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La Sfida dei Maghi

 

MORBOVIA

Prima sessione: Duelli sulla riva del fiume Kruill, tra la kioskas di Kolise e quella di Kanveska.

 

Delazar   sconfigge Xandor

Leelooo sconfigge Diablo

Morbovia   sconfigge Squall

 

Dalla prima sessione uscirono vincitori i Maghi Morbovia, Leelooo e Delazar.
Mago Xandor fu ripescato fra coloro che erano stati sconfitti. Resi pubblici i duelli del secondo turno di questa gara avvincente.
Ebbe inizio la seconda fase del Gran Torneo di Magia.
Gli incontri si tennero in un'arena situata nelle pianure a sud del Kruill, al centro di una danza incessante di fiamme allestite per l'occasione.

 

Delazar   sconfigge Leelooo

Morbovia sconfigge Xandor

 

Vincemmo Delazar ed io.
Non mi sembrava vero di essere arrivato in finale!
Delazar è un mago potentissimo, quindi sapevo che sarebbe stato quasi impossibile batterlo, ma la speranza non mi abbandonava.
Purtroppo nell’incontro delle streghe, che si svolse subito dopo quello dei maghi, la mia dolce Fairie aveva perso… ma lei era comunque felice di potermi aiutare negli allenamenti e ciò mi rallegrò molto.
Il grande momento si avvicinava…
Se avessi vinto, Aragon mi avrebbe investito della carica di Guardiano della Gilda… sarei diventato il braccio destro del Supremo!
Ce l’avrei fatta?
Se sì, quali incarichi mi aspettavano?
La mia curiosità cresceva ogni istante…
Gli incontri si protrassero fino a tardi... le premiazioni si svolsero di sera.

 

Morbovia   sconfigge Delazar

 

ARAGON SUPREMO MAGO OSCURO

Premiazione del Guardiano della Gilda:
I vapori generati dall’ultimo scontro tra i duellanti, si stavano lentamente disperdendo nella fredda aria della sera.
La luce delle torce rubava alla notte il volto degli Hammers che quel giorno avevano deciso di dedicare un attimo delle loro brevi vite ad uno spettacolo che probabilmente non avrebbero mai più rivisto.
Volti la cui espressione tradiva i loro pensieri e vi dipingeva una maschera di timore mista a incredulità.
I maghi.... Quegli strani esseri che vagavano indisturbati per le strade, i campi, i boschi e le montagne, scrutati dagli occhi intimoriti dei contadini, curiosi degli artisti e di apparente sfida delle amazzoni e dei guerrieri. Figure bramate e allo stesso tempo temute per il loro potere.....
Nessuno li voleva come nemici, ma neanche come veri amici.
Celato dal suo nero cappuccio Aragon il Mago Supremo della Gilda dei Maghi Arcani, catturava uno ad uno quegli sguardi e un debole sorriso segnò per un attimo il suo volto senza tempo.
“Bene...”- pensò fra se - “Finalmente i nostri amici hanno conosciuto il nostro potere e i nostri nemici la nostra forza.”
Una folata di vento gelido del Nord spazzò proprio in quell’istante le grigie rocce di quelle montagne, riportando alle mente del Mago antichi ricordi mai sopiti.......
Quel vento...... Quel vento gelido..... Quella voce in quel vento gelido che urlava incessantemente la sua rabbia......
Un attimo..... solo un attimo..... tanto bastò ad Aragon l’Oscuro per ricordare quella che fu la storia dei Maghi Arcani.....
Poi veloce com’era venuto quel vento cessò e le prime voci degli Hammers cominciarono a riempire il silenzio della montagna.
Aragon allora si alzò dallo scrano sistemato sul palco imperiale a pochi passi dalle Madras e con passo deciso si avviò verso la piccola radura.
Con un lieve cenno del capo salutò l’Imperatrice che inaspettatamente ricambiò con un debole sorriso.
Sguardi bassi e carichi di timore precedevano i passi del Mago Oscuro, come se gli occhi di quegli Hammers, si fossero potuti perdere tra le ombre di quel cappuccio nero come la notte.
Varcò i denti di ghiaccio che delimitavano la radura e proprio in quell’istante le rocce che accoglievano i suoi passi ebbero come un fremito, come se ogni residuo di magia che fino a pochi attimi prima trasudava da ogni elemento, fosse stato spazzato via dalla presenza di quella nera figura.
Il cammino di Aragon si interruppe di fronte a quel giovane mago che con il capo chino lo attendeva al centro esatto dell’arena.
“Alza lo sguardo Morbovia, perchè il timore non si addice ad un potente mago come te.
La vostra impresa...” proseguì Aragon volgendo lo sguardo anche verso l’avversario ”...è stata di grande importanza per la nostra Gilda, più di quanto possiate immaginare.
Per troppo tempo siamo rimasti rinchiusi nella nostra torre, celati agli sguardi indiscreti degli Hammers.
Ma ora per la prima volta in questa Quarta Era, abbiamo dimostrato loro e alla nostra Imperatrice che grande è il potere su cui potranno contare nelle guerre che verranno.”
Dalla tasca della tunica trasse quindi un piccolo oggetto dai contorni ravvivati da una debole luce bruno-rossastra.
Era una piccola chiave ricavata da un unico blocco di Mithrak, un’antica lega la cui formula veniva tramandata nei secoli solo ai Maghi Supremi della Gilda. Sulla sua superficie, arcaici caratteri di un’antica lingua erano incisi con straordinaria maestria.
Un debole calore scaturiva dal suo interno, facendo presagire che quello era qualcosa di più di un semplice oggetto dalla splendida fattura.
“Porgimi la tua mano Mago Morbovia. Quella che sto per consegnarti è la chiave dell’antica biblioteca della torre che da secoli conserva le antiche pergamene dei nostri predecessori. Antiche e pericolose forze si annidano tra quegli antichi codici. Forze sopite o incatenate, ma tutt’altro che annientate. Il tuo compito da oggi in avanti sarà di evitare che queste forze cadano nelle avide mani di coloro che bramano il nostro sapere, per distruggere quello che fino ad oggi è stato Arcano. Il tuo compito è difficile Mago, ma grande è la tua forza ..... di questo ne sono più che certo. Io stesso sarò la tua guida, come altri lo furono prima di me. Ma ora vieni, è giunto il momento che il nuovo Guardiano della Gilda dei Maghi Arcani vada a rendere omaggio alla sua Imperatrice....”

 

 

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