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Pensieri
- Cap. 1
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ARKAEL
Mi risveglio sulla spiaggia... calore, dolore...
Apro gli occhi e subito li richiudo, maledettissimo sole... la
maledizione del mondo esterno... ma non posso rimanere qui in
eterno...
Intravedo tra le fessure degli occhi una foresta a poche centinaia
di passi, la salvezza.
Mi calo il cappuccio sul volto, mi alzo e corro.
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Mi fanno male tutte le ossa, ma non posso crollare...
Sollievo, finalmente un po' di sollievo dalla luce solare... fresco...
Bene, c'è anche un ruscello... ho la gola che brucia e sabbia
dappertutto, ma ora almeno posso bere.
Adesso è il momento di muoversi e vedere dove mi ha portato il mio
viaggio...
HARUKA
Un raggio di sole filtrò dalle imposte semichiuse di una delle finestre
della capanna e mi colpì in pieno sugli occhi chiusi, svegliandomi.
Mi rigirai nel mio giaciglio.
“Per i rospi dell’Impero!”- pensai -“È tardissimo…”.
Mi alzai barcollando, ero stanca nel fisico dopo aver viaggiato così
tanto e il riposo della notte non era riuscito ad alleviare le mie
sofferenze…
Mi lavai con l’acqua gelida che era stata raccolta dopo le piogge… sì,
ma chi l’aveva raccolta?
E chi mi aveva condotto alla capanna che ora mi faceva da alloggio?
Con chi avevo parlato?
A chi avevo chiesto asilo?
Chi mi stava ospitando?
Mi guardai attorno, ma ero sola...
Un altro capogiro, barcollai di nuovo…
Era inutile sforzarsi di ricordare, non ci sarei riuscita… e non c'era
traccia di alcun essere vivente che potesse spiegarmi cos'era successo.
Mi guardai di nuovo attorno e capii che era ora di vestirsi.
Presi la corta tunica bianca, simbolo dell’Ordine del Dragone Bianco,
dalla seggiola che mi stava davanti e l’indossai.
Mi infilai i pantaloni, anch’essi bianchi, e li allacciai alla vita con
il solito cordoncino nero…
Infine, presi gli stivali, neri come la pece e rinforzati con delle
borchie di metallo ed indossai pure quelli.
Ecco, ero pronta e soprattutto ero molto curiosa di fare un giro per
schiarirmi le idee su quello che era successo.
Mentre uscivo dalla capanna mi voltai verso destra e, poggiata fra la
seggiola e il muro, seminascosta dalla sua stessa ombra, vidi la mia
fidata spada.
Mi avvicinai ad essa e la sfiorai con la mano destra, un turbine di
pensieri mi colpì in pieno: sentii la battaglia, il fremere della
guerra… il desiderio di combattere… poi i miei occhi ricaddero sullo
scrittoio e notai le pergamene e la penna di grifo nero che usavo per
scrivere (non mi ricordavo di averli sistemati lì)… sorrisi…
Allontanai la mano dalla spada, chiudendo la mente alle visioni di
guerra e di morte…
- Non è più tempo di combattere, Haru… - sussurrai - Le hai promesso che
non lo avresti fatto più senza un motivo più che valido… hai promesso… -
Ripensai agli occhi azzurri come il cielo della mia Oky.
Quegli occhi dolci, sognanti, quegli occhi che avevo amato e continuavo
ad amare più della mia stessa esistenza.
Come sarebbe stata la nostra vita se lei… saremmo mai state felici?
Uscii all’aria aperta, il sole era già alto:
“Ad occhio e croce sarà sorto da più di un paio d’ore…”- pensai.
Faceva un caldo tremendo, gettai un'occhiata attorno, ma niente: ero
sola.
Il caldo era insostenibile, mi slacciai la parte superiore della tunica
e me la tolsi, lasciandola cadere su uno dei pali che delimitavano
l’entrata della capanna… rimanendo con la sola sotto-maglia che mi
lasciava scoperti gli avambracci.
Il medaglione che portavo al collo vibrò…
Lo sollevai leggermente con la mano destra e lo squadrai ben bene…
Era un drago d’avorio con incastonati due zaffiri al posto degli occhi…
Sospirai, era ora di fare un giretto…
Mi spostai verso sud, lasciando un po’ di spazio vuoto tra me e la
capanna, poi alzai gli occhi al cielo… Sì, era ora di alzarsi in volo…
Respirai profondamente e lasciai che il processo di trasformazione
cominciasse.
