo della mia Signora; inoltre i poteri magici mi conferivano la
velocità delle ombre.
Sempre nascosta osservai Myrt librarsi giù dalla scogliera evocando in
me l'immagine di un falco pellegrino mentre spicca il volo, la vidi
galleggiare mentre il mare la portava con se con violenza e dolcezza,
poi lei si portò sulla spiaggia dove la vidi distendersi per non
alzarsi.
In condizioni normali avrei ammirato molto il suo comportamento ma ora
lo stavo apprezzando perchè mi dava l'occasione per fare cio che la
Madras Oscura mi aveva chiesto.
Aiutandomi con la strana alabarda che il Mastro di Chiavi aveva
costruito su mio disegno discesi il breve tratto di sabbia ed erba che
portava alla spiaggia e silenziosa, levitando sulla spiaggia, mi
avvicinai a Myrt.
"Valar Morghoulis et sit mor vobiscum jallil" piccoli movimenti di
labbra per impercettibili sussurri.
Allargai le braccia e piccoli ragni neri emersero dalla sabbia tessendo
una trama fitta e resistente attorno alla donna addormentata...
Ben presto fu quasi del tutto ricoperta e solo allora con un potente
sobbalzo vidi Myrt tentare di alzarsi inutilmente.
"Salve Madras Myrt, quanto tempo..."
MYRT
Dormitina? Svenimento sarebbe stato più esatto, ed eccone le
conseguenze: ebbi tutto il tempo di maledirmi mentre guardavo in sù,
verso Seya:
"Tesoro, non è carino inchiodare una Madras in una posizione simile, non
è.... dignitoso. Soprassiedo giusto perchè sei la compagna di un
amico..."
Riuscii a mettermi seduta, avvolta comicamente da tutte quelle piante.
Mi guardai intorno, poi: "Beh, allora? Dico, non avrai mica intenzione
di uccidermi così, vero? Ammesso che tu abbia questo desiderio... che mi
dici amica mia?"
"Dici bene, noi siamo amiche."
La guardai, sorrisi.
"Ah, si? Curioso! Questo - indicai con il mento la strana ragnatela che
mi avvolgeva - non è certo un rituale di saluto che mi è molto
familiare....... e poi i ragni mi fanno schifo." Dissi, stringendone uno
tra le due dita che riuscivo a muovere e facendolo a pezzi.
"Si, noi siamo amiche... ti avrei già ucciso se non fosse così.."
"Oh, bene..... vedo che le mie quotazioni sono in ribasso un po'
ovunque! Gradirei sapere chi ha messo in giro questa storia, comunque
lasciami dire che ho i miei dubbi. Ma veniamo al dunque, prima che mi
arrabbi davvero e mi mangi tutti i tuoi ragnetti. Che vuoi?"
"Non vorresti essere apprezzata? Non saresti più una Madras, ma ti posso
assicurare che l'Oscura sa come ricompensare i suoi..."
"...sottoposti? No, grazie, passo."
"Riflettici... è vero, dovresti obbedire, ma avresti alcune
soddisfazioni... Che ci fai qui? Perchè ti sei buttata da una rupe, se
sei così contenta di come stanno le cose? Stai forse perdendo il
rispetto dei tuoi hammers?"
La guardai, strinsi gli occhi: "Che serpe. Beh, dì alla tua Oscura che
per me ci vuol altro che quattro paroline."
"Ascoltami, non ci guadagni niente a restare."
"Oh, e invece con la tua ..... santa oscura cosa otterrei? Quello
splendido sguardo vacuo? Si cocca, intendo il tuo. Mai vista una faccia
mancare così totalmente di intelligenza. Andiamo, coraggio, che hai
intenzione di fare? Punirmi?"
"L'Oscura ti ha fatto un'offerta." commentò freddamente lei.
"Ti devo dire dove può sbattersela o ci arrivi da sola?"
Sospirò, mi girò intorno, io guardai in alto con aria annoiata... in un
attimo mi afferrò il mento e fissò lo sguardo nel mio.
Sentii la voce, finalmente, di chi manovrava tutto questo entrarmi nella
testa, promettermi un posto d'onore alla sua tavola.... poi Seya tornò
Seya e mi chiese: "Che fai, vieni?"
MASTRO DI CHIAVI
Il respiro, uscendo dalle labbra, diveniva nebbia, foschia, condensava
in mille goccioline per il freddo del luogo.
Pochi, decisi e precisi colpi staccavano il prezioso minerale dalla
roccia, piccola vena viola di fluorite, rara in questo mondo e
utilissima nelle leghe.
“Piccola mia vieni qua” dissi mettendo un bellissimo cristallo, di un
perfetto viola scuro, nella sacca; proseguendo nel lavoro i pensieri mi
andarono alla situazione di Arcano.
“Bene… bene… vedo divisioni tra gli hammers, indecisione, litigi e
l’Oscura diviene sempre più forte. E’ necessario, doloroso ma
necessario, il nuovo equilibrio nascerà solo dallo scontro, e lo scontro
nasce quando le due fazioni hanno la stessa forza. Io devo capire,
capire per tempo se le nuove 4 chiavi avranno un nuovo padrone… L’oscura
per ora promette bene, è decisa, forte e ben organizzata. Ma c’è quella
ragazza, quella amazzone… Jas… Jar… Ah, si, Jarsali. Quegli occhi, lo
stesso azzurro, lo stesso taglio”.
La sacca era oramai piena, iniziai a strisciare verso l’uscita,
all’indietro, il cunicolo non permetteva di girarsi, come un lunghissimo
intestino si snodava nelle viscere seguendo la piccola vena del prezioso
minerale.
“Hanno lo stesso portamento, la stessa fierezza, mi chiedo se l’oscura
sappia qualcosa, e lei, l’amazzone, respinge con forza queste sue
origini, ma nel profondo la curiosità crescerà, io credo che vorrà e
dovrà capire, se vedrà, se si troverà dinnanzi all’oscura capirà che
sono dello stesso sangue e allora si chiederà il perché sono si fronti
opposti… Questo è importante, questo creerà instabilità, mille fili
legano le persone le une alle altre in differenti modi… Jarsali, Usul,
Licht… Seya, Seya scaltra che ha approfittato subito della frattura per
catturare la madras…”.
L’uscita era vicina, l’aria fresca e pulita già si sentiva.
“I tempi stanno maturando, presto verranno da me, anche gli hammer,
informazioni cercheranno e io, come le ho date ad una parte, le darò
pure all’altra”
SILVER WIND
Era un giorno d'allenamento nella foresta, come tanti altri, in
preparazione della battaglia con le truppe della Madras Oscura.
Mi stavo esercitando a muovermi senza farmi percepire, abilità peculiare
dei Dragoni, quando fui interrotto da un rumore di zoccoli in
avvicinamento.
Rimasi nella posizione in cui ero, mentre sfilavo la spada per
prepararmi a colpire chiunque fosse giunto alla mia portata.
Il rumore si fece via via più forte e vicino, finché non sbucò dalla
foresta un bellissimo, a prima vista, cavallo bianco che si fermò in
cerca di qualcosa o, forse, qualcuno.
Io riposi la spada nel più completo silenzio e cercai di aguzzare la
vista, riconobbi, quello che a prima vista sembrava un cavallo, come una
delle creature di cui avevo letto nei libri nella mia adolescenza,
quell'animale era un unicorno!
Avevo letto che sono molto intelligenti e che hanno delle capacità
extrasensoriali rispetto alle altre creature.
Quando ritornai alla realtà, vidi che l'unicorno mi stava fissando e che
anche i miei due amici animali lo stavano facendo e non davano segni
d'irrequietezza tipico delle situazioni di pericolo.
A questo punto uscii allo scoperto, ma tenendo sempre all'erta i miei
sensi.
Il lupo, come a dimostrarmi che non bisognava aver paura, si avvicinò
per primo alla bellissima creatura e si accucciolò.
Quando arrivai vicino all'unicorno lui mi parlò:
"Salve, Silver Wind"
"Cosa? E' anche in grado di parlare? E come fa a conoscere la mia
identità?" pensai.
