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Assedio - Cap. 1

HARUKA

Era l'alba.
Un filo di nebbia serpeggiava sottile fra le mura del Chiostro Esterno.
Stavo seduta a terra, addossata ad una delle alte colonne di granito scuro, lavorate con intarsi dorati di Miara.
Il tempo sembrava essersi assopito su di me.
Attendevo in silenzio.

Una figura mi si avvicinò furtiva, delicata.
Era avvolta nel suo mantello color pastello e sembrava librarsi leggera, tanto i suoi passi erano silenziosi.
Si fermò in prossimità della colonna, osservando con me il sole nascente che si alzava oltre i Monti lontani.
- Già in piedi a quest'ora del mattino, Hash? - le chiesi.
- Sorella Haruka. - mormorò - Haru. Il sole sorge su queste terre da millenni, e ora questa assurda guerra rischia di far piombare nuovamente nel caos questo paese. -
Osservai i suoi occhi dolci, velati da un'ombra di tristezza.
- Arcano ci appartiene - mormorai - appartiene a coloro che han perso le loro vite per l'ideale di unità del nostro popolo, appartiene alla nostra Imperatrice, appartiene alle nostre Madras, ad ogni essere che vive e respira la sua aria. I ribelli, pensaci, appartiene anche a loro. Ma non agli aguzzini della Global Detector! - affermai con forza mentre mi sollevavo.
Lo sguardo di Hashepsowe era scuro, lontano.
- So che capisci quello che ti sto dicendo - dissi in tono più rassicurante - Lottare per ciò che si ama. So che capisci cosa significa. E se ciò che si ama più di ogni altra cosa è la libertà - sospirai - Lottiamo ogni giorno per essere liberi, Hash. -
- Cosa... cosa ti spinge a rimanere al Tempio? Voglio dire, le funzioni inizieranno fra pochi istanti, ma tu non ci sarai. Vai ogni giorno ad allenarti con le Truppe Imperiali Froll. Ma perché non restare con loro. -
- Ero un'amazzone - dissi a denti stretti - Ora non lo sono più. Ma questo non significa che io abbia rinunciato a lottare.-
Il sole era sorto definitivamente, era giunta per me l'ora di andare.
Myrt e le sue Koguars mi aspettavano.
Guardai un'ultima volta Hashepsowe.
Volevo poterle spiegare cosa mi tratteneva dal tornare ad essere un'amazzone. l'onore, l'odio per chi aveva ucciso la mia Oki. ma volevo anche che capisse quanto per me fosse importante combattere per la mia gente.
- Devo andare. - mormorai.
- Sì, lo so! Sorella Domaris e Sorella Minerva mi han detto di riferirti di non fare impazzire anche stavolta le amazzoni Froll. -
Risi. - Ci proverò. Ma non assicuro niente a nessuno.-
La nebbia cominciava a diradarsi, mi accomiatai dalla sacerdotessa e mi avviai lungo il sentiero che mi avrebbe condotto al di fuori del Tempio.
Era una giornata limpida.
Sentivo nell'aria il vociare della Kioskas che si risvegliava.
Sgattaiolai lungo la parte destra della piazza del mercato, salutando con un sorriso Asiram che mi diceva che le stoffe per l'inverno erano arrivate.
E con esse anche le armature.
Feci cenno col capo e sparii oltre l'angolo della strada.
Quando giunsi all'accampamento mi accorsi subito che qualcosa non andava come dovuto.
Lanciai un'occhiata veloce tutt'attorno a me, ma le uniche due apprendiste amazzoni che vidi correre erano le gemelline Liù e Sury.
Poche altre erano riunite nello spiazzale degli addestramenti, ma nessuno di loro si allenava.
Le spade erano riposte nei loro foderi, le lance assopite sui ganci appesi alle pareti.
La polvere, che solitamente riempiva lo spiazzo, sembrava un ricordo antico.
- Che succede?- chiesi con tono autoritario, - Dov'è Myrt?-
Nessuno rispondeva alle mie parole. Per un istante temetti.
Poi mi scossi da quello strano stato di stupore e mi avviai a passo svelto verso la tenda del mio Capitano.
- Haru aspetta, le Quattro Grandi sono in consiglio, non puoi. - una voce parve richiamarmi alla realtà, ma era già un'eco lontana mentre scostavo con delicatezza i drappi che facevano da ingresso agli appartamenti di Myrt.
- Hey capo! - esclamai mentre entravo, - È tutto ok? -
Ma subito mi fermai davanti alla scena che mi si parava davanti.
Le Quattro Grandi erano riunite attorno al tavolo di lavoro di Myrt, ciascuna di loro seduta su uno sgabello.
Sentii i loro occhi fissarsi su di me, lo sguardo fiero di Myrt, quello suadente di Diamante, gli occhi dolci di Nusuth e quelli scuri e meno conosciuti di Kethry.
- Cosa ci fai qui!- la voce di Morgana sembrò risvegliarmi da quello strano stato di torpore nel quale ero caduta.
Non l'avevo notata prima, stava ritta in piedi, dietro le spalle di Nusuth, i capelli color rame sciolti sulle spalle.
Lo sguardo fiero ed orgoglioso era fisso su di me. E solo in quell'istante mi accorsi di quanto somigliasse allo sguardo di Minerva.
- Stà zitta Morgana!- La voce di Nusuth parve materializzarsi fra me e l'amazzone.
Mi resi conto che non avevo alcuna voglia di rivendicare un posto a quella tavola, un posto che non mi apparteneva ma che dentro di me, forse, desideravo più di ogni altra cosa.
Con uno sforzo quasi immane per me, scostai le tende e lasciai che un velo di luce penetrasse in quell'oscurità.
Feci per uscire, ma la voce di Myrt mi richiamò. - Oh, e così ti arrendi senza lottare? -
Mi voltai verso la Guida delle Amazzoni Froll, sapevo quello che voleva... ed era quello che volevo io.
- Ero venuta qui per allenarmi, non per partecipare ad un consiglio di guerra! - mormorai a capo chino, rivolta alle Quattro Grandi - Né tanto meno per sentirmi dire che questo non è posto per me! -
E lo sguardo col quale trafissi Morgana fu molto chiaro.
- Sciocchezze! - ruggì Nusuth. - Metti da parte quella finta umiltà e vieni a sederti al nostro fianco, il tuo orgoglio ha fatto già abbastanza vittime... e la prima sei tu! -
La situazione non mi piaceva affatto, poi le parole dolci di Diamante mi convinsero del tutto a prender posto con loro:
- Resta, Haru! - mi disse - Abbiamo bisogno anche di te.-
Mi chiesi cosa velassero le parole della Guida delle Amazzoni di Roka.
Perché avevano bisogno di me.
- Coraggio! - mormorò Kethry, mentre mi lasciava un posto a sedere.
Mi avvicinai titubante al tavolo e quando fui in grado di vedere ciò che in esso era disteso mi resi conto che si trattava della mappa dei territori circostanti la nostra Kioskas.
- Da questa parte del fiume. - riprese a parlare Myrt, - abbiamo un contingente misto, Roka e Froll insieme. Da questa parte invece ci sono gli esploratori di Dardel che stanno finendo di perlustrare la zona. Non crediamo comunque ci siano altri ribelli. L'ultima retata deve aver tolto loro ogni speranza di penetrare nel nostro territorio. -
- Uhm, e se si spingessero a Sud da quella parte del fiume, senza tagliarlo, per oltrepassarlo poi fra le due Kioskas, qui e qui. - diceva Kethry, che fra tutte era di sicuro la più preparata strategicamente - per poi risalire a Nord verso la nostra Kioskas?-
- Attaccarci da Sud, insomma: non sarebbe del tutto impossibile! - ammise Myrt - Ma in quel caso dovrebbero tagliare il fiume due volte: prima il braccio principale, e poi il suo affluente. E lì la zona è paludosa. Anche ammesso che arrivassero dalle nostre parti sarebbero talmente stremati dalla stanchezza... prede facili, ma non possiamo escluderlo del tutto!-
Osservavo la mappa del territorio in silenzio, spostando di volta in volta lo sguardo sulle Amazzoni che mi erano vicine.
Stavolta il rischio era fin troppo grosso: i ribelli volevano penetrare all'interno della Kioskas.
Ma i dubbi mi assillavano, primo fra tutti il perché di questa loro decisione.
Squadrai ancora una volta i volti tesi delle mie compagne.
Come potevano essere totalmente sicure che i ribelli mirassero ad entrare all'interno della Kioskas?
- La loro sembra essere un'azione organizzata, Haru. - mi disse Nusuth, facendomi sobbalzare, quasi mi avesse letto nella mente - Sono diverse truppe ribelli che si stanno disperdendo per il territorio, avvicinandosi alle tre Kioskas vicine a Krymenia. La Kioskas di Kolise, quella di Ylea, e per finire quella della nostra amata Imperatrice.-
I miei occhi si fecero scuri.
Capivo l'importanza di fermare quelle retate il più presto possibile, non potevamo permettere che le Kioskas cadessero in mano loro e con esse tutta la valle.
- Domani all'alba raggiungerò le mie Koguars a Nord. Diamante verrà con me - stava dicendo Myrt - Haru, da te voglio una risposta precisa e la voglio ora! Cosa sei? Cosa prevale in te, la tua natura di Sacerdotessa o quella di Amazzone? -
- Conosci la mia risposta, Myrt! La mia dai-katana è al tuo servizio! -
- Questo non piacerà poi tanto a sorella Domaris e sorella Minerva! - sorrise Kethry, mentre mi dava una pacca sulla spalla.
- Sciocchezze! - sbraitò Nusuth - Chi conosce Haru sa che morirebbe se non potesse combattere! -
Chiusi gli occhi, assaporando l'odore acre delle armature e delle armi che cozzavano fra loro.
Il brivido delle imboscate, delle frecce che sibilavano nell'aria, portatrici di morte.
- Noi Amazzoni di Gana resteremo qui alla Kioskas.- stava dicendo Nusuth - insieme ai Guerrieri di Ardes. Tuo compito Morgana, sarà quello di avvertire Raf Graywolf di questa decisione.-
La sua voce continuava melliflua il discorso iniziato da Myrt, sembrava oscillare leggera, fiamma di candela nella notte.
- Mentre noi Amazzoni di Mokada - continuò Kethry - Ci sposteremo verso la Kioskas di Nimira per avvertire sia l'Imperatrice che il Custode. -
- Bene!- esclamai - Io mi occuperò di avvertire le Sacerdotesse affinché preparino il Tempio stesso in caso di assedio. Abbiamo bisogno di cibo e vivande e per quello occorrerà che siano avvertiti i mercanti. -
- Sia! - esclamò Myrt - Io devo parlare ad una persona prima di partire. Devo informare la nostra Kristal di quanto succede. -
Sentii una vena di dolore nelle parole di Myrt, qualcosa di lontano... e mi ricordai del profondo legame che la univa alla nostra scribana, una delle poche persone di cui si fidasse.
Uscimmo al di fuori della Tenda.
Sei donne. Sei guerriere pronte a combattere per la propria terra.
Lanciai un'occhiata fuggiasca verso Morgana.
Sapevo che le avrei chiesto scusa per la mia reazione così fredda, quando saremmo tornate dai campi di battaglia.
Abbracciai Nusuth e Kethry, augurando loro la migliore delle sorti: vivere per la Gloria della Kioskas, o morire in battaglia. Tutto il resto non aveva valore alcuno.
Mi strinsi nel mantello e mentre mi avviavo verso il Tempio la figura di Diamante si affiancò alla mia.
- Vengo a purificarmi - mi disse - E a chiedere agli Dèi di guidarmi in battaglia.-
Annuii verso di lei.
- Sai, credo che anche Callisto si unirà a noi, in un modo o in un altro. E' anche lei una Sacerdotessa Guerriero. -
Poi scese il silenzio, mentre il profilo scuro del Tempio si presentava ai nostri occhi.


