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Explorer - Cap. 3

 

GARET JAX
Calore..... le mani di Sybil emanavano un tepore, un qualcosa di magico, ma non legato al fatto di essere una strega, quella magia che solo certi tipi di persone sono capaci di offrire... che siano maghi o no....

Aveva delle mani fantastiche, calde e morbide.... i miei occhi si chiudevano senza il mio volere, alla ricerca di uno spazio maggiore per dare sfogo alle sensazioni che Syb provocava in me..... un senso di profondo rilassamento... di pace interiore... di caldo focolare in una casa con due bambini che giocano davanti al camino fatto di pietra, un cane che mordicchia uno dei due bambini giocando con lui, una moglie che cucina sul fuoco in attesa del marito che torni dai campi in cui sta lavorando... tutto quello che avrei sempre voluto, ma che il destino mi aveva fin qui negato....
Ormai l'acqua era fredda, ma ero troppo rilassato per dire basta ad un piacere così intenso, per chiedere di smettere di sognare una vita che non mi apparteneva, ma che avrei voluto barattare con la mia... e sognai di campi profumati in primavera, i campi faticosamente coltivati che davano i loro frutti, gente che ti stringeva la mano senza nessuna ostilità, una moglie con mani calde come quelle di Sybil, dove trovare conforto quando l'inverno fuori si fa sentire... cose troppo lontane dalla realtà per apparire poco più di un illusione normalmente, mentre ora mi sembrava tutto quasi possibile... la magia più dolce che avessi mai provato.... la magia del cuore...
Ma qualcosa intervenne a turbare quello stato di pace, aprii improvvisamente gli occhi e vidi Amberle appoggiata sul tavolo lì vicino che emanava un leggero bagliore rossastro...
C'era qualcosa che non andava, ma nulla di pericoloso...
Guardai fuori dalla finestra e vidi una figura scura che si affacciava... doveva essere Kopl.... e non doveva essere particolarmente felice di trovarmi dentro la sua tinozza con Sybil che mi accarezzava la fronte... e forse avevo sbagliato a permettere che una cosa accadesse... la rabbia di Kopl era comprensibile... quelle carezze dovevano essere sue... non mi appartenevano... eppure sapevo già di non poterne fare più a meno... ma gli errori si pagano... uscii dalla vasca prevedendo quali sarebbero state le prossime azioni di Kopl... indossai quei quattro stracci sudici che avevo con me e feci appena in tempo a finire che Kopl entrò come un toro da corrida dentro la stanza... non tentai neanche di fermarlo o di chiedere scusa.... anche perché non credevo di dovere chiedere perdono di nulla... semplicemente subii gli eventi che avevo scatenato con il mio comportamento... lo avrei lasciato sfogare, avrei semplicemente subito...
Kopl si avvicinò a me come un animale furioso, gli occhi invasi da una gelosia selvaggia, irrazionale, smodata...
Entrò e mi prese per il collo, con una stretta non tale da farmi soffocare, ma molto decisa e ferma... mi sbatté contro il muro e cominciò a stringere... vedevo i suoi muscoli delle braccia contratti nelle sforzo di stringere la presa, ed infatti il mio collo cominciava ad accusare il colpo... ma un guerriero-mago non potrà mai battere dal punto di vista fisico un Maestro d'armi, perché mentre lui passava una parte del suo tempo a studiare su libri, io ero intento a uccidere anime peccatrici degne della morte che gli infliggevo...
Syb si alzò con una calma innaturale dalla sua sedia vicino alla vasca, e con un movimento che sembrò durare una eternità, sfiorò il braccio di Kopl... e lui come un animale domestico che ha ricevuto una carezza dal padrone, lascia perdere di rincorrere il topolino con cui stava giocando per prendersi il giusto premio delle sue fatiche... un bacio di Sybil... forse quella donna era più pericolosa di quanto pensassi prima, se riusciva a placare la furia in un uomo con un semplice tocco... dovevo stare attento... mai fidarsi della magia, meglio una buona lama... mi accasciai al suolo toccandomi il collo... non mi aveva fatto nulla di grave, ma se la stretta fosse durata un altro po' avrei dovuto reagire...
E Kopl ritirò il premio della sua piccola corrida... rimaneva da stabilire se lui aveva fatto la parte del toro o del torero... un bacio di Sybil...
Era incredibile come Sybil riusciva a far credere a Kopl che era lui a guidare il loro rapporto, senza invece fargli capire che i fili del burattino finivano nelle sue mani...
Era sicuramente una persona a cui fare molta attenzione... Sybil....
Mi rialzai, presi Amberle, e uscii di casa, avevo molte cose a cui riflettere e quello non era il posto più ideale per farlo... uscii dalla porta ancora spalancata dalla gelosia di Kopl e la richiusi delicatamente dietro di me senza fare nessun rumore... mi incamminai verso il mare... avevo bisogno di pensare, e nulla mi aiutava di più a farlo del mare...
Sentii la porta che della casa di Kopl che si riapriva e si richiudeva, ma non mi voltai per sapere se era Sybil o Kopl che avevano cominciato a seguirmi... non volevo rovinarmi la sorpresa... e feci finta di non aver capito che qualcuno mi stava seguendo... ma i passi erano troppo leggeri per essere un uomo, e specialmente per essere Kopl... chissà perché Sybil mi stava seguendo senza darmi una voce per aspettarla... era una volpe selvatica quella ragazza, e non era facile addomesticarla... specialmente per un guerriero come me...


KOPL
Syb si allontanò bruscamente da me, e guardandomi esclamò: "guarda cosa hai fatto! Sei sempre il solito maleducato con gli ospiti."
Come se la colpa fosse mia.
Uscì di casa per andare a chiedere scusa a Garet.
Uscii anch'io subito dopo e dopo una breve e silenziosa corsa nella foresta mi trovai davanti a Garet.
Mi aspettavo di vederlo sorpreso al mio sbucare dai cespugli, invece niente.
Amberle, ecco come aveva fatto a sentirmi. Si era accorto di me anche nella capanna allora. E non si era opposto, mi aveva capito.
"Garet, ho fretta, sta arrivando Syb e non deve trovarmi qui! Scusami per prima, nel mio impeto di follia non avevo capito le vostre intenzioni. Sei sempre un benvoluto ospite in casa nostra."
Adesso era sorpreso, non si aspettava di certo le mie scuse. Ma avevo ancora qualcosa da dirgli:
"Non sono il suo cagnolino, lei non è il mio torero. Nessuno è succube dell'altro. Ricordatelo!"
Dette queste parole mi allontanai, mentre in lontananza si scorgeva la sinuosa figura di Syb.


SYBIL
Presi la spugna e la intingevo nell'acqua tiepida cercando di dare ristoro a quel guerriero. Avrei voluto che si addormentasse, lentamente, ma si opponeva alla mia arte... solo il sonno avrebbe potuto portarlo via come la marea.. e opporvi sarebbe stato impossibile.
Gli carezzavo lentamente i capelli, sentivo quell'agre odore di sangue misto al suo di bosco.. Mi solleticava i sensi dolcemente.
Vidi i suoi occhi spalancarsi d'un tratto e Kopl entrare in casa come una furia. Cercai di seguire la scena come spettatrice.. Kopl.. uragano indomito cercava di riportare a sè le redini della casa.. Non trattenni una piccola risata che cercai di soffocare alla bene e meglio. Presi il suo braccio.. lo strinsi... lui si fermò.. baciandomi con panica irruenza..
Cosa successe dopo lo rammento poco... so solo che sentii la rabbia percorrermi fuori e dentro.. Ah maledetti uomini quando capiranno...
Dovevo raggiungere Garet...spiegargli..cosa ancora non sapevo....
Corsi nel bosco...e fu una corsa a perdifiato. Lo scorsi da lontano, il mio sconosciuto, rallentai il passo..nella speranza che anche il mio respiro decelerasse il ritmo.. Non volevo lui vedesse con quanta disperazione l'avevo cercato..forse perchè neanche io lo sapevo..
Lo fermai per un braccio, si voltò ma non sembrava sorpreso di vedermi, quel maledetto essere maschile mio parallelo..
Ci fu un momento lungo quanto una vita poi cominciai.
" Oramai ci siamo sfregati l'uno contro l'altra per tempo....sai cosa voglio dire.." iniziai ad arrossire credo...sentii il calore divampare su per le guance..
" No non lo so strega"... disse con tono acerbo.
" Si lo sai..sai come siamo riusciti a non mescolare i nostri umori..ci siamo vicendevolmente eletti.. ciascuno al rango di delfino..ma ciascuno ha sempre pensato a se stesso come monarca per diritto divino...." M'interruppe continuando.
" Si strega..la sovranità non si è mai mossa dal mio io...dal tuo... E lentamente ho trasformato in difetti mortali le tue diversità da me....E come di tutti i difetti ho finito per desiderarli.."
" Desiderare i miei difetti o me? " chiesi conoscendo già la riposta..
" Se tu mia strega solo sapessi..se tu solo potessi immaginare quant'è corrotta e dolce questa malinconia senza pretese.."
" Parli di una fine già avvenuta Garet....devi guardarmi con gli occhi del presente...solo allora saprai amarmi...."
Vidi il suo volto oscurarsi..rabbuiarsi...non so se fu la parola presente...o amarmi...so che il suo sguardo mutò..
" Piccola sciocchina..credi davvero che un guerriero possa amare???..." Scoppiò a ridere mentre continuò :" Un guerriero non sa amare..se tu solo lo capissi daresti in cambio la tua parte di sopravvissuto combattente per la gioia di vedermi andar via...lontano dai vivi e tuttavia vivendo.."
" Ma cosa diamine stai dicendo????" urlai sprezzante...mentre sentivo le lacrime salire ai miei occhi..
" Vai bambina... tu che ti fai chiamare strega..ma i tuoi sortilegi su di me non hanno effetto.."
Ma cosa gli stava accadendo??...Cosa avevo detto da turbarlo così??..Non potevo credere che le parole uscissero da quell'uomo per cui avevo creduto di mollare tutto...no doveva essere legato al suo passato..ne ero certa...
" Allora sei ancora qui...???...vai dal tuo maghetto vai.." disse impertinente..
Voltai le spalle..morsi un labbro per costringere le lacrime là dove non potevano ferirmi...nessuno doveva scoprire la maledizione a cui i miei occhi dovevano sottostare da quand'ero bambina...
Ingoiai vento e orgoglio camminando lentamente lontano da lui..accarezzai il mio volto..non una lacrima...sorrisi triste...c'ero riuscita ancora una volta a sopraffare il dolore..
" Bastardo" sussurrai calciando una pietra..


IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
"Non è morto, sorellina, non lo è, ma solo perchè... perchè serve a te"
Ancora sorpresa dall'allegria del Dio fanciullo, sorrido: "Che vuoi dire?"
Ermes diviene serio all'improvviso, il bel sorriso biondo si assopisce: "Sai cosa ci attende... sia che la terra non smetterà di tremare, che l'Olimpo è minacciato........ e tu ancora non conosci la quinta pietra.... devi servirti di quel mezzo cadavere per giungere nell'Averno, e guardare giù, nelle profondità della terra."
Poi il mio giovane compagno mi sorride, mi accarezza una guancia e scompare.
Rientro nella capanna di Dissy, e mi avvicino a quel corpo che non respira più per sè, ma per me... e il collier si illumina, fino a diventare incandescente, e a riempire la casa di una luce violetta....
Vedo passare sulle pareti immagini di luoghi sconosciuti e scuri, un paio di occhi rossi mi guardano, e comincio a cadere.... non ho paura, sento la presenza di Ade accanto a me, Dio degli inferi che mi prende per mano.... e scendo, scendo......
Quando finalmente davanti a me appare la fine, uno squarcio buio e terribile, il sorriso della morte spaccato nella pietra...
"Quella, figlia di Era, è l'origine del pericolo... quella la bocca che vomiterà i Titani, che prima invaderanno questo regno silente, e morti non vi saranno più.... corpi impazziti vagheranno per il mondo, terrorizzati dalla luce, e il monte Olimpo tremerà, e verrà estirpato.... a meno che....."
Silenzio. E buio. Davanti a me la voragine, dietro di me il Dio.
Ade mi afferra per le spalle, giro su me stessa, mi ritrovo a fissarlo negli occhi:
"Muoviti, piccola, muoviti...."
La paura negli occhi di un essere immortale... la paura negli occhi di Falco quando Dissy la rapì.... la paura di Kandi davanti al cadavere dell'amico.. chiudo gli occhi, scuoto la testa... e mi ritrovo di nuovo davanti al cadavere, di nuovo sull'Isola di Fantasy, di nuovo sulla terra.
Sconcertata mi guardo intorno, Kandi si è appisolata su una sedia, ormai sfinita. E davanti a me, oltre il cadavere di Dissy, c'è Ermes, biondo Dio fanciullo:
"Avanti, ora non serve più a nessuno... sai come fare..." E il Dio, indicando Dissidio, scompare.
Sfioro con una mano il collier, e con l'altra la fronte di Dissy... la pietra azzurra si illumina, passa come acqua nelle mie vene, giunge come ghiaccio a quelle di Dissidio... la forza dell'elemento percorre il corpo, agisce come una frustata, facendo saettare il cadavere... che in pochi secondi torna tale.
La morte scende sulla capanna, saluta con un sorriso, e riporta la calma.
Guardo Kandi svegliarsi, e fissarmi: "Cos'è successo?"
"E' morto" Rispondo.
La piccola umana mi guarda interrogativamente, ed io le sorrido


GARET JAX
Prima di vederla sentii il suo profumo arrivare portato dal vento, Sybil mi prese per un braccio e mi fece voltare... la sua stretta era stranamente fremente, troppo insicura rispetto a prima, quando ero nella vasca.... ora sembrava lei ad aver bisogno di essere rilassata... ma non ero io la persona giusta almeno in quel momento, avevo bisogno di riflettere.... pensare....
" Oramai ci siamo sfregati l'uno contro l'altra per tempo....sai cosa voglio dire.." iniziò dicendo.... e arrossì terribilmente avvampando sulle guance....
Ma io ero insicuro, e lei in quel momento cercava sicurezza... versare dell'acqua da una brocca vuota non è facile...
Lei continuò a parlare e io a rispondere, ma lei cercava di dire qualcosa che in realtà neanche lei capiva fino in fondo e io avevo paura.... si paura... per la seconda volta avevo paura... la prima volta la mia vigliaccheria era costata la vita ad Amberle, la mia protetta, ed ora chi avrebbe dovuto pagare per quella mia debolezza?
Non volevo tornare indietro a quei ricordi, ma l'ultimo urlo di Amberle mi attraverso la fronte di nuovo, mentre io venivo trascinato in fin di vita da due bestie feroci... quell'urlo non mi sarebbe mai uscito dalla testa... sarebbe rimasto li a sancire come un corno da battaglia la mia sconfitta...
Ed ora avevo davanti a me gli occhi di Amberle, nel viso di un'altra.... e le loro due anime erano così uguali... non volevo rivivere il passato... un passato che ancora io non conoscevo bene...
Lei mi parlava di vivere nel presente quando lei era un'anima proveniente dal passato... a tormentare i miei sogni...
E lei parlava di amare... come poteva lei avere tante insicurezze e parlare di amore? e Kopl?
C'erano troppe cose a cui pensare... non ero abituato a riflettere prima di agire, ma stavo cambiando...
E poi per difendermi le ho mentito.... le ho detto che io non potevo amare.... io che non badavo mai alle mie emozioni e che solo una volta in passato ero stato così vicino alla parola "amore", con Amberle, ma ora volevo stare solo, dovevo pensare.... e lei stava per piangere, ma riuscì a trattenersi... tenersi dentro tutte le nostre emozioni... era un'altra cosa che avevamo in comune...
Lei si girò e fece per andarsene, e avrei voluto fermarla, ma avevo troppe emozioni nel cuore... lei diede un calcio ad un sasso e cominciò ad andarsene... non avevo più il controllo delle mie azioni, le emozioni da troppo tempo represse riuscivano fuori tutte insieme come una folla che chiede il pane, come le acque che infrangono le gracili dighe erette dai castori... e io ora ero un fiume in piena.....
La afferrai per un braccio, con decisione la feci voltare e la tirai a me... lei aveva parlato di amore... parola che forse io avevo paura a pronunciare... e forse lei poteva aiutarmi a districare tutto quello che avevo dentro... lei fece per parlare, ma io le misi un dito sulle labbra come a zittirla, e lei rilassò le labbra, due labbra carnose, caldissime al tatto, che chiedevano solo di essere baciate... eppure qualcosa mi fermava...
La presi per mano, e la condussi con me in riva al mare... la sua mano era calda in confronto alla mia, delicata e affusolata, mentre la mia mostrava tutte le sue cicatrici delle battaglie, tesi e antitesi di una vita...
Ci sedemmo sulla spiaggia uno accanto all'altro... lei mi si mise seduta davanti e cominciò a guardarmi dritta negli occhi... e vidi quello che provava per me... aveva parlato di amore, ma sapeva che cosa voleva dire amare qualcuno?
E ci si poteva fidare delle emozioni di una strega?
Anche io provavo qualcosa per lei, ma non sapevo definire che cosa... avevo eretto un muro tra me e le mie emozioni, e ora non riuscivo più a capirle, le avevo respinte indietro per troppo tempo... dalla morte di Amberle... e io amavo Amberle, e lei amava me... lei mi aveva visto dentro, e io dentro di lei...
E ora riprovavo le stesse emozioni, ma questa volta avevo paura.... non volevo ripetere la mia esperienza passata... non volevo perdere qualcuno che amavo... come suonava strana la parola amore nel mio cervello... guardavo negli occhi di lei e vedevo tutto l'uomo che ero dentro e che avevo sempre respinto in favore del guerriero...
Il rumore del mare risuonava ipnotico nelle mie orecchie... i gabbiani urlavano in cielo... il vento muoveva i capelli di Sybil dandogli un tocco di selvaggio... era bellissima e dolcissima, e tra noi c'era stato qualcosa, nessuno dei due sapeva dire cosa... eppure avevo già deciso di aprirmi... volevo rischiare... sapevo che era una Strega e forse questo avrebbe un poco facilitato le cose... le presi la mano e me la portai al petto, sul cuore... e le dissi "Guardami dentro, le parole non possono bastare a spiegare quello che ho dentro, e poi decidi tu se sono degno delle tue labbra oppure no..."
Lei chiuse i suoi occhi e sembro entrarmi dentro... sembrò capire tutto quello che io provavo e che per me era indecifrabile... vide tutto il mio passato, senza nebbia che le ostacolasse la visione o che la rendesse ambigua... ora lei mi conosceva meglio di me stesso... ora sapeva perché mi ero comportato male con lei... aveva capito la mia paura di amare... aveva capito il mio ricacciare indietro i miei sentimenti... ora sapeva tutto e poteva scegliere se ero degno del suo amore...
Aprì gli occhi che sembravano voler piangere, ma che non potevano, anche lei abituata a rifiutare quello che provava... mi prese lei la mano questa volta e se la portò sul cuore... mi mise l'altra sugli occhi per farmeli chiudere... e mi fece vedere dentro di lei... tutto il suo dolore, il mare in tempesta che era dentro di lei... troppe emozioni per essere trattenute dal mio muro di isolamento... e le emozioni strariparono... mi invasero, mi fecero sentire vivo per la prima volta dopo anni... mi sentivo umano, vulnerabile e felice di questa vulnerabilità... lei con le sue emozioni mi aveva aiutato a infrangere la mia barriera interna... e piansi... dopo anni che i miei occhi erano asciutti tornarono a bagnarsi... e piangevo per entrambi, per me che ero tornato ad essere un uomo vero, nel senso completo ed emotivo del termine, e per lei che invece non poteva buttare fuori le emozioni attraverso le lacrime, condannata a tenersi tutto dentro... e l'amavo, ora potevo urlarlo al vento e al mare... io amavo quella strega, anche se mi costava ammetterlo, avevo vinto la più dura delle battaglie, quella contro me stesso, contro le mie emozioni... feci salire la mano dal petto fino al viso, che accarezzai dolcemente... la mia mano ruvida sembrava una bestemmia sul quel volto candido e perfetto... eppure sentivo che anche lei provava qualcosa per me... ma non sapevo se era amore... le cominciai a toccare i capelli, mentre lei, satura anche lei di emozioni, mi asciugò le lacrime con la sua mano, e una di esse indugiò sul suo dito, si portò il dito alla bocca e la baciò... adesso la scelta era sua... poteva baciarmi oppure no, accettare il mio amore oppure gettarlo nel mare... sarebbe stata una sua scelta... e non avrei accettato una parola come risposta.... mi sarei accontentato solo di un bacio e di nulla altro...



SYBIL
Eravamo seduti su quella riva che non conosceva tempo.. viveva solo un momento sempre quello...
La sua ruvida mano sul mio volto...mi parlava di un tempo in cui non esistevo....ma c'ero già... Noi eravamo vecchie anime in nuovi corpi...e ci amavamo chissà da quanto....
Riflettevo...ci provavo....
Quando dico riflettere non so bene cosa intendo..perchè in realtà i miei pensieri sono fermi... appoggiati su se stessi come mobili all'interno di una stanza. La mia attenzione gli gira intorno e gli passa sopra..non li muove..nè li illumina..nè li rende trasparenti..
Non so neanche se siano pensieri veri e propri..o piuttosto semplici condense di sensazioni.. ognuno impregnato nella propria immobilità..
Il volto di Kopl fotografato nella mia mente.. le notti nei boschi... il suo frugarmi e disinibirmi i pensieri...... il volto di Garet.. stanco...la barba incolta da giorni...il suo scandagliarmi il cuore....
Ma chi era quest'uomo che si stava già insediando nel cuore come a casa sua.....così lento e subdolo...
Forse molto più semplicemente era la vita truccata per un tempo dato...dato chissà dove..da chissà che...per chissà chi.....
Era forse anche la notte bella come il giorno...era forse certamente il giorno bello come la notte..era già forse l'avvenire già finito... era ancora forse il mondo travestito per i rari giorni di festa....
....era così terribilmente difficile... se questo fosse stato l'inizio di un incubo???...è così difficile poi scacciar gli incubi... quant'è difficile anche solo riconoscerli.. vederli..... distinguerli dai sogni..
Mentre i pensieri mi assalivano.... sentii divampare dentro un fuoco terribile.. dalla bocca dello stomaco.. su su.. verso la gola... E durò un istante credo...... a me dilatato nel tempo.. ma le mie labbra si fermarono sulle sue...
Bacio assoluto carico di promesse..sintesi di tutte le speranze.... lungo.. umido.... caldo bacio.... sfida alla morte.. carezza.. fuoco.... sopiro... lamento.. singhiozzo d'amore......
Lentamente abbandonai le sue labbra... restando talmente vicina da sentire il suo respiro fondersi col mio..sentii un ramo rompersi.. voltai il viso.. Era Kopl....