"E sì, sono dotato anche del dono della parola. Per quanto riguarda la
tua identità, me l'aveva fornita il tuo precettore"
"Così sai anche leggere nel pensiero, bene. Il mio precettore? Ma come?"
"Lui mi ha salvata quando ero appena nata e mia madre e mio padre erano
morti a causa dei cacciatori"
"Quindi anche tu sei orfana. Ma perché hai detto che ti aveva fornito la
mia identità? Cioè, come mai parli al passato?"
"Perché è morto"
"Come... perché... chi" ero incredulo alle mie orecchie e nel contempo
sentivo un vuoto interiore crescere.
"Ti basti sapere che è stato ucciso da un servo della Madras Oscura"
"Ancora lei!" Ero sconfortato per la morte di chi mi aveva allevato, ma
ero anche in preda all'odio per la Madras Oscura "Così non saprò mai
nulla del mio passato, delle mie origini!"
"Il tuo passato ti sarà rivelato a tempo debito, ora devi cercare di
fermare l'Oscura, e soprattutto, di liberare Myrt"
"Myrt? E' stata catturata? La MIA Madras? Questo è troppo" ormai stavo
perdendo ogni controllo.
"Sai dove è?"
"Sì, e sono qui per aiutarti"
"Molto bene" passai in rassegna il mio equipaggiamento e pensai "Certo
che se quest'armatura fosse nuova e non crepata."
L'unicorno si mosse e toccò l'armatura col corno, ci fu un bagliore
accecante, e poi... l'armatura era intatta, come nuova.
"Grazie, unicorno"
"Chiamami Followind. E comunque ti devo aiutare" disse sorridendo.
"Giusto" La montai al pelo "Andiamo!"
Ci mettemmo in marcia immediatamente, la velocità di Followind era un
qualcosa di sorprendente, a tal punto che, dopo pochi metri, fui
costretto a prendere Silver Bigwolf e metterlo sul dorso dell'unicorno e
misi HawkWind tra il mantello e l'armatura.
Dopo questa piccolissima sosta ci rimettemmo in marcia.
"Myrt resisti, sto arrivando" questo era il mio pensiero "Se l'Oscura ti
torcerà anche solo un capello, se la vedrà con la mia furia cieca"
SEYA
Ascoltavo le parole di Myrt... vedevo il luccichio d'odio dei suoi occhi
ed i suoi movimenti convulsi per tentare di liberarsi.
La vidi prendere la vita di un ragno senza preoccuparsi degli aculei
velenosi del piccolo servo che le si conficcavano nel palmo della mano.
Il suo piano poteva essere azzeccato.. le sue parole... sì, avevano
colpito nel segno e l'ira stava montando in me come la marea prima della
tempesta, ma non potevo rovinare tutto ora.
Mi inginocchiai lontano dalla sua portata e la fissai negli occhi.
"Piccola stolta.. i miei occhi vedono cose che non potrai immaginare, la
mia intelligenza non è paragonabile alla tua di semplice mortale.. la
mia Signora è grande e ne avrai la prova"
La vidi strabuzzare gli occhi per la sorpresa quando la voce dell'Oscura
attraversò come un brivido freddo l'aria vicino a me e le parlò nella
mente.
Lentamente mi rialzai, scrollai dall'orlo della veste i granelli di
sabbia rimasti attaccati come piccoli molluschi ad uno scoglio.
"Jallil et Morgabash.. avanti piccoli amici, finite il lavoro..." mossi
la mano sopra il volto immobile della Madras ed i ragni finirono di
tessere la fitta rete coprendola completamente.
Poi qualcosa attirò la mia attenzione... un senso di pericolo
incombente.... piantai l'asta dell'alabarda nella sabbia, allargai le
braccia e chiusi gli occhi.
"Allabeh simbtor valar fern... signore della tempesta, giungi a chi ti
invoca e servi la Nera Signora che ti comanda!"
Uno scalpiccio di zoccoli, come tuoni ,veloci e possenti poi dall'altura
apparve il muso di un enorme stallone nero.
Come mi vide impennò nitrendo poi riprese la corsa per fermarsi innanzi
a me.
"Venduì valar fern.. grazie di essere venuto signore delle tempeste"
inchinai la testa rispettosamente.
Con non poca fatica riuscii a caricare il corpo strettamente avvolto nel
sudario di fili di traverso sul cavallo.
"Mia cara, dovrai pensare di dimagrire..." poi con un agile balzo montai
a pelo il cavallo tenendo salda con una mano la criniera e con l'altra
il fardello.
Un piccolo colpo ai fianchi per farlo partire lentamente, avvicinai
l'alabarda ancora conficcata nel terreno e la estrassi con forza,
qualcosa stava giungendo dalla foresta, qualcosa che poteva rovinare
tutto...
"Ed ora vai prima che sia troppo tardi!"
MYRT
Piantata su un cavallo come un sacco di patate cercavo di recuperare la
calma con lunghi respiri.
"Dimagrire... bella forza, questa è una streghetta, figuriamoci tu se sa
cosa vuol dire fare a botte..... calma, calma, ricordati, prima o poi
Seya si farà rivedere in quella faccia che non è la sua, non resta altro
da fare che aspettare. Beh, vediamola dal lato buono: mi lamentavo
perchè non mi tenevano al corrente, adesso sono addirittura un passo
avanti....." sorrisi "certo, se la posizione fosse un filino meno
imbarazzante..."
Con cautela gonfiai i muscoli, poi li rilassai, concentrandomi sulla
respirazione e ruotando piano le spalle, mentre la strega galoppava
ignara.
Entro poco riuscii a muovere le dita, i polsi e le braccia fino
all'avambraccio di qualche centimetro, poi il cavallo si fermò, e venni
issata sulle spalle di qualcuno più forte di Seya, in grado di
trasportarmi senza fatica.
Sentivo rumori di voci concitate, un paio di volte udii pronunciare il
mio nome......... quando sentii un suono familiare nel cielo e sorrisi
riconoscendolo.
Poi l'aria si fece fredda e umida, sentivo acqua gocciolare da qualche
parte finchè mi sembrò di volare per qualche minuto... per poi atterrare
violentemente sul duro.
Immediatamente la voce di Seya mi parlò all'orecchio: "Adesso ti libero
il viso Madras..."
Feci scattare il braccio in avanti, frantumando la rete che lo
avvolgeva, afferrai Seya per il mento e la mandai a sbattere contro il
muro, mi strappai dalla faccia la tela e rimasi sdraiata a fissare la
strega che si rialzava dolorante e furiosa:
"Non c'è alcun bisogno che ti aiuti, mh? Beh, liberati da sola, non ho
certo voglia nè tempo di fare la diplomatica, tanto avrai anche tu
quello che ti meriti, una volta giunta al cospetto dell'Oscura. Vedrai
quanto riderai allora."
"Certo, certo, fai quello che vuoi streghina, ma ricordati: sarai anche
le forze della natura personificate, ma sono un'amazzone e più forte di
te e forse, prima che tu riesca a bloccarmi, qualche osso riesco anche a
fracassartelo."
Rimanemmo in silenzio a guardarci, poi lei sorrise: "Ma se non riesci
nemmeno ad alzarti."
"Vogliamo scommettere?" diedi un colpo di addominali e saltai in piedi,
simile ora ad una mummia in un sarcofago.
"Bel manichino." commentò lei, poi uscì dalla cella richiudendosi la
porta alle spalle.
Passò un'ora prima che riuscissi a liberarmi di tutto il bozzolo che mi
aveva ricoperto, poi sciolsi i capelli, e dallo spillone estrassi il
piccolo stiletto: mozzai i capelli lunghissimi all'altezza delle spalle
per eliminare gli ultimi resti di tela, poi mi avvicinai alla porta di
cedro e guardai dal buco della serratura: vidi un uomo appoggiato
all'altra parte del corridoio, e nessun altro.
"Questo si chiama sottovalutare una Madras".
Bussai alla porta e vidi dal buco l'uomo avvicinarsi e chinarsi.......
con un colpo sicuro piantai lo stiletto nella serratura, per sentire
quasi contemporaneamente un gorgoglìo: estrassi l'arma sporca di sangue,
la rinfilai nella serratura, la feci scattare, poi con un paio di
spallate la porta si spalancò.
