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Explorer - Cap. 2

KOPL
La nebbia ci avvolge, e mentre le nostre anime si uniscono, la rugiada inizia a bagnare gli esili steli d'erba. La luna splende alta in cielo rischiarandoci con la sua luce riflessa.
Al sorgere del sole ci addormentiamo entrambi, appagati. Syb appoggia la testa alla mia spalla, io con un braccio le cingo la vita. Cadiamo nel mondo dei sogni.

Mi sveglio improvvisamente, c'è qualcosa che non va, osservo la mia compagna riposarsi tranquillamente, al mio movimento con un gemito si gira e continua a dormire.
No, qualcosa non mi convince, sembra tutto perfetto eppure...
Ci sono! Non ci sono rumori, mi avvicino alla boscaglia per sentire meglio: niente.
Improvvisamente mi sento afferrare un braccio, mi giro di scatto e due morbide e calde labbra si posano sulle mie. Osservo quegli occhi profondi in cerca di conferme.
Lei sa, io so, spero che anche gli altri abbiano capito, credo di sì.
La abbraccio profondamente e ci incamminiamo verso la casa di Kandi. Sono preoccupato, Garet mi preoccupa, ormai però dovrebbe essersi svegliato. Potrò sapere ciò che mi interessa.


SYBIL
La notte si posò lieve su noi giovani amanti dopo che lui aveva corso e ripercorso ogni angolo della mia pelle.. La mattina mi soprese sola e addormentata sotto quel nocciolo. Aprii gli occhi, temevo d'aver perso i suoi occhi di statua e la cadenza che quella notte mi aveva posato sulla guancia la rosa solitaria del suo respiro. Lo guardai...era lì, innanzi a me di spalle voltato, perso nell'oscurità dei suoi nebbiosi pensieri.
Le nostre labbra cinsero un lungo bacio, prima di sentirmi tirare per il braccio verso la casa di Kandi.
C'era un'aria rarefatta attorno... riuscivo ad avvertirla... mi sconvolgeva i sensi....a me che ero nata con un soffio di foresta negli occhi.... la natura non serbava misteri.. Il suo mutuo avvenire negli anni avevo imparato a conoscerlo... avevo domato i segreti dei 4 elementi..Le piante, le pietre mi parlavano.. mostrandomi rimedi e cure ai più profane. Non c'era una creatura a cantare, a frusciare.. Solo le foglie mosse dal vento.. Era una quiete innaturale.. Dovevo sapere. Quel limbo di dubbi mi attanagliava... sentivo la tarantola ingorda dei miei "se" avvelenarmi i pensieri.
Con un gesto freddo e improvviso, stacco la mia mano da quella di Kopl. Lo guardo, ci vuole così poco a confondere il giusto con lo sbagliato..basta un niente e ci si ritrova smarriti.
"Io resto qua, devo.. devo... Ho da fare. Ti raggiungo dopo da Kandi. Non preoccuparti per me, una strega sa badare a se stessa." sorrido beffarda mentre lo dico, sapendo che lui nei miei pensieri ci navigava a vele spianate.
Resta zitto come in un gesto di disapprovazione, e magari avrei desiderato solo che lui mi portasse via, di uscire dal mio destino per entrare nel suo.
"Su vai, torno presto, promesso." Gli sfioro le labbra con una carezza, mi volto e corro via. Non so se lui rimase a guardarmi, ma quella corsa liberatoria mi fece riappropriare dei sensi. Raggiungo un piccolo angolo della foresta, sembra costruito per me, gli alberi sembrano disegnare un pentacolo...Mi inginocchio al centro. E' ora..la vista non mi aveva mai abbandonata. Frugo nella vecchia borsa. Da un sacchetto tiro fuori dei fiori di gelsomino e della verbena di limone; creo un cerchio intorno a me.. Verso dell'acqua di fonte raccolta in un novilunio da un'ampollina in una ciotola innanzi a me. Dò fuoco ai fiori, l'acre odore di bruciato si instilla nei miei pori, non vi è più la foresta, l'orizzonte svanisce piano.
Un cervo...vedo un cervo correre... spaventato dalle grida..grida di uomini...una nave che salpa...Iante sopra..lei che non sarebbe mai partita..Iante legata..Gareth in terra sul molo..una ferita all'altezza dello stomaco..Kandi riversa in lacrime...Un essere..... la sua barba canuta...... Kopl...dov'è il mio Kopl e Falco?...
..la vista lentamente mi abbandona..avevo chiesto troppo al dono e a me stessa.. La mia pelle imperlata di sudore, provo a rialzarmi. Mi appoggio ad un albero. A voce rotta sussurro a me stessa: "A casa di kandi... devono... sa... pere".. Le forze mi abbandonano... Gli alberi danzano sotto i miei occhi e cado in terra svenuta... in quel bosco innaturale che non conosce tempo.


KOPL
Mi guardo attorno, sono solo, lei è sola. Se non sapessi perchè si voleva allontanare non l'avrei lasciata andare. Il pericolo non è qui, non su quest'isola almeno.
Più preoccupato per Syb che per me, mi dirigo verso la capanna di Kandi.
Del fumo esce dal camino, di vita non ce ne è traccia.
Mi avvicino ancora, posso percepire Kandi che sta piangendo, qualcuno ha portato via Iante. Quel qualcuno era venuto per Garet. E Falco, dove si è cacciata?
Nella casa regna una grande confusione, e vicino al giaciglio una figura piange, stringendo a sè la spada di Garet.
"Kandi, cos'è successo?"
Lei alza la testa e mi guarda, non serve che parli. Volevano Garet, ma ancor di più la sua spada, ma non l'hanno trovata. Per fortuna.
Devo aspettare Syb, intanto riordino la capanna.
Cosa sarà successo agli altri? e nelle altre isole?
Intanto sta giungendo la mia compagna. Dobbiamo dirigerci al porto, ma prima devo sapere dov'è Falco!


GARET JAX
Mi svegliai di soprassalto.
Non svegliato da un rumore, ma da una sensazione.....
Amberle..... avevo la sensazione che le fosse successo qualcosa....
Aprii gli occhi di scatto, ma era tutto ormai troppo tardi.....
Qualcuno aveva toccato la spada.
E quello che doveva succedere era successo.......
Amberle non aveva riconosciuto la mano del suo padrone e aveva agito di conseguenza.....
Singhiozzi, di pianto....mi alzai e vidi una ragazza che piangeva, tentai di alzarmi e notai che non avevo nessun dolore che mi impedisse i movimenti, sicuramente mi avevano curato anche con la magia.....
Come odiavo questo......
Misi una mano sulla spalla della ragazza che mi guardò con il viso in lacrime.....E un flash illuminò il buio della mia mente........

Un'altra ragazza piangeva, ma era di dolore......... sentivo le sue urla, ma non potevo vedere le sue lacrime......
Sapevo chi era, ma non ricordavo il suo nome...... ci avevano catturati..... io dovevo proteggerla....... avevo fallito.... mi vennero a prendere, mi trascinarono per le braccia fuori dalla cella, il mio corpo non riusciva a fare nessun movimento.......
Sentii un urlo inumano proveniente da un chiostro lì vicino.......
Era un urlo di morte..... la sua morte......... della mia protetta...... non c'ero riuscito..... avevo fallito...... una lacrima scese dagli occhi e si mescolò con il sudore del volto........ era finita.......

Ritornai al presente......
Quella ragazza che piangeva mi aveva fatto ricordare un pezzo del passato, ma ora dovevo concentrarmi sul presente......
- Come ti chiami? - dissi con la voce impastata.... non so quanto era che non usavo la mia voce.....
- Kandi - replicò lei troppo singhiozzante per aggiungere altro...
- Qualcuno ha toccato la mia spada vero?- le chiesi cercando di rimanere calmo per non allarmarla più di quanto non fosse già......
Lei non rispose, ma fece cenno di si con la testa.....
Le ripercussioni che poteva avere la spada su chi la maneggiava impropriamente erano imprevedibili, anche se l'effetto che aveva era uno soltanto...... mettere chi la impugnava di fronte al giudizio di se stesso......
Metteva le persone di fronte ad una visione distorta di se, un negativo della propria anima....E non è facile affrontare una simile visione.... la maggior parte delle volte chi lo aveva provato non era più riuscito a tornare come prima, dipendeva dalla sua forza d'animo......
Presi Kandi tra le mie braccia..... la tirai su dal pavimento.... la feci sedere sul letto.... le asciugai le lacrime.... tutte cose che sapevo di aver già fatto alla mia protetta, quella figura sfumata nel ricordo, le dissi: -Ora calmati..... è molto importante che tu mi racconti per filo e per segno quello che è successo.....- e in quel mentre entrarono anche un ragazzo e subito dopo di lui una ragazza con fare affannato come se stesse per svenire.
Mi precipitai da lei prima che si accasciasse al suolo e aiutato dal suo compagno.....
Appena sul letto si riprese subito, e come presa da uno spasmo fece per cominciare a parlare, ma la voce non le uscì, qualsiasi cosa avesse fatto doveva averla provata molto.....
Era ora che qualcuno mi desse delle spiegazioni e anche io ero sicuro di doverne dare, e non poche, convinto di essere in debito con quelli che sembravano essere i miei salvatori....

