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Il
Labirinto - Cap. 3
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IANTE SIGNORA DELLE
VIOLE
"Shaman!"
Mi avvicino al corpo dell'amico, che brucia...ne accarezzo una
guancia, preoccupata.
Poi lo sento muoversi.
Vorrei restare..ma so che non posso, che chi si risveglierà non sarà
l'amico...
Mi alzo in piedi, e girandomi, concentro lo sguardo e la mente al
luogo dove ho lasciato Kopl e Garet... se Shaman è qui vuol dire che
li vuole.
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Forse LEI li vuole "Bene, è da vedersi" mormoro.
Spicco la corsa, e in un attimo, seguita da Juma, mi ritrovo davanti
alla capanna di Shaman.
Shina mi viene incontro, e Kopl mi rivolge uno sguardo preoccupato:
"Dov'è Kandi?" Mi avvicino, e sollevo Garet.
Quando vedo che Kopl si avvicina per darmi una mano sorrido: "Lascia
stare, sono pur sempre figlia di Eracle.
Dobbiamo fare il giro largo, evitare le radure.... potrebbe vederci."
"Chi? Shaman? Ariel?"
"Chiunque." Rispondo evasiva io, e mi infilo nel bosco, seguita da Kopl
e dalle mie fiere.
Non posso accelerare, Kopl è ancora sofferente... d'altra parte sono
tesa, anche Shina lo è.
Non ho nessuna voglia di fare a pezzi un amico per evitare che lui
faccia lo stesso con me... finalmente, in un tragitto che mi pare
lunghissimo arriviamo davanti a Kandi, e agli altri.
La fanciulla mi viene incontro, e la aiuto a adagiare in terra Garet.
Kopl si avvicina:
"Credo che il problema non sia la ferita... ma un veleno."
Kandi si sporge sull'uomo, preoccupata, mentre resto in silenzio in
attesa, cercando il momento migliore per rivelare loro che so come
sciogliere la maledizione.......... senza per altro rivelare CHI me l'ha
detto........ non me lo strapperanno mai.
Sorrido tra me e me.
HARUKA
Ci inoltrammo nel bosco, convinti che la fuga potesse essere il solo
mezzo per salvare le nostre vite… dovevamo allontanarci il più possibile
da Kopl… dovevamo tornare alla capanna di Shaman e trovare un modo per
nasconderci… qualcosa di efficace.
Giungemmo in prossimità della capanna dopo pochi istanti di corsa, ma
Shaman si bloccò quasi subito, immobile al centro della radura:
sicuramente aveva avvertito qualcosa… o meglio… sentivo la sua aura
vibrare in sintonia con gli xiis che ci circondavano. Alti e maestosi,
senza dubbio gli alberi sentinella lo avevano avvertito del pericolo.
« Attente, qualcuno é nella nostra capanna… » mormorò in tono sommesso.
“Maledizione!” pensai fra me e me
“Si ricomincia a combattere…”
« Andrò io a vedere, restate qui qualsiasi cosa sentiate… » vidi Ariel
sussultare, mentre il Saggio si avviava verso la sua dimora.
« Haru… » disse poi nella mia lingua, lingua dei Draghi di Laran, « Haru,
proteggi Ariel se io non sarò in grado di farlo… », poi si allontanò
definitivamente.
Furono istanti interminabili, istanti di tensione portata allo stremo.
La mia aura mi permetteva di vedere tutto ciò che stava accadendo
all’interno della capanna… lo scontro furioso fra Shaman e Garet Jax… e
intanto dovevo cercare di fermare Ariel… sentivo quanto desiderasse
correre in suo aiuto… ma davanti all’ammissione dei suoi sentimenti non
fui più capace di dire nulla e la lasciai andare…
Ben presto fummo all’interno della capanna… all’esterno Garet era stato
scaraventato oltre una delle finestre e giaceva immobile… Shaman
sanguinava abbondantemente, sul petto uno squarcio di lama…
probabilmente Amberle…
Lo sollevammo e ci allontanammo dalla radura… diretti il più lontano
possibile da Garet e da Kopl… ormai gli eventi erano degenerati: ora non
solo Ariel era in pericolo serio, ma anche Shaman, anche le sue mani si
erano macchiate col sangue dei nostri fratelli di Fantasy… e sapevo che
presto sarebbe toccato anche a me…
La corsa era snervante, e ben presto la foresta ci inghiottì nella sua
oscurità… volevo fare qualcosa per le ferite di Shaman, ma cosa?
Io non ero una guaritrice…
Ad un tratto il Saggio si fermò.
« Qualcosa non va, padrone? » chiese Ariel.
« No, piccola mia… » mormorò mentre si inginocchiava ed assestava un
colpo secco, dritto nel ventre della vampira…
Ariel crollò fra le sue braccia, svenuta…
« C’è una grotta a pochi passi da qui, verso Est.
È nascosta da una piccola cascata… quasi nessuno sa di quel luogo… porta
lì Ariel e fà in modo che si nutra… o la fame la costringerà a cacciare
e allora potreste essere scoperte… » disse poi rivolgendosi a me.
Presi la ragazza sulle mie spalle. « Tu cosa intendi fare? »
« Mi hai chiesto di lasciare Ariel libera… ed è quello che voglio fare…
sciogliere la maledizione significa liberare Ariel dalla sua condizione
di vampiro… »
« Bene, chiediamo aiuto ad un mago, allora… »
« Io sono un mago, Haruka… abbiamo bisogno di Abel… »
« Vado io a cercarlo… tu sei debole… »
« Tu devi nutrire Ariel… sei un Drago… quanto occorre al tuo sangue per
rigenerarsi? » Una fitta mi colpì al cuore…
« Ho capito… allora fa in fretta, prima che cambi idea… » vidi Shaman
allontanarsi, sospirai, il peso leggero della piccola vampira sulle mie
spalle, quindi mi avviai verso Est.
Il luogo del quale mi aveva parlato Shaman sembrava davvero sicuro… era
davvero difficile notare la piccola grotta alle spalle della cascata… un
luogo sereno, puro.
Mi addentrai all’interno dell’anfratto e dopo pochi metri in profondità
mi fermai.
Bene, lì dovevamo essere davvero al sicuro, non mi restava far altro che
azzerare la mia aura e attendere che la vampira si risvegliasse…
Chiusi gli occhi e aspettai...
Erano passate alcune ore da quando ci eravamo separati da Shaman… stava
scendendo nuovamente la notte su Fantasy…
Ariel aveva avuto incubi durante tutto il periodo in cui era rimasta
svenuta… solo ora, in quell’istante, cominciava a risvegliarsi…
Di Shaman avevo perso le tracce: per paura di essere scoperte avevo
azzerato i miei poteri e li avevo amplificati solo per un breve istante,
quando avevo avvertito l’aura di Iante vicina a quella del Saggio… poi,
appurato che non correva pericolo, avevo lasciato sopire la mia energia.
« Shaman… » mormorò la vampira stiracchiandosi… stava accucciata in un
angolo, la mia tunica che la ricopriva del tutto… era così minuta…
Non avevo acceso un fuoco: segnale troppo chiaro per i nostri
inseguitori e poi non sapevo quanto profonda fosse la grotta,
rischiavamo di morire soffocate… per riscaldarla avevo rinunciato alla
mia tunica, ed ero rimasta con la sottomaglia bianca che mi lasciava
scoperti gli avambracci.
