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- Cap. 1
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KANDI
C'è uno strano brusio, stamane, nell'aria...
Insieme al sole, dalle persiane filtrano voci indistinte, come
eccitate...
Mi stiracchio un po', già pregustando l'aria fresca che mi
accarezzerà aprendo la finestra...
Un fresco frizzante, pulito... |
Ma... quel saio... è il Saggio!!!
Inconfondibile, anche da così lontano...
E sembra impartire ordini a qualcuno che si affaccenda... attorno a che?
Stringo un po' gli occhi per veder meglio... stanno costruendo un
porto!!!
Sì, è davvero un porto... sulla penisoletta a sud di Egos...
E ci sono delle navi ormeggiate, saranno giunte stanotte mentre
dormivo...
Mi preparo in un attimo, e corro fuori.
"Abel!!!"
Si gira lentamente... il cappuccio non riesce a celare gli occhi, che
sorridono vedendomi.
E mi spiega di che si tratta...
C'è una leggenda, a Fantasy... parla di Terre lontane e sconosciute, in
cui qualcuno un giorno andò, e poi fece ritorno alla Laguna Incantata
portando con sè mille nostalgie e ricordi, e non dimenticò più...
E nemmeno la gente di Fantasy dimenticò, e questo sogno rimase nei cuori
di tutti...
Ora... il Saggio ha deciso di aiutare Fantasy a realizzare questo sogno,
e ci sono navi a nostra disposizione...potremo esplorare il mondo oltre
la Laguna!!!
"Verranno da te, per avere una nave con cui partire..."
Lo ascolto incredula... sarò felicissima di far questo!
"Che bella sorpresa!!!!! Grazie, Saggio......"
L'ho abbracciato d'istinto, spinta dalla gioia... ed ora mi ritraggo col
fiato sospeso... e scappo verso casa, in attesa dei prossimi
esploratori...
Chissà se si poteva abbracciare il Saggio.....:-))
IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
In questo posto maledetto non si può mai stare tranquilli.... Poco ci
mancava che cascassi dall'albero su cui avevo dormito, stamattina,
svegliata da un frastuono infernale!!!
Un porto.... un porto anche qui, in questo che un tempo era un angolo di
paradiso... questo equivale a dire che incontrerò caterve di gente con
storie incredibili, impossibili, ridicole, da raccontare, e che dovrò
stare attenta a che non decidano di dare la caccia a Juma, o a Shina, se
non voglio altri umani sulla coscienza....
Ormai sono sveglia, quindi tanto vale.... faccio un balzo dal ramo e mi
ritrovo alla base dell'albero, con Shina al fianco: guardo lei e la
saggia Juma e sussurro: "State qua". Poi mi avvio verso la punta
dell'isola.
L'odore del mare mi investe ancor prima che la distesa blu appaia, e
lungo il sentiero mi passano vicino strani uomini: uno mi squadra con un
sorriso sudicio sulle labbra, al quale rispondo con un'occhiata
d'acciaio...
"Scusa, puoi dirmi dove devo andare? Vorrei imbarcarmi..." Una ragazza
mi avvicina, sorridendo. Di fronte al suo sorriso rispondo con qualcosa
di simile, e: "Segui l'odore del mare"
La ragazza mi guarda, nei suoi occhi brilla qualcosa di antico... dev'essere
una maga... poi sorride: "Quale odore?"
Quello che mi nasce sul viso è stavolta un sorriso, puro e semplice...:
" Vieni, tanto anch'io vado a vedere che succede al porto... come ti
chiami?"
"Sybil. Tu?"
"Avanti muoviti." E senza rispondere mi avvio lungo il sentiero, mentre
la ragazza mi segue, divertita.
SYBIL
Guardo questa bella ragazza che mi precede, insicura, la salsedine mi
brucia le labbra, la lecco via e continuo a camminare a testa bassa..
Il mare si apre dopo una collinetta, sconfinato...
La fermo per un braccio, lei si volta, mi guarda, sussurra con voce
modulata: "Che c'è?"
Lascio la stretta, forse un pò troppo violenta, sorridendo con i miei
occhi di ametista: "Non mi hai detto come ti chiami.."
Mi guarda fisso, sembra come spaventata, no... forse è solo sorpresa, i
miei modi spicci e sbrigativi, poi abbozza un sorriso:" Sono Iante,
benvenuta strega.."
Si gira, non mi dà il tempo di replicare, questa cosa mi fa
imbestialire, restare con le parole fra le labbra e non avere un
destinatario..
Continuo a seguirla, vorrei sapere come fa a sapere che sono una strega,
io che avrei voluto nasconderlo, mentre con un rapido movimento lego i
lunghi riccioli neri in un lembo di stoffa consunta..
C'è un uomo lì alla fine del sentiero, baffuto, alto, addome prominente,
puzza di sudore e grog. Vedo Iante avvicinarsi spavalda, non c'è paura
nei suoi occhi, gli arti tesi come remiganti, quasi la invidio mentre
resto nell'ombra e seguo le sue mosse..
Chiede altre informazioni, sulla nave, dove conduce, con quella strana
malinconia che le vela gli occhi..
" Iante perchè vuoi arrivare al mare?" le chiedo curiosa.
" Non lo so, devo." Risponde secca.
" Cosa stai cercando?" la mia curiosità non sa tacere.
" Forse sto solo cercando di non trovare"....
La guardo...non proferisco altro mentre continuo a seguirla..
KOPL
Mi muovo nella boscaglia osservando le due fanciulle che si avviano
verso il porto. Dove la vorrà portare Iante. E chi è quella ragazza, non
l'ho mai vista prima.
Mi avvicino ancora, non mi nascondo, non ne ho bisogno, anche se
percepisco una forza strana. Che sia quella ragazza?
Esco e vado loro incontro, gli animaletti di Iante mi sentono e si
girano ringhiando. Nessun problema, mi riconoscono.
Adesso mi ha sentito anche Iante, ce ne ha messo di tempo: che sia
ancora un po' addormentata?
< Iante, dove stai andando? E chi è quella fanciulla che porti con te? >
KANDI
Dal piccolo portico della mia baracca gli occhi abbracciano quasi tutta
la splendida Egos, con le sue valli e cascate, e quei puntolini fra i
monti...le case del villaggio di montagna dove vivono anche Iante e
Druid, il Mago.
Già, un Mago...
Ripenso alla mia voglia d'imparare la magia, mentre osservo due
figurette che stanno raggiungendo il porto... Iante, con qualcuno che
non conosco, una fanciulla...
Iante penserà a lei.
E frattanto io dovrò pensare a questi nuovi ospiti, arrivati a Fantasy
pieni di curiosità e speranze per la nuova avventura che vivranno...
Eccoli... due uomini ed una donna...
Stanno raggiungendo la mia baracca.
"Io sono Jobb, Lady Kandi"...un sorriso un po' beffardo sotto due occhi
allegri e vivaci..."Vi porto dell'ottimo thè... Volete gustarlo mentre
parleremo di viaggi e navi?"
Gli sorrido di rimando, e guardo il Cavaliere dietro di lui... "Zeroseawolf,
per servirvi, Milady"...
Null'altro, appena l'accenno d'un inchino, e solo un'aria di mistero che
lo circonda, ed una gran voglia di scoprire chi è...
L'unica donna del gruppo sale i pochi gradini, raggiungendomi nel
portico.