Raccolsi la mia spada da terra, mi sedetti sul letto, rimanendo con il capo chinato, come alla ricerca delle parole adatte per esprimere un concetto che non avevo ben in mente neanche io....
La memoria tornava a sprazzi, come i pezzi di un puzzle che vanno lentamente, troppo lentamente, al loro posto.
Che spiegazioni potevo dare, se molte non le conoscevo neanche io?
Mi guardai con calma intorno.....c'era Kopl seduto vicino alla sua Sybil, che stentava ancora a riprendere completamente le forze almeno per reggersi seduta da sola.
Strana ragazza quella Sybil.... aveva un non so cosa di familiare, come se mi dovesse in qualche modo ricordare qualcosa..... il suo viso ancora segnato da uno sforzo molto più che fisico, gli occhi socchiusi...... le palpebre si aprirono delicatamente, e mostrarono due occhi di una lucentezza profonda, due occhi che sembravano aver visto molto di più di quanto volessero in realtà vedere.... due occhi che non conoscevano le lacrime.... e mi ritornò in mente lei......

.....che di lacrime ne aveva versate fin troppe, prima di chiudere quei suoi occhi per l'ultima volta..... la mia protetta, una ragazza senza nome che mi era stata affidata chissà per quale motivo o per quale scopo.... ricordavo soltanto i suoi occhi pieni di vita, e il resto del viso sfumato dalla lucentezza che essi emanavano.... ricordavo una notte stellata in cui le nostre anime si erano quasi sfiorate, ma poi riallontanate subito..... poi venne il buio completo, e con lui il freddo della morte..... e quegli occhi non avrebbero più brillato alla luce del sole.... mi mancava, sapevo di averla persa per sempre, e anche se non ricordavo nulla di preciso sapevo che era stata per me una persona importantissima..

Era incredibile quanto gli occhi di Sybil sembrassero così simili e così allo stesso tempo diversi da quelli della mia protetta.... e poi c'era Kandi, ancora singhiozzante..... che aveva qualche cosa di importante da spiegarmi.....
Ma era il mio turno delle spiegazioni, e tutti erano in attesa che io parlassi.
- Purtroppo non ricordo molto del mio passato - dissi - e tutto quello che per ora posso dirvi è il mio nome, Garet Jax. Avrei anche qualcosa da dirvi sulla mia spada, ma credo che al riguardo abbiate qualcosa da dire anche voi vero?- e mi girai sia verso Sybil che verso Kandi. -Vi ringrazio anzitutto
per avermi curato, e anche salvato la vita credo, e vorrei poter ricambiare il favore, ma la cosa più importante per ora è che mi raccontiate che cosa è successo mentre ero incosciente, chi è entrato in questa stanza e ha toccato la mia "Amberle". E vi prego di dirmi solo la verità, ne va della vita del malcapitato che ha provato ad impugnare una spada che non voleva essere toccata......-
Rimasi in attesa sperando che qualcuno cominciasse a parlare il prima possibile, perché non c'è cosa che odio di più dei lunghi silenzi, specialmente quando inutili e dannosi......


KANDI
E' successo tutto come in un incubo...
Il thè fumante nelle tazze, l'aria livida di un'alba insolita, il silenzio innaturale del bosco...
E poi l'inferno...
La porta spalancata di colpo, mentre pensavo a Sybil e Kopl, e temevo per loro...
Un essere che pareva partorito dalla mente di un folle, più bestia che uomo, erà là, sulla soglia...
Gli occhi ferini sembrava esplodessero, infuocati, quasi fumanti....
Falco urlava impazzita, mentre la stringevo senza riuscire a proteggerla...
Ed il balzo di Iante verso di lui, coraggiosa come sempre, a cercare d'impedirgli di entrare, inutilmente...
Incontrai i suoi occhi, e per un attimo si fermò, quando mi parve di riconoscere qualcuno in lui... Dissidio???
Numi... Ma che ne è stato di lui, se davvero si tratta del mio vecchio amico?
La mia voce era un soffio...."Dissy...."
Dissidio... dolce compagno di lotta, con cui avevamo vinto tante battaglie in precedenza...
E ricordai la sua fusione con l'animo di De'nalia, la donna-leone...
Credevo che non avesse riportato conseguenze da quella brutta esperienza, ma invece... erano rimasti in lui dei segni atroci!!! A chi aveva affidato la sua anima, dopo??
Lui mi riconobbe, scosse il capo urlando come impazzito, come per cacciare quei ricordi che lo laceravano in due...
Afferrò la spada di Garet, lei roteò nell'aria vorticosamente trascinandolo con sè, come se avesse vita, mentre lui, sconvolto, seguiva strani incubi che gli scoppiavano in testa...
Poi la spada cadde a terra, mentre il mostro si accasciò per un attimo, stremato...
Ma solo per un attimo...
Guardò Iante, che per un attimo era rimasta interdetta ad osservare la scena, e poi Falco...
Afferrò la piccola maga, e scomparve oltre l'uscio...
Iante mi guardò, indecisa se seguirlo o se incoraggiare me, che piangevo disperatamente...
Ma singhiozzando la incoraggiai ad andare...
Ed ora sto raccontando tutto questo a Kopl e Sybil, che nel frattempo sono rientrati...
Sybil sembra diversa, ha una luce nuova negli occhi, sembra a conoscenza di qualcosa che avverrà...
E Garet....mi sta stringendo a sè, mentre tremo...
Mi guarda, ma i suoi occhi paiono attraversarmi e vedere qualcun altro, addolorati, tristissimi...
Mi lascio andare al suo abbraccio...da tanto tempo non mi sento così protetta, anche se lui crede d'essere inutile...
Abbiamo trovato un nuovo compagno di lotta...Garet Jax, Maestro d'armi, e la sua fida Amberle...
La forza già ci riprende, il thè ci aiuterà a studiare un piano per vincere...
Ma il mio cuore, in fondo in fondo, prega per riavere Dissy com'era un tempo, e non per distruggerlo...


IANTE
Ancora non riesco a crederci! Sono stata presa alla sprovvista!
E' stato un attimo, è vero, ma maledizione, è bastato! Il mio scatto tardivo non è valso a riprendere Falco e piena di rabbia sono costretta a tornare alla casa di Kandi... Io! Spalanco la porta e Kandi mi si precipita addosso, piangendo e farfugliando: veloce la afferro per un braccio, e violentemente la richiamo all'ordine, tuonando (che volete, è una cosa di famiglia...): "Di cosa parli, maledetto esserino! Sono qua, non mi vedi? Di che diavolo di spada cianci!"
Syb mi appoggia lieve una mano sulla spalla e mormora: "Io ti ho vista...... legata all'albero di una nave, arrossata dai segni delle frustate....e ho visto un animale, un animale che cercava sangue..." la fronte di Sybil si aggrotta, impensierita, poi prosegue: "...forse non il tuo...."
"Non il mio, e se ci muoviamo forse nemmeno quello di Falco"
Il mio sguardo si posa sul nostro ospite che, ora, si regge in piedi. Un lungo silenzio, e poi: "Hai toccato la mia spada?"
Un sorriso mi sfugge e, alzando la testa, rispondo: "Sì." Nient'altro.
"Cos'hai visto?"
"Ho visto quello che gli Dei hanno voluto farmi vedere. Ovviamente, ho dovuto farmi largo tra le maglie della magia della tua spada, che voleva farmi vedere tutt'altro..." Mi guardo intorno: "E le illusioni costruite dalla tua arma devono aver aleggiato qui per un pezzo dopo la mia uscita.... questo spiegherebbe la visione di Sybil... gran bel giochino..."
Il mio sguardo è sprezzante, mentre lo pianto sul cavaliere. Kandi mi appoggia lieve una mano su un fianco, la mia espressione si rilassa quanto basta per non spaventare le pietre: "Ho chiacchierato con un amico, giù al porto, un amico che.... abbiamo in comune. Dice di averti comprato. Non scommetterei un soldo sulla sua leltà, ma la paura può essere più veritiera di un giuramento.... Vieni da lontano, cavaliere, e, a giudicare da come ti ho trovato nella stiva di quel simpatico omaccione, ultimamente devi averle prese di santa ragione. Sarebbe interessante sapere da chi, ma è una cosa che dovremo rimandare: ancora non so perchè diavolo mi sono lasciata scappare quell'.... essere. Ma giuro in nome degli Dei che lo riprenderò, e mi farò una collana con i suoi denti!