« Shaman… » mormorò di nuovo, adesso aveva aperto gli occhi e mi
scrutava nella semioscurità… chissà se anche i vampiri vedevano al buio
come i Draghi…
« Shaman non è qui, Ariel… »
Si tirò a sedere…
« Dove siamo… » una fitta alla testa le fece chiudere gli occhi. Poi
sembrò riprendersi.
« Siamo in una grotta, lontane da sguardi indiscreti… Shaman ci
raggiungerà qui non appena avrà finito… »
« Dov’è andato! » ruggì, poi si placò e in tono più dolce disse, « Ti
prego Haru, tu devi dirmi dov’è… »
Scossi la testa… come potevo dirle che l’uomo che amava era molto
probabilmente in pericolo… come potevo dirle che era andato a cercare
Abel per sciogliere la maledizione… i sensi di colpa mi assalirono, io
dovevo andare a cercare Abel, non lui…
Scossi nuovamente la testa…
« Ti prego… » scoppiò a piangere, « Ti prego Haru, dimmi che non è
morto… ti scongiuro… »
« Non è morto, Ariel… » dissi abbracciandola, sussultò un istante, poi
si lasciò andare tra le mie braccia… le sue lacrime bagnavano la mia
maglia.
« Non temere, non è morto… ho sentito… » chiusi gli occhi un istante, «
…sento ancora la sua aura… »
“Sì, ma quanto è debole…”
« Io sto male… » si alzò, barcollò e poi ricadde a terra. « Ho bisogno
di rimettere… »
« Hai bisogno di nutrirti… »
Mi guardò negli occhi… aveva due occhi stupendi, immensi e tristi… la
tristezza invase anche me…
« Non posso… non voglio cacciare… finirei col mettere a rischio le
nostre vite, rendendo vano il gesto di Shaman… »
« Non caccerai! Io sono un Drago di Laran…
Appartenevo ad un ordine sacro, l’ Ordine del Dragone Bianco… eravamo
dei sacerdoti-guerrieri… usavamo la magia e i nostri poteri amplificati
al massimo quando dovevamo combattere… ho visto miei fratelli
dissanguati fino all’ultima goccia del loro sangue rigenerare la loro
linfa vitale in un paio d’ore… io non sarò da meno, e poi sono
immortale… non mi ucciderai se ti nutrirai del mio sangue… »
« Scordatelo! Non lo farò mai! »
« Perché sono una donna?
Non fai differenza fra un animale maschio ed uno femmina quando ti cibi
di loro… » scossi la testa.
« No! » sussultò. « No… non è per questo… »
« Non vuoi che io muoia?
Ti ho detto che non posso morire… »
Mi avvicinai al suo volto.
Tremava…
« Non puoi continuare così, se Shaman torna e ci chiede di fuggire come
pensi di seguirlo in questo stato?
Sei senza energie…
La notte sta calando, Ariel!
Abbiamo tutta la notte per rigenerarci… tu per prima, io in seguito…
decidi! » le sfiorai il viso con la mano e le baciai le labbra…
Sussultò ancora, poi mi fermò.
« Haru, ti prego… io amo Shaman… »
« Sì, Ariel, lo so! » sospirai.
« E anche se sembra assurdo, non voglio fermarmi… e so che non lo vuoi
neanche tu…
Dici di amare Shaman… sia, sappi però che io amo te… »
Dunque era così… l’amavo.
« Fai questo pur sapendo che non avremo un futuro? »
« Sì! »
« Perché? »
« Chiamala la forza dell’amore… »
Sorrise, ricominciai a baciare le sue labbra e pian piano sentii che
scendeva giù verso il mio collo.
Ci accasciammo a terra e sentii i suoi denti entrare in me…
Un capogiro mi colse in pieno e i miei muscoli sussultarono per un
istante, mentre Ariel beveva… e ben presto i nostri corpi furono in
connubio assoluto… non più solo lei che si nutriva di me, ma anche io
che mi nutrivo della sua dolcezza, del suo profumo… e il mondo scomparve
per un istante, vacillò… in quell’attimo breve fummo solo Ariel ed io…
Poi ci addormentammo, l’una abbracciata all’altra, esauste…
ARIEL
Dove mi trovo?
E' tutto giallo e sento il sole bruciare la mia pelle.
Tutto traballa.
Scorgo in lontananza una costruzione di forma piramidale.
Ben presto mi trovo seduta su un trono, accanto a Shaman ed entrambi
portiamo dei gioielli d'oro con pietre azzurre.
Sono confusa, cosa succede?
Guardo Shaman sorridermi e prendermi la mano.
Abbasso un pò la testa e qualcosa cade: é una corona.
Da destra accorre un uomo che raccoglie la corona e, inginocchiandosi,
me la porge.
Mi soffermo a guardarla attentamente: é pesante e tutta d'oro, al centro
vi é un grande disco, affiancato da due corna e sormontato da una specie
di trono.
Mentre sono intenta a capire dove mi trovo e cosa sia quella corona a me
nota, una ragazza prende in mano la corona e me la poggia sul capo.
Non capisco, così mi volto a guardare Shaman e la sua corona.... la
conosco: é quella dell'alto Egitto!
Ma Shaman mi fa segno di guardare dritto di fronte ai troni.
Vi sono persone che sfilano, si inginocchiano e portano doni.
Sono sempre più confusa.
Ma, forse, vi é una risposta.
Di colpo le porte si spalancano ed entra un uomo che annuncia l'arrivo
di qualcun altro.
Deve essere importante vista tutta la devozione che vedo tra i presenti.
Si avvicina, lo vedo più chiaramente.
Con un balzo Shaman corre ad abbracciarlo.
"Seth, fratello mio", dice
"Seth? Garet, sei tu?", ribatto
"Mia sposa, cosa vai dicendo?
Questo é Seth, il mio adorato fratello".
Così guardo attentamente Garet che si inginocchia davanti a me,
"Sono io, grande Iside".
Iside, io? Quindi Shaman sarebbe Osiride e Garet......
NOOOOOOOO
"Sham...Osiride, ascoltami. Seth ti vuole uccidere"
"Ma cosa vai vaneggiando, Seth é mio fratello.
Andiamo nelle mie stanze, ho tante cose da raccontarti fratello.".
Così' mi prende per mano e usciamo dalla sala per entrare in un' altra
più piccola ove vi é un letto.
Lì, Osiride mi invita a sedermi sul letto a riposare mentre loro due
discutono. Così mi sdraio.
Sento il mio sposo raccontare di vari affari del regno quando di colpo
un urlo.....
Mi rimetto in piedi e vedo Osiride a terra trafitto e Seth intento a
smembrarlo con un coltello....NOOOOOO, SHAMAN!
Apro gli occhi:
"Shaman".
Ho il corpo pesante,: "Shaman".
E' stato un incubo.
E' buio ma riconosco Haruka qui vicino a me.
"Dove siamo?", ma sento un peso sulla testa, chiudo gli occhi e rivedo
Garet intento a profanare il corpo di Shaman.
Riapro gli occhi scossa, mi metto a sedere, non so cosa vuol dire
quessto sogno..... Sì, é un segno del destino.
Garet allora l'ha.....
