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Il
Labirinto - Cap. 2
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ARIEL
Inginocchiata, gli dico ciò che brama di sentire:
"Si,Padrone. Ordina ed io obbedirò.".
Alzo lo sguardo da terra e vedo che mi porge la mano:
"Vuoi aiutarmi?".
Così dicendo, mi guarda con aria crudele.
"Certo, tutto ciò che desideri, mio padrone."
Ride, ride con perfidia. |
Non so cosa
ha in mente, non riesco a leggerlo.
E' come se avessi perso tutti i poteri che mi contraddistinguono dagli
altri vampiri.
Cosa avrà in mente?
In fondo io sono sua, non può volermi fare del male, non gli gioverebbe.
In un attimo mi colpisce il viso con il dorso della sua mano,
scaraventandomi contro il muro alle mie spalle.
Così per terra, mi porto la mano alla guancia e lo guardo impaurita.
I suoi occhi fiammeggiano di rancore violento.
"Ho forse sbagliato?", gli dico incerta.
A questo punto non so cosa pensare.
Non oso contraddirlo, nè tanto meno difendermi: io ho perso le mie
capacità e forze, lui é un uomo possente, non posso sperare di
liberarmi.
Ma, comunque, non voglio.
Non posso lasciarlo: lui é il mio Padrone, lui decide di me e della mia
vita, io non sono nulla al suo confronto.
"Non hai sbagliato.
Stai facendo esattamente ciò che voglio".
E adesso mi sferra un calcio all'addome.
E poi un altro, ed un altro ancora.
Ognuno sempre più forte ma il mio corpo non prova dolore: malgrado abbia
perso i miei poteri rimango sempre un vampiro.
"Adesso alzati", mi urla.
Devo, devo obbedire.
Tremante, mi rimetto in piedi... ma Shaman non ha ancora finito, glielo
leggo negli occhi.
Infatti si volta, afferra degli oggetti e me li scaraventa addosso.
Non riesco ad evitarli, così tutti gli oggetti mi colpiscono: la testa,
il volto, le spalle, le gambe...
"Basta, ti prego.
Ti supplico- dico piangendo, ed infine urlando- SMETTILA!"
A questo punto Shaman si volta e mi guarda.
La sua ira é incontenibile.
Si avventa su di me con un coltello e me lo conficca nell'addome.
Lo sento entrare, tutto.
Non provo dolore, ma é pur sempre un coltello.
Così si allontana soddisfatto.
Lo guardo senza più parole, nè lacrime.
Poi mi guardo la ferita: il manico fuoriesce dalla pelle.
Lo tiro fuori emettendo un piccolo gemito, il sangue mi sporca le mani.
Frastornata ritorno a guardarlo.
"Vai di là- mi dice -adesso ho voglia di te".
Così si avvia verso l'altra stanza.
Rivolgo un altro sguardo alla ferita che, intanto, si é rimarginata
completamente.
Lo trovo ad aspettarmi, alzato vicino al letto, con delle corde in mano.
"Sdraiati", mi ordina con tono quanto mai deciso.
Ormai non mi resta che piegarmi al suo volere.
Così mi sdraio, lui mi lega al letto e mi costringe a fare l'amore con
lui.
Tortura, tremenda tortura.
E' la maledizione, lo so.
Ma io non posso reagire, non ne ho il potere.
Appena finito, Shaman si alza dicendomi:
"Ho grandi progetti per te.
Tu farai ciò che voglio io, se ti ribellerai ti ucciderò!
Adesso devo pensare a......."
Così si alza pensieroso, non pensando a me, lì distesa sul letto a
piangere.
SHAMAN
E' una notte senza luna questa...
Mentre la mia schiava Ariel dorme, io mi allontano preso dai miei
pensieri..
La foresta nera che ci circonda saprà suggerirmi la giusta idea per
sbarazzarmi dei nostri cacciatori...
Shaman, sotto l'influsso della maledizione.
HARUKA
Vi capita mai di alzarvi dal letto con la sensazione opprimente che
qualcosa attorno a voi non va?
Di sentire una sorta di buco… un falla… nella realtà che vi circonda? A
me non capita poi così spesso ma quando succede mi sento spaesata e
confusa, a volte spaventata… cosciente di quel qualcosa che avvolge noi
tutti e che a turno ci chiama nel suo vortice… qualcuno lo chiama
destino…
E così mi sentivo quella mattina, da quando mi ero alzata una strana
sensazione di pesantezza permeava le mie membra e non riuscivo a mettere
a fuoco quello che mi circondava.
Mi alzai dal letto, mi lavai e mi vestii, indossando la bianca tunica da
guerriero.
Quindi uscii fuori dalla baracca a prendere una boccata d’aria fresca.
Il sole era alto nel cielo… una giornata all’apparenza serena… tornai
dentro, presi nelle mie mani la penna di grifo nero e mi sedetti allo
scrittoio, cercando di concentrarmi su ciò che volevo scrivere… ma era
inutile… la strana sensazione che avvertivo mi distraeva e cominciai ad
innervosirmi.
Avevo passato da sola quell’ultima settimana e forse cominciavo ad
avvertire l’assenza del contatto umano…
Le poche persone con le quali avevo un contatto… era da un po’ che non
le vedevo… in realtà tutto ciò che sapevo della vita su Fantasy lo
dovevo ai pochi sporadici incontri, e a Kandi… lei era la mia ancora
personale con la realtà circostante… non avevo bisogno del contatto
umano, le dicevo, ma non disdegnavo mai la sua dolce compagnia…
La penna di grifo era immota nelle mie mani… dunque era da una settimana
che non avevo nessun contatto con la realtà… con i miei simili…
Riposi la penna e le pergamene, presi la mia spada e ne legai l’elsa
alla cintura con il solito cordoncino bianco… piccolo accorgimento per
impedirmi di sfoderare l’arma se non in caso di effettivo pericolo… il
cordoncino era una sorta di sigillo: vederlo mi ricordava la promessa
fatta ad Oki di uccidere solo in caso di necessità…
Fatto ciò, uscii all’esterno.