MYRT

Uscendo dalla tenda mi ero piacevolmente sorpresa a rimirare le nostre ombre sul terreno; parevano gonfie di forza, determinazione, di..... di tutto quel potere che era nostro dovere tenere in mano ogni giorno.
Le Grandi Quattro (ed era con non poco orgoglio che ora ne facevo parte) erano da sempre per me un obiettivo irraggiungibile.....
Quand'ero piccola, ben lontana dal rispetto che sarebbe seguito, ammiravo di nascosto quelle quattro donne, sempre così sicure... sicure, sempre, fino al giorno della morte.
Quante volte avevo desiderato di cavalcare al loro fianco, in quanti sogni di bambina mi ero vista salvare loro la vita, e avere finalmente l'approvazione della kioskas... nient'altro che sogni, naturalmente.
Poche persone mi erano state accanto..... una di queste era Kristal, la scribana.
Forse perchè nemmeno lei sapeva nulla di sè, forse perchè era semplicemente votata al soccorso dei gattini ciechi....... fatto sta che aveva raccattato anche me, si era presa l'onere di difendermi dagli scherzi.... e ora che potevo vedere la gente chinare lo sguardo al mio passaggio era arrivato il momento di restituirle il favore.
Il giorno nasceva alle mie spalle, evitai con uno scarto le gemelline, rivolsi uno sguardo severo a Liù, che mi aveva tagliato la strada.... poi le feci l'occhiolino e mi allontanai prima che potesse dire una sola parola.
La kioskas era ancora immersa nel silenzio, un paio di amazzoni Roka mi passarono di fianco, dirette al posto di guardia, le salutai con un breve cenno del capo, e proseguii... finchè non giunsi davanti alla finestra spalancata di Kristal.
Quante volte ero passata di lì...
"Le porte non mi sono mai andate a genio"- aggiunsi, ad alta voce.
"E' vero."
Sobbalzai, poi incontrai lo sguardo gentile di Kristal; non potei fare a meno di sorriderle, ma dovevo fare in fretta, così le andai vicina, sovrastandola:
"Kristal... Ascoltami per bene, se vuoi fare il tuo mestiere come si deve. Io, con le mie amazzoni, e Diamante con alcune delle Roka, partiremo alla volta delle terre del nord: i ribelli, aiutati dal recente svolgersi degli eventi, si stanno allargando sul nostro territorio a macchia d'olio, insidiando le kioskas... quando dico kioskas intendo tutte, anche questa, ma soprattutto, quella dell'imperatrice. Hai capito?"
La scribana annuì, serissima.
"Bene...no, non mi guardare così, scordati di venire con noi, mi hai intesa? Ti assicuro che se vedo il tuo musetto sul campo di battaglia ti farò fustigare personalmente."
Un lampo freddo congelò il mio sguardo, rimasi a guardare gli occhi blu della ragazza.
Alla fine mi lasciai scappare un ghigno dalle labbra e mi voltai....
Mentre mi allontanavo preparavo il discorso che avrei fatto alle mie amazzoni.


SHADOW

Era mattina presto, la rugiada risplendeva sulle foglie delle piante e l'alba cominciava a diventare sempre più luminosa.
Io ero appena rientrato da una sessione d'allenamento che avevo fatto nella notte.
Ero diventato molto amico di una sentinella che faceva il turno di notte e grazie a lei alcune sere potevo uscire senza essere visto per andare ad allenarmi un po'.
Non ne avevo parlato con nessuno e sarebbe stato meglio che nessuno ne fosse venuto a conoscenza, se no sai che lavata di capo.
Da quando ero arrivato ad Arcano avevo imparato molte cose, ma soprattutto avevo trovato un po' di serenità.
Purtroppo i fantasmi del passato non si dimenticano facilmente ed era per questo che la notte uscivo, dovevo scaricare la mia rabbia, la mia furia... il mio lato oscuro non avrebbe più dovuto prendere il controllo, specialmente ora che combattevo insieme ai Guerrieri di Betris.
Avevo una strana inquietudine addosso, maledetta capacità di prevedere i guai, ti lascia una sensazione schifosa addosso finchè non accade quello che deve accadere.
Camminavo per tornare al mio alloggio, quando sentii delle voci venire dal campo d'addestramento.
Purtroppo sono nato curioso, così mi avvicinai quando uscirono le quattro Grandi insieme a Morgana ed Haruka.
Dovevano aver appena finito di preparare un piano di battaglia, erano tutte molto prese.
Mi acquattai nascosto dietro un muro, siccome non avevo intenzioni minacciose non si accorsero di me.
Se mi avessero sorpreso appena rientrato dalla foresta, una bella lavata di testa non me l'avrebbe tolta nessuno.
E questa volta sarebbe stata veramente severa.
Mentre tutte loro si allontanavano, mi infilai di soppiatto nella tenda e diedi un'occhiata alle carte.
Cavolo, erano proprio delle ottime strateghe, era incredibile ma avevano previsto ogni possibile mossa dell'avversario.
Ci sarebbe stata una battaglia aperta, finalmente.
Come avrei voluto partecipare...
Sentii arrivare qualcuno, uscii di corsa dalla tenda e mi nascosi.
Chiunque fosse entrò e se ne andò dopo pochi istanti.
Aspettai qualche istante e feci per andarmene anche io, mancavano poche ore al risveglio dei miei compagni e la mia assenza sarebbe stata subito notata.
"Beh... lo sai che se fossi stata un nemico saresti morto"
Avrei riconosciuto quella voce dovunque.
"Beh, non avevi intenzioni cattive, per questo non ti ho sentito arrivare"
"Uhmm... forse hai ragione anche tu."
"Come sempre ho ragione io, cara Morgana"- mi girai e le sorrisi.
Si, era la fine, me lo sentivo... questa volta mi avrebbero messo a fare la guardia alle dispense a vita.
"Se riesci a spiegarmi cosa diamine ci fai qui in, modo breve e soprattutto credibile, non farò rapporto."
"Beh... il mio istinto mi diceva che c'era qualcosa di strano, così ho cominciato a girare per la Kioskas vedendo se trovavo il perché del mio senso di inquietudine."
"Non ci provare con me, ti conosco, stai mentendo."
Mi sorrise.
Incredibile, non era arrabbiata!
Me la sarei cavata anche questa volta... però, certo che nella sfortuna ogni tanto ero fortunato...
"Ora vattene, prima che torni qualcun altro e prima che la tua assenza si noti."
"Grazie"
Mi inchinai e le baciai la mano, ogni tanto conveniva fare il galante.
"Ah, ricorda... io non ti faccio rapporto ma tu mi devi un favore."
"Ok, anzi facciamo così: se riesci a farmi partecipare alla battaglia mi potrai chiedere quello che vorrai."
"Mi spiace, ma non posso dirti niente e neanche assicurarti niente. Comunque per ora non farne parola con nessuno."
Mi voltai e corsi al mio alloggio.
Ci sarebbe stata una battaglia vera, niente più scaramucce... cosa avrei dato per partecipare...
Ardevo dalla voglia di fare a fette i ribelli, so che non tutti in fondo volevano la guerra, erano anche loro gente di Arcano.
Io però non potevo perdonarli per tutta la sofferenza che io e tutta questa gente aveva dovuto patire.
Volevo combattere.
La mia anima nera stava risvegliandosi di nuovo, ma questa volta si sarebbe dovuta sottomettere alla mia volontà.


