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Il
Labirinto - Cap. 1
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KANDI
E' scesa la notte a Fantasy.
Non ho sonno, mi sento sola.
Guardo le stelle e ripenso a Lyala, la dolce guardiana di Fantasy
morta per mano di un mostro sconosciuto mentre cercava di difendere
Erat, la sua isola, e la Laguna Incantata... ed alla sua buona notte
che non udremo più. |
E ripenso a tanti amici, partiti per avventure
sconosciute sulle navi di quel nuovo porto.
Chissà se avranno scoperto nuove Terre, nuova vita oltre il misterioso
mare infinito, e se torneranno a raccontarlo...
Il vento freddo della notte di fine inverno mi arrossa le guance, e mi
scompiglia i capelli, ma io lo amo, mi fa sentire viva.
Ho voglia di vedere Iante e Druid, chissà se dormono...
Stringo il mantello addosso per non farlo scivolar via, e dentro la mano
la mia frusta magica, il regalo di Iante.
Alzo gli occhi al cielo quasi sperando di veder saettare Kalnar, ma
nessun drago è più a Fantasy da tempo.
Sono nei pressi del sentiero che porta al villaggio sulle montagne, ed
una voce mi fa andare il cuore in gola!!!
"Kandi, ma dove vai a quest'ora?"
E' Kopl, riconosco l'alta figura ed i lunghi capelli annodati.
"Mi sentivo sola, non resistevo più chiusa in casa."
Mi guarda un po' ironico, ed incuriosito: la cima della frusta sta
facendo capolino da sotto il mantello, mi sfiora i piedi.
La ritraggo rapida, non voglio che Kopl ne scopra i poteri, non ancora.
"Vieni, su, accompagnami, stavo andando verso il labirinto a nord di
Egos. Ho visto strane creature aggirarsi nei suoi pressi, voglio
scoprire chi sono.
Nel frattempo parleremo di magia, so che ti piacerebbe saperne di
più..."
Mi guarda malizioso, mi sfida con gli occhi.
Sento la sua mente nella mia, sa che ho paura, ma mi ribello a me
stessa, e con un sorriso accolgo il suo invito.
E' tempo che il coraggio inizi a far parte della mia vita, come si
conviene ad una capovillaggio: devo dimostrare al potente Signore della
Rocca che non ha sbagliato a fidarsi di me.
Mi stringo al braccio che Kopl mi porge, ed ascolto distrattamente le
sue parole.
"...sì, la magia della guarigione..."
Ma l'inquietante visione del labirinto è là, nera contro il nero, ed
inghiotte le stelle dell'orizzonte, e ci stiamo avvicinando sempre più.
Eccola, la strana figura che menzionava il mago!!!
Cielo....che cos'è???
Sono ali, oppure è un ampio mantello spalancato al vento?
Vola, oppure corre tanto rapida da sembrar scivolare silenziosa nella
notte?
E Kopl prosegue, prosegue verso di lei.
Un vago biancore spicca in quel volto buio, ora che il vento ha
riversato indietro il cappuccio che lo avvolgeva.
I denti... lunghi...
Un vampiro!!!
No, è una donna...
Vorrei fuggire lontano, ma Kopl inesorabile prosegue verso di lei... e
non voglio restare sola...
KOPL
Mi guardo attorno, sento che c'è Kandi al mio fianco, ma non riesco a
vederla.
Qualcosa cerca di frugare la mia mente.
Non riesco a vedere niente, ma qualcosa mi dice che devo andare avanti.
Improvvisamente non sento più Kandi al mio fianco, vorrei fermarmi ma
non riesco, devo andare avanti.
Apro la bocca per chiederle aiuto ma solo un rantolo esce dalla mia
bocca.
Mi concentro e scaccio la presenza che sta cercando di controllarmi.
Improvvisamente ritrovo la vista, smetto di camminare e noto una figura
davanti a me.
All'inizio non sembra umana, poi assume le sembianze della mia cara
strega.
Mi volto a cercare Kandi e i suoi occhi: devo leggere la conferma di
quello che sto pensando.
"Sì, lei non è Syb, non so chi sia ma non è niente di buono"
Ci avviciniamo alla figura, io da destra, lei da sinistra.
Estraggo l'ascia e mi preparo allo scontro.
Improvvisamente l'essere inizia a parlare:
"Venite, vi stavo aspettando, il mio compito è condurvi all'interno.
Consideratemi il vostro Virgilio"
ARIEL
Sono arrivata su questa isola da poco.
La nave su cui viaggiavo e bevevo si é distrutta a causa di una tempesta
(che spreco di cibo!).
Ho costruito una specie di baracca dove stare e sono andata a caccia
ma...niente, solo animali!
La sera sono uscita per bere ed ho ucciso un animale, almeno credo sia
un animale dato che non ne ho mai visto uno simile.
Dopo avere bevuto i miei poteri diminuiscono presa come dovrei essere
dall'estasi del sangue, ma questa notte ho preso un animale troppo
piccolo per saziarmi...
E così mi avviai alla capanna quando sentii la presenza di qualcuno.
Costui era ancora troppo lontano per essere visto, ma lo avvertii
chiaramente.
Non era come me, era qualcosa di diverso.
Era umano ma emanava un potere immenso.
Avvertii inoltre qualcos'altro, forse erano due.
Quando erano alla portata del mio occhio ne vidi due: uomo e donna.
Lei cercava in ogni modo di nascondere una meravigliosa frusta.
Decisi, malgrado odi uccidere davanti alla donne, di cibarmi dell'uomo:
li avrei condotti alla cascata e la donna l'avrei fatta smarrire nelle
caverne nascoste dietro la cascata in modo da avere lui tutto per me.
Cerco di penetrare la mente dell'uomo ma riesco solo a scorgere
un'immagine.
Cerco di assumere, tramite il controllo della sua mente, tale forma ma
lui mi scopre.
I due mi accerchiano, lui impugna un'ascia ma, prima che possa fare
qualsiasi cosa, parlo.
"Venite, vi stavo aspettando, il mio compito è di condurvi all'interno.
Consideratemi la vostra Beatrice!".
Li condussi alla cascata e, come ogni volta, rimasi sconvolta
dall'impeto di tale bellezza.
La cascata....mi ricorda tanto il mio perduto amore.
Lui mi parlava spesso di Parmenide e del Panta rei, portandomi come
esempio l'acqua.
Mi ripresi subito quando all'improvviso la donna iniziò ad andare verso
il lago che si raccoglie sotto la cascata e, scalza...
No, non è possibile! Come fa?
Iniziò a camminare sul ruscello. Si fermò proprio al centro e,
tranquillamente, si chinò, raccolse con le mani un po' di acqua e si
bagnò la fronte.
Ma come è possibile tutto ciò?
Che cosa è lei?
Forse lo è anche lui.
Non credevo esistessero esseri dannati all'infuori dei vampiri.
Saranno più forti di me?
Sono in pericolo?
L'uomo era dietro di me e, quando cercò di penetrare la mia mente, mi
girai di scatto e non lo vidi più.
Lo scorsi qualche attimo più tardi a metri più in là da me.
Ma volava o, come me, si muoveva rapidamente?
Ormai non potevo lasciarlo andare, dovevo sapere!
Gli corsi dietro e in un lampo lo raggiunsi.
Lo agguantai da dietro, lo scaraventai in terra, lo girai.
Lui era steso a terra e le mie braccia gli bloccavano gli arti
superiori.
I miei capelli, come presi d'invidia per quella cascata, ricaddero in
avanti sul viso dell'uomo... ringhiai, stavo quasi per lacerargli la
gola quando la vidi.
Sì, la vidi!
Era chiara e potente, la vedevo come vedevo il suolo e la sua gola.
Non avevo mai visto un'aura più potente, e dire che mi capita spesso di
vederle prima di uccidere: é la paura di morire che le fa apparire.
Ma questa era diversa, era piena di calma.
Mi alzai, anche lui lo fece.
Vidi che la donna correva sul lago per raggiungerci.
Mi girai ed incontrai gli occhi dell'uomo, decisi: la verità, la voglio!
Corsi dalla ragazza, ancora un pò spaventata, per aiutarla a tornare
sulla terra.
Inizialmente mi respinse, poi si lasciò prendere in braccio e portare
dall'uomo.
Ci sedemmo in modo che ognuno di noi potesse vedere gli altri due e
rimasi in attesa di una qualche spiegazione.
KANDI
Kopl alza l'ascia all'avvicinarsi della donna, che in un primo tempo
aveva scambiato per Sybil, e lei sembra volerci attaccare.
Ma poi si blocca, quasi interdetta, e decide di cambiar tattica.
La sua voce è dolce, quando ci parla, e ci invita a seguirla alla
cascata.
Gli occhi fissi su Kopl hanno qualcosa di sinistro, che non mi convince.
Chissà se lui le sta sondando la mente, chissà se vi legge del
pericolo...
Ma la seguiamo tranquilli.
La cascata brilla alla luce della luna, ed il laghetto sottostante è
fresco e limpido.
Mi avvio tranquilla verso l'acqua per dissetare la bocca arsa dal vento,
traversando a guado un piccolo tratto che ben conosco, ove affiorano
alcuni grossi massi su cui poggio i piedi con sicurezza. Egos è la mia
isola, non ha segreti per me, almeno fino ad ora......
"Chissà cosa penserà la nostra accompagnatrice" - penso sorridendo - "
forse che cammino sull'acqua..."
Mi giro per vedere la sorpresa nel suo volto, ma una scena mi colpisce
inaspettatamente: la ragazza è china su Kopl, disteso a terra, e lo
fissa con la bocca ancora spalancata.
Spalancata per far che???
Perchè lo aveva afferrato ed atterrato in questo modo?
Ma ora si rialza, dopo un lungo momento, e lascia libero Kopl per venire
verso di me, che nel frattempo sto correndo da loro.
Mi afferra e costringe ambedue a sedere accanto a lei, ha mille domande
da farci.
Il suo nome è Ariel, non dice altro di sè.
Le spiego sorridendo che non sono una creatura misteriosa, ma una
semplice umana, e che sono la capovillaggio dell'isola più bella di
Fantasy, la Laguna in cui ci troviamo.
Ma è l'aura di Kopl, ciò che più la attrae.
Non è un'aura umana.
Kopl...
Non mi ero resa conto di quanto fosse potente la sua magia, e lo scopro
solo ora, dalle parole di Ariel.
