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La storia di Kikka e Molten

 

1

IL PRINCIPIO (da I racconti del Kruill)

Mikasa era in piedi vicino alla grande quercia che da secoli era ai margini della Kioskas di Ylea; poco più in là Molten, Guerriero Etek, aveva stabilito la sua nuova dimora. Dopo essere arrivato e soggiornato per lungo tempo a Nakir, aveva deciso di iniziare a girare le kioskas e quella di Ylea era stata la prima. La ragione era molto semplice: lì c'era il Quartier Generale degli Etek e l'idea di vivere a contatto con i propri compagni lo aveva spinto a prendere la decisione che quella sarebbe stata la prima tappa del suo viaggio. Mikasa invece era stata scoperta alla scuderia di Nakir, dove era stato amore a prima vista per entrambi; la dedizione del Guerriero verso l'animale era pari alla riconoscenza, all'amore che la cavalla regalava tutti i giorni al suo padrone. Non passava giorno, infatti, che i due si scambiassero gesti di amicizia sincera reciprocamente: le cure che riceveva Mikasa prima e dopo ogni cavalcata non avevano pari ed erano ripagati con nitriti poderosi di approvazioni e carezze che nonostante il possente muso erano soffici come la seta.
Quel giorno Molten si era avvicinato al quadrupede con un cesto pieno di carote, il suo cibo preferito. La coda aveva cominciato a muoversi freneticamente, le narici sbuffavano come draghi; quando iniziò a masticare la prima verdura le s'illuminò il muso, felice come una bambina. Nel frattempo che Mikasa sgranocchiava le carote, l'Etek l'aveva sellata, preparato un bel secchio d'acqua per l'animale ed una borraccia per lui. Finito lo spuntino salì in sella e cominciò a girovagare per la kioskas.
Gli venne incontro Kikka, Strega Saggia; stava accompagnando quasi per mano il suo cavallo Shaki. Avevano già cavalcato per qualche miglio e la donna aveva deciso di concedersi qualche minuto a piedi.
"Aykido Kikka, è un po' che non ti si vede in giro" disse Molten.
"Aykido a te Guerriero Etek, effettivamente sono stata presa dalla preparazione d'alcuni incantesimi particolari, richiestimi espressamente da un Gran personaggio d'Arcano" rispose lei.
"Stavo giusto iniziando a cavalcare, giusto per sgranchire le zampe di Mikasa, avresti voglia di unirti a me?" chiese Molten.
"Non mi dispiacerebbe" rispose "anche perché dovrei cercare qualche erba per le mie pozioni" disse risalendo a cavallo.
"Bene allora, incominciamo dalla parte nord della Kioskas ?"
"Volentieri" chiuse Kikka e s'incamminarono verso nord.
Giunti fuori delle mura lanciarono i cavalli al galoppo; sia Mikasa che Shaki non si fecero pregare ed incominciarono a galoppare senza freni. Liberi finalmente di muoversi a loro piacimento gli animali facevano a gare nel primeggiare, sembrava quasi fossero umani. Tennero quell'andatura per alcune miglia, finché Kikka e Molten non decisero di tirare le briglie ed i due cavalli furono costretti a rallentare.
"Vi siete sfogati finalmente!" disse Molten accarezzando vigorosamente il collo della propria cavalla; come sempre Mikasa ricambiò l'attenzione con un sonoro nitrito ed un movimento che sembrava proprio un'affermazione.
"Anche tu ti sei divertito" continuò Kikka rivolta a Shaki, accarezzando a sua volta il quadrupede.
Trotterellarono per qualche minuto ancora, quando giunsero nei pressi di un ruscello; la Strega, fermato il cavallo, ammirò per un attimo appena il panorama decidendo di scendere. Si ritrovò con a fianco Molten che era sceso a sua volta.
Il panorama era davvero splendido: il ruscello correva dove due colline trovavano il loro termine, ma il suo cammino iniziava in cima alla montagna alle loro spalle; nasceva piccolo piccolo dal ghiacciaio posto sul lato nord, fino a raggiungere le dimensioni di un consistente ruscello lì dove si erano fermati. Gli animali avevano già cominciato ad apprezzare le benefiche doti dell'acqua fresca, quando Molten vi s'immerse per trovare un po' di refrigerio.