BERSERK

Era una notte buia e tempestosa (non è vero, ma era da molto che volevo scrivere sta frase hehe, sorry).
Allora.....
E' mattina, il sole non è ancora sorto del tutto, ma decido di uscire ugualmente, anche perché la fame si fa sentire, una bella colazione di cinghiale e birra ci sta bene.
Apro la porta ed esco, saluto un "certo Spiritello" di mia conoscenza che se ne torna a casa sua...
Sono ancora mezzo rimbambito, appena sveglio è critica per me (oddio, non è che poi dopo migliori tanto... hehe).
Mi avvio per andare a cacciare la colazione, ma c'è qualcosa di strano, silenzio: la Kioskas è troppo silenziosa stamane.
"Che è sto silenzio?? Di solito a quest'ora c'è già chi si allena....... mah"
Decido di dare una sbirciatina prima di colazione per vedere di capirci qualcosa, e mentre vago per la Kioskas, d'improvviso Shad mi cozza contro e ruzzola a terra.
Lo aiuto a rialzarsi.
"Hey Shad, che succede?? Che è sto silenzio stamattina??"


DIAMANTE

Uscimmo dalla tenda insieme...
Io mi affiancai alla bella sacerdotessa...
Forse andare con lei al tempio mi avrebbe aiutata in parte a purificare la mia anima gelida...
Mentre scambiavo questo pensiero con Haruka, intravidi nei cespugli Shadow..
Sentii che non era lì per farci alcun male e proseguii pensando al motivo che lo aveva spinto in quella zona.
Haruka sembrava corrucciata; arrivai al tempio con lei in silenzio.
Ivi giunte la guardai con una luce misteriosa negli occhi come se volessi iperscrutare la sua anima; fissai i miei occhi nei suoi...
La sentivo talmente forte e delicata al tempo stesso; la sua voglia combattente non era per nulla diminuita, ma la perdita che aveva subìto l'aveva fatta sprofondare nel dolore e l'aveva resa debole sotto quell'aspetto.
Le carezzai col dorso della mano il bel volto e le dissi...
- Haru, la vita si evolve, lo spettacolo continua, la corazza solida che ti sei costruita addosso racchiude un tenero virgulto ora. Haru, confida in me... anche se io non ho mai amato, anche se io non conosco amore.. anche se sono fredda e spietata, anche se quasi sempre i miei occhi esprimono glacialità, tu che sai chi sono, sei sempre riuscita a cogliere quella piccola luce che ne traspare. Haru, la guerra che ci si presenta sarà dura. Sfoga in quella tutto il tuo dolore... vedremo nuovamente la morte... forse la morte vedrà una di noi... -
Pensai a Myrt e all'indomani mattina.
Sarebbe andata con lei e le sue amazzoni e le proprie a Nord.
Mentre continuavo a parlarle e a tormentarla in un certo qual modo riportandole alla mente la sua perdita... lei mi guardava in modo strano, come se qualcosa di non espresso e di non detto fosse sempre presente tra noi.
Sentivo il silenzio di quella notte che preludeva a qualcosa che noi tutti (almeno chi di noi fosse rimasto) un giorno, avremmo definito come la Grande Caccia.
Guardai di nuovo Haru che era silenziosa, forse pensierosa, comunque al momento insondabile.
Senza un'altra parola le ravviai una ciocca di capelli, poi riassunsi la mia migliore espressione cinica, le voltai le spalle ed entrai nel tempio.
Mentre mi allontanavo sentii un sussurro di Haru...
"Diamante, sì, so chi sei....".
Un paio di amazzoni Roka che mi seguivano sempre si sistemarono all'esterno del Tempio in attesa che ne uscissi per tornare nella nostra zona.
Come ogni volta che entravo nel tempio ebbi come la sensazione di non essere sola, ormai non ci facevo più quasi caso poichè ogni volta quella sensazione si era rivelata mendace.
Percorsi lentamente tutta la navata che mi portò dinnanzi all'altare; come sempre la mia mente razionale rifiutava ogni forma di credenza e come sempre pregai col cuore e non con la mente.
Ma quella sensazione questa volta non era sparita con l'inizio della preghiera e quindi mi irrigidii, di scatto estrassi la mia spada, che nella penombra sembrava un'entità soprannaturale, e guardai attentamente l'area del tempio tendendo i sensi e cercando di captare ogni minimo rumore.
Pur non percependo pericolo, ormai era certa che qualcuno era nel tempio, forse una delle sacerdotesse....
Con la mascella serrata cominciai ad esplorare ogni angolo sino a che, ad un tratto, con scatto felino puntai la spada proprio sotto il mento di Thark...
- Ah sei tu! - ringhiai - cosa fai nascosto qui come una serpe? -
Thark mi guardò deglutendo e disse: - Diamante, sì, sono io... ti guardavo da lontano, come a volte mi capita di fare.... non voglio farti alcun male.... -


KETHRY

Quel giorno mi svegliai molto presto, prima dell'alba.
Uscii dall'accampamento, di lì a poco si sarebbe tenuta la riunione delle Quattro Grandi, ma io avevo altri pensieri per la testa.
Mi sdraiai su un prato, l'erba corta e verde era leggermente bagnata dalla rugiada e così soffice che avrei potuto addormentarmi lì per sempre sognando ciò che non potevo essere, una vita che non potevo vivere!
Nel cielo bluastro che precedeva l'alba si potevano ancora scorgere le ultime stelle, le osservai a lungo facendo vagare la mente.
Pensai a tutti gli obblighi e i doveri a cui ero andata incontro decidendo di diventare un'Amazzone, ma in fondo, pensai, che cosa mai potevo fare nella vita?
Figlia maledetta di una madras che aveva infranto i suoi voti e di un ribelle, ero il frutto clandestino di un amore sacrilego, nella mia mente c'era il ricordo dei loro urli di dolore mentre morivano sotto i colpi delle Truppe Imperiali.
Io ero riuscita a salvarmi grazie ad una amica fidata di mia madre, che mi aveva portata via dal campo di battaglia e successivamente nascosta per un po' di tempo, finchè non decise di portarmi nella kioskas in cui viveva, la stessa in cui era nata mia mamma, la mia cara mamma!!
Fui costretta a cambiare nome e poi....... il resto venne da sè!
Adesso ero una delle Quattro Grandi, da poco ero stata nominata Comandante delle Amazzoni di Mokada, e continuavo a domandarmi se sarei davvero stata in grado di adempiere al mio dovere nel modo migliore.
Mi domandavo se veramente era quello che avevo sempre desiderato!
Come se tutto ciò non bastasse, da qualche tempo avevo anche incominciato a pensare all'amore, un'altra cosa che nella mia vita non ci sarebbe mai stata...
Nella vita di un'Amazzone non c'è spazio per l'amore, bisogna scegliere... e io avevo scelto la guerra e le armi!!
Senza rendermene conto era già giorno, il sole era già alto nel cielo e per me era ora di andare ad adempiere al mio dovere.
Durante la riunione ognuna di noi aveva esposto le sue idee e le sue strategie, avevamo vagliato tutte le possibilità per annientare per sempre i ribelli e soprattutto i terrestri che ne erano a capo, primo tra tutti Atek.
All'uscita del padiglione abbracciai forte le mie amiche comandanti e Haruka, la sacerdotessa-guerriero, che per fortuna si era unita a noi: in quel momento c'era bisogno di più aiuto possibile!!
Era ora di partire, io e le mie compagne dovevamo andare alla Kioskas Imperiale per avvertire l'Imperatrice Nimira e il Custode.
Dopo averle riunite tutte annunciai loro di prepararsi in fretta, avevamo una missione da svolgere e non dovevamo assolutamente fallire!!