L’energia prese a scorrere nelle mie vene, penetranti scosse azzurrine
che attraversavano la mia pelle, rendendola sottile e via via sempre più
inumana.
Mi curvai, colpita da una fitta di dolore, sapevo quello che stava
succedendo… le ali… dalle mie spalle stavano crescendo due ali bianche…
Desideravo rimettere, ma sapevo che ben presto tutto sarebbe finito e io
avrei accarezzato l'aria serena.
E così fu: nel giro di pochi minuti, il processo fu completo e le squame
sottili, alternate alle morbide piume, avevano preso il posto della
pelle umana… in realtà del corpo umano non era rimasto più nulla…
Bene, ero pronta, potevo alzarmi in volo.
Slargai le ali e mi sollevai dal suolo, qualche istante dopo un Dragone
Bianco sorvolava le Terre di Arcano.
Il vento mi sfiorava il muso e lasciai che l’aria fresca si insinuasse
nelle mie narici…
Cominciavo ad amare quel luogo ed ora Arcano aveva un nuovo membro fra
le sue fila…
“Nessuno…”- promisi a me stessa - “Nessuno farà del male alla mia nuova
gente…”
ARKAEL
Sole...
Sono un drow, un elfo scuro, non sopporto il sole... almeno l'ombra
degli alberi di questo boschetto... maledizione alle barche, maledizione
agli dei, maledizione ai naufragi...
E così mi ritrovo bagnato e ammaccato a vagare su un'isola che non so
dove sia, probabilmente abitata da gente che odia quelli della mia
razza...
Ahhhh, la sfortuna... ma se riesco a tornare indietro...
Mi guardo intorno, serrando gli occhi a fessura per non essere accecato
dalla luce.
E quella cos'è?
Bene, un'abitazione, forse riesco a prendere del cibo senza farmi
scoprire...
Mi avvicino... c'è una ragazza umana in giardino, per il resto la
capanna sembra vuota.
Noto una spada appoggiata ad una parete... forse la donna è un
guerriero, si sta allenando.
Meglio, non farà caso a me.
Ad un tratto sento qualcosa... energia...
Rivolgo il mio sguardo alla ragazza, sembra stia male... ha
un'espressione di sofferenza sul volto.
Ancora meglio, mi sarà più facile entrare.
Il sorrisetto che mi era spuntato sul volto se ne va, veloce come era
venuto, sostituito da un'espressione di terrore.
La ragazza si è trasformata in drago...
Per la sorpresa cado all'indietro, mentre la vedo prendere il volo...
'Fek't, ma dove sono capitato?'
KANDI
Era una mattinata splendida, il tepore dell'estate stava giungendo ed
era piacevole camminare sulla spiaggia.
Ero sola, la mente sgombra da pensieri, solo intenta a farmi accarezzare
dalla brezza pulita e profumata di mare.
Quella baracca doveva essere vuota, ma si sentivano lievi rumori
giungere da dietro lo steccato.
Non avrei dovuto curiosare, ma.....
Piano piano mi avvicinai, volevo accogliere l'eventuale nuovo ospite nel
migliore dei modi.
Giunsi all'ingresso della baracca.
Posata su un paletto c'era una tunica bianca, un indumento femminile.
Stavo per chiamare, quando udii un lieve gemito.
Nel giardino accanto alla baracca c'era una ragazza, piegata in due come
se stesse soffrendo.
Poverina.......
Feci per andare verso di lei, ma mi arrestai incredula: qualcosa stava
nascendo dietro le sue spalle!!!
Ed il suo corpo assumeva piano piano un altro aspetto....
Schiacciata contro il paletto, seminascosta dalla tunica, il respiro
mozzato dalla sorpresa, vidi sorgere quello splendido Dragone bianco, lo
vidi aprire le ali per offrirle al vento mattutino e librarsi in volo
sulla Laguna Incantata, magia dentro la magia...
Quella possente figura che si stagliava contro l'azzurro mi riempì di
gioia, da tanto tempo un Drago non solcava più i cieli di Fantasy!!!
La sua presenza ci avrebbe arricchiti di forza e sicurezza, e forse
avrebbe attenuato la nostalgia di Kalnar, che non c'era più...
ARKAEL
Un'altra presenza, un'altra donna... un altro drago?
No, questa sembra stupita quanto me... però sembra anche contenta, di
aver visto ciò che ha visto.
Contenta di aver visto un drago?
Umani...