"Dai, forza, Kikka vieni anche tu, qui si sta decisamente bene". La Strega, rimanendo voltata verso la valle, sembrava riluttante all'idea di immergersi o forse presa dallo spettacolo della natura proprio non sentiva il richiamo del compagno d'avventura. S'accorse così, quando ormai era tardi, che il guerriero, silenziosamente, era uscito dall'acqua e si era portato alle sue spalle; la sollevò come un fuscello tra le sue braccia e corse fino al ruscello dove con lei si lasciò cadere nell'acqua. Si ritrovarono ben presto zuppi come due pulcini, gli occhi negli occhi, in silenzio entrambi. A guardarli sembrava di assistere ad una di quelle prove alle fiere delle Kioskas: chi sarebbe stato il primo o la prima a muoversi oppure a parlare.
"Senti" dissero contemporaneamente scoppiando poi in una risata che richiamò l'attenzione anche dei due cavalli.
"Mi trovo bene con te" disse Kikka.
"Anche per me è così" rispose Molten, "Da quando sono ad Arcano sei la prima persona per la quale sento più stima e rispetto. Saranno forse quegli occhi smeraldini che hai o forse le tue fluenti chiome o forse tutto di te, la tua capacità di parlare al cuore anche senza dire parola. Insomma stare con te mi fa star bene".
Kikka, aiutata da Molten, si rialzò e mentre con uno strano giro di parole le sue vesti si asciugavano velocemente, meditava come rispondere.
Mentre cercava le parole, la strega si sistemava i capelli legandoli con un nastro verde, giocava sempre con i capelli quando era emozionata o agitata per qualcosa. Un ricciolo ribelle color dell'ambra non voleva stare al suo posto, l'Etek sorrideva leggermente divertito, anche se un po' ansioso di sapere la risposta a quello che le aveva appena detto. Il guerriero raramente apriva così il proprio cuore, ma quella ragazza, soprattutto ora con le gote lievemente arrossate per le sue semplici ma cariche di significato parole, aveva una sorta di magia su di lui.
Kikka, alla fine della lotta con la sua chioma, alzò gli occhi per incontrare quelli scuri ma nello stesso tempo così pieni di luce ed espressivi del guerriero. Rimase ancora per un momento in silenzio, sorrise solare e tutto il viso parve illuminarsi.
"Hai detto delle cose bellissime su di me, grazie" disse piano a voce bassa ancora un po' emozionata.
"Non ringraziarmi, è la verità" aggiunse Molten sorridendo dolce.
Kikka abbassò di nuovo lo sguardo e il rossore si fece ancora più acceso "Anch'io ti stimo molto, sei un valoroso guerriero, ma soprattutto un hammer con un animo nobile e gentile. Inoltre hai un'abilità straordinaria di rendermi di buon umore sempre, con le tue battute..." rialzò nuovamente gli occhi fissando il guerriero "...ma anche con la tua sola presenza. Anch'io sto bene in tua compagnia, direi che bene è troppo poco..."
La ragazza era riuscita a far rimanere senza parole anche l'allegro e chiacchierone Etek, così quando Kikka finì di parlare, l'unico rumore era lo scorrere del ruscello, il fruscio del vento fra le fronde degli alberi e i passerotti con il loro melodioso canto.
Molten fu il primo a rompere il silenzio "Kikka... sei veramente straordinaria"
La strega rise di una frizzante risata "Basta con i complimenti... se qualcuno è straordinario è qualcuno che ora si farà nuovamente un bel bagno" senza aggiungere altro spinge nuovamente nell'acqua il guerriero.
I due giocarono per un po' fino a quando, stremati per la cavalcata e per gli scherzi reciprochi, decisero di tornare a riva per riposare un pochino; con la mano aiutò la strega ad evitare qualche sasso che era adagiato sulla riva del fiume. Entrambi si sedettero sul prato ad osservare ancora il panorama. Amanuator perdeva lentamente il suo colore dorato per trasfomarsi in un disco rosato; le nuvole intorno sembravano intingersi della stessa tonalità, come un pennello con la sua tavolozza, dove il pittore era Arawen che dall'alto proteggeva i suoi hammers.