"Dov'é andato?", ruggisco ad Haruka.
La vedo stranamente felice e preoccupata.
Con tono supplichevole le chiedo di dirmi dove é andato Shaman, i miei
sogni raramente sbagliano.
E se ho sognato ciò vuol dire che qualcosa é accaduto a Shaman.
Ripenso al sogno, al suo corpo martoriato da Garet....Le lacrime, urlo
di dolore, si fanno strada tra le mie barriere.
Ma l'urlo si fa più forte, a tal punto che nessun argine può più fermare
il mio pianto.
Pianto d'amore disperato.
Haruka si avvicina e mi abbraccia.
Non posso fermare quest'onda di disperazione e mi abbandono al suo
abbraccio.
Ma dopo poco mi stacco da lei e mi alzo: forse non é tardi, forse ho
sognato per poter fermare gli eventi.
"Sto male", barcollo un pò attaccandomi alle pareti di questa, ormai ne
sono certa, caverna ma il mio corpo é debole, esangue e ricado a terra.
"Ho bisogno di rimettere le cose a posto" (i vampiri non vomitano), ma
sono debole e stanca.
Inizio a tremare, avverto un opprimente freddo.
Haruka si offre come vittima alla mia sete, ma io non posso ucciderla
per ovvi motivi.
Mi parla d'amore pur sapendomi legata a Shaman.
E mi bacia, ancora.
Sento il pulsare della vita, il suo dolce profumo, i miei occhi ne
assumono il colore.
Ricordo il profumo del suo sangue e rammento anche il sapore, il calore
e la sua forza.
Così, dimentica della natura di Haruka, le bacio il collo.
Avverto i piccoli colpetti delle arterie sulle mie labbra, che dolce
massaggio!
Il suo battito si fa più veloce ,il suo calore più intenso, l'odore
riempie la caverna e la sua aura si espande... "Shh, stai calma", le
dico.
Così la prendo.
Inizialmente le cingo le spalle con le braccia, poi con una mano le
blocco la nuca e con l'altra il bacino, la stringo più forte a me.
Le inumidisco il collo con la lingua e affondo la lama della morte nel
suo collo.
Il primo fiotto di sangue mi riempie la bocca e con esso arriva
l'estasi.
Ogni antro del mio corpo viene inondato da lei, dalla sua dolce vita.
Lei si abbandona a me, ormai la sua esistenza dipende solo dal mio
volere.
Il suo respiro si fa affannoso, il suo battito più veloce, tanto che il
sangue che esce da lei mi inonda completamente.
Adesso ho bevuto abbastanza, Haruka é fredda e pallida.
Così lei si abbandona tra le mie braccia per rigenerarsi ed io mi
abbandono al piacere che mi ha appena donato.
Lentamente mi sveglio, alto é il sole.
Un raggio incontra il mio sguardo che lo rifugge.
Haruka é appoggiata al mio petto, ha il viso beato.
Cercando di non svegliarla, mi alzo impaziente.
Cerco di uscire, ma il sole é troppo caldo e non riesco a mettere piede
fuori dalla caverna.
Così rimango dentro a guardare Haru dormire, ma il mio pensiero va a
Shaman: non so dove sia e se sia vivo.
Il sole si trova al centro del cielo e illumina tutta la caverna così da
permettermi di vederne il fondo così vicino.
Il volto di Haruka si fa pensieroso, sarà già sveglia?
Mi avvicino a lei e la chiamo: "Haruka?", ma non risponde.
Spinta dal crescente calore, mi avvio verso il fondo della caverna ma
vengo bloccata dalla voce di Haruka: "Aspetta Ariel. Ho da dirti una
cosa: dobbiamo uscire".
HARUKA
Il dolce torpore del sonno mi aveva riempito l’anima… mi ero abbandonata
ad esso… serena… e avevo lasciato che la dimenticanza facesse il resto…
non volevo ricordare gli avvenimenti degli ultimi giorni… il sangue di
Garet… Kopl e i suoi occhi che mi fissavano stupiti: un tempo eravamo
stati amici e adesso ne tradivo la fiducia seguendo Ariel e Shaman…
Shaman e il suo sacrificio… e Ariel, i suoi occhi tristi e profondi
nello stesso tempo… ma più di tutto dimenticare Oki… l’amore che provavo
per lei… quel sentimento che non riuscivo (non volevo) dimenticare…
Ma ormai ero sveglia… il sole illuminava in pieno il piccolo anfratto, e
i suoi raggi si riflettevano sulle acque limpide della cascata, creando
strani giochi di luci e colori.
- Ariel…- mormorai.
Ma la vampira non c’era…
Leggermente spaventata (forse solo in ansia…) mi alzai e mi guardai
attorno.
Poi notai la sua figura snella e sinuosa… stava lì, accoccolata sul
fondo della grotta.
Mi avvicinai lentamente e mi sedetti al suo fianco, sospirando – Ariel…
ho qualcosa da dirti…-
Stavamo lì, entrambe sedute nell’oscurità delle viscere dell’anfratto.
Dovevo parlarle, ma non trovavo le parole adatte, ed era da tanto che
non mi succedeva…
- Ti da fastidio il sole vero? – le chiesi.
- Un po’… -
- Il fatto è che dobbiamo uscire… - mormorai, scostandole una ciocca di
capelli dagli occhi.
Era così fragile… e così forte nello stesso tempo…
- No che non dobbiamo!- esclamò. – Dobbiamo restare qui ed aspettare il
ritorno di Shaman… non è così? Dobbiamo aspettare che torni… -
- No, Ariel. Occorre sciogliere la maledizione, questa è la cosa più
importante in questo momento! E per farlo dobbiamo contattare un mago…
Kopl… o Abel… -
- No! Bisogna aspettare Shaman!- esclamò… temevo potesse crollare da un
momento all’altro… non so come avrei reagito se avesse pianto…
- Adesso stammi a sentire ragazzina! – la mia voce si era fatta dura
d'un tratto. – Tra me e Shaman c’è una salda amicizia e molto rispetto.
Gli ho fatto una promessa: gli ho premesso che ti avrei difesa se lui
non fosse stato in grado di farlo!
Ed io intendo mantenere la parola data.
Se Shaman non è tornato forse è perché non può fare nulla… forse Abel lo
ha bandito da queste terre… forse sta morendo esangue da qualche parte
con in mente il rimpianto per non potere fare nulla per te!
Io non posso permetterlo… - la mia voce ora si era fatta più dolce. –
Dobbiamo cercare un mago, Ariel. E credimi l’unico che sia in grado di
fare qualcosa è Kopl! -
- Ma se poi quando lo incontriamo lui vuole uccidermi… -
- Hey peste… credi che glielo permetterò? – Ariel sorrise.
– C’è anche un’altra cosa di cui dobbiamo parlare… ma per quella ci sarà
tempo…-
- Si tratta di… ecco… dei tuoi sentimenti nei miei confronti? – mi
chiese imbarazzata.
- Sì…si tratta di questo…allora dimmi, credi di poter uscire al sole?-
- Io credo di sì!-
Uscimmo al di fuori della grotta, la calura era davvero insopportabile…
non che temessi per me…
- Dove credi che troveremo Kopl?- mi chiese.
