La storia di Kikka e Molten
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IL
PRINCIPIO (da I racconti del Kruill) |
Mikasa era in piedi vicino alla grande quercia che da secoli era ai
margini della Kioskas di Ylea; poco più in là Molten, Guerriero Etek,
aveva stabilito la sua nuova dimora. Dopo essere arrivato e soggiornato
per lungo tempo a Nakir, aveva deciso di iniziare a girare le kioskas e
quella di Ylea era stata la prima. La ragione era molto semplice: lì
c'era il Quartier Generale degli Etek e l'idea di vivere a contatto con
i propri compagni lo aveva spinto a prendere la decisione che quella
sarebbe stata la prima tappa del suo viaggio. Mikasa invece era stata
scoperta alla scuderia di Nakir, dove era stato amore a prima vista per
entrambi; la dedizione del Guerriero verso l'animale era pari alla
riconoscenza, all'amore che la cavalla regalava tutti i giorni al suo
padrone. Non passava giorno, infatti, che i due si scambiassero gesti di
amicizia sincera reciprocamente: le cure che riceveva Mikasa prima e
dopo ogni cavalcata non avevano pari ed erano ripagati con nitriti
poderosi di approvazioni e carezze che nonostante il possente muso erano
soffici come la seta.
Quel giorno Molten si era avvicinato al quadrupede con un cesto pieno di
carote, il suo cibo preferito. La coda aveva cominciato a muoversi
freneticamente, le narici sbuffavano come draghi; quando iniziò a
masticare la prima verdura le s'illuminò il muso, felice come una
bambina. Nel frattempo che Mikasa sgranocchiava le carote, l'Etek
l'aveva sellata, preparato un bel secchio d'acqua per l'animale ed una
borraccia per lui. Finito lo spuntino salì in sella e cominciò a
girovagare per la kioskas.
Gli venne incontro Kikka, Strega Saggia; stava accompagnando quasi per
mano il suo cavallo Shaki. Avevano già cavalcato per qualche miglio e la
donna aveva deciso di concedersi qualche minuto a piedi.
"Aykido Kikka, è un po' che non ti si vede in giro" disse Molten.
"Aykido a te Guerriero Etek, effettivamente sono stata presa dalla
preparazione d'alcuni incantesimi particolari, richiestimi espressamente
da un Gran personaggio d'Arcano" rispose lei.
"Stavo giusto iniziando a cavalcare, giusto per sgranchire le zampe di
Mikasa, avresti voglia di unirti a me?" chiese Molten.
"Non mi dispiacerebbe" rispose "anche perché dovrei cercare qualche erba
per le mie pozioni" disse risalendo a cavallo.
"Bene allora, incominciamo dalla parte nord della Kioskas ?"
"Volentieri" chiuse Kikka e s'incamminarono verso nord.
Giunti fuori delle mura lanciarono i cavalli al galoppo; sia Mikasa che
Shaki non si fecero pregare ed incominciarono a galoppare senza freni.
Liberi finalmente di muoversi a loro piacimento gli animali facevano a
gare nel primeggiare, sembrava quasi fossero umani. Tennero quell'andatura
per alcune miglia, finché Kikka e Molten non decisero di tirare le
briglie ed i due cavalli furono costretti a rallentare.
"Vi siete sfogati finalmente!" disse Molten accarezzando vigorosamente
il collo della propria cavalla; come sempre Mikasa ricambiò l'attenzione
con un sonoro nitrito ed un movimento che sembrava proprio
un'affermazione.
"Anche tu ti sei divertito" continuò Kikka rivolta a Shaki, accarezzando
a sua volta il quadrupede.
Trotterellarono per qualche minuto ancora, quando giunsero nei pressi di
un ruscello; la Strega, fermato il cavallo, ammirò per un attimo appena
il panorama decidendo di scendere. Si ritrovò con a fianco Molten che
era sceso a sua volta.
Il panorama era davvero splendido: il ruscello correva dove due colline
trovavano il loro termine, ma il suo cammino iniziava in cima alla
montagna alle loro spalle; nasceva piccolo piccolo dal ghiacciaio posto
sul lato nord, fino a raggiungere le dimensioni di un consistente
ruscello lì dove si erano fermati. Gli animali avevano già cominciato ad
apprezzare le benefiche doti dell'acqua fresca, quando Molten vi
s'immerse per trovare un po' di refrigerio.