Seduta con il viso appoggiato sulle braccia posate sulle gambe, la strega era incantata dal magnifico tramonto "E' incredibile, non mi stancherò mai di guardare il cielo che si prepara alla notte, è sempre un'emozione, forse dipende che sono un po' bimba..." apparve un sorriso un po' buffo e ingenuo.
Il guerriero le diede un buffetto sulla guancia "Un'adorabile bimba, è questo che ti rende speciale. Sai essere seria e precisa nel tuo lavoro di strega, ma nello stesso tempo sbadata e un po' matta nelle cose di tutti i giorni". rispose Molten mentre la strega arrossiva alle parole senza aggiungere altro.
L'Etek guardò il cielo e si alzò aiutando Kikka a rialzarsi: "Dobbiamo rientrare, fra poco è notte e cavalcare allo scuro può essere pericoloso" aggiunse il guerriero con fare premuroso.
Kikka annuì "Sì certo hai ragione, allora prendiamo i nostri destrieri e via per un'altra bella cavalcata".
Molten accarezzò la criniera della sua cavalla che dolcemente con il muso salutava il padrone, contenta di poter correre di nuovo. Kikka anche lei con la mano sfiorò il manto lucente di Shaki che nitrì impaziente di riniziare la cavalcata.
"Kikka, ma che razza è il tuo cavallo, non è un Arabo, ma ci assomiglia moltissimo" disse il guerriero sistemando la sella di Mikasa.
La strega sorrise e prendendo le redini descrisse brevemente la storia del suo amico animale.
"Hai visto bene Molten, si vede che sei un amante degli animali. Shaki è un Quarab una razza che nasce da un incrocio tra appunto un Arabo e di un Quarter Horse" dà una pacca affettuosa al cavallo "Allora andiamo?"
Il guerriero sorrise "Un particolare cavallo per una particolare strega... Sì partiamo subito Capo!"
Scoppiando a ridere, la strega diede un piccola spinta a Molten e una linguaccia che sfociò in una argentina risata. "Stai attento, si sono trovati nei guai per molto meno alcuni hammers che mi hanno preso in giro"
Il guerriero divertito le lanciò un'occhiata di finta paura, faticando a trattenersi dal ridere. I due salirono in groppa a Mikasa e Shaki, per tornare dentro le mura di Ylea. Kikka era ospite da Nurah e sarebbe tornata a Kanveska solo dopo aver finito alcuni incantesimi in cui la suprema le stava dando una mano.
Arrivarono alle porte della kioskas, quando Mystryl faceva già capolino e ben presto si trovarono al bivio che portava a casa della Madras da una parte e a casa di Molten dall'altra.
"Dolcissima Kikka è ora di salutarci, è stata una giornata indimenticabile. Spero ci sarà presto un'altra occasione"
Il guerriero osservò il viso delicato della strega, alla luce della luna era bellissimo, sembrava che in qualsiasi ambiente riuscisse a trasmettergli un groviglio d'emozioni incredibili, poteva proprio dire di essere rimasto stregato... da una strega.
A Kikka in quel momento batteva forte il cuore, anche lei stava pensando la stessa cosa: quel ragazzo era davvero speciale e riuscì solo a farfugliare "Una giornata meravigliosa". A malincuore girò il cavallo in direzione della casa di Nurah, solo dopo aver sorriso nuovamente al guerriero "A presto... e se volete rivedermi sapete dove trovarmi"
Con un cenno della mano Molten salutò la bellissima strega già pensando a quale scusa inventare per poter rivedere presto quegli occhietti di smeraldo.
Il Guerriero Etek tornò alla sua tana con il cuore talmente radioso che avrebbe potuto fare a meno di accendere le candele per far luce quella sera. Aveva trascorso una giornata magnifica con una Hammer che gli aveva "stregato" il cuore. Appena giunto a casa portò Mikasa in stalla, le tolse la sella e cominciò a spazzolarla.
"Dimmi amica mia, cosa ne pensi di Kikka?" disse ad alta voce Molten. La cavalla rispose con un potente nitrito girando il collo verso l'Etek quasi a baciarlo.