Mormorai qualche sillaba nell’ancestrale lingua dei Draghi di Laran e
sigillai la mia dimora.
Le uniche cose che avessero un valore al suo interno era le mie
pergamene e l’armatura del Drago, che mi apparteneva di diritto ormai
che ero rimasta l’unica…
Non mi piaceva indossarla per una semplice passeggiata ed i motivi erano
due: uno, non mi andava di spaventare nessuno; due, era troppo pesante.
“Bene…” pensai “Andiamo a vedere cosa combina la piccola Kandi…”
E lentamente mi avviai per il sentiero.
Era una giornata radiosa, il sole splendeva alto e la calura che mi
attorniava mi riportava alla mente il mare di Laran.
Il villaggio di noi Draghi sorgeva a poca distanza da una piccola
insenatura.
Ricordi meravigliosi di un tempo andato e perso irrimediabilmente… le
belle giornate passate davanti all’acqua serena, Oki accoccolata fra le
mie braccia… suo fratello Lyu che scorazzava per la spiaggia… Oki e Lyu
erano fratelli di sangue… avevano rispettivamente 19 e 11 anni quando la
loro famiglia era stata trucidata.
Fortunatamente l’Ordine si trovava da quelle parti e il Venerabile
Maestro Kèon aveva riconosciuto essenza di Drago in entrambi… erano
stati iniziati insieme, ma la verità era che Oki era potente. Fra tutti
noi era di sicuro la più forte… non ho mai incontrato qualcuno che
sapesse tenerle testa… ma il suo animo era nobile e odiava combattere…
pian, piano aveva convinto anche me a rinunciare alla battaglia se non
necessaria… erano stati momenti sereni…
Il ripensare a quei giorni mi aveva fatto venire voglia di rivedere il
mare e poi Egos era un’isola.
Così svoltai verso Est, abbandonando il sentiero che mi avrebbe condotto
alla dimora del mio capovillaggio.
Pochi istanti e mi ritrovai in una spiaggia deserta… l’acqua limpida che
ne lambiva i contorni.
Mi rilassai un istante, una brezza leggera mi sfiorava il viso… fu un
istante fatale.
Non riuscii ad avvertire la sua aura che mi si avvicinava e quando le
sue mani afferrarono il mio collo era troppo tardi…
D’istinto mi portai la mano destra all’elsa della spada, mi voltai, ma
lei fu più veloce di me e con un gesto repentino mi scaraventò a terra.
Poi si sedette su di me, i suoi occhi neri che si riflettevano nei miei.
Non ebbi tempo di reagire e quando cominciò a baciarmi… beh non ne ebbi
più neanche la voglia…
Sapevo quello che stava facendo… sapevo anche cos’era… una vampira.
Lentamente stava slacciando i cordoncini superiori della mia blusa e ben
presto rimasi con il collo nudo, alla mercé dei suoi canini.
Non riuscivo a fermarla… non volevo fermarla…
E intanto lei continuava a baciarmi… che fare?
Pian piano era scesa verso il collo… presto per me sarebbe finita.
Mi morse leggermente… poi i suoi canini affondarono all’interno della
mia carne.
Fu un istante interminabile, la realtà cominciò a vibrare attorno a me,
dissolvendosi, ruggendo.
Fu allora che la vampira si fermò, guardandomi con occhi pieni di orrore
e paura.
« Sei una donna… » mormorò, asciugandosi il mio sangue dalle sue labbra.
“Per i rospi dell’Impero…” pensai. “Mi ha scambiato per un uomo…”
« Io… » mormorai di rimando, sollevandomi leggermente e mettendomi a
sedere.
D’istinto portai la mano alla ferita, non era profonda.
« Sei una donna! » ruggì stavolta in preda alla collera.
« Lo so… » mi portai l’altra mano alla nuca, avevo preso una brutta
botta cadendo a terra.
Vidi i suoi occhi farsi sottili, furenti di collera.
« Mi hai ingannata! »
« No! Sei tu che ti sei ingannata da sola!
Non è bello da parte tua aggredire il primo capitato! »
« Oh, lo sarebbe stato, se tu non fossi stata la prima capitata! »
scandiva le sillabe per farmi pesare la differenza fa me ed un uomo.
Mi alzai e le afferrai i polsi… « Se fossi stata un uomo mi avresti
ucciso! » ruggii io stavolta.
Si bloccò di colpo, un pensiero solcò la sua mente ed io lo sentii
dritto di rimando nella mia “Shaman!”
Si liberò dalla mia stretta, fissandomi negli occhi.
« Addio! » mormorò con aria di sufficienza mentre si allontanava.
“Ariel” lessi il suo nome dentro di lei.
Mi sbagliavo…la ferita era più profonda di quanto pensassi e il sangue
che avevo perso era più di quello che credevo.
Caddi a terra e svenni.
« Haru! Haru, sveglia, è tardissimo! Amore… »
« Oki… »
« Amore, sveglia è sera! Ma quanto dormi… » (risa serene)
« Oki… »
« Oki! » gridai.
Mi alzai, era calata la notte.
La ferita si era rimarginata… restavo pur sempre un Drago.
Mi sforzai di rimettermi in moto… “Ariel…”
La vampira mi aveva aggredita e poi, non appena si era accorta che ero
una donna, era scappata via…
Bisognava avvertire Abel e Kandi.
Ariel era un pericolo serio per tutta Fantasy… o meglio per tutti gli
uomini di Fantasy.
Lasciai la spiaggia e mi recai verso la capanna di Kandi, lei
sicuramente avrebbe saputo cosa fare.