GARET JAX
Iante, la donna che ignara del pericolo che ha corso impugnando la mia spada, spiega di nuovo l'accaduto, rendendo più chiaro il racconto imperlato di lacrime di Kandi.
Sybil racconta della sua visione, e non posso fare a meno di pensare che forse sarebbe stato meglio che a salvarmi fossero stati dei contadini e non delle persone che credono di usare la magia quando in realtà e la magia ad usare loro.... meglio il più consistente filo di lama di una spada.... ma forse è ingeneroso, dopotutto forse senza di loro non sarei mai sopravvissuto...
Iante mi faceva provare sensazioni che non avevo mai provato verso una donna, mi incuteva quel rispetto che di solito si prova solo di fronte ad un avversario tuo pari, e devo ammettere che preferivo averla come amica che come nemica, ma quella sua boria sottilissima che traspariva da ogni sua azione non poteva non darmi fastidio....
Forse non si rendeva neanche conto del pericolo che aveva corso impugnando "Amberle"... Lei deve aver creduto di essere riuscita a dominare il potere repulsivo della spada, ma credo che in fondo Amberle abbia capito che Iante la stava per impugnare per un giusto motivo, o forse aveva riconosciuto in Dissidio un nemico, e per contrapposizione in Iante un amica e deve aver accettato di essere usata da un estraneo.... ne ero sicuro anche perché mi ricorda che in passato era già successo..... con Lei....
Ma non era il momento per affogare nei ricordi... era il momento di mettersi d'accordo sul da farsi, e l'unica cosa di cui ero sicuro era che avrei dato la caccia a Dissidio, anche a costo di partire da solo, perché avevo la sensazione che se Amberle aveva reagito così doveva aver già incontrato in passato quel mostro, e ogni cosa che faceva parte del passato mi interessava più di ogni altra cosa...
Forse qualcuno di loro mi avrebbe seguito per ritrovare Falco, non che a me non importasse nulla della ragazza, ma non si può essere altruisti quando non si sa chi si è.....
Intanto Sybil si era ripresa, ma i suoi occhi emanavano sempre una sensazione di freddezza, di inumanità, ma non potevo soffermarmi troppo a guardarli, mi ricordavano troppo Lei, e prima di accettare tutto il mio passato dovevo almeno capire chi ero....
E il mio passato era legato a Dissidio.
Chiesi allora a Iante che direzione aveva preso il mostro, ma Kandi intervenne raccontandomi che Dissy una volta era un uomo come noi, e che non andava punito con la morte solo perché era diventato così suo malgrado. Io le dissi che uccidere era l'ultima cosa che avrei voluto fare, e poi non ero così sicuro che avrei potuto ucciderlo così facilmente, anche perché non ero al meglio della condizione fisica, e che avrei tentato tutte le strade per farlo tornare quello di prima, e che forse Amberle era l'unica speranza di riuscirci. E a maggior ragione mi accorsi che sarebbe stato tutto più facile se con me fosse venuto qualcuno che conosceva Dissidio prima della sua trasformazione....
Così chiesi a tutti chi avrebbe voluto seguirmi....
Passò un poco di tempo poi qualcuno mi rispose......


SYBIL
Ripresi i sensi in quella valle incantata e silente. Mi guardai attorno.... Nulla... nessun rumore ancora. Fu faticoso, ma mi rialzai..trascinai me stessa come abito smesso fino alla casa di Kandi, e quello che vidi fotografò nella mia mente ciò che in seguito definii disperazione.
Vidi Kandi riversa in terra tra le lacrime e lo sgomento.. Kopl interrogativo... Garet era terribilmente strano... a cavallo tra il passato e il presente.. in un confine troppo labile perchè lui potesse distinguerlo..
Ero sfinita.. trovai riposo sul letto... i sensi sentivo ancora abbandonarmi.. ma non potevo..io avevo visto.... conoscevo i segreti...... e non potevo tacerli..
Cercai la mano di kopl...ero proiettata in quel mondo arcano.....Il presente si staccava da me... passava dall'altra parte della vita..... E mi ritrovavo nel passato di qualcun altro...
Strinsi i pugni..mi capitava spesso ogni volta che usavo la vista...il potere non abbandonava i miei occhi..e ogni qualvolta forti onde di malinconia invadevano un luogo... attanagliavano i miei ricordi.. donandomi quelli di sconosciuti...
Non ero più io....ero una giovane ragazza...e quello dinanzi a me..non era il Garet che conosco..Molto più giovane....un teatro di tragedia nei suoi occhi...Sì, sta piangendo...Ma io...Io non respiro....io sento la vita abbandonarmi...Io con sorella morte.......
La voce di Iante mi fece tornare in quella casa in mezzo al bosco....Guardai Garet..con un filo di voce sussurrai..." Io non sono lei..."....Prima che le forze tornassero a mancarmi....e di nuovo il vuoto...sulla domanda dell'uomo.... Non so se ci sarei andata.... forse non mi era concesso


GARET JAX
Sybil mi sussurrò:-" Io non sono lei..."-
Io rimasi impietrito.... improvvisamente denudato della sicurezza di cui possono giovare i pensieri mai espressi. Lei sapeva, forse addirittura qualcosa più di me....Era questo che odiavo della magia, il crollo totale delle convinzioni umane, la distruzione del limite tra possibile e impossibile...ma non erano certo cose per me....
Riguardai Sybil negli occhi che sembravano di ghiaccio, forse un poco stonati in quel viso stanco e provato. E mi persi di nuovo nei suoi occhi...