"Ho capito, è piaciuta anche a te. Certo saranno i suoi occhi o forse i suoi capelli; magari le sue mani, giuste per gli incantesimi e le pozioni che le streghe preparano. Probabilmente per tutte le cose messe assieme".
Solo in quel momento si accorse di parlare con la cavalla. "Ah sì amica mia, ci manca solo che qualche Hammer mi veda parlare con te e poi sai che bel divertimento".
Mikasa, che fino ad allora aveva seguito con gli occhi il lavoro del proprio cavaliere, annuendo alle parole gentili verso Kikka, questa volta sbuffò indispettita, come se fosse una brutta malattia parlare con un animale.
Quando ebbe finito di sbrigare i doveri "equestri", Molten entrò nella sua tana, una comoda casetta con giusto l'indispensabile per vivere dignitosamente. Si cambiò gli indumenti ancora umidi dal bagno, accese il fuoco nel camino e vi si sedette davanti pensieroso. Il primo pensiero lo rivolse alle Dee, ringraziandole della splendida giornata trascorsa e ripromettendosi di andare quanto prima possibile a farlo di persona al Tempio. Inevitabilmente il secondo fu verso Kikka; non poteva permettersi di lasciar cadere una situazione così congeniale ad entrambi. In quel pomeriggio si erano scambiati sguardi e parole molto tenere, la luce del tramonto aveva colto le loro mani stringersi per aiutarla nel rialzarsi ed in altri piccoli gesti comuni; ma entrambi in quei contatti avevano sentito scorrere qualcosa in più di un toccarsi tra mani. Era come se si fossero passati qualche strana magia l'un l'altra.
"Non può finire qui, devo fare qualcosa per rivederla" pensò il Guerriero.
Kikka era rientrata presso la casa di Nurah sprizzando gioia e felicità in ogni dove. Aveva anche lei sistemato Shaki nel migliore dei modi ed era poi rientrata salutando la Strega Suprema con un radioso "Aikydo Nurah, non trovi sia stata una magnifica giornata?" Sentendola così felice la maestra non poté evitare di chiedere all'allieva cosa la metteva così di buon umore. Kikka raccontò tutto d'un fiato ciò che le era capitato in quella giornata e di come ora fosse in ansia per un nuovo segnale da parte del baldo Guerriero che, da buon allievo, era riuscito a stregarle il cuore.
"Vedrai" disse Nurah, "se Molten è così come me l'hai descritto non tarderà a farsi sentire".
Da brava maestra la Strega non si era sbagliata. Il giorno seguente, infatti, Molten si era alzato di buon ora, aveva sellato Mikasa ed era partito per una lunga cavalcata nel bosco e fino al fiume dove il giorno prima aveva vissuto una delle sue giornate migliori. Poi si era spinto fino al Tempio per ringraziare le Dee e chiedere consiglio sul da farsi. Infine era tornato a casa sicuro su come agire.
Prese una pergamena e nella maniera migliore per un Guerriero, iniziò a scrivere un vero e proprio invito a cena.

La Signoria Vostra Illustrissima
È invitata alla cena
Che si terrà presso
L'abitazione del Guerriero Etek Molten
Per il giorno 7 di Warerule
Momento del tramonto

La fantasia in quel momento scarseggiava nella testa del poveretto e scrivendo quella pergamena la mano gli tremava come neanche dopo la centesima testa mozzata in battaglia.
Prese il foglio, l'arrotolò per bene e la chiuse con delizioso nastro di seta verde smeraldo e con un mazzo di fiori di campo appena colti si recò a casa di Nurah.
Bussò due volte alla porta della Madras ed all'Amazzone che gli aprì chiese tutto d'un fiato se poteva vedere la Strega Kikka. Venne fatto accomodare in una piccola sala a fianco dell'ingresso; mentre osservava i dipinti alle pareti, da dietro le sue spalle fece capolino la giovane Strega.
"Aikydo Molten!" disse con una bella voce squillante che fece quasi spaventare il Guerriero.
"Aikydo Kikka" rispose lui "Questa mattina ho cavalcato a lungo di nuovo e quando mi sono fermato per far rifiatare Mikasa ho colto questi fiori di campo per te".
"Non ho parole" rispose Kikka "un Guerriero che conosce le buone maniere per affascinare una donna".