- Io… credo sia da Shaman…-
- Nella nostra dimora? – sorrise. – Sarebbe ironico non ti pare? -
- Non che Kopl manchi di ironia… - sorrisi a mia volta.
Ci dirigemmo verso la capanna e non appena mi addentrai all’interno
della radura sentii gli xiis vibrare… avevo ripristinato i miei poteri…
in fin dei conti non c’era più motivo di nasconderci… stavamo cercando
aiuto… ma di Shaman non c’era traccia.
Sentivo invece l’aura rigenerata di Kopl.
Come immaginavo era all’interno della capanna.
- Haru… - mormorò Ariel, fermandomi per un braccio. – Haru io non voglio
rinunciare alla mia essenza di vampiro!
Preferisco morire, piuttosto.
Non lasciare che mi facciano tornare umana, non lo sopporterei! -
- Scioglieranno la maledizione che ti lega a Shaman.
Faranno solo questo, hai la mia parola.
Nessuno metterà a repentaglio la tua natura.
Ma se continuerai a minacciare la vita degli uomini…- sorrisi pensando
che io non ero un uomo. - …degli abitanti della Laguna ti bandiranno… e
tu lo sai! -
- Lo so…-
Entrammo all’interno della capanna.
Kopl stava seduto ad una sedia, vicino al tavolo.
Lo sguardo sottile che ci scrutava.
- Salve maguccio!- ridacchiai verso di lui.
I muscoli del suo viso si contrassero per un istante… si alzò dalla
sedia e mi si avvicinò.
I nostri occhi si incrociarono, sfidandosi a vicenda.
Poi un sorriso comparve sulle sue labbra.
- Ti avrò detto mille volte di non chiamarmi maguccio, Haruka!- disse
mentre mi stringeva l’avambraccio in segno di pace. – Lei è un pericolo
per tutti!- continuò, lanciando un’occhiata torva nella direzione di
Ariel.
- Brutta sottospecie di mago!- ringhiò la vampira attaccandolo… pensare
che Kopl era stata la sua prima “vittima”. – Dov’è Shaman!- ruggiva.
Fui costretta a strattonarla per allontanarla dal collo di Kopl. –
Ariel, per favore sta calma!- le dissi. – E tu Kopl, cerca di capire…
abbiamo bisogno di aiuto…devi aiutarci a sciogliere la maledizione..-
IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
Mi ci sono imbattuta. Semplicemente.
E le ho seguite.
Ho osservato il drago e la vampira, già immaginando dove sarebbero
andate.... ed ora eccole qui.
Chissà come Kopl prenderà un ospite in più... entro.
Haru e la vampira si girano, veloci, Ariel indecisa sul da farsi... le
leggo negli occhi il desiderio di Shaman... il mio gemello.
Al diavolo questa strana zanzara, devo aiutare il mio gemello...... e
visto che per aiutare lui devo aiutare lei.....lo farò.
Guardo la vampira, poi rivolgo l'attenzione a Kopl:
"Allora, omino, che puoi fare? E' ora di piantarla"
Silenzio.
Non sono aggressiva, o almeno non più del solito.
Ma so cosa voglio.
E la voglio in fretta, prima di perdere uno sciamano per salvare una
vampira.
KOPL
Fermai la testa di Ariel a poca distanza dal mio collo e prendendola per
una spalla la scagliai contro un angolo della stanza.
"Essere ignobile, vieni a chiedermi aiuto e poi mi attacchi?
Ti dovrei uccidere, ti dovrei far sparire da queste terre, ma esaudirò
il tuo desiderio"
E raccolti degli stracci andai a chiudere gli spiragli di luce che
filtravano dalle finestre.
"Allontanati un secondo Haruka!"
Nel momento in cui lo dicevo un lampo partì dalla mia mano colpendo in
pieno petto Ariel.
La sua sagoma brillava di un bianco argenteo :"così resterai calma per
un pò, non preoccuparti... entro sera riuscirai a muoverti come prima e
per allora spero di aver finito"
Vidi Haruka che mi lanciava occhiate perplesse, e continuava a chiamarmi
maghetto, dovevo sopportarla fino alla fine?
Se proprio insiste le toglierò la voce.
"Tutto è pronto Ariel, io lo sono e tu?
So che non riesci a parlare, ma non occorre, pensa la risposta"
"Ottimo, ora tutto è inizio!"
La preparazione del rito è relativamente facile, ed in poco tempo è
tutto pronto.
Manca però una componente importante ma non riesco a capire quale sia.
Torno con la memoria ai miei combattimenti, agli insegnamenti del grande
maestro e a ciò che lessi nella biblioteca oscura molti anni or sono.
Se non ricordo male vi era scritto qualcosa nel "IV Libro di Kurpan", è
però troppo distante nella mia mente e non riesco a focalizzare
correttamente gli scritti.
Mi sento solo e vuoto, volgo lo sguardo all'interno della capanna in
cerca di illuminazione.
I miei occhi vagano dalla libreria agli stemmi, si posano su Ariel ed
infine si rivolgono ad Haruka.
Certo, il drago nero!
Quando avevo liberato dalla maledizione Ricktun, il drago, dalla
maledizione dello stregone Delakuila avevo dovuto avere anche lo
stregone a fianco del drago, quindi:
"Mi serve Shaman!" esclamai urlando.
Guardai Ariel ed Haruka e vidi ciò che dovevo fare.
"Vai Ariel, ora puoi muoverti nuovamente, ma fai in fretta, il tempo
propizio rischia di finire"
Appena uscita dalla porta mi rivolsi ad Haruka :" seguila, non mi fido
del tutto, io vi seguirò con la mente."
ARIEL
Così usciamo dalla capanna in cerca di Shaman.
Non sappiamo bene dove andare, dove trovarlo.
Il bosco mi sembra così uguale, tutto identico a se stesso.
Iante ci segue, sa dove andare.
Così si mette davanti a noi, seguita da me ed Haruka.
Camminando guardo il sole, chiaro, potente, espressione di ciò che non
conosco.
Ammirando codesto Dio che non ha luogo in me, un suo figlio colpisce i
miei occhi.
Barcollo un pò ma incontro il braccio di Haru che mi sostiene.
Così riprendiamo il cammino.
Iante con passo sicuro ci guida alla meta.
Qualcosa cambia in me, penso sia Kopl: non é così.
Lo sento vicino.
Cerco di parlare ma la voce mi é difficile.
Tiro il braccio di Haru indicando la mia sinistra, le indico di andare
di qua.
Ma lei non capisce.
Con tutti i miei sforzi cerco di parlare, ma niente.
Iante si volta dicendo: "Seguiamola".
Lo sento distintamente, avverto l'odore del suo sangue.
Lo sento debole, il respiro lento: "Almeno é vivo", penso.
Così alzo il viso, fiutando il suo odore e mi addentro tra gli alberi
correndo.
Haruka mi corre dietro, seguita da Iante.
Lo devo raggiungere, devo salvarlo!
Inciampo su qualcosa e cado tra le foglie.
Rimango in ginocchio a terra, so che se mi rialzerò subirò un duro
colpo.
Chiudo gli occhi, qualcosa cambia.
Un senso di angoscia appesantisce le foglie che stanno sugli alberi.
Massi pesanti su di me, opprimono la mia schiena, i miei pensieri.
Sempre di più.