Di nuovo un Flash, questa volta ancora più violento dei precedenti, per nitidezza e violenza....
Questa volta eravamo lungo un fiume, io e la mia protetta, era il tramonto, e camminavamo, stravolti da un'altra giornata di marcia, una marcia verso chissà quale luogo....
Ma questa volta tra me e lei c'era qualcosa di diverso che nei ricordi precedenti...
Io provavo qualcosa per lei, e sapevo che anche lei ricambiava.... io la amavo.... mi ero dimenticato anche di aver amato una persona, tanto tempo fa....
Ma in questo paesaggio romantico successe qualcosa....
Dalla vicina fitta boscaglia uscirono improvvisamente quattro cavalieri urlanti... urla non umane, molto più vicine a versi animaleschi che a grida vere e proprie.... e puntavano dritti verso di loro...
Urlai a Lei di scappare, ma non mi ubbidì e rimase ferma immobile accanto a me.... Non c'era possibilità di fuga, noi affaticati dal lungo cammino, loro a cavallo... l'unica era vendere cara la pelle....
I cavalieri si avvicinarono con le loro armature sudice di sangue raggrumato, emanavano un odore immondo di decomposizione, un odore che nessun umano avrebbe potuto portare addosso.
Uno di loro smontò da cavallo, e fece per avvicinarsi a Lei, ma io mi interposi tra di loro. Lui fece per scansarmi violentemente, ma in un attimo la mia spada apparve tra i nostri due corpi....la mia spada.... che non si chiamava ancora Amberle.... perché?....
All'improvviso tutto ritornò chiaro, ora ricordavo tutto, ogni più piccola sensazione del mio passato, i profumi, mille immagini si affollavano per me nuove, anche se sapevo che appartenevano alla mia vita.
La mia spada non si chiamava ancora Amberle, perché Amberle era il nome della mia protetta....
Il resto del racconto assunse una realtà irreale per un ricordo, adesso lo avevo davanti agli occhi in tutta la sua nitidezza, come se tutto ciò stesse succedendo di nuovo, come se qualcuno avesse improvvisamente acceso la luce....
Io che colpisco il cavaliere davanti a me... Gli altri che scendono di sella velocissimi. Il soldato davanti a me che non sembra per nulla provato dalla pur profonda ferita che gli ho procurato...
Amberle grida, ma non sono grida di dolore, è qualcosa di più di una semplice voce, è magia...
Una magia maligna quanto chi tentava di catturarci, tanto maligna da sopraffare con facilità tre dei quattro guerrieri, tra i quali anche quello che neanche un colpo di spada era riuscito a fermare....
L'ultimo però sembrava diverso dagli altri...più forte...e il grido non ebbe effetto su di lui, anzi, quando vide che i suoi morivano polverizzati scoppiò in una grassa risata...e con un gesto della mano dal basso verso l'alto li fece tornare in vita come se nulla fosse successo.
Solo una parola mi venne in mente: Fuga... era l'unica via di uscita da un vicolo che si faceva sempre più stretto... ci dirigemmo verso la boscaglia in modo da trovare un facile nascondiglio ai loro occhi e anche un ostacolo per i cavalli. Infatti riuscimmo facilmente a guadagnare terreno... ma loro sembrava che non avessero bisogno di vederci per inseguirci....
Alla fine trovammo un fosso dove nasconderci in attesa del buio, nella speranza che l'oscurità creasse loro qualche problema nella ricerca....
Amberle si girò verso di me dicendo:-Lo sai meglio di me che prima o poi ci troveranno vero?-
Feci cenno di si con la testa...e lei riprese:-Sai bene anche che è inutile scappare, e l'unica cosa che possiamo fare è cercare di non fargli trovare quello che loro vogliono, giusto?-
Ancora di si con la testa, ma quando appresi che cosa significavano in realtà le sue parole non volli crederlo... loro cercavano lei, la sua magia, ora lo ricordavo, ma non fargli avere quello che cercavano significava morte per lei...
Lei mi guardava con gli occhi di chi è felicemente rassegnata al suo destino, di chi non ha preoccupazioni per il futuro, di chi accetta una soluzione inevitabile...
Non sarei mai riuscito a farle del male, e questo lei lo sapeva, ma lei aveva in mente qualcosa di diverso...
Si sarebbe consegnata a quei guerrieri e avrebbe seguito il suo destino, ma avrebbe prima fatto in modo di perdere la sua magia... e l'avrebbe donata a me, per l'amore che ci legava... ma non poteva darla a me come persona, perché altrimenti dopo avrebbero dato al caccia a me, l'avrebbe trasferita nella spada... essa avrebbe avuto dei poteri diversi da quelli di Amberle, e nessuno poteva sapere in che modo si sarebbero manifestati, ma di una cosa Amberle era sicura, nessun essere malvagio avrebbe potuto da quel giorno in poi toccare quella spada...
Lei toccò l'elsa e la sua energia vitale sembrava defluire verso la spada, creando una leggera luminescenza nel buio che ora li circondava, mentre io guardavo incredulo il tutto.
Ero disposto ad accettare tutto per salvarla, anche di caricarmi io del suo fardello, ma non l'avrei mai mandata da sola contro quegli uomini, contro la morte, ma sarebbe stato inutile discutere con lei ora.
Per la prima volta ricordai nitidamente i lineamenti del viso di Amberle, e capii perché Sybil me la ricordava tanto....
Ad un tratto la luce svanì e tutto tornò buio. Amberle mi si avvicinò e mi poggiò il capo sul petto, e accoccolata per la stanchezza mi sussurrò: - Potrei barattare tutti i giorni della mia vita passata, pur di poter passare un'altra notte con te sotto le stelle e poter sentire il battito del tuo cuore per tutto il tempo...-
Aveva il viso sollevato, come se si fosse liberata di un giogo che da tempo la appesantiva.
Un urlo infranse il silenzio, un cavaliere scese nel fosso e prima che io potessi fare nulla aveva preso Amberle e portata via da me, mentre altri due, appena giunti, mi tenevano. Ci catturarono, ma non provarono neanche a toccare la spada, che però fecero prendere a me, per portarla con noi... Mi
legarono.. e condussero me e Amberle verso la morte..... Per Amberle essa arrivò qualche giorno dopo quando si resero conto che non possedeva nessun tipo di magia, per me invece la morte mancò il suo appuntamento....

Tornai al presente, sconvolto da quello che avevo visto.... pensavo che la spada avesse quei poteri da tempo immemore, invece era fino a qualche anno prima solo un cimelio di famiglia... Chi allora mi aveva messo in testa quei ricordi fasulli, come per volermi far dimenticare tutta quella storia?
Avevo la testa confusa, e molte cose ancora non erano chiare, anni di vita concentrati in un solo istante, confusione da per tutto. Avevo bisogno di riposare.....

Nessuno rispose alla mia domanda.... evidentemente nessuno era interessato a seguirmi....
Ma io dovevo rincorrere quella bestia, rincorrere il mio passato...
Avevo una tale confusione nella testa...
Qualcuno aveva impiantato nel mio cervello dei ricordi finti per sostituire quelli toltimi chissà con quale magia...mi avevano fatto credere che la mia spada fosse magica da generazioni, mentre invece Amberle mi aveva fatto quel dono.... Il divieto di ricordare il mio vero passato era stato infranto da un paio di occhi... quelli di Sybil....
Dovevo agire in fretta, e mentre tutti erano incerti sul da farsi io presi la mia decisione...
Sarei partito da solo, non potevo farmi scappare quell'unico appiglio al mio passato....
Kandi era ancora troppo scossa per avere una benché minima reazione a stimoli esterni.... eppure ero sicuro che se avesse avuto un poco più di lucidità non avrebbe esitato ad accompagnarmi... di sicuro il pericolo non le faceva paura...
Iante era la mia salvatrice, mi aveva soccorso quando ero in condizioni pietose, in fin di vita e mi aveva portato dai suoi amici per farmi curare.... non so quante altre persone avrebbero fatto questo invece di voltare semplicemente la testa da un'altra parte...ma anche lei sembrava assorta in tutt'altri pensieri...
Kopl era troppo preso dalla sua Sybil, ancora provata, per prestare la benché minima attenzione a quello che dicevo...
E poi c'era Sybil.... che mi aveva aiutato inconsapevolmente a ricordare il mio passato... che mi aveva ricordato Amberle, così simili eppure così diverse... Mi avrebbe fatto piacere se lei fosse venuta con me, non solo perché era la mia curatrice, ma anche perché in qualche maniera mi sentivo legato a lei. Eppure non la conoscevo che da poche ore, anche se lei mi aveva accudito per chissà quanto tempo... Mi sarebbe piaciuto conoscerla meglio, ma in fondo forse era meglio così.... penso che a Kopl non avrebbe fatto piacere....
Incrociai per un attimo lo sguardo di Sybil, quei suoi occhi di ghiaccio mi mettevano a disagio, a me, che non avevo distolto mai gli occhi da nessuna battaglia, da nessun spargimento di sangue, mi sentivo a disagio di fronte ad una fanciulla che forse non aveva neanche mai ucciso nessuno, se non dal punto di vista sentimentale dicendogli un no invece che un si.... Ci sono molti modi di uccidere un uomo, quello che usavo io era uno dei meno crudeli...
Non dissi altro... presi la mia Amberle e quelle poche cose cha avevo con me e che mi erano rimaste addosso nonostante tutto quello che era successo e uscii di corsa fuori dalla casa, pronto a rincorrere il mio passato...


KANDI
Garet ha mormorato qualche domanda su Dissidio, ma ero assorta e non ho risposto subito...
Iante non parla, forse sta pensando anche lei alla inaspettata metamorfosi, anche se non conosceva bene Dissy... l'aveva incontrato una volta appena, in precedenza.
Ad un tratto vedo Garet afferrare Amberle e le sue poche cose e raggiungere l'uscita rapidamente.
Balzo in piedi e lo seguo, dopo aver dato una rapida occhiata ai miei ospiti, senza avere il tempo di dire niente...
Ci raggiungeranno, se vorranno...
Garet è già al limitare del bosco, e si accinge ad entrarvi. Lo chiamo ma non si volta, perciò inizio a correre più velocemente, anche se l'angoscia mi stringe il petto... Quel bosco che prima sentivo tanto amico ora mi terrorizza...
Eccomi immersa nel verde cupo e nell'ombra...e di Garet nessuna traccia...
Proseguo cautamente lungo un piccolo sentiero, ascoltando solo il fruscìo del sottobosco sotto i miei piedi che sembra ingigantito dall'innaturale silenzio...
Nessun uccello, o scoiattolo, o insetto, incontro per strada.. ma come mai?
Ad un tratto... l'orrore!!! Il sangue mi si raggela nelle vene, e sento il corpo percorso da brividi...
Là, di fronte a me, in una piccola radura, un lago di sangue.... e di resti umani dilaniati...
Forse ho urlato più forte che potevo, forse nessun suono è uscito dalla mia bocca... non lo so...
Devo avvicinarmi... devo....
Il bosco sembra rotearmi attorno, mentre appoggiata ad un albero cerco di farmi passare conati di vomito...
Sono accanto a quei poveri resti...
Oddio, il volto è riconoscibile, nonostante le ferite...Zeroseawolf!!! E l'altro... Jobb... i miei ospiti... coloro che credevo fossero su una nave in cerca dell'ignoto...
Ed invece erano qui...
Dissy, ma che ti è successo????
"Kandi...... oh cielo......".... Garet mi ha raggiunta, evidentemente urlavo...
Mi stringo a lui disperata... Dobbiamo trovarlo, e subito...
Sybil... che rischio ha corso, anche lei, sola in quest'orribile bosco....
E Falco, la piccola Falco, nelle mani di quell'essere...
Non c'è tempo per fermarsi a piangere, penseremo dopo a ricomporre quei corpi... ora andiamo...
Ma dove?