Io l'ultima volta che ne ho visto uno, non sono stato troppo contento...
mi tocco la spalla... lui ancora meno, devo dire, hehe...
HARUKA
Sorvolavo le lande del mio nuovo mondo rapita da una dolce sensazione di
benessere:
“Le lande di Arcano…”- pensavo -“C’è qualcosa di impalpabile in esse, la
loro atmosfera… l’aria così tersa… era da così tanto tempo che non mi
sentivo così tranquilla e rilassata…
No, non posso sbagliarmi: non avverto nessuna minaccia, è tutto
straordinariamente e meravigliosamente tranquillo.
Sarò di nuovo felice qui ad Arcano?”
Mossi leggermente l’ala destra e virai, spostandomi verso la parte più
limpida della Laguna.
In quella splendida mattina c’eravamo solo io, il cielo ed il mare.
Continuai a scendere fino a trovarmi a pochi centimetri dall’acqua
limpida.
“Arcano e la sua Laguna Incantata…”……… quei nomi mi frullavano dentro la
testa, ma come potevo conoscerli………
Peccato, quell’attimo di esitazione aveva rovinato la mia tranquillità.
Mi sforzai di ricordare come ero giunta in quel luogo, ma niente, la mia
memoria non voleva saperne di aiutarmi… ricordavo la guerra, il
massacro, il mio esilio nelle Terre del Nulla.
Ricordavo tutto del mio tenebroso passato, del passato remoto… ma gli
ultimi avvenimenti… restavano avvolti nell’oscurità.
Tornai su verso l’alto, avevo visto quanto mi bastava: un mare che era
una gemma di rara bellezza ed una foresta che avrebbe potuto garantirmi
sostentamento e poi avevo anche intravisto alcuni esseri… forse avrei
chiesto loro se sapevano qualcosa…
Tornai indietro verso la capanna presso la quale supponevo aver passato
le ultime due notti e, quando fui sufficientemente vicina ad essa,
planai.
Toccai terra che il sole era ormai alto nel cielo e nel giro di pochi
istanti avevo ripreso le mie sembianze umane.
Mi diressi verso la capanna quando mi accorsi che c’era qualcosa che non
andava… attorno alla capanna aleggiava un’aura intensa e gentile nello
stesso tempo, eppure non era un’aura definita e questo poteva
significare solo una cosa: mentre ero via qualcuno di molto potente era
stato lì e la sua aura non solo avevo intaccato l’aria di quel luogo, ma
continuava a permearla ancora.
Presi dal palo la mia tunica ma mentre facevo ciò, mi accorsi che un
lembo di stoffa era rimasto attaccato al paletto stesso. Lo raccolsi, ma
appena lo toccai sentii la stessa aura che aleggiava tutt’intorno a me,
con la sola differenza che ora la sensazione era molto più forte.
“A chi apparterrà? Devo trovarne il proprietario, forse sa qualcosa…”
Rientrai all’interno della capanna, appoggiai la tunica alla seggiola e
mi diressi verso i piedi del letto dove presi la corta toga da guerriero
dalla mia sacca da viaggio …
“Incredibile…”- pensai -“Non ci sono dubbi, sono stata io a sistemare le
mie cose…”- continuai gettando un’occhiata attenta alla capanna.
“La borsa ai piedi del letto, le pergamene e la penna di grifo sullo
scrittoio, la spada in un angolo… Devo essere stata io, nessuno può
conoscermi così bene da sapere come disporle…”
Presi la mia spada e allacciai la fondina ai pantaloni, facendo
attenzione che il laccio che assicurava l’elsa alla fondina fosse ben
stretto: non volevo assolutamente impugnare la mia arma se non ne avessi
avuta assoluta necessità e il trucco del laccio fino ad allora si era
dimostrato essere un ottimo espediente.
Mi infilai la toga da guerriero, se dovevo fare domande era meglio che
nessuno capisse che ero una donna ed era abbastanza facile per me,
bastava metter su indumenti maschili e per il più il gioco era fatto…
sospirai…
« Dovresti imparare a comportarti in maniera più femminile… »- sorrise,
tirandosi su.
« Più femminile? Oky ma che dici? Siamo guerriere, non damigelle di
corte. C’è una guerra da affrontare. Vuoi che lo faccia con le forbici e
le padelle? »
Ridacchiai, lasciandomi andare sull’erba soffice.