Un muro si erge sopra la mia libertà: troppo alto per essere
oltrepassato, troppo forte per essere abbattuto.
Le mie braccia non reggono più il peso, alzo gli occhi al cielo.
I raggi di luce, non più se stessi.
Neri fasci di luce si insinuano tra le mie membra.
Così quel muro, pian piano entra a far parte di me.
Angosciate foglie affollano il mio corpo.
I raggi tristi ordinano loro di andare più in fondo.
Più giù, fino all'inesplorata coscienza.
Mi rialzo.
Desolazione riesco a vedere illuminata da tristezza chiara del sole.
Sorda al mondo, mi volto verso Haruka che mi dice non so cosa.
Mi afferra, mi scuote.
Sorda al mondo, all'aria, alla vita.
Qualcosa richiama la mia attenzione, é un lamento.
Cammino in direzione di tale voce......
Steso a terra, con le spalle appoggiate su un tronco, giace il corpo
svenuto di Shaman.
Il nulla domina la mia mente.
Un urlo muto sbatte tra gli alberi.
Haruka, da dietro, mi afferra per le braccia:
"Calma, Ariel".
Senza più nulla sul viso, mi giro a guardarla.
Sconvolta, mi lascia.
Rimango ancora qualche istante immobile guardando lì disteso Shaman.
Poi presa da non so che furia, corro verso di lui.
Lo prendo in braccio e, sedendomi su un masso, lo poso sulle mie gambe.
Con un braccio intorno alle spalle ed uno sulle sue gambe, rimango lì ad
osservarlo.
La giovinezza eterna del mio corpo si specchiava sulla sua pelle di
uomo.
Ma il pianto si impadronisce dei miei occhi, così scoppio in lacrime.
Piove, piove, ed ogni goccia bagna il viso di Shaman.
Piangendo disperatamente, mi dondolo portando Shaman al mio petto.
Tutto si perde nelle mie lacrime, il volto di Shaman, la figura di
Haruka e le spalle di Iante, gli imperiosi alberi.
Per un lunghissimo attimo, abbraccio il corpo di Shaman singhiozzando.
Poi alzando il volto al cielo:"PERCHE' E' E' E'?".
Haruka sussulta, l'aria trema, le foglie si fanno gravi.
Haruka, interdetta sul da farsi, guarda il mio compianto.
Ma Iante dice: "Dobbiamo tornare alla capanna, il momento si avvicina!".
Haruka si avvicina a me offrendosi di portare lei Shaman.
"No, tocca a me. Sono un vampiro, ho più forza di quanto credi".
Così dicendo mi alzo, Haruka afferra per un attimo Shaman e me lo poggia
sulle spalle.
"Riprendiamo il cammino", dico.
Iante passa avanti, seguita da me ed Haru.
Il passo é lento, pesa sul terreno.
Come una marcia piangente, ci avviamo alla capanna dove tutto finirà.
HARUKA
Cosa sarebbe stato di noi stavolta era davvero difficile dirlo… stavo
lì, ad osservare perplessa Ariel… immobilizzata dalla magia di Kopl… mi
fidavo davvero del mago?
Sì, della sua magia mi fidavo… la sapevo potente… lo sentivo… ma di Kopl?
E intanto il mago continuava a trafficare attorno al corpo immobilizzato
di Ariel… disponeva libri e ampolle… e strane sostanze… eppure lo
sentivo perplesso… era come se qualcosa sfuggisse alla sua percezione…
qualcosa di cui aveva bisogno, ma della quale non trovava il nome…
Cominciò a guardarsi attorno per la capanna di Shaman, scrutando i suoi
libri… gli emblemi appesi alle pareti… gli alambicchi che giacevano sul
tavolo da lavoro… il suo sguardo si muoveva attento… poi si posò su di
me!
- Ma certo! – esclamò. – Il Drago nero! –
Pensai si fosse ammattito… io ero sì un Drago… ma non nero…
- Mi serve Shaman! – disse poi, liberando Ariel dall’incantesimo che
l’aveva pietrificata.
- Vai Ariel, ora puoi muoverti nuovamente, ma fai in fretta, il tempo
propizio rischia di finire! – e mentre lentamente Ariel si sgranchiva le
membra ed usciva fuori all’aria aperta il mago si rivolse a me: -
Seguila, non mi fido del tutto, io vi seguirò con la mente. -
Uscii dalla capanna leggermente perplessa… dove avremmo trovato Shaman?
E mentre pensavo al da farsi i miei occhi neri incontrarono quelli di
felino di Iante… occhi furbi… sprezzanti del pericolo… occhi che la
sapevano lunga… ma sì, Iante sapeva dove si trovava Shaman!
A noi non restava che seguirla…
E così ci inoltrammo all’interno del fitto sottobosco…
Iante procedeva spedita fra le fronde… sapevo quanto bene conoscesse la
foresta… e adesso ne avevo la controprova…
Ariel, invece, appariva troppo stanca… troppo debole… e il sole doveva
darle maledettamente fastidio… barcollava… arrancava… ma non aveva
nessuna intenzione di fermarsi, spinta da quel sentimento che ben
conoscevo… strano come un tempo ero stata così simile a lei… così decisa
a battermi per la donna che amavo! Sospirai, alzando la fronte al caldo
sole pomeridiano… non doveva mancare poi molto al tramonto…
E mentre la mia mente si perdeva in queste considerazioni, il braccio di
Ariel strattonò il mio… i suoi occhi erano diventati una fessura, e la
vampira non riusciva a proferir parola.
Mi fermai, la sostenni per un istante…
- Che succede? – le chiesi, issandole il viso affinché i suoi occhi
incontrassero i miei… il turbamento ormai aveva preso il sopravvento…
- Ariel, per l’amor del Cielo, cerca di parlare! – continuavo a
ripeterle, mentre la sorreggevo con le mie braccia… era così debole…
così afflitta… c’era così tanta dignità in lei… e per un istante
temetti… temetti che potesse morire…
- Haru! - mi disse poi Iante. – Seguiamola! – e mentre mi voltavo verso
la semi-dea, Ariel si divincolò da me… inoltrandosi nel fitto della
foresta, verso occidente… seguendo un istinto che non aveva nulla di
umano.
Uno sguardo di intesa fra me e Iante… poi seguimmo Ariel… adesso si
muoveva spedita, anche se ancora incerta nei movimenti… finché non urtò
qualcosa e cadde riversa a terra…
Mi diressi verso di lei… lentamente si stava issando su… sconvolta nel
viso… nell’anima… e come una lama sottile sentii il suo turbamento
dentro di me… la prigionia del suo essere…
Quella prigionia che ben conoscevo anche io… l’essere prigionieri di sé
stessi… delle barriere del proprio corpo… delle proprie paure… e la sua
paura di perdere la persona amata, paura che era tornata ad ardere
prepotente anche nella mia anima.
Mi arrestai… non potevo fare nulla per Ariel, se non esserle vicina come
confidente, come amica, come sorella…
Ma non potevo neanche lasciarla lì.