DISSIDIO: DIALOGO INTERIORE
Seduto su un masso, curvo su me stesso, osservo le mie mani sporche di sangue... l'ho bevuto... l'ho gustato... mi ha reso felice infilare le mie mani tra le loro budella, estrarre i loro intestini e giocarci... è giusto, loro erano sporchi e andavano purificati, ed io li ho benedetti... è così vero?
Dimmi che ho fatto bene, avevo bisogno di farlo... dimmelo... perché non rispondi?
Non devo frenarmi, perché la giustizia è con me, giusto?
Non parli... non ci sei più nella mia testa, ma sono convinto di aver ragione... del resto io devo nutrirmi, perché noi siamo ammassi di carne che hanno bisogno di carne per vivere, è la legge della natura, non pensi?
Prenderò il tuo silenzio come un sì... nella mia testa non c'é più la tua voce, umano.
Sento solo una grande voglia, voglia di vita...
ZeroSeaWolf e Jobb mi sono stati utili... la loro carne era morbida ed il loro sangue caldo... è stato piacevole incontrarli... leggere la paura nella loro anima, la spavalderia nei loro occhi, l'arroganza nel loro cuore... li ho puniti, ho fatto bene?
Coscienza, taci.
Ho fatto bene.


KOPL
Così siamo rimasti solo, Syb ed io, seduti uno a fianco all'altra.
Syb è ancora stanca, non lo vuole ammettere, ma lo so. Afferro la mia ascia e mi dirigo verso la porta. Lei mi corre dietro: " Non lasciarmi da sola, non ho ancora recuperato tutte le forze. Portami almeno alla tua capanna".
La guardo "Mi dispiace, non ho una capanna, come non ho mai avuto una vera casa. Non ti preoccupare torno subito, intanto chiuditi dentro"
Mi dirigo verso la foresta con l'intenzione di prendere qualcosa per darle da mangiare.
Ma c'è qualcosa che non quadra. Troppo silenzio, troppa calma.
Nel sottobosco ci sono conigli ed altri animali squartati, senza budella.
Qualsiasi cosa sia passata di qui è forte, ed affamata, ma anch'io quando sono affamato non scherzo.
L'essere ha lasciato una scia di sangue, niente è restato vivo.
Improvvisamente, in mezzo a tutti quei cadaveri noto una cosa strana, mi ci avvino: è un braccio, un braccio umano, che stringe ancora una spada.
La riconosco, è una katana. La raccolgo e improvvisamente torna a splendere di rosso, come la prima volta che la vidi. Il suo proprietario non c'è più, ma so che gli farebbe piacere, e poi lei ha scelto me!
Torno da Syb. Si è addormentato ma almeno ha recuperato le forze. La sveglio, quel posto non è sicuro, temo che i prossimi saremo noi due. Ci dobbiamo allontanare da quella capanna e subito.


GARET JAX
Ho sentito un urlo improvviso, mentre ero sulle tracce di Dissy....
Sono corso nella direzione del grido e ho trovato Kandi piangente....
Guardai che cosa aveva provocato quell'urlo disumano e mi trovai di fronte ad uno degli spettacoli più raccapriccianti che io avessi mai visto....
I resti di un campo di battaglia sono le ceneri di un fuoco che ardeva dentro ogni singolo cuore di ogni cadavere che ha perso la vita credendo in qualcosa rende il tutto, per quanto tetro, una specie di tempio da onorare.... ma nulla era in confronto a quello che mi si parava davanti ora... uno spettacolo di inutile violenza... sangue sparso dovunque, brandelli di carne, Dissy non aveva ucciso per fame, aveva ucciso per gusto di farlo, perché ne sentiva il bisogno.... dentro di lui ci doveva essere qualche demone che lo governava, perché nessun essere umano sarebbe riuscito mai a compiere uno scempio del genere....
E forse l'unica maniera di farlo tornare come prima era quello di ferirlo con Amberle.... era tutto quello che avrei potuto fare... metterlo di fronte a se stesso... le due personalità dentro di lui avrebbero dovuto combattere tra di loro e chi avrebbe vinto avrebbe ripreso il controllo del corpo di Dissy..... io potevo condurlo fino alla soglia del combattimento, ma la battaglia la avrebbe dovuta affrontare da solo.... e se avesse vinto la bestia.... non avrei avuto un compito facile da affrontare......


KANDI
Stretta al braccio di Garet mi avvio con lui, che sta guardando con attenzione il terreno per scorgere qualche segno del passaggio di Dissy...
Non è difficile, il sangue è ovunque, a chiazze... poi a piccoli grumi... poi qualche traccia...
Seguiamo quella scia di orrore.... ed ecco...
A pochi metri da noi, seduto su un masso a capo chino, il mostro... immobile...
Si guarda le mani ancora sporche dei resti delle sue vittime, assorto...
Tanto assorto che ci lascia avvicinare senza accorgersene.
Garet mi spinge dietro di sè e stringe Amberle con entrambe le mani, alta sopra la testa... è pronto a scattare, i nervi tesi come corde nelle braccia muscolose, lo sguardo attento... senza un battere di ciglia...
Dissy... Ora... così, quasi schiacciato da una forza più grande di lui, mi riempie il cuore di tristezza...
Trattengo Garet, in silenzio, e mi avvicino piano... cauta.... le braccia in avanti... verso quel che resta del mio vecchio amico.
Alza il capo di scatto, sono troppo vicina...
NO!!!!
Non sono i suoi occhi, quelli!!!
Balza in piedi, mentre sento Garet che con uno strattone mi trascina a terra dietro di lui, ed avanza...