"Sono Falco della notte... il custode della Rocca mi aiuta a far
riaffiorare il mio passato, che s'era sopito nella mia mente per non so
quali motivi.
Ma i ricordi tornano a poco a poco, e le doti magiche perdute saranno
presto di nuovo tutte in mio possesso..."
Una maga...
Una maga, che sta riapprendendo tutti i suoi poteri, e sembra mostrarmi
amicizia...
Mi siedo accanto a lei, non la lascerò andar via per un po'... avremo
tante cose da dirci...
Ed attendo che qualcuno di loro voglia parlarmi un po' di sè...
GARET JAX
Freddo...... un piccolo getto d'aria gelida......... dritto sul
viso....... ecco tornare un minimo di lucidità, abbastanza da
ricominciare a provare delle sensazioni, ad avere conoscenza di se
stesso.
Lui era Garet Jax, e non aveva mai sentito un dolore così delocalizzato
per tutto il corpo, ogni suo muscolo gemeva ad ogni minima contrazione,
rendendogli doloroso anche il semplice movimento di respirare.
I polmoni avevano un movimento irregolare, e cercavano di immettere in
quel corpo esausto un poco di aria respirabile.
Ora ricominciava a sentire gli odori, anche se sarebbe stato meglio
evitarlo, visto il fetore che lo circondava.
Intorno a lui regnava il buio, e sapeva che anche aprendo gli occhi non
sarebbe cambiato nulla, non intravedendo attraverso le sue palpebre
nessuna fonte di luce.
Fece l'errore di provare a spalancarli, ma evidentemente chi lo aveva
catturato aveva pensato bene di pestarlo molto ferocemente, tanto da
avergli procurato sicuramente molti lividi ed ematomi, alcuni dei quali
gli impedivano, a meno di uno sforzo che non era ancora in grado di
sostenere, di aprire gli occhi. Ma, come detto prima, non era
importante, perché il buio nella sua cella regnava incontrastato.
Non sapeva da dove fosse giunto quel leggero soffio di vento che gli
aveva ridato coscienza.
Legato come un salame, seduto per terra, con le spalle appoggiate al
muro.
Aveva ripreso quasi completamente coscienza di se, ma ora sentiva il
dolore proveniente da tutto il suo corpo, la gola era secca, e le
sensazioni cominciavano a fluire tutte insieme contemporaneamente verso
un cervello troppo stanco per poterle sopportare tutte.
La pelle era fredda, evidentemente ci doveva essere una fessura che
comunicava con l'esterno, ed evidentemente doveva essere notte fonda,
visto che non si udiva nessun suono.
Gli occorreva solo un altro pochino di tempo per riprendere a respirare
con regolarità, ma tanto aveva tutto il tempo che voleva, perché non
sarebbe stato certo facile andarsene da dove lo avevano
rinchiuso.........
IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
Si è avvicinato un uomo.... un uomo che ci stava seguendo, convinto che
non l'avessi sentito. E' strano come accada che chi riesce a "sentire"
gli altri creda di non essere sentito quando non viene attaccato, o
indicato dicendo: "Ti ho visto, ti ho visto!"
Sorrido tra me e me, sorniona, e rispondo al nuovo venuto
"Salve Kopl, lei è Sybil, la sto portando al porto.... vuole partire..
buffo no? Ah, ti avverto, fa un sacco di domande." Rivolgo un sorriso
divertito alla ragazza, e faccio un passo indietro, poi continuo a
camminare verso il mare, mentre Kopl e Sybil, a pochi passi di distanza,
si guardano...
FALCO DELLA NOTTE
Appena ho visto Kandi il mio corpo è stato pervaso da vibrazioni,
vibrazioni positive che hanno tranquillizzato il mio animo perennemente
agitato e impaurito da non so cosa; attraverso la sua semplicità emerge
la disponibilità che dimostra nell'accogliere me e i miei nuovi compagni
d'avventura.
La calma che mi infonde mi permette di aprire il mio cuore, sembra
un'azione involontaria, le parole mi escono veloci come se guidate da
una forza che agisce senza il mio consenso.
Per la prima volta riesco a raccontare i disagi che ho incontrato
durante il mio viaggiare solitario e come sono rimasta meravigliata
all'emergere delle mie doti magiche quali quella di comunicare con la
natura, che mi ha sempre protetta.
Mentre parlo con Kandi vengo colta da una visione che mi attanaglia il
cuore; vedo una bambina che piange disperata, circondata da corpi che
giacciono senza vita ai suoi piedi, un villaggio in fiamme. Un
particolare mi colpisce: la bambina è avvolta da una luce accecante che
sembra proteggerla da quello che sta succedendo in quel villaggio.
Involontariamente pronuncio una frase: "Kandi, Jobb e Zeroseawolf, vi
prego, aiutatemi a scoprire il mistero che avvolge il mio passato, non
riesco più ad andare avanti in questo modo! Aiutatemi"
KOPL
Ragazza interessante, è mossa da una grande intelligenza, non comune di
certo. Hey è anche strega, era ora che se ne facesse viva qualcuna.
< Grazie Iante, il piacere è tutto mio. Sono contento di sapere di
starle simpatico signorina Sybil. >
Lei mi guarda in maniera stranita, non riesce ha capire.
< Riesce a leggere nella mente delle persone > interviene Iante < Non è
tanto simpatico Kopl, è contro la privacy! >
IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
I due si intendono bene.... siamo finalmente giunti al porto, e
l'attività ferve.... urla, comandi, bestemmie volano nell'aria
cristallina del mattino e l'odore della pece regna sovrano:
"Fantastico..." mormoro con una smorfia.
Mi giro verso i miei compagni e indico loro una delle casette poco
lontane
"Quella è la casa di Kandi. Andate da lei, vi dirà cosa fare per salire
su una di queste bagnarole puzzolenti"
Sybil mi guarda interrogativamente: "E tu non ti imbarchi?"
Rispondo un sorriso divertito: "Io? Scherzi?"
Poi alzo la testa in un saluto e mi avvio verso il molo.
Passo tra matasse di reti e uomini enormi, guardandomi intorno,
aggirandomi tra rotoli di cordame e casse misteriose, alla ricerca del
mare....... quando una corda mi lega in vita e qualcuno esulta: "Guarda
che razza di pesce ho preso!"
Mi volto, silenziosa, e lo guardo. Poi sorrido: "Dio quanto sei brutto!"
Il viso dell'omone sudicio che mi sta davanti si raggela, mentre il mio
mento si alza beffardo, sfidando quel colosso puzzolente.
Mi viene vicino, mentre il tanfo che porta addosso si fa più forte, e
ghigna: "Farai compagnia a quell'altro...." La corda mi si stringe
intorno alle braccia, e il mio sorriso persiste. Con una mano afferro il
capo della corda e lo strattono. Il grassone mi si catapulta davanti, e
con lo stesso sorriso gli rompo il naso con un pugno, scusandomi:
"Perdonami, caro, ma mi seccava usare qualcosa di più raffinato per
te... vedrai che tra un paio di vite sarai bello quanto prima!"
Il pontile trema qaundo l'omone tocca terra; Lo guardo: "hai intenzione
di alzarti?" E l'uomo appoggia la testa sulle assi, in silenzio: "Braaavo..."