Si stava difendendo, Kopl, ma da che cosa?
In un attimo la sua mente è nella mia, e rivivo la scena vissuta da lui
un attimo prima: stava per essere ucciso da quell'essere!!!!
Una vampira, affamata, assetata di sangue, questo è ciò che sta di
fronte a noi!!!
Rabbrividisco ancor più, stringendomi nel mantello, ma Kopl mi
rassicura: non cerca me, ma solo lui, che è un uomo.
Ed è tranquillo.... incosciente, spavaldo e tranquillo, non ha paura.
Mi avvicino a lui un po' di più, e piano piano gli infilo una mano sotto
al braccio, senza che se ne accorga.
La frusta è pronta, nell'altra mano.
Non appena sentirò che siamo davvero in pericolo, la frusta schioccherà,
portandomi lontano, e trascinerò Kopl con me.
E con questa consapevolezza, mi accingo ad ascoltare cosa dirà Kopl ad
Ariel, ed a vedere cosa succederà.
KOPL
Una donna, una vampiro, un'esplosione di potenza.
Ma chi è costei?
Cerca di frugarmi nella mente, cerca di sapere di più su di me.
Mi vuole e farà di tutto per avermi, ma perché?
"Ariel, perché sei qui?" le chiedo, ma lei non mi risponde.
"So che vuoi me, non so perché ma so che mi vuoi.
Chi ti ha detto che sono qui?"
Niente, lei continua a non rispondermi, ed io mi sto innervosendo.
Lei sa qualcosa che non vuole dire, ma l'attraversamento di queste terre
sarà lungo e uno dei due dovrà cedere, ed io non ne ho l'intenzione.
ARIEL
Adesso siamo tutti seduti.
Conosco i loro nomi, li ho letti dentro loro.
Kandi é diffidente.
In una mano stringe la sua frusta, credo mi voglia colpire se attacco
lei o Kopl.
Kopl invece é curioso, vuole risposte con l'insistenza con cui le voglio
da lui.
Sa che lo voglio, ma ignora che ho sete, troppa sete.
Mentre lui continua a pormi domande, lo guardo: é carino.
Ho sete!
I miei occhi si infiammano al solo vederlo.
Gli fisso continuamente la gola: voglio il suo sangue.
Credo che la ragazza se ne sia accorta.
Soffro, non ho bevuto abbastanza.
Poi la salvezza, sento l'odore di un animale: sarà lui la mia cena!
"Aspettatemi qui."
Con un balzo arrivo dall'animale e lo avvento.
Purtroppo entrambi mi vedono, non mi importa.
Kandi ha gli occhi spalancati, Kopl rimane impassibile.
Lo prendo, é mio.
Gli squarto la gola e lo prendo.
Mentre faccio ciò mi stacco dal corpo, sotto forma di aura e raggiungo
Kopl.
Credo che lui se ne accorga, dato che mi guarda muovere.
Intanto il mio corpo beve e beve.
Prima di finire rientro e, come al solito, impiego qualche secondo per
riprendermi.
Una goccia mi ha macchiato il vestito, sarebbe bello averne degli altri!
Torno da loro, mi siedo e inizio:
"Sono arrivata qui dopo una tempesta.
Cosa é questo posto?
E, soprattutto, chi siete voi?
Tu, Kopl, hai grandi poteri ma non sei come me, cosa sei?
Una specie di stregone?
Cosa volete sapere di me, domandate e avrete risposta."
Attesi impaziente le risposte che volevo.
KANDI
Il silenzio è tra di noi, che ci stiamo osservando attentamente, mentre
la mente cerca disperatamente soluzioni e risposte.
Ad un tratto Ariel si alza, corre rapida verso un piccolo animale e ne
risucchia avidamente la vita, dopo averlo azzannato con i poderosi
canini... e poi torna tranquilla fra di noi, macchiata di sangue,
indifferente all'orrore procurato, ripetendo le stesse domande di
prima...
Ancor più stretta al braccio di Kopl, con un filo di voce comincio a
parlare, mentre il Mago tace quasi indifferente ma teso, forse intento a
lottare con quella mente di fronte a noi, che invece d'intimorirlo
sembra che lo affascini.
"Questa è Fantasy, la Laguna Incantata delle Terre dell'Arcano.
La tua nave è approdata al nuovo porto sorto su Egos, la più bella delle
dodici isole dell'arcipelago, in cui ci troviamo.
So chi sei, Ariel: una vampira.
Altri vampiri hanno preso dimora a Fantasy, la loro isola era Este.
Ma nessuno di loro ha recato mai danno o dolore agli altri abitanti di
Fantasy. Vorrai tu fare altrettanto?
Noi ti accoglieremo felici, Fantasy è tanto grande ed il Potente Signore
della Rocca proteggerà anche te."
Lei mi osserva per un lungo momento e risponde:
"Kandi, non ti farò mai del male.... ma io ho fame, e sete, ed ho
bisogno di nutrirmi!!!
Non posso cibarmi di piccoli animali per lungo tempo.
Mi serve sangue umano... maschile...
Questa è la mia natura, non l'ho scelta io.
E Kopl.... Kopl mi piace, mi 'serve'... ho 'bisogno' di lui o morirò
presto.
Io DEVO condurre qualcuno al mio rifugio, al labirinto, e subito!!!"
Sono perplessa.
Vorrei essere lontana da qui, ma so che purtroppo dovremo lottare con
questa creatura per mantenere la pace a Fantasy.
Kopl tace, per ora è al sicuro, i suoi potenti poteri di Mago lo
proteggono.
Ma gli altri?
Dobbiamo seguire questa donna, e non lasciare che si avvicini ad alcun
abitante maschile di Fantasy, mai, o sarà tragedia, finchè non troveremo
un'altra soluzione.
KOPL
Sentire tanta franchezza nelle sue parole mi ha stupito, ma c'è altro a
cui pensare adesso.
Vuole me, o meglio, vuole il mio collo, e poi continuerà finchè non ne
resterà nessuno.
E' un pensiero sconvolgente!
Una miriade di emozioni mi turbinano in testa.
Vorrei ucciderla ma non posso, non voglio.
Non riesco a parlare, vorrei dire qualcosa ma mi risulta impossibile.
"Come puoi pensare di fare questo, lo sai che non ti lasceremo agire
tranquillamente.
Posso impedirtelo, e lo farò se sarà necessario, e Kandi sarà con me,
vero?"
La guardo, leggo il terrore del futuro anche negli occhi suoi, ma leggo
anche la decisione di farla finita se servirà.
DARKSHINING
Erano ore che camminavo, qualcosa in me diceva che il pericolo era
sempre più vicino..ecco che vidi una ragazza succhiare con tanta avidità
e cattiveria un povero animale, mi fermai per un pò ma nel mentre vedevo
Kandi spaventata che guardava con occhi di ghiaccio Kopl.
All'inizio non riuscivo a capire il perchè di tutta quell'angoscia nei
loro occhi, ma piano piano riuscii a sentire le parole di quella
ragazza... riconoscendola con Vampira..come una mia sorella.
Ma nel sentire le sue parole il cuore mi si è spezzato, non avrei mai
voluto che un Vampiro arrivasse a Fantasy per distruggerla lentamente
iniziando proprio da Kopl, e poi pensavo a Kandi, con tutto quello che
ha fatto per me dovevo per forza aiutarla....
così decisi di avvicinarmi a loro.....
Ciao ragazzi,come state?
KANDI
Una giovane donna si avvicina lenta.
La riconosco immediatamente, è Darkshining.
Il Signore della Rocca la mandò da me appena arrivata, per aiutarla nei
suoi primi passi a Fantasy.
Avevo taciuto a tutti la sua vera natura: una Vampira, come Ariel.
Ma lei non avrebbe fatto del male a nessuno, o almeno avrebbe cercato di
non farne.
Ariel si alza al suono della sua voce che ci saluta, e l'abbraccia come
una sorella.
La felicità che prova fa sì che si scordi del collo di Kopl.
Darkshining s'incammina con Ariel verso il labirinto, le sentiamo
chiacchierare fra loro.
Ma non mi è sfuggita l'occhiata complice che mi ha lanciato di nascosto,
sorridendomi.
So che pur provando affetto per Ariel cercherà di tenerla tranquilla, se
ce la farà.
La notte sta giungendo al termine, e già albeggia quando Kopl ed io
arriviamo all'entrata di quell'inquietante luogo, seguendo non visti le
due creature.
Il sole fugherà ogni ombra, fra poco, ed il labirinto non sarà che un
frammento della mia meravigliosa isola.
Ariel e Darkshining riposeranno là sotto, da qualche parte.
Sole?
O qualcun altro è con loro, e divide quella strana... non-vita?
"Andiamo, Kopl" - gli dico - "Dobbiamo avvisare tutti gli abitanti di
sesso maschile. La notte può essere tragica per qualcuno di loro, se non
faranno attenzione e se non li aiuteremo".
Sono tanti, ed anche tanto valorosi.
Chissà se si sarebbero mai aspettati che un nemico così temibile fosse
di sesso femminile...
Ed in attesa che Xar venga a prelevarci per fare il giro dell'arcipelago
torniamo ad Egos, al villaggio, a spargere la voce.
La lotta sta iniziando.
DARKSHINING
La notte era ormai quasi terminata, albeggiava, dovevamo muoverci prima
che il sole bruciasse la nostra pelle.
La strada si era fatta più praticabile e riuscimmo a trovare un
posticino tranquillo per poter passare il nostro interminabile giorno.
Finchè le mie forze mi permettevano di stare in piedi parlai per un pò
con Ariel, le spiegai ciò che è stato il mio travagliato cammino, e del
mio arrivo nella città.
Notavo in Ariel un'aria molto strana, un pò persa...rimase per un pò
zitta e poi mi disse che doveva nutrirsi, e che la sua prossima vittima
sarebbe stato Kopl.
Cercai di spiegarle che non mi sembrava affatto giusto che lei iniziasse
lentamente a distruggere la città e la calma di questo posto, ma
sembrava come se non mi stesse nemmeno ascoltando, quando poi mi disse
che lei aveva sete e che niente l'avrebbe fermata.
La guardai per un pò e le dissi: < Io sono stanca, è ora che riposi la
mia anima... ci vedremo stanotte >
ARIEL
Una vampira, non posso ancora crederci.
La abbraccio tanto sono contenta.
Sapevo che esistevano da qualche parte, ma non credevo che stessero qui.