FALCO DELLA NOTTE
Mi ero appena svegliata quando sentii dei rumori provenire da fuori la baracca: "Oddio, il mostro sta tornando...". No... non volevo più rivederlo, dovevo scappare. Tentai in tutti i modi di slegarmi ma non ci riuscii e vidi la porta aprirsi. Prima di rendermi conto di chi stesse entrando emisi un forte urlo che si placò non appena riconobbi le due figure che erano entrate!
" Kandi, Iante, non avrei mai pensato di rivedervi..... sono felicissima!"
Successivamente mi accorsi del peso che portavano con loro; era il corpo di quel mostro che mi aveva catturata.
Dopo che mi ebbero liberata adagiammo quel corpo sul letto, e guardandole notai che dai loro volti traspariva la curiosità. Cominciai a raccontare la mia strana avventura tralasciando l'inizio che anche Kandi conosceva fin troppo bene e in cuor mio decisi di tralasciare gli aspetti più cruenti del racconto per evitare di sconvolgere maggiormente Kandi che sembrava già troppo provata da questa brutta avventura.
Raccontai di quando usciti dalla casa di Kandi incontrammo Jobb e Zeroseawolf, la paura che si leggeva nei loro occhi e la "gioia" che provava quell'orrenda creatura nel togliere loro la vita, raccontai anche degli strani momenti di confusione che aveva Dissidio. Sembrava emergere una parte umana, era come se quell'essere prima di essere malvagio fosse stato buono come noi. In quel mentre colsi un pensiero di Kandi che mi fece capire cosa era veramente successo a quel "mostro", solo ora mi resi conto che era stato grazie a quei momenti di confusione che io ero ancora viva, mi resi conto di essere in "debito" con la parte buona di Dissidio, con quel ragazzo che ora giaceva privo di vita sul letto.
Spinta dalla voglia di sdebitarmi, sia dalla voglia di fare un piacere a Kandi che mi aveva confortato nei miei momenti di smarrimento decisi di farlo tornare in vita!
Strinsi tra le mani l'amuleto che portavo al collo e scavando nella mia mente trovai l'incantesimo che faceva al caso mio; non avevo bisogno di parole magiche; mi ricordai che la mia magia era basata sul mio grado di concentrazione!
Quando la concentrazione raggiunse l'apice l'amuleto cominciò a vibrare e ad emanare una luce che pervase tutta la baracca ed andò ad avvolgere il corpo del ragazzo. Dopo qualche secondo la ferita mortale scomparve, il viso riprese colorito; ero riuscita a rigenerare il suo il corpo: il ragazzo sarebbe tornato in vita. Quando mi voltai vidi il volto felice di kandi; sembra molto legata a quel ragazzo; il vederla così felice fa rallegrare anche me. Iante invece aveva ancora quel suo volto enigmatico, non riuscivo a capire che cosa le stesse passando per la testa.



SKYWALKER
Sono qui, seduta fuori della mia baracca. C'è un sole meraviglioso oggi a Fantasy ma.... qualcosa non va!
Io non vado! Ecco cosa non va!
C'è il sole, il mare meraviglioso, la moto di Easy qui fuori dalla sua baracca, stara' sicuramente dormendo..
Blue..Blue Shadow, sorella mia, dove sei andata? Mi manca lei! Accidenti!!!!!!!!
Quando se ne va così, per settimane, mi manda in bestia. Ha chiuso la porta della sua baracca e se ne è andata in una notte senza luna, senza dire niente a nessuno, nemmeno a me.
Ormai è più di un mese che è andata via e non solo mi manca da morire ma comincio a preoccuparmi. Testarda di un'arciera! Rimango lì, seduta per ore a pensare cosa possa averla fatta scappare in quel modo, ma non trovo nessuna spiegazione plausibile.
Fantasy è tranquilla ultimamente, almeno a me non sono giunte grosse novità, a parte l'idea di quel pazzo scatenato di Abel che sta costruendo un altro porto! Ma non sta mai fermo!
Del resto, se come dice lui, c'è un nuovo mondo da esplorare....ben venga, è troppo tempo che siamo fermi qua!
Rientrerò nella baracca e mi farò un buon thé al gelsomino, con due biscottini, è quello che ci vuole per tirarsi su il morale...
Easy continua a dormire? E va bene....lo berrò da sola! La mia baracca...bella! Mi piace. E' il luogo più sereno dove abbia mai abitato durante tutto il mio peregrinare, piena di cose, di ricordi, di storie...niente armi a parte la mia fedele spada.
Metto l'acqua sul fuoco, preparo tutto quello che serve per fare il thé così mentre aspetto che sia pronto vado un po' fuori ad allenarmi...è tanto che non lo faccio, è tanto che non la tiro fuori dal suo meraviglioso fodero, fortunatamente non ce n'è stato più bisogno. Bene, ci siamo, io e lei, lei ed io, una sola anima.
Il fodero è sempre bellissimo, non sembra avere più di 400 anni! I disegni fatti ad intarsio sembrano vivi.
Apro il fodero... ahhhhhhhhhh!! mi acceca! Lo richiudo!
Che diavolo succede? Un momento, questo non era mai accaduto!
Una luce così accecante.. come.. dove.. la mia spada ha poteri straordinari, questo lo so, tante ne abbiamo passate insieme ma mai si era...come incendiata!
Incendio? Accidenti!!!!!!!! Sarà meglio che faccia a meno del thé per il momento altrimenti incendio la baracca!
Bene, riproviamo.
Porto fuori il fodero, sarà meglio farlo all'aperto. Con calma e molto lentamente riapro il fodero... incredibile!
Una luce accecante esce lentamente dal fodero... piano Sky piano... la luce si fa sempre più intensa.... però è più diffusa... è come se... mi stesse avvolgendo piano piano... con delicatezza.
Il fodero è tutto aperto adesso ed io...ed io sono in mezzo ad una meravigliosa nuvola di luce!
La sensazione è piacevole, non ho paura!
La mia spada non mi farebbe mai del male!
"Ho bisogno di te!"
Una voce, una voce metallica...di chi è questa voce?
Chi sei? Sono in mezzo ad una luce e qualcuno parla??..
"Sono la tua spada e c'è qualcuno che ha bisogno di me, mi devi portare da lei!"
Sono senza parole!
Parla, riesce anche a parlare, devo pensare, pensare in fretta!
Ma non riesco a mettere insieme i pensieri, l'unica cosa è continuare a fare domande....Chi è lei? E dove è lei?
"Lei è una spada come me, mi devi portare da lui...lui è con lei!"
"Non sopporto gli indovinelli, sii più chiara ed io farò quello che chiedi, non potrei mai dirti di no...e lo sai!"
Il mio tono era fermo e deciso.
"Lui si chiama Garet Jax, lei è Amberle, ti racconterò la storia strada facendo, ma sbrighiamoci...non c'è più molto tempo".
"Va bene, andiamo! Aspetta vado a prendere l'altro fodero, così sarai al mio fianco e nessuno noterà la differenza".
Entro nella baracca con il fodero antico, lo lascio sul letto... se Blue dovesse tornare capirebbe subito che me ne sono andata con la spada e sicuramente mi verrebbe a cercare.... potrei aver bisogno di lei, quanto a Easy... beh... lasciamo perdere...lui si arrangia sempre da solo! Prendo il fodero da mettere alla cintura, mi sistemo, chiudo la baracca.
Finalmente prendo in mano la spada, la luce si attenua, la infilo nel fodero e mi incammino... ma dove devo andare?
"Alla baracca di Kopl, isola di Sume"
C'è Xar all'imbarcadero! Quante stranezze! Io non l'ho mandato a chiamare! Salgo sulla barca di Xar che, come al solito in perfetto silenzio, comincia a remare. La spada comicia a raccontarmi la storia, mi parla di una donna che aveva il potere della magia e che lo ha trasferito prima di morire nella spada del suo amato. Mi racconta quello che sta succedendo a Kandi, quello che è successo a Dissidio, dei nuovi arrivati, di dolore.... di morte!
Mi chiedo perché nessuno mi aveva avvisata!
Kandi... amica mia.. sto arrivando....


KOPL
Non era possibile, stavo sognando, era un incubo. Tra poco mi sarei svegliato con Syb stretta a me e tutto sarebbe finito. Un granchio si avvicina lentamente a me, mi pizzica. Non è possibile, ero sveglio. Emetto un gemito, Syb mi sente e si volta. Mi ha visto. La paura nei suoi occhi è grande, ma esita a staccarsi da Garet. Anche lui mi vede e balzando in piedi mette mano alla spada.
Ma io non ho voglia da combattere, non ho voglia di vederli, non ho voglia di parlargli, non ho voglia di tornare a casa, non ho voglia di fare, non ho la forza di vivere. Il mondo mi è caduto addosso, ed io non ero preparato. Li guardo l'ultima volta, poi, come morto, abbasso la testa e mi allontano. Dove andare non lo so, cosa fare neanche, perchè vivere nemmeno. E mentre me ne vado i cespugli si chiudono dietro me, e la risacca del mare mi schernisce. In cielo, due gabbiani sfrecciano nel blu, diretti verso il loro nido.


IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
E così tutto è pronto a ricominciare, come prima... La piccola Falco ha avuto un moto di disappunto quando si è accorta che Dissy era definitivamente morto... ha cercato di riportarlo in vita, ma nessuno può nulla contro il fato...
Tranquilla cammino nel bosco, passando sotto un ramo, sola. Juma e Shina sono rimaste da Kandi, e Falcor sta cacciando dall'altra parte dell'isola...
Un rumore secco mi blocca sul posto, in allerta: mi guardo intorno, non vedo nessuno..... ma lo sento... chi sei, tu, così arrabbiato, sconfitto e deluso? Attraverso un antico intreccio di radici, e, seduto ai piedi di un albero enorme, la testa appoggiata all'indietro, c'è Kopl, che scatta in piedi non appena mi sente arrivare.
Mi costringo a sorridere: "Buono, buono, il cattivo è morto e i nostri hanno vinto..." la bugia mi brucia sulle labbra, ma l'uomo davanti a me non sa, e, direi, non pensa affatto ad infiltrarsi nel mio cervello. Si risiede, e io di fianco a lui.
"Uomo, cosa succede?"
Mi guarda. E in un'occhiata c'è scritta la risposta... me n'ero accorta, lo sapevo. Fin dall'inizio quei due si erano capiti, si erano... riconosciuti. Syb e Garet, Garet e Syb. E Amberle, naturalmente, tessera indispensabile del mosaico.
Vorrei ridere, ridere di tutto questo, che mi scivola di dosso come acqua sui vetri, vorrei dirgli che tanto non deve preoccuparsi, perchè probabilmente il mondo avrà fine molto presto, visto che ancora l'ametista rimane per me un mistero....
Lo guardo, seduto in silenzio di fianco a me, le parole mi brillano chiare dietro la fronte.... "Prenditi tu un po' del mio carico, e vediamo chi sta meglio.... ti dimenticheresti Syb, se la salvezza dei tuoi dipendesse da te..." ma l'unica cosa che esce dalle mie labbra è silenzio.
Sorrido a me stessa, deridendomi gentilmente... poi piano costringo Kopl a mettermi la testa in grembo.
Il sole filtra gentile attraverso le foglie...
"E questo forse è l'ultimo attimo di tranquillità..."
Una brezza leggera porta lontano i miei pensieri.