LICHT

- Buongiorno - dissi a Shadow che stava andando furtivamente verso le capanne dei guerrieri di Betris, mentre io stavo uscendo dal tempio dove ero andato per mantenere una promessa ad una persona a me carissima - stai andando ad addestrarti? - lo incalzai.
- Ehm ... 'giorno capo - mi rispose cercando di nascondere un leggero imbarazzo - Vedi, ehm... forse...-
Non lo lasciai finire: - Forse... se hai voglia di ascoltare ti racconto una storia -.
Vidi il suo viso illuminarsi, si avvicinò e andammo a sederci nella panchina di marmo della parete nord del tempio.
Appena ci mettemmo seduti iniziai a parlare:
- Ormai, Shadow, è più di un mese che mi trovo in questa città e molte cose sono cambiate. Quando arrivai non c'erano molte persone, per le vie della Kioskas serpeggiava un tangibile alone di diffidenza e raramente si riusciva a parlare con qualcuno. La cosa che mi colpì subito fu la presenza nascosta del Custode: ogni volta che chiedevo qualcosa subito ottenevo una risposta ...- mi fermai un attimo per ricordare.
- E cosa facevi tutto il giorno, capo?-
-... Cercavo di capire come funzionasse questo strano mondo e mi allenavo continuamente cercando di conquistare più fregi possibili. Certo non era facile vivere in quel silenzio e in quella solitudine. Ogni tanto si affacciava qualche nuovo viandante ma nulla più. L'unica cosa bella che ricordo di quel primo periodo oltre alle risposte del Custode, è stato quando ringraziai Nusuth ...-
- Per cosa, capo?-
- E' un piccolo segreto tra me e lei, almeno spero che ancora lo sia -
Subito ripresi a parlare della vita nella kioskas.
- Avevo conquistato ormai anche il massimo fregio, ma quell'alone d'indifferenza diventava sempre più opprimente, il silenzio sempre più assordante... le mie giornate nella piazza non passavano quasi mai e pensavo tra me che forse la speranza di un mondo migliore che mi aveva fatto lasciare la Global Detector era solo un'illusione.
Nel frattempo arrivò nella città una giovane sacerdotessa, Hashepsowe, e con lei iniziammo a coltivare la nostra amicizia.
Un giorno poi trovai una pergamena dove si raccontavano gli scontri delle Amazzoni, del comandante Myrt con dei ribelli, della corsa di Tiara a chiedere rinforzi in città.
La cronaca di quello scontro mi appassionò moltissimo, ne parlai con Hashepsowe e facendoci coraggio uno con l'altro iniziammo a descrivere anche noi la nostra vita nella kioskas.
Provai un'emozione incredibile, non avevo mai scritto nulla... ero come un bambino che muove da solo i suoi primi passi e che vorrebbe prendere tutto e tutti ma purtroppo, essendo molto piccolo, incespica e cade.
Avevo tanto bisogno di un aiuto ...
Pian piano arrivarono altre persone nuove ed iniziai a conoscere anche gli abitanti più vecchi e nella piazza ora ero meno solo -.
- Li conosci tutti capo?-.
- No, Shadow, ma mi piacerebbe e soprattutto ...-
I miei occhi si abbassarono e il mio sguardo si rattristò.
- Soprattutto cosa, Licht -
- Niente... stavo pensando a quanti sono arrivati in questa città fantastica e sono andati via perchè non siamo stati capaci di accoglierli, ma forse ognuno di noi ha un proprio destino e il loro non era qui... -
- Sai, capo, ho visto una cosa importante - mi disse Shadow per farmi riprendere da quella tristezza.
- Cosa hai visto?- risposi subito.
- I piani delle Quattro Grandi, e mi sembra che noi guerrieri di Betris siamo fuori -
Quelle parole, "i guerrieri di Betris fuori dal piano", mi fecero tornare completamente in me.
- Grazie, Shadow, per avermi ascoltato. Sai, credo sia giunta l'ora di scambiare qualche opinione con Myrt, Nusuth, Diamante e Kethry, non l'ho mai fatto direttamente ma credo sia proprio questo il momento giusto per farlo -.
Mi alzai, salutai Shadow e mi avviai con passo tranquillo e animo sereno verso l'accampamento delle amazzoni, cosciente del fatto di non sapere a cosa sarei andato incontro.


NUSUTH

Guerra!!!!
Questo era quello che cantava il mio sangue.. guerra!!
Ma poi sentii un'altra voce, dolce ma decisa:
< Ricorda la tua promessa Nusuth! Dovrai tentare di portare a me più ribelli che potrai.. farli ritornare al Niasae... prometti!!! >
La voce dell'Imperatrice...
Sbuffai.
Guardai Myrt, Kethry, Diamante allontanarsi veloci verso i rispettivi campi.... solo in quel momento mi accorsi che Morgana era rimasta indietro.
Meglio, così avrei avuto più tempo per raccogliere le idee e pensare al da farsi.
Attraversai la kioskas lentamente e così mi ritrovai nella piazza dei mercanti, salutai Asiram e Selkis intente a confabulare qualcosa su pozioni, filtri e non so che altro ancora....
Sorrisi pensando a tutti i guerrieri, alle amazzoni , alle sacerdotesse che con il favore delle tenebre si recavano da quelle due per farsi dare pozioni d'amore...
Che strano: l'avvicinarsi di una guerra sembrava favorire l'amore invece che impedirlo... mah...
Scossi la testa e mi ricordai della mia vecchia maestra d'armi che usava fare lo stesso quando vedeva le giovani coppie tubare, nascoste nei cespugli.
Risi: dovevo essere proprio buffa ... borbottare da sola per le vie della Kioskas...
Poi sentii una presenza... qualcuno stava arrivando... vidi l'ombra proiettata sul selciato davanti a me... uhmm.. passo deciso, da grandi decisioni.
Alzai lo sguardo e al momento giusto, quando comparve da dietro l'angolo, dissi:
< Salve Licht... >


SHADOW

Correvo per cercare di evitare altri incontri quando andai a sbattere contro un muro.
Almeno cosi credevo, alzai gli occhi e vidi che era Berserk.
"Brutto bisonte che non sei altro, possibile che ogni volta che ti incontro finisco per farmi male".
Ber sorrise, io ero grande e robusto ma lui poteva essere scambiato per un gigante.
Mentre mi aiutava a rialzarmi mi disse:
"Che diamine succede, perché non c'è nessuno ad allenarsi, e che è tutto sto silenzio?"
"Ci sarà una battaglia vera, aperta e sanguinolenta, la stanno organizzando le Quattro Grandi... noi guerrieri di Betris e di Ardes sembra ne siamo tagliati fuori. Ora vado, se no Licht mi spella vivo... ricorda, io non ti ho detto niente"
Corsi via, non avevo tempo da perdere.
Riuscii lo stesso a sentire il mugolio di felicità di Bers, era sempre contento quando si trattava di affettare qualcuno, specialmente i ribelli.
Un proverbio dice: "Non c'è due senza tre"... e così accadde.
Non bastava che mi avessero visto Morgana e Berserk, incappai anche nel mio capo di ritorno dal tempio.
"Ehmm... salve Licht, io... ecco..."
Non mi fece finire, mi fece sedere e cominciò a raccontarmi alcune cose.
Il suo animo era triste, anche lui aveva fantasmi passati con cui doveva confrontarsi.
Non sapevo che fare, non ero portato per incoraggiare le persone... allora mi venne un'idea.
"Sai capo, ho visto i piani delle Quattro Grandi e mi sembra che noi guerrieri di Betris siamo fuori".
Quelle parole lo fecero tornare completamente in sè.
"Grazie Shadow per avermi ascoltato... Sai, credo sia giunta l'ora di scambiare qualche opinione con Myrt, Nusuth, Diamante e Kethry, non l'ho mai fatto direttamente ma credo sia proprio questo il momento giusto per farlo".
Mi salutò e se n'andò via di fretta.
Dovevo essere felice, il capo non mi aveva messo a fare la guardia alla dispensa.
Inoltre forse, grazie al suo intervento, saremmo scesi in battaglia anche noi.
Non era così, però quella situazione mi aveva risvegliato antichi ricordi.
Ero completamente soprappensiero quando vidi Hashepsowe che camminava con a fianco Minerva.
Mi videro e Hashepsowe disse qualcosa a Minerva.
La mia amica sacerdotessa allora mi si avvicinò:
"Cosa ti affligge, guerriero? La somma Hashepsowe sente che il tuo cuore è triste e scuro."
Non rimasi tanto sorpreso, avevo già conosciuto il potere di Hashe qualche tempo prima, quando partimmo per andare a salvare Minerva.
Era una delle poche persone che riuscivano a leggermi dentro... beh... d'altronde era una somma Sacerdotessa.
"Niente o amica, niente di immutabile."
"Vuoi parlarne?"
"Magari un'altra volta, Minerva, ti ringrazio"
"Allora spero che la dea ti guidi nel trovare una via per uscire dall'oscurità che c'è nel tuo cuore."
Mi inginocchiai e dissi: "Grazie o Benevola Sacerdotessa nonché dolce amica, ringrazia anche Somma Hashepsowe per le sue premure."
Notai un certo imbarazzo nei suoi occhi, eravamo amici e non si aspettava un comportamento così formale, però in fondo era una sacerdotessa e meritava tutto il mio rispetto.
Alzai lo sguardo e lei non c'era, non c'era più neanche Hashepsowe nel viale.
"Ma saranno già andate via" pensai ad alta voce.
"Chi Shad?" disse una voce alle mie spalle.
Mi girai e vidi Lokat che mi fissava.
"Beh, che fai... vieni ad allenarti con noi oppure oggi fai festa?"
"Tu non hai visto nessuno?"
"No, non direi... se escludi due o tre fantasmi e un mezzo guerriero sovra pensiero"
Cominciò a ridere.
"Va beh, andiamo".
Sono sicuro che loro fossero lì, non era un sogno.
Ad ogni modo mi avevano fatto distrarre dal pensare a Litania.
Già... la città di Litania, ultimo ponte d'accesso per il palazzo.
Basta, non era il momento dei ricordi.