Ci avviamo verso il labirinto.
Mi parla di lei e come é arrivata qui.
Non l'ascolto, penso a Kopl: lo voglio.
Volli, volli, fortissimamente volli, solo lui.
Chissà quanto potere potrei acquisire dal suo sangue!
Non voglio rovinare la pace che regna in questo posto, la cerco da
sempre.
Ma io devo nutrirmi.
Ah,natura infame che porta a stroncare le cose più belle!
Ma lei é stanca, il suo progenitore temeva il sole e questo si
ripercuote sulla sua natura.
Non le ho detto che non temo la luce.
Ora riposa ed io vago per l'isola sempre sola.
Sento le menti degli abitanti rispondere al messaggio di Kandi.
Mi scambiano per chi sa quale tipo di mostro, ma se potessi non
ucciderei.
Se solo potessi cancellare il mio passato.
Se esistesse un sortilegio che acquieta la mia sete, darei non so che
cosa affinché funzionasse.
Vago e sento, mi spiace: io non sono un mostro.
Non sono un mostro!
Non lo sono.
Corro e corro.
Piango, mi odio.
Odio questa natura.
Mi fermo, mi sono persa.
Rifletto.
Non odio la mia natura, odio la sete che porto con me e la disperazione
nei volti del mio cibo!
KANDI
Velocemente ho raggiunto uno ad uno i miei amici, avvisandoli di ciò che
accade al labirinto.
Druid non è parso preoccupato, ha affrontato ben altri pericoli.
Garet Jax nemmeno, ma tutti gli altri?
Alone, Fleance così giovani... Parsifal...
Ed altri che non incontravo da tempo, Sir Taki, Easy Rider e Dissidio, e
tanti altri...
Forse persino Xar è in pericolo!!!
Xar, misterioso e taciturno, ed incredibilmente sempre presente quando
qualcuno lo chiama.
Come vorrei conoscerlo meglio!
Ma sembra così lontano ed irraggiungibile, anche quando si muove veloce
sul suo traghetto fra i viandanti, anche ora che lo sto guardando...
La nave sta arrivando alla Rocca, ho chiesto a Xar di portarmi là.
Voglio incontrare il Saggio e chiedergli consiglio, perchè non è giusto
nemmeno far del male ad Ariel, lei è rattristata per la sua natura.
Mi inoltro nel Giardino del Mago, ricordando il giorno del mio arrivo
con una nostalgia infinita, e come allora sento muoversi un cespuglio di
fianco a me... non può essere Den....
"Iante!!! Mi hai messo paura, che ci fai qui?"
IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
"Numi d'Olimpo, ma non è possibile, ti ho sempre tra i piedi!" Ancora
una volta davanti a me c'è la piccola Kandi, Shina e Juma la guardano, a
distanza, lei sorride, cercando di sfiorare Galahad, appollaiato sul mio
pugno... il falco si allontana risalendo il braccio.
"Allora, piccola fatina buona, ti ho visto alle prese con i vampiri...
come te la cavi?
Direi che per il momento quello più nei guai è Kopl.... certo, se si
possono definire guai due belle vampire che vogliono saltargli al
collo............. non so, lui come la pensa?"
Il mio sorriso divertito rassicura Kandi, che gentilmente mi si mette di
fianco: "E' proprio questo il problema.... sono venuta qui per chiedere
consiglio al saggio..."
"Quale saggio? Da queste parti ho visto solo un vecchietto malvestito"
Kandi scoppia ridere, la guardo perplessa: "Hai finito?" chiedo
"Credo proprio che sia lui..." mi risponde la fanciulla, rossa in viso.
E sei venuta a chiedere consiglio ad un tipo così..... lasciando da solo
Kopl, se non sbaglio"
Kandi spalanca gli occhi di colpo e mi sfugge un sospiro :
"Ma bisogna spiegarti tutto!"
GIDAN IL CAVALIERE SOLITARIO
< "Godar … amico mio, ormai sono giorni che navighiamo su questa
bagnarola e non vedo l'ora di scendere" > e iniziai a carezzare il suo
simpatico muso.
< "Vado a prendere un po' d'acqua" >
Godar mi guardava.
Salii le scale ed un'onda mi sbatté contro il passamano e la vecchia
ferita dell'ultimo combattimento mi fece talmente male che il dolore in
un attimo mi arrivò al cervello.
Arrivai in coperta, c'era un sole stupendo e il cielo limpido, mi
avvicinai all'albero maestro dove c'erano le botti piene d'acqua dolce.
Presi un secchio e lo riempii.
Nel ritornare indietro sulla mia sinistra scorsi……
< "Terra… Terra" >...
Iniziai a gridare, scesi di corsa le scale per andare da Godar per
portagli l'acqua e per dargli la notizia.
Mentre scendevo incontrai un marinaio, gli chiesi se avremmo attraccato,
con un cenno della testa mi rispose di sì.
Iniziai a prendere lo zaino e la mia spada e rimasi in trepida attesa.
Era ormai notte quando ci trovammo in un piccolo golfo... la luna
illuminava a giorno il mare che sembrava fatto di scaglie di diamante,
il cielo era un tappeto di stelle, una sola brillava più delle altre...
la Stella Amir.
Appena pronti il capitano diede l'ordine di calare una scialuppa. Certo
avevo paura per il mio amico, la piccola imbarcazione avrebbe retto il
suo peso?
Salimmo e la barca iniziò a muoversi paurosamente.. per fortuna la
spiaggia non era molto lontana, il disagio ebbe in breve fine.
Appena sbarcati sulla spiaggia mi guardai intorno e vidi che più verso
l'interno c'era una fitta foresta.
Per la testa mi passarono molte domande, specialmente una mi ritornava
alla mente "che cosa mi dovevo aspettare da questa nuova terra?"
Ormai l'alba era vicina ed il sole iniziava a sorgere potente
nell'immensità del cielo.. comunque decisi di riposare un po' sotto
un'enorme quercia, lasciai Godar libero di muoversi.
Il riposo ritemprò le mie ossa e decisi di avventurarmi nella foresta.
Chiamai Godar con un fischio e lui arrivò subito, anche lui si era
riposato ed era felice di aver messo piede (zoccolo) sulla terra ferma.
La foresta all'inizio era veramente impenetrabile e dovetti farmi spazio
con la mia spada fino a trovare un sentiero .
Adesso il problema è da che parte andare... a destra o a sinistra?
Decise Gondar, iniziò a camminare verso destra ed io non feci nulla per
trattenerlo.
La foresta era veramente calma…… forse di una calma apparente, ma si
stava bene era tutto tranquillo.
Ad un tratto il sentiero si aprì in una piccola radura, vidi per terra
un piccolo animale apparentemente morto.
Scesi da cavallo per vedere meglio……mi avvicinai …….
Poverino era morto , ma c'era qualcosa di strano.. sembrava come se
qualcuno gli avesse succhiato tutta l'energia vitale, mi chiesi chi
avrebbe potuto fare una cosa simile.
Un po' in là vidi delle impronte….. le contai, erano di quattro persone
….. persone... adesso l'ho detta grossa... sicuramente dei bipedi, ma
non posso affermare che erano degli umani.
Le impronte si dividono.
Adesso che cosa fare?
Pensai di seguirle per vedere chi erano .
Ormai era quasi l'imbrunire e pensai che era tempo di trovare un posto
per la notte.
Mi spostai un po' oltre la radura e vidi in lontananza due figure che si
alzavano come se avessero dormito……………
ARIEL
Si avvicinava l'ora del vespro ed io dovevo tornare al rifugio da Dark.
Lei era in procinto di risvegliarsi quindi mi misi il mantello e attesi
che aprisse gli occhi.
Le ci volle un pò per riprendersi e, quando fu lucida, mi chiese:
"Come mai già sveglia?
Non hai riposato bene?"
Potevo dirle che non temo il sole?
Non risposi.
Le porsi la mano per alzarsi e le proposi di incamminarci verso il
bosco.
Durante il tragitto le raccontai del mio "padre oscuro" e lei mi ascoltò
attentamente.
Prima che finissi Dark si fermò, lo sguardo dritto davanti a sè.
Mi voltai e scorsi una figura maschile che ci osservava.
Ero talmente presa dal racconto che non badai tanto alle sensazioni che
avvertivo e, se non fosse stato per Dark, me ne sarei accorta molto
tempo dopo.
Volevo farmi bella agli occhi della mia compagna così la guardai dritto
negli occhi.
Lei comprese subito cosa volevo fare ma non disse nulla, sapevo comunque
che mi avrebbe fermata prima di morderlo.
In un attimo scomparve ma la sentivo chiaramente.
Rimasi lì ferma a scrutare la mente dell'uomo concentrata su di me e
lessi chiaramente il nome: Gidan.
In un attimo fui dietro di lui e gli coprii gli occhi con le mani.
Tentò, anche con la forza, di liberarsi da me ma gli dissi dolcemente di
calmarsi.
"Ciao, Gidan.".
Mi prese la mano e ci trovammo faccia a faccia.
Iniziai ad accarezzargli il viso, il collo, le braccia e l'ampio torace.
Ben presto cominciai a baciarlo.
Mi abbracciò ed io scesi verso il collo.
Come spesso faccio, gli graffiai un pò il collo per assaggiare il suo
sapore.
All'improvviso l'aura si espanse, azzurro intenso.
La fissai...era un cavaliere, l'aura era piena di coraggio,
determinazione e valore.
Persa nell'abbraccio, cominciai a ricevere delle immagini.
Erano inizialmente indistinguibili e man mano divennero chiare.
Vedevo persone morte, altre in fin di vita: era una guerra.
Lo vidi, era lì, proprio lì.
E stava combattendo.
Lo lasciai e fissai il nulla persa nelle immagini.
Quanto orrore e nei suoi occhi coraggio e onore.
Cominciai a sentire le voci in agonia.
Rivivevo la feroce battaglia.
"Noooo": Camminai all'indietro e sbattei contro un albero.
"Basta!". Mi portai le mani alle orecchie, era orribile!
Confusa tra le immagini, barcollai nel bosco.
Vedevo i corpi straziati venirmi incontro, li abbracciavo ma erano in
realtà solo alberi.
Di colpo mi fermai, alzai lo sguardo, mi voltai e lo vidi di fronte a
me.
Mi avventai su di lui intenta ad ucciderlo e sentii la voce di un
bambino che piangeva la morte dei genitori e capii che ero come lui: sì,
eravamo entrambi due mostri!