"Dai, forza, Kikka vieni anche tu, qui si sta decisamente bene". La
Strega, rimanendo voltata verso la valle, sembrava riluttante all'idea
di immergersi o forse presa dallo spettacolo della natura proprio non
sentiva il richiamo del compagno d'avventura. S'accorse così, quando
ormai era tardi, che il guerriero, silenziosamente, era uscito
dall'acqua e si era portato alle sue spalle; la sollevò come un fuscello
tra le sue braccia e corse fino al ruscello dove con lei si lasciò
cadere nell'acqua. Si ritrovarono ben presto zuppi come due pulcini, gli
occhi negli occhi, in silenzio entrambi. A guardarli sembrava di
assistere ad una di quelle prove alle fiere delle Kioskas: chi sarebbe
stato il primo o la prima a muoversi oppure a parlare.
"Senti" dissero contemporaneamente scoppiando poi in una risata che
richiamò l'attenzione anche dei due cavalli.
"Mi trovo bene con te" disse Kikka.
"Anche per me è così" rispose Molten, "Da quando sono ad Arcano sei la
prima persona per la quale sento più stima e rispetto. Saranno forse
quegli occhi smeraldini che hai o forse le tue fluenti chiome o forse
tutto di te, la tua capacità di parlare al cuore anche senza dire
parola. Insomma stare con te mi fa star bene".
Kikka, aiutata da Molten, si rialzò e mentre con uno strano giro di
parole le sue vesti si asciugavano velocemente, meditava come
rispondere.
Mentre cercava le parole, la strega si sistemava i capelli legandoli con
un nastro verde, giocava sempre con i capelli quando era emozionata o
agitata per qualcosa. Un ricciolo ribelle color dell'ambra non voleva
stare al suo posto, l'Etek sorrideva leggermente divertito, anche se un
po' ansioso di sapere la risposta a quello che le aveva appena detto. Il
guerriero raramente apriva così il proprio cuore, ma quella ragazza,
soprattutto ora con le gote lievemente arrossate per le sue semplici ma
cariche di significato parole, aveva una sorta di magia su di lui.
Kikka, alla fine della lotta con la sua chioma, alzò gli occhi per
incontrare quelli scuri ma nello stesso tempo così pieni di luce ed
espressivi del guerriero. Rimase ancora per un momento in silenzio,
sorrise solare e tutto il viso parve illuminarsi.
"Hai detto delle cose bellissime su di me, grazie" disse piano a voce
bassa ancora un po' emozionata.
"Non ringraziarmi, è la verità" aggiunse Molten sorridendo dolce.
Kikka abbassò di nuovo lo sguardo e il rossore si fece ancora più acceso
"Anch'io ti stimo molto, sei un valoroso guerriero, ma soprattutto un
hammer con un animo nobile e gentile. Inoltre hai un'abilità
straordinaria di rendermi di buon umore sempre, con le tue battute..."
rialzò nuovamente gli occhi fissando il guerriero "...ma anche con la
tua sola presenza. Anch'io sto bene in tua compagnia, direi che bene è
troppo poco..."
La ragazza era riuscita a far rimanere senza parole anche l'allegro e
chiacchierone Etek, così quando Kikka finì di parlare, l'unico rumore
era lo scorrere del ruscello, il fruscio del vento fra le fronde degli
alberi e i passerotti con il loro melodioso canto.
Molten fu il primo a rompere il silenzio "Kikka... sei veramente
straordinaria"
La strega rise di una frizzante risata "Basta con i complimenti... se
qualcuno è straordinario è qualcuno che ora si farà nuovamente un bel
bagno" senza aggiungere altro spinge nuovamente nell'acqua il guerriero.
I due giocarono per un po' fino a quando, stremati per la cavalcata e
per gli scherzi reciprochi, decisero di tornare a riva per riposare un
pochino; con la mano aiutò la strega ad evitare qualche sasso che era
adagiato sulla riva del fiume. Entrambi si sedettero sul prato ad
osservare ancora il panorama. Amanuator perdeva lentamente il suo colore
dorato per trasfomarsi in un disco rosato; le nuvole intorno sembravano
intingersi della stessa tonalità, come un pennello con la sua tavolozza,
dove il pittore era Arawen che dall'alto proteggeva i suoi hammers.