GARET JAX
Un bacio da una strega.... dovevo essere completamente impazzito.... eppure mi veniva tutto così naturale... mi sembrava come se ci conoscessimo da una vita... anime affini.... volpe e piccolo principe... solo che ad essere addomesticato questa volta toccava a me...
Un guerriero incapace di amare...
Garet Jax... un nome che significava morte... ed ora si ritrovava come un bambino davanti ad un gioco per adulti... a cui non sei in grado di giocare.... eppure ti fa gola lo stesso....
Mi si era schiuso un fiore nell'anima, aveva toccato con i suoi petali delicati il mio orgoglio di guerriero, e io ero stato fatto schiavo, catturato in una rete da pesca... era bastato un bacio per far sbocciare in me quell'umanità, quella sensibilità che avevo tentato di soffocare per tanto tempo, che ero riuscito a rinchiudere in un vaso, ma ora il tappo era stato tolto, e tutte quelle emozioni che avevo relegato nel dimenticatoio ritornavano a me con la pretesa di ricevere attenzione tutte quante, e tutte quante insieme... Sentivo solo le sue labbra calde contro le mie, i suoi capelli intrecciati nelle mie dita da combattente, e vedevo i suoi occhi guardarmi dentro e la vedevo capire in che stato mi trovavo... e sorridere di questo.... perché in fondo non c'era nulla di male per lei... lei non poteva capire che cosa significasse sopprimere una parte di te stesso per cercare di andare avanti senza pensare al passato.... era questo che avevo fatto... mi era creato una passato senza dolore... era stato io, aiutato dalla magia di Amberle a dimenticare tutto, a cercare di ricominciare da capo... ora ne ero consapevole, ero io che mi ero costruito quel falso passato per dimenticare tutto, per dimenticare lei.... ma ora che riavevo gli occhi di Amberle davanti a me non potevo continuare ad ingannare me stesso... avevo cercato di dimenticare chi era stata per me Amberle, di fare finta che non fosse mai esistita, di scacciarla dal mio passato, invece di custodirla nel mio cuore, come avrei dovuto fare.... ma il cuore di un guerriero non era adatto a simili ricordi, e non era in grado di dare acqua ad un fiore come Amberle, e così il suo ricordo si perse.... ma ora Sybil aveva riportato l'acqua nel mio arido cuore, che ora poteva di nuovo amare... amare lei, così simile ad Amberle.... eppure avevo paura, paura che il passato potesse ripetersi, paura di amare e poi perdere.....e le troppe emozioni non trovarono altro sfogo che la lacrime....
Sybil sentendo le lacrime venirmi giù lungo le guance staccò le sue labbra dalle mie e cominciò a baciarmi le lacrime...
Dentro di me tutto era caos, anarchia, tutte le sensazioni e le emozioni represse per anni tornarono a gridare vendetta, ma la tempesta già cominciava ad affievolirsi, cominciavo ad accertarmi per quello che ero... un essere umano in grado di provare emozioni...
E solo ora capii quanto mi aveva amato Amberle... lei, che continuava a vivere nella mia spada, mi aveva dato il potere per dimenticarla, aveva preferito che io mi dimenticassi di lei piuttosto che farmi soffrire... la mia Amberle... ed era stata lei ora a farmi tornare completamente i ricordi, attraverso la magia della spada, unita alla magia del bacio di Sybil... Amberle, che ora mi diceva di amare questa donna, perché lei non sarebbe mai più potuta tornare, lei che mi amava al punto di dirmi di dimenticarla, lei che mi aveva ridato le mi emozioni, mi diceva ora di tornare ad amare, perché non può piovere per sempre....
Sentii un movimento della testa di Sybil e mi voltai anche io, e vidi Kopl.... un guerriero sconfitto senza alcuna ferita, con in faccia il dolore e con la morte nel cuore... chi ero io per portargli via la sua strega? con che diritto mi ero intromesso tra loro?... eppure era stato tutto così naturale....
Kopl si voltò e andò via tra gli alberi... avrei voluto corrergli dietro per spiegargli, ma in fondo non avevo spiegazioni neanche per me figuriamoci se potevo convincere un altro uomo...
Sybil mi guardò e mi abbracciò.... chissà che cosa aveva in mente quella streghetta.... chissà cosa pensava veramente di me.... forse provava pietà per un uomo di latta che improvvisamente ritrova il suo cuore... o forse mi amava e anche lei non sapeva darsi una motivazione... avrei voluto dirle un milione di cose, ma non ero mai stato bravo a parlare di queste cose, a trasmettere quello che avevo dentro... fortunatamente fu lei a cominciare a parlare.....


KOPL
Io non sapevo che fare, Syb e me, Syb e Garet. Tutte le mie idee erano in un confuso turbine d'indecisione, ed ora, cullato da Iante i miei pensieri scivolano via nella notta e tutto intorno tace.
Lentamente Morfeo mi accarezza, cerco di resistergli ma non riesco. Mi addormento tranquillo e dimentico di ciò che mi era appena successo. La pace mi avvolge, ma quanto può durare?


IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
Intorpidita mi sveglio....... intorno a me il silenzio della notte, nemmeno un rumore, e il peso della testa di Kopl in grembo...
Quando all'improvviso il suolo sotto di me si fa cedevole, pronto a sprofondare: con una mano impedisco a Kopl di rotolare lontano, con l'altra stringo il collier, tanto forte da ritrovarne i segni impressi nel palmo. Immobile osservo Kopl che non si sveglia, inchiodato nel sonno da una forza nascosta, e tenendolo fermo per le spalle, pianto una mano nel terreno. Il collier comincia a brillare, piano, e una voce rimbomba dall'oscurità della terra:
"Chi sei tu, piccolo essere?"
Velocemente sposto Kopl e mi alzo in piedi. Davanti a me si apre un crepaccio, il prato mi scivola sotto i piedi, e vedo il corpo dell'uomo dormiente fare altrettanto.... richiamo i 4 elementi, il diamante comincia a brillare, e una folata di vento spinge Kopl più lontano.
Ansante guardo il pozzo apertosi, il respiro caldo che ne esce, ed un ruggito di rabbia. Poi il terreno si richiude.
Mi risiedo ai piedi dell'albero, con gentilezza riavvicino Kopl, che ora si muove in un sonno naturale... Rimango ad occhi spalancati nel buio, io sola, sul cuore della terra.


KANDI
Osservo Dissidio...la morte ha disteso il suo volto, e ritrovo l'amico di un tempo.
La sua ansia per la nave in mano alle piratesse, il suo terrore per Kalnar, la fusione della sua anima con De'nalia, la grandissima responsabilità dell'eredità di Principedemone...
Tutto in lui era insicurezza, paura dell'ignoto...
Forse per questo la sua anima è stata così semplice da usare dal demone che ne aveva preso possesso.
Eppure lottava per la salvezza di Fantasy e dei suoi amici...
Ora è sereno, finalmente.....ne aveva tanto bisogno....
E questo allevia un po' il mio dolore.
Sono spariti tutti dalla baracca, tranne Falco, e Shina e Juma.
Dobbiamo seppellire Dissy, non possiamo lasciarlo così...
Falco mi dà una mano a ricomporlo, poi assicuriamo il suo corpo ad una barella improvvisata ed affidiamo il trasporto alle due belve, stranamente quiete, come se riconoscessero la morte...
L'isola di Vent... Edwin delle nebbie, il custode del cimitero, che ha sempre pronta una fossa... e Dissy che riposa per sempre fra di noi...
Un po' stordita torno sui miei passi, mentre sento una voce chiamarmi.... ed è già gioia!!!
SkyWalker!!!
"Che bella sorpresa!!!" le dico sorridendo, abbracciandola... Ora c'è lei, tante cose andranno a posto...
E' troppo tardi per Dissidio, ma ora cerca Garet, ed Amberle.... la sua spada ha bisogno di loro...
E Iante, dov'è?
Ho percepito qualcosa di strano, mentre m'ero assopita vegliando Dissy... una voragine? O forse solo un sogno...
E poi è sparita...
Un pensiero mi attraversa improvviso la mente come una scossa....
Chi era nel corpo di Dissidio, ora dov'è???


SKYWALKER
Insomma! Xar deve fare sempre tutto di testa sua!
Sono a Vent e non a Sume!
E non vuole muoversi di qua! Che creatura testarda!
Ma figurati... Come potrebbe essere altrimenti?... fedele compare di Abel Wakaam!
A volte ho l'impressione che questi due siano una persona sola!
C'è un gran silenzio qua!
Comincio ad inoltrarmi all'interno dell'isola, sembra tutto a posto ma guarda guarda chi c'è!
Kandi!!! Finalmente posso abbracciarla, è sconvolta, mi racconta che hanno appena seppellito Dissidio...non è possibile!
Non volevo crederci fino a che Kandi non me lo ha confermato!
Dobbiamo cercare subito questo Garet e la sua spada Amberle!
Perché Juma e Shina sono qui?
"E questa chi è?" chiedo a Kandi guardando una ragazza un po' spaurita che sta dietro di lei.
"E' Falco della Notte, una maga, è appena arrivata a Fantasy ed ha bisogno di aiuto per recuperare il suo passato..."
Kandi...che, come al solito, se trova chi ha bisogno di aiuto si fa in quattro..e così sia!
"Iante è sparita!" continua Kandi "e anche Kopl e poi vorrei proprio sapere chi aveva preso possesso del corpo di Dissidio e dove è adesso.."
"E lo chiedi a me??? Sono appena arrivata, stavo proprio bene, ero a Prin, volevo farmi un thé, la mia spada all'improvviso si mette a parlare, mi ritrovo sul traghetto di Xar, dovevo andare a Sume invece sono a Vent... Kandy..non chiedermi altro per favore! Adesso andiamo a vedere se Xar è sempre lì e facciamoci portare a Sume! E' lì che dobbiamo andare!"
All'improvviso Juma e Shina che fino ad allora erano state tranquillissime cominciano ad agitarsi..e Iante non c'è!
E ora chi le calma? E perché si sono innervosite così?
Un brontolio cupo...strano...silenzio, un silenzio incredibile ci circonda, cosa succede?
La terra...la terra trema....ci mancava solo questa!
Cominciamo a correre verso la spiaggia ma... Juma e Shina non ci seguono! Perché?
Gli animali hanno paura del terremoto, come noi del resto!
Le chiamiamo a gran voce... ma niente!
Alzo gli occhi al cielo in segno di disperazione e chi vedo?..ma è Galahad il falco di Iante che gira come un pazzo nell'aria, sembra chiamarci...anche Kandi è stupita, mi dice che non si era mai visto fino ad allora, Iante aveva con sè solo Juma e Shina... nel frattempo questo piccolo sisma sembra essersi calmato, torniamo indietro seguendo Galahad.....