Lo scaraventai contro un albero.
Si rialzò e con furia prese urlando la spada, la fece roteare sulla
testa e, fendendo l'aria, la lama si avviò verso la mia gola.
Vivevo tutto ciò con lentezza: lentamente estrasse la spada che poi
altrettanto lentamente fendeva l'aria.
Chiusi gli occhi, in fondo era giusto che finisse così.
Ma la lama si fermò, ero ancora viva.
Aprii gli occhi e vidi la mano di Dark sulla lama.
FLEANCE
Per un attimo ho temuto che quella lama arrivasse al collo della
vampira.
Da quando sono qui non è successo nulla che attirasse particolarmente la
mia attenzione.
Ho spiato per un po' mio fratello ma in questi giorni è un fascio di
nervi per via dei nuovi arrivati, specialmente le presenze oscure: la
sua parte nera le percepisce come possibili alleate mentre quella bianca
come nemici mortali.
Comunque è meglio stare alla larga da lui.
Ieri girovagando ho assistito nascosto dietro ad un albero all'incontro
tra quella meravigliosa creatura ed il cavaliere.
I vampiri, che esseri affascinanti...sono quelli che mi interessano di
più per i miei studi e quelli di cui conosco meno.
Se l'altro vampiro non avesse fermato la lama l'avrei fatto io, non
potevo permettere che mi uccidessero sotto gli occhi quell'esemplare..
Lo devo incontrare...tutti e due...ma dove?
Esiste un luogo dove cavalieri e maghi non possono intervenire..ho
bisogno di tempo per studiarle, per capire le loro emozioni....
ILUNA
E' stato terribile.
Avevo seguito Fleance...
E anche io ero dietro ad un albero....non avevo mai visto un vampiro
attaccare..mi si è gelato il sangue...ma quella vampira ha uno sguardo
umano, non sembra il demone che è in realta'.
Voglio parlare con lei...voglio esserle amica anche se con Fleance e le
sue manie e Alone ed il suo iperprotettivismo non mi sara' facile.
IANTE
"Quanto chiacchiera questa ragazza!"
Una volta allontanate dalla Rocca Kandi ha aperto bocca e...non l'ha più
richiusa!
Così, con un sorriso distratto l'ho ascoltata finora, ma.... uno strano
quadretto mi convince finalmente a fare ciò che desideravo: tapparle la
bocca.
Un uomo.
Dietro un albero.
E una donna.
Anch'essa dietro un albero.
Sollevo un sopracciglio, divertita, e mi avvicino alla ragazza, che
sobbalza quando le sfioro una spalla:
"Cos'è, un nuovo gioco?"
ILUNA
Sì...nuovo gioco: a chi si prende per primo un infarto.
Oddio, pensavo d'essere sola.
E questa ragazza da dove sbuca...Iante!!!
E ora che le dico???guardo in direzione di Fleance e mi accorgo con
sollievo che non si è girato verso di noi (anche se è davanti a me di
poco è talmente assorto che...).
Faccio segno a Iante di seguirmi e ci allontaniamo un pochino.
E ora le spiegazioni.
"Ehm...Senti, per prima cosa non dire nulla di questo a mio fratello
...sai, ho la predisposizione a ficcarmi nei guai e lui è così
apprensivo..
Quando avevo detto ad Alone che andavo a fare una passeggiata mi aveva
piantato in faccia i suoi occhi viola sospettosi...figurarsi..."
"Iluna, non dirò nulla ma voglio sapere cosa facevate lì dietro..."
Schietta e decisa.
Non mi lascia modo di cavarmela con i miei famosi giri di parole..
"Iante, stavo guardando quella Vampira e quel nuovo arrivato.. Gidan..."
Iante mi guarda intensamente...La sua curiosità è al massimo..
"Ritorna vicino all'albero e vedrai..."
KANDI
L'arrivo di Iante mi ha impedito di raggiungere la Rocca come avrei
voluto.
Non riuscirò mai a spiegarle ciò che lega gli abitanti di Fantasy a
questo vecchio Saggio, lei è "libera"...
Non appartiene del tutto a questo mondo: è una semidea, in bilico fra la
Terra ed il Cielo, dove un giorno forse tornerà, con tutti i suoi
fratelli.
La sua irriverenza nei confronti di Abel mi diverte, rimando volentieri
la mia "missione" e la seguo.
Inizio a raccontarle di Hajra, una maga che ha vissuto per un po' a
Fantasy e poi se n'è andata, lasciandomi però un dono.
E' un falcetto magico.
Hajra disse che mi avrebbe protetta dai Demoni, ma non so come agisce nè
quanto potere ha.
Forse può essermi utile contro i vampiri, se essi sono Demoni.
Iante è distratta, mi ascolta a malapena.
D'un tratto mi zittisce, ha scorto qualcosa o qualcuno dietro gli
alberi: due ragazzi, uno dietro ad un tronco e l'altra nascosta poco più
lontano.
Si avvicina silenziosa alla ragazza, e la fa sobbalzare di colpo quando
le rivolge la voce all'improvviso.
Sono due giovanetti, due fratelli, Iluna e Fleance, e sono lì
all'insaputa l'una dell'altro, entrambi affascinati dai vampiri.
Già, perchè poco più in là c'era uno scontro, a cui essi hanno
assistito.
Ariel ha assalito Gidan, che si è difeso roteando la spada, e per poco
non la uccideva, se Dark non avesse bloccato la sua lama.
Iante lascia Iluna e si avvicina ai tre, credo che sia la prima volta
che incontra le due vampire.
Non le teme, ovviamente, e le sta studiando con interesse, mentre Juma e
Shina trattengono a stento la voglia di balzar loro addosso.
Gidan ansima leggermente, ed abbassa la spada malvolentieri.
Si passa una mano sul collo e la ritrae sporca di sangue.
"Non è nulla, solo un graffietto" - gli dico.
Per questa volta è ancora uno di noi, ma fino a quando?
Forse Iante troverà il modo di annientare Ariel, ma io comprendo di
nuovo ed appieno quanto questa donna sia pericolosa per gli uomini di
Fantasy.
Non posso aspettare più.
Corro a casa a prendere il falcetto di Hajra, lo farò vedere al Saggio.
Egli è un mago, saprà riconoscere i suoi poteri ed indicarmi come meglio
usarlo.
Mentre sto per raggiungere il vascello di Xar, una figura mi blocca il
passo...
ARIEL
"NO, non é giusto!", sussurrai.
Non eravamo soli.
Vidi una ragazza avvicinarsi.
Qualcosa di nuovo: Iante, ecco il di lei nome.
La tigre mi ringhiava contro mentre le due ragazze cominciarono a
parlare:
"Perché glielo hai lasciato fare?"
"Non posso obbligarla...".
Guardai Gidan, ansimava ancora.
Male, stavo male.
"I miei occhi!".
Non vedevo, la mia testa girava e i sensi mi abbandonavano.
"Aiuto", dissi in un sussurro.
Barcollai a fatica e caddi a terra.
Cercai invano di rialzarmi ma ogni volta ricadevo a terra.
Mi oggettivai e ritrovai la vista, mi guardai intorno: la tigre fiutava
la mia presenza, le ragazze discutevano animatamente e Gidan era un pò
intontito.
Guardai il mio corpo lì disteso in terra: cosa mi succede?
A pochi passi dal mio corpo c'era un albero.
Ritornai in me e, facendo appello a tutte le forze che mi rimanevano, mi
alzai e voltai le spalle agli altri.
Ricordando cosa avevo visto astraendomi, camminando dritto davanti a me,
compivo grandi cerchi con le braccia cercando la mia ancora.
Finché la trovai e fui felice.
Mi ci aggrappai con tutte le mie forze ma ricaddi ancora a quella terra
che ormai conoscevo bene.
Appoggiai le spalle alla corteccia e cercai di vedere e udire qualcosa:
NIENTE!
"Insomma, sono un vampiro: SENTI!", mi ordinai.
Richiusi gli occhi e rimasi in attesa.
Non eravamo soli (i miei sensi stanno peggiorando), vi erano anche due
ragazzi nascosti tra gli alberi più in là.
Cominciai a sentire i pensieri di tutti, mi scoppiava la testa, troppa
confusione.
Tra le voci divenne più chiara quella di un bambino, lo stesso che avevo
visto quando ero col cavaliere.
Mi chiamava: "Ariel, guardami. Sono qui per te.".
Ed era vero, aprendo gli occhi lo vidi: gran bel bambino.
"Mi vuoi? Vuoi le risposte che cerchi?"
"Sì".
E fu il buio, una risata e più niente.
Credo che svenni poiché mi risvegliai in una capanna con Dark che mi
scuoteva.
Ero intontita.
La perdita delle forze non era dovuta alla fame, che mi é successo?
Cosa o Chi era quel bambino?
GARET JAX
Un raggio di sole che veniva dalla finestra.... una sveglia strana per
un guerriero abituato a notturni corni di guerra e al rumore battagliero
del ferro contro ferro.....
Ma tante cose erano cambiate da quando ero arrivato a Fantasy.... e non
avrei mai voluto cambiare quel mio stato.... troppo saporita era la pace
per chi aveva vissuto fino a poco prima di guerra....
Eppure gli uccelli non cantavano quella mattina... il sole si era alzato
da poco, e tutto era immerso in un silenzio innaturale.... in un
silenzio timoroso..... come quando nevica... ma non poteva aver nevicato
a Fantasy....
Si vestì e uscì fuori....
Avevo deciso di non andare troppo lontano da quelli che erano diventati
i miei amici.... in special modo da Kandi..... che mi aveva aiutato a
trovare un posto in quel mondo.... e soprattutto da Sybil.... un bacio
ancora in sospeso.... ma per ora era meglio così....
Mi ero piano piano abituato alla monotonia delle giornate...
Ora sapevo apprezzare la normale routine quotidiana... anche se il
rumore della battaglia un poco mi mancava....
Era molto che non sentivo l'odore del sangue di un mio nemico... che non
provavo quella sensazione di invasamento totale che si prova dopo una
vittoria.... e un poco mi mancava.... l'avevo nel sangue ormai...
Andai alla ricerca della mia amica... uscii di casa e presi Amberle, che
mi diede il buon giorno con un leggero tepore che emanava dalla sua
elsa....