Eppure qualcosa dentro di me non andava come doveva.
Non riuscivo a togliermi dalla testa i suoi occhi, neri come la notte.
Quanto avrei desiderato rivederla…
Ma che mi succedeva, Ariel era un pericolo serio.
Corsi verso la casa di Kandi, dovevo parlare con lei il più presto
possibile.
Pochi istanti e fui da lei.
Dall’esterno della casa vedevo le luci ardere all’interno, bene era
ancora sveglia. Mi avvicinai, barcollando, mi sentivo sempre più debole…
fu allora che mi sentii chiamare da una voce conosciuta: era Iante.
« Haruka! » chiamava il mio nome, e io pian piano perdevo coscienza e
ricadevo nell’oblio.
Mi svegliai qualche ora dopo all’interno della casa di Kandi…
Mi voltai per vedere chi riconoscevo, sentivo una moltitudine di aure.
Vidi Kandi, mi si avvicinò e mi sfiorò la fronte, mentre mi chiedeva se
stavo bene.
Mi alzai dal letto, stavo bene e glielo dissi.
Vidi anche Iante, e poco più in là c’era Kopl.
Sorrisi ad entrambi.
Poco in disparte c’erano altri due ragazzi, più giovani… “Fleance” e
“Alone” … avevo letto i loro nomi… Alone era di sicuro un mago. Seguii
Kandi che mi faceva segno di sedere mentre mi preparava un thè caldo.
Dall’altro lato della stanza stava un cavaliere dall’armatura molto
antica ed intrisa di magia… Parsifal…
« Cosa ti è successo, Haruka? » chiedeva Kandi.
« Oh Kandi, tutta Fantasy è in pericolo… una vampira… sono stata
aggredita da una vampira… » nella confusione non parlavo più neanche al
maschile…
« Ariel! » ruggì il cavaliere « Ti ha aggredita? »
« Mi ha scambiata per un uomo… »
« Ora basta! » continuò. « Tutto questo non può continuare ancora a
lungo…Io vado a cercare sia lei sia Shaman… » lo vidi uscire dalla casa,
furioso.
« Oh bella! » ridacchiava Iante. « Se vogliamo fermare la vampira non
possiamo farci prendere dalla foga… Tsz… » anche la semidea uscì
all’esterno, seguita da Kopl e da Fleance.
« Sei sicura di stare bene? Vuoi che faccia qualcosa per le tue ferite?
» mi chiese Alone, preoccupato.
Scossi la testa… e anche lui uscì.
Eravamo rimaste solo io e Kandi.
« Ariel ha aggredito Kopl e Gidan. Abbiamo cercato di fermarla e
Parsifal era quasi riuscito ad ucciderla… se Shaman non lo avesse
fermato… »
« Non sapevo niente di tutto ciò… era una settimana che non uscivo dalla
mia casa… ho avuto molto da scrivere… »
« Sì lo so… pensavo fossi al sicuro… in fin dei conti sei una donna… »
« Che succederà ora Kandi? » La donna sospirò.
« Dobbiamo fermarla, Haru! »
« Vengo con voi! »
« No! No… » mi sfiorò ancora la fronte. « Sei debole… resta qui da me e
dormi… Stanotte sarà una lunga notte… »
« Ti prego… abbi cura di te… »
La donna sorrise e mi accompagnò al letto.
« Promettimi che non farai sciocchezze, Haru! »
« Cosa? »
« Non so, nei tuoi occhi c’è una strana luce… una luce che non ho mai
visto… »
Mi lasciò così ed uscì, raggiungendo gli altri all’esterno.
Una luce nuova… e le due figure si confondevano… Oki…Ariel… Crollai nel
letto e mi riaddormentai…
ARIEL
Adesso Shaman non c'é, sono sola nella capanna.
Ho la gola un pò secca, é la sete.
E' ancora debole, posso tenerla sotto controllo.
Il Padrone mi ha detto di rimettere un pò di vivibile ordine, dato che
la notte avevamo messo tutto sottosopra.
Così inizio dalla stanza dove vi é il letto....
Ho finito.
La mia sete é aumentata, la sento che mi chiede sangue.
Ma non so dove prenderlo.
Qui nella capanna non ce n'é.
Ricordo che Shaman all'inizio mi diede una pozione per placarla.
Così entro nell'altra stanza, guardo il tavolo: é pieno di ampolle
contenenti pozioni.
Quale sarà quella giusta?
Non posso provarle tutte, non so a cosa servono, potrei causarmi del
male!
Che faccio?
La sento che cresce, ruggisce, mi implora del sangue rosso.
Che fare?
Gli ordini del Padrone sono chiari: restare dentro fino al suo arrivo.
Ma io non posso negare la mia natura, la mia sete.
Che fare?
Non posso disubbidire, ma non posso morire dalla sete.
Niente, in fondo cosa può accadermi?
Se sarò cauta tornerò prima del suo arrivo.
Sì, farò così': uscirò, ucciderò e tornerò alla capanna.
Non lo saprà mai!
Bene, decisa esco fuori dalla dimora e rimango in ascolto.
NIENTE!
La maledizione mi ha tolto la capacità di sentire.
Come fare? Dove andare?
Devo fare in fretta.
Mi appello a tutte le capacità rimaste.
"La sete mi guiderà!".
Rimango in ascolto e Sì.... lo sento.
Sento il suo dolce, caldo, suadente scorrere.
Di chi sarà codesta meraviglia, uomo o donna?
Non riesco a sentirne l'aura.
La mia sete si fa feroce: devo correre il rischio!
Così mi lascio guidare da questa forza irrazionale.
Arrivo ad una spiaggia e lui é lì.
Che fare?
Mi tornano in mente le parole di Shaman, che fare?
Sono in preda al panico ma .....la sete é incontrollabile.
Scorre dentro di me come il sangue in quell'uomo.