Faccio per girarmi, poi ripenso a ciò che ha detto quell'ammasso di
pulci.... e salgo sul sul legno, stupendomi ad ogni passo di non
sprofondare dal ponte nella stiva.
L'odore di whisky, sudore, mare e pesce marcio mi colpisce come un pugno
e fa sì che io arretri di un passo, prima di tuffarmi nella stiva. Il
buio è totale, potrei tenere gli occhi chiusi e nulla cambierebbe, ma
l'essere umano è quello che è ed io lo sono, per metà... Così avanzando
nell'oscurità inciampo in qualcosa che geme al mio contatto; gentilmente
dalla mia mano nasce una piccola fiammella fredda e illumino un corpo,
un corpo dolorante e rassegnato, sdraiato in una posizione involontaria.
Se fossi buona mi si stringerebbe il cuore..... ma non sono così
sdolcinata, ad intenerirsi ci penserà Kandi. Così, velocemente, lo
sollevo, e ritrovo l'uscita. Scesa dalla bagnarola mi rivolgo un'ultima
volta al brutto ceffo, ancora sdraiato sul pontile, e gli dedico un
sorriso sardonico: "Ci si vede, mh?". Poi mi avvio verso la casetta
linda di Kandi.
KANDI
Falco è come percorsa da un brivido...
Ha raccontato tante cose del suo passato, e poi...
E' rimasta a lungo ad occhi chiusi, assorta...ed ora mormora una frase,
un'accorata richiesta d'aiuto per scoprire il mistero che ancora avvolge
molti suoi ricordi.
"Ma certo che ti aiuteremo, piccola maga...
E poi devo imparare tante cose da te, sai?"
La abbraccio per tranquillizzarla, invitando con gli occhi i due messeri
seduti di fronte a noi, davanti al thè fumante, che invece di annuire
interessati sembrano aver la mente altrove...
So cosa stanno aspettando, anche se ancora non parlano...
Il permesso per imbarcarsi su una nave, alla ricerca delle nuove terre
inesplorate...
Partire...è la nuova febbre che divora tutti...
Bene..."Messeri..."...
La mia voce li richiama immediatamente alla realtà...
"Per avere un imbarco su una nave sapete che dovete superare una prova,
per dar modo di mostrare le vostre capacità con la rete... In mare
bisogna saper usare le reti, oltre a timoni e vele...
Il Saggio mi ha consegnato delle pergamene, stamane.
In questa pergamena troverete i dettagli... portatemi quanto richiesto,
e la nave sarà vostra..."
Porgo ad ognuno una pergamena, e passando davanti alla finestra vedo
giungere Iante... ma chi conduce con sè?
Un uomo, sconosciuto e ferito...
Poveretto, è ridotto davvero male!!!
Preparo velocemente un giaciglio, mentre Falco corre incontro a loro...
Dovrà rimandare il suo problema per un po'...ma sono certa che la nostra
vicinanza sarà tutto ciò che le occorrerà per ritrovare se stessa.
Eccoli...
Il mio cuore è stretto in una morsa... chi mai avrà fatto tanto male a
quest'uomo... e soprattutto... perchè?
"Sir...riuscite a sentirmi? Il vostro nome.... dite, ricordate il vostro
nome?"
"G... Garet... Jax..."...E' solo un sussurro...
"Iante, piccola Dea, aiutiamolo....."
SYBIL
Vidi quell'uomo sbucare da dietro un albero e modulai il respiro per non
mostrare che un pò m'aveva spaventato. Sorpresa e divertita guardai lo
scambio di battute tra lui e Iante, sorridendo beffarda alla battutina
della signora delle viole.
Ad un tratto ci salutò indicando la casa di tale Kandi, le feci un breve
cenno con la mano e guardai lo strano figuro al mio fianco.
Leggeva la mente altrui, il pensiero mi disturbava e affascinava al
tempo stesso..E il pensiero che adesso stesse vagando alla deriva tra i
miei mille arpeggi mentali mi fece sorridere....
Imbronciai le labbra vermiglie e guardandolo maliziosa sussurrai a bassa
voce..: "Non provarci Kopl.. La mia mente è un gomitolo aggrovigliato,
chiunque può perdersi...persino il tempo.." Finii la frase a un
centimetro dalle sua labbra e mi allontanai sorniona...
Lo vidi seguirmi... stranito.. forse dal mio gesto... forse perchè stava
scavando lì nella chiazza del mio cervello...e ne era spaventato...
vedeva troppo... o troppo poco e questo lo atterriva..
Giungemmo a casa di kandi che ci fece prontamente entrare e mettere
dinanzi a del thè fumante. Lo assaggiai bagnando solo le labbra... ero
abituata alle mie tisane..Ma il forte sapore del biancospino mi disegnò
un sorriso sul volto ripensando al mio piccolo antro lontano.
Fui scossa da una ventata di passata..pensavo di cadere e dovermi
rialzare claudicante, quando la voce della proprietaria mi destò.
"Per avere un imbarco su una nave sapete che dovete superare una prova,
per dar modo di mostrare le vostre capacità con la rete...In mare
bisogna saper usare le reti, oltre a timoni e vele..." disse con la voce
chiara e squillante mentre non staccava gli occhi dalla piccola maga..
Pensai fra me e me "Reti... capacità.. Dovrò utilizzare il chiodo magico
e lo strinsi nella borsa"... In fondo non ero una marinaia.. e sebbene
il bosco e la Magistra fossero state dure ero ancora magra e debole...
non sarei mai stata un marinaio...
Ci fu rumore di passi concitati e un leggero rantolo... Mi voltai di
scatto, vidi Iante e con lei un uomo.. Presi la sacca delle erbe e mi
avvicinai..
GARET JAX
Ferito...... Sporco di sangue un poco ovunque, sangue ormai coagulato,
di un colore indefinibilmente scuro, visto il buio che regnava ovunque.
Aveva riaperto gli occhi, per la prima volta da non so quanto tempo, ma
la visione non era cambiata di molto, si scorgevano solamente alcuni
indefinibili contorni dettati da una incerta luna che spuntava fuori da
una fessura larga e piatta molto in alto rispetto a lui.
Nel buio i ricordi erano cominciati a riaffiorare lentamente, favoriti
nel ritorno dal buio quasi assoluto che lo circondava che gli faceva da
teatro. Ricordava che stava viaggiando su una strada fra le boscaglie,
quasi giunto in una città, ennesima meta di un viaggio senza fine,
quando aveva sentito un grido troppo acuto per essere emesso da un
essere umano, e voltatosi di scatto aveva visto una figura alta
piombargli addosso senza dargli il tempo di reagire, e dopo il buio
prese il posto della ragione e non ricordava più nulla.
Quella figura alata, l'avrebbe ricordata per molto tempo, una delle
poche "cose" che lo avevano colto di sorpresa e impreparato, lui, un
maestro d'armi tra i più ricercati.....
Provò a muoversi e a vedere se riusciva a reggersi in piedi, ma non
aveva la forza neanche per sistemarsi più comodo di come si trovava ora,
con le spalle appoggiate ad un gelido muro e con le gambe distese su un
non più caldo pavimento.
Chissà quanto tempo era rimasto senza sensi, forse erano passate poche
ore, forse giorni, non poteva dirlo.
Decise che doveva fare qualcosa, qualsiasi cosa pur di cercare di
scrollarsi di dosso quel torpore che ormai da quando era rinvenuto lo
attorcigliava in una morsa avvolgente.