Come potevo dimenticare il mio primo amore se esso continuava a vivere
nella mia spada?...... sentivo che c'era qualcosa che non andava....
volevo delle spiegazioni.... continuai a girare fino a che non trovai
Kandi... ed ero sicuro che aveva qualcosa da dirmi.....
GIDAN
Era quasi riuscita ad infilare i suoi bei dentini nella carne per poi
impadronirsi della mia vita.
Se l'altra non avesse fermato la mia spada forse....
Mi avvicinai a Godar per prendere dalla sacca un fazzoletto per
asciugarmi il sangue e mi girai per vedere chi c'era , ma non vidi più
la mia assalitrice...chissà dove era...
Avevo ancora molta adrenalina nel mio corpo, aspettai un attimo, prima
di tornare verso il luogo del fattaccio dove c'erano due persone.
Presi un bel respiro a pieni polmoni per quietare la mia rabbia.
Le due parlavano fra di loro sentii i loro nomi: Iante e Dakshining.
Intervenni nel loro discorso
"Volevo ringraziarti Dark perchè hai fermato la mia spada, non bramo di
uccidere, ma l'istinto si è impadronito di me."
Mi guardò... i suoi occhi non erano malvagi, ma c'era qualcosa di
strano, l'altra invece emanava una energia speciale...........
anche il mio amuleto datomi al momento della mia partenza dal Mago del
Bosco emanava una luce azzurrognola, non mi era mai capitato.
Più in là verso gli alberi girava un esemplare stupendo di tigre.... mi
chiesi di chi poteva essere......
Mi rivolsi a Iante
"Mia Signora sono da poco in questa terra e siete i primi abitanti che
incontro.... dove mi trovo? e come si chiama questo mondo?"
e Lei mi disse..............
IANTE
Fantastico, questo se ne va in giro per il mondo e non sa dove
cammina....
Rivolgo uno sguardo divertito al cavaliere:
"Sei su una delle isole di Fantasy, e direi, così a occhio, che mi stai
sanguinando sulla tunica.
Niente in contrario, sai, ma non sono solita lasciarmi sporcare gli
abiti dagli sconosciuti..."
Sorrido al cavaliere, perplesso:
"Coraggio, dunque: sei stato attaccato, vedi di darti da fare, visto che
non hai intenzione di uccidere la bella vampira....."
Un'ultima occhiata.
Poi, chinandomi per passare sotto una frasca, seguo la tigre nella
boscaglia, lasciandomi il luogo dello scontro alle spalle.
KANDI
"Ciao, Garet, mi hai quasi spaventata!!!"
Garet Jax è di fronte a me, con gli occhi un po' tristi come sempre, e
la sua adorata Amberle stretta fra le mani quasi fosse un'inseparabile
amante.
"Garet, un pericolo incombe su Fantasy... anzi, più precisamente sugli
uomini di Fantasy!!!
Ariel, una vampira appena giunta fra di noi, si nutre del vostro sangue.
Finora chi è stato attaccato si è difeso, ma non so se questo avverrà
sempre."
Incredulo, mi chiede maggiori spiegazioni, e gli racconto gli episodi
accaduti.
Non è spaventato, ma stringe l'elsa della spada, che subito s'accende di
una pallida luce rossa.
E si accende una luce anche nei suoi occhi.
In fondo Garet è un guerriero, non poteva durare a lungo il suo
riposo... e la voglia di combattere di nuovo sta impossessandosi di lui,
a poco a poco, mentre io narro.
Ah, questi uomini, non capirò mai perchè amano tanto lottare!!!
Ma io devo andare a casa, a prendere le uniche armi che possiedo: la
frusta di Iante ed il falcetto di Hajra, che ancora mi è sconosciuto.
E devo cercare in fretta un Mago, che mi insegni ad usarne i poteri.
Xar spiega le vele al vento, e nel tragitto gli parlo di Ariel.
Il misterioso viso muta lievemente d'espressione, ammiccando.
Lo sa, dovevo immaginarlo!!!
Ed ovviamente non ne ha paura. Chissà chi è veramente...
Egos, è sempre con un brivido di gioia che i miei piedi toccano il suo
suolo.
Corro a casa, prendo le armi e chiedo di Kopl, lui è un Mago.
Xar ci dice d'averlo accompagnato a Prin, al mercato, e sempre seguita
da Garet mi faccio condurre là.
Lo troviamo alla locanda, davanti ad un boccale di birra dei nani.
Ha raccolto intorno a sè un gruppetto di gente, e racconta la sua
avventura con la vampira, quasi divertito per l'orrore che suscita nei
presenti.
Incosciente come al solito!
Guardo i presenti: molti visi conosciuti, altri nuovi.
"Bene" - penso - "E' ora di far conoscenza con tutti."
SkyWalker e Blue Shadow corrono qua e là con le bevande, mi accolgono
con un thè caldo ed un sorriso.
C'è un posto libero accanto a Shaman, il Guardiano della Fonte dei
Sogni, che sembra aspettare proprio me...
ALONE
Ormai sono ore che sto cercando mia sorella.
Ma dove può essere andata..
Ed io dove sono capitato?
Davanti ad una locanda?
Entro e dò un'occhiata ai presenti..da una parte c'è un gruppetto di
persone che sta ascoltando incantato un uomo...mi avvicino..ancora
quella fitta alla testa ..deve essere un mago...sta raccontando la sua
avventura con un ..VAMPIRO????
Ecco, ci voleva anche quella...ora sono davvero molto preoccupato e il
fatto che con Iluna ci sia Fleance peggiora le cose...
Forse posso chiedere al mago ma..no è troppo impegnato nella sua
narrazione..
Com'è diverso dai maghi che ho sempre incontrato e com'è diverso da
me... tanto socievole quanto io sono riservato, ma mi è stato insegnato
cosi'.
Mi giro...seduta ad un tavolino c'è Kandi che parla con un uomo che non
conosco..
Forse lei mi sa dire dov'è Iluna..."Salve Kandi...".
KOPL
Da quando il Sume's Pub rifornisce Prin, la birra al mercato è migliore.
Ti fa sciogliere la lingua.
Ma ne avevo bisogno anche per dimenticare quello che sapevo: sterminare
la razza umana, incredibile!
Iniziai a parlarne con gli avventori (proprio avventati per andarci) del
locale, ma dopo poco capii che le prendevano per follie di un ubriacone.
Non sapevano ciò che stava per abbattersi su di loro e non volevano
credermi.
In effetti non mi credo neanch'io.
Improvvisamente scorsi Kandi farsi largo tra la folla.
Cercava me, dovevamo andare.
Lanciai una moneta al cameriere e mi alzai per andarmene.
Sulla soglia della porta una mano mi prese il braccio facendomi voltare.
"Non basta per pagare tutto quello che ha bevuto signore!"
Guardai il ragazzo, un mingherlino che non riuscirebbe a tenere in mano
una spada, lo fissai negli occhi e avvicinandomi al suo orecchio
sussurrai:
"E' la tua mancia, io qui non pago. Se non ti va bene costringimi" e
giratomi mi allontai.
KANDI
Shaman sembra aver bevuto più del necessario, sta borbottando qualcosa
di Ariel, di un'ipotetica notte passata insieme.
Evidentemente le parole di Kopl hanno avuto effetto anche su di lui.
Speriamo che sia abbastanza saggio da sapersi difendere, quando si
riavrà dalla sbronza.
Garet s'è allontanato, sembra cercare qualcuno... forse Sybil, la sua
amica strega.
Un ragazzo mi si avvicina, giovane e timido (almeno all'apparenza)
"Salve Kandi, io sono Alone. Tu non mi conosci, sono appena arrivato a
Fantasy con i miei fratelli, Iluna e Fleance.
Sono più giovani di me, e sempre in cerca di guai, ed io non li trovo
più..."
Così dicendo, fissa il falcetto magico con attenzione, ha capito che
emana un'energia speciale.
Allora questo ragazzo dev'essere anche lui un Mago!!!
"Li ho visti" - gli rispondo - "Erano nel giardino del Mago, nell'isola
della Rocca, e stavano assistendo di nascosto ad uno scontro. Ma non
erano in pericolo, Iante pensava a loro."
Non ho il coraggio di dirgli che guardavano Ariel, si preoccuperebbe
ancor di più.
Ad un tratto Kopl mi scorge, capisce che sto cercando lui e mi si
avvicina, lanciando una moneta sul tavolo.
Alone lo trattiene, discutono un po' sul prezzo della birra bevuta da
Kopl, ma comprendo il vero motivo della disputa.
Probabilmente si sono riconosciuti, ambedue Maghi, e si sentono un po'
antagonisti.
Ma non è questo il momento di misurarsi, bisogna invece unirsi contro il
pericolo.
Il falcetto magico è nelle loro mani, ma non sembra un'arma potente a
loro, che sono padroni della materia.
Ma io potrò usarlo per difendermi dalle magie minori, in futuro.
Un po' delusa, lo ripongo nella tunica, ed intanto chiedo loro di
unirsi, e cercare altri Maghi a Fantasy, per difendere i più inermi
dall'insaziabile sete di Ariel.
In cuor mio spero di trovare un modo per farlo senza doverla cacciar
via, o doverla uccidere.
Nella mente ancora quel pensiero, che non mi abbandona... parlare col
Saggio.
In fondo, era il Mago più potente di queste Terre, un giorno.
Non può aver dimenticato tutto, il suo grimorio "viveva", quando lo
riportai nelle sue mani...
SHAMAN
Ingenua Kandi -pensa Shaman dal suo posto...
Scommetto che anche lei ora mi crede ubriaco... bene... significa che ci
sono cascati...
Non è molto corretto ma come dice il proverbio: per ingannare il nemico
devi prima ingannare i tuoi amici...
Meglio che non sappiano i miei progetti per ora...
Mi limiterò a pedinarli senza dare nell'occhio... fino a quando alle mie
spalle, cogliendomi di sorpresa, mi si rivolge una voce maliziosa:
"Hai finito con la commedia adesso, Veste Rossa Shaman?
Non pensavi di ingannare anche me vero?"
Mi volto e in quella voce riconosco...
FLEANCE
Ma cosa ci fa mio fratello sulla porta di questa locanda.
Ha una faccia..
E quello là chi è?
Un mago...
Un altro...se continuo a fare di questi incontri avrò mal di testa
perennemente...
"Che sorpresa Al, che ci fai qui?" gli chiedo.
Alone si volta di scatto verso di me...è parecchio arrabbiato, lo vedo
dai suoi occhi.