Adesso devo colpire.
Mi avvicino cautamente di qualche passo e lo sento: il battito del suo
cuore che immette quella dolce vita in tutto il suo corpo.
Raccolgo le forze e mi porto alle sue spalle e gli afferro il collo.
Sento la sue vene pulsare più forte sotto la mia stretta.
Il desiderio mi uccide.
Così lo scaravento a terra e mi siedo su di lui, onde evitarne la fuga.
Lo guardo in volto, mi sembra un uomo: perfetto, ormai é mio!
Lo bacio in bocca e ricordo le vecchie cacce, l'imboscata- il desiderio-
l'uccisione, metterò in atto lo stesso rituale.
Così bacio la sua rossa, calda e sanguigna bocca.
Gli slaccio la blusa e scendo verso il collo.
Sento l'odore della rossa vita scorrere in lui, inebriante odore.
Così gli bacio il collo inumidendone la pelle.
Adesso non riesco più a resistere: devo sentirlo scorrere dentro
di me!
Gli graffio il collo per saggiarlo: una dolcezza infinita.
Quale uomo é dotato di cotanta bellezza, di vitale sangue?
La sete acceca i miei rossi occhi.
Affondo i miei canini in quel pozzo di vita ed un fiotto di sangue mi
riempie la bocca.
Mando giù quell'indescrivibile bontà, ma qualcosa non mi convince.
Mi smarrisco nella sua consistenza.
I miei sensi ritornano a splendere, anche il mio disegno torna a nuova
vita: ne sento lo splendore.
Un altro fiotto riempie la mia bocca: ho capito!
Mi stacco subitaneamente e la guardo: UNA DONNA! UNA DONNA! Non ho mai
attaccato una donna!
La guardo inorridita e mi asciugo le labbra di quel suo femminile
sangue.
Infuriata le ringhio contro poi....SHAMAN!
Lei é un pericolo per me, é un pericolo per Shaman.
Devo tornare, devo avvertirlo!
Così fuggo alla capanna.
Non é ancora tornato anzi...eccolo che rientra.
Gli vado incontro e scoppio in lacrime.
"Scusami, perdonami!"
"Cosa é successo? Sei uscita,vero?"
Mi legge dentro, sa che sono uscita.
"Che é successo?"
"Avevo sete, non potevo resistere - dico singhiozzando - Ho visto un
uomo, anzi era una donna.
L'ho capito tardi.
Mi spiace. L'ho lasciata lì."
"Stupida! Che ti avevo detto!", infuriato alza il braccio per picchiarmi
ma si ferma.
Così gli dico: "Dobbiamo scappare. Mettiti in salvo. Rimarrò qui, se
verranno li ucciderò tutti, ti proteggerò a costo della vita!"
"Stai zitta, devo riflettere!"
Il mio pianto si fa isterico.
Cosa ho fatto?
Vado nell'altra stanza e rimango in attesa di ciò che lui vorrà fare.
E' passato molto tempo e ancora lui non mi ha parlato.
Sento che armeggia con le sue erbe quando.....bussano alla porta.
"Sono loro, sono venuti ad ucciderci.
Scappa, rimango qui a combattere per te!"
Shaman mi guarda preoccupato e chiede: "Chi é?"
"Sono Haruka. Vengo in pace, fidati di me, Shaman. Ho da parlarti"
Apre la porta e vedo la ragazza che avevo aggredito: "E' lei, mi vuole
uccidere!"
"NO, fatemi parlare!"
Shaman si calma, credo si fidi di lei.
Mi dice di andare di là ad indossare la veste nera che si trova di
fianco al letto, "Obbedisco"
Così, mentre io mi spoglio, sento Shaman discutere con Haruka.
KOPL
La luna inizia a far capolino dall'orizzonte, una leggera brezza ricca
di salsedine soffia dal mare scompigliandomi i capelli e mentre il sole
scompare del tutto un essere si sveglia.
E' durata anche troppo!
Con me è iniziata e con me finirà.
Da quando sono uscito dalla capanna di Kandi dopo aver sentito la storia
di Hakura non ho fatto altro che raccogliere le forze.
Non sono al massimo ma non c'è più tempo.
Ed ora sono qui.
In piedi su un piccolo promontorio aspettando.
Avvicinandosi nere nubi si rincorrono all'orizzonte e lampi di luce
giocano a nascondino tra di loro.
L'aria si fa pesante.
Iniziano a cadere le prime gocce di pioggia, lentamente si forma un
ruscelletto ai miei piedi.
L'oscurità avanza, la notte si fa più fitta.
Improvvisamente la pioggia aumenta ed inizia un vero e proprio
acquazzone.
Se deve succedere qualcosa so che succederà ora.
Impugno l'ascia e la fisso.
Uno scintillio mi riunisce a lei.
E' da troppo tempo che non sono in battaglia, e' da troppo tempo che non
la uso.
Folli ricordi nella mia mente, sangue, morti e vittorie.
Scie di vittime dietro a me, altrettanti ancora in vita ed io in mezzo,
l'armatura scheggiata e coperto di piccole ferite.
Quanti ancora sarebbero morti in quella notte.
Una notte come questa.
Una notte in cui ho combattuto con uomini e demoni.
E molte volte la mia ascia ha fatto in minor tempo quello che avrei
dovuto fare con una buona dose di magia.
Oggi sarà uguale, niente sacerdoti neri, niente creature infernali
evocate da uomini incapaci di controllare ma una vampira resa schiava.
Un fulmine colpisce un albero in lontananza.
Scorgo una nera figura alata che si avvicina lentamente.
Sa che sono qui, e sa che io so.
La riesco a seguire con la mente per un altro breve lasso di tempo e poi
più nulla.
Resto immobile nella notte.
Anche le nubi scappano... ed un raggio di luce filtra tra le nubi
illuminando la mia arma.