GARET JAX
Guardai Sybil negli occhi.... erano un misto di sentimenti indecifrabili... era smarrita... e sicuramente non voleva nessuno vicino... era confusa.... non sapeva spiegarsi quello che succedeva... il vento del destino ci aveva trasportato anche per troppo a lungo.... era ora di opporvisi... almeno io avrei cercato di remare controcorrente...
Non ero mai stato così vicino all'anima di una donna... eppure ora dovevo andarmene... almeno per un poco... dovevo lasciarla da sola a riflettere, e anche io dovevo uccidere i miei demoni... così mi alzai e me ne andai... Non mi voltai a vedere quello che Sybil fece, mi avrebbe cercato lei se avesse voluto... doveva decidere lei che fine avremmo fatto... se le nostre anime dovevano prendere sentieri diversi oppure rimanere per mano ancora per un poco... Mi scrollai la sabbia di dosso, mi girai e mi incamminai verso chissà quale meta... cominciai a camminare sulla riva del mare... a pensare a quello che stava succedendo, a quanto stavo cambiando... a se sarei mai tornato quello di un tempo...
Chissà che fine avevano fatto Kandi e Iante...
Cominciai a sentire Amberle che mi chiamava..... era moltissimo tempo che non provavo quella sensazione.... a dire la verità era successo solo una volta qualche giorno dopo la morte della mia protetta... e la spada mi aveva parlato.... e ora provavo la stessa sensazione...
Tirai fuori la spada dal fodero e la sua lama luccicava come quel giorno, riflessi rossastri minacciosi...
L'ultima volta il messaggio che mi aveva dato era stato di liberazione... Amberle voleva togliermi il peso della sua morte dalle spalle.... mi disse che io non avevo colpa... che sarebbe successo comunque prima o poi... e mi disse che mi amava... e io avevo tradito il suo amore, con Sybil...
Piantai la spada nel terreno e mi sedetti accanto a lei... e dalle acque del mare emerse la mia visione...
Amberle... come l'avevo lasciata l'ultima volta... dolce... mi si sedette vicino... e cercai di trattenere le lacrime, perché a lei non piaceva che io piangessi... non disse una parola... ma quel suo sguardo fu più eloquente di ogni altra parola... i suoi occhi dicevano di lasciarmi andare all'amore... che lei mi amava ancora, ma che non avrebbe potuto stare con me, e che io meritavo qualcuno al mio fianco.... mi diede un bacio su una guancia, si rialzò e sparì...
Avevo troppe emozioni dentro per parlare, ma riuscii a non piangere... anche se ne sentivo il bisogno... stavo tornando quello di un tempo...
Sentivo che c'era qualcosa di nuovo nell'aria.... qualcuno mi cercava... mi doveva parlare... e cercai di tornare da Kandi per sapere se lei poteva darmi una mano a trovare questo qualcuno...


KANDI
"Sei venuta a cercare Garet Jax, Sky?"
Lei conferma, mentre un boato sinistro fa impietrire le belve di Iante in una strana posa...
Sembra un terremoto.... Galahad volteggia terrorizzato, alla ricerca della sua amica.
"Dobbiamo correre, ma non a Sume, ad Egos!!!" dico a Sky ed a Xar, che stava attendendo...
"Ho lasciato tutti là, e là si è svolta la tragedia.... Sono qui solo per Dissy, per dargli pace con la sepoltura..."
Falco sta venendo verso di noi con Shina e Juma, dopo averle tranquillizzate, ed insieme saliamo con Xar, rotta verso Egos.
Seduto sulla spiaggia, in lacrime, Garet... ed Amberle conficcata nella sabbia, in attesa...
Sky gli si avvicina...sembra che abbiano tante cose da dirsi...
La tigre e la pantera scattano verso la direzione che ha preso Galahad, ed io le seguo, certa che mi condurranno da Iante.
S'inoltrano nel bosco, ed io dietro di loro, con Falco della notte di fianco a me...
Eccola!!! Seduta sotto un albero, accarezza gentilmente il capo di Kopl, addormentato sul suo grembo...un atteggiamento inconsueto...
Ed inconsueto è lo sguardo che si posa su di me, un po' sperduto, come in cerca d'aiuto..... lei, così sicura ed imbattibile...
Shina le lecca una guancia pallida, ed io mi siedo accanto a lei circondandole le spalle con un braccio...
"Proveniva da qui, quello strano boato, vero...?" le chiedo sottovoce, e lei annuisce...
Attendo... che mi dica qualcosa di più...


IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
"Togliti stupida bestia..." Shina si siede al mio fianco, con un sorriso la ringrazio: la solita luce fredda è tornata nel mio sguardo; al mio fianco c'è Kandi, stupita, affettuosa, e preoccupata. Balzo in piedi, senza curarmi di Kopl, che ruzzola in terra e si sveglia con un borbottio seccato. Davanti
a me, dietro a Juma, è apparsa una donna, una donna strana, una donna che fa un passo in avanti.
"Chi sei?" Le chiedo con la consueta autorità.
"Sky"
Una parola, una parola sola, eppure sembra essere così eterna... perchè ho l'impressione che lei sappia cos'è successo?
Da dove vieni, Sky?
Sei forse un messaggero dell'Olimpo? Un messaggio dall'Olimpo?
I miei occhi gialli brillano nei suoi, mentre intorno a noi si fa silenzio... riesco appena a rimanere in equilibrio quando un'altra scossa spacca il terreno, aprendolo dall'interno, e una fiammata brucia le radici dell'albero ai piedi del quale Kopl ha dormito.
Con un balzo spingo Kandi lontano, stringo il collier, pronta. E vedo Sky perplessa.
Poi il terreno si richiude, ancora una volta senza far rumore.


KOPL
Uno scossone mi fa socchiudere gli occhi ed un raggio di luce mi brucia le pupille.
Non riesco a svegliarmi, intanto sento la tigre di Iante che mi si appoggia addosso.
"Ancora 5 minuti, mormoro assonnato" in quel mentre un calcio nelle reni mi fa aprire gli occhi di colpo.
Alzo la testa da terra e metto a fuoco la figura sopra di me. "Alzati, non abbiamo tempo da perdere." Syb, sei tu, sei tornata. No, è Iante.
Non era un sogno, Syb e Garet, che ne sarà di me senza lei? Ma a quanto pare devo pensare ad altro. Non posso perdere tempo. Mi alzo in piedi e seguo Shina farci da guida.


SKYWALKER
"Ti dirò dopo da dove vengo Iante, adesso devo trovare Garet!"
Detto questo voltai le spalle e mi diressi di nuovo verso la spiaggia.
Lo vidi seduto, la sua spada conficcata nella sabbia bianchissima davanti, guardava il mare...... ad un tratto si alzò prese la spada e infilandola nel fodero, si diresse verso di me, ma sembrava non vedermi, la sua mente era altrove, la potevo sentire chiaramente, lo chiamai:"Garet Jax!"
Si fermò, mi vide, eravamo quasi uno di fronte all'altro, mancavano pochi passi quando improvvisamente la mia spada cominciò ad emanare una luce fortissima, mi bloccai, l'afferrai per l'elsa, mi resi conto che anche a lui stava accadendo la stessa cosa.
Eravamo in due adesso dentro la stessa nuvola di luce che mi aveva avvolto la prima volta a Prin.
Non sapevo cosa fare, era una sensazione dolce stare lì dentro, vedevo Garet stupito, non seppi fare altro che dire un nome: "Amberle!"
La luce si fece ancora più intensa, ancora più dolce, ci avvolgeva, ci accarezzava, ci univa in un abbraccio incredibile...... adesso eravamo vicinissimi, ci potevamo toccare..... il volto di Garet era bellissimo, era solo sorriso, era solo dolcezza, era solo...... amore!
Era come se stessimo ballando su quella spiaggia bianca, una strana musica ci accompagnava, avrei voluto che non finisse mai!
Stavo bene con quello sconosciuto.... che non mi sembrava poi così sconosciuto, anzi avevo la netta sensazione di conoscerlo da sempre e di...... amarlo!
Cosa mi stava succedendo?
Non lo so...... ma non me importava niente!
All'improvviso però le else delle nostre spade si toccarono e tutto svanì in un batter di ciglia!
Rimanemmo però abbracciati su quella spiaggia bianca per un lungo momento, quando alcune voci ci riportarono alla realtà!
Kandi, Iante e tutti gli altri erano lì a guardarci, belve comprese! Guardai Garet, lui mi fissava, gli dissi semplicemente: "Sono Skywalker dell'isola di Prin, credo che tu ed io abbiamo qualcosa da dirci, anche se non so bene cosa!"


GARET JAX
Mi alzai dalla spiaggia..... si stava avvicinando qualcuno... Amberle me lo diceva, un dolce sussurro... un soffio sulla mia anima..... Quello che successe poi nel ricordo svanì come un sogno all'alba..... e ricordo ben poco... frammenti sfocati.... non legati da un filo logico.... il calore del suo corpo avvinghiato al mio.... il suo sguardo perso in chissà quali pensieri.... troppe sensazioni per un animo guerriero abituato solo al ferro di una lama... non mi piaceva affatto tutto quello che accadeva.... ero arrivato da poco e troppe cose succedevano senza il mio volere.... troppe emozioni tentavano di forzare il mio blocco.... ma sarei stato più forte ora.... non avrei lasciato il fiume straripare di nuovo.... Lei mi guardava con aria sognante.... si vedeva che non aveva mai sentito l'odore del sangue del nemico.... le battaglie ti forgiano..... con ogni vittima che uccidi se ne va un pezzo della tua anima, togliere la vita ai propri nemici ha un prezzo... si diventa insensibili... e si cede difficilmente alle proprie sensazioni.... In un istante tutto svanì... e mi ritrovai le braccia di lei intorno alla vita.... il suo volto chiedeva risposte a domande che neanche aveva formulato.... domande a cui sicuramente non avrei potuto dare una risposta.... qualcosa l'aveva portata da me... rimaneva da vedere se era stato un buon vento oppure uno cattivo..... aveva un viso dolcissimo, delicato.... ma che cosa portava con sè? Un vento gelido proveniente dal mare mi riportò alla realtà.... tutto riacquistò fisicità, e lei si presentò.... SkyWalker.... e disse che avevamo qualcosa da dirci...
-Io sono Garet Jax, e credo che tu abbia qualcosa da dirci.........-


IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
La mia risata risuona per tutta l'isola: non ho potuto proprio farne a meno.
Sky si volta infastidita verso di me, ma anche Kandi fa fatica a trattenersi, riuscendo in un paio di strani grugniti a reprimere il riso.....
E' incredibile cosa quella spada sia riuscita a fare, ammesso che sia stata solo Amberle... mi volto verso Kopl, che fissa con un viso marmoreo il rivale..... alzo gli occhi al cielo: possibile che le cose possano diventare più complicate di quanto non siano? Possibile sì, perchè ecco che dalla boscaglia compare Syb. Di corsa. E si getta tra le braccia di Kopl.