E' come papa': quando qualcuno li fa incavolare i loro occhi diventano
neri (a me non succede. uffa... Io me li devo tenere così come sono!).
A volte vorrei conoscere i pazzi che li fanno alterare per
complimentarmi per il loro coraggio
"Mi diverto.."
" Litigando?"
Dimenticano tutti che so leggere il pensiero...mi tengono molto in
considerazione in famiglia!!!!
"Piccolo spione...sì, litigando...con quel ...mago..se lo è...allearmi
con lui mai!
Mi spiace per Kandi ma non lo sopporto!!"
"Non sopporti mai nessuno (ma questo è meglio non dirlo)
"Ma cosa ti ha chiesto Kandi??"
All'improvviso Alone mi afferra per un braccio
"Andiamo "
"Dove?"
"Ti spieghero' tutto, ora chiudi il becco!!!
A proposito, dov'è Iluna?" mi chiede mentre si butta all'inseguimento di
quell'altro...
Che giornata stressante...!!!
PARSIFAL
Volo sul mio destriero ed arrivo fin da Kandi, sperando di poter
incontrare questo maestro della notte, Ariel...che sembra diversa dagli
altri vampiri che ho incontrato nella mia esistenza.
A distanza sento vicino a Kandi l'essenza di Alone e Kopl, spero non mi
creino problemi...ormai sono arrivato, il tempo di un sussurro.
Sono arrivato davanti alla locanda...scendo dal mio destriero, e dando
una carezza sulla sua criniera gli dò il permesso di curiosare per il
posto.
Sento molta gente dentro, aure che non avevo mai sentito, animi nobili
ma anche gente inaffidabile.
Prima di entrare mi assicuro che il mio mantello di velluto nero, tenuto
solo da una spilla d'argento a forma di calice con incise sopra delle
lettere, copra tutta l'armatura per evitare sguardi indiscreti... non
che li tema, ma per evitare scontri e timori inutili...
Entro e vedo gente che ascolta un cavaliere narrare una storia, il
locale è pieno, non tutti sono concentrati sul racconto... a distanza la
vedo... è lei, sono sicuro...
Mi avvicino a lei e prendendola per mano le chiedo anche se già conosco
la risposta:
"Dolce dama, è lei Kandi? Ho viaggiato a lungo..."
GARET JAX
Nella locanda di Kopl capii tutto quello che era successo..... ma c'era
una cosa che non capivo... come potevano stare lì tranquilli.... mentre
tutta la popolazione di Fantasy correva un rischio così grande....
Kopl si sollazzava raccontando quello che gli era successo.... forse non
capendo fino in fondo quello che significava la venuta di bestie simili
ai vampiri....
Ero impaurito.... per la prima volta nella mia vita avevo paura....
perché sapevo di trovarmi di fronte a qualcosa che forse non ero in
grado di combattere....
Infatti se Amberle aveva funzionato con Dissidio era perché lo aveva
messo di fronte alla sua natura.... la sua parte buona non aveva retto
alla distruzione che aveva provocato la sua parte cattiva e quell'attimo
di indecisione gli era stato fatale....
Ma contro i vampiri Amberle non sarebbe servita a molto.... essi erano
consapevoli di essere creature del male.... e non avevano una parte
buona su cui fare leva....
Finchè il sole restava alto eravamo al sicuro.... ma chi avrebbe dormito
più con tutti e due gli occhi chiusi di notte?
Non ero sicuramente un paladino della giustizia che se ne va in giro a
mettere la propria vita a repentaglio per fare del bene all'umanità....
ma quel male che forse ora eravamo ancora in tempo per fermare forse un
giorno, rinforzato dal sangue di innocenti, sarebbe venuto a bussare
alla mia porta... e io non sarei di certo riuscito a tenere la porta
chiusa....
Mi avvicinai a Kandi e le dissi quello che pensavo e le chiesi di
accompagnarmi dove avevano visto quegli esseri, e lei acconsentì.....
poi a gran voce parlai a tutti i presenti.... chiedendo a chiunque
avesse il coraggio sufficiente per farlo di seguirmi..... ci fu un poco
di silenzio.... e poi.....
KANDI
La locanda è piena di gente che va e viene, non ricordavo d'averla mai
vista così affollata.
E' giunto anche il giovane fratello di Alone, ora, lasciando la sorella
chissà dove.
Alone è fuori di sè, ma non c'è motivo di preoccuparsi: Ariel non farà
male ad Iluna, lei vuole solo uomini.
"Dolce dama, è lei Kandi? Ho viaggiato a lungo... Il mio nome è Sir
Parsifal".
Una mano prende la mia, facendomi sobbalzare.
Mi giro per vedere chi è. Un giovane mi sta di fronte, un lungo mantello
nero tenuto da uno strano fermaglio ricopre tutta la sua figura.
"Sono io, Cavaliere", gli rispondo sorridendo, rassicurata dal suo
sguardo quieto e deciso.
"Sono giunto fin qui guidato da strane vocii che parlavano di un
vampiro, ed ho pensato che il popolo di Fantasy aveva bisogno del mio
aiuto."
Annuisco senza riuscire a rispondergli, perchè in quel momento arriva
Garet.
Ha deciso di recarsi al Labirinto, a scoprire finalmente chi si cela là
dentro.
Forse ha ragione, è meglio affrontare il pericolo, piuttosto che
attendere di subirlo.
Eccoci fuori, dunque, pronti a partire.
Con Garet e me ci sono Kopl, Parsifal, Alone e Fleance, non so se
qualcun altro vorrà seguirci, ma non possiamo indugiare oltre.
Un ultimo sguardo verso la locanda mi mostra Shaman, che non sembra più
molto ubriaco, che parla con qualcuno, sorpreso... ma non vedo con chi,
i miei compagni sono già sul vascello di Xar.
Il traghetto lascia Prin, allegra e rumoreggiante, e così
rassicurante...
Rotta verso Egos, verso il Labirinto e verso l'ignoto.
ARIEL
Eccomi qui, non so dove sono.
Dopo essere scappata ho corso così veloce che non so più tornare
indietro.
Davanti a me una meravigliosa spiaggia.
Approfitto dello splendido sole per sdraiarmi sulla sabbia.
Il sole mi scalda e l'acqua mi accarezza i piedi.
All'improvviso il disegno sul mio corpo inizia a bruciare ma non mi
preoccupo, succede sempre quando i miei poteri si dilatano.
Così languidamente ad occhi chiusi, rimango in ascolto.
Una moltitudine di voci si accalca, ne isolo una: é Kopl.
Racconta del suo incontro con me a persone incredule.
Il suo tono orgoglioso mi fa sorridere.
Ora tocca a Shaman: racconta di noi a Kandi.
Quest'ultima parla di me ad un combattente, sento in lui un grande
ardore.
Ma il disegno brucia la mia pelle perlacea, le voci si fanno sempre più
forti e cattive: "....é un pericolo per tutti noi...dovete ucciderla...non
so che fare: ucciderla o cacciarla..".
Tali pensieri mi preoccupano ma sono troppo rilassata per curarmene.
Ma il disegno é un fuoco, brucia!
Sono costretta ad alzarmi la veste per vedere cosa succede quando di
colpo si fredda.
Sollevata dal fastidio volto lo sguardo alla distesa verde subito prima
della spiaggia e scorgo un uomo.
Strano, non ho avvertito niente.
I tratti sono familiari: alto, slanciato, capelli rossi e occhi verdi,
indossa una tunica nera che gli copre tutto il corpo e una sacca a
tracolla.
Mi parla:
-"Occhi dolci vieni da me!"
No, é impossibile!
In un momento i miei occhi si riempiono di lacrime che cerco in ogni
modo di asciugare con le mani.
-"Amore,vieni a me.", continua.
-"Kruje, sei tu?"
-"Perché c'é qualcun'altro che ti chiama occhi dolci?"
Incredula e barcollante mi dirigo verso di lui e lo stringo.
Un abbraccio lunghissimo.
Lui sorridendo gioca con i miei boccoli mentre io, ancora abbracciata a
lui, piango senza fine.
Piango tutte le lacrime che per secoli ho cercato di nascondere, di
dimenticare.
Ma come posso dimenticare?
Il mio amore, mio padre!
-"Non piangere occhi dolci, parlami: é tanto che non sento la tua voce."
Allora mi allontano dal suo corpo.
Lui, come usava fare, si avvicina al mio viso, bacia una lacrima e
smetto il mio pianto.
-"E' possibile! Perché non ci credi Ariel? Sono qui, davanti a te. Mi
stai guardando.-
Mi legge nel pensiero
-Certo che ti leggo nel pensiero.
Non sono più un vampiro, ricordi? Ora sono uno spirito."
-"E come posso dimenticare. Tu, la mia unica ragione di vita. Ma come,
come?"
-"Non sei cambiata affatto, sempre spiegazioni. Vivi quello che ti sta
accadendo: non posso rimanere per molto tempo!"
."No!- gli urlo -Tu devi restare con me, me lo devi. Perché Coma ti ha
ucciso! E' un bastardo! Quando lo troverò avrò la mia ven..."
Mi interrompe con un bacio.
Le lacrime bagnano il mio viso ma il pianto non é il mio: é lui!
Durante la nostra vita passata assieme l'ho visto piangere due volte:
quando mi ha creata e mentre moriva tra le mie braccia.
-"Perché piangi?"
-"Sono qui per un motivo preciso: é tempo che tu conosca la verità!
Vieni vicino a quest'albero."
Avevo dimenticato la sensazione che dava il suo sguardo languido.
Lo adottò con me nell'ultimo periodo prima di essere ucciso, il periodo
più bello, poi la catastrofe che mi fece ciò che sono ora.
-"Tieni, questo é per te"... si toglie la borsa e ne scopre il
contenuto: dei vestiti, un libro di filosofia e un paletto di legno.
Avverto il pericolo causato dal paletto...
-"Mettilo via. Perché mi hai portato in dono un paletto?"
-"Impaziente amor mio, aspetta che ti racconti.
Poi deciderai quando e contro chi usarlo."
-"Bene, allora inizia pure. Ti ascolto"
Mi piace ascoltare la sua voce: é dolce, suadente ed enigmatica.
-"Ti ricordi il giorno in cui ti creai? Fu il giorno più duro di tutta
la mia esistenza: dover condannare te, la mia amata, all'eterno oblio.
Che cosa brutta.