Mi ridà forza e fiducia.
Qualcuno morirà stanotte, ma non sarò io.
Improvvisamente lo risento.
E' arrivata alle mie spalle.
Mi lascio cadere a terra proprio nel momento in cui si era lanciata su
di me.
Per fortuna mi manca e passa ad un pelo dalla mia testa.
Tocco terra con una mano, mi ridò una spinta verso l'alto e tornando in
piedi lascio cadere un fendente verso Ariel.
GARET JAX
Ormai è un poco che cerco le orme dei fuggitivi senza riuscirci
realmente........ devo forse lasciare perdere?
Ma preferivo continuare a fare il cacciatore piuttosto che diventare la
preda.... e finchè cercavo almeno ero ancora il predatore.... o almeno
così mi piaceva pensare.......
Rumore di foglie da destra...... credevo di avere un compagno con me, ma
evidentemente ci eravamo separati senza neanche accorgercene....... il
rumore era solo un animaletto della foresta, nulla di preoccupante.....
Tirai fuori Amberle..... emanava un bagliore rossastro...... il nemico
era vicino....
Arrivai nei pressi di una casa, ma dentro non vi trovai nessuno, anche
se dentro c'erano i segni di una letta recente....... e segni di
sangue....ma che diavolo stava succedendo?
Entrai dentro per analizzare meglio le tracce, e trovai i segni evidenti
di una lotta, ma chi poteva essere?
Non certo Shaman e Ariel, visto come erano scappati via non sembravano
certamente due nemici.... eppure chi altro se no?
Sentii aprirsi la porta d'improvviso..... mi voltai e un lampo di un
temporale in arrivo illuminò la figura di Shaman...... o almeno quello
che ne rimaneva di umano in lui.......
In quel momento di ritornò alla memoria il ricordo di Dissidio che
moriva per mano mia..... un potenziale amico che era diventato una
bestia..... e ora di nuovo...... possibile che dovesse succedere di
nuovo?
Ma forse c'era ancora qualche speranza.......
Forse Shaman era più forte di Dissidio e avrebbe vinto la sua parte
malvagia se io lo avessi svegliato con Amberle.....
Entrò velocissimo nella stanza e mi scaraventò addosso al muro.
Io ricaddi in terra, e lui mi si avvicinò....... mi prese per la gola e
mi alzò sbattendomi con le spalle al muro......
I suoi occhi emettevano un bagliore di odio verso di me, ma non poteva
avere motivo di odiarmi..... non ci conoscevamo quasi...... Gli era
successo qualcosa......
E non ero più sicuro che sarei riuscito a dargli una mano a combattere
la sua parte malvagia.....
Mi ritrovavo con le gambe sollevate stretto alla gola in una morsa
d'acciaio....
Diedi una ginocchiata al braccio di Shaman e lui mollò la presa, ma il
mio colpo non sembrava averlo impensierito più di tanto.... cercai la
mia spada, ma non mi ero accorto che mi era caduta...... si trovava
proprio davanti a me.... feci uno scatto veloce per prenderla, ma Shaman
fu quasi più veloce di me.... mentre io impugnavo l'elsa della spada lui
mi diede un colpo con quelle che una volta erano state le sue mani ed
ora sembravano gli artigli di una viverna, e mi scaraventò dall'altro
lato della stanza, ma ero riuscito a recuperare la spada....... le sue
lunghe unghie mi avevano lacerato il vestito e tagliato la carne, e
sentivo che un veleno cominciava a spandersi dentro al mio corpo.....
Avevo ancora poco tempo....... mi rialzai di scatto..... mi corsi verso
Shaman e con le ultime forze mi scaraventai contro Shaman.
Riuscii a malapena a sfiorarlo con Amberle che lui evitò il mio colpo,
ma ero riuscito a ferirlo....... il mio compito era finito.....
Sfinito dal veleno che cominciava a circolare nel mio sangue mi gettai a
terra grondante di sangue........
Shaman come un furia prese il mio corpo e lo gettò da una finestra
infrangendo i vetri...... e io rimasi immobile.....
Tra la ferita inflitta con la lama di Amberle avrebbe fatto il suo
dovere.... messo l'uno davanti all'altro lo Shaman buono contro quello
cattivo..... e ora la lotta più difficile spettava a lui..... e anche io
avevo la mia personale battaglia da combattere.......
HARUKA
Tieni più alta quella spada!
Per i Rospi dell’Impero, Lyu! »
movimento veloce sulla destra e gli scivolai di lato.
Lo colpii leggermente al fianco con la lama girata di traverso per non
fargli male.
« Sei scoperto da questa parte, moccioso! »
« Uffa… non imparerò mai, Haru! »
brontolò, incrociando le mani dietro la nuca.
« Hey ometto! » era Oki.
« Come procedono gli allenamenti? »
« Haru sostiene che sono lento! »
« Dico? È vero… » sorrisi, mentre lei mi si avvicinava lentamente e mi
gettava le braccia al collo.
« Tuo fratello è lento… »
« Uhm e cosa possiamo fare per farlo migliorare, maestro? » mi chiese
mentre mi baciava.
« Oh no! Adesso ricominciate? Va beh… vado a fami un giro… » bofonchiò
Lyu.
« Sta attento, pulce! » gli mormorò Oki in tono affettuoso…
Poi i suoi occhi color del cielo si fissarono sui miei…
Occhi color del cielo… due fiamme che brillano di luce propria e che
pian piano si modificavano, oscillavano e diventavano nere… nere come la
notte… nere come i suoi capelli ondeggianti… nere come i miei occhi
persi nella follia dell’anima.
Gli occhi di Oki, gli occhi di Ariel…
Le due figure si erano confuse di nuovo in me e quel pensiero mi aveva
fatto svegliare…
Mi alzai dal letto e mi avvicinai alla finestra della casa di Kandi.