GARET JAX
Eccolo lì, davanti a me voltato di spalle... un facile bersaglio, ma dovevo ricordare che il mio scopo era di far tornare il vecchio Dissy e non di uccidere la sua anima insieme al corpo da bestia......
Ci avevano facilmente condotto a lui le tracce di sangue di quei due poveri sfortunati che lo avevano incontrato prima di me, dai resti di un banchetto macabro che da solo sarebbe bastato a fargli meritare la morte....ma forse era solo il corpo di un uomo trasformato in bestia da un'anima maligna.....
In fondo ero contento di non doverlo uccidere, anche perché non sarebbe stato molto facile, viste le dimensioni maggiori del suo corpo rispetto al mio.... ma per quello che dovevo fare era meglio che fosse pieno di muscoli.... più si è grandi, più si è lenti, ma anche mortali quando si colpisce...
Tirai fuori dal fodero che avevo sulle spalle Amberle, che riluceva debolmente di una luce propria, evidentemente aveva fiutato il male presente in quella bestia... sentivo la sua voglia di ucciderla, di liberare il mondo da un essere malvagio pericoloso.
Avrei dovuto faticare non poco per contenere l'ira di Amberle, per non dovevo uccidere Dissy se poteva ancora essere salvato....
Con i suoi poteri la spada lo avrebbe messo di fronte a se stesso.... da lì in poi avrebbe dovuto fare tutto da solo.... potevo indicargli l'arena dove combattere con se stesso per tornare alla normalità, ma non potevo aiutarlo nella lotta.... Dissy contro Dissidio.... sarebbe stata a lui la decisione se vivere o morire, se lasciare il posso alla bestia o combattere contro di essa....
Non era stato facile neanche per lui accettare a pieno i poteri della spada quando lo aveva sottoposto alla prova per primo...
Ora lo ricordava....
Doveva ancora capire chi gli aveva messo in testa quel passato prefabbricato che si stava rivelando fatto di cartapesta, per lasciare una visione più vera di quello che era stato...
Ma non era il momento... aveva un lavoro da sbrigare....
Chiamai a gran voce la bestia, essa si voltò di scatto.... i suoi occhi mi annientarono... non per la loro ferocia, ma per la loro umanità, forse Dissy si poteva ancora salvare....
Ma fu solo un attimo, la bestia riebbe il sopravvento sulla sua vittima, gli occhi si trasformarono in due fessure da vampiro, e i lineamenti si indurirono, divennero marcati, inumani.....
La bestia ruggì, emise un suono non di questo pianeta, ma proveniente direttamente da quello dei morti, perché non era possibile sentire un ululato carico di tanta sofferenza se non nel regno dei demoni....
Cominciò ad avanzare velocemente verso di me, molto più velocemente di quanto credessi, sarebbe stato un avversario degno di rispetto e di tutto il mio impegno...
Quando arrivò ad un metro da me mi spostai con un balzo di lato e lui cercò di sferrare un pugno con il suo braccio sinistro, e la sua mano viscida mi sfiorò di poco i capelli....
Per un momento temetti per Kandi, non avevo pensato ti metterla prima al sicuro lontano dal campo di battaglia, ma la bestia sembrava molto più attratta da me, da Amberle, che da qualsiasi altra cosa....
Ricominciò ad avanzare verso di me con molta più furia, si vedeva che evidentemente era abituato a uccidere le sue vittime al primo colpo... ma era il momento di contrattaccare.... ruotò il collo e mi piantò quei due occhi folli nei miei, e con un balzo cercò di afferrarmi.... mi buttai di lato di nuovo e sferrai un fendente in orizzontale dritto al costato, ma il mostro fermò la lama con la mano.... anche se il colpo non era andato a segno come volevo, la mano aveva cominciato a grondare di sangue, quindi lo avevo ferito... il mio compito era finito... fortuna che finiva tutto li, non sapevo se sarei riuscito ad avere la meglio su quell'essere...
Il mostro percepì che c'era qualcosa che non andava, e cominciò a guardarsi la mano... come se sentisse una sensazione strana, tipo un formicolio.. sapevo fin troppo bene le sensazioni che avrebbe provato fra breve....
Smarrimento, frustrazione senza un reale perché.... e poi dolore.... poi tutto si sarebbe attenuato e li sarebbe cominciata la reale sfida con il mostro... uno di fronte all'altro... dovevano dimostrare chi era il padrone di quel corpo.... e lo scontro sarebbe stato solo in mano dell'anima di Dissy.. e della sua forza di volontà... avrebbe dovuto sopportare e accettare tutte le visioni degli orrori che quel mostro aveva recato alla gente grazie al suo corpo... e se avesse retto senza impazzire avrebbe vinto....
La bestia cominciò ad urlare e a prendersi la testa tra le mani, a rotolarsi per terra... la battaglia era iniziata... io gli avevo mostrato l'arena, ora doveva combattere....


IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
In un attimo la capanna di Kandi si è svuotata... non ho alcuna fretta di andarmene, mi guardo intorno, e nel momento in cui poso lo sguardo sul letto che ospitava Garet la voce di mio fratello mi rimbomba di nuovo nelle orecchie.... "Vuoi muoverti, maledizione?"
Con un sorriso passo oltre la porta, incontro l'ambrato sguardo di Galahad, i miei occhi sorridono nei suoi, impassibile, e con il falco sul pugno mi avvio di nuovo verso il bosco, seguita da Juma e Shina.
L'odore del sangue, forte e ferrigno, mi colpisce immediatamente, Juma arretra, Shina fa un passo silenzioso al mio fianco, protesa in avanti, in allerta: tesa arrivo in cima alla collina, per trovarmi davanti ad uno spettacolo desolante, raccapricciante.
Un banchetto orribile, violenza e sangue, carogne ovunque... silenziosa passo tra i cadaveri con i miei felini, l'attenzione rivolta al luogo intorno a me, fino a quando una testa, o almeno ciò che ne resta, mi impedisce il cammino: Non mi è sconosciuta l'espressione distrutta del cadavere, ma non ha importanza: Falco dev'essere da qualche parte, e ho la fermissima intenzione di inchiodare la pelle di quella bestia al muro della capanna di Kandi.... quando il terreno trema rombante e si spacca sotto i miei piedi; un vento gelido e ostile mi schiaffeggia il viso, il mio sguardo per un attimo si posa sulla profondità della terra, attratto dal calore del pianeta.
E, mentre la natura urla, una voce, o forse solo la mia immaginazione, mi respinge minacciandomi: "Figlia di Dea, maledetta figlia di Dea........" in un ringhio sussurrato: poi la terra si richiude sotto di me, nel silenzio innaturale che ha colpito la natura... e in silenzio io rimango ferma, i muscoli del viso contratti in una maschera impassibile, un grido chiuso dietro i denti, e gli occhi grandi dal terrore... un sussurro involontario mi sfugge: "I Titani, il Tartaro..."
Quando un urlo mi richiama alla realtà, un urlo che anche se non è umano non ha nulla di eterno: velocemente spicco la corsa, seguita dai felini, e mi infilo nel bosco, senza voltarmi indietro.


DISSIDIO
Pioggia, sangue e fango... carne in putrefazione, puzza di vomito... il cancro, la psicosi, paura della morte, insoddisfazione nella vita... lombrichi... buio...
L'essere senza pace avanza, tra la fanghiglia e i cadaveri... i suoi occhi sono di ghiaccio... il suo sguardo è basso... il suo passo lento... i suoi capelli neri inzuppati d'acqua... il sapore del sangue nella sua lingua, la voglia di bere ancora...
Sulla sua strada è ora la ragazza dalla faccia pulita e le movenze eleganti... la creatura malefica si apposta a circa cinque metri da lei... e si ferma a scrutarla... le braccia incrociate.. gli occhi tristi che di tanto in tanto si rivolgono al cielo per cercare tra le stelle, quella che sarebbe potuta essere la sua casa, se non fosse stato costretto a vivere in questo mondo dalle regole assurde che non ha mai tollerato...
I falsi sorrisi, la presunzione, la stupidità, l'incapacità, la maleducazione, l'allegria immotivata, mi fate schifo, vi odio tutti.


IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
Un urlo, sembrava non finisse mai, ma niente avrebbe potuto sconvolgermi più di quanto non fosse già stato fatto.... seguita da Juma e Shina piombo nella radura, senza quasi rendermene conto.... ed ecco che, sotto le ombre proiettate dal sole, scorgo Garet in attesa, il viso contratto da una smorfia di pietà, la spada sguainata; in mezzo a noi un animale,che si accorge di me, fa un mezzo giro su se stesso, e fissa quei vuoti occhi viola nei miei: la reazione di Shina e Juma è immediata: entrambe con le orecchie abbassate, agitando la coda nervosamente si preparano ad un unico balzo...sfioro il collier con la punta delle dita, lo sguardo mi diviene tagliente e minaccioso... e non vedo Falco.
Preparo la mano ad una piccola lingua di fuoco, faccio per scagliarla e Kandi irrompe nella radura, urlando, e mettendosi sulla traiettoria del colpo: il suo sguardo implorante blocca la mia mano, e la bestemmia che mi era nata sulle labbra.... ma il mio sguardo brucia di rabbia, in due falcate le sono vicina e ringhio: "E ora che diavolo vuoi?"