Seduta con il viso appoggiato sulle braccia posate sulle gambe, la
strega era incantata dal magnifico tramonto "E' incredibile, non mi
stancherò mai di guardare il cielo che si prepara alla notte, è sempre
un'emozione, forse dipende che sono un po' bimba..." apparve un sorriso
un po' buffo e ingenuo.
Il guerriero le diede un buffetto sulla guancia "Un'adorabile bimba, è
questo che ti rende speciale. Sai essere seria e precisa nel tuo lavoro
di strega, ma nello stesso tempo sbadata e un po' matta nelle cose di
tutti i giorni". rispose Molten mentre la strega arrossiva alle parole
senza aggiungere altro.
L'Etek guardò il cielo e si alzò aiutando Kikka a rialzarsi: "Dobbiamo
rientrare, fra poco è notte e cavalcare allo scuro può essere
pericoloso" aggiunse il guerriero con fare premuroso.
Kikka annuì "Sì certo hai ragione, allora prendiamo i nostri destrieri e
via per un'altra bella cavalcata".
Molten accarezzò la criniera della sua cavalla che dolcemente con il
muso salutava il padrone, contenta di poter correre di nuovo. Kikka
anche lei con la mano sfiorò il manto lucente di Shaki che nitrì
impaziente di riniziare la cavalcata.
"Kikka, ma che razza è il tuo cavallo, non è un Arabo, ma ci assomiglia
moltissimo" disse il guerriero sistemando la sella di Mikasa.
La strega sorrise e prendendo le redini descrisse brevemente la storia
del suo amico animale.
"Hai visto bene Molten, si vede che sei un amante degli animali. Shaki è
un Quarab una razza che nasce da un incrocio tra appunto un Arabo e di
un Quarter Horse" dà una pacca affettuosa al cavallo "Allora andiamo?"
Il guerriero sorrise "Un particolare cavallo per una particolare
strega... Sì partiamo subito Capo!"
Scoppiando a ridere, la strega diede un piccola spinta a Molten e una
linguaccia che sfociò in una argentina risata. "Stai attento, si sono
trovati nei guai per molto meno alcuni hammers che mi hanno preso in
giro"
Il guerriero divertito le lanciò un'occhiata di finta paura, faticando a
trattenersi dal ridere. I due salirono in groppa a Mikasa e Shaki, per
tornare dentro le mura di Ylea. Kikka era ospite da Nurah e sarebbe
tornata a Kanveska solo dopo aver finito alcuni incantesimi in cui la
suprema le stava dando una mano.
Arrivarono alle porte della kioskas, quando Mystryl faceva già capolino
e ben presto si trovarono al bivio che portava a casa della Madras da
una parte e a casa di Molten dall'altra.
"Dolcissima Kikka è ora di salutarci, è stata una giornata
indimenticabile. Spero ci sarà presto un'altra occasione"
Il guerriero osservò il viso delicato della strega, alla luce della luna
era bellissimo, sembrava che in qualsiasi ambiente riuscisse a
trasmettergli un groviglio d'emozioni incredibili, poteva proprio dire
di essere rimasto stregato... da una strega.
A Kikka in quel momento batteva forte il cuore, anche lei stava pensando
la stessa cosa: quel ragazzo era davvero speciale e riuscì solo a
farfugliare "Una giornata meravigliosa". A malincuore girò il cavallo in
direzione della casa di Nurah, solo dopo aver sorriso nuovamente al
guerriero "A presto... e se volete rivedermi sapete dove trovarmi"
Con un cenno della mano Molten salutò la bellissima strega già pensando
a quale scusa inventare per poter rivedere presto quegli occhietti di
smeraldo.
Il Guerriero Etek tornò alla sua tana con il cuore talmente radioso che
avrebbe potuto fare a meno di accendere le candele per far luce quella
sera. Aveva trascorso una giornata magnifica con una Hammer che gli
aveva "stregato" il cuore. Appena giunto a casa portò Mikasa in stalla,
le tolse la sella e cominciò a spazzolarla.
"Dimmi amica mia, cosa ne pensi di Kikka?" disse ad alta voce Molten. La
cavalla rispose con un potente nitrito girando il collo verso l'Etek
quasi a baciarlo.
"Ho capito, è piaciuta anche a te. Certo saranno i suoi occhi o forse i
suoi capelli; magari le sue mani, giuste per gli incantesimi e le
pozioni che le streghe preparano. Probabilmente per tutte le cose messe
assieme".