La luna era alta nel cielo.
Tornai a sedermi nel letto.
Mi frullavano in testa le parole della mia capovillaggio che mi
avvertiva di non fare follie… ma quella situazione mi stava snervando…
era da tanto che non mi sentivo così strana… forse… ma no, non era
possibile… o forse si?
Ma sì! Per i rospi dell’Impero, era così: avevo perso la testa per
Ariel.
« Per gli Dèi! » esclamai pensando alle parole di Parsifal che voleva
mettere fine a quella storia.
« Se trovano Ariel, la uccideranno! » “No!” pensai “Non posso
permetterlo!”
Chiusi gli occhi: dovevo trovare Ariel prima di loro… e Shaman, dovevo
trovare Shaman perché lui era con lei.
Ne avevo avuto la certezza dalle parole di Parsifal.
Rilassai le mie spalle e scrutai le mie condizioni fisiche: stavo bene.
Il sangue che avevo perso si era rigenerato, ma lo aveva fatto in troppo
tempo… non andava bene: la prossima volta doveva impiegare solo un paio
d’ore per rigenerarsi del tutto.
Appurato che stavo bene, dovevo trovare Ariel e Shaman.
Mi concentrai sull’aura del Saggio: lo avevo incontrato un paio di volte
in giro per Fantasy e ne conoscevo l’aura. Chiusi gli occhi… sospirai…
Niente!
No! Non poteva essere… non poteva essere sparito nel nulla…
Mi rilassai di nuovo e ci riprovai…niente da fare: di Shaman non c’era
traccia.
“Che i miei poteri siano andati?” pensai.
Occorreva una controprova. Chiusi gli occhi e cercai l’aura di Kopl.
Pochi istanti e lo vidi!
Con lui c’erano Iante e Kandi… poco più in là Parsifal e i due fratelli…
brancolavano nel buio… non riuscivano a trovare Ariel… bene…
« Ma sì! » esclami.
Poi risi.
Shaman era furbo: aveva alterato le loro aure e i loro inseguitori non
riuscivano ad individuare la loro presenza, così come stava succedendo a
me che non riuscivo a sentire Shaman.
Ma c’era un fatto che la veste rossa non aveva tenuto in considerazione:
io ero stata aggredita per ultima da Ariel.
Se avevo fortuna la sua aura era già stata modificata quando mi aveva
aggredito…
Mi rilassai…
Avevo avuto un contatto troppo breve con lei… e questo mi confondeva:
l’imprinting della sua aura non si era completato del tutto in me… c’era
la possibilità che non riuscissi a trovarla… sospirai.
« Io devo trovarla! » mormorai.
Chiusi gli occhi e pian piano la sentii… la avvertii… e per un istante
vidi con i suoi occhi…
Stava guardando attraverso una finestra, vedevo uno spiazzo aperto e poi
una sorta di recinto di alberi molto alti…pini e cipressi… e xiis dalle
foglie azzurre… distolse lo sguardo dalla finestra e guardò l’interno
della capanna… ed io con lei… era accanto ad un letto… quello spiazzo…
era lì che volevo andare…
Cominciai a distaccarmi da Ariel e quando fui di nuovo in me… sapevo
cosa fare.
Bruciai la mia aura e cominciai a vedere l’energia scorrere in me… se
l’avessi lasciata esplodere mi sarei trasformata in Drago… povera Kandi…
avrei demolito la sua dimora ^_^… invece sigillai l’energia facendola
implodere in me… e mentre accadeva tutto ciò mormorai qualche parola in
lingua di Drago.
L’energia polverizzò il mio corpo ed io mi rimaterializzai nella radura…
proprio sotto i rami frondosi di uno xiis adulto.
Le foglie cominciarono a vibrare…
« Shh… » gli mormorai, accarezzando il suo tronco.
« È tutto a posto, amico mio… »
L’albero si rilassò al contatto delle mie mani… sentinella affidabile…
ma sapevo che quel breve frusciare di foglie era stato avvertito da
Shaman… tutti gli xiis che si trovavano nei paraggi erano sicuramente
sintonizzati con la sua mente… con la sua aura…
« Bene Haruka! » mormorai a me stessa per farmi coraggio.
« Andiamo incontro al nostro destino… »
Mi avvicinai alla porta, alzai l’anello e con esso colpii tre volte il
battente.
Tre colpi secchi…
« Chi è? » chiese Shaman dall’interno.
« Sono Haruka dell’Ordine del Dragone Bianco… » gli risposi. « vengo in
pace, Shaman. Fidati di me. Devo parlarti! Non importa se non vuoi farmi
entrare, vieni fuori tu! »
La porta si aprì e vidi gli occhi dell’uomo fissarsi su di me.
Distolsi lo sguardo e vidi Ariel. Le sorrisi.
« Vuole uccidermi! È venuta per me! » mormorava tremante.
Sentii la paura che provava nei miei confronti colpirmi dritta al petto.
« Sta zitta, va di là e cambiati! » gli intimò Shaman, mentre lei
obbediva in silenzio.
« Sei venuta per Ariel, vero? » mi chiese.
« Sì! » gli risposi in tono deciso. « Sono qui per Ariel… ma non per
farle del male… »
« Andiamo fuori: da qui potrebbe sentirci… » così si avviò verso
l’intrico della foresta ed io lo seguii, serena: non poteva farmi del
male e poi… dai pochi incontri che avevamo avuto sapevo che Shaman mi
stimava… o meglio stimava la mia gente, i Draghi…
Mentre mi avviavo dietro di lui sentivo che l’uomo che mi camminava
davanti era lo stesso Saggio che avevo conosciuto tempo addietro… era
come se la maledizione prendesse il sopravvento su di lui solo quando
c’era Ariel nei paraggi…
In ogni caso non si poteva permettere che Shaman tornasse ad essere una
Veste Nera… se davvero lo era stato un tempo…
« Allora cosa vuoi, Drago? » mi chiese.