« Non ti sto dicendo di diventare una massaia… » altro sorriso « Dico
solo che la gente ha paura di te. Ti vede ostile e questo fa paura… »
« Non mi importa della gente e se poi mi vedono come una persona ostile
forse è perché lo sono, non trovi? E poi dici a me di comportarmi in
maniera più femminile, ma ti sei vista? »
Stavolta ero io a ridere
« Tira giù quelle maniche, mi sembri uno scaricatore di porto… »
« Ah sì, io sarei uno scaricatore di porto? Va bene, se è così che la
pensate Haruka VonAlsaizer. »
Si avvicinò verso di me, bella da togliere il fiato, con i capelli
biondi che le ricadevano sugli occhi sognanti.
« Non volevo offendervi, Oky di Demyur… » mormorai.
« Lo so » fu la sua risposta.
Si coricò accanto a me.
« Tu sei una persona troppo intensa, troppo dolce. La gente dovrebbe
aprire gli occhi… »
« Non mi importa più della gente, Oky. Mi importa solo della “mia”
gente, mi importa solo di te… »
Uscii dalla capanna.
Era arrivato il momento di capire.
Avevo visto un gruppo di uomini, mentre sorvolavo la radura, non troppo
lontani dal luogo in cui mi trovavo e fu nella loro direzione che mi
diressi.
Quando raggiunsi la mia meta, notai uno solo degli uomini che avevo
intravisto in precedenza.
Mi spostai verso di lui, il braccio destro alzato in segno di saluto.
« Salve straniero! » mi disse venendomi incontro, un largo sorriso
stampato sulle labbra, non c'era traccia di ostilità in lui
« Posso aiutarvi in qualche modo? »
« Salve a voi, mio signore. Mi spiace davvero di importunarvi ma avrei
l’esigenza di incontrare il proprietario di questo lembo di stoffa! »
risposi, tendendolo verso di lui.
Lo prese fra le mani, non un sussulto, bene non era mago né, tanto meno,
era abile nel riconoscere l’aura che permea le cose.
« Mi spiace, giovanotto! Non so come aiutarvi… » rispose,
restituendomelo.
« Però, potete sempre provare a chiedere a Kandi, lei non vi negherà il
suo aiuto. »
« Dove posso trovarla? È molto importante per me… »
« Dovete attraversare questa parte della foresta. » disse, accennando
con il capo al folto degli alberi che stavano alle nostre spalle.
« Non è molto distante da qui. E’ una capanna in legno chiaro, la
riconoscerete subito… »
« Vi ringrazio, signore. Vi debbo un favore… »
« Ah ragazzo! » esclamò mentre mi stavo allontanando.
Mi voltai verso di lui
« Fate attenzione agli animali che vivono all’interno della foresta… »
Sorrisi, e quella fu la mia risposta.
Ma mentre mi incamminavo un dubbio mi passò per la mente.
“Animali? Che animali può temere un Drago?”
Per sicurezza, slacciai il laccio dall’elsa della spada, lasciandola
libera dalla sua prigionia.
ARKAEL
Il dra... la ragazza era tornata, si era rimessa la tunica e la spada e
si era avviata verso la foresta.
Bene, via libera, posso andare a prendere da mangiare.
Ma non avevo fatto i conti con la curiosità...
Di draghi ne avevo visti durante i miei viaggi, anche draghi con aspetto
umano, ma vi giuro che mai avevo visto un drago di quella tipologia.
Decido quindi di seguire la ragazza... magari va verso una città vicina,
magari riesco a trovare rifugio in qualche vicolo oscuro...
Si ferma a parlare con una persona, un uomo... ragazzo?
Ma è cieco?
Si vede lontano 10 miglia che è una donna, anche se con quel vestito...
stupido, questi sono umani, mi dico...
Non comprendo tutta la conversazione, parlano di una certa Kandi, e
degli animali pericolosi nella foresta... qui di pericoloso c'è solo il
drago, penso...
La donna slaccia la spada nell'elsa e prosegue...
KANDI
Il Drago non mi aveva vista, ansioso di spiccare il volo, ed io non feci
nessun gesto per attirare la sua attenzione.
Non volevo che scoprisse che avevo assistito alla metamorfosi, forse non
desiderava ancora rivelare i suoi segreti.
Appena la sua figura scomparve alla mia vista corsi via, ma mi sentii
trattenere leggermente... uno strappo, ed il piccolo lembo di tunica che
era rimasto incastrato al paletto si staccò, lasciandomi libera.
Traversai la foresta, sentendo come al solito una fitta di dolore nel
rivedere lo spiazzo dov'era morto Dissidio, ed una grande nostalgia per
il mio vecchio amico, e raggiunsi la mia baracca.