HARUKA

Così vulnerabile... stavo diventando così maledettamente vulnerabile...
Lasciai il sentiero principale del Tempio, dopo aver visto Diamante penetrare al suo interno, e lentamente mi avviai verso le stanze delle mie Consorelle...
Speravo ardentemente di trovare sia Domaris che Minerva... ma solo una delle due era presente...
Bussai con forza alla pesante porta di legno ed entrai...
Domaris stava china su un libro, intenta a copiare buona parte di esso su delle pergamene che in seguito sarebbero state relegate.
Aspettavo sulla porta in silenzio, sapevo che era cosciente della mia presenza... sapevo che mi avrebbe ascoltato...
- Vuoi restare lì ancora per molto? - Mi chiese alzando il capo dallo scrittoio... gli occhi luminosi...
- Solo il tempo che vi serve per completare il vostro lavoro, madre... - risposi.
- Cosa sono tutti questi formalismi, Haruka? Vieni, siediti... - continuò in tono gentile.
Mi avvicinai ad una delle panche che stavano affiancate al muro e mi sedetti, Domaris mi raggiunse.
- Sai... gli spiriti han parlato... è dall'alba che lo fanno... Con forza e veemenza, come non era da tante, tante lune...- si interruppe, cercando di leggere dentro di me la risposta che voleva.
- Credevo di conoscere le mie Consorelle più di me stessa... e forse è proprio così... sapevo che sarebbe giunto questo istante. Dimmi, ricordi quando sei giunta al Tempio? -
- Si... erano passati sette anni da quando avevo lasciato la Kioskas... sette anni passati nella foresta, da adepta dell'Ordine del Drago Bianco. Giunsi al tempio in una notte di pioggia e chiesi asilo... e mi fu concesso... -
- Un Ordine molto particolare... - mormorò - Gli asceti guerrieri... come li chiamano in molti! Perchè non sei rimasta con loro, perchè sei tornata alla Kioskas, Haru? -
- Questa è la mia gente... - mormorai.
Scosse la testa.
- Sei tornata per impedire che quello che è successo ad Oki possa succedere ancora... Per impedire che la corruzione si diffonda per la nostra terra... per difendere la tua gente... Sei un'asceta, è vero... una Sacerdotessa... ma dentro di te brucia il sangue dell'amazzone che eri un tempo... -
- Domani all'alba partirò con il gruppo di Myrt e di Diamante... Vado a battermi per la mia gente... -
- Sei venuta qui per avere il mio consenso? - mi chiese.
Sorrisi - No... la tua benedizione... -
Domaris pose la sua mano sul mio capo ed io chiusi gli occhi...
- Non hai bisogno di chiedermela, Haru... Possano gli Dèi guidare la tua spada... Possano le tue gesta portare pace sulle nostre terre... l'Imperatrice vegli su di te, sorella...-
- Così è! - esclamai, mentre mi alzavo...
- E' tardi... va e riposa... domani sarà il gran giorno! -
Le sorrisi e mi avviai verso l'uscita.
Poi mi fermai e mi voltai indietro.
- Domaris... - dissi - Stavolta la situazione è molto più complessa di quanto si possa immaginare... se noi falliremo... la Kioskas dovrà fronteggiare un assedio! Fa che il Tempio sia un luogo sicuro per i deboli...-
Annuì verso di me, ma sapevo perfettamente che era già al corrente di tutto...
Quella notte non riuscii a chiudere occhio, come non accadeva da tanto, tanto tempo...
L'indomani all'alba mi alzai, mi vestii con la tunica da guerriero dell'Ordine del Drago Bianco e mi avviai verso le stalle.
Lei stava lì, il solito portamento fiero, gli occhi profondi e sicuri, mi guardava e sapevo che capiva... sapevo che sentiva in me l'ardore della battaglia...
Mi avvicinai e le accarezzai il muso...
- Buongiorno, Ylo... - nitrì al contatto della mia mano, - Cosa c'è? Hai già fiutato anche tu l'odore della battaglia? Che dici, sarà il cuoio della tunica da guerriero?-
Mi persi nei suoi occhi mentre le accarezzavo la criniera bianca, così in contrasto col manto castano scuro...
- Ti manca vero? La guerra, il sapore della battaglia, della vittoria... I campi aperti dove correre... il vento che ti passa addosso, la spada al cielo... manca anche a me! Ma oggi si torna a combattere, piccola mia... -
L'animale nitrì ancora.
- E chissà, forse dopo tanti anni... forse una parte di noi tornerà a vivere... -
Appoggiai la mia fronte sul suo muso, come per sentire i suoi pensieri... così simili ai miei...
Ylo era tutto ciò che rimaneva della mia passata vita da amazzone...
Poi la sentii...
Un'aura era dietro di me e non pareva avere intenzioni amichevoli.
- Shh! - mormorai all'animale, e di scatto sfoderai la mia dai-katana e la puntai contro il suo collo.
- Per tutti i rospi! - esclamai, vedendo la mia lama a pochi centimetri dal viso di Minerva.
- Ti sei ammattita? Avvicinarsi così di soppiatto verso di me... -
- Haru... mi spiace... non ti avevo mai vista in... ahem... assetto da guerra. Mi sembravi qualcuno che volesse rubare gli animali... -
"Già!"- pensai -"Per alcuni è la prima volta che mi vedono senza la tunica lunga e bianca delle sacerdotesse..."
I lunghi e borchiati pantaloni scuri, la cotta di maglia di ferro lavorato, i coprispalle di metallo, uno semplice e l'altro lavorato come una testa di drago, il mantello scuro...
- Mi spiace! - le dissi, mentre riponevo l'arma e con un gesto veloce mi riavviavo i corti capelli neri - Non volevo spaventarti, non era mia intenzione, sorella... -
- Così vai? - mormorò.
- Cos'è quella faccia? Saremo di ritorno appena avremo disperso il grosso dei ribelli nelle pianure del Nord!-
- Certo... sì, certo! Che gli Dèi ti siano vicini! - disse e mi abbracciò.
Ma il tempo passava in fretta, stava albeggiando...
Sellai Ylona e montai in sella...
- Saluta chi non ho avuto modo di salutare di persona!-
Fu l'ultima cosa che le gridai, mentre spronavo la mia cavalcatura al galoppo.