Trovai il mio carceriere morto, la punta dell'arma gli era penetrata
direttamente nel cervello.
Lo afferrai per la giubba, lo appoggiai al muro, gli tirai lo strano
berretto a punta fin sul naso, poi imboccai le scale.
SHIRYU
Dopo aver riaccompagnato la strega Alia al suo alloggio, a Nistra,
Shiryu salta nuovamente in sella al suo fedele destriero Artax e si
mette in marcia per una missione esplorativa...
Fino ad ora era rimasto all'interno delle mura difensive delle Kioskas,
indagando sul tentato omicidio portato ai danni della Madras Suprema
Kristal, ma ora sente la necessità di recarsi altrove, come richiamato
da una voce che gli sussurra direttamente al cervello... nell'attesa che
il suo Comandante prenda visione di quanto lasciatogli.
Il richiamo si fa sentire e lo spinge a portarsi verso Est... in
direzione di terre ancora inesplorate.
In pochissimo tempo, il suo viaggio lo porta a raggiungere la parte
inesplorata della foresta che si estende dalla Kioskas di Nistra a
quella fantasma di Launam.
Prendendo le dovute precauzioni, trovandosi in un'area tuttora ignota,
s'inoltra fra i maestosi alberi che la compongono e procede verso il
fitto della boscaglia...
Il suo passo è abbastanza spedito, anche se i suoi movimenti sono
accorti e calibrati... sta esplorando la zona e, per questo motivo, non
perde un movimento della vegetazione e neppure un solo suono.
Marciando lungo una sorta di sentiero, nota però dei profondi solchi nel
terreno, in realtà era già un pezzo che li vedeva ma solo ora se n'è
reso realmente conto.
Incuriosito, smonta per analizzarli.
Si avvicina a quelle impronte e, osservandole meglio, deve constatare
che si tratta di segni lasciati dal passaggio di un cavallo...
appesantito però, come se lo montassero in due...
Piegato sulle ginocchia, tasta il terreno per cercare di capire da
quanto tempo sia passato l'animale e, a giudicare dalla morbidezza dello
stesso, non è molto... poi, spostando lo sguardo più ad est, nota un
luccichio che attira la sua attenzione.
Avvicinandosi, scopre che quel riflesso arriva dalla lama di un pugnale,
con un legaccio di cuoio attaccato all'elsa.
Non impiega molto tempo a capire a chi appartiene...
"Myrt! Come mai l'ha abbandonato? Non se ne separerebbe mai... lo tiene
sempre legato al suo polso! E che ci fa da queste parti?"
Le impronte lasciate dal cavallo e quell'arma tanto cara alla Madras di
Klivia non gli lasciano certo sperare per il meglio... qualcosa l'induce
anzi a pensare che le sia accaduto qualcosa... non sa spiegarsi la
situazione a dir la verità ma sente ch'ella si potrebbe trovare in
pericolo.
Raccolta la lama, rimonta in fretta in sella e riprende la sua marcia.
Con grande difficoltà si spinge avanti, fino al centro della Laguna
incantata... il luogo del non ritorno per tanti... molti di quelli che
si sono introdotti lì, infatti non hanno mai più fatto ritorno
perdendosi nei suoi meandri...
Qualcosa però attira nuovamente la sua attenzione... delle mura in parte
crollate gli si mostrano in direzione Nord.
Non aveva mai notato quelle rovine e, con fare attento, si avvicina per
meglio osservare.
Lasciando Artax nascosto fra le fronde degli alberi, ad una cinquantina
di passi dal limitare della foresta, si avvicina cautamente imboscandosi
nei cespugli più vicini all'obiettivo del suo sguardo.
Si concentra ed osserva bene ciò che accade poi, credendo non ci sia
nessuno sta per uscire dal nascondiglio quando, con fortuna, vede un
gruppo di cinque guerrieri passare dinanzi al muro sud... una pattuglia!
"E questi chi sono?" si chiede nella mente mentre li osserva...
Nell'arrestarsi però, ha provocato un rumore che li ha insospettiti.
"Chi va là?" si ode...
Non sa che fare... ed allora attende che se ne vadano o che si
avvicinino, prendendo il pugnale dal suo stivale e tenendo pronto anche
il laccio.
Non udendo risposta, una guardia ripete la domanda e, incuriosito dal
nuovo silenzio, dà ordine di avvicinarsi al cespuglio...
In quattro si fanno avanti mentre l'altro resta indietro ad osservare
quanto accade.
Non appena si trovano a pochi passi, Shiryu scatta in piedi mostrandosi
e, subito, lancia il coltello in direzione del cuore del solitario
uccidendolo all'istante.
Il laccio si stringe intorno al collo dell'uomo più vicino soffocandolo
mentre il Dragone estrae dal fodero la spada e si scaglia contro i
restanti.
La lotta è fulminea.
In un batter d'occhio la pattuglia è sconfitta e non resta altro da fare
che avvicinarsi alla Kioskas... dato che di questo si deve trattare...
Avvicinatosi a sufficienza, all'interno, nota un muoversi confuso di
molte persone e, fra di loro, anche l'amata Seya...
"Che ci fa qui Seya? E tutta questa gente? Chi sono? Uomini della Madras
Oscura?" un turbinio di domande gli attanagliano la mente...
Poi, aguzzando la vista, una sagoma familiare gli appare... sta uscendo
di corsa da un basso fabbricato...
"Myrt!"
Prendendo una buona rincorsa, riesce a raggiungerla non appena questa
sbuca all'esterno delle mura e, bloccandola alle spalle, le tappa la
bocca con la mano.
"Ehi, sono Shiryu... andiamo via, di corsa... dopo mi racconterai quant'è
successo..."
Così, velocemente, raggiungono il fedele Artax e, il giovane la fa
salire con lui in sella, dietro di se e, poi, fa in modo d'allontanarsi
celermente...
Giunti a distanza tale da non poter essere scorti, Shiryu si volta e
lancia una promessa:
"Presto ci rivedremo!"
Poi si volta e sprona l'animale a proseguire...
MYRT
"Questo si chiama tempismo amico mio!"
Scendendo dal cavallo notai un'ombra scura nel cielo e sorrisi: "Fammi
indovinare: qualcosa ti ha portato fino a qui, mh? ho detto mille volte
a Nusuth di non collegarsi alle menti altrui attraverso gli occhi di
Galahad, lo sfinisce..... ma questa volta è stata davvero un'ottima
mossa."
Mi guardò, la faccia simile ad un punto interrogativo, poi lo vidi
scuotere la testa e rinunciare a capire. Sorrisi, ma la mente mi ritornò
a quello che era successo, ogni traccia di sorriso sparì dalle mie
labbra e lo guardai:
"La tua ragazza si è presa la briga di legarmi come un salame e portarmi
dall'Oscura... possibile che mi sottovalutino tutti? La mia autostima ha
un deciso bisogno di essere rinforzata!"
"Seya? L'hai vista? Sta bene?" chiese, prendendomi per un gomito.
"Bene? Si, credo di si, oddio, per la verità mi è sembrata un tantino
squilibrata, ma a parte questo.. Oh, al diavolo, io sto qui a
chiacchierare di autostima mentre dobbiamo risolvere un guaio ben più
grosso! Lo sai cosa ci serve?"
"Tempo."
"Macchè tempo e tempo! Questi uomini... senza offesa, voi esploratori
siete una manna mandata dal cielo, ma adesso non è proprio il momento di
perdere ore preziose... devi cercare Usul. E Licht. E al diavolo la
rabbia. Devi cercarli, non è più tempo di coperture e doppio gioco. Usul
tempo fa parlava di un Mastro di Chiavi, non ho idea di cosa voglia, ma
sono sicura che una mano, volente o nolente, ce la può dare. E poi Jars.
Voglio Jars qui, in fretta e prima di subito, a meno che Shina non sia
già da lei il mio vice non sa nulla. Io torno indietro."
"Che cosa vuoi fare???"
"Tornare indietro. Voglio parlare con l'Oscura, sentire cos'ha da dire."
"Ma come sarebbe a dire!"