Dovevo correre a dirlo a tutti, c'era un Drago a Fantasy!!!
La prima a saperlo sarebbe stata Iante, la mia piccola amica semidea.
D'un tratto vidi sbucare dal sentiero della foresta un ragazzo, con
indosso una toga da guerriero.
Correva verso di me, inseguito da Shina e Juma.
La tigre e la pantera ringhiavano contro lui, ma capii subito che
stavano solo divertendosi con lo sconosciuto... e forse lo aveva capito
anche lui, poichè non aveva sfoderato la spada che pure vedevo sbucare
da sotto gli abiti.
Si calmarono al mio gesto di richiamo, ed io mi avvicinai un po'
stupita.
"Strano" pensai..."Le cucciole di Iante che ubbidiscono a me..."
Ma il momentaneo senso d'euforia scemò subito, quando girandomi vidi
ammiccare i suoi occhi d'ametista in lontananza, era stata lei a
chiamare le belve!
Il ragazzo intanto era vicino a me, e finalmente vidi cosa stringeva in
mano: un pezzetto della mia tunica!!!
Ed io la stavo ancora indossando, solo allora notai lo strappo ed il
lembo che mancava.
Sentii le guance bollenti, ed abbassai il capo in un inutile tentativo
di nascondere il rossore del viso.
Al colmo dell'imbarazzo lo salutai con un filo di voce...
"Salve, straniero, benvenuto a Fantasy" - gli dissi sorridendo - "Io
sono Kandi, la capovillaggio di questa meravigliosa isola, Egos... Posso
fare qualcosa per te?"
I suoi occhi brillarono un attimo, quando mi risposero:
"Certo... Kandi, allora sei tu, Kandi."
Guardava me, ma pareva che vedesse qualcos'altro attorno al mio corpo,
qualcosa che non capivo.
"Ho trovato questo e ne cercavo il proprietario, a quanto pare l'ho
trovato."
Con un sorriso mi porse il lembo di stoffa.
Allungai una mano tremante per prenderlo, mentre cercavo le parole
giuste per spiegare, ed intanto pensavo....
Pensavo che quel viso l'avevo già visto, sì, ma... era una ragazza, la
ragazza che poi divenne drago!
Chi era mai costui, che stavo ora osservando in una nuova identità....
la terza???
"Messere, devo averlo perduto stamane mentre passeggiavo nei pressi di
quella capanna disabitata oltre la foresta.
Avevo visto qualcosa volare in cielo, e non sembrava Galahad, il falco
di Iante... devo aver inciampato...."
Balbettando un po' mi girai, lanciando a Iante uno sguardo disperato, in
cerca di una mano.
Ma lei, come al solito, sembrava divertita dal mio imbarazzo.
"Ma posso sapere il tuo nome? E da dove vieni? E... come hai trovato il
mio pezzetto di tunica?"
Ora era lui, a dovermi qualche spiegazione...
ARKAEL
Mentre la seguo nella foresta mi accorgo di due presenze, due felini...
una tigre e una meravigliosa pantera!!
Che bel mantello nero... quasi quasi, se la ragazza scappa, potrei farmi
una nuova imbottitura per gli stivali.
La ragazza corre, seguita dai felini.
Non posso rimanere indietro.
Salto su un albero e, saltando di ramo in ramo, rimango a distanza di
osservazione... è veloce a correre, ma non ho difficoltà a rimanerle
dietro.
Ad un tratto mi fermo, poco più avanti è comparsa un'altra capanna.
Ne esce la donna che avevo visto prima fuori dalla capanna della
drago...
Più indietro un'altra presenza, più selvaggia... meglio rimanere
nascosti.
Mi avvolgo nelle poche ombre presenti e attendo...
HARUKA
Gli animali di cui mi aveva parlato quell’uomo… oh sì, adesso ne sentivo
la presenza tutt’attorno a me, mentre camminavo tranquilla per la
foresta.
Dovevo temerli?
Ad un tratto mi arrestai.
Sì, non potevo sbagliare, erano due: due felini, uno alla mia destra,
l’altro un po’ più indietro, spostato sulla sinistra.
Immobile al centro di un piccolo spiazzo libero dai rami contorti,
chiusi gli occhi per un istante, volevo percepire la loro aura e capire
quale erano le loro intenzioni.
Lentamente, l’animale che stava alla mia destra si avvicinava a passo
felpato.
Ora ne avvertivo il ringhio sommesso e l’odore penetrante della
pelliccia.