Cercò di raccogliere tutte le sue forze per alzarsi in piedi, ma riuscì
soltanto a mettersi in ginocchio, come un supplice che chiede la grazia
ad un re avvolto nel buio.
Cercò di alzare una gamba per poggiare il piede per terra, e per poi
darsi la spinta che lo avrebbe rimesso in piedi, ma un dolore lancinante
lo colse alla caviglia quando cercò di fare forza, e ricadde accasciato
in terra senza neanche la forza di toccare la parte dolente per darle un
minimo di calore.
Il dolore fu troppo forte per i suoi sensi già provati dalla stanchezza
e dalle ferite che evidentemente quella bestia gli aveva inflitto per
indebolirlo, e non aveva risparmiato, a quanto pareva neanche le gambe.
Svenne di nuovo, crollando a terra con la faccia rivolta verso il
pavimento, e forse solo la posizione lo distingueva da un normale
cadavere, visto che sarebbe stata solo una questione di tempo, se le sue
ferite non venivano curate da un buon chierico.......
KOPL
La ragazza si girò verso di me ed iniziò a parlare, mentre le parole
scorrevano lei avvicinava la sua bocca alla mia.
Non riuscii a capire tutto il suo discorso, quel suo movimento mi stava
bloccando. Che lei volesse...? No, voleva solo mettermi alla prova,
infatti finita la frase si avviò verso la casa di Kandi. Mi aveva
sconvolto, come poteva prendesi certe libertà con qualcuno che non
conosceva. Pazienza, non mi sarebbe dispiaciuto.
Mi guardai in giro, si era già avviata verso la casa e Iante si stava
avvicinando con un'altra figura. Si era messa a fare opere di
raccoglimento poveri derelitti? E li portava tutti a casa di Kandi,
incredibile!
Mi avvio anch'io per sentire cosa succede
FALCO DELLA NOTTE
Appena Kandi passa davanti alla finestra della sua baracca sul suo viso
compare un'espressione di stupore; mi avvicino a lei e vedo giungere due
persone, un uomo ed una donna; l'uomo sembra ridotto molto male; mi
precipito fuori dalla baracca e gli corro incontro; le condizioni
dell'uomo sono più gravi di quanto immaginassi; aiuto la donna a
trasportare l'uomo. Una volta giunti nella baracca noto che Kandi aveva
già preparato un giaciglio, sul quale adagiamo l'uomo il quale ha il
fiato sufficiente per rispondere a Kandi che chiedeva il nome; una cosa
di lui adesso la sappiamo; si chiama Garet Jax.
Nel frattempo si era avvicinata anche Sibyl, appena giunta da Kandi; tra
le sue mani aveva un sacchetto di erbe medicinali.
"Kandi dimmi cosa posso fare per aiutare quest'uomo, farò tutto il
possibile!"
KANDI
Garet è svenuto, ed io ringrazio il cielo di questo... almeno non
soffrirà per un po'...
Prima di perdere conoscenza ha mormorato qualcosa.... "un
chierico....."...
Non ci sono chierici fra noi, credo di non averne mai conosciuto uno a
Fantasy, ma faremo ugualmente il possibile per aiutarlo.
Sybil comincia ad armeggiare attorno ad una sacca piena di cose
misteriose, e ci spiega d'essere una strega...
"Bene, comincia...." le dico, anche se tutto ciò mi incute un po' di
timore...
Falco vorrebbe intervenire, ma forse non si sente ancora pronta con le
sue doti magiche, sta appena iniziando a ricordare...
Guardo Iante... L'aspetto come sempre incurante di chi la circonda, come
se non le importasse nulla... ma so che non è così, ho conosciuto la
parte migliore di lei, anche si ostina a celarla a tutti...e so che
interverrà, se ci sarà bisogno di lei...
Incontro i suoi occhi, ed un ricordo affievolito torna alle nostre
menti...un Mago, che voleva insegnarmi la magia...
La magia della guarigione....mai come ora rimpiango Souleradicator,
il..."Maestro"...
SYBIL
Mi avvicinai a quell'uomo oramai incosciente con la vecchia borsa di
stoffa nera donatami quando ero solo una bambina dalla vecchia strega
Velis che mi aveva cresciuto.
Infilai una mano nelle varie sacchettine cercando l'alochemilla mentre
guardavo quell'uomo..Garet mi pareva di ricordare il nome..
"Kandi portami dell'acqua fresca, Iante trovami dei lembi di stoffa, mi
serviranno per bendarlo." dissi con voce solenne.
Le due donne, l'una sguardo bambino, l'altra saggia fermezza si diedero
subito da fare portandomi il necessario.
Ero spaventata, da molto non utilizzavo i miei rimedi da strega herbana,
speravo l'uomo avesse reagito bene, le sue ferite erano davvero profonde
e rischiavano di fare infezione.
Il mio sguardo tranquillo non trapelava paura..che però trasudava tutt'attorno..Guardai
per un breve secondo Kopl..con complicità cercando di distoglierlo dai
miei pensieri. Non volevo leggesse che in fondo ero poco più di una
bambina impaurita..
Disinfettai la ferita con l'acqua aggiungendogli del sangue di drago..
poi poggiai delicatamente le foglie fresche di alochemilla,
assicurandomi che dopo sarei andata nel bosco a cercarne altre. Presi le
bende che Iante senza pensare due volte aveva strappato dal suo vestito
e le sorrisi...aveva quel sorriso un pò panico che imparavo ad amare...Strinsi
forti le bende con un nodino e tirai un sospiro alzando il viso.
GARET JAX
Confusione........
Dolore al costato..........
Luce troppo intensa per le mie palpebre......
Il rumore di un porto......
Vociare di gente.......
Poi buio e silenzio.
Una voce gentile di donna, la pressione delle sue dolci mani sulle mie
ferite.
Una fresca sensazione di sollievo, ancora mi sento legato in un limbo
tra coscienza e incoscienza, provo sensazioni, ma non riesco ad
analizzarle meglio.
Le provo, ma non le sento mie.... come leggere un libro....
Ora il cervello ha ripreso a funzionare, ma il corpo ha ancora molta
strada da fare per tornare quello di un tempo, non ho ancora la forza di
aprire gli occhi o di muovere un muscolo.
Sveglio, ma ancora svenuto, e le sensazioni cominciano a farsi di nuovo
più nitide.
Sento del calore sulla pelle, evidentemente da qualche finestra entra la
luce del sole.
Ora anche i ricordi cominciano a riaffiorare, anche se come tasselli di
un puzzle.
Ricordo l'aria stagnante di una cella, e ora l'aria fresca accarezza
tutta la mia pelle.
Poi solo buio, ricordo una guardia che mi prende di peso, il mio corpo
che urla dal dolore per il trattamento che riceve, il rumore della
strada dove vengo gettato senza troppi complimenti, una donna che mi si
avvicina, il suo dolcissimo profumo, poi il dolore ha il
sopravvento...... buio.
Uno spezzone di storia circondato dalla nebbia, e solo un nome marchiato
a fuoco nella mente, Garet Jax.
Un nome, troppo poco per ricostruire un passato, un passato mai stato
così lontano.
Amnesia.