SYBIL
Ero rimasta su quella spiaggia non so quanto...
Il tempo al pari dei sentimenti si era dilatato... aveva perso forma..
Quand'è così..è come se i rintocchi facessero a spicchi il giorno..
E' il tempo che è una lama acuminata e seziona l'eternità...
La chirurgia delle ore..Ogni minuto una ferita... una ferita per salvarsi...Si sta aggrappati al tempo perchè questo numera i conti di essere chi si è...minuto per minuto..
Mi alzai di scatto...guardai la superficie dell'acqua...sentii una voce persa nel tempo.. e cominciai a correre...
Correre a perdifiato...
..Ecco... inciampo in un radice....il ginocchio sbucciato...
Il rivolo di sangue mi riporta alla realtà della boscaglia..
Filtra poca luce..ma c'è uno strano odore nell'aria...
L'annuso assetata....lo conoscevo quel qualcosa che mi solleticava le narici...Era magia.....
Sento ridere...una risata argentea... si è Iante... piccola donna cresciuta... l'avrei trascinata con me..anche se non voleva...
Mi avvicino.. in un rovo.. tra more e spine intravedo la figura di kopl...
Senza nessuna ragione conosciuta... gli butto le braccia al collo... Come a farmi perdonare il più vile dei peccati..


GARET JAX
Eccoci tutti lì.... gente troppo diversa per essere realmente unita.... la parola amico è troppo grande.....
Eppure ero legato a loro da una qualche empatia....
Non posso negare che provai qualcosa quando vidi Sybil tornare dal luogo dove ci eravamo baciati e abbracciare Kopl... era stato tutto una buffonata.... possibile che un bacio venisse svenduto a quella maniera? Che per lei significasse così poco?
Eppure era così... lei era tornata dal suo uomo... e forse era la cosa più giusta.... forse quello che c'era stato tra noi non poteva essere amore.... troppo impulsivo.... bruciati da sentimento troppo forte per essere trattenuto, ma troppo acerbo per avere un senso....
Non potevo aspettarmi una fine diversa....
E comunque io non sarei stato mai in grado di darle l'amore di cui lei poteva avere bisogno... troppo poco abituato a dare e ricevere affetto.... troppo guerriero per avere una donna accanto che non fosse la mia Amberle....
Avendo un'altra donna accanto l'avrei come tradita.... lei che aveva dato la sua vita per amore mio... lei che mi aveva amato veramente.... la mia vita ormai era sua... e l'unico sentimento che sentivo di poter provare liberamente era rabbia.... odio.... verso coloro che avevano portato via il mio fiore....
Strinsi forte l'elsa della mia spada, e mi sembrò di stringere la sua vita a me.... di sentire il calore del suo corpo... sapevo che lei viveva nella mia spada....
Avevo per troppo tempo perso lo scopo della mia vita..... la vendetta.... ero circondato da persone che mi volevano bene... ma non volevo coinvolgerle in quello a cui andavo incontro... anche se avrei preferito avere qualcuno accanto....
Ma chi avrebbe accettato di seguirmi nelle braccia della morte?
Questa nuova ragazza appena giunta che mi aveva istintivamente abbracciato, dominata dal potere della sua spada (forse era questo era quello che essa voleva che le dicessi)?
Oppure Kandi, ragazza tanto fragile quanto coraggiosa?
Oppure Iante, lei si che aveva i poteri per essermi utile.... ma troppo piena di sè per aiutare un semi sconosciuto?
Kopl, lui si che mi avrebbe fatto piacere averlo come compagno.... ma adesso che aveva ritrovato la sua Sybil sarebbe tornato il toro mansueto di prima?
Non vedevo qualcuno adatto alla missione a cui andavo incontro.... ma avrei preferito che qualcuno in quel momento mi mettesse una mano sulla spalla e mi dicesse:-Io sono con te.....-
Ma come potevano essi immaginare i miei pensieri?
Ero tornato di nuovo quello di prima....
Garet Jax il guerriero..... per servirvi....


IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
Sorridendo osservo la scena... scambio uno sguardo divertito con Kandi, che risponde ammiccando... quello che è successo sembra così lontano, agli occhi degli altri, ma il ricordo spegne bruscamente il sorriso sulle mie labbra... guardo Garet, abbarbicato alla sua spada quasi disperatamente, deluso dal comportamento di Syb, si stringe all'unico essere che pare essergli rimasto... E Sky? Sky che sembra così lontana, quasi tramortita...
Alzo la testa, richiamata da una voce vicina, che solo io sembro aver udita: "Cara la mia piccola guerriera, si può sapere che ti aspettavi, la scorta? Guarda quell'uomo, dimmi se non ti pare pateticamente umano.... desidera che qualcuno gli chieda cos'ha, se è possibile offrirgli aiuto.... e probabilmente lo avrà.... oppure dimmi, maschiaccio, avrai mica intenzione di aiutarlo tu, vero?"
Sorrido "Non ci penso nemmeno!" rispondo in silenzio.
"Era ora... e allora, dì allo zietto.... Lo sai che devi fare?"
"No"
"Sicura?"
"Sì... no."
"Dunque?"
"La prossima volta che si aprirà la terra......."
"Ti farai un tuffetto."


KANDI
Skywalker ha finalmente trovato Garet Jax, e soprattutto quello che cercava di più... Amberle...
Le due spade sembrano una cosa sola, mentre scatenano una forza che imprigiona Sky e Garet in uno strano abbraccio di cui essi stessi sono stupiti...
Devono ancor cercare molte verità, ma forse Garet non sarà più così disperatamente solo, forse troverà una ragione per vivere...
Forse riuscirà ad accettare anche ciò che stiamo vedendo ora...
Sybil che torna all'improvviso, e si getta fra le braccia di Kopl...
Ad un tratto, Iante assume un'aria strana ed assente, come se parlasse con qualcuno che io non vedo...
S'allontana un po' da noi, ed io la seguo, incuriosita...
D'improvviso non posso fare a meno di cacciare un urlo.... la terra trema sotto i nostri piedi, con un boato, lo stesso udito prima ...
Ma ora vedo ciò che accade...
Una fessura dapprima appare nel sentiero davanti a noi, e s'allarga... s'allarga sempre più, ed inghiotte erba, sassi e fronde...
Non riesco a vedere se qualcosa ne esce fuori, perchè Iante prontamente mi afferra e mi spinge all'indietro...
Rotolo a terra, e seguo impotente la scena...
Lei si volta un attimo verso di me, i suoi occhi sono strani... forse un lampo di paura, ed indecisione....
Poi avanza verso il baratro, mentre il mio inutile "Nooooo...." la accompagna, e si perde con lei, che sprofonda là... sempre più in basso........


IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
Un salto interminabile, con la certezza di non vedere nessuna luce alla fine... come ho trovato il coraggio di farlo?
La discesa non lascia spazio a ripensamenti, la risalita sarebbe impossibile, morire, quello sì, è probabilmente l'unico modo per uscirne.
E allora perchè tutto questo mi sembra così familiare?
Qualunque cosa ci sia alla fine, non è questo che da sempre mi aspetta?
Gli Dei mi donarono il controllo dei quattro elementi, per cosa, se non per questo?
Dove una forza tanto violenta e primordiale può essere scatenata se non nel Tartaro, luogo senza ritorno, dove nessun eroe si avventurò mai?
Picchiando violentemente la fronte, si arresta la mia caduta.


SKYWALKER
Sentii sghignazzare....... "BASTA! Non c'è proprio niente da ridere! Aspettateci laggiù e non fate chiasso, non mi sembra proprio il momento!"
Iante cambiò subito espressione, ma non mi sembrava che fosse per la mia partaccia! Non era tipo da impressionarsi per così poco.
Era arrivata Sybil nel frattempo, che si era letteralmente gettata tra le braccia di Kopl....
Ero stanca di tutta questa confusione!
Presi Garet per un braccio e mi allontanai dalla marmaglia sghignazzante!
Camminavo a passo svelto trascinandomelo appresso...... non sapevo cosa avevo da dirgli.... ma lui era convinto del contrario! E ora?
Trovai una bellissima roccia ai piedi di una palma enorme, ci sedemmo di fronte uno all'altra, il mare era calmissimo, il sole caldo, i profumi nell'aria molto intensi.
Lo vedevo perso nei suoi pensieri, nelle sue incertezze, teneva la mano sull'elsa della sua spada come se fosse l'unico punto d'appoggio per la sua vita.
Ma chi era? Ma cosa o chi cercava? E cosa diamine ci facevo io in mezzo a questo caos?
Êro lì, seduta e non sapevo da che parte cominciare che un boato ci fece balzare in piedi, all'unisono le nostre spade erano fuori dai foderi...... ma......la terra tremava di nuovo, Kandi urlava, Iante con una poderosa spinta la spinge lontano dalla terra che si stava aprendo sotto i loro piedi ma lei resta lì.....un attimo, solo un lungo interminabile attimo e poi......si getta nel baratro!
Non è possibile, non ci posso credere, Garet ed io ci lanciamo verso quel baratro!
Non ci guardavamo, non dicevamo niente, correvamo e basta, e andavamo ambedue nella stessa direzione, non chiedetemi perchè, io non lo so, ma sapevo con certezza verso dove stavamo correndo!
Sfiorai Kandi correndo...feci in tempo a urlarle "Non muovetevi da Egos" che cominciai a rotolare dentro quel baratro e...... Garet era al mio fianco!
Rotolavamo verso l'ignoto, rotolavamo verso il buio, ad un tratto qualcosa frena la mia caduta.....ma non riesco a vedere niente, il buio è impenetrabile.
"Garet.." Provo a chiamarlo.....
"Sky, sono qui, parla che ti raggiungo, non dovrei esserti lontano, ti sento benissimo"
Seguendo il suono della mia voce Garet era al mio fianco in un batter d'occhio, bene...mi sentivo meno sola in quel buio!
"Qualcosa mi ha frenato Garet, ma non so cosa, non vedo un accidente!!! Ma è qualcosa di morbido, cerchiamo di capire cos'è."
Piano piano, per non ricominciare a cadere, tastiamo "la cosa", sembrava stoffa, sembrava carne, sembrava........ IANTE!
Accidenti al buio!
Ma un'idea mi squarciò la mente....chissà se avrebbe funzionato.... mmmmmm..... "Garet avvicinati a me e tira fuori Amberle!" "Sky ma ti sembra il momento?" "ho detto tira fuori la spada e avvicina l'elsa alla mia!"
"Non funzionerà, ho capito cosa vuoi fare, ma non funzionerà"
Questo ragazzo cominciava a darmi sui nervi...
"Ti costa molto provare???"
Non fu facile..... i movimenti erano lenti e, anche se eravamo vicini, passarono lunghi minuti prima di riuscire ad unire le due else delle nostre spade e a fare un pò di........ LUCE!
Aveva funzionato! Garet era stravolto.
Iante era sotto di noi, aveva un bel bozzolo sulla fronte, era viva....era solo svenuta... eheheh anche le semidee svengono!
Ci guardammo intorno..... non c'era assolutamente niente!
Ma che razza di posto era?
Non si poteva neanche descrivere....non c'era niente da descrivere!!! "Garet, aspettiamo che Iante si riprenda, allontaniamo l'else, torniamo al buio!"
"Aspetta Sky, ma come è possibile che accada questo? La luce? Le spade? Perchè?"
"Io non lo so Garet, ma le spade ci hanno unito e dalla loro forza ne verremo sicuramente a capo di questa storia!"
Guardandomi staccò la sua elsa dalla mia ed il buio ci avvolse di nuovo.........



IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
"Che cosa diavolo fate qui! Maledizione!" Impossibile, come ha potuto Sky fare uno sbaglio simile!
La rabbia che mi dardeggia negli occhi è chiarissima, Minacciosa mi avvicino a Garet , poi a Sky, poi di nuovo a Garet. "Cosa, cosa pensavate di fare, ditemi? Salvare il mondo?"
Sky mi si avvicina, seria: "No, stupida arrogante, salvare te."
"Beh, non ce n'era alcun bisogno. Questa è la sfida che mi aspetta da una vita Sky, non posso preoccuparmi di voi!"
Una piccola luce compare al mio fianco, aumentando d'intensità, e senza prendere forma: Una voce conosciuta mi apostrofa: "Sciocca, cosa pensavi, di fare un saltino e trovarti nell'arena? Non funziona così. I tuoi amici sono venuti fin qui? Problemi loro, dovranno trovare l'uscita da soli. Quanto a te, per te si apre la porta. E a loro...... sia la fortuna o la morte, non è affare degli Dei."
Mi volto verso Sky, con uno sguardo a metà tra il dispiaciuto e lo strafottente.
Poi di nuovo verso la luce: "D'accordo, permettimi di aiutarli: permetti che gli sia guida, attraverso l'Averno verso l'uscita, Ettore, eroe della guerra. Questo ti chiedo, come figlia di Dea."
Un'unica risposta, e un consenso: "Vai, figlia di Dea"
Lancio un'occhiata a Sky, poi nel buio avanzo, lasciandomi alle spalle la luce, per farmi inghiottire dal buio.


GARET JAX
La razionalità non fa veramente parte di Fantasy....
Solo un attimo prima ero in riva al mare..... ora nell'Averno e davanti a me avevo Ettore....
Iante aveva rifiutato il nostro aiuto....
Troppo presuntuosa anche per una semidea... ma se lei non voleva il mio aiuto, non avrei certo rischiato la mia vita per salvare quella di una ingrata.... e visto che avevamo una guida di tutto rispetto non mi diede troppo dispiacere il lasciarla al suo destino.... e così sparì dalla mia vista e da quella di Sky in un batter d'occhio....
La luce che circondava il corpo del nostro nocchiero era troppo forte per permettermi di distinguere la sua reale figura.... e come percependo questo mio disagio la luce intorno a lui si affievolì....fino ad arrivare ad essere soltanto un tenue bagliore..... Il corpo di Ettore era come veniva descritto nelle leggende.... statuario e asciutto.... il fisico perfetto per un condottiero....
Mi guardò nel profondo degli occhi e lesse attraverso di essi la mia anima.... non avevo più segreti per lui.... e accennò un sorriso quanto smise di fissarmi...
Con una voce innaturale, che sussurrava calma e pace, disse:
- So bene quello che provi Guerriero, anche io provai le tue stesse sensazioni quando combattevo sulla fredda terra, eternamente conteso tra famiglia e battaglia.
E ora che guardo tutto con gli occhi di chi sa la verità, ti dico che non rimpiango neanche un secondo della mia vita passata.
Avrei potuto avere una vita più lunga, forse anche più felice, ma forse giunto in punto di morte, nel mio letto di casa, impossibilitato nei movimenti per colpa del peso degli anni, avrei rimpianto di non poter morire trafitto dalle spade dei greci.
E lo stesso pensi tu ogni volta che combatti.... speri di trovare la morte in quello che fai, pur sapendo che quella che conduci è l'unica vita che ti è concessa, tu, come me, non sei fatto per cadi focolai e per mogli amorevoli, l'unica cosa che ti fa sentire vivo è il rumore della battaglia, il sangue che aumenta la sua pressione, l'adrenalina che sale.... questa è la tua vita.... ed è l'unica che in fondo accetteresti come tua....-
Mentre parlava, sentivo di non avere davanti a me il grande Ettore di Troia, egli mi parlava da amico, anzi da compagno di battaglia, l'unico vero tipo di amicizia che avevo mai conosciuto.
-Questo è tutto quello che io ho da dirti, ma credo che ci sia un'altra persona che vorrebbe parlarti, un'altra che come me ha ricevuto una morte violenta, e per questo compagna nel mio eterno riposo..... Amberle.....-
Quel nome..... avrei potuto finalmente rivederla.... dirle che l'amavo dirle tutto quello che non avevo avuto il tempo di dirle in vita....
Amberle..... il suo nome era poesia..... una canzone triste..... eppure non volevo incontrarla in fondo al mio cuore.... troppi ricordi che ero con fatica riuscito a seppellire e che rischiavano di uscire dalle loro lapidi..... eppure il desiderio di riabbracciarla era troppo forte..... Alzai lo sguardo da terra e me la ritrovai davanti.... delicata e fresca come era nei miei ricordi, la morte non l'aveva nemmeno sfiorata.....
Mi toccò la mano che avevo distesa sul fianco e se la portò alla bocca...... e ne baciò il dorso..... quella sensazione..... un senso di accomunamento troppo forte per potervi rinunciare.... trovato solo nella morte e non in vita....
Non parlò..... ma con i suoi occhi mi disse molte più cose di quante ne volessi sentire...... mi raccontò della sua morte..... del dolore provato..... e lacrime scesero dalle sue dolcissime guance..... sentiva la mia mancanza quanto io sentivo la sua.... la sua mano sulla mia era fredda..... gelata..... e mi dava un senso di disagio..... lei se ne accorse e me la lasciò..... sapevamo entrambi che ormai tra noi due si era frapposta la morte..... e solo con il mio decesso ci saremmo ricongiunti.....
Lei lesse nella mia mente la voglia di morire per poterla finalmente avere tutta per me, in eterno..... e scosse la testa.... non voleva la mia morte..... non voleva che io lasciassi tutto quello che la vita rappresentava per lei..... e sapevo che non avrebbe accettato una mia replica..... tutto questo gioco di sguardi, capirsi senza una parola..... mi mancava.... e sapevo che la stavo lasciando per l'ultima volta.... eravamo riusciti a manifestare i nostri sentimenti solo dopo la vita..... prima non ne avevamo avuto il coraggio.....
Sapevo che non avrei mai potuto baciarla..... non ne avevo avuto il coraggio prima della morte e ora non potevo... lei puro spirito e io uomo di carne.....
Mi diede il suo ultimo messaggio e poi sparì....
-Ti amo Garet, e io sono sempre accanto a te, nella tua spada.... e impara di nuovo ad amare.....non aver mai più paura dei tuoi sentimenti....-
E così dicendo svanì nel nulla..... come un alito di vento in primavera lasciò solo un dolce profumo..... profumo di fiori di campo......
Tutto intorno a me si rifece cupo......
Ettore mi si rifece davanti..... e con voce imperiosa, di chi comprende, ma non condivide, mi ordinò di seguirlo..... mi voltai verso Sky..... in lacrime..... non mi ero reso conto che lei doveva aver assistito a tutta la scena insieme a Ettore..... la presi per mano con una stretta sicura e amichevole e ci voltammo per seguire Ettore...... il resto del viaggio è troppo confuso per essere raccontato.... non sono cose comprensibili da occhi umani.... e non può che rimanerne un ricordo sbiadito di corpi deformi e luci angeliche, fuoco e ghiaccio, e alla fine del lungo cammino uscimmo a riveder le stelle......


SKYWALKER
Garet mi prese la mano, era un gesto sicuro, amichevole...... e mi portò via!
Ero sconvolta, la scena a cui avevo assistito aveva infranto tutte le mie armature, tutte le mie barriere.
Avevo visto fin dove può arrivare l'amore, mi ero resa conto che può anche essere infinito e....... immortale!
Non credo di potervi raccontare come uscimmo da quell'antro.
I miei occhi erano come ...... annebbiati, non sapevo se erano le lacrime e il dolore sottile che si era insinuato dentro di me alla vista di quell'amore che solo adesso, dopo la morte, era stato dichiarato nella sua totalità o forse era la rabbia...... chi aveva osato intromettersi fra Amberle e Garet........ o forse Ettore ci aveva solo impedito di vedere la strada che ci ricondusse sotto le stelle!
Eravamo a Egos...... di nuovo lì!
Dietro di noi il silenzio.
Non si vedevano aperture nella terra.
Era tutto .................. NORMALE!
Guardavo Garet, e parlavo a voce alta, ma a chi parlavo? A lui? A me stessa?
Lui continuava a trascinarmi per la mano..................
Non sapevo perchè mi ero tuffata dietro Iante, non sapevo spiegarlo, ma l'istinto mi diceva che dovevo farlo...... era forse questo il messaggio della mia spada?
Era lì che dovevo condurre Garet?
Ma era finito il mio compito?
E Iante cosa ci faceva laggiù?
Dove era il nesso in tutta questa confusione?
Finalmente arrivammo fin quasi sulla spiaggia, cercavo motivi, ragioni, un minimo di razionalità in tutto quello che era successo, avevo quasi il fiatone da come parlavo in fretta, ma finalmente Garet riuscì a fermarmi, a mettermi seduta su di una roccia e cominciò a parlare di Amberle, a dire di Amberle, a ........... raccontare Amberle!
Ma non solo, riuscì anche a raccontare Garet!
Si..... riuscì a finalmente a dire tutto quello che aveva tenuto dentro dal tempo della morte di Amberle.
Lo vedevo trasfigurarsi via via che parlava, sembrava che il peso portato dentro da troppo tempo ormai si facesse sempre più leggero, il suo volto cambiava, si animava, si coloriva, si disperava, era una trasfigurazione continua fino a diventare un volto bellissimo, sorridente....... finalmente sereno!
Albeggiava........ era stupendo, voi riderete ma l'alba a Fantasy non è mai uguale, e quel mattino....... fu speciale!
Ci guardammo in silenzio, le parole ormai non servivano più, le nostre mani si unirono, andammo verso la battigia e................... ricominciammo a ballare!
Il mio cuore batteva forte, nessuno suonava della musica, ma io la sentivo.......... e lui?
La sentiva anche lui?
Non osavo guardarlo!
Ma........... cosa dico?
Io!
Skywalker!
Mi staccai in fretta e malamente da quell'abbraccio, girai le spalle e mi avviai a passo svelto verso l'interno dell'isola senza voltarmi una sola volta............ volevo solo tornare a Prin........... a casa mia......... ma come?
Egos sembrava deserta.....................


IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
Abbandonati Sky e Garet, mi infilo in una fenditura della roccia, poco più ampia di una crepa. L'aria è umida, salmastra, nel buio sento una goccia, da qualche parte, battere silenziosamente in un angolo. Eppure il paesaggio, per quanto sinistro è ancora di questo mondo... quanto dovrò scendere per arrivare al mio destino? Cosa dovrò vedere prima di essere pronta e insensibile, incapace di divenire di salnitro per il terrore?
Da sempre gli eroi hanno combattuto ciò che potevano immaginare, per quanto mostruoso fosse....a me cosa toccherà?
Lo stretto passaggio si fa ancora più stretto, ormai la roccia mi taglia i vestiti, e piccoli graffi si arrossano sulle braccia.. sorrido tra me, il tutto mi ricorda il passato..


Ero con mio padre, e Iolao. Ormai eravamo un gruppo compatto, gruppo che seguiva Eracle nelle fatiche assegnategli da Euristeo. Quella volta ricordo che durante il viaggio io e Iolao passammo il tempo a ridere... il compito sarebbe stato divertente, o almeno lo sarebbe stato per noi, visto che solitamente ci era impedito di intervenire, e che questa volta avremmo obbedito... Bisognava ripulire le stalle di Augia, stalle dove i capi erano tanti da non poterne vedere il pavimento... e dove il pavimento non era visibile, perchè mai nessuno lo aveva ripulito. Certo, i compito era ingrato e umiliante, tuttavia io e Iolao quel giorno lo considerammo divertente... beh, mio padre fa sempre le cose in grande stile... quella volta deviò il corso di due fiumi, e fece sì che passassero nelle stalle.....