MYRT

Mattina.
Ero rimasta seduta sul letto tutta la notte incapace di prendere sonno, il viso appoggiato sulle mani, intrecciate, lo sguardo perso nel vuoto.
Non sapevo cosa stesse succedendo, nè cosa fosse in procinto di accadere, sapevo però che nel corso di questa avventura il mio orgoglio avrebbe dovuto soffrire, per non essere spezzato.
E fu così: me ne accorsi non appena, uscita di casa, Shina al fianco, incontrai Nusuth.
Con un giovane uomo, il cui viso mi era familiare......
Mi avvicinai ai due: "Cosa succede?"- chiesi.
Il giovane mi si avvicinò, scurendosi in viso: "Dobbiamo parlare"
"Ah si? Tanto per cominciare chi diavolo sei tu?"
"Licht."
Rimanemmo in silenzio.... il suo nome avrebbe dovuto dirmi qualcosa, forse?
"E quindi?"
Nusuth intervenne, bisbigliandomi all'orecchio il grado di quell'uomo.
Non mutai espressione.
"E quindi?"- ripresi
"Volete tenerci fuori da questa storia! Siamo guerrieri esattamente come voi, non....."
"Fammi capire, vuoi........ aggregarti?"
"Sì. Il nostro corpo vi sarà d'aiuto; forse non lo sai, ma anche il sesso forte..."
"Il sesso CHE?"- urlammo in coro io e Nusuth.
"Scusatemi. Anche noi uomini sappiamo come..."
"Ah si?"- dissi io, sollevando le sopracciglia.
Le mascelle di Licht si strinsero, io sorrisi beffarda.
"Ne ho abbastanza di...."
Non lo lasciai terminare:
"D'accordo, uomo, vieni pure con noi.... anzi, vieni con me e Diamante. Visto che dici di poter essere utile non vedo perchè non dovresti dimostrarlo."
Lo vidi rimanere in silenzio, stupito... la stessa espressione si dipinse sul viso di mia sorella.
Li guardai, sorrisi, mi allontanai... poi, senza voltarmi:
"Prendi i tuoi, io e Diamante ti aspetteremo fuori dalle mura."
Girai dietro l'angolo, e incontrai Asiram:
"Buongiorno. Come stanno le tue piccole?"
"Bene, Comandante..... sono in casa, le trattengo a stento dal seguire le tue amazzoni........ Sury scalpita, vorrebbe venire con voi...."
Sorrisi:
"Sa che non può. La disciplina è il primo obbligo per un'amazzone."
"E' vero, Myrt."
La dolce donna mi sorrise di rimando
"Ma...."- feci un gesto, indicando la tigre al mio fianco:
"Shina non può venire con me. Pensi che le tue gemelle sarebbero in grado di badarle?"
Asiram mi sorrise:
"Credo che lei sarà in grado di badare loro".
Risi, e annuii.
Mi chinai sulla tigre, bisbigliandole nelle orecchie:
"Miciona....." strofinai il naso sulla sua testa.
Il felino alzò il muso, incontrando il mio naso con il suo.
Mi alzai, feci un cenno di saluto ad Asiram, e ancora senza voltarmi andai verso le stalle.
All'interno non trovai nessuno.
Il mio cavallo, Apache, un sauro dalle dimensioni impressionanti, mi salutò con un nitrito.
Montai in sella e, chinando la testa, passai oltre la porta: spronai il cavallo al galoppo.


LICHT

Appena girai l'angolo riconobbi subito la voce di Nusuth che mi salutava.
Alzai lo sguardo verso i suoi occhi e non potei fare meno di notare ancora una volta la sua bellezza.
I miei occhi si posarono sui suoi capelli per poi ritornare a fissarla negli occhi, non prima d'aver ammirato nuovamente quasi estasiato quelle labbra che avevano pronunciato il mio nome.
- Ciao Nusuth - risposi - certo un così bel viso con due occhi così stanchi non ti donano molto, comandante -
- La guerra ormai è alle porte, Licht, e dovevamo preparare i piani -
- Capisco Nusuth, dovevate preparare i piani ma ... senza i guerrieri di Betris. Sai, ero venuto a cercarvi per parlare di questo con te e le altre grandi.-
- Va bene Licht, credo sia giusto parlarne anche con le altre, andiamo ...-
Iniziammo a camminare verso l'accampamento delle amazzoni.
Eravamo al centro del campo quando riconobbi il leggero ruggito di saluto di Shina, la tigre di Myrt.
Mi aveva visto solo una volta, quando faceva la guardia alla porta di Myrt ferita che io ero andato a trovare nel Tempio.
A Shina dovevo esser rimasto simpatico, un po' meno a Myrt, dato il modo in cui mi salutò:
"Cosa succede?"- ci disse.
Abbozzai un sorriso ma notai il suo duro sguardo, e pensai che per ora non avrebbe ancora meritato il dolce sorriso con cui Licht salutava tutti gli abitanti della Kioskas.
Così m'improvvisai scuro in volto e le dissi:
"Dobbiamo parlare ..."- non mi fece continuare, stavo dicendo che volevo parlare non solo con lei ma con TUTTE e quattro le grandi amazzoni.
"Ah si? Tanto per cominciare chi diavolo sei tu?"- mi disse.
"Licht"- risposi semplicemente, non avevo l'abitudine di mettere i gradi che mi avevano assegnato se non durante le battaglie e le missioni: quei gradi per me erano un onore, perchè mi ricordavano continuamente che dovevo essere al servizio e disponibile per gli abitanti della kioskas e portarli dentro la kioskas mi sembrava un atto di superbia.
"E quindi?"- disse Myrt.
Nusuth intervenne, bisbigliando qualcosa all'orecchio di Myrt, probabilmente il mio grado.
"E quindi?"- ripresi - "Volete tenerci fuori da questa storia! Siamo guerrieri esattamente come voi, non....."- non mi lasciò finire.
"Fammi capire, vuoi........ aggregarti?"
Mi stavo convincendo che neanche mi ascoltava.
Io volevo condividere il piano e l'intervento dei guerrieri di Betris con TUTTE e quattro le comandanti amazzoni e il mio amico Raf, ma lei continuava a parlare come se ...
Decisi a questo punto d'iniziare a fingere, di parlare cioè secondo quell'immagine distorta che le amazzoni avevano dei guerrieri, anche se a dire il vero alcune di loro avevano iniziato a vederci con occhi diversi... ma Myrt non era sicuramente tra queste.
"Sì, il nostro corpo vi sarà d'aiuto; forse non lo sai, ma anche il sesso forte..."
"Il sesso CHE?"- urlarono in coro Myrt e Nusuth.
Mi sorprese quella battuta di Nusuth, la consideravo tanto bella quanto intelligente... possibile che mi fossi sbagliato?
"Scusatemi. Anche noi uomini sappiamo come..."
"Ah si?"- disse Myrt, sollevando le sopracciglia.
Per una leggera infiammazione alle gengive, strinsi i denti e continuai dicendo:
"Ne ho abbastanza di...."
Lei sorrise beffarda pensando a chissà quale rabbia stava scorrendo nel mio sangue, e non mi lasciò terminare:
"D'accordo, uomo, vieni pure con noi.... anzi, vieni con me e Diamante. Visto che dici di poter essere utile non vedo perchè non dovresti dimostrarlo."
Rimasi in silenzio, stupito... veramente neanche la più fervida immaginazione poteva aspettarsi una tale superbia.
Mi voltai verso Nusuth e vidi che la stessa espressione si dipinse sul suo viso.
Guardai il muso di Shina: anche la tigre sembrava avere la stessa espressione di stupore e con una zampa si coprì gli occhi.
Ci guardò, sorrise, si allontanò, e senza voltarsi:
"Prendi i tuoi, io e Diamante ti aspetteremo fuori dalle mura."
Mi girai ancora una volta verso Nusuth e le dissi:
"Mi dispiace COMANDANTE NUSUTH, credo che tua sorella, anche se so che ha sofferto molto... e mi dispiace per questo ... dovrebbe fare un corso di comportamento da Shina. O la richiami e le spieghi le mie intenzioni e mi lascia parlare, oppure uscirò da solo con i miei uomini".


KETHRY

Le mie Amazzoni erano molto felici di poter finalmente dimostrare la loro abilità; nel profondo, però, avevano anche paura: sapevano che sarebbe stata molto dura, il rischio era molto grande e probabilmente non saremmo tornate tutte alla Kioskas!
Mi ricordai di aver dimenticato alcune carte nella tenda in cui ci eravamo riunite io e le altre Grandi, così decisi di andare a riprenderle.
Durante il tragitto pensai, per la prima volta da molto tempo, che forse avrei potuto essere io una di quelle che non sarebbero mai tornate.
Pensai allora cosa avrei lasciato nei ricordi di chi mi conosceva, e non erano molti, dato che a me non piaceva molto stare in mezzo alla gente: ero sempre stata un po' in disparte.
Pensai se forse la morte non sarebbe stata per me la soluzione migliore, ma scacciai subito quel pensiero che poco si addiceva ad un'Amazzone, non ero certo una codarda!!
Immaginai che nessuno avrebbe sentito poi molto la mia mancanza, non avrei lasciato nulla nei cuori e nelle menti dei miei conoscenti, così decisi che sarei dovuta tornare a tutti i costi e mi promisi che avrei cambiato le cose.
Io avrei preso il mio posto nella vita a tutta gli effetti, non sarei più rimasta in disparte, mai più!!!
Ma questo dopo, ora avevo tutta una battaglia davanti e non era facile.
Arrivata alla tenda notai il Comandante Myrt allontanarsi con la sua tigre, e il Comandante Nusuth parlare con un uomo, Licht, o qualcosa del genere.
L'avevo incontrato qualche volta nella piazza dei mercanti, ma di lui sapevo solo che era un guerriero e uno di loro..... un terrestre insomma!
Mi avvicinai a loro e rivolgendogli uno sguardo freddo e fugace salutai Licht:
"Salve Guerriero!"
Mi girai verso la mia compagna e dissi:
"Ciao Nusuth, che succede? Non è da te parlare con .... con i guerrieri"- e pronunciai quest'ultima parola con un certo disgusto.