Ma ora non conta troppo chi ero stato in passato, l'importante è che ora
sento di essere tra mani amorevoli, non so bene se la donna caritatevole
che ha avuto pietà di me per quella strada è la stessa che mi sta
curando, ma non importa molto in fondo.
Non so perché, ma ora mi sento protetto. Il dolore è sempre presente, ma
sembra appartenere a qualcun altro.
Il sudore ricopre tutta la mia superficie, e le goccioline fredde mi
aiutano a restare cosciente.
Sento altre persone nella stanza, ma non riesco a capire altro di loro.
Poi sento una mano di donna sopra sulla fronte, sento tutti i muscoli
del corpo sciogliersi, una sensazione di benessere mi pervade le membra,
sento la mia mente che cerca l'oblio, lotto ancora un momento per
rimanere cosciente, ma poi mi abbandono nel dolce abbraccio della
non-coscienza.
I rumori si affievoliscono, e il silenzio riprende il sopravvento.
L'ultima cosa che sento è un nome "Sybil", che sia lei la donna a cui
devo la mia vita?
Silenzio............... Buio...........
IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
In un angolo, in silenzio, osservo Sybil, che sembra un'altra... "mi ha
dato un ordine..." il pensiero mi fa sorridere.
Una piccola contrazione sul viso del nostro nuovo malmesso ospite, e
alzo lo sguardo, fissandolo su Syb; non se n'è accorta, ma piano
socchiude le labbra e un bisbiglio silente mi avvolge le orecchie... il
viso di Garet si rilassa...
E le parole della strega hanno un effetto simile su tutti gli altri...
Rimango in silenzio, piacevolmente sorpresa.
Un rumore. Un nonnulla, il semplice sospiro della capanna di Kandi, mi
richiama all'ordine: seria, ancora, poso lo sguardo su Kopl, distratto,
e mi sfugge un sorrisetto divertito...
Mi alzo, guardo il corpo disteso davanti a me, sul tavolo della buona
padrona di questa casa,e mi dirigo verso la porta:
"Iante.." Sento a malapena il richiamo di Kandi, l'aria mi accoglie, il
mondo mi saluta ed io, senza mura attorno, mi sento di nuovo me stessa.
Mi avvio verso il bosco, e Shina e Juma mi vengono incontro prima che io
possa ancora fare un passo... Galahad gira veloce sulla mia testa. il
porto urla da un parte, il bosco mi attira silenziosamente... e il mio
sorriso, il sorriso beffardo che è tanto mio mi spinge a scendere per il
sentiero, verso il molo, ancora....
"Shina, cara... ti andrebbe un brutto ciccione per pranzo?"
KOPL
Appoggiato allo stipite della porta osservo le tre donne che armeggiano
attorno al corpo di Garet.
La fanciulla è brava, sarebbe meglio che usasse la magia invece delle
erbe, però ognuno fa le sue scelte.
Garet sta meglio, lo si vede, non so se loro l'hanno visto, forse hanno
male interpretato la sua espressione, chissà.
Guardo Syb, i nostri sguardi si incrociano, una scintilla nei suoi
occhi:
< Cosa mi stai nascondendo? > penso. Ha una faccia da bambina, ma c'è
qualcosa che non mi convince. Devo scoprire qualcosa di più sul suo
conto:
"Syb, cosa fai stasera?"
DISSIDIO
E' scesa la notte nella triste isola di Omer. Mentre gli abitanti di
Fantasy dormono, la cupa creatura si desta per cacciare del cibo.
Quell'essere non è più né uomo né felino, solo un'ombra che cerca se
stessa, tra le carcasse degli animali uccisi e le urla di dolore dei
cuccioli sgozzati.
Gioca col sangue delle innocenti creature, dilania tutta la carne e
gioca con i resti degli animali, le carogne sono i suoi trofei, il
sangue il suo nettare.
Lo scaltro animale, il Dissidio, l'essere senza pace, setaccia da un
estremo all'altro l'isola di Omer per cercare selvaggina, per seminare
paura.
Seguendo un coniglio s'avventura dentro una caverna... l'atmosfera cupa
del luogo eccita il felino, che senza indugiare corre per inseguire la
preda senza rendersi conto di essersi smarrito all'interno dei cunicoli
delle grotte.
Dopo un lungo inseguimento, Dissidio trova la preda... orrendamente
sventrata nel dorso, il coniglio è sospeso a mezz'aria attorniato da
un'aura malefica e potente.
Il mezzo-felino si avvicina con cautela e mette un artiglio tra le
interiora dell'animale.
Il sangue coagulato bagna le dita di Dissidio.
Il cupo guerriero sente una forza irresistibile che lo spinge ad
assaggiare il sangue dell'animale. Improvvisamente un maleficio si
impossessa di Dissidio e di tutta la caverna, il sangue fluisce con
spaventosa velocità, dal resto del coniglio fino alla gola di Dissidio.
Una voce bassa annuncia:"Figlio di Satana, tu hai bevuto la linfa vitale
dell'animale sacrificale, in te è la pienezza dell'oscurità e attraverso
di te, REALIZZEREMO GRANDI COSE..."
Il mezzo-felino appare ora trasformato, un'aura rossastra lo avvolge, e
del fumo scaturisce dai suoi occhi, spalanca le fauci e grida: "Fameee...
ho fame e sete di vitaaa!!!"... "Garet, la tua vita è la mia, sto
bevendo il tuo sangue, e dai tuoi occhi mi specchierò nel lago bollente
dell'Inferno, dove brucerai per l'eternità!"
GARET JAX
"Garet, la tua vita è la mia, sto bevendo il tuo sangue, e dai tuoi
occhi mi specchierò nel lago bollente dell'Inferno, dove brucerai per
l'eternità!"
E poi mi sveglio di scatto.
La prima cosa che sento alzandomi di scatto a sedere sul letto è un
dolore lancinante all'altezza dello stomaco. Il veloce ed improvviso
movimento che avevo fatto svegliandomi doveva aver riaperto la ferita
ormai quasi rimarginata.
Il sangue aveva ripreso ad uscire, ma ora non era più nulla di grave.
"Garet, la tua vita è la mia, sto bevendo il tuo sangue, e dai tuoi
occhi mi specchierò nel lago bollente dell'Inferno, dove brucerai per
l'eternità!"
Queste parole continuavano a risuonarmi nella testa, ma non sapevo che
cosa significavano realmente. Di nemici ne ho molti, creati qua e là
durante la mia vita fatta di uccisioni, anche se tutte motivate.
Era curioso che non ricordassi quasi nulla del passato, e l'unica cosa
che invece mi era chiara in testa era il fatto che avevo ucciso decine
di persone.
Mi ridistesi delicatamente sul letto, facendo attenzione a non provocare
altri danni al mio corpo già martoriato, tenendomi con una mano lorda di
sangue rappreso la ferita che ormai aveva quasi cessato di nuovo di far
fuoriuscire liquido rosso.
Il mio corpo era imperlato di sudore gelido, data anche l'ora della
notte, ora riuscivo anche ad aprire gli occhi, ma nel buio c'era molto
poco da vedere.
La luce della luna era completamente assente, e da questa assenza capii
che dal mio conto dei giorni ne mancavano almeno tre.
Avevo accettato molto tranquillamente questa situazione di amnesia,
sicuro che fosse solo momentanea dovuta magari a qualche botta di
troppo, oppure a qualche trauma.