"Sarebbe a dire che voglio incontrarla, quella è la mia più diretta
rivale, la sfida è sempre stata tra me e lei, ha cercato di fare
uccidere Kristal, mi sta portando via i miei più fedeli Hammers e sono
l'unica Madras che è stata tirata in ballo direttamente. Vuole vedermi?
Bene, anche io voglio vedere lei. Muoviti, maledizione, devo ripetermi?"
Shiryu mi guardò, poi montò in sella ad Apache, prima di spronarlo
chiese:
"E poi? Quando li avrò riuniti tutti?"
"Lascio alla vostra intelligenza il resto. Dì ad Usul che gradirei
cenare ancora con lui prima di andare all'altro mondo. Coraggio!" dissi,
e diedi una sberla al posteriore del cavallo che partì di corsa.
Lo vidi allontanarsi, guardai in cielo, incontrai la figura del falco
che girava ansioso sopra la mia testa e feci dietro front.
Tranquillamente, a passo spedito ma non troppo raggiunsi di nuovo le
rovine ed entrai nel cortile dove si zittirono tutti.
Andai spedita da Seya, mentre il rumore delle spade sguainate copriva il
chiacchiericcio generale, e mi fermai di fronte a lei:
"Ho pensato non fosse carino andarsene senza salutare. Niente trucchi,
non ho intenzione di assalirti nè di cercare di farlo con la tua Madras.
L'Oscura vuole vedermi? Benissimo, anche io. Mi accompagni da lei?
Un'ultima cosa: esigo rispetto, il che vuol dire niente celle nè tele di
qualche schifosissimo insetto. Se sono qui è perchè l'ho voluto io, non
c'è ragione di usare metodi così poco..... carini. Che mi dici?"
Sorrisi, avevo l'impressione che il nemico questa volta non fosse una
forza irrazionale e scomposta, ma solo l'altra faccia di una medaglia.
Seya mi guardò con aria sorpresa, poi, piano, sorrise anche lei: "E i
rinforzi quando arriveranno?"
"Quando non lo so, mi auguro in fretta. Allora? Andiamo?"
Mi fece segno di seguirla e ci incamminammo lungo una scala di marmo,
dirette al palazzo in rovina, sul fondo della Kioskas abbandonata,
mentre intorno a noi si stringevano le guardie dell'Oscura.
SILVER WIND
Correvamo veloci nella direzione dove l'unicorno aveva visto, per
l'ultima volta, Madras Myrt.
Ma quando arrivammo non trovammo nessuno.
"Maledizione! Chissà dove sarà adesso Myrt e il suo aggressore!"
"Zitto" mi rimproverò Followind "Sento un rumore di zoccoli"
"Riesci a seguirli?"
"Vanno più veloce di me, ma ci proverò"
Ci rimettemmo in marcia, più veloci ancora di prima a tal punto che non
mi rimase altro da fare che aggrapparmi al collo dell'unicorno e lasciar
fare a lei per quanto riguardava l'inseguimento.
Dopo un'interminabile corsa sfrenata nella boscaglia ci fermammo e vidi
il luogo nel quale avevano portato la Madras, le rovine di quella, che
un tempo, doveva essere stata una kioskas.
Feci un rapido giro di perlustrazione mandando in avanscoperta il mio
fedele lupo.
Notai parecchio movimento di guardie, come se fossero in stato d'allarme
per qualcosa che doveva essere successo da poco.
Facendomi forza tirai su il cappuccio del mio mantello, ordinai a
Followind e Silver BigWolf di stare nascosti nella boscaglia fino ad un
mio segnale, mentre ordinai al falco di osservare la zona dall'alto e,
in caso di bisogno, andasse ad avvertire l'unicorno, gli altri due
animali e Usul, ovunque fosse.
Mi avvicinai a passo normale verso le rovine, nella confusione nessuno
badò a me, e mi guardai intorno.
"Che fai lì soldato, vieni qua che abbiamo dei problemi"
"Che genere di problemi" risposi.
"Quella cagna d'una Madras che abbiamo catturato oggi s'è data alla
fuga!"
"Cagna sarà tua sorella" pensai "Capisco, quali sono gli ordini?"
"Setacciare tutto il territorio circostante e riportarla qua"
"Va bene"
"E' andata" pensai "non mi hanno riconosciuto, bene. Però Myrt è già
stata liberata, ma da chi? Credevo d'essere l'unico in zona, o almeno di
essere il primo a giungervi"
Proprio mentre ero in preda a queste domande varcai le mura in rovina e
vidi una sagoma femminile venire verso di me, istintivamente guardai
verso l'alto, ora vi erano due falchi.
Senza dubbio su chi fosse quella figura rientrai e diedi l'allarme che
Myrt stava ritornando qua.
Appena diedi l'allarme apparve Myrt nel cortile e la vidi andare verso
una figura femminile che mi ricordava qualcuno, ma chi?
Istintivamente sguainai la spada e andai verso la comandante delle
truppe Froll, come stavano facendo anche altre guardie dell'Oscura.
Quando arrivai sentii:
"Un'ultima cosa: esigo rispetto, il che vuol dire niente celle né tele
di qualche schifosissimo insetto. Se sono qui è perché l'ho voluto io,
non c'è ragione di usare metodi così poco..... carini. Che mi dici?"
Vidi sorridere la figura vagamente familiare che disse: "E i rinforzi
quando arriveranno?"
"Quando non lo so, mi auguro in fretta. Allora? Andiamo?"
Sorrisi.
Ad un cenno della donna, che non riuscivo a riconoscere, c'incamminammo
verso un palazzo in rovina, sul fondo della kioskas abbandonata, mentre
si stringevano intorno a noi altre guardie dell'Oscura.
"Molto bene" pensai "per quanto ne so Myrt è stata liberata, ma poi è
ritornata. L'unico motivo logico che può avere è di vedere in faccia la
famosa Madras Oscura. Ha anche mandato a chiamare rinforzi.
Bene, ora voglio vedere come andrà a finire. Va bene che nessuno mi
abbia riconosciuto, così posso essere d'aiuto alla mia adorata Madras."
Mentre ero immerso nei pensieri arrivammo all'entrata di quello che, una
volta, doveva essere stato un bellissimo palazzo, ma che adesso era in
stato di completo abbandono, con un'ala crollata e il tetto sfasciato.
La figura femminile che antecedeva il gruppo bussò sul grosso portone di
legno.
Come risposta, il portone s'apri e c'incamminammo all'interno, tra poco
avrei visto colei che tanto odiavo.
JARSALI
Cominciavo a preoccuparmi, Myrt non dava notizie di sè da troppo tempo e
la cosa era perlomeno strana, vista la situazione in corso e vista la
reazione furiosa che aveva avuto all'uscita di Usul nella foresta,
quando li avevo seguiti.
A dire il vero ancora mi bruciava quello sfogo del dragone... Gallinella
starnazzante... se ci ripenso mi torna feroce la voglia di spaccargli
quel muso sempre sorridente!
Il mio desiderio di rivalsa fu però interrotto dall'arrivo di Shina.
Immediatamente fui investita da una valanga di immagini, inviatemi
dall'animale, che non mi piacquero per niente... lotta.. impotenza...
Myrt catturata... Seya!
Non persi tempo ulteriormente, afferrai la mia spada, l'arco e le frecce
e mentre mi muovevo rapida verso le stalle per sellare Navarre, con
Shina sempre incollata a me, urlavo ordini a destra e sinistra, affinchè
un piccolo drappello di Froll, composto dalle Amazzoni più esperte, si
preparasse a seguirmi.
Gli ordini furono eseguiti senza fiatare, senza porre inutili domande
che ci avrebbero solo fatto perdere tempo, esattamente come mi sarei
aspettata da amazzoni degne di portare tale titolo.
Sellai in fretta Navarre e gli montai in groppa, subito raggiunta da
dieci sorelle, non ne servivano di più.
Mentre percorrevamo la strada per uscire dalle mura della Kioskas, vidi
venirmi incontro proprio la persona a cui stavo pensando poco prima in
groppa al suo cavallo: Usul.