« Devi sciogliere la maledizione che ti lega ad Ariel! » esclamai.
« Non posso farlo… e posso fornirti due validi motivi: in primo luogo
non so come si fa… e poi non voglio rischiare di perderla… »
Lo afferrai per il bavero. « Tu devi liberarla! » rilasciai la presa. «
Rendile la sua libertà… »
« Non capisci vero? » sospirò, allontanando la mia mano.
« Ariel non è solo mia prigioniera… prima di tutto, è prigioniera della
sua natura di vampiro… »
« Gli altri, Parsifal in testa, vi stanno cercando: vogliono ucciderla »
« E tu lo permetterai? »
« No! Mai! »
« Sono felice che tu sia qui con noi, Haruka.
In tre ci si difende meglio »
La notte scivolava via… presto avrebbe albeggiato.
« Torniamo alla capanna, Ariel sarà in pensiero! » mi disse.
Lo scrutai, si preoccupava per lei tanto quanto me…
forse l’amava anche lui…
Quando giungemmo alla radura, fermai l’uomo, trattenendolo per una
manica.
« Che c’è? »
« Ariel ha bisogno di nutrirsi!
Quando mi ha aggredita era accecata dalla sete… »
« Lo so… »
Rientrammo nella capanna, ma Ariel non c'era... vidi Shaman irrigidirsi…
« Lei non è qui… » digrignò i denti. « Vieni con me! »
Si addentrò nella foresta… e io fui pervasa da una strana paura: Ariel
era in pericolo, lo sentivo…
ARIEL
Non sento più parlare...
"Shaman?".
Entro nell'altra stanza ancora nuda per cercarlo ma non vi trovo
nessuno.
La mia sete non si é ancora placata, sento la gola secca, le mie forze
non sono più tali: devo bere!
Ma non so, come al solito, che fare: uscire a cercare sangue o rimanere
e morire di sete?
Ricordo cosa é successo l'ultima volta che ho disobbedito al mio
Padrone... ho rischiato di morire.
Chissà di cosa stanno discutendo Shaman e Haruka.
Che fare?
Dubbio, forte dubbio: esco, non mi importa!
Se rischierò la vita sarà colpa mia, non rischierò la vita di Shaman.
Se morirò io non cambierà nulla, ma lui deve, DEVE vivere, non per me,
ma per la sua famiglia!
Mi rivesto con la mia veste lacerata bianca, guardo alla finestra:
pioviggina, prenderò il mio mantello.
Così, di soppiatto, esco dalla capanna e mi dirigo verso un agglomerato
di alberi.
Non so dove cercare, chi mai uscirà a quest'ora?
Se troverò un animale andrà bene comunque.
Mi addentro nella boscaglia e..... lo sento, il fluire dolce e caldo del
sangue.
Mi nascondo dietro un albero per vedere a chi appartiene codesta bontà,
lo riconosco: é Kopl!
Per un attimo sono tentata di scappare, ma la mia sete ruggente mi
obbliga ad attaccare.
Il vento ci unisce, scorre da lui verso di me ed io ne posso cogliere i
profumi.
Decido: é questo il momento di attaccare.
Aprendo il mio mantello mi scaravento su di lui, ma mi evita.
Non sapendo che fare, mi porto alle sue spalle per afferrargli il collo
ma mi afferra e mi scaraventa di fronte a lui e, con la lama, mi
squarcia l'addome.
Porto il mio sguardo verso la ferita grondante di sangue, ma i lembi
hanno già ripreso la loro natura di protezione.
Ringhiando mi avvento su di lui e con un pugno lo scaravento.
Brandendo la lama in aria, si rialza e mi viene incontro.
Ma io, velocemente, mi porto ancora alle sue spalle e, spingendolo in
avanti, lo strattono: la sua furia é stata la sua causa di caduta.
Sento i suoi battiti del cuore, veloci e aritmici.
Approfittando della sua caduta, lo sovrasto e gli graffio il collo.
Con una forza inaudita, mi scaraventa a terra...
In quell'istante sento Shaman urlare:
"Basta!", alza il braccio e scaraventa Kopl, intanto rialzatosi, verso
un albero.
Sconvolta e spaventata gli vado incontro e lo abbraccio e lì vedo Haruka
alle sue spalle con una luce strana negli occhi.
Lo abbraccio e mi guarda con occhi furenti, poi invita Haruka a fare lo
stesso.
Ci avvolge con il suo mantello e spariamo in una nebbia.
Mentre viaggiavamo verso la capanna, mi stringo più forte al torace di
Shaman.
Sento il calore che emana e, per un attimo, ho desiderato di averlo lì.
Ma Haruka mi distoglie dai miei sogni, mi poggia una mano sulla testa e
inizia ad accarezzarmela.
Bruscamente ci fermiamo:
"Attente qualcuno é nella nostra capanna."
Così Haruka si libera dall'abbraccio di Shaman mentre lui mi strattona
violentemente.
"Andrò io a vedere, restate qui qualsiasi cosa sentiate!"
Ci lascia ad aspettare il suo ritorno, pronunciando parole in una lingua
a me sconosciuta.
L'attesa é snervante.
Continuo a camminare avanti e indietro.
"Sei preoccupata per lui?", esordisce Haruka, "Certo, come non esserlo.
E' lì solo contro chissà che cosa ed io son qui impotente, senza poteri
che lo aspetto".
La paura per lui mi assale: e se morisse? E se, peggio, lo vedessi
morire e non potessi fare nulla?
Cosa devo fare, andare ad aiutarlo?
La paura per la sua vita mi sconvolge, devo sapere se é ancora vivo,
devo sapere cosa sta facendo: non posso permettere che qualcuno lo
uccida.