Chiamai il suo nome più volte, ma la vampira non reagiva al suono della
mia voce… mi avvicinai a lei e le afferrai i polsi, scuotendola per
farla reagire…
Ma ancora una volta la vampira si divincolò dalla mia presa… poi sentii
anche io l’epicentro di tanta paura e nostalgia e dolore… Sentii l’aura
morente di Shaman e un brivido mi percorse la schiena…
Ariel non aveva più i suoi poteri… eppure ne avvertiva la presenza… e
non avevo dubbi che traesse quella forza dall'amore che nutriva nei suoi
confronti…
Lasciai che la vampira raggiungesse il corpo dell’amato e il dolore
divenne ancora più fitto nel vederla sollevare quel corpo immoto… sentii
una mano posarsi sulla mia spalla… era Iante… nei miei occhi le lacrime
si moltiplicavano copiose… in fin dei conti… millenni addietro… anche io
avevo stretto fra le mie braccia il corpo morente di Oki…
- Stavolta sarà diverso, Haru! – mormorò Iante. - Non permetteremo che
Shaman muoia… - le sorrisi… sì, stavolta sarebbe stato diverso…
E mentre ascoltavo le parole rassicuranti della semi-dea dagli occhi
d’oro, il grido di dolore di Ariel trafisse le nostre menti… un acuto e
prolungato “perché?” levato a cieli immoti… cieli che non conoscono il
dolore… cieli immortali… che di noi umani non hanno nulla… e i raggi
morivano sulle nostre figure, trapassando le nostre anime… i nostri
cuori…
- Il tempo stringe… - mormorò Iante… e io sapevo che occorreva fare in
fretta…
Mi avviai verso Ariel.
I miei occhi fissarono i suoi per un brevissimo istante… poi fui
costretta a distoglierli… era da tanto che non riuscivo a sostenere lo
sguardo di qualcuno… e Ariel aveva mosso qualcosa nel mio profondo… mi
aveva dimostrato che potevo ancora amare… se lo desideravo… che il mio
cuore non si era inaridito…
Lentamente mi avvicinai loro e mi offrii di portare Shaman fino alla sua
capanna… luogo in cui si sarebbe consumato il rito… ma Ariel me lo
impedì… con la stessa fierezza e dignità che stavo imparando a
riconoscere nel suo sguardo…
Non rifiutò del tutto il mio aiuto, così issai Shaman sulle sue fragili
spalle e lentamente ci incamminammo…
Giungemmo alla capanna che era già il crepuscolo… l’oscurità presto
sarebbe calata su di noi… presto Ariel sarebbe stata libera…
Kopl aveva preparato il luogo per la cerimonia all’esterno della
capanna… gli xiis, gli alberi sentinella, presero a vibrare nel
riconoscere l’aura seppure debole del loro padrone…
Mi guardai attorno… tutto sembrava pronto: al centro della radura Kopl
aveva disegnato un cerchio con il sale… un cerchio non completo... visto
che vi era un'apertura sul suo perimetro...
Mi chiesi cosa sarebbe successo, mentre il mago pronunciava frasi in
lingue arcane e sconosciute… e tracciava strani movimenti con le mani…
strane fiamme ardevano tutt'attorno alla radura... mi chiesi che
intenzioni aveva Kopl...
Scossi la testa… non ero una maga e non avrei mai capito…
Mi voltai verso Iante… nella sua espressione leggevo la mia stessa
perplessità…
Poi un ultimo sguardo verso Ariel... lentamente si era portata al centro
del cerchio di sale ed aveva riposto a terra il corpo esangue di Shaman…
scossi un’ultima volta la testa… non potevo fare nulla, se non
aspettare…
IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
Odio sentirmi tanto impotente......eppure non posso fare nulla... come
spesso accade io, anche se posso far girare i cinque elementi tra le
dita non mi è concesso uscire dai confini impostimi dagli Dei...l'equilibrio
c'è e tale deve restare.
Ciò che posso fare è impedire a Haruka di comportarsi da...fanciulla, e
guardare, mordendomi le labbra, Kopl che armeggia intorno al corpo di
Shaman...il mio gemello, anche se non ha nulla a che vedere con la mia
famiglia.
E' uno dei regali più graditi che mi abbia fatto questa terra, ma,
certo, preferirei la tortura ad un'ammissione... lancio uno sguardo
distratto ad Ariel, sguardo che si fa subito più attento: non so quanto
potrà reggere la vampira, sembra realmente allo stremo delle forze, le
tremano le mani, e negli occhi le brilla l'acuto desiderio di vedere un
soffio di vita sul viso dello sciamano, la devozione esasperata, folle.
Voglio che questa storia finisca, mi hai sentito Olimpo?
Voglio che finisca.
Nel migliore dei modi.
ARIEL
Il percorso di ritorno é sembrato così lungo e lento: il percorso della
mia esistenza.
Ogni passo un ricordo, breve e terribile, una vittima, un anno.
Vedevo tutte le mie vittime che si ergevano alte, il volto segnato dal
pallore esangue rinvigorito dal verde delle foglie.
Il peso che sentivo addosso era quello di un'assassina feroce, bramosa
di vita.
Ma finalmente eccomi qui, nel luogo della mia libertà, il luogo che darà
nuova forza a Shaman.
E vedo Kopl, già impegnato in esercizi di preparazione; ma é in ansia.
La sua ansia diventa la mia, ansia per Shaman e ansia per me.
Fuochi allucinati danzano dietro alberi stanchi di assistere immobili.
"E' tutto pronto. Voi due é meglio non assistiate.
Andate nella mia capanna e riposate, vi raggiungerò dopo con loro ormai
liberi......spero", dice Kopl dalla voce preoccupata, ma dura.
Mi guardo attorno, non vedo altro che alberi e fiamme.
La madre Luna ci guarda, guida la mia mente.
Così mi avvicino al mago che mi ferma con un imperioso "ferma".
Guardo a terra, una striscia di sale incide la terra.
La seguo con lo sguardo e mi accorgo che non é una linea, ma una
circonferenza.
Mi porto all'interno del cerchio e Kopl lascia cadere della polvere
bianca che completa il cerchio.
Davanti a me un leggio sostiene un vecchio codice dal frontespizio
scuro.
"Andate voi, vi chiamerò dopo", ordina Kopl alle ragazze mentre io
abbandono il corpo di Shaman sul terreno umido, poi rivolgendosi a me
dice:
"Non qui, ma qui al centro", indicando prima Shaman poi un disegno
strano al centro del cerchio.
Così prendo in braccio Shaman e lo depongo disteso sopra tale disegno e
mi posiziono alzata al suo fianco.
"Bene, iniziamo", esclama Kopl dirigendosi verso il leggio, ma nel
tornare ha in mano una ciotola e un libro aperto.
Pronunciando arcane formule, bagna due dita nel liquido contenuto nella
ciotola.
Mi preme le dita sulle labbra, con più forza riesce ad entrarle nella
mia bocca accarezzando la lingua e i canini.
Poi si allontana da me per fare lo stesso con la bocca di Shaman.
"C...cosa mi hai dato?", dico a stento.
"Nulla, fidati", risponde distratto.
Ma mi sento confusa, persa tra le visioni che mi vengono incontro:
abbozzi di uomini distortamente agonizzanti, piangenti fiori pazzi,
inutili sguardi profetici, urla estraniate da bocche ormai mute.
Un turbine freddo di dolore si alza dal suolo sotto il comando del mago.
Fugge alto verso il cielo offuscando la madre Luna.