Devo molto a quelle persone che mia hanno curato, e soprattutto a quella
ragazza che mi ha tanto amorevolmente assistito.
Un pensiero mi fulmina ad un tratto, "Amberle" dove è? Mi guardo
intorno, cercandola anche a tastoni e la trovo vicino a me, infilata nel
suo fodero di cuoio ormai consunto.
La mia spada, "Amberle"; era impressionante come avessi questi flash
della mia vita passata che illuminavano per un attimo tutta la strada
fatta fino ad ora, anche se solo per un istante, troppo poco per
permettermi di ricordare tutto. Presi l'arma e la sfoderai, e anche in
assenza quasi totale di luce essa emanava un sottile bagliore.
Il solo contatto con la lama mi fece sentire molto meglio, mi spanse per
tutto il corpo una sensazione di benessere che non provava da tempo.
Amberle è tutta la mia vita, è tutta la mia famiglia, tutti i miei avi,
e la mia unica compagna di viaggio. Legata da secoli al nome dei Jax,
aveva finito il tempo di ammuffire su di un muro di un castello, dopo la
caduta in rovina della mia famiglia, e la quasi totale eliminazione dei
miei cari.
Ultimo esemplare di una stirpe, un animale in via di estinzione, e a
quanto pareva sembrava esserci qualcuno che aveva intenzione di
spingermi verso quel baratro....
Presi la lama, una coperta, e mi ridistesi sul mio giaciglio.
E per la prima volta dopo quasi una settimana mi addormentai
naturalmente senza svenire per qualche motivo, in attesa dell'alba che
avrebbe portato con sè molte spiegazioni...
KANDI
Sybil è stata davvero brava, anche se le sue mani tremavano leggermente
toccando le ferite del ragazzo disteso sotto di lei...
Piano piano il colorito torna sul suo viso, e la smorfia di dolore
lascia il posto ad un'espressione più distesa, anche se ancora la sua
fronte è aggrottata... pare nel tentativo di capire, di ricordare...
Ad un tratto balza a sedere sul letto, e cerca qualcosa... la sua spada.
Ci guarda, forse senza vederci... e torna a distendersi.
Con un cenno d'intesa ci allontaniamo da lui, per lasciarlo riposare
finalmente quieto, mentre la sua mano stringe quella spada come fosse
tutta la sua vita.
Assorta ad osservare tutto, con Falco al mio fianco, non m'ero accorta
che i due uomini che sedevano prima davanti al thè fumante non ci sono
più...
Non sono stati di grande aiuto...
Spero solo che non vadano a cacciarsi in qualche pericolo, ci sono zone
ancora sconosciute nell'isola.... ed io ho come una sensazione di
angoscia, per qualcosa di indefinito che minaccia Fantasy...
Mi siedo accanto a Falco, che osserva Iante andarsene libera ed
insofferente a qualsiasi costrizione, e bisbigliando ci chiediamo se
Kopl vorrà aiutarci...
Lei ha tanto bisogno di ricordare... di ritrovare le sue capacità, le
arti magiche di cui un tempo era padrona...
Ed anch'io amerei saperne di più, sulla magia...
Ma Kopl pensa a tutt'altro che a questo, ora... sta divorando Sybil con
gli occhi, ed a lei non dispiace...
SYBIL
Indietreggio dal corpo di Gareth..sembra preso dai suoi demoni..da
quelli che però ahimè io non ho il potere di proteggerlo.. i demoni del
passato... il passato che imita il mare... a volte ti aggredisce urlante
come un uragano... a volte arriva in placide onde che però ci avvolgono
completamente.... il passato come grido.. segnale... una chiamata da
parte di ciò che ci siamo lasciati alle spalle..
Con la coda dell'occhio osservo Iante uscire...non una parola...solo il
profumo delle sue viole cedere il passo all'odore del bosco.. Cerco
Kandi.. è alle mie spalle..
La guardo intensamente... forse sperando fosse lei la mia capanna nel
cuore... dove potermi rifugiare ogni volta che la pioggia cade troppo
forte e il vento porta via le foglie degli alberi delle mie
malinconie......
E' così rassicurante... potrebbe placare il mio autunno impazzito..
La voce roca e claudicante di Kopl mi riporta nella capanna..
Lo guardo...
Adoro quel suo modo di star sospeso tra cielo e terra..
La sua domanda mi risuona nella testa...."Che fai stasera?".... esito...
la risposta è ormai un segreto conosciuto per chi guarda in la.... per
lui... che sta a metà tra le cose misteriose e la realtà...
Non posso tacere... troverà le vie dei miei pensieri... sono stanca
oramai... libera e fragile....
"Stasera sono a caccia di stelle... Ho un sogno da esprimere... Vieni
con me?"... con un filo di voce..
IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
Giunta di nuovo al porto mi dirigo spedita verso il legno marcescente
del grassone: se prima mi era capitato di venire urtata lungo la discesa
al mare ora la folla si apre davanti a noi, intimorita da Shina, e si
richiude dietro di me solo dopo il passaggio di Juma, che fa da
retroguardia.
Non ho bisogno di cercare a lungo, il grasso omone è ben visibile, la
risata sudicia mi fa aggrottare la fronte disgustata... gli appoggio una
mano sulla spalla alzandomi in punta di piedi e sorrido, conficcandogli
le unghie nel muscolo:
"Ma ciao! Che bello, ci si rivede!" Negli occhi gli passa un'espressione
di sorpresa, poi di rabbioso spavento... si gira per metà.... e incontra
i freddi occhi gialli di Shina, che si riflettono nei miei.
Tranquillamente, lo prendo sottobraccio e lo deposito di peso su un
attracco.
Seduto lì, l'espressione smarrita, le gambe incrociate, sembra una
ridicola parodia di bambino... un sorriso mi saetta negli occhi, poi la
mia espressione si fa disponibile:
"Scusa per prima, sai... ti sei ripreso?"
L'uomo non risponde, si limita a fissarmi.
"Bene, bravo.... dunque, parliamo un po', noi due... quell'uomo che era
nella stiva della tua...ehm, barca... chi è?"
L'uomo, in silenzio, osserva la coda di Shina che dondolando ora a
destra ora a sinistra sembra averlo ipnotizzato.
Sospiro, avvicino le mie labbra al suo orecchio, e sibilo:" Hai sentito
quello che ho detto? Era una domanda, la mia, ma se preferisci lascerò
che ti interroghi lei.." e con un gesto indico la tigre davanti a lui,
che sbadiglia, mostrando le zanne.
L'uomo torna in sè e risponde in un bisbiglio: "Non ne ho idea, me l'ha
venduto un tipo.... l'aveva trovato su una strada, conciato da buttare,
sembrava morto.... così..."
"Così l'hai pestato ancora un po', vero?"
"no, io........ no........."
"Non mentire amico mio, se non vuoi che ti aiuti a liberarti di tutto
questo lardo..."
afferro una zampa della tigre, e la appoggio sull'addome del marinaio,
che impallidisce di colpo:
"L'hai pestato sì o no?"
"Ti prego...." sudore e lacrime gli si impastano sul viso, la mia
espressione rimane glaciale.
"Hai poco da pregare, ammasso di lardo, se mi va ti squarto in pochi
secondi senza che Shina nemmeno muova i baffi. E chiaro?"
Silenzio
La mia voce diventa più profonda: "E' chiaro?"
"Sì....sì..."