Incrociammo un attimo lo sguardo e subito sul suo volto apparve un
sorriso allegro e vagamente strafottente, cosa che mi fece prudere
immediatamente le mani, ma lo ignorai completamente, tirando avanti per
la mia strada, cosa che però non sembrò affatto smontarlo, dal momento
che me lo trovai subito al fianco.
"Allora Jar, dove vai così di fretta con le tue amiche, a fare una
scampagnata?"
"Certo Usul, vista la bella giornata!"
"Noto una .. lieve.. sfumatura sarcastica nelle tue parole Jar.."
ribattè ironico.
"Solo lieve, Usul? Peccato! Pensavo si notasse di più!"
Unica reazione del dragone fu una sonora risata, che si spense, con
fatica, quando fissò la mia espressione gelida, ma dovette scorgervi
anche altro, forse una vena di preoccupazione, perchè si fece
immediatamente serio.
"Che sta succedendo?"
Lo studiai per un attimo.
Usul era sempre stato affidabile, nonostante l'ultimo scontro che
avevamo avuto, e pensai che un dragone ci sarebbe potuto tornare utile,
quindi ricacciai indietro la rabbia che ancora provavo per come mi aveva
appellata e lo aggiornai.
Come avevo previsto il mattacchione lasciò posto al professionista e fui
certa, senza bisogno di chiederglielo, che si sarebbe unito a noi.
Oltrepassammo le mura e ci avviammo al galoppo verso la nostra meta, ma
sapevamo che avremmo dovuto accamparci per la notte, dato che era quasi
il tramonto.
Appena entrati nella foresta il lupo si affiancò a noi, lo guardai per
un attimo, per vedere come avrebbe reagito alla presenza di Shina, ma
sembrò non curarsene.
Ci accampammo in modo tale da non essere lontani dalle rovine in cui si
trovavano Myrt e l'Oscura, ma al sicuro da eventuali attacchi o
trucchetti delle streghe.
Non accendemmo fuochi per non essere visti ed i cavalli rimasero
sellati, pronti ad ogni evenienza.
Quando tutto fu calmo mi allontanai in direzione di un'altura poco
distante, da cui avrei potuto osservare senza essere vista le rovine e
mi accorsi subito di avere Usul pochi passi dietro di me.
"Anche tu non scherzi quando ti muovi eh?... Un po' troppo rumoroso"
Usul incassò la frecciata con un sorriso, senza replicare e mi si
affiancò.
"Mi devo scusare per l'altro giorno, ero tesissimo ed ho parlato spinto
dal nervosismo"
Parlando mi mise una mano sulla spalla e dopo mi diede un lieve bacio
sulle labbra, sfoderando poi un'espressione malandrina.
Non potei fare altro che scuotere la testa divertita.
"Inutile, con te non si può rimanere arrabbiate."
Tornai subito seria.
"So che Myrt se la può cavare benissimo da sola, ma ritengo non ci si
possa fidare dell'Oscura."
La risposta di Usul fu lapidaria.
"E fai bene a non fidarti."
"Allora dobbiamo agire in fretta mi pare."
Ci scambiammo uno sguardo d'intesa e tornammo indietro, pronti a
muoverci, nonostante avessimo stabilito in precedenza di far passare la
notte e ancora una volta non ci fu bisogno di parole: le Froll
scattarono in piedi pronte a ripartire.
"Bene sorelle, andiamo a dar manforte al nostro Comandante!"
SHIRYU
Dopo essersi lasciato alle spalle Myrt, fermamente convinta delle sue
intenzioni, in sella ad Artax si allontana di gran carriera da quella
laguna sventurata che, per qualche incantamento, vanta il potere di far
perdere la via a chi vi s'introduce.
Ora ha un altro compito da portare a termine e non vede l'ora di
farlo... si sta infatti dirigendo alla Kioskas di Klivia, quella di cui
è Madras l'amazzone, per parlare con Usul degli ultimi eventi e
richiedere un suo intervento.
Celermente s'inoltra nella palude e, per sua fortuna, il fetore della
decomposizione che ivi regna ed il pantano su cui marcia non riescono a
fermarlo, infatti, benché circondato da centinaia di zanzare ed insetti
simili non desiste nel suo intento.
Con non poca fatica riesce a superare questo primo ostacolo e si ritrova
subito immerso in una surreale foresta tropicale.
Al suo interno, la vegetazione parrebbe un nemico invincibile... le
radici degli alberi, anziché essere sotto il livello del suolo, vi si
posano sopra annodandosi l'un l'altra, i rami si aggrovigliano a formare
una robusta rete che molti rampicanti si occupano d'infittire.
Shiryu non è però disposto a lasciarsi fermare.
Con una strana luce negli occhi sguaina la spada e, con potenti
fendenti, crea ampi spazi in cui il
destriero non esita ad introdursi sospinto dall'ardore del Dragone...
La marcia è ora molto lenta a causa di quell'impedimento naturale ma in
ogni caso procede costantemente.
Dopo poco più di un dan, si ritrova in una stretta radura, cinta
completamente da magnifici quanto enormi pombo.
Decide quindi di approfittare dell'occasione per fermarsi un istante...
ma solo per il tempo necessario a riposarsi un po' e rinvigorire Artax.
Smonta indi di sella e, dopo aver raccolto qualche succulento frutto di
quegli alberi, si siede a terra, all'ombra di uno di essi e prende a
gustarseli mentre il cavallo ha modo di apprezzare non poca erbetta
verde.
Poco dopo è nuovamente pronto per riprendere il cammino ma, alzandosi,
un odore di selvatico molto marcato gli si fa largo nelle narici
avvisandolo di un pericolo imminente.
Mentre si guarda attorno cercando d'individuare la fiera che sa vicina,
dai rami della pianta che gli ha offerto rifugio sente provenire un
fioco ruggito e, appena si volta, si ritrova dinanzi ad un ghepardo.
Questi, con la sua grande agilità, gli si scaglia addosso approfittando
anche della sorpresa ma, quasi per miracolo, il Dragone riesce ad
evitare d'essere morso alla giugulare portando il braccio sinistro
dinanzi a se.
La fiera l'addenta e, con le zampe anteriori gli apre profondi solchi
sul petto.
Il giovane è a terra, un po' per l'urto ed un po' per quelle ferite che
gli causano un dolore lancinante, col nemico sopra di lui.
Mentre mantiene fermo il braccio, con la mano destra riesce a
raggiungere lo stiletto che porta nello stivale ed a procurare alla
bestia un taglio sulla spalla... tale da farlo tornare indietro
all'istante...
Non serve a molto però.
Appena tocca terra, con un balzo si rilancia addosso a Shiryu.
Questa volta però s'aspettava l'attacco e, rialzandosi quanto basta,
riesce a schivarlo ed a saltargli in groppa afferrando con le sue
braccia le zampe della fiera... facendo così però, le loro ferite si
trovano a contatto.
Il loro sangue sembra mescolarsi.
E' subito costretto a mollare la presa ma né lui né l'animale si possono
muovere...
Il Dragone è a terra.
Nella sua mente un bagliore accecante... poi una sensazione incredibile,
come una sorta di vortice velocissimo in cui si trova risucchiato...
attimi confusi...
Poi, passato questo primo momento, sviene.
Quando riprende i sensi, il sole è ormai calato ed Artax è al suo
fianco... la fiera invece è sparita.
Ancora provato dal dolore e in una pozza di sangue, debolmente si rialza
e si strappa di dosso quel che rimane della casacca fasciandosi stretto
con essa.
Rimonta quindi in sella e riprende la via per Klivia appoggiandosi al
suo fedele amico.
Raggiuntala nella tarda serata, Shiryu va subito a cercare Usul a casa
sua.
Bussa con forza ed attende qualche istante.
Poi, sulla soglia, gli si mostra il compagno vestito a festa...
"Dove stavi andando Usul?" sogghignando... ma senza ottenere risposta.
"Dimmi tutto Shi... come mai da queste parti? Shi! Ma sei ferito!"
"Si, beh... ferite che mi medicherò più tardi! E' successo qualcosa ed
ho bisogno del tuo aiuto! O meglio... tutti abbiamo bisogno del tuo
aiuto! Myrt mi ha mandato qui... dice che non è più tempo di coperture e
doppio gioco, che tempo fa parlavi di un Mastro di Chiavi... potrebbe
darci una mano..."