GARET JAX
Dissidio si tolse le mani dal cranio, e puntò i suoi occhi feroci nei miei.... la bestia aveva vinto, per Dissy c'era ormai poco da fare....
Ormai quel bozzolo racchiudeva solo l'anima di una bestia che andava uccisa per evitare che continuasse a dispensare morte.....
Ma non sarebbe stata una passeggiata... non era uno degli avversari più deboli che avevo affrontato...
Uccidere o morire, i suoi occhi erano feroci, governati da una rabbia inumana, troppo odio per un solo essere umano, troppo per chiunque...
Amberle aveva dato la possibilità a Dissy di combattere contro la sua parte malvagia, ma evidentemente il giovane non era stato in grado di governare le sue emozioni, di ritrovare se stesso fra tutta quella bile.... aveva perso, e ora l'unica maniera per dargli riposo era la morte... e se volevo che quel ragazzo avesse anche una minima possibilità di ritornare un giorno in vita come un normale essere umano dovevo ucciderlo io, con la mia spada, per purificarlo con Amberle da tutta la sua malvagità....
Con uno scatto della testa Dissidio si voltò verso dei cespugli che si stavano movendo... e ne uscì una giovane ragazza, che doveva essere la stessa che era nella casa di Kandi, quella che mi aveva trovato quasi morto e salvato.... e aveva con sè alcuni animali che sembravano intuire meglio di lei il pericolo che Dissidio rappresentava...
Lei alzò lentamente un braccio e da una sua mano cominciò a nascere una piccola fiamma.... ma prima che potesse fare qualsiasi cosa kandi si frappose tra lei e Dissidio.....
Il mostro sembrava molto colpito dall'entrata in scena della ragazza, per un momento i suoi occhi sembrarono tornare quelli di un tempo, o almeno quelli che dovevano essere gli occhi di Dissy, doveva esserci tra i due qualcosa che io ignoravo... ma non era questo ora il problema, il problema era la bestia e andava eliminato con la morte....
Lo chiamai a gran voce, e lui sembrò riaversi da quel momento di "umanità" per tornare il mostro che io conoscevo...
Mi odiava, e non sapevo perché, mi voleva morto senza un apparente motivo.
Cominciò a corrermi incontro, e mentre mi si avvicinava aprì la bocca per cacciare dal più profondo della sua anima un ululato che mi fece gelare per un attimo il sangue nelle vene, e rimasi paralizzato da quel grido, era qualcosa di più di un semplice urlo, era magia, era la Voce....
Non riuscivo a muovere un muscolo, e il mostro mi era quasi sopra, quelli che in realtà erano istanti a me sembravano un tempo interminabile, vedevo tutto come se si muovesse a rallentatore, Dissidio che mi si faceva sotto, Kandi che si era voltata a causa del grido anche lei, Iante che sembrava avvolta da una patina di distacco da tutto quello che stava accadendo....
Cominciai a sentire un forte calore proveniente dalle mani.... era Amberle che cercava di sciogliere la morsa di gelida paura che mi avvolgeva..... la calma si impadronì di me, e d'improvviso mi resi conto che dovevo agire subito, saltai di lato poco prima che Dissidio mi travolgesse con la sua mole.... mi feci da parte e tentai di menare un fendente con la spada, ma Dissidio fu più veloce di me, fece un balzo verso l'alto e mandò a vuoto il mio colpo.
Ci ritrovammo faccia a faccia, gli occhi puntati l'uno nel volto dell'altro... esaminandoci per la prima volta così da vicino... potevo sentire il suo alito che sapeva di decomposizione, di morte, di malattia...
Con un gesto felino improvviso tentò di mettermi le mani alla gola, e per poco non ci riuscì, ma fortunatamente mi sfiorò soltanto, procurandomi solo un leggero graffio sul collo.... ma si era slanciato con troppa forza, ora mi trovavo di lato rispetto a lui, con il suo fianco tutto scoperto, un invito a nozze durante un combattimento... colpii o almeno cercai di farlo, perché lui riuscì a respingere con il braccio il mio colpo.... la lama penetrò profonda nella sua carne, fino all'osso....
Dissidio girò lentamente la testa verso di me, con una espressione in volto che sembrava più un sorriso che una smorfia di dolore... sapeva che era più forte, e che solo un miracolo avrebbe potuto salvarmi dalla morte che stava per infliggermi.... ma non aveva fatto i conti con il potere di Amberle.....la ferita che gli avevo inferto aveva scatenato tutto il potere della mia spada dentro il mostro... era pur vero
che Dissy aveva perso la battaglia con Dissidio, ma forse non era del tutto morto, perché dai suoi occhi sfavillò per un attimo una scintilla di umanità, si girò a guardare verso Iante... ebbe un attimo di indecisione.... forse Dissidio non era così potente nel suo dominio su Dissy, oppure forse era tutto merito della presenza di Iante... ma non erano domande a cui avrei trovato una risposta immediata, e non erano il mio problema primario... presto Dissidio avrebbe ripreso il controllo, e per me sarebbe finita, così agii velocemente....
Impugnai talmente forte l'elsa di Amberle da farmi diventare le nocche delle mani bianche, e sferrai un colpo dritto all'altezza del torace della bestia che aveva ricominciato a focalizzare la sua attenzione su di me.... arrivai dritto al cuore, sfondai la cassa toracica, e arrivai al piccolo muscolo involontario fonte della vita.... la lama di Amberle si fece largo come nel burro, e arrivò a sbucare dall'altra parte....
La bestia mi guardò con aria stupita, incredula, come se non potesse credere a quello che stava succedendo.... e all'improvviso sparì dal suo volto ogni barlume di malvagità, tornò quello che era stato prima del suo drastico cambiamento, semplicemente un ragazzo, nulla più.... purtroppo insieme alla pace aveva trovato anche la morte.... almeno momentaneamente... il suo volto si rilassò, e una smorfia simile ad un sorriso si affacciò dalle sue labbra... forse aveva capito che lo avevo ucciso solo perché dovevo... almeno così spero....
Tirai fuori Amberle dal suo corpo martoriato, lo adagiai delicatamente a terra, e lo lasciai dove era... me ne tornai da dove ero venuto, mentre Kandi mi guardava stupita del mio comportamento, mentre Iante sembrava ancora mascherata da un velo di indifferenza, ma chissà cosa provava veramente dentro...
Comunque ora tutto era finito.... o forse era solo iniziato... mentre uccidevo Dissidio, e dopo aver visto il suo volto tornare normale, avevo fatto una promessa a me stesso, avrei fatto tornare in vita quel ragazzo, sapevo che non era facile, ma sapevo che era possibile...
Uscii dalla piccola radura in cui si era svolto tutto quel massacro, in silenzio, con la testa china... pensando a quello che avevo fatto, se non ci sarebbe potuta essere un'altra via di uscita, ma ero sicuro dentro di me che quello che avevo fatto era giusto.....
Tornai nel luogo dove Dissidio aveva fatto il suo primo spuntino per dare almeno una degna sepoltura a quei malcapitati..... feci del mio meglio, ma di uno dei due non riuscii a trovare l'arma, e un guerriero se non viene seppellito con la sua arma non viene ammesso nel paradiso di coloro che hanno combattuto per qualcosa in cui credevano... avrei dovuto cercare di rimediare in qualche maniera...
Ritrovai il sentiero verso la casa di Kandi e appena uscii dal bosco cominciò a cadere una fine pioggerella, fitta ma leggera, che lavò via dal mio corpo tutta la stanchezza, e che purificò quel bosco che aveva per quel giorno visto troppe empietà....


KOPL
La katana di Launcelot aveva brillato con tutta la sua forza prima di tornare a spegnersi.
Doveva essere la spada gemella di Amberle.
Ringraziando con il cuore le spoglie del giovane per avermi dato quest'arma mi diressi verso il luogo dove doveva essere avvenuto lo scontro.
Sapevo che avrei avuto del lavoro.
Qualcuno era morto, o Garet o la bestia, ma in entrambi i casi un'anima innocente doveva essere resuscitata.
Guardai Syb, tutta presa con i dettagli della nuova casa non si sarebbe accorta della mia mancanza, e mi allontanai.
La felicità era tornata sull'isola, ma non del tutto, perchè qualcosa tramava contro di noi.


KANDI
E' tutto come un sogno...un orribile incubo...
Sono a terra, ad un passo da Garet...e lo vedo avanzare, vedo Amberle brillare di bagliori rossastri, ed entrare nel corpo di Dissidio.... una...... due volte.....
Incapace di muovermi osservo la scena, come allucinata....
Dio mio, il sangue scivola via con la vita, si disperde sulle foglie umide... il sangue di Dissy....
Dissy, ora è lui!!!!
E' lui, il mio vecchio caro amico.... e muore.....
Non è servito frappormi fra lui e Iante, non è servito tentare di farlo tornare in sè solo parlandogli... non è servito a niente...
E' a terra, nessun altro terribile suono esce dalla sua bocca spalancata, nessun bagliore sinistro nei suoi occhi chiusi per sempre... ed Amberle ha trovato dimora nel suo cuore, è ancora orribilmente piantata là...
La lotta è finita, ora...
Mi rialzo lentamente, il petto scosso da singhiozzi, mentre le lacrime pietosamente mi accecano, cosicchè io non possa vedere, almeno per un attimo, l'orrore che mi sta dinnanzi...
Garet sfila la spada dal corpo riverso a terra e si allontana lentamente, a capo chino, come schiacciato dal peso di ciò che è stato costretto a fare...
Eccomi, Dissy...
In ginocchio accanto a lui, lo abbraccio, incurante del sangue che mi imbratta la tunica, e cerco di riavviargli i capelli inutilmente...
"Iante...."
Lei mi guarda, ha un'espressione enigmatica sul volto... non la capisco, ma non me ne curo, ora...
"Ti prego" le dico..."Aiutami a riportarlo a casa sua, ad Omer... lo ricomporremo, cercheremo tutte le sue cose, e lo seppelliremo là.... vuoi?"
"Umpf... piccola stupida umana... che differenza fa, dove seppellirlo?"
Ma non riesce a dire altro... per una volta non ha la forza di negarmi qualcosa.... forse dopotutto non è contraria davvero...
Omer... la casa di Dissy...
Avvicinandoci alla porta restiamo ad ascoltare per un momento.... si sentono degli strani mugolii...
Iante apre con un colpo, ed entriamo...
Falco della notte!!!!
E' lei, legata al giaciglio, ed imbavagliata...
Pallida, impaurita, stremata.... ma viva!!!!
La liberiamo, e lei tenta di urlare... ma si zittisce di colpo vedendo il corpo che portiamo con noi...
Presto ci racconterà tutto....
Ora adagiamo Dissy sul letto, dolcemente...
Non può essere finita così..... non può.....