Ma tu lo volevi ed io non potevo rifiutarmi di dare sollievo al tuo
patire.
Eri così giovane e bella, la vampira più bella che avessi mai visto.
Quante volte abbiamo cacciato assieme e quante sono state le nostre
discussioni su ciò che é al di là della comprensione.
Tu sempre curiosa, vogliosa di risposte.
Assistevo ogni giorno alla tua irrefrenabile ascesa.
Sempre più bella.
I tuoi poteri aumentavano di giorno in giorno ed io ero orgoglioso di
te.
Ma l'amore era sempre più forte.
L'amore che provavo per te ancora umana, non era niente in confronto a
quello che ogni giorno cresceva dopo la tua creazione.
Amore, mero amore.
La vastità dell'oceano diventa una goccia di fronte al mio amore.
Ti ho amato più di me stesso.
E ti volevo.
Volevo il tuo corpo ma, peggio, volevo la tua essenza.
Avrei voluto fondermi con le tue membra per portarti con me, per esserti
vicino in ogni dove.
E ci provai.
Provai ad entrare in te ma sai che é impossibile per noi vampiri.
Non potevo più esistere.
Tu eri altro da me ed io ti volevo.
Ricordi i nostri scambi di sangue?
Era l'unico modo di sentirti mia.
Infatti divennero più frequenti fino al punto che decisi: scelsi per te.
Io ti volevo!
Sono un uomo e un vampiro.
Col mio desiderio avevo paura che in un impeto d'amore potessi toglierti
tutto il sangue.
Andai da Coma e mi capì subito.
Gli dissi di uccidermi davanti a te.
Quel giorno gli fornii questo stesso paletto, improvvisammo un litigio e
mi colpì.
Il resto lo sai.
Il mio rimpianto é quello di non averti dato il figlio che hai sempre
voluto.
Questo é ciò che dovevi sapere."
Il disegno brucia, sento un uomo che si nasconde dietro un cespuglio,
credo sia Shaman ma posso sbagliarmi.
Scusandosi se ne va.
Guardo Kruje incredula, non so cosa pensare.
-"Non ti odiare, amore. L'ho fatto per te: dovevi vivere!"
I suoi occhi sono splendidi, si riempiono di lacrime.
Si avvicina, mi stringe forte al suo corpo, mi bacia e svanisce
dicendomi:
-"Scusa occhi dolci. Non mi pento di ciò che ho fatto. Ti amerò per
sempre".
Le forze non riescono a tenermi in piedi, così cado in terra e chiudo
gli occhi.
SIR PARSIFAL
Mi ritrovo in questa nuova compagnia... in testa mi frullano mille
ricordi tristi, il momento attorno alla tavola rotonda prima della
spedizione...l'ultima ricerca...ma devo trattenermi.
Le mie mani cominciano a fremere, attendono con ansia l'incontro, e come
sempre delle piccole luci mi percorrono le vene gonfiandole
leggermente...
Sono passati millenni ma la tensione prima di uno scontro contro
avversari che non si conoscono è sempre la stessa...mettere alla prova
la propria essenza.
Perseo segue il traghetto dall'alto, non si avvicinerà se non riceverà
il mio richiamo, ma avverte il mio stato d'animo, ormai siamo compagni
di mille avventure...
...Adesso avverto una cosa strana...Uriel, il mio angelo custode è
indifferente alla situazione...vorrei dialogare con Kandi prima di
arrivare al labirinto, ma è pur sempre una dama ed attenderò che sia lei
ad interpellarmi.
Gli altri componenti della compagnia sono Kopl, Alone, Fleance...
sembrano abbastanza potenti, mi avvicino a loro:
"Il nostro viaggio ha inizio...io sono Parsifal, il Cavaliere."
RAF GRAYWOLF
'Chissa' chi sono costoro? Forse Kandi......?' pensavo, mentre bevevo
un'abbondante dose di sidro appoggiato alla parete di quella
locanda.....
Chi e' questo individuo avvolto nel suo scuro tabarro?
Nasconde qualcosa oppure....?
Avverto qualcosa di strano in lui, una presenza.... sembra uno ma e'
molti...in lui ci sono forti tensioni...
Spero non colpisca Kandi.
Non sarebbe facile sconfiggerlo, neanche per me...
Alleato? E chi sono quegli strani individui con Kandi?
KOPL
Nessuno può opporsi al fato,incoscienti andiamo verso il destino.
Siamo pronti, ecco l'ingresso.
Tramandano le leggende di vampiri e non-morti.
Posseggono il male, sono posseduti dal male.
Non conta.
Entriamo nell'oscurità, brillano le armi alla luce delle torce, il
silenzio ci avvolge
FLEANCE
Bene bene.
Accoccolato su questa bella barchetta (oddio soffro il mal di mare...sono
un rottame) sto studiando i miei compagni di viaggio...
Viaggio??Suicidio!!!
Ma dico... c'è in giro una vampira e chi è che le va incontro???
Una donna e quattro uomini...mi dovevo portare un foularino di ferro
ecco!!!
Poi c'è da dire che siamo assortiti benino...dunque abbiamo un guerriero
che manco conosco...ma comunque una spadina fa sempre comodo e due
maghi...mi chiedo cosa combineranno insieme quei due ....
NULLA a giudicare dallo sguardo di mio fratello: sembra voglia spingere
Kopl fuori dalla barca da un momento all'altro.
E c'è da temere che lo faccia!!!
BELLA COMITIVA DI PAZZI..io compreso...e pensare che volevo un po' di
pace ..l'avro...sì...ETERNA!!!!
ARIEL
E' colpa mia, solo mia.
"Non ti odiare"...e come posso non odiarmi?
Ho distrutto l'unica cosa a cui tenevo.
Tutto ciò che amavo é andato in frantumi a causa mia.
Per cominciare, la mia famiglia.
Il capo del villaggio vicino a quello in cui abitavo mi voleva in sposa,
ma io ero già di Kruje.
Una guerra e niente più.
Il mio villaggio, la mia famiglia, i miei amici: uccisi, tutti.
Ci salvammo solo io e lui.
E adesso scopro che anche l'uccisione di Kruje é stata colpa mia.
Suicidio!
E' l'unica parola che mi viene in mente.
Esistenza inutile.
Anzi, peggio: strumento di morte!
Io sono la Morte.
Ti guardo e decido il tuo futuro: "il prossimo sei tu".
Ti avvicini, mi trovi bella e ti piacerebbe avermi.
Illuso: Io ti ho scelto!
Il mio mantello ti abbraccia e la mia falce si avventa sul tuo collo.
Breve agonia e poi giù nel baratro dell'inferno.
Mi rivolgo a te, padre amorevole: non hai avuto il tempo per espiare le
tue colpe e finirai all'inferno.
Ah, ma l'inferno l'hai già visto nei miei occhi prima che ti mordessi.
Sì, quel breve istante: sapevi già che saresti morto.
Ma tu, amore, come hai potuto?
Come ho potuto lasciartelo fare?
Io non sapevo, non avevo capito.
Se solo avessi intuito....me ne sarei andata.
Ma so già che ti saresti ucciso ed io avrei fatto lo stesso.
Allora é questo il mio destino: la morte.
Ogni giorno cammino su terreni di corpi morti.
Li calpesto irrispettosa.
Il loro sangue mi macchia la veste.
Ma io continuo.
Ed a ogni passo un uomo muore.
Sempre più sangue.
Non c'é un solo angolo che non sia coperto da un uomo: un marito fedele
ed uno infedele, un uomo di Dio e uno di scienza.
Sterminio, ma la parola più esatta é genocidio.
Pian piano tutti vengono da me, spontaneamente o meno.
Prima l'estasi poi la vergogna.
Ma la vergogna non può sconfiggere la sete.
Una cosa sola può in questo intento, ma io non ne ho il coraggio e
nemmeno Kruje l'aveva.
Eppure ha trovato il modo.
Rimane solo la colpa, il dolore, la vergogna.
Non posso non pensare al sangue che ho versato: quantità indescrivibili.
Alcune evitabili, altre no.
Ma la via c'é, esiste il modo di porre rimedio.
Ho capito perché sei venuto da me, volevi la mia redenzione.
Impossibile!
Sbatto la testa su un albero.
Forte,ancora più forte.
Sì, ce l'ho fatta: ho frantumato il cranio.
Il sangue esce a fiotti.
La mia veste e le mie braccia sono rosse.
Ma il sangue termina, la ferita si é cicatrizzata.
Inutile, c'é un solo modo.
La tua morte ci ha divisi, questo paletto ci ricongiungerà!
Lo prendo nelle mani, allungo le braccia....
Non ce la faccio!
Ho bisogno di qualcuno ignaro di tutto.
Il disegno brucia.
Sono un gruppo di persone.
Riconosco subito Kandi e Kopl.
Ma ci sono anche due cavalieri: benissimo!
Lascio il paletto per terra, la sacca aperta e li aspetto.
Devo prima bere, non vorrei che nella furia uccidessi qualcuno di loro.
"Fiere, venite a me!".
Si avvicina un animale.
"NO- dico sorridendo -sei troppo piccolo".
Ma é tardi, loro sono già qui.
L'animale scappa ed io mi rimetto in piedi.
"Bene, vi stavo aspettando.
Chi vuol avere l'onore di uccidermi?
Non certo voi tre!
Siete maghi, non sarebbe un combattimento ad armi pari.
Forse voi due? Volete scegliere voi? Anzi no, lo farò io."
Subitaneamente mi porto alle spalle di Parsifal, gli bacio il collo, lo
strattono e, altrettanto velocemente, ritorno al mio posto.
"Ah ,ah, ah: allora ti fai avanti?"
SIR PARSIFAL
La guardo con indifferenza e compassione, non sa...mi ha preso per un
normale uomo...
Che delusione, speravo fosse più esperta... so che sono un cavaliere
dell'equilibrio e dovrei solo intervenire in caso di bisogno estremo, ma
accetto la sfida...è da troppo tempo che non sfodero la mia compagna e
quel che c'è dentro di me...
Con voce calda e inespressiva le rivolgo la parola:
"Le tue provocazioni sono esigenze di un'anima dannata, nient'altro...ricorda
che si può essere sul fondo di un baratro, ma ci sarà sempre un appiglio
per risalire...
Accetto la sfida, ma non credere che sia un normale cavaliere, ho già
incontrato altri maestri della notte, vedrai cose che non hai mai visto
nella tua breve esistenza."