"Shi, calmati un secondo e spiegami tutto con calma..."
Lasciandosi convincere dall'amico, gli spiega per filo e per segno
quanto accaduto, poi gli chiede d'avvisare Licht e Jars e di fare quel
che va fatto... Myrt è nella Kioskas fantasma con l'Oscura!
"Usul, sto organizzando una spedizione in quella Kioskas e sto
reclutando i migliori elementi che queste terre abbiano da offrire. Non
appena pronto, m'introdurrò e tenterò di scoprire quanto più possibile
ma per il momento sta a voi fare qualcosa... parla col Mastro di Chiavi,
con Licht e Jars e sbrigatevi per favore!"
Poi, senza aggiungere altro, si allontana per inoltrarsi nella foresta
da cui è sbucato lasciando Usul a riflettere sul da farsi.
USUL
Andatosene Shiryu, Usul si incamminò per le vie di Klivia, girato un
angolo una nube purpurea si sprigionò da lui, la sua figura cambiò e
tornò ad essere Klaitex, fido Golem della Oscura, creato dal fango e
dalla magia nera, capace di assumere le sembianze di qualsiasi vivente,
infida spia, malefico mistificatore, capace di seminare dubbi e
incomprensioni tra i nemici; dopo qualche passo eccolo assumere le
sembianze di un corvo e alzarsi in volo, pronto a riferire alla padrona
quanto udito.
Intanto, vicino alle rovine dell kioskas di Launam.....
Usul si attarda un momento rispetto a Jars che sta correndo a radunare
le Amazzoni per dirigersi verso Launam, pensieroso, tra se è se mugugna:
"Strana donna quella Jarsali, l'ho baciata io, dovrebbe essere lei la
sorpresa e invece sono io turbato, io, comandante supremo delle truppe
sventrapapere turbato per un bacetto... mah... che mi sta succedendo.".
E' un attimo, dall'ombra quattro figure emergono, un cappuccio "odore di
narcotico, devo trattenere il fiato", un colpo nello stomaco lo obbliga
a respirare, braccia lo afferrano, sensazioni che sfuggono,
scompaiono... buio e silenzio.
Il lento stillicidio lo ridesta dal sonno indotto dal narcotico, la
flebile luce di alcune torce illumina un antro ricavato scavando nella
dura roccia, lento socchiude gli occhi a valutare la situazione.
Si trova legato con una corda in vita che lo sostiene, altra corda lo
lega ai polsi con le braccia tirate sopra la testa, sotto di lui una
voragine, sul fondo si notano pali appuntiti rivolti verso l'alto,
guardando più in su nota che la corda che lo tiene in vita passa sopra
una lama di roccia, ad ogni suo movimento la corda si consuma sulla
roccia tagliente.
Un grasso carceriere, al sicuro su una sporgenza, grugnisce:
"Non agitarti dragone, è inutile, conosciamo l'abilità di quelli come
voi, per questo ti abbiamo combinato questo scherzetto; più ti agiti e
più si avvicina la tua ora, e se qualcuno volesse venire a salvarti, bhe,
vedi? Quella porta è l'unico ingresso a questo posto, se venisse aperta
dall'esterno il fermo che trattiene la tua corda si staccherebbe
all'istante... solo io da qua posso aprirla senza farti ammazzare,
sempre che lo voglia"
Si volta, afferra una bottiglia e beve a lunghi sorsi: "Mi hanno messo
rinchiuso qua con te a farti la guardia perché sono furbo sai, eh, eh,
nessuno me la può fare."
"Dimmi panzone, cosa volete da me?"
"Panzone a me? Stupido dragone, la tua vita è in mano mia e scordati che
ti dirò che sei merce di scambio. Ops, ho parlato troppo, come al
solito"
"Merce di scambio io? Panzone, ma che stai dicendo?"
"Smettila di chiamarmi panzone"
Affera una corda e la agita, il canapo che regge Usul si torce contro la
lama di roccia consumandosi ancor di più.
"Credi che non ti abbiamo visto durante la romantica cenetta con la
Madras, eheh, dovrà venire a patti con noi per riaverti indietro sano e
salvo."
"Sicuro? Panzone." e pensando fra se: "queste stupide spie non capiscono
un cavolo di quello che vedono, Myrt mi lascerà volentieri qua, o
perlomeno non metterà a repentaglio di certo gli hammer per salvarmi.
Maledette donne, se non fossi stato così distratto a pensare a quel
bacio li avrei stesi tutti questi maledetti, mi son fatto fregare come
un pivellino e ora il mio tempo è scandito da quante oscillazioni
mancano prima che la corda si spezzi. Proprio ora che c'era bisogno
dell'aiuto di tutti, accidenti. Se mi fossi applicato di più durante le
lezioni di quel vecchio mago bianco sulla cordigliera potrei chiamare
qualcuno con la telepatia, e invece niente, meglio la spada, l'ascia, le
trappole, il sangue, stupido che sono, maledetto testone.".
JARSALI
Appena dato l’ordine alle sorelle mi voltai per rivolgere la parola ad
Usul e rimasi sorpresa nel vedere che non si trovava dietro di me.
La cosa mi pareva per lo meno strana, non era il momento di giocare a
nascondino e il dragone, pur essendo un mattacchione, non si sarebbe
comportato così in questo frangente, per questa ragione mi preoccupai
immediatamente.
Chiamai immediatamente una koguar e la misi al corrente dei miei timori,
ordinai di stare all’erta alle altre Froll e con lei tornammo sui miei
passi.
I segni di un agguato erano evidenti… tre o quattro persone avevano
aggredito Usul, ma non c’erano moltissimi segni di lotta, fatto che
indicava chiaramente che era stato colto di sorpresa e subito
neutralizzato in qualche modo.
“L’hanno portato alle rovine!”
La voce della koguar giunse attraverso il velo di rabbia che era sceso
su di me.
Scrollai la testa per rimuoverlo, dovevo essere lucida in quel momento,
annuii guardandola indicare rami spezzati e l’erba schiacciata dal
passaggio del gruppetto e imprecai, cosa insolita, tanto che l’amazzone
mi lanciò un’occhiata stupita, ma comprensiva.
Ce l’avevo con me stessa perché quegli infami avevano agito a pochi
passi da me, senza che me ne accorgessi, presa com’ero a lanciare ordini
per andare in aiuto di Myrt, ora c’era anche Usul da salvare e la cosa
si faceva complessa.
Ci muovemmo rapidamente, decidendo di lasciare i cavalli ad una distanza
ragionevole dalle rovine, anche se ormai sapevamo che l’Oscura era a
conoscenza della nostra presenza e che avremmo agito entro breve.
Una sensazione strana mi aveva accompagnata da quando avevo capito che
era successo qualcosa ad Usul, un senso di frustrazione molto forte, che
riconobbi non essere solo mio.
Possibile che… mi fermai un attimo come se i piedi fossero rimasti
imprigionati nel terreno e una luce mi avesse abbagliata.
Quella sensazione proveniva da Usul!
Mi guardai rapidamente intorno, per vedere se le mie sorelle si fossero
accorte del mio strano atteggiamento, ma così non era stato, tornai
quindi a concentrarmi su quella scoperta: evidentemente il mio dono si
stava ampliando anche alla comunicazione mentale con le persone!
Non era così forte e chiara come quella con gli animali, con i quali
comunico praticamente come se ci parlassi, ma sembrava legata
strettamente ad una sorta di empatia, una condivisione di sentimenti
molto forti.
Usul doveva essere davvero frustrato ed arrabbiato e per di più in
pericolo, per riuscire a raggiungermi in quel modo!
Il luogo dove era rinchiuso non potevo vederlo, ma percepivo la mancanza
di una forte fonte luminosa, del vuoto (vuoto?), del pericolo e
dell’urgenza… Usul era davvero nei guai!
Subito pensai al reticolo di tunnel e caverne che si allarga in
profondità sotto Arcano, quindi era probabile che Usul fosse tenuto
prigioniero nei sotterranei delle rovine.
Si doveva agire in fretta, salvare Usul celermente e prima di andare da
Myrt, ci sarebbe servito anche il suo aiuto per supportare la Madras.