"Allora? L'hai pestato?"
"Un po'..."
"Così va meglio... adesso ti dico una cosa di cui non ti sarai accorto,
visto che sei uno spregevole ammasso di merda. Lo sei, giusto?"
Silenzio
"Lo sei o non lo sei?" E in silenzio tra le mie dita guizza una
fiammella....che diviene uno spietato artiglio di ghiaccio in meno di un
respiro....
"Allora?"
"Lo sono, lo sono!!!"
"Bravo....quindi, dato che lo sei non ti sei accorto del fatto che non
hai pestato a sangue un poveraccio qualunque... quello che hai pestato
tu è un uomo abituato a combattere.... se quando torna in piedi decide
di vendicarsi, non farai in tempo a dire bah che ti ritroverai a
fissarti le budella..."
Gli occhi del marinaio si spalancano, un gemito gli nasce in gola
"Bravo, vedo che hai capito.... allora sai che facciamo? Tu mi dici
un'ultima cosa, poi salti sul quel tuo coso putrescente e sparisci... e
quando dico che sparisci intendo dire che se ti rivedo qui ti farò
cenare con le mie due gattone..... e forse prima nemmeno ti uccido."
Il ciccione annuisce vigorosamente, strappandomi un sorriso:
"Vedo che ci capiamo. Dove hai raccattato quel tizio e cosa sai di lui?"
"Me l'hanno venduto a Ferin.... un uomo alto e pallido mi ha detto che
me l'avrebbe dato a poco... non so altro, lasciami andare...."
"Dov'è Ferin?"
"Dall'altra parte del mare.... ma il tizio che mi ha venduto l'altro
uomo ha detto che veniva da Altroquando....."
"E dove sarebbe?"
"All'inferno, signora, dove finisce il cielo."
La sicurezza del marinaio mi strappa una risata violenta. Lo lascio
andare, lo vedo sbattere con il mento sul pontile, e mi volto verso la
casa di Kandi. Sta scendendo la sera....
FALCO DELLA NOTTE
Devo dire che Sybil ha fatto proprio un bel lavoro; Garet aveva assunto
un'aria molto più rilassata e tranquilla; aveva capito di trovarsi tra
amici. D'un tratto colsi una frase: "Garet, la tua vita è la mia, sto
bevendo il tuo sangue, e dai tuoi occhi mi specchierò nel lago bollente
dell'inferno, dove brucerai per l'eternità"
Rimasi di stucco; non era una frase pronunciata da uno di noi, ma
proveniva da un luogo lontano.
Anche Garet deve aver sentito qualcosa perchè tutto d'un tratto si alza
tanto bruscamente da riaprire la ferita.
Prima di parlarne con gli altri mi soffermai ad osservare la reazione di
Garet, il quale dopo aver preso la sua spada ritornò a riposarsi.
Osservai Iante allontanarsi quasi invisibile dalla baracca proprio come
avevano fatto i due uomini che avevo incontrato fuori dalla casa di
Kandi; Kopl era assorto nei suoi pensieri mentre si tuffava negli occhi
color ametista di Sybil.
Prima di parlare con Kandi di quello che avevo percepito presi d'istinto
il medaglione che portavo al collo; appena feci questo gesto mi venne
alla mente una formula magica:" Magia del corpo dona GUARIGIONE alla
ferita di quest'uomo".
La ferita che si era riaperta si richiuse lentamente!!!
Vidi l'espressione stupefatta sul volto di Kandi, ma prima che lei
potesse parlare le riferii quello che avevo udito pochi istanti prima,
chiedendole un parere in merito!
KOPL
"Lo sai che ti seguirei ovunque." A queste parole il colorito di Sybil
diventa intenso, di un rosso acceso, mentre si guarda alle spalle
cercando Kandi.
"La tua voglia di stelle è la tua voglia di infinito, sì verrò con te!"
Osservo Kandi, si è nuovamente inginocchiata al fianco di Garet per
sistemargli il giaciglio, lei si volta e ammicca sorridendo.
Mi dirigo verso Falco, le prendo la mano, e inchinandomi davanti a lei
le dico: "Mi dispiace ma oggi le lezioni sono sospese, riprenderanno
domani."
Torno al fianco di Syb e la precedo aprendole la porta.
Insieme ci incamminiamo verso la foresta, lo scintillio dei raggi di
luna sulla mia ascia gareggia in lucentezza con quello nei suoi occhi,
occhi profondi, occhi pieni di gioia.
Raggiungiamo un lembo di prato nella boscaglia e ci sdraimo vicino a
osservare il cielo.
GARET JAX
....Dolore....
Una sensazione a molti spiacevole, ma che per me significava che ero
vivo....
Vivo, ancora...forse la morte sarebbe stata una pena più clemente.
Non ricordava molto del suo passato anche se continui flash si
affacciavano alla sua mente, ma sentiva un peso sull'anima. Soffrire e
non sapere il perché, c'è forse qualcosa di peggiore?
Aprii delicatamente gli occhi, e vidi che la luce di un mattino ancora
giovane entrava dalle finestre.
Mi sentivo decisamente meglio, anche se non sapevo in realtà se era
ancora in pericolo oppure no, ma non credo che avrebbero fatto l'errore
di tenere un prigioniero e concedergli di tenere un'arma con sè....
E così eccomi qui, di nuovo tornato dall'ennesimo viaggio verso l'Ade,
come una fenice.
Sapevo che dovevo molto a chiunque mi avesse curato e salvato, e questo
non mi piaceva.
Non ero abituato ad essere debitore verso qualcuno.
Aprii di nuovo gli occhi che intanto avevano deciso di concedersi ancora
un poco di riposo.
Vedevo chiaramente il soffitto, e con un lento e delicato movimento del
collo lo girai verso la fonte di luce, per inquadrare meglio in che
razza di situazione mi trovavo.
Dovevano avermi curato con qualche tipo di incantesimo, perché le ferite
erano guarite troppo in fretta
per aver seguito il naturale corso di guarigione.
E quindi ero debitore verso un mago.... cosa che mi dava ancora più
fastidio.
Non avevo mai amato la magia, troppo inaffidabile e potente, meglio una
solida elsa tra le mani.
Appena il chiarore troppo intenso della luce di assopì, vidi quelli che
dovevano essere i miei salvatori. Vidi due ragazze addormentate vicino
al mio giaciglio, dovevano essere rimaste a vegliarmi durante la
notte....
Forse dovevo più di quanto pensassi a queste due giovani ragazze.
Riuscì a mettersi seduto, cercò di alzarsi, ma le sue gambe non erano
ancora in di reggere il suo peso. Dovette arrendersi e risdraiarsi.
In quel mentre una delle due giovani assopite aprì gli occhi, si alzò e
mi rifece sdraiare, come una mamma fa con il suo figliolo che non vuole
dormire. Mi mise una mano sulla fronte e mi disse: < Sono Kandi, questa
casa è mia, riposa ancora, il tempo delle risposte deve ancora venire >.
E come eseguendo un ordine mi riaddormentai.
IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
Il mattino è già sorto da un po'...stiracchiandomi, imitando Juma, mi
avvicino alla porta di Kandi, che apro con una spinta gentile...
all'interno dormono Falco e la padrona di casa......
Syb non si vede, chissà dove si sarà cacciata.. forse è con Kopl...