Solo in quel momento si accorse di parlare con la cavalla. "Ah sì amica
mia, ci manca solo che qualche Hammer mi veda parlare con te e poi sai
che bel divertimento".
Mikasa, che fino ad allora aveva seguito con gli occhi il lavoro del
proprio cavaliere, annuendo alle parole gentili verso Kikka, questa
volta sbuffò indispettita, come se fosse una brutta malattia parlare con
un animale.
Quando ebbe finito di sbrigare i doveri "equestri", Molten entrò nella
sua tana, una comoda casetta con giusto l'indispensabile per vivere
dignitosamente. Si cambiò gli indumenti ancora umidi dal bagno, accese
il fuoco nel camino e vi si sedette davanti pensieroso. Il primo
pensiero lo rivolse alle Dee, ringraziandole della splendida giornata
trascorsa e ripromettendosi di andare quanto prima possibile a farlo di
persona al Tempio. Inevitabilmente il secondo fu verso Kikka; non poteva
permettersi di lasciar cadere una situazione così congeniale ad
entrambi. In quel pomeriggio si erano scambiati sguardi e parole molto
tenere, la luce del tramonto aveva colto le loro mani stringersi per
aiutarla nel rialzarsi ed in altri piccoli gesti comuni; ma entrambi in
quei contatti avevano sentito scorrere qualcosa in più di un toccarsi
tra mani. Era come se si fossero passati qualche strana magia l'un
l'altra.
"Non può finire qui, devo fare qualcosa per rivederla" pensò il
Guerriero.
Kikka era rientrata presso la casa di Nurah sprizzando gioia e felicità
in ogni dove. Aveva anche lei sistemato Shaki nel migliore dei modi ed
era poi rientrata salutando la Strega Suprema con un radioso "Aikydo
Nurah, non trovi sia stata una magnifica giornata?" Sentendola così
felice la maestra non poté evitare di chiedere all'allieva cosa la
metteva così di buon umore. Kikka raccontò tutto d'un fiato ciò che le
era capitato in quella giornata e di come ora fosse in ansia per un
nuovo segnale da parte del baldo Guerriero che, da buon allievo, era
riuscito a stregarle il cuore.
"Vedrai" disse Nurah, "se Molten è così come me l'hai descritto non
tarderà a farsi sentire".
Da brava maestra la Strega non si era sbagliata. Il giorno seguente,
infatti, Molten si era alzato di buon ora, aveva sellato Mikasa ed era
partito per una lunga cavalcata nel bosco e fino al fiume dove il giorno
prima aveva vissuto una delle sue giornate migliori. Poi si era spinto
fino al Tempio per ringraziare le Dee e chiedere consiglio sul da farsi.
Infine era tornato a casa sicuro su come agire.
Prese una pergamena e nella maniera migliore per un Guerriero, iniziò a
scrivere un vero e proprio invito a cena.
La Signoria Vostra Illustrissima
È invitata alla cena
Che si terrà presso
L'abitazione del Guerriero Etek Molten
Per il giorno 7 di Warerule
Momento del tramonto
La fantasia in quel momento scarseggiava nella testa del poveretto e
scrivendo quella pergamena la mano gli tremava come neanche dopo la
centesima testa mozzata in battaglia.
Prese il foglio, l'arrotolò per bene e la chiuse con delizioso nastro di
seta verde smeraldo e con un mazzo di fiori di campo appena colti si
recò a casa di Nurah.
Bussò due volte alla porta della Madras ed all'Amazzone che gli aprì
chiese tutto d'un fiato se poteva vedere la Strega Kikka. Venne fatto
accomodare in una piccola sala a fianco dell'ingresso; mentre osservava
i dipinti alle pareti, da dietro le sue spalle fece capolino la giovane
Strega.
"Aikydo Molten!" disse con una bella voce squillante che fece quasi
spaventare il Guerriero.
"Aikydo Kikka" rispose lui "Questa mattina ho cavalcato a lungo di nuovo
e quando mi sono fermato per far rifiatare Mikasa ho colto questi fiori
di campo per te".
"Non ho parole" rispose Kikka "un Guerriero che conosce le buone maniere
per affascinare una donna".
"Ah, dimenticavo c'è anche questa" riprese l'Etek porgendole la
pergamena.