"Ah, dimenticavo c'è anche questa" riprese l'Etek porgendole la pergamena.
La Strega la lesse quasi incredula, poi con gli occhi smeraldo aperti e sorridenti rispose: "Ci sarò certamente, la mia fama di buongustaia non può certo permettersi di lasciarsi scappare un invito a cena e per giunta galante".
Nel pronunciare queste parole la voce di Kikka si era fatta suadente, il viso le si era illuminato come una splendida giornata di sole. Molten nel sentirle aveva cominciato ad emozionarsi facendo passare tutti i colori dell'arcobaleno sul suo volto.
"Bene, nel mio girovagare prima di arrivare ad Arcano ho conosciuto un ottimo cuoco che mi ha insegnato qualche trucco, sarò felice di renderti partecipe della cosa" sussurrò timidamente appena riuscì a rilassarsi un attimo ed accorgendosi in quel momento di aver preso le mani di Kikka tra le sue.
Si lasciarono con un cenno delle mani che fino a poco prima si erano strette assieme e con il cuore di entrambi che aveva cominciato a correre come i loro cavalli il giorno prima.
Molten passò il giorno seguente a cercare gli ingredienti per preparare la cena. Era andato a comprare il pesce: "Non può mancare" aveva pensato; per la carne non c'era problema, ovviamente, avendo appreso le migliori tecniche di caccia. Inoltre sapeva bene dove trovare le verdure giuste per accompagnare i vari piatti e le erbette per condimento.
Kikka dal canto suo aveva messo sottosopra il guardaroba che aveva portato con sé, coinvolgendo tutti i presenti. "Uffa, vediamo questo è troppo lungo, questo è troppo corto. Questo è troppo largo, questo è troppo stretto. Questo andrebbe bene, ma non mi piace il colore; questo l'ho già usato per un'altra occasione mondana".
Alla fine aveva scelto per uno splendido vestito. "Questo è quello giusto, portato con i capelli sciolti ed una rosa di quelle portatemi da Molten" aveva detto rivolgendosi a Nurah che non aveva potuto sottrarsi al coinvolgimento totale di casa sua.
"Approvo, è perfetto. Vedrai, il tuo Guerriero rimarrà senza parole" le disse la Strega Suprema.
I preparativi di Molten non erano certo passati inosservati per Ylea. Dolceluna, Strega ed amica di entrambi aveva chiesto spiegazioni all'Etek di tutto il trambusto. Ricevuta la spiegazione non esitò a fornire le proprie arti per aiutare a creare l'atmosfera.
"In fondo è per una buona causa" disse a Molten "Tu preoccupati della cena, al resto ci penso io".
Giunse finalmente la sera tanto desiderata da entrambi. La casa era stata rimessa in ordine come non mai. Dolceluna era stata di parola ed aveva preparato un tramonto inimmaginabile. In casa aveva stregato qualche ninnolo che il Guerriero aveva, facendo sì che soffondesse musica dolce di sottofondo. Molten aveva lucidato la sua armatura da Gran Gala "Gli Hammers in uniforme fanno sempre un certo effetto" pensò.
Tutto era pronto, quando Kikka arrivò ed il guerriero rimase letteralmente a bocca aperta. Mai aveva visto un'Hammer così affascinante. Era fasciata in un vestito rosso e lungo che esaltava ulteriormente il colore smeraldo dei suoi occhi; il fiore nei capelli fu riconosciuto subito da Molten che sentì il cuore riempirsi ancora più di gioia ed affetto per la Strega.
"Accomodati" disse "Benvenuta nella mia umile casa. Vieni, voglio farti vedere subito qualcosa che ti piacerà". Esitando un attimo la prese per mano e la portò su un piccolo terrazzo. La vista che si apriva da lì, però, era immensa. Amanuator aveva appena cominciato a calare e le prime stelle iniziavano a far capolino in un cielo blu come non mai.
"Sono senza parole, è magnifico" sussurrò la Strega.
"Sia chiaro" rispose il Guerriero "questa non è opera mia, ma qualcuno di mia conoscenza mi ha dato una mano in maniera egregia direi".
Le offrì un bicchiere con un infuso d'erbe. "Questo invece è il giusto aperitivo per contemplare il panorama".