Ho deciso: andrò a vedere e, se ci sarà da combattere, lo farò, lo
difenderò a costo della mia stessa vita!
"Io vado da lui, non posso permettere che lo uccidano!", dico ad Haruka.
"Ferma! Ha detto di restare qui ad aspettarlo"
"Non posso stare qui a patire per lui, devo vedere se é vivo, se posso
in qualche modo proteggerlo!"
"E come? Non hai poteri,sei solo un vampiro!"
"Ho la forza dell'......",
Haruka mi guarda sconvolta, anch'io sono sconvolta dei miei stessi
pensieri.
"Vado, tu stai qui, metti in salvo
.Non hai fatto niente, non ti uccideranno.
Questa storia riguarda solo me e lui!", così dicendo, corro verso la
capanna.
"Nooooooooooooo!"Vedo un uomo saltare dalla finestra infrangendone i
vetri:"SHAMAN!"
corro da quell'uomo, non é lui.
Un senso di sollievo mi pervade le membra.
Entro nella capanna, c'é Shaman a terra sanguinante:
"Padrone, come stai? Ti ha ferito? Vuoi che lo uccida?", non mi
risponde, mi guarda solamente.
Intanto Haruka, impaurita dalle mie grida accorre dicendo:"Come stai
Ariel", guarda me che piango sul corpo di Shaman,
"Sto bene" ,dice lui, "Fuggiamo da qui".
Così dicendo lo aiuto a rialzarsi, aiutata da Haruka.
Usciamo dalla capanna e ci inoltriamo nel bosco.
IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
Seduta osservo gli altri darsi da fare.
Scaldata da Shina che mi si è seduta sui piedi gratto la testa di Juma,
con l'altra mano accarezzo il collier...
quando un rumore, un rumore estraneo alla foresta, fa drizzare le
orecchie di Shina.
La tigre si alza, inquieta, e mi guarda, chiedendomi di seguirla.
In un attimo ci infiliamo nel bosco, lasciando gli altri alla loro
ricerca.
Shina sembra sempre più tesa, sobbalza quando un paio di ombre passano
tra gli alberi non molto lontane da noi.
Ma non le permetto di distrarsi.
E' successo qualcosa, e senza nemmeno accorgermene mi ritrovo a correre:
ormai è Shina a seguire me, mentre Juma tiene il passo restando sugli
alberi.
Finalmente la mia corsa si arresta, in una radura silenziosa.... scorgo
una figura vicino ad un albero, e mi avvicino velocemente.
Arrivatagli di fianco lo aiuto a rialzarsi:
"Kopl... che fai qui?" non mi risponde, e sono costretta a sostenerlo
mentre riprende il controllo delle sue gambe: "Niente di rotto?"
Sorride: "No, niente di rotto....credo."
Mi guarda:
"Non preoccuparti, ho detto che non ho niente.
Credo però che sia successo qualcosa......più avanti, nel bosco.
Ho sentito un rumore strano, come di.... non lo so.
Al momento ho la testa un po' confusa." Gli sorrido, divertita: "Ce la
fai? Andiamo a vedere."
Rallentata dal passo del cavaliere mi inoltro nel bosco....
Sorrido nel vedere Juma sospettosa nei confronti di Kopl, mentre Shina
mi precede, all'erta, ma non più spaventata come prima.
Quando.... un gemito.
Resisto alla tentazione di spiccare la corsa, per non mettere in
ulteriore difficoltà Kopl... e il cavaliere scatta prima di me.
Sorpresa comincio a correre, e insieme arriviamo davanti ad una
capanna.... in terra c'è Garet, il viso imperlato di sudore.
Ci avviciniamo... e l'uomo balbetta qualcosa di incomprensibile.
Guardo Kopl:
"Resta qui, vado a chiamare Kandi."
Poi guardo Shina: "Resta" le dico.
Spicco la corsa, di nuovo nel bosco, seguita da Juma che, dopo un paio
di balzi a terra, scompare tra gli alberi.
SHAMAN
Ho lasciato Haruka e Ariel al sicuro, non potevo permettere che
rischiassero ancora...
E comunque credo che Haruka saprà fare buona guardia di Ariel... sì,
almeno lei si deve salvare.
Da quando son stato ferito con quella spada maledetta sono sempre più
debole, sudo e allo stesso tempo provo brividi di febbre, anzi temo che
la febbre stia salendo a colpo d'occhio.
Non so quanta lucidità ancora mi rimane, devo approfittarne per uccidere
Kopl e Garet, così mi dirigo verso di loro.
Vedo in lontananza, dall'alto mentre volo a fatica, un'ombra indistinta.
Devo uccidere anche lei, non deve rimanere nessuno sulle tracce di
Ariel.
Ma un vuoto d'aria o forse una fitta di dolore più acuta delle altre mi
fa precipitare al suolo, per poco non finisco sfracellato, riesco a
fatica all'ultimo secondo a cadere in piedi, come i gatti.
Un'altra fitta e la paura recente e sono chino al suolo dolorante e
preda della febbre.
La percezione del mondo esterno si fa sempre più debole, dinnanzi a me
c'è l'ombra di prima, a stento riconosco in lei Iante, o almeno credo.
"Iante ... sei tu?"
Riconosco la leccata di Juma, e lo prendo come un sì.
Riconosco la voce di Iante...
"Shaman che succede, che hai?"
Quella voce apre qualcosa in me, segna il confine tra il bene e il male
e per qualche minuto sento di aver ripreso il controllo del mio corpo.
"Ascoltami Iante non ho molto tempo, non so tra quanto la maledizione
riprenderà il possesso di me.
L'unico modo di spezzarla è liberare Ariel dalla sua condizione di
Vampira."
"E come si fa, mi hai preso forse per una maga?"
Ma io non rispondo più e mi lascio cadere nel vuoto dell'incoscienza,
vittima della febbre e di una forza più grande di me.
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