La Strega la lesse quasi incredula, poi con gli occhi smeraldo aperti e
sorridenti rispose: "Ci sarò certamente, la mia fama di buongustaia non
può certo permettersi di lasciarsi scappare un invito a cena e per
giunta galante".
Nel pronunciare queste parole la voce di Kikka si era fatta suadente, il
viso le si era illuminato come una splendida giornata di sole. Molten
nel sentirle aveva cominciato ad emozionarsi facendo passare tutti i
colori dell'arcobaleno sul suo volto.
"Bene, nel mio girovagare prima di arrivare ad Arcano ho conosciuto un
ottimo cuoco che mi ha insegnato qualche trucco, sarò felice di renderti
partecipe della cosa" sussurrò timidamente appena riuscì a rilassarsi un
attimo ed accorgendosi in quel momento di aver preso le mani di Kikka
tra le sue.
Si lasciarono con un cenno delle mani che fino a poco prima si erano
strette assieme e con il cuore di entrambi che aveva cominciato a
correre come i loro cavalli il giorno prima.
Molten passò il giorno seguente a cercare gli ingredienti per preparare
la cena. Era andato a comprare il pesce: "Non può mancare" aveva
pensato; per la carne non c'era problema, ovviamente, avendo appreso le
migliori tecniche di caccia. Inoltre sapeva bene dove trovare le verdure
giuste per accompagnare i vari piatti e le erbette per condimento.
Kikka dal canto suo aveva messo sottosopra il guardaroba che aveva
portato con sé, coinvolgendo tutti i presenti. "Uffa, vediamo questo è
troppo lungo, questo è troppo corto. Questo è troppo largo, questo è
troppo stretto. Questo andrebbe bene, ma non mi piace il colore; questo
l'ho già usato per un'altra occasione mondana".
Alla fine aveva scelto per uno splendido vestito. "Questo è quello
giusto, portato con i capelli sciolti ed una rosa di quelle portatemi da
Molten" aveva detto rivolgendosi a Nurah che non aveva potuto sottrarsi
al coinvolgimento totale di casa sua.
"Approvo, è perfetto. Vedrai, il tuo Guerriero rimarrà senza parole" le
disse la Strega Suprema.
I preparativi di Molten non erano certo passati inosservati per Ylea.
Dolceluna, Strega ed amica di entrambi aveva chiesto spiegazioni all'Etek
di tutto il trambusto. Ricevuta la spiegazione non esitò a fornire le
proprie arti per aiutare a creare l'atmosfera.
"In fondo è per una buona causa" disse a Molten "Tu preoccupati della
cena, al resto ci penso io".
Giunse finalmente la sera tanto desiderata da entrambi. La casa era
stata rimessa in ordine come non mai. Dolceluna era stata di parola ed
aveva preparato un tramonto inimmaginabile. In casa aveva stregato
qualche ninnolo che il Guerriero aveva, facendo sì che soffondesse
musica dolce di sottofondo. Molten aveva lucidato la sua armatura da
Gran Gala "Gli Hammers in uniforme fanno sempre un certo effetto" pensò.
Tutto era pronto, quando Kikka arrivò ed il guerriero rimase
letteralmente a bocca aperta. Mai aveva visto un'Hammer così
affascinante. Era fasciata in un vestito rosso e lungo che esaltava
ulteriormente il colore smeraldo dei suoi occhi; il fiore nei capelli fu
riconosciuto subito da Molten che sentì il cuore riempirsi ancora più di
gioia ed affetto per la Strega.
"Accomodati" disse "Benvenuta nella mia umile casa. Vieni, voglio farti
vedere subito qualcosa che ti piacerà". Esitando un attimo la prese per
mano e la portò su un piccolo terrazzo. La vista che si apriva da lì,
però, era immensa. Amanuator aveva appena cominciato a calare e le prime
stelle iniziavano a far capolino in un cielo blu come non mai.
"Sono senza parole, è magnifico" sussurrò la Strega.
"Sia chiaro" rispose il Guerriero "questa non è opera mia, ma qualcuno
di mia conoscenza mi ha dato una mano in maniera egregia direi".
Le offrì un bicchiere con un infuso d'erbe. "Questo invece è il giusto
aperitivo per contemplare il panorama".
Kikka prese il bicchiere tra le sue mani ed iniziò a sorseggiarlo.