Il nostro ospite, sdraiato sul tavolo, ha cambiato posizione; le ferite
devono essere guarite, o quasi... faccio per uscire, quando mi cade lo
sguardo su una spada, appoggiata alla gamba del tavolo. Delicatamente,
facendo attenzione a non svegliare Garet, estraggo l'arma dal fodero,
specchiandomi nella lama... e in essa vedo un riflesso ferino, una
follia sanguigna,il brontolio del cielo... arretro, colpita dalla forza
degli elementi, il mio collier minaccia di divenire incandescente,
faccio roteare la spada e il silenzio dormiente della capanna svanisce,
parole profonde, un ringhio perpetuo, la violenza della natura che si
ribella.....
"Garet, la tua vita è la mia, sto bevendo il tuo sangue, e dai tuoi
occhi mi specchierò nel lago bollente dell'Inferno, dove brucerai per
l'eternità!"
Rinfodero la spada, velocemente... e dietro di me un'altra voce, una
voce a me molto cara risuona nel silenzio:
"Sorellina."
Velocemente giro su me stessa, incontrando i feroci occhi ametista di
mio fratello:
"Ares..."
Il Dio sorride...... lui, violento signore di morte e distruzione che
pur viene piegato dalla dea dell'amore, sorride, restituendo sicurezza
alla mia mente che fino ad un attimo prima, sconvolta, afferrava la
propria forza per difendersi....
Ares appoggiandomi una mano sulla spalla mi guarda sorridendo sornione,
un ghigno di orgoglio gli sfugge, suo malgrado, dalle labbra:
"Sorellina, che fai, un animale ti spaventa? Non è altro che questo,
piccola, null'altro, la voce che hai sentito non deve impensierirti...
Ma c'è altro, lo sai... non puoi accontentarti di quello che hai, per
Ercole, non puoi! In questo gioiello ci sono cinque pietre Iante,
cinque, non quattro, eppure ti vedo usare solo quelle che non hai
guadagnato..."
Prendendo il collier con la sinistra, indica con il pollice l'ametista
che costituisce il corpo del pavone:
"Non ti dimenticare..... questa l'ha creata Afrodite per te, ed ella non
ama pedere tempo... e nemmeno io sorellina, che ho infuso a questa
pietra la violenza che le spetta, voglio vederla perdere colore e
lucentezza... non è degli animali che ti devi preoccupare. Ma verrà il
giorno in cui l'Olimpo traballerà, i Titani lo insidieranno ancora, ed
allora mio padre ti vorrà al suo fianco, per rifare ciò che già una
volta fece...."
Il Dio tace, serio e terribile, le sopracciglia aggrottate. Poi con un
sorriso mi accarezza una guancia e mi bacia:
"A te, Dea........."
La luce che invadeva la capanna svanisce con lui, volando veloce da una
finestra. Rivolgo lo sguardo all'uomo sdraiato sul tavolo, delicatamente
appoggio la spada al suo fianco... poi con dolcezza sfioro la spalla di
Kandi che, ignara, dorme ancora vicina a Falco:
"Sveglia...."
SYBIL
Sento l'erba bagnata sotto la schiena, una leggera brezza marina
trasforma i miei capelli in diavoli neri, s'accappona la pelle....
Un fil di voce sibila nella notte: " Sai è da quand'ero bambina che
cerco la mia stella....quella a cui avevo regalato i miei sogni.."
Lo sentivo disteso al mio fianco, odorava di fresco e di bagnato...placava
i demoni che aveva nella mente..occhi fissi al cielo...alla continua
ricerca di quella strana stella senza nome..
Continuai il racconto " ...ogni stella le assomigliava ma non era
quella...o era troppo grande...o troppo luminosa..o troppo lontana..."
Vinta dalla stanchezza... dalla disillusione dell'inutile ricerca..
cominciai a piangere.. in quel modo bellissimo.. un segreto di pochi...
piangere solo con gli occhi... come bicchieri pieni fin l'orlo di
tristezza... e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li
vince e scivola giù dai bordi.. seguita poi da mille altre.. immobili se
ne stanno lì... mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta..
Avvicina il suo volto al mio.. occhi bui e capelli di piume di corvo..
la mano gelida si posa sulle mie labbra.. raccoglie una lacrima.. e con
voce bassa sussurra: "Non è giusto che da due stelle nascano altre
stelle così belle..il cielo ne diventerebbe geloso..e tenterebbe di
rubarti e strapparvi a questo bosco per portarti insieme alle altre tue
sorelle lì nel cielo.."
Ascolto le sue parole..soppesando i suoi silenzi..poi sorrido infine...solo
allora capisco..la stella che tanto cercavo non l'avrei potuta trovare
nl cielo...ero io..e solo io avevo il potere di esaudire i miei
desideri...
Mi avvicino al suo volto..Poso le labbra sulle sue..Le sfioro...Vi è
tutta nebbia attorno....
KANDI
La lieve pressione di una mano sulla spalla, ed una vocetta ben nota, mi
ridestano dal sonno un po' agitato a cui m'ero lasciata andare,
vegliando Garet durante una notte strana...
Una notte fatta dei suoi risvegli improvvisi, calmati col fresco di una
mano sulla fronte...
Una notte fatta di voci indistinte, di vaghe urla rabbiose nell'aria...
Una notte fatta di bagliori sconosciuti, apparsi e svaniti come per
magia...
Sogni, forse... ma sembravano talmente reali, a volte...
"Kandi...."
Iante è di fronte a me, e sussurra per non svegliare Falco e Garet.
"Ho saputo da dove proviene il nostro amico, il suo custode mi ha scelta
come confidente..."...ed un sorrisetto malizioso si disegna sul volto da
bambina...
"E' stato comprato a Ferin, ma sembra che provenisse da molto, molto più
lontano, addirittura dall'inferno!!"
La risata che non riesce a trattenere fa sobbalzare Falco.
"Ma un'altra cosa devo dirti...dovete prepararvi al peggio, una minaccia
incombe sulla Laguna Incantata. E' poco più d'una belva, ma sembra
trarre la sua forza da Satana in persona... Kandi... per un attimo è
riuscito a spaventare persino me..."
Ricaccia l'ombra che le velava gli occhi, alza il mento decisa, e
prosegue col suo ben noto ed enigmatico sorriso... "Ma solo per un
attimo!!!"
Sono sveglia, ora, e non riesco a trattenere un brivido.
Dopotutto, forse non si trattava davvero solo di sogni, quelli vissuti
stanotte...
"Io sono pronta a combattere, Iante, qualunque sia il pericolo!!!
Abbiamo vinto altre battaglie, altre guerre, a Fantasy...
Noi sappiamo restare uniti, quando c'è bisogno, e lo faremo anche questa
volta... e poi adesso ci sei tu..."
Non risponde.... ma c'è....
Cielo... dove saranno Sybil e Kopl??? Una strega ed un mago sono
potenti, ma basterà la loro forza a difenderli dal pericolo?
E quei due.. Jobb e Zeroseawolf.... spero che non debbano pagare con la
vita la loro voglia di estraniarsi da noi...
Ascolto il bosco intorno a noi, mentre preparo un thè per i miei
ospiti...
Nessun rumore... non cantano gli uccelli per annunciare il mattino...
Solo un cupo stormire di fronde, che mi riporta il ricordo della
terribile foresta dell'albero cavo...
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