Lasciai parte delle amazzoni indietro a tenere sotto controllo la
situazione, pronte ad intervenire al momento giusto, quando avremmo
dovuto liberare Myrt, con me solo tre di loro, saremmo state più che
sufficienti per liberare il dragone.
Raggiungemmo le rovine in breve tempo, evitando un paio di pattuglie dei
fedeli all’Oscura e, trovato un passaggio che conduceva ai sotterranei,
ci inoltrammo all’interno della costruzione.
Subito trovammo le scale, fiocamente illuminate e fummo investite
dall’odore provocato dall’umidità grondante dai muri.
Scendevamo con cautela, l’orecchio teso a percepire ogni più piccolo
rumore indicante l’arrivo di qualcuno, attente a non scivolare sui
gradini viscidi.
Al fondo della scala si apriva un piccolo locale, con un’unica porta, da
cui proveniva la luce debole di una fiaccola.
Mi avvicinai in silenzio e guardai attraverso la grata presente sulla
parte alta della porta e quello che vidi ed udii mi gelò per un attimo
il sangue nelle vene: Usul appeso come un salame ad uno sperone di
roccia sul vuoto ed un omone panciuto che sbraitava minacce, agitando
una bottiglia con una mano e stringendo una corda dall’altra, corda che
da un capo teneva legato Usul e dall’altro era fissato alla porta!!
Ora capivo l’urgenza che percepivo da Usul!
Mi girai verso le mie sorelle, il piano già delineato in mente.
“Quella guardia è stupida ed ubriaca, per cui anche pericolosa, ma
possiamo giocarla! – sussurrai – Presentiamoci come se fossimo state
mandate dall’Oscura e facciamoci consegnare il dragone, se saremo decise
non si opporrà, ne sono abbastanza certa, dobbiamo fare sì che apra la
porta dall’interno, se no Usul precipiterà nel vuoto!”
Risalimmo un po’ la scala per ridiscenderla immediatamente dopo
rumorosamente.
Come previsto il carceriere si avvicinò subito alla porta, guardando
fuori, gli occhi lucidi e rossi, come il naso bitorzoluto.
“Alt! Chi siete? Che volete?” la voce biascicata.
Inalberai subito un tono arrogante e deciso.
“Bestione che sei! Non ci vedi? Ci manda la Madras!”
Vidi il dubbio nei suoi occhi porcini ed insistetti.
“Vuole il prigioniero, dobbiamo portarlo da lei subito e quando lei dice
subito, intende per ieri! Quindi datti una mossa e apri quella porta
senza far sfracellare il prigioniero!”
Il tono e quel richiamo al caratteraccio dell’Oscura, decisamente
azzardato ma evidentemente corretto, dovettero essere sufficienti,
perché l’omone, dopo aver trafficato un po’ con corda e serratura, aprì
la porta.
Non scorderò mai lo sguardo sorpreso nell’attimo in cui si ritrovò la
mia spada affondata nel ventre, ma devo dire che mi lasciò del tutto
indifferente.
Ritrassi l’arma e la pulii sugli abiti del carceriere, mentre le tre
Froll liberavano Usul, dopo averlo fatto calare con attenzione, tra
mille raccomandazioni e battute del povero dragone.
Ero sollevata di sentirlo del suo solito umore, tutto sommato, ma
mascherai questa emozione con una battuta sarcastica.
“Allora Usul! – lo apostrofai – Finito di fare il salame?”
MYRT
Ed eccola, finalmente, una donna di innegabile bellezza, quasi un
animale, uno splendido pitone verde. Rimasi immobile per lo stupore,
riuscivo a capire perchè tanti le obbedissero, trasudava potere,
carisma, determinazione e sicurezza.
Compresi perchè gli hammers mi sfuggivano di mano per rifugiarsi nella
sua, nemmeno in un milione di anni sarei riuscita ad avere quello
sguardo da dea indifferente io che ero un groviglio di passioni, prima
fra tutte la rabbia.
Feci qualche passo avanti, e... mi tese la mano.
La presi, sorpresa, e lei mi fece cenno di sedere: "Nelle nostre
prigioni c'è un dragone, pare si chiami Usul, ma credo che...- un rumore
giunse dal basso - credo lo abbiano già liberato. Stanno arrivando in
forze per salvarti, il che ti condannerà. Ho visto dal tuo sguardo che
capisci la mia forza, non mi ci vorrà molto per convincerli...."
"Ma tu che cosa vuoi?" Chiesi, curiosa.
"Io? Quello che vorrebbero tutti. Nessuna Madras, nessun comando, ognuno
libero di gestirsi da sè, cosciente del bisogno degli altri di fare la
stessa cosa."
Restai di sale.
Mi erano sembrate le parole più intelligenti mai udite... anche se
rinunciare al mio prestigio mi sarebbe costato caro, in termini di
orgoglio.
"E come pensi di arrivarci? Se anche non ci saremo più noi ci sarai
comunque tu e il tuo, anche se diverso, è comunque un controllo. Li hai
trasformati da sudditi in facenti parte di una setta... non credo sia
meglio, l'uomo non è ancora pronto per una cosa del genere, ci
inventiamo dee per sentirci meno soli e imperatrici che come madri
sappiano guidarci... non siamo ancora abbastanza grandi."
"Mia cara, forse hai ragione, tuttavia io voglio provare. Tu capisci
però che perchè questo riesca tu e le altre dovete essere eliminate. Ti
vedo, non potrei mai stare tranquilla con te in giro, anche se il tuo
potere è inferiore al mio hai comunque anche tu la capacità di farti
seguire dagli altri, basta vedere il gruppetto che si è lanciato qui per
te..."
"Uccidermi? E' questo che vuoi fare?"
"Certo. E' mio compito come è compito tuo cercare di non farmi riuscire.
Non ho dubbi che sarai un'avversaria.... interessante"
SEYA
Restai immobile inginocchiata con il capo chino davanti alla madras
Oscura mentre Myrt la raggiungeva ed iniziavano a parlare, le ascoltai e
fra me sorrisi, il potere oscuro non è illusione e magia ma parola che
si incunea nella mente e nel cuore e qui cresce come una pianta
rampicante.
Come previsto dalla mia signora lo strano sistema di ventilazione mi
permise di sentire i rumori provenire dalle segrete, gli hammers erano
arrivati.. bene... mi rialzai appoggiandomi all'alabarda, mi voltai e
spinsi un piccolo sasso rotondo vicino all'ingresso, una porzione di
muro sembrò svanire rivelando un passaggio.
Lasciai sole le due madras.
Percorsi un piccolo e stretto cunicolo che correva parallelo agli spessi
muri del castello, tirai una leva ed un pannello di pietra si spostò.
Lenta, sorridendo e pregustando la battaglia imminente iniziai a
scendere le scale illuminate dalle tremule fiaccole che sembravano
spegnersi al mio passaggio.
Mi avvicinai alle spalle di 2 amazzoni che erano venute a liberare Usul
e stavano sulle scale attente che non giungessero rinforzi.
"Salve giovani stolte" la mia voce, poi la mia figura emerse dalle
ombre; la prima, sorpresa, l'atterrai con un colpo di alabarda in testa,
di piatto, non era il suo sangue che volevo vedere scorrere... la
seconda invece riuscì a sferrare un poderoso colpo di spada che sembrò
infrangersi contro uno scudo
invisibile, un bagliore di luce poi si accasciò ai miei piedi,
rannicchiata, in lacrime, tenendosi la testa e mugolando come un
cucciolo ferito.
La fissai sprezzante, poi un sorriso sinistro mi illuminò il volto... il
potere dell'oscurità era forte ma ancora più forte sono le paure
nascoste nel nostro animo.
Ripresi a camminare fintanto che non mi trovai davanti il corpo della
guardia che custodiva il dragone, lo fissai un secondo poi iniziai a
parlare:
"Quanto ardore amica mia per un uomo... sono dunque cambiate così tanto
le cose in mia assenza?"
3 paia di occhi si girarono a guardarmi sorpresi.
SILVER WIND
Entrato nel salone, nel quale, su di uno scranno di legno nero finemente
lavorato, stava Lei, L'Oscura. Non riuscii a vederla nel volto a causa
del cappuccio del suo mantello nero.