Aprii gli occhi, con un gesto veloce mi gettai sulla sinistra quel tanto
che bastò per evitare i suoi artigli.
I miei occhi neri come la notte si persero nei suoi gialli di felino:
era una tigre.
« Allora, bel tigrotto! » gli dissi in tono di sfida « Sai correre? »
L’animale rimase immobile, probabilmente stupito dal mio gesto
inaspettato.
« Bene! » continuai « Allora corri! »
Mi risollevai da terra e un istante dopo ero immersa nella vegetazione.
Sentivo l’erba fresca e i rami ritirarsi al mio passaggio… quello che
avevo avvertito era reale… tutta la foresta viveva e soprattutto, come
un unico grande organismo, riusciva a sentire l’aura segreta degli
esseri viventi… e a quanto pare aveva deciso di non intromettersi in
quella piccola sfida fra me e i due animali.
Continuai a correre finché non mi ritrovai di fronte ad un corso d’acqua
sottile, con un balzo fui dall’altra parte.
Mi voltai indietro, la tigre si era arrestata: tutti i felini odiano
l’acqua.
Intanto anche il secondo animale era sopraggiunto, era una pantera,
sinuosa e morbida nelle sue movenze.
Ma, in realtà, non era stato quello a colpire i miei sensi di Drago:
nascosta nella boscaglia c’era una donna.
La presenza del secondo felino aveva rassicurato la tigre che pian piano
stava guadando il ruscello.
”Bene!” pensai “Si riparte!”
E giù, a correre a perdifiato per la boscaglia.
Fu allora che mi ricongiunsi al sentiero che avevo abbandonato non
appena avevo cominciato a correr inseguita dalla tigre.
Svoltai sulla destra e proseguii lungo il piccolo viottolo di terra
battuta fino a che non mi ritrovai in uno spiazzo libero.
Davanti a me c’era la capanna di legno chiaro e accanto ad essa vidi una
donna.
Rallentai il passo, mentre la vedevo alzare le mani come per placare le
bestie che mi ero tirata dietro e, di fatti, i due gattoni si
arrestarono.
Fissò i suoi occhi su di me, poi la vidi chinare la testa, quasi presa
da un forte senso di imbarazzo.
L’aura che l’avvolgeva era davvero molto forte, ma quel che mi stupì
ancor di più era il fatto che la sua aura era la stessa che avevo
sentito aleggiare attorno alla mia capanna.
« Salve, straniero… benvenuto a Fantasy. » mi disse poi, sollevando la
testa, cercando di reprimere con uno sforzo palese la sua timidezza.
« Io sono Kandi, la capovillaggio di questa meravigliosa isola, Egos...
Posso fare qualcosa per te? » gli occhi le si erano illuminati mentre
pronunciava le sillabe che componevano la parola Egos. Ecco, dunque,
risolto il dilemma: lei era Kandi, la donna presso la quale mi aveva
inviato l’uomo che avevo incontrato poco prima di imbattermi nella
tigre, ed era la stessa donna che aveva visitato la mia capanna… ma non
era una maga… o meglio, se lo era, non era in grado di usare a pieno i
suoi poteri…
« Certo… Kandi. Allora sei tu, Kandi… » i miei occhi affondarono
sull’aura candida che l’avvolgeva, scossi la testa.
Poi ripresi la mia solita baldanza.
« Ho trovato questo e ne cercavo il proprietario… » dissi, tendendo il
lembo di stoffa « A quanto pare l’ho trovato… » sorrisi.
Kandi tese la mano tremante per afferrare il pezzetto di stoffa che
avevo nella mia mano destra, visibilmente imbarazzata.
Socchiusi leggermente gli occhi, sforzandomi di capire quello che stava
pensando.
« Messere, devo averlo perduto stamane, mentre passeggiavo nei pressi di
quella capanna disabitata oltre la foresta. Avevo visto qualcosa volare
in cielo, e non sembrava Galahad, il falco di Iante... devo aver
inciampato… »
Distolse gli occhi dai miei e io ne seguii la traiettoria spostando il
mio sguardo su quello dell’altra ragazza che nel frattempo era uscita
dalla foresta.
Adesso si mostrava in tutta la sua fierezza…
“Il terzo felino…” pensai.
« Ma posso sapere il tuo nome? E da dove vieni? E...come hai trovato il
mio pezzetto di tunica? »
Guardai di nuovo Kandi, sapevo quello che voleva, ed era ciò che volevo
anche io: risposte.
