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La storia di Kikka e Molten

 

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L'INVITO

Kikka è stesa sotto la pelle di sciaves, accanto Molten la guarda assorto. E’ bellissima, con i capelli sparsi dietro la testa a formare quasi una criniera che negli SDU definirebbero leonina. Gli occhi chiusi, ma non stretti, il viso sereno e riposato. Ogni volta guardarla, per il Guerriero, è un’emozione.
Amanuator è appena sorto ed illumina la tana dell’Etek. I raggi passano tra le fessure delle ante, creando giochi di luce, che si colora riflettendosi sugli oggetti della dimora. Fuori della tana gli uccellini iniziano a cinguettare e Molten li immagina saltellare allegramente da un ramo all’altro; la giornata incomincia ed il Guerriero spera che anche per loro possa essere un inizio piacevole come il suo.
Gli ultimi tempi per entrambi gli hammers sono stati particolarmente pesanti a causa dei loro ruoli nella comunità arcanese; Kikka era stata impegnata con gli esami alle streghe neofite ed aveva incominciato a ridisegnare l’organigramma delle Streghe. Molten aveva avuto parecchie missioni negli Sdu per conto dell’Imperatrice Nimira ed in accordo con il Gran Maestro Alucard aveva intrapreso la riorganizzazione della Fucina Etek a Ylea. C’erano stati infine due momenti molto piacevoli per entrambi, ma comunque faticosi: l’Etek era stato nominato Vice Comandante e Kikka aveva festeggiato il proprio compleanno. Quella è, quindi, la prima mattina che riescono a svegliarsi nuovamente abbracciati l’uno all’altra.
“Kikka… Kikka… Sveglia Amore, è ora di mettersi in movimento…” dice Molten incominciando ad accarezzare la Strega per svegliarla. Lei si gira sotto la pelle e come tanti piccoli hammers fanno ogni mattina, si accoccola più vicina al suo Guerriero. “Ancora qualche attimo per favore” gli dice, “Ho ancora voglia di dormire…”.
“Piccola strega fannullona”, sussurra teneramente Molten stringendola tra le sue braccia “Hai un sacco di cose da fare oggi, hai più impegni tu che tutte le altre streghe messe assieme ed io devo tornare alla fucina, tra poco riprenderà l’attività e sarà bene che tutto sia a posto”.
“Hai ragione Amore, ma è anche l’ultima mattina che mi posso svegliare così, tra le tue braccia; sai che oggi pomeriggio dovrò ripartire per Kanveska e rimarremo nuovamente distanti per tanti giorni e quindi lasciami godere questi attimi ancora un po'”.
Già, Molten abita a Ylea, Kikka a Kanveska, la distanza tra le due kioskas è enorme. Ogni volta che i due Hammers si vedono, comporta un faticoso viaggio da una parte all’altra di Arcano; perfino Shaki e Mikasa, i loro cavalli, sembrano stufi di percorrere quella strada.
“Va bene Amore” risponde l’Etek, “ancora qualche minuto, poi dovrai alzarti”. Kikka ad alzarsi non ci pensa proprio, sta troppo bene tra le braccia di Molten, le danno quel senso di sicurezza e tranquillità al quale ogni Hammers aspira; così anziché alzarsi si rannicchia ancora di più al suo amato.
Molten ha pensato più volte a come risolvere questa soluzione, ma in ogni occasione si è imbattuto in problematiche difficili da risolvere: il suo ruolo di Vice Comandante lo richiede ad Ylea, specialmente ora che Galdor_Falassion è impegnato in missione negli Sdu; non meno impegnativo è il compito di Strega Saggia del Consiglio di Kikka, sempre richiesta a Krymenia da mille faccende. Però così non si può più andare avanti ed entrambi lo sanno. Il loro amore ogni giorno cresce, c’è tra loro una strana alchimia che li spinge costantemente a cercarsi, si sentono senza fiato quando sono troppo distanti.
Un’unica soluzione sarebbe possibile: che entrambi vivano sotto lo stesso tetto. Il problema rimane, però, sempre di difficile soluzione: chi dei due dovrebbe trasferirsi? Dovrebbe essere Molten a sobbarcarsi lunghi viaggi oppure Kikka? In fin dei conti, poi cosa cambierebbe?