Uriel non approva la mia scelta, ma sa che in fondo ho uno spirito da
guerriero, e rimane ad osservare appoggiato ad un albero...so che
rimarrà là....
Tolgo il mantello e mostro l'armatura lucida fatta in mitril.
Niente la può scalfire o perforare.
Sul petto c'è disegnato un unicorno alato che si scontra con un drago,
risplende argentea ai raggi solari.
Non sfodero subito la spada... le accarezzo l'elsa, attendo sia lei la
prima a muoversi.
Non ho paura di lei... ha solo un elemento in lei...la morte...ma sento
che in fondo c'è qualcosa.
Nessuno qua a Fantasy sa cosa sono realmente ed in fondo non lo so più
nemmeno io...
Mi avvicino a quest'anima e la bacio, trasmettendole una parte del
dolore che ho vissuto in millenni di guerre, vedendo massacrare e morire
i miei genitori, parenti, amici, la mia anima il mio amore...
Mi allontano accarezzandole il collo con il guanto di cuoio, la guardo
ed aspetto...i quattro elementi in me fusi si sono risvegliati, è stata
lei, con la sua sete.
Non temo i suoi canini, se affonderanno avranno un'amara sorpresa...
ARIEL
Non é possibile, la sofferenza ha colpito lui togliendo ciò che ha tolto
a me.
Confusa, estremamente confusa.
Non sono più sicura di nulla.
Risolverò qualcosa facendomi uccidere?
Vedo Parsifal far fluire in lui le energie.
E' giorno, non posso caricarmi, inoltre sono un vampiro: non ho armi per
combattere.
Sono in un puro stato confusionale.
Dopo la rivelazione ero certa di ciò che volevo ma mi é bastato poco per
non capire più nulla.
Forse é meglio che io muoia, in fondo la mia vita non ha più senso.
Bene, farò così: aspetterò senza difendermi che Parsifal mi uccida.
Parsifal scoprel'armatura: un unicorno contro un drago.
Allora é così: il fato ha già deciso!
Aspettando il cavaliere guardo più in là.
Shaman parla con una ragazza che maneggia il paletto di legno portatomi
da Kruje.
Io e la ragazza ci scambiamo un'occhiata.
Shaman impugna il paletto e avanza ridendo.
Si ferma alla spalle di Parsifal e inizia a parlare:
"Voi siete all'oscuro del motivo per cui vi trovate qui.
Ho visto cose che non immaginate!
Siete qui per fare il suo volere, siete pedine del suo gioco.
Voleva che la uccidessi, Parsifal.
Questo paletto é il modo per sconfiggerla ma non accadrà: sono qui per
liberarla dal giogo di sofferenza che porta!"
SIR PARSIFAL
Mi giro verso Shaman, con uno sguardo penetrante, non sopporto essere
usato...
"Si tratta sempre di un gioco di poteri... ma io non voglio farne parte
a mia insaputa, non sopporto i vermi che se ne stanno dietro ai loro
calici facendo sporcare di sangue i miei servigi!!! Sii chiaro.
La forza dentro di me si è alzata, devo calmarmi...l'armatura brilla di
luce propria adesso, una legge dell'antico codice rischia di essere
infranta...attendo una spiegazione sperando non violi la legge...non
sarei più io, Uriel si è alzato e lo vedo fiammeggiare...
SHAMAN
"Una maledizione, Parsifal amico mio.
Ecco cosa c'è.
Non so neppure io di cosa si tratta, so solo che qualcosa accadrà..".
Così dicendo si avvicina alla vampira.
Ariel ha un momento di panico, confusa, spaventata, retrocede di qualche
passo quindi si fa coraggio e in un ultimo impeto d'orgoglio offre il
nudo seno al carnefice.
"Non mi sottrarrò al destino, se ha deciso per me colpisci, qui e ora!"
ringhia e singhiozza al tempo stesso...
Ma io forse ho più paura di lei...
Comprendo di trovarmi solo davanti ad una vittima della magia.
"Almeno in punto di morte- penso - è giusto rispettare il suo orgoglio e
trattarla finalmente come un essere umano e non come un mostro"
Così le afferro la mano...
In quell'istante un breve brivido ci percorre entrambi...
"Potenze del cielo - penso - la maledizione !!!
Ecco cosa diavolo era..."
Una furia bestiale mi acceca la mente... ancora un attimo di lucidità...
VIA VIA VIA ... - GRIDO...
Inutile... non ho che un ultimo modo per metterli al riparo... fuggire
insieme...
Avvolgo Ariel nel mio mantello e svaniamo nel nulla mentre la bestia
riprende il controllo del mio corpo e urla al cielo la sua soffocata
rabbia...
ARIEL
Inizio a riprendermi.
Ho tutto il corpo intorpidito, non riesco a muovere gli arti.
Sento un peso gravare sul lato frontale del mio corpo: sono distesa
prona su qualcosa che, ipotizzo, é un letto.
Ma, malgrado i miei sforzi, rimango immobile.
Sento dei colpi in lontananza.
Eppure mi muovo: la mia anima si muove all'interno del mio corpo.
Devo riprendere possesso del mio corpo!
Così inizio ad avvertire formicolio agli arti, poi vera e propria
sensibilità ed infine coscienza.
Apro gli occhi, é vero, sono distesa in un letto.
Mi giro a guardare il soffitto e mi accorgo di avere la veste strappata.
Ancora dei colpi...sempre più forti.
Avverto un desiderio crescente, é sete?
Colpi..ancora colpi..ritmici, é il mio cuore?
No,sono troppo veloci.
Allora a chi appartiene questo cuore?
Il desiderio diventa ancora più grande, più ossessivo.
Sete, sangue.
Ho sete!
Cresce in me di momento in momento.
Ma non é solo sete, questo desiderio é ben diverso.
Colpi ossessivi.
Ormai non posso più frenarmi, il mio corpo é in fermento!
Come una furia cieca mi lascio guidare dal suono: proviene da un'altra
stanza.
Entro e trovo Shaman, é lui l'artefice dei rumori: sta schiacciando
delle erbe, credo.
Ormai in preda all'isteria, gli chiedo aiuto.
Si volta e mi porge un'ampolla:
"Bevi- dice -placa la sete che senti".
L'afferro, la bevo d'un sorso e mi abbandono per terra.
Ma il desiderio non si calma.
Anzi, adesso che la sete é placata, lo avverto in tutta la sua forza.
Il mio corpo é invaso da calore, le mie labbra acquistano il colore
delle fragole mature, i riflessi rossi nei miei occhi diventano chiari
come stelle pulsanti.
E lo guardo..Shaman...
Mi alzo e comincio ad ansimare.
Il desiderio mi inonda: non é desiderio, é bramosia.
Lascio cadere il lembo della veste strappata, scoprendo il seno che
prima era destinato a darmi la morte.
Non riesco a pensare, ormai la bramosia ha preso il sopravvento.
Shaman continua a guardarmi, ansimando a sua volta.
Lo spazio che prima ci separava, ormai é solo un ricordo.
Le nostre labbra si incontrano......
Adesso é notte, mi sveglio sempre quando le tenebre regnano.
Shaman ancora dorme.
Gli accarezzo la testa e lo bacio, mi rivesto ed esco: ho bisogno di
riflettere.
Oh madre argentea, dai tu le risposte ai miei dubbi.
Perché questo?
Perché, ora che sono lontana da lui, mi sento impazzire?
Perché questa bramosia nei suoi confronti?
La maledizione é diventata atto: due esseri così diversi schiavi della
natura mortale, schiavi del proprio corpo.
Si é svegliato, lo sento.
Urla.
Perché urla?
SHAMAN
Un urlo... Lei ora è di fronte a me...
"Dove sei stata?" -chiedo furente.
"Scusami, padrone, ero fuori..."
La parola padrone le è uscita spontaneamente e a me non sembra
dispiacere, anzi... ma che succede...
Un altro flash e di nuovo la bestia riprende il controllo...
"Che non si ripeta più... ricorda quello che tu ora sei...
Anzi ripetilo ancora... e in ginocchio... "...
La vedo inginocchiarsi e tra una vampata improvvisa di calore, il suo
inginocchiarsi e lacrime sommesse, la sento mentre pronuncia la frase
fatidica... "
GARET JAX
Siamo arrivati da tempo nella tana del mostro, del vampiro, ma tutto
quello che troviamo è un ragazza fragile, o almeno così sembra.....
Cominciano a succedere cose strane..... Parsifal voleva ucciderla......
ma Shaman sembra diverso...... la prende con se e scappa.....
Amberle comincia ad emanare una dolce luce rossastra...pericolo.... ma
non per me...... per tutte le terre di Arcano.....
Shaman era cambiato.....
Nei suoi occhi per un attimo ho intravisto il male.....
Aveva lo stesso sguardo di Dissidio..... sperai con tutto il cuore di
non dover ripetere quell'esperienza..... uccidere un uomo che in fondo
al cuore ha un animo puro, ma il cui corpo è dominato da una bestia....
e anche perché uccidere Shaman non sarebbe stato troppo facile....
Tutti erano un poco stupiti da quello che stava succedendo..... e
rimanevano immobili a fissare il punto in cui Shaman era sparito nella
boscaglia.....
Non ci stavo capendo molto..... troppa magia nell'aria..... ma di una
cosa ero sicuro.... non avrei permesso che qualsiasi cosa arrecasse il
ben che minimo danno alla terra in cui avevo trovato ospitalità......
Inizia la Caccia.....
Non chiesi a nessuno di seguirmi, chi voleva lo avrebbe fatto senza
indugio, e mi gettai a capofitto nel bosco.....
Ma c'era qualcosa che non andava, le orme dei suoi piedi erano confuse,
difficili da seguire, ancora magia......
Ci avrei messo molto a trovarlo..... ma ora risentivo quell'odore....
l'odore della sfida....
Quel respiro affannoso che il cacciatore aveva quando stava seguendo la
sua preda, gli odori penetranti del bosco..... ero finalmente dopo tanto
tempo io a inseguire..... e non ero costretto a scappare da
qualcosa.....
Anche se forse il nemico che stavo inseguendo mi avrebbe ridotto di
nuovo al ruolo di preda....
Sentivo Amberle che pulsava.... anche lei aveva sentito l'odore della
battaglia...... il suo animo così dolce in vita era mutato...... ora
aveva sete di vendetta..... voleva vendetta per la sua vita recisa.....
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