Ed un richiamo da lassù diretto ai fuochi li fa avvicinare a noi, vedo
le fiamme muoversi sul terreno.
Tutto si oscura finchè una luce acceca i miei occhi: la barriera
compiuta si trasforma in mura di fiamme.
All'interno di esse tutto é chiaro.
Kopl si avvicina a noi con un'altra ciotola, che poggia a terra, levando
le mani al cielo e dicendo:
"Libera eos nosque ab ista plaga (libera noi e loro da questa piaga)"
Prende la ciotola tra le mani e ci benedice con il suo contenuto.
Poi, con lo sguardo fisso su Shaman, dice:
"Reliqua hoc corpus, ego te absolvo (lascia questo corpo, io ti
sciolgo)".
Vedo Shaman agitarsi convulsamente e di colpo arrestarsi.
"Shaman, liber es (Shaman sei libero)", dice visibilmente felice Kopl.
E adesso con lo sguardo fiducioso e determinato, Kopl si rivolge a me:
"Reliqua hoc corpus, ego te absolvo".
Al sentire queste parole, i sensi mi abbandonano.
Vengo invasa da una forza immensa, avverto la lotta titanica che avviene
nel mio corpo....finché tutto tace.
Vengo svuotata dagli invasori e ritorno in me.
Lo sguardo rivolto al cielo, in me solamente io, negli occhi qualche
lacrima.
Affaticato sento Kopl dire:
"Ariel, nunc libera es (Ariel adesso sei libera)", poi cado a terra
incosciente.
Di colpo mi sveglio, alzandomi a sedere.
Mi guardo attorno: un tavolo, due porte opposte, il letto su cui siedo e
......Shaman ancora svenuto accanto a me.
Subito la mia mente va a ritroso al rito e penso:
"Dovrei essere libera e riavere finalmente i miei poteri".
Doverosa é una prova.
Mi ridistendo sul letto e rimango in ascolto.....
Finalmente il drago che ho sul fianco riprende a muoversi.
Le sento distintamente: l'aura di Shaman, quella di Kopl e Haru.
"Perfetto", dico a me stessa.
Sola, completamente padrona di me.
Riguardo alla vicenda con distacco noncurante.
Mi alzo dal letto, scorgendo uno specchio, mi ci avvicino.
Mi alzo la veste e vedo il drago brillare nei suoi movimenti: sono
nuovamente me stessa.
Così mi astraggo e mi dirigo verso l'altra stanza.
Kopl seduto su una sedia, i gomiti sul tavolo, cinge con le mani la
propria testa; Haru passeggia nervosamente per la stanza.
"Perché non si sveglia? Sei sicuro che é andato bene?", dice Haru.
Kopl a fatica risponde con un cenno d'assenso.
"E per la sua sete cosa farai?", continua Haru.
Kopl un pò innervosito si alza dicendo:
"Sul tavolo di là vi sono delle ampolle con una pozione che placa la
sete, ogni giorno gliene fornirò una".
Subitamente ritorno nel mio corpo e le vedo lì sul tavolo.
Silenziosamente prendo una sacca e conservo le ampolle lì, poi prendo un
mantello scuro per coprirmi....quando entra Iante spalancando la porta e
dicendo:
"Fuori va tutto bene, il sole é al....ARIEL!".
Il sole che penetra dalla porta aperta inizialmente mi brucia il viso
che prontamente copro con il cappuccio.
Kopl e Haru si precipitano nella stanza.
Li guardo, afferro la sacca e, strattonando Iante, fuggo via.
HARUKA
Ormai era passato un bel pezzo da quando il rito si era concluso…
portare dentro la capanna i corpi dormienti di Ariel e Shaman era stato
più doloroso di quanto avessi mai immaginato… sia per me… che per Iante…
la semidea che mai avrebbe ammesso quanto affetto la legava a Shaman…
Kopl stava seduto al tavolo… la testa fra le mani… gli dovevamo tanto…
ancora una volta la sua magia si era rivelata forte e salda… pura… a
modo suo…
Lo fissai per un istante e un sorriso si affacciò sulle mie labbra… se
Ariel adesso era libera lo dovevo solo a lui…
- Perché non si sveglia? Sei sicuro che è andato bene? – sospirai,
tremando all’idea che qualcosa potesse essere andato male… avevo
promesso ad Ariel che sarebbe tornata la vampira di un tempo… e volevo
ardentemente tener fede a quella promessa… dentro di me, egoisticamente…
rivolevo la vampira istintiva che mi aveva attaccata alla spiaggia…
Il cenno di assenso di Kopl mi rasserenò.
Ma non ero affatto tranquilla… continuavo a misurare con i passi tutta
la capanna di Shaman… non potevo essere tranquilla…
- E per la sua sete… che farai? – chiesi con un nodo in gola.
- Sul tavolo di là vi sono delle ampolle con una pozione che placa la
sete, ogni giorno gliene fornirò una…-
“E se non dovesse bastare c’è il mio sangue…” pensai… non mi importava
se Kopl avesse sentito il mio pensiero… non mi importava che qualcuno
potesse leggere il bene che volevo ad Ariel… perché era immenso…
Sorrisi, l’immagine di Oki… i suoi occhi erano tornati a scrutarmi
dall’oscurità della mia mente… dagli anfratti della mia follia… io
ancora così dolcemente innamorata…
Per la prima volta dopo millenni… avevo tradito la donna che amavo…
Sentii la porta aprirsi alle mie spalle…
Iante entrò, serena in volto…
Ma poi un velo di oscurità comparve nei suoi occhi… ne seguii lo
sguardo, Ariel si era alzata e ora mi fronteggiava con la sua solita
sottile arroganza…
Portava con sé una sacca…
Per un istante non riuscii a muovermi… e la vampira fu più veloce di
tutti noi… con uno scatto repentino si precipitò all’esterno,
scomparendo all’interno della foresta…
- Ha preso le ampolle! – ringhiò a denti stretti Kopl.
- Che fai lì impalata, Haru? – mi chiese Iante.
Già, che stavo facendo…
- Corrile dietro e cerca di farla ragionare… l’unico modo che ha per
restare in vita è restare ad Arcano…-
Gli occhi della semi-dea vibravano… incredibile come riuscisse a leggere
la mia anima come un libro aperto.
-…E poi non volevi un confronto diretto? Un istante di verità in questo
caos? -
Sorrisi alla semi-dea e uscii all’esterno della capanna.