Un'onda mi strattona i piedi, facendomi cadere. Dall'interno della roccia mi ritrovo in un fiume vorticoso... è strano che non me ne sia accorta! Con uno sforzo mi aggrappo ad una roccia, tanto viscida da strapparmi dalla carne le unghie nel tentativo di mantenere la presa... stringo il collier, e fisso lo sguardo sull'acqua... che in un attimo si indurisce, imprigionandomi nel ghiaccio. Un gesto della mano e mi ritrovo libera, in piedi sul fiume. Cosa fare se non seguirlo? Con la mano sinistra sanguinante scendo lungo il corso del fiume, e il mio sguardo si posa sul sentiero rosato che sto lasciando mio malgrado... sorrido, ricordo quando una traccia simile stava per uccidermi...


Ero sulle tracce di Eracle, decisa a staccargli la testa dal busto con un colpo di spada. A quel tempo mio padre era appena entrato al servizio di Euristeo, e mia madre aveva fatto sì che il re gli affidasse la sua prima fatica...
ricordo come fosse ieri il monte, distante due miglia da Nemea, dove mio padre era atteso, la grotta a due entrate, il silenzio circostante... ero appostata lì da un po', Shina e Juma al fianco, e ancora non avevo capito quale fosse il problema. L'unico MIO problema era il fatto che nel pomeriggio mi ero tagliata un dito, e che la ferita non aveva ancora smesso di sanguinare. Non avevo nessuna intenzione di interrompere la mia caccia per un inconveniente simile, ma ormai stavo cominciando a preoccuparmi... forse fu per quello che non mi accorsi del suo arrivo fino a quando uno sbuffo di aria calda non mi colpì il collo. Velocemente mi girai, lo sguardo fisso sul grosso leone...

Un ruggito risuona nella caverna ghiacciata. Dall'oscurità una belva mi piomba addosso, scalciando con le zampe posteriori e ferendomi le gambe, una volta abbattutami. Stordita dal colpo preso nella caduta, l'immagine mi danza irrequieta davanti agli occhi, fino a concentrarsi nelle fattezze di un leone rossiccio, i denti rotti, gli occhi bianchi e mobili. Un grido di disgusto mi sfugge dalla gola, con un colpo di spalla allontano una delle zampe della fiera, riesco a rialzarmi, lo sguardo fisso sull'animale, che avanza basso, i muscoli pronti allo scatto. E ci muoviamo nello stesso istante. Il leone atterra a pochi centimetri da me,le zampe perdono il contatto con il ghiaccio, lo riacquistano, lo perdono definitivamente, il grosso felino piomba sul ghiaccio. Ricordando il passato paterno ne stringo il collo con un braccio... fin quando l'animale non smette di lottare e ricade inerme. Mi allontano di un passo. il leone è molto più piccolo di quello di Nemea...ma per un attimo mi era sembrato lo stesso.
Ansimante mi appoggio un attimo alla roccia. Poi, guardando ancora la bocca oscura della grotta, mi sfugge un sospiro...
Non so quanto ho camminato, ma ormai la stanchezza si fa sentire,le gambe appesantite non tengono più il passo con la mente, spinta avanti. Qualcosa di indefinibile mi segue, spia i miei movimenti...e non attacca. Mi siedo sul ghiaccio in attesa. Quand'ecco dall'oscurità compare Deianira, moglie ingannata due volte, dal marito e dal nemico... in silenzio avanza volando sul ghiaccio, con un sorriso distratto sul volto. Le sorrido di rimando, ma una piccola serpe di gelo e di paura mi scorre lungo la schiena; rimango immobile, mentre Deianira si avvicina.
"Iante.." il tono è quello gentile di un'amica che ne ritrova un'altra, ma lo sguardo è freddo e morto, le mani inerti lungo i fianchi.
Arretro
"Iante..come fu triste la mia vita... come fu ingrata la mia morte... il veleno delle vesti di Eracle, mio sposo, striscia ancora sotto la mia carne, ne brucia i muscoli, distrugge ogni vestigia di vita..."
E' un attimo. Distratta, sento le mani della donna posarmisi sulle spalle, gelidamente ferme. Sorpresa fisso gli occhi di Deianira, danzanti di follia, mentre con voce gentile ripete: "Iante, sapessi come brucia, Iante, brucia..."
Il dolore mi toglie la vista, il ghiaccio sotto i miei piedi si scioglie, il fiume mi travolge, portandomi sott'acqua... null'altro, solo la pelle che arretra lungo le ossa, bruciante, urlante,la corsa del veleno lungo il corpo, il fiume....annaspando riesco a riportare la testa fuori dall'acqua, mentre sento il mio corpo non appartenermi più... e finalmente vedo la fine. La grotta termina con una bocca urlante di roccia, un rumore terribile, un ronzio capace di far sanguinare i timpani... quella è la fine, quello il Tartaro, comunque sia lì si arresta la mia corsa...


Lo vedo urlare, vestito dei nuovi abiti portati dal servo... il sacrificio rimane incompiuto, Eracle si tuffa nell'acqua,io e Iolao lo seguiamo atterriti, sperando che tutto finisca. Ma niente finisce, mio padre sta morendo, lo vedo scritto nella smorfia di dolore che gli deforma il viso... l'eroe ha resistito a tante peripezie, ed un dono d'amore segna la sua fine... Madre, perchè hai voluto che soffrissi tanto? Perchè io? Non ti era possibile mettere da parte il tuo odio in nome dell'amore per tua figlia? Perchè mi costringi a vedere?
Iolao mi stringe a sè, la voce gonfia di dolore, e sussurra:


"Guarda!" Come non riconoscerla... la voce di mio padre mi richiama all'ordine, il tono perentorio è il suo. Sopra di me una stalattite, vicinissima, ora che il fiume si è gonfiato, mi chiama con la voce dell'istinto. La afferro, chiedendomi a cosa possa servire.
"Pensa, piccola, pensa a tutto quello che hai visto qui... da sempre sei il genietto della nostra famiglia.. ricordi? Sei stata tu a suggerirmi come catturare la cerva di Cerinea..."
Il ricordo mi attraversa la testa... sorrido....... e il sorriso mi si congela sulle labbra: sulle onde del fiume saltella ora una timida cerva.
"Brava, piccola"
Un urlo di rabbia mi esplode in gola. Mi guardo le mani........ bianche per l'acqua, ma integre, senza nessuna traccia di bolle. Con uno sforzo, disturbata dal dolore sordo della mano ferita, mi aggrappo alla stalattite, e concentro lo sguardo ai miei piedi. Il fiume rimane cristallizzato nelle sue onde tortuose, in discesa. Guardo la bocca che mi aspetta, là scolpita nella roccia... e mi lascio scivolare, mentre il ronzio aumenta, riempiendomi il cervello, oscurandomi la vista.
"Piccola, ti prego, ora cerca di ricordare... cosa successe quella sera sulla riva del fiume"
La mente vaga, e con mio grande orrore scopro di non essere in grado di trattenerla... vedo cose incredibili, segni d'orrore e morte, la paura mi scuote le ossa, la grotta si avvicina.. e so che non ne uscirò, so che mi farà a pezzi, qualunque cosa mi aspetti laggiù mi farà urlare fino a spezzarmi le corde vocali, perderò la mia intelligenza, il mio....


"..amore."
Rialzo la testa, gli occhi lucidi di gioia. mio padre è divenuto immortale, mia madre l'ha perdonato.. e non mi è stato portato via. Finalmente dopo anni abbiamo passato una serata serena, noi tre vagabondi, fino a quando mio padre non è sparito con Iole...che sa che dovrà dirgli addio, a vantaggio di Ebe, dea della giovinezza, nuova sposa di mio padre e segno del passaggio dell'eroe all'immortalità. La notte è tranquilla, il cielo pieno di stelle; sdraiata sull'erba di fianco a Iolao lo ascolto distrattamente, mentre mi godo il fresco umido dell'erba....
"Cos'hai detto?" Chiedo.
Lo sguardo divertito che conosco tanto bene, ride negli occhi dell'uomo che mi sta davanti... come conosco questo viso, quanto mi è caro... da sempre è per me sinonimo di sicurezza, anche se è capitato più spesso che io e mio padre salvassimo lui, Iolao è indispensabile a entrambi. Mi chiedo se lo sa, mentre distrattamente gli allontano i capelli dagli occhi.
"Ho detto che tuo padre ha trovato l'immortalità e perso l'amore"
"Vedremo, chissà.."
"Certo, per uno qualunque di noi sarà difficile trovarlo... sempre in mezzo ai guai, a chi potremmo offrire stabilità?"
"Beh, non tutti vogliono stabilità..."
"Sì? Fammi un esempio..."
Rimango in silenzio... poi:" Beh...ecco...va bene, nessuno. Potremmo trovare qualcuno che fa la nostra stessa vita..."
"Una DONNA che faccia una vita simile??? Tesoro, non ne ho mai vista una, te esclusa, ovviamente"
Sorrido:"Beh, una ci sarà, devi solo cercarla!"
Scende il silenzio, io gli sorrido e torno a guardare il cielo.
"Non vedo perchè dovrei volerne un'altra." E' un attimo, mentre sfiora le mie labbra con le sue, dolcemente, come da sempre è abituato a trattarmi. E' tutto così naturale, così ovvio, scivolare in un luogo sicuro, sentire le sue braccia intorno alle mie, il respiro di un amico infinito... il respiro del mio Iolao, unico al mondo, capace di chiudere fuori le stelle e lasciarle senza luce....


Spalanco gli occhi, mentre sono ormai all'entrata della grotta.... e nelle mia espressione decisa brilla l'ametista del collier, la quinta pietra, illuminata di luce propria. Afferrata dall'interno vengo sollevata fino al soffitto, le altre quattro pietre si illuminano, inchiodano il gioiello al suo posto, tra le clavicole..... rimango sospesa, in silenzio, mentre il ronzio aumenta ed io non lo sento più... Guardo la grotta, e non sento più il terrore afferrarmi lo stomaco... qualunque cosa ci sia laggiù io SO affrontarla.
Con voce sommessa, quasi gentile, affermando una verità, sussurro: "Non ti aprirai più. Nessuno uscirà mai da qui. E' ora di smetterla."
La grotta sprofonda, e il fiume la segue. Mentre la terra e il lungo cunicolo si
ripiegano su se stessi, svanendo, mi ritrovo nell'Averno, dove il mio viaggio aveva avuto inizio. Ad aspettarmi c'è Ade.
"La quinta pietra."
"La quinta pietra" annuisco io
E' piacevole rivedere la luce, quando finalmente torno alla superficie, piacevole rivedere Egos, e Shina, Juma, Galahad.. piacevole sentire due voci dietro di me, due voci lontane, perchè non appartenenti a due Dei, ma a due immortali in un paese lontano. Sorrido, mentre penso al passato, a mio padre, a Iolao, che mi aspetta, e a Kandi che mi ha visto e mi corre incontro.

 

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