NUSUTH

Non era possibile!!! Guardai Licht e Myrt mostrarsi i denti come lupi inferociti... guardai Shina e lei mi guardò con espressione di commiserazione....
Come diavolo potevano due persone intelligenti parlare tanto senza dirsi nulla?
Mi stupii del comportamento di Myrt... era dura e gelida quando voleva, ma una buona amica, una sorella e nell'anima dolce... io lo sapevo..
Quante volte durante il nostro addestramento mi aveva parlato con dolcezza, consolandomi, quando ero infuriata contro le nostre compagne che mi dileggiavano per i miei poteri di strega?
Scossi la testa... e Licht.. che strano, da quel poco che lo conoscevo mi era sembrato un uomo forte, sì, ma aperto e dolce... e invece quel suo commento sul sesso forte..
Non li capivo...
Irritata, ero sul punto di sbattere la testa di Myrt contro quella del guerriero, quando lei si avviò verso la piazza dei mercanti, lasciandoci a dir poco a bocca aperta.
Guardai Licht che duramente mi chiese di chiarire le cose con Myrt... quando realizzai il modo in cui aveva calcato sul mio nome e grado..
Lo osservai per un lungo momento, il viso di pietra.. poi dissi, lentamente:
< Più tardi parlerò a mia sorella, non preoccuparti. E tu GUERRIERO, hai qualche problema? >


DIAMANTE

Era mattina ormai... le due ore di sonno che ero riuscita a fare erano più che sufficienti, l'adrenalina era partita a razzo e la glacialità era dipinta sul mio volto........
Per un attimo pensai a poche ore prima nel tempio dove sorpresi Rhank che, dopo aver borbottato delle parole incomprensibili, era fuggito via; avevo rinfoderato la mia spada e completata la meditazione, avevo raggiunto il mio giaciglio, le amazzoni di Roka (tranne quelle preposte alla sorveglianza) stavano già dormendo.
Guardai Faennon, Lyala, Maraska, Perlacea e Papaiuska mentre dormivano apparentemente serene, ma ecco che ai miei passi Faennon si alzò di scatto in assetto d'attacco.
- Calmati Faennon.. sono io....-
- Perdonami comandante, i tuoi passi sono diversi dal solito questa sera...-
In effetti quella sera il mio passo tradiva una certa inquietudine.... mi avvicinai a Bucefalo, il mio fulvo stallone, mi coricai vicino a lui e alla mia spada Harses......
Ed eccomi qui ora, la mattina dell'inizio della Grande caccia; le mie amazzoni erano già tutte pronte. Indossai il completo da combattimento e montai su Bucefalo.
- Andiamo, amazzoni!!!! -
Ci recammo al leggero trotto verso il luogo convenuto con Myrt.
La vidi da lontano, scorsi anche Raf Graywolf con i suoi che si stavano preparando.
Scossi il capo... gli uomini.....
Mi ripresi immediatamente e proseguii la mia strada, quando sentii un rumore..
Mi girai di scatto, vidi Licht....
Una luce sinistra balenò nei miei occhi, ma guardandolo la luce divenne calda..
- Licht...-
- Comandante Diamante, ti saluto!! -
- Imperioso stamani, Licht... che fai in giro a quest'ora??-
- Non comprendo cosa succeda.. il comandante Myrt mi ha trattato con freddezza ieri sera quando gli ho detto che volevo essere d'aiuto... non so cosa deciderò ora... -
- Licht, se sei un uomo degno di questo nome, in cuor tuo saprai già la risposta!!! Il bene supremo di Arcano prevarica sulle nostre vite e sui sentimenti di orgoglio. -
Detto questo, continuai il mio cammino.
Sapevo che Licht avrebbe deciso per il meglio.
Raggiunsi il piazzale sul lato nord dove Myrt era già giunta con le sue amazzoni.
- Myrt, eccomi!-
Nessun'altra parola era necessaria: entrambe sapevamo che stavamo andando incontro a ciò che mai era accaduto e che sarebbe stato ricordato nella storia di Arcano come LA GRANDE CACCIA.


LICHT

"Mi dispiace COMANDANTE NUSUTH, credo che tua sorella, anche se so che ha sofferto molto e mi dispiace per questo ... dovrebbe fare un corso di comportamento da Shina. O la richiami e le spieghi le mie intenzioni e mi lascia parlare oppure uscirò da solo con i miei uomini".
Appena finii di dire queste cose a Nusuth non potei resistere al desiderio del mio cuore, e mi girai nuovamente verso Myrt per seguirla con gli occhi mentre fiera, seguita da Shina, si allontanava da noi.
Il mio cuore desiderava con tutto se stesso che si voltasse, anche per un solo istante, e le avrebbe rivelato con un sorriso mai visto i tesori custoditi in esso: dolcezza e comprensione, amicizia e fedeltà, gentilezza e rispetto.
- Più tardi parlerò a mia sorella, non preoccuparti. E tu GUERRIERO, hai qualche problema?-
La voce di Nusuth risuonò nella mia mente, quel guerriero sottolineato, quel problema ipotizzato:
- Nusuth... se potessi vedere il mio cuore, capiresti molte cose -.
Incrociai il suo sguardo.
Quegli occhi azzurri, profondi, puri, mi fecero perdere in esso.
Il mio cuore iniziava a sentire sensazioni nuove, diverse.
Sentivo sorgere in esso il timore e il fascino per un mistero.
Il tempo sembrò fermarsi, viaggiai nella profondità del suo sguardo fino ad arrivare sulle rive della sua anima.
Lì il mio cuore trovò riposo e sicurezza.
Un istante, un solo istante distolsi lo sguardo dai suoi occhi e non ritrovai più quei luoghi: ora i miei occhi erano sui suoi capelli, sul suo viso, sulle sue labbra.
Un sentimento nuovo, ma antico, emerse nel mio cuore.
Le mie labbra avrebbero voluto sussurrare parole d'amore ma non potevo, non conoscevo ancora quell'anima.
Sulla sua riva avevo trovato riposo ma... cosa c'era al suo interno?
Inconsciamente il mio braccio molto lentamente si avvicinò ai suoi capelli, sentii la loro freschezza tra le mie dita.
- Nusuth, perdonami ma questo filo di erba ...-
Non avevo sentito il saluto di Kethry e neanche quello che disse a Nusuth, mi ero accorto della sua presenza solo perchè Nusuth stava girandosi verso di lei.
"Buon giorno Ket"- la salutai sorridendo - "... forse è ora che vada a chiamare i miei compagni, sono ottimi guerrieri, abili cacciatori impavidi e senza paura, fedeli al servizio dell'imperatrice e sarebbe un peccato lasciarli fuori dai vostri piani. Ti prego Nusuth, raggiungi Myrt, parlale dello Spirito dei Betris, dei suoi guerrieri e ... del loro comandante che non è la stessa persona con cui ha appena finito di parlare".
Prima di lasciarle le salutai con un sorriso e accarezzai ancora una volta con lo sguardo il viso di Nusuth.
Mi avviai verso Betris, quando...
- Licht...-
Mi voltai
- Comandante Diamante, ti saluto!! -
- Imperioso stamani, Licht, che fai in giro a quest'ora??-
- Non comprendo cosa succeda.. il comandante Myrt mi ha trattato con freddezza quando gli ho detto che volevo essere d'aiuto... non so cosa deciderò ora... -
- Licht, se sei un uomo degno di questo nome in cuor tuo saprai già la risposta!!! Il bene supremo di Arcano prevarica sulle nostre vite e sui sentimenti di orgoglio. -
Aveva ragione da vendere Diamante... già conoscevo la mia decisione, quello che avrei detto ai miei compagni.
Arrivai nel piazzale al centro di Betris e Shadow aveva già convocato tutti i guerrieri.
"Shadow, i miei complimenti, ti basta veramente poco per capire".
Poi iniziai a scrutare uno ad uno i volti dinanzi a me: Xanth, Eman, Prac, Uait, Shicun, Aranil, Evan, Dankan, Ikarus, Lokat, Nabil... e ritornai su Shadow, avevo visto nei loro sguardi quello che volevo vedere e dissi solamente:
"Ha inizio la GRANDE CACCIA".