Kikka prese il bicchiere tra le sue mani ed iniziò a sorseggiarlo. "Uhm.. ottimo direi. Si possono sapere gli ingredienti oppure devono rimanere misteriosi?"
"I segreti della cucina devono rimanere tali, ma sappi che tutto ciò che ho preparato contiene un ingrediente particolare, unico, ma che si abbina con tutto: ed è il mio, diciamo, affetto per te" rispose Molten, anche se in realtà la parola giusta sarebbe stata amore, ma ancora era incerto sul suo utilizzo. Non voleva, infatti, essere troppo precipitoso anche se tutto, ormai, lasciava intendere che tra i due l'intesa era decisamente profonda.
Rientrarono a malincuore in casa per consumare la cena, non dopo però di aver visto sorgere Mystryl. Il Guerriero fece accomodare la Strega in un punto della sala da dove si poteva in ogni modo guardare fuori della finestra e contemplare un cielo che così stellato non era mai stato. "Spero solo che Dolceluna non esageri con gli effetti speciali" pensò Molten.
Durante il pasto parlarono di tutto: si raccontarono delle loro vite passate e di come erano giunti ad Arcano; della loro fedeltà a Nimira e delle amicizie che ogni giorno nascevano con gli altri Hammers. Kikka raccontò tutto il suo percorso per diventare Strega e com'era diventata Strega Saggia del Consiglio. Lo stesso fece Molten raccontando alcune sue imprese di combattente, delle sue battaglie per Arcano e di come si sentiva fiero di essere un Guerriero Etek.
La sera inoltrata li sorprese davanti al camino con in mano un bicchiere di vino dolce leggermente passito, utile a scaldare ancora in cuori, oltre che buono.
"Ringrazio ancora le Dee che ci hanno dato questa possibilità di conoscerci meglio" disse Molten. Poi continuò: "Quando ho deciso di invitarti avevo il cuore in gola per l'emozione; non sapevo se avresti accettato, se avevi voglia di stare ancora con me. Poi, consegnandoti la pergamena ho visto due smeraldi brillare incastonati in un diamante ed ho avuto la conferma che noi due avremmo avuto ancora tante cose da dirci". Sorseggiò lentamente il suo vino.
Kikka alle parole dell'Etek arrossì, ma questa volta resse lo sguardo su di lui. "Non so come tu faccia a centrare sempre il bersaglio, ma sono i sentimenti che anch'io ho provato in questi giorni. Ho pensato molto a noi, talmente tanto che la Madras mi ha consigliato di prendermi due giorni di riposo per evitare di continuare a miscelare ingredienti pericolosi tra loro, quasi fossi una Strega alle prime pozioni! Io, però, so bene cosa voglio oggi. Voglio continuare a conoscerti meglio, più a fondo ancora di quanto siamo arrivati ora". Sorseggiò a sua volta un goccio di vino.
Una mano del Guerriero ora passava in mezzo alla chioma della Strega, arrivando ad accarezzarle la testa; l'altra stava invece accarezzando il braccio di Kikka, partendo dalla spalla giù fino alla mano per poi ricominciare.
Rimasero così con gli occhi fissi a guardarsi per qualche minuto, poi i volti dei due giovani cominciarono ad avvicinarsi fino a quando le labbra di Molten si posero delicatamente su quelle di Kikka. Se i sentimenti si potessero esprimere sonoramente, si sarebbero sentite migliaia di campane suonare; tutti gli arcanesi si sarebbero chiesti cosa stesse capitando ed almeno quelli più vicini avrebbero capito.
Il bacio fu brevissimamente lungo. Quando le labbra si allontanarono entrambi erano felici come due bambini che hanno appena scartato il regalo più desiderato. Il Guerriero strinse a sé la Strega con un tale impeto da farle quasi male.
"Ehi, mi hai appena baciato e già mi vuoi stritolare?" disse lei in tono scherzoso.
"Scusami, ma sai qualche volta mi capita di confondere l'abbraccio sentimentale da quello da battaglia" rispose lui; "l'ultima cosa che voglio è farti del male e certamente oggi che mi sento un Hammer nuovo e questo lo devo a te."

Kikka e Molten

 

 

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