SYBIL
Mi trovai in quella capanna che non mi apparteneva. Ero stanca..molto...forse troppo..ed era una stanchezza innaturale..non poteva essere solo la vista...doveva esserci di più..
Mi guardai attorno.. osservavo..sono sempre stata attenta ai dettagli.. mi aiutavano a capire.. a penetrare nell'anima delle persone..
Sentii la porta sbattersi alle mie spalle..Era Kopl che lasciava la sua capanna. Rimasi in silenzio a fissare la porta chiusa.. Gli intervalli sono un punto fondamentale...sono l'unica casa dello spirito..sono le fessure nella roccia in cui ti rannicchi per vedere le pareti nascoste della tua vita..sono le fessure tra i monti e le cellule attraverso le quali si insinua il vento, i gelidi..angusti...fiordi che fendono le scogliere del mistero.
Sento bussare alla porta di legno spesso. Non mi avvicino, la guardo da lontano. Non può essere Kopl, è appena uscito.
Resto immobile ma quei pugni sulla porta penetrano nei miei intervalli..è così raro trovarli..si spostano e poi svaniscono. Diamine quei colpi si sono intrufolati nei miei intervalli!!!!....adesso si dovrà schiudere un universo.
Apro lo stipite... allungo la testa, i riccioli mi coprono le labbra mentre le mordicchio. E' Garet..
" Come sei arrivato qua guerriero?"
"Sono stanco strega, dammi riposo." con voce impertinente.
Feci un lungo gesto con la mano come a servire un principe e lo guardai mentre il suo sguardo cauto e pensieroso si posava sull'ambiente.
" Che c'è guerriero?" sorrisi interrogativa.
" Ma questa non è casa di Kandi..." sussurrò lui.
" Certo che non lo è..sei nella capanna di Kopl."
" E che ci faccio qua?..IO ero andata diretta da lei..Strega mi ci hai portato tu!!!"
Scoppiai a ridere. Quell'uomo detestava la magia.. io rappresentavo la magia... detestava anche me forse.. Ma ci avrei pensato dopo...
In fondo non avevo fatto nessun incantesimo..
La sorte..il caso..


GARET JAX
Arrivato alla capanna, busso un paio di volte, sicuro che nessuno ci fosse dentro... ma la porta si apre come per magia, ed una massa di riccioli biondi mi viene ad aprire...
Sybil, con i suoi occhi che erano un ponte con il mio passato...
Mi fece entrare, ma mi resi conto che non mi trovavo nella casa di Kandi, piuttosto in quella di Kopl, come Sybil mi fece notare... sentivo odore di magia, ma non potevo esserne sicuro, forse avevo
semplicemente sbagliato capanna, in fondo erano tutte uguali...
Lei con un gesto da servitrice, allargando tutto un braccio, come si fa con i principi, mi invitò a entrare... -Dov'è Kopl?- le chiesi...
Lei mi rispose che era uscito senza che lei se ne accorgesse...
Ero tutto sporco di sangue di Dissy, nonostante la pioggia ne avesse lavato via un poco e Sybil solo ora se ne accorse, ma non disse nulla... capì semplicemente quello che era successo... cose da strega...
Le chiesi se c'era la possibilità di fare un bagno e lei mi indicò una tinozza, dicendo però che era fredda... ma avevo passato cosa peggiori che un bagno freddo... mi spogliai davanti a lei, ormai da tempo avevo perso le comuni inibizioni della gente comune, ma anche Sybil si voltò semplicemente, senza scandalizzarsi più di tanto...
Non dovevo avere proprio i modi di un ragazzo amabile, ma i morti che mi ero lasciato dietro durante la mia nebbiosa vita passata avevano cambiato non poco i miei modi da personcina per bene che ero da piccolo... dopotutto avevo sangue blu nelle vene... anche se in quel momento non si notava troppo...
Entrai nella tinozza e trovai l'acqua neanche troppo fredda, quasi tiepida, e mi ci sprofondai facendone uscire una buona quantità fuori... allora Sybil si girò e tornò a guardarmi... con quei suoi occhi indagatori, come se stesse per entrarmi nella testa, come se stesse leggendo nel mio cervello, il mio passato... si avvicinò e mi accarezzo i capelli lunghi bagnati che mi scendevano fino alle spalle...
Lei sapeva tutto del mio passato ora... e a me non dava per niente fastidio, dopo tutto era grazie a lei che avevo riacquistato il mio passato...
I suoi occhi ora erano compassionevoli, perché sapeva tutto quello che avevo passato, aveva vissuto le emozioni che avevo vissuto, e forse sapeva più cose di me lei sul mio conto che io stesso...
Le sue mani appena mi avevano toccato avevano avuto un effetto rilassante sul mio corpo... magia, ancora... di quella buona questa volta, di quella che mi piaceva... chinai la testa all'indietro per rilassarmi del tutto e mi sentivo quasi rinascere, fra il contrasto dell'acqua ormai fredda e della mano di lei, caldissima, che mi toccava la testa...
Ogni muscolo mi si sciolse come se stessi per addormentarmi, ma non avrei potuto mai abbandonare questo mondo in favore di quello dei sogni, non mi sarei mai perso le emozioni che stavo provando ora, mi riportavano indietro, ad Amberle...
E Sybil me la ricordava tantissimo... tutte e due avevano la magia che gli scorreva dentro... tutte e due erano capaci di farmi provare emozioni che non erano comuni...
Cercai di resistere al tentativi di Sybil di farmi addormentare, anche se lei lo faceva per il mio bene, ma ogni tentativo fu vano... la sua dolcezza mi invase tutto il corpo, e mi addormentai dopo tanto tempo con un sorriso sulle labbra...


IANTE SIGNORA DELLE VIOLE
E' finito tutto, tutto ad una velocità e con una rapidità incredibili...
Seduta in una capanna che non conosco, ascolto Kandi piangere: quello era Dissy, Kandi dice che l'ho incontrato, ma francamente non...un'immagine mi ritorna alla mente, quella mostratami dagli Dei grazie allo specchio di Amberle,ma il mio cervello la scarta velocemente "Prima, prima..." e prima rivedo una delle tante zone ombrose di Fantasy, vedo me stessa alzare lo sguardo, incontrare quello di un giovane uomo in allerta, pronto a balzarmi addosso...... e ricordo il mio divertimento, quando in un attimo ero sparita, ridendo alle sue spalle.... Così quello era Dissy.
Con un sospiro mi alzo, e raggiungo Kandi: cosa fare davanti ad un essere umano che piange disperato? Rivolgo lo sguardo al cadavere in terra... e rimango di sasso: giurerei di averlo visto muoversi... gli appoggio una mano sulle labbra, e una sul collo... e qualcosa c'è: una pulsazione lontana, non voluta dal corpo, ma... c'è.
Mi rialzo, appoggio una mano sulla spalla di Kandi, e, afferrata la porta, me la lascio richiudere alle spalle... e subito, eccolo, il mio Ermes....
"Ciao delinquente. Sai spiegarmi?"
Il giovane mi sorride e fa un mezzo giro saltellante intorno a me: "Non è morto, cara mia"


KOPL
Tutto era calmo e tranquillo, la foresta aveva ritrovato la pace.
Mi diressi verso la mia capanna, gioendo della serenità ritrovata.
Arrivato vicino alla porta sentii Syb parlare con un uomo. Chi era, e cosa faceva lì? Osservai dalla finestra: Garet nel mio bagno, e Syb lo stava lavando!. Non vidi più niente ed entrai nella capanna come una furia. Presi Garet per il collo e lo sbattei contro il muro. Lentamente iniziai a stringere le dita togliendogli il respiro. Improvvisamente una mano si appoggiò al mio braccio,e una voce parlò: "Fermati, non hai capito" La vidi, bella come sempre, con quegli occhi neri e penetranti. No, non mi aveva tradito, non lo avrebbe mai fatto, avrei dovuto pensarci prima. Lasciai Garet che si accasciò al suolo e presa Syb tra le braccia la baciai come mai avevo fatto prima.

 

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