SELKIS

Ero nella piazza, appena uscita dalla bottega di Asiram.
Mi ero accordata con la mercante circa la distribuzione dei filtri d'amore e di quelli per aumentare bellezza e prestanza fisica, la cui richiesta era aumentate tantissimo nelle ultime settimane.
Le altre streghe ed io eravamo in piena attività ed il nostro borgo risuonava di allegre risate e del tintinnio delle ampolle colorate.
Stavo dunque per incamminarmi verso casa, quando notai Nusuth e Licht discutere.
"Forse si saranno accorti della scappatella notturna di Shadow..."
"Naaaa.... credo che ormai mezza kioskas l'abbia visto stamattina sgattaiolare per le strade, cercando di non essere scoperto...."
Con loro vi era anche un'altra donna, Myrt, comandante delle Truppe Imperiali Froll.
La riconobbi, pur non avendola mai conosciuta di persona, dalla sua fedele compagna, la tigre Shina, che in quel momento era costretta a subire i giochi di Sury e Liù.
Rimasi colpita dal suo aspetto altero e la osservai con curiosità: nella kioskas tutti conoscevano le sue imprese e apprezzavano le sue doti, ma pochi potevano dire di conoscerla davvero.
Tuttavia quando mi accorsi che stavano litigando mi allontanai, per non essere indiscreta (proprio io... da non credersi!).
Sury mi notò e cominciò a pavoneggiarsi, cavalcando la paziente Shina che rispondeva solo con dei borbottii.
"Guardami Selkis!"
Liù le osservava in disparte, studiava le loro mosse prima di cominciare a giocare con la tigre; era molto diversa dalla sua impulsiva sorella, ma entrambe sarebbero diventate delle valide amazzoni, e allora la loro diversità e la loro unione sarebbero state preziose.
Risposi loro con un sorriso.
"Bambine"- pensai -"ridete ora che ancora potete, tra qualche anno la guerra non sarà per voi solo un gioco..."
Dopo un po' incrociai Morgana, che mi raccontò della riunione e dell'imminente battaglia.
Lesse l'angoscia nei miei occhi: ho sempre vissuto in solitudine, ed ora la possibilità che qualche abitante della kioskas rischiasse la vita mi terrorizzava... erano la mia famiglia!
Ma Morgana cercò di rassicurarmi e mi salutò con affetto:
"A presto piccola e.. sta' tranquilla"- arruffandomi i capelli con una mano.
La guardai mentre si allontanava, ammirai la sua forza ed il suo portamento fiero.
Chissà come sarebbe stato per me essere un'amazzone...
Ebbi una visione di me che cercavo goffamente di maneggiare una spada, e scoppiai a ridere.
"Bell'amazzone sarei! Pronta a rifugiarmi dietro Morgana al primo pericolo! E anche se riuscissi a combattere, non potrei mai strappare con il mio ferro la vita ad un uomo. Meglio tornare ai miei alambicchi... anche se prima o poi dovrò chiedere a Lokat di insegnarmi a combattere!"
Tornai nella mia casa, dove presto mi raggiunse Trillian.
"Ecco, ho trovato i fiori d'arancio e le bacche purpuree che mi avevi chiesto. Purtroppo non sono riuscita a trovare le piume di cigno, ma credo che..."
"Lascia perdere i filtri d'amore, Trillian".
Aprii un cofanetto di legno scuro e ne estrassi delle ampolle.
Ne versai il contenuto in una coppa e vi aggiunsi delle polveri, poi usai una spilla d'oro per pungermi un dito e lasciai cadere nella coppa qualche goccia di sangue.
Porsi coppa e spilla a Trillian, che aveva già capito tutto:
"Stanno per partire, vero?"
"Già"- sospirai - "... e hanno bisogno di tutto il coraggio che possiamo dare!"
Trillian gemette, una lacrima rigò la sua guancia e cadde nella coppa, che ribollì per qualche secondo.... la pozione era pronta.


SHADOW

Mi incamminai con Lokat verso il campo.
Nessuno di noi parlò, anche se percepivo la sua curiosità.
Se avesse potuto mi avrebbe fatto un interrogatorio in piena regola, ma forse il mio sguardo assorto e preoccupato, forse il rispetto che aveva per gli altri gli impedirono di far domande.
La mia mente vagava, il ricordo di Litania cercava prepotentemente di aprirsi un varco nei miei pensieri, per fortuna gli insegnamenti delle mie due amiche sacerdotesse impedirono il peggio.
Con immensa fatica richiusi quel ricordo nel profondo della mia mente e ricominciai a pensare a quello che stava succedendo.
Ci sarebbe stata una vera battaglia, e forse il nostro capo sarebbe riuscito a farci partecipare attivamente.
Non rimaneva altro da fare che prepararsi.
Sicuramente saremmo scesi in guerra sia a fianco delle truppe regolari sia come irregolari.
Nessuno di noi sarebbe mai riuscito a rimanere ad aspettare.
Arrivammo al campo.
"Vai a svegliare gli altri, Lokat, falli riunire al campo principale, io intanto recupero quelli che si sono già messi a gironzolare per la Kioskas."
Licht sarebbe tornato fra poco, e avrebbe sicuramente parlato di quello che stava per accadere, tanto valeva allora farsi trovare tutti già pronti.
Non ci volle molto, ormai eravamo tutti riuniti quando arrivò il capo.
"Salve ragazzi"- Ci salutò e cominciò a parlare.
Il suo sguardo diceva più di quanto volesse.
Oramai sapevamo tutti quello che ci attendeva e alle sue parole "Ha inizio la GRANDE CACCIA" capimmo che il momento era più vicino di quanto si pensasse.
Avremmo fatto quello per cui eravamo addestrati.
Combattere.


KETHRY

"Ket", mi aveva chiamata "Ket"....... non potevo crederci!!
Come osava quell'omuncolo da quattro soldi, quell'essere che osava definirsi guerriero......... quel terrestre!!
Ero sull'orlo di una crisi di nervi, come aveva osato????
Lo vidi allontanarsi e, nonostante l'istinto mi suggerisse di estrarre la spada e ridurlo in briciole, lo lasciai andare, ma sapevo che prima o poi me l'avrebbe pagata!
Salutai Nusuth ed andai a recuperare le mie pergamene, mi guardai velocemente attorno per essere sicura di non dimenticare altro ed uscii per andare a prendere le mie cose e partire!!
Feci ritorno al mio accampamento, le mie amazzoni erano tutte pronte.
Riunii velocemente le mie cose e montai sul mio prode Xander (il mio adorato cavallo, compagno di mille avventure), guardai le mie compagne e dissi:
"Andiamo!"
Arrivate al luogo dell'appuntamento, vidi Diamante e Myrt con i loro gruppi, già pronte, mancava solo Nusuth e poi saremmo state pronte a partire!!
Quel che ci attendeva non era solo una guerra, ma era un evento che sarebbe rimasto nella storia di Arcano e avrebbe preso il nome di GRANDE CACCIA!!!!!!


LICHT

"Ha inizio la GRANDE CACCIA"
Appena finii di gridare queste parole, vidi l'acciaio delle lame levarsi in alto verso il cielo, investite dai raggi del sole.
Il loro scintillio disegnava traiettorie luminose nell'aria, uno spettacolo incredibile.
Sentii il nitrito di Aronne alle mie spalle: anche lui non vedeva l'ora di lanciarsi al galoppo in mezzo ai campi di battaglia; con il muso mi accarezzò dietro le spalle per farmi sentire la sua vicinanza.
In pochi minuti tutti i guerrieri di Betris erano pronti ed armati e ci avviammo verso il luogo dell'appuntamento.
Raramente viaggiavo da solo alla testa dei miei guerrieri, un ottimo Comandante viaggia sempre alla loro destra, ma questa volta non volevo suscitare nuove discussioni con le Amazzoni riguardo alla disciplina e all'ordine delle truppe: era troppo importante l'unione delle nostre forze.
Da lontano vedevo le amazzoni già schierate; riconobbi al centro della grande piazza, sui loro magnifici destrieri, Myrt, Diamante e Kethry e la splendida linea di Shina.
Non vedevo Nusuth nè le sue amazzoni.
Chissà se era riuscita parlare con Myrt, a spiegarle ...
Mi rivolsi ai miei guerrieri:
- Ci siamo amici, la guerra è guerra, ma le amazzoni sono anche donne e quindi ... Ma il primo di voi che si fa beccare in flagrante dai Comandanti Amazzoni con qualcuna di loro, spelerà tante patate che in battaglia preferirà usare il coltello da lavoro piuttosto che la spada -
Giunti sulla piazza i miei guerrieri si schierarono a fianco delle Amazzoni di Mokada, comandate da Kethry, mentre io mi avvicinai ai Comandanti e con un leggero sorriso sulle labbra dissi:
- Ben ritrovate, Comandanti -

 

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