Mentre è intento a pensare, il Guerriero si alza, apre le ante facendo entrare una leggera brezza e i raggi di Amanuator che ora brillano alti nel cielo, poi incomincia a preparare la colazione.
“Forza dormigliona, in piedi; la tavola è imbandita ed un buon pasto ti aiuterà a reggere fino a questa sera”. Lei finalmente si alza stiracchiandosi come una gatta, con ancora un po’ di pudore indossa una splendida veste da camera, senza però lasciare le pelli di sciaves fino ad operazione conclusa; poi si siede a tavola. “Certo che se tu lavorassi con me alla fucina saresti messa subito in riga, come ogni buon guerriero” dice Molten mentre spacca le uova ed incomincia a sbatterle in una ciotola; poi alimenta con altra legna il fuoco sotto la piastra del caminetto ed infine affetta alcune fette sottili di carne di sciaves.
“A proposito, ma anche tu dovresti lavorare alla fucina vero? Le tue conoscenze alchemiche sono previste dal piano elaborato con Alucard, ma quando pensi di incominciare?” chiede il Guerriero mentre stende sulla piastra le fette di sciaves e porta in tavola un bel cesto di frutta.
“In verità ne abbiamo parlato, ma non precisamente” risponde lei “ma penso che presto sarò dei vostri; la fucina ha bisogno di tutti, anche di noi depositari del sapere chimico” continua la Strega giocando con i capelli.
La colazione è pronta: “Spero sia di tuo gradimento, uova, sciaves, frutta, pane scottato, latte, insomma colazione abbastanza completa direi. Così ti sarà meno pesante il viaggio; inoltre dopo ti preparo qualche bocconcino di scorta, non si sa mai”.
Molten si siede a tavola, ma non ha il solito appetito.
“Cosa ti succede stamattina, Amore? Non hai fame?” chiede Kikka mentre incomincia a divorare le uova.
“Fame ne avrei e molta, ma il pensiero che tu parta nuovamente oggi mi pesa particolarmente. Kikka, questo nostro andare e venire per Arcano mi è sempre pesato, ma in questo periodo particolarmente.”
Il bel viso della Strega si rabbuia un po’.
“La fucina ed il Comando Etek mi tengono sempre più ad Ylea, se non sono impegnato in missione. Tu lontana a Kanveska od in giro per le Kioskas, non so ma ultimamente trovo difficile questo nostro vivere.”
A quelle parole Kikka sbianca in volto, posa maldestramente il pane che aveva in mano e trangugia a fatica quello in bocca. “Cosa vorresti Molten? Le tue parole mi fanno paura” mormora appena.
“No scusa, non fraintendermi, non sono mai stato troppo bravo con le parole. Anzi quello che voglio chiederti è proprio il contrario: perché non vieni a vivere qui con me ad Ylea? La tana per noi due è abbastanza confortevole, saremmo molto più vicini; se i nostri impegni ci portassero fuori Kioskas potremmo fare tratti di strada assieme. Inoltre con la fucina a pieno ritmo la tua presenza sarebbe indispensabile. Pensa come sarebbe bello, finalmente assieme ora e sempre.”
Queste ultime parole sciolgono Kikka: sono la loro maniera di ribadirsi il loro amore, il suo viso si illumina nuovamente di un sorriso dolce e solare come è sempre quando è felice vicino al suo hammer. Le mani della Strega s’allungano sul tavolo cercando quelle del guerriero, si stringono forte, gli occhi verdi, in cui l’Etek ama perdersi, s’inumidiscono “Si, ora e sempre” risponde.
Molten si alza dal tavolo, tenendo le sue mani in quelle di Kikka, le si porta vicino; poi la solleva, e stringendola forte tra le braccia la bacia, prima sulla fronte, poi sulle guance ed infine sulle labbra. “Grazie Amore, mi rendi l’hammer più felice di Arcano. Oggi comincia un nuovo capitolo della nostra vita, quello che ci vedrà vivere assieme, ora e sempre”.
 

Kikka e Molten

 

 

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