L'Oscura fece cenno alle altre guardie presenti di lasciare sole Lei, la
donna vagamente familiare e Myrt. Feci per uscire, ma, facendo ricorso
alle mie abilità di Dragone e ai miei movimenti silenziosi da lupo,
riuscii a nascondermi senza essere percepito, forse.
Subito dopo che la porta fu richiusa, L'Oscura fece cenno alla mia
Madras di avvicinarsi e iniziarono a parlare, seguii attento i discorso
tra loro due, al momento nessuna delle tre donne sembrava che si fosse
accorta di me.
Improvvisamente si sentì un forte rumore che mi deconcentrò per una
frazione di secondo, vidi poi la donna che mi pareva di aver già visto
andare via attraverso un passaggio segreto, di cui appuntai mentalmente
dove si trovasse, poi ripresi a seguire il dialogo: "Stanno arrivando in
forze per salvarti, il che ti condannerà. Ho visto dal tuo sguardo che
capisci la mia forza, non mi ci vorrà molto per convincerli"
"Così la pensi tu, stolta creatura della notte!" pensai.
"Ma tu che cosa vuoi?" Chiese Myrt.
"Io? Quello che vorrebbero tutti. Nessuna Madras, nessun comando, ognuno
libero di gestirsi da sé, cosciente del bisogno degli altri di fare la
stessa cosa."
"Libero? Ma io sono già libero, e una gerarchia è indispensabile per non
trovarci in un mondo senza regole" pensai.
"E come pensi di arrivarci? Se anche non ci saremo più noi ci sarai
comunque tu e il tuo, anche se diverso, è comunque un controllo. Li hai
trasformati da sudditi in facenti parte di una setta... non credo sia
meglio, l'uomo non è ancora pronto per una cosa del genere, ci
inventiamo dee per sentirci meno soli, e imperatrici che come madri
sappiano guidarci... non siamo ancora abbastanza grandi."
Queste parole di Myrt mi fecero male, ma nello stesso tempo rinnovarono
le mie energie.
"Mia cara, forse hai ragione, tuttavia io voglio provare. Tu capisci
però che perché questo riesca tu e le altre dovete essere eliminate. Ti
vedo, non potrei mai stare tranquilla con te in giro, anche se il tuo
potere è inferiore al mio hai comunque anche tu la capacità di farti
seguire dagli altri, basta vedere il gruppetto che si è lanciato qui per
te..."
"Uccidermi? E' questo che vuoi fare?"
"Certo. E' mio compito come è compito tuo cercare di non farmi riuscire.
Non ho dubbi che sarai un'avversaria.... interessante"
A questo punto ero molto combattuto sul da farsi, se entrare in scena a
carte scoperte o aspettare un momento più favorevole...
"E se non ci fosse stato un momento più favorevole? E se Myrt fosse
morta sotto ai miei occhi?"
Questi pensieri terribili mi frullavano in testa, quando una voce,
angelica e sensuale, pronunciò queste parole: "Fidati del tuo sesto
senso Silver Wind, fidati di ciò che hai imparato nella tua vita, fidati
delle tue abilità, fidati di tuoi amici, fidati della natura su cui hai
un controllo, tu non lo sai ancora, ma tu sei il Prescelto"
"Prescelto, io? E di chi? Per cosa?"
"Fidati di te stesso"
"Come faccio ad avere il controllo sulla natura? Mica sono un mago o
stregone?"
"Quando ne avrai bisogno si rivelerà, ora però fai ciò che ritieni
giusto"
Con l'agilità di un felino percorsi il salone seguendo il suo perimetro
più velocemente possibile, così iniziai a far rumore.
L'Oscura si alzò in piedi scoprendo così il suo volto, non volli credere
ai miei occhi, e iniziò a vagare con lo sguardo in cerca della fonte del
rumore improvviso.
Ne approfittai, continuai a correre per la stanza seguendo il perimetro,
prima e poi mi avvicinai sempre più, e più mi avvicinavo e più aumentavo
di velocità, come avevo imparato dal mio fido lupo seguendolo nelle
battute di caccia, nel frattempo il rumore iniziò a crescere d'intensità
e, a causa del forte eco, era difficilissimo decifrare la sorgente dello
stesso.
Mentre stavo correndo iniziai a sfoderare sia la spada sia l'ascia da
battaglia preparandomi ad affondarle come zanne nella mia preda.
Quando fui a circa 3 metri da lei, iniziai ad andarle incontro seguendo
una traiettoria spirale fino a circa 1,5 m da lei e poi saltai in linea
retta cercando di atterrarle sopra con tutte le mie armi
contemporaneamente.
MYRT
"Fermo!" Urlai, mettendomi tra Silver e l'Oscura.
Rimase interdetto, riatterrò in piedi con un'agilità che non potei fare
a meno di notare e mi guardò.
Nello stesso istante l'Oscura fece segno alle guardie di arrestarsi e
rimanemmo lì, tutti immobili in uno strano gioco delle belle statuine:
"Di sotto sta succedendo qualcosa - dissi, rompendo il silenzio -
qualcosa in cui tu puoi essere d'aiuto. Tutto questo non è opera della
magia, se anche oggi dovessimo vincere ricostruire le cose sarà lungo, e
doloroso. Ma non voglio perdere nessuno: nè Seya, nè Jars, nè Usul.....
e nemmeno te"
Terminai, guardando l'Oscura.
Diedi uno spintone al dragone nella direzione dalla quale era sparita
Seya e tornai a guardare la Madras.
"Come ti chiami?" le chiesi
"Lariah." rispose lei, stupita forse.
"Dobbiamo combattere?"
"Direi che non c'è altro da fare"
"E una delle due dovrà....."
"Morire, si."
"Perchè?"
"Perchè finchè voi Madras sarete qui non ci sarà posto per me e io
voglio averne uno."
"E non vuoi sottostare agli ordini di nessuno."
"No."
"Nè essere una ribelle."
"No. Io amo questa terra."
"Voi sapete che non Vi colpirò."
"Cos'è, Myrt, adesso mi dai del Voi?"
"Si, Signora. Vi ho chiesto come Vi chiamavate per curiosità. Perchè so
benissimo qual è il Vostro nome, Imperatrice."
Rimase immobile, sorridente, e piano il suo volto tornò quello che
conoscevamo tutti, mentre da dietro lo scranno su cui era stata seduta
compariva il volto ironico del Custode.
Sorrisi anch'io, soddisfatta, poi tornai seria :
"Avrei potuto non capire. Avrei potuto attaccarvi, e forse, chissà,
vincervi. Perchè avete fatto tutto questo? Volevate una prova della
fedeltà degli hammers?"
"No, Myrt. Spesso anche nelle menti di chi governa sorgono dei dubbi,
volevo vedere se Arcano sarebbe stata pronta a vivere senza ordini e
gerarchia e il risultato mi ha colpito. Non ci siamo ancora, avevi
ragione nel dire che siamo ancora troppo piccoli, ma un passo in avanti
è stato fatto. Tu mi hai
sorpresa: pensavo tenessi al tuo ruolo più che a qualunque altra cosa e
invece alla fine non sapevo più cosa dirti per spronarti ad
attaccarmi... E' dunque già finita la tua rivincita su chi ti ha
trattato da reietta?"
Sorrideva, conosceva già la risposta, lei era stata una delle persone
che me l'avevano insegnato.
"I pregiudizi che la gente aveva verso di me sono morti e con loro la
vergogna. Non ho più niente da dimostrare, so che mi arrabbierò milioni
di volte perchè gli hammers cercheranno di scavalcarmi ma non importa.
Quello che voglio è permettere a chiunque di poter vivere qui e se posso
farlo anche in silenzio..... beh, va bene."
Guardai l'imperatrice da sotto in su: "Adesso, Madras Oscura, vogliamo
andare a dire a quelli nelle segrete che è ora di piantarla di fare a
botte?"
Sorrise, diede il braccio al Custode, fece per avviarsi, poi si sorrise,
complice: "Prego, avanti i vincitori."
Scoppiai a ridere e li guidai nelle segrete.
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