"Uhm.. ottimo direi. Si possono sapere gli ingredienti oppure devono
rimanere misteriosi?"
"I segreti della cucina devono rimanere tali, ma sappi che tutto ciò che
ho preparato contiene un ingrediente particolare, unico, ma che si
abbina con tutto: ed è il mio, diciamo, affetto per te" rispose Molten,
anche se in realtà la parola giusta sarebbe stata amore, ma ancora era
incerto sul suo utilizzo. Non voleva, infatti, essere troppo precipitoso
anche se tutto, ormai, lasciava intendere che tra i due l'intesa era
decisamente profonda.
Rientrarono a malincuore in casa per consumare la cena, non dopo però di
aver visto sorgere Mystryl. Il Guerriero fece accomodare la Strega in un
punto della sala da dove si poteva in ogni modo guardare fuori della
finestra e contemplare un cielo che così stellato non era mai stato.
"Spero solo che Dolceluna non esageri con gli effetti speciali" pensò
Molten.
Durante il pasto parlarono di tutto: si raccontarono delle loro vite
passate e di come erano giunti ad Arcano; della loro fedeltà a Nimira e
delle amicizie che ogni giorno nascevano con gli altri Hammers. Kikka
raccontò tutto il suo percorso per diventare Strega e com'era diventata
Strega Saggia del Consiglio. Lo stesso fece Molten raccontando alcune
sue imprese di combattente, delle sue battaglie per Arcano e di come si
sentiva fiero di essere un Guerriero Etek.
La sera inoltrata li sorprese davanti al camino con in mano un bicchiere
di vino dolce leggermente passito, utile a scaldare ancora in cuori,
oltre che buono.
"Ringrazio ancora le Dee che ci hanno dato questa possibilità di
conoscerci meglio" disse Molten. Poi continuò: "Quando ho deciso di
invitarti avevo il cuore in gola per l'emozione; non sapevo se avresti
accettato, se avevi voglia di stare ancora con me. Poi, consegnandoti la
pergamena ho visto due smeraldi brillare incastonati in un diamante ed
ho avuto la conferma che noi due avremmo avuto ancora tante cose da
dirci". Sorseggiò lentamente il suo vino.
Kikka alle parole dell'Etek arrossì, ma questa volta resse lo sguardo su
di lui. "Non so come tu faccia a centrare sempre il bersaglio, ma sono i
sentimenti che anch'io ho provato in questi giorni. Ho pensato molto a
noi, talmente tanto che la Madras mi ha consigliato di prendermi due
giorni di riposo per evitare di continuare a miscelare ingredienti
pericolosi tra loro, quasi fossi una Strega alle prime pozioni! Io,
però, so bene cosa voglio oggi. Voglio continuare a conoscerti meglio,
più a fondo ancora di quanto siamo arrivati ora". Sorseggiò a sua volta
un goccio di vino.
Una mano del Guerriero ora passava in mezzo alla chioma della Strega,
arrivando ad accarezzarle la testa; l'altra stava invece accarezzando il
braccio di Kikka, partendo dalla spalla giù fino alla mano per poi
ricominciare.
Rimasero così con gli occhi fissi a guardarsi per qualche minuto, poi i
volti dei due giovani cominciarono ad avvicinarsi fino a quando le
labbra di Molten si posero delicatamente su quelle di Kikka. Se i
sentimenti si potessero esprimere sonoramente, si sarebbero sentite
migliaia di campane suonare; tutti gli arcanesi si sarebbero chiesti
cosa stesse capitando ed almeno quelli più vicini avrebbero capito.
Il bacio fu brevissimamente lungo. Quando le labbra si allontanarono
entrambi erano felici come due bambini che hanno appena scartato il
regalo più desiderato. Il Guerriero strinse a sé la Strega con un tale
impeto da farle quasi male.
"Ehi, mi hai appena baciato e già mi vuoi stritolare?" disse lei in tono
scherzoso.
"Scusami, ma sai qualche volta mi capita di confondere l'abbraccio
sentimentale da quello da battaglia" rispose lui; "l'ultima cosa che
voglio è farti del male e certamente oggi che mi sento un Hammer nuovo e
questo lo devo a te."
Kikka e Molten
| Cap.
1 |
Cap.
2 |
Cap.
3 |
Cap. 4 |
Cap. 5 |
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