ARKAEL
Si sono messe a parlare di facezie... quella è la Kandi di cui parlava
prima quell'uomo...
HARUKA
Sapevo per esperienza che il modo migliore per avere delle riposte era
quello di darne.
Sospirai, rilassando i muscoli delle spalle.
Sorrisi di nuovo.
« Avrai le tue riposte! » dissi sfiorandomi i corti capelli neri
« Purché tu dica a quella donna » accennai alla ragazza con il capo « di
tenere tranquille le sue bestie! Non mi piace combattere… ed ho già
fatto la mia razione di moto giornaliero… sarebbe spiacevole dover
ricominciare a correre… »
Sorrise, le mie parole dovevano averla rassicurata.
Guardò verso la ragazza la quale ammiccò con la testa.
« State tranquillo, messere. Non correrete più, non temete… » continuò «
Perché non venite dentro la mia dimora, si parla meglio davanti ad una
tazza di the, non trovate? »
Sorrisi al pensiero di qualcosa di caldo da mettere nello stomaco.
« Iante vieni dentro anche tu? »
La ragazza mi lanciò un’occhiata di sfida.
« Certo Kandi, lo straniero mi incuriosisce e non poco… » ridacchiò
slargando le braccia che poi incrociò dietro la nuca.
« Lei è Iante… » disse rivolgendosi verso di me.
”Iante…” pensai.
« Signora delle viole… » continuò Kandi.
« Iante lei, lui… » si corresse di fretta. « È… lo sai che non so chi
sei? »
L’impressione che avevo avuto all’inizio e cioè che Kandi sapesse
leggere nell’animo delle persone, anche se forse lo faceva
inconsciamente, si era verificata veritiera.
Sapeva che ero una donna e per quanto riguardava Iante… l’aura che
l’avvolgeva era quella di un Dio… in parte…
“Un mezzo-Dio…” pensai “Come io sono un mezzo-Drago…”.
Anche lei sapeva, non occorrevano parole umane per dimostrarlo.
« Ti dirò chi sono… » mormorai in tono sommesso, e la seguii all’interno
della capanna.
Non appena entrai fui investita da una dolce sensazione di benessere e
di freschezza.
Mi guardai attorno e vidi un tavolo rettangolare con delle seggiole ai
lati.
Le pareti erano decorate con dei tappeti e dei dipinti e non vi era un
angolo che non avesse la sua pianta o il suo fiore.
Kandi mi fece segno di sedere.
Un po’ impacciata mi accomodai in una delle seggiole.
Iante, invece, si sistemò su una panca che stava in uno dei lati della
stanza, sotto una grande finestra dalla quale filtravano caldi raggi di
sole pomeridiano.
Era proprio di fronte a me… e non voleva smettere di fissarmi, il suo
era uno sguardo inquisitorio...
« Mettiti a tuo agio… » mi sorrise Kandi, mentre metteva a bollire
dell’acqua sul fuoco azzurro che aveva acceso.
« Magia… » mormorai.
Eh sì, Kandi usava la magia.
Gesticolò ancora per un paio di minuti, poi, quando l’acqua fu pronta,
prese la teiera e si sedette di fronte a me.
Versò l’acqua calda dentro tre tazze di terracotta verde, quindi
aggiunse una polvere sottile e un profumo dolcissimo si spanse per la
stanza.
Iante si alzò dalla panca e venne a sedersi anche lei alla tavola.
Sentivo i suoi animali al di fuori della capanna, erano irrequieti…
« Ti va di dirci chi sei? » chiese dolcemente Kandi.
« Le va, le va! » sorrise Iante… come avevo immaginato anche lei sapeva.
La trafissi con un’occhiata… non mi piaceva, era troppo simile a me.
Poi mi voltai verso Kandi e il mio sguardo si addolcì, rasserenato dalla
sua dolcezza, dolcezza che traspariva da ogni suo gesto, seppur piccolo.
« Mi chiamo Haruka VonAlsaizer… » mormorai « E appartengo all’Ordine del
Dragone Bianco… »
Il mio momento di verità era giunto.
Sapevo che solo aprendo il mio cuore potevo essere accettata fra la
gente di quella terra… molti anni prima era stato così con i membri
dell’Ordine…
Nel caldo sole pomeridiano, mi resi conto per la prima volta dopo tanto
tempo dell’unica certezza di cui ero sicura: io volevo essere parte di
Fantasy.