– Farò il possibile! –
L’aria all’esterno mi riempì i polmoni… sentivo il sole bruciare sulla
mia pelle… le avrebbe dato fastidio, lo sapevo… sorrisi… accorgendomi
che ero rimasta in sottomaglia da un bel po’… scossi la testa, sperando
di non incontrare nessuno nel mio cammino… non avevo voglia di dare
spiegazioni…
Un istante dopo ero nel fitto del sottobosco… seguire le tracce di Ariel
era adesso una sciocchezza… ne sentivo l’aura vibrare… esplodere… quanta
energia era racchiusa in quell’esile corpo…
Mi accorsi che stavo correndo, evitando i rami degli alberi e le loro
fronde… mi accorsi che stavo correndo per ritrovare Ariel… per impedirle
di andare via…
Dèi del Cielo non volevo perderla…
- Oki aiutami tu! – mormorai… io volevo ritrovare Ariel, dirle il bene
che le volevo… dirle quanto fosse importante per me quello che aveva
fatto… erano millenni… millenni che non amavo…
E Ariel mi aveva mostrato la debolezza del mio animo… quella parte di me
che solo Oki era riuscita a tirar fuori…
Ariel mi aveva mostrato che Haruka VonAlsaizer era ancora in grado di
amare…
E le fronde degli alberi sibilavano al mio passaggio… e i ruscelli…
attraversarli di corsa con l’acqua che sprizzava da tutte le parti e mi
bagnava le caviglie e, schizzando in alto, il volto…
E stare lì, follemente innamorata della mia vita… perché io ero viva… e
questo le dovevo… questo dovevo ad Ariel e ad Arcano…
E sentire la natura vibrare in me… in ogni più intima particella… negli
alberi e negli arbusti… negli animali che mi fissavano stupiti e
incuriositi… e quella voglia di gridare all’Universo intero la mia vita…
una vita che voleva riprendersi prepotentemente il suo posto… e quella
sensazione di ebrezza… di… di felicità…
E finalmente me la ritrovai davanti…
- Mamma mia che corsa…- ansimai, inginocchiandomi leggermente... le mani
sulle ginocchia… poi alzai gli occhi finché non incontrai i suoi…
Sulle sue labbra un abbozzo di sorriso…
- Cosa vuoi? – chiese fredda.
- Tempo per riprendere fiato… per esempio…-
- Non saresti dovuta venire fin qui…-
- No? - sospirai rimettendomi dritta…
- Ho tutte le ossa rotte… Da qui si va al porto, vampira… che intenzioni
hai? -
- Tu non capisci… ovunque vado… prima o poi finisco per far soffrire
qualcuno… allora tanto vale andare via di nuovo…-
- Intendi Shaman?
Ma no, la Veste Rossa ha la pelle dura… si rimetterà in sesto…-
- Intendo tutti… te compresa…-
- Io? – il sorriso esplose al di fuori di me.
– Scusami, quando… quando mi hai fatta soffrire? -
- Io non posso ricambiare il tuo amore… e questo ti farà soffrire…-
- Dici? Sai è ridicolo che qui ci sia io… voglio dire… avresti preferito
ci fosse Shaman, lo so… ma questo è un duro lavoro… qualcuno deve pur
farlo…-
- Di che blateri? -
- Nessuno di noi vuole che tu vada via…-
- Sciocchezze! -
- E per quanto riguarda me… io non ti amo affatto…-
- No? Scusa se non capisco…-
- In me vibra ancora il fantasma di Oki… un fantasma che amo più di me
stessa… che ho riscoperto grazie a te… ma volevo che tu sapessi quanto
ci tengo a te…-
Il silenzio calò per un istante… dalle prossime parole che avrei
pronunciato dipendeva la permanenza di Ariel nella Laguna…
- Mi hai… mi hai dimostrato che posso ancora amare… e questo non è far
soffrire, Ari! -
- Sì, ma se dovessero ricominciare le morti?
Dareste tutti la colpa a me… il sospetto graverebbe sempre sulle mie
spalle… e i vostri occhi… sarebbero sempre diffidenti nei miei
confronti…-
Scossi la testa… poi in un istante sfoderai la spada e gliela puntai
contro…
- Io sono un guerriero… non per questo ogni volta che viene trovato
morto qualcuno a causa del taglio di una lama la gente di Arcano dubita
di me…-
Ariel si avvicinò, pose una mano sulla lama, mi sorrise…
Non riuscii a fare a meno di ridere… era davvero una situazione comica …
la riservata Haruka dell’Ordine del Dragone Bianco che stava lì, a
scrutare una vampira incappucciata, con una spada in mano e le vesti
fradice… sì, era comico…
- Adesso perché diavolo ridi? -
- Perché siamo vive Ari! -
- Ti pare una cosa di cui ridere? -
- No… - sussurrai, ma adesso stava ridendo anche lei…
- Che ti ha dato Kopl alla capanna? -
- Che mi ha dato? -
- Sì, che ti ha fatto bere? –
Poi i suoi occhi si fecero seri per un istante.
– Pensi che io possa restare davvero a Fantasy se lo desiderassi? -
- Certo che puoi… e ci sono le ampolle di Kopl… per placare la tua sete…
e se non dovessero bastare… c’è il mio sangue… puoi venire da me e bere
ogni volta che vuoi…-
- Davvero non mi ami, Haru? -
- No! Non in quel senso… ma ti voglio un bene dell’anima… e non voglio
rischiare di perderti…
Torna con me alla capanna di Shaman… io… io mi farò garante per te se
sarà necessario…-
- Posso chiederti una cosa? Perché fai questo per me? -
- Noi Draghi siamo imprevedibili…- sorrisi. -… e amiamo le situazioni
difficili… e cacciarci nei guai! -
Un colpo diretto mi colpì in pieno sulla nuca…
- Ahyo! Mi hai fatto male…-
- Sta zitta e torniamo a casa… che sfrontatezza… mi stai dicendo che
sono una situazione difficile…-
- Non irrecuperabile…-
Le sorrisi, poi ci incamminammo, chiacchierando come vecchie amiche che
si conoscono da anni… un Drago e una Vampira… eh sì, era davvero una
scena comica… risi di gusto…
KANDI
Fantasy s'è acquietata, infine... dorme ancora, assaporando la pace
appena ritrovata.
Ariel è a casa di Haruka, in attesa di avere una baracca tutta sua.
Kopl è davvero grande, ha salvato tutti noi.
I colori dell'aurora mi attraggono, e decido d'uscire per farmi
carezzare dall'aria frizzante del mattino che sorride ad Egos ed a tutta
la Laguna Incantata.
Farò una passeggiata, perchè no?
Ma non sveglierò le mie vicine.
Di colpo mi sembra di tornare indietro nel tempo, eppure la frusta
magica è al riparo nella mia baracca... ma la stessa voce mi coglie di
sorpresa:
"Kandi, ma dove vai a quest'ora?"
Kopl... di nuovo!!!
E' destino che mi trovi a spasso nelle ore più strane.
Scoppiamo a ridere come ragazzi, e non posso fare a meno d'abbracciarlo,
grata di tutto ciò che ha fatto per noi.
"Che dici, ti interessano ancora quelle lezioni di magia?"
"Altrochè, se mi interessano, tu non sai quanto."
Gli sorrido mentre mi porge il braccio, e rivivendo una scena di tanto
tempo fa ci incamminiamo nuovamente verso il Labirinto, più per istinto
che per un valido motivo.
E' là, di fronte a noi, i primi raggi di sole lo scaldano.
E com'è diverso, ora....
Un prato di trifoglio lo avvolge, macchiato con puntolini bianchi:
margherite.
Gli fa da sfondo il cielo ancora rosato, che fra un poco vedremo
allietato da forme che credevo ormai lontane per sempre: i nuovi Draghi
di Arcano!!
Ed il Labirinto sarà pieno di voci festose: i nuovi abitanti di Fantasy
che ardono dalla voglia di scoprirne i misteri.
La porta si spalanca facilmente, promettendo un'avventura nuova da
vivere, ed entro con Kopl.
Tutt'intorno non c'è più sentore di pericolo, ma soltanto odore di una
dolce magia...
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