Erano passate solo poche ore da quando vivevo da cosciente in quel
mondo, ma già sentivo di amarlo…
ARKAEL
Iante è potente, lo percepisco... non è completamente umana...
Kandi invece sembra più normale...
Haruka è il nome della ragazza/drago...
L'ordine del dragone bianco? E cos'è?
Non sarà un templare fanatico che vuole estirpare la presenza del caos e
del male dal mondo?
Potrei essere il suo primo obiettivo, se mi scopre... noi drow non siamo
molto amati...
Potrebbe essere una sfida interessante, penso subito dopo...
KANDI
La sconosciuta si ravviò i corti capelli con un gesto della mano
tipicamente femminile, che fugò ogni ulteriore dubbio sulla sua
identità.
Era davvero una ragazza, ed anche Iante l'aveva capito.
Le invitai in casa per un thè, avremmo parlato meglio.
Sorrisi tra me e me, mentre Iante, non vista, accendeva il fuoco con una
delle sue immancabili fiammelle azzurre, scaturita dalla mano in
penombra.
"Crederà che sto usando la magia..." pensai divertita, mentre versavo
nelle tazze una spezia a lei sconosciuta, piccolo bagaglio che ancora mi
restava della vita che avevo lasciato dietro me, la vita prima di
Fantasy...
Poi la guardai negli occhi, porgendole la tazza fumante, invitandola con
lo sguardo, prima ancora che con le parole, a parlarci di sè, mentre un
mio gesto zittiva dolcemente Iante.
Temevo che il suo modo di fare, sempre un po' ironico ed aggressivo,
spaventasse la mia misteriosa ospite.
Lei invece era tranquilla, quando rispose, e con dolcezza ci disse:
"Mi chiamo Haruka VonAlsaizer, e appartengo all'Ordine del Dragone
Bianco."
"Il Dragone Bianco..." - la interruppi - "Ecco perchè...."
Lei mi guardò con aria interrogativa, e così le spiegai come avevo
scoperto la sua vera identità.
L'avevo spiata, ma senza volerlo...
Raccontai della mia passeggiata, d'averla vista trasformarsi in Drago, e
d'averla vista volare in cielo, e della mia gioia d'averla con noi.
E lessi nel suo viso la stessa gioia, e lo stesso desiderio di fermarsi
a Fantasy per sempre, mentre mi accingevo ad ascoltare il resto della
sua storia di creatura mezzo-Drago, tendendo una mano all'altra
creatura, la mezza-Dea, perchè si sedesse vicino a noi.
ARKAEL
Ma che fanno? Entrano in casa?
Ora potrei andarmene, ma dove?
Potrei presentarmi... Col rischio che mi attacchino? Dovrei ucciderle
nel caso...
Oppure potrei soddisfare la mia curiosità e rimanere ad ascoltare.
Non sarà facile, ma ho fatto cose anche più difficili, come quella volta
che...
Ma sono già entrate...
RAF GRAYWOLF
'Kandi, Kandi....chi è costei?' ripetevo nella mia mente aggirandomi con
circospezione in quell'immenso verde e sconosciuto bosco in cui, in
preda all'atavica esigenza della mia razza, mi ero addentrato....
'Forse è.... unica? Forse può... aiutarmi?
Raf Graywolf, non hai imparato niente?' mi ripetevo... ma di qualcuno
dovevo pur incominciare a fidarmi da quando ho lasciato il Clan....
IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
Kandi......è senza dubbio una saggia ragazza.
Ormai non ha nemmeno bisogno di guardarmi per sapere che fin troppo
spesso sulle mie labbra aleggia un sorrisetto sarcastico.... eppure
questa volta si è sbagliata: finalmente ho di fronte a me un altro
essere a metà, addirittura più..... a metà di me.
Chissà se anche Haruka si chiede dove finisce una delle sue nature e
comincia l'altra, e se a questa domanda risponde dicendosi che non ha
importanza, mentre invece ne ha, eccome...
Questi erano i pensieri che mi passavano per la testa, mentre il thè
fumava davanti a noi, creando strani arabeschi nell'aria... cosa avete
da raccontare, donne?
Come novelle Sheherazade raccontate le vostre storie e io, io racconterò
le mie.
ARKAEL
Mi avvicino alla casa dal lato in ombra.
Le chiamo a me e mi fondo in esse, divento ombra anch'io... ora posso
osservarle...
Si sono sedute attorno ad un tavolo, hanno tazze di una bevanda fumante
davanti a loro, attendono in silenzio qualcosa...
Una di loro, Iante